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Cosa fare a Monza, la Reggia

Che cosa fare a Monza: guida per turisti

Che cosa fare a Monza? I consigli che stai per leggere ti propongono tutti gli itinerari da scoprire in città, con i monumenti da visitare, gli scorci naturalistici più affascinanti e i ristoranti in cui mangiare. Preparati a conoscere il museo più piccolo del mondo e tanti luoghi in cui s’è fatta la storia d’Italia.

La città

Con circa 123mila abitanti, Monza è la terza città più popolata della Lombardia dopo Milano e Brescia.

Monza è conosciuta in Italia e nel resto del mondo per il suo autodromo, storica sede del Gran Premio d’Italia di Formula 1.

Cosa fare a Monza, l'autodromo
Una veduta aerea dell’autodromo di Monza

Che cosa fare a Monza: i monumenti da vedere

Se sei curioso di sapere che cosa vedere a Monza, ti consiglio di cominciare il tuo tour della città dall’incrocio tra via Italia e largo Mazzini.

Incamminandoti lungo via Italia, di fianco al civico 35 all’incrocio con via Santa Maddalena trovi la Chiesa di Santa Maddalena e Santa Teresa d’Avila. Nota anche come Chiesa delle Sacramentine (poiché dietro la chiesa è presente un monastero di clausura delle Sacramentine), fu costruita intorno al 1610, anche se il rifacimento della facciata risale all’Ottocento: a questo periodo risalgono le statue di Santa Teresa, Santa Maria Maddalena, San Giuseppe e San Michele che puoi osservare ancora oggi.

Cosa fare a Monza, la Chiesa delle Sacramentine
La Chiesa delle Sacramentine nel centro di Monza

Poche decine di metri più in là, in via Italia 27, ecco la Chiesa di Santa Maria in Strada, splendido esempio di gotico lombardo, costruita tra il 1348 e il 1368. La facciata mostra una statua della Madonna col Bambino: si tratta di una copia della statua originale, risalente alla prima metà del XV secolo, che nel 1995 è stata asportata per evitarne l’usura.

Di fronte, in via Italia 25 all’angolo con vicolo Ambrogiolo, puoi notare l’affascinante Casa Cantù, realizzata in stile liberty su progetto di Aristide Conti.

La successiva strada che incontri sulla destra è via Teodolinda: imboccala se vuoi visitare i Musei Civici di Monza, ospitata nella cosiddetta Casa degli Umiliati (al civico 4), un complesso medievale con elementi settecenteschi e novecenteschi. Il museo è aperto dal mercoledì alla domenica, e il biglietto intero costa 6 euro. L’esposizione include reperti e opere d’arte degli ultimi 2mila anni; da non perdere le tele dei pittori Emilio Borsa ed Eugenio Spreafico, ma anche le opere di Mosè Bianchi.

Poco prima di raggiungere il museo avrai notato sulla sinistra una stradina: è via San Giovanni Bosco. Imboccala, e poi prosegui in via Leonardo da Vinci, per sbucare in piazza Duomo, dove c’è la Basilica di San Giovanni Battista: il Duomo di Monza, appunto. La parte superiore centrale della facciata accoglie la grande ruota del rosone di Matteo da Campione; i due medaglioni dell’arcata del protiro, invece, ospitano i busti di Teodolinda e del suo consorte Agilulfo.

Cosa fare a Monza, il Duomo e il rosone
Il rosone del Duomo di Monza

All’interno della Cappella è conservata la Corona Ferrea, con cui furono incoronati, tra gli altri, Carlo Magno e Napoleone: secondo la leggenda, l’anello presente al suo interno proverrebbe da un chiodo della Croce di Gesù.

Cosa fare a Monza, la Corona Ferrea
La Corona Ferrea conservata nel Duomo di Monza

La torre campanaria del Duomo fu costruita tra il Cinquecento e il Seicento su progetto di Ercole Turati, ma la facciata che vedi oggi è frutto del restauro completato all’inizio del XX secolo grazie a Luca Beltrami: ricoperta di fasce di marmo bianco e verde ossolano, è leggermente asimmetrica e caratterizzata da una parte superiore a vento.

Cosa fare a Monza, il Duomo e la torre campanaria
Il Duomo di Monza e la torre campanaria

In piazza Duomo è visibile la Crocetta, eretta nel 1578 per segnalare la posizione di un altare che venne eretto per la preghiera negli anni della peste di San Carlo.

A sinistra del Duomo, in via Lambro 1, c’è uno dei musei in Brianza più particolari: è il Mimumo, il Micro Museo Monza, aperto tutto l’anno e con ingresso gratuito. Non che ci sia un ingresso vero e proprio, visto che le opere vengono esposte in vetrina. La superficie complessiva è di poco più di 2 metri quadri, ma tanto basta per accogliere sculture, installazioni e altre creazioni di artisti contemporanei.

Il Mimumo è ospitato al piano terra della Casa della Luna Rossa, che deve il proprio nome all’immagine di una luna rossa scolpita su una delle travi in legno esterne. Di origine trecentesca, è considerata l’edificio civile più antico di Monza.

Proseguendo lungo via Lambro arrivi, di fronte all’incrocio con vicolo della Torre, alla Torre di Teodolinda, nota ai monzesi come Port scur. A dispetto del nome, la torre non è di epoca longobarda ma medievale, risalente al Duecento: qui veniva riscosso il dazio per le merci in ingresso in città. Proprio per questo veniva chiamata anche Porta Lambro, dato il transito delle merci dal Lambro al centro cittadino.

Imboccando vicolo della Torre e poi svoltando a sinistra in via Vittorio Emanuele puoi raggiungere l’Arengario di piazza Roma: si tratta dell’antico palazzo comunale, costruito alla fine del Duecento e situato accanto al Duomo, in una posizione emblematica dello scontro tra il potere civile e quello religioso che caratterizzò il periodo comunale.

Cosa fare a Monza, l'Arengario
L’Arengario di Monza

Contraddistinto da un grande porticato ad arcate con pilastri in pietra, l’Arengario al primo piano presenta la cosiddetta parlera, il balconcino a loggetta da cui venivano letti alla popolazione i decreti che il Comune emanava. Sul lato settentrionale è visibile la torre campanaria, con merlatura ghibellina a coda di rondine.

Cosa fare a Monza, l'Arengario e la Torre Campanaria
La torre campanaria dell’Arengario di Monza

Da qui entra in via Italia per arrivare al civico 7, dove c’è Casa Oriani, appartenuta a Barnaba Oriani: l’edificio accoglie la sola insegna in ferro battuto per negozio in stile liberty di tutta Monza.

A questo punto prendi la prima strada a destra, via della Vittoria, per arrivare in piazza Trento e Trieste: alla tua destra noterai il Palazzo Civico, sede del municipio. Costruito tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento su progetto di Augusto Brusconi, ospita nella sala di rappresentanza un esemplare dell’incisione dello Sposalizio della Vergine di Raffaello realizzata da Giuseppe Longhi.

Cosa fare a Monza, il Palazzo Civico
Il Palazzo Civico di Monza

Di fronte a te, invece, vedi il Monumento ai Caduti, complesso scultoreo in bronzo realizzato da Enrico Pancera: raffigura l’ondata d’assalto condotta dalla Vittoria alata, mentre l’ingresso della cappella riporta una citazione di Giacomo Leopardi tratta da Canzone all’Italia.

Cosa fare a Monza, il Monumento ai Caduti
Il Monumento ai Caduti di Piazza Trento e Trieste a Monza

Dietro il Monumento ai Caduti, sempre in piazza Trento e Trieste, c’è il Palazzo Studi, che oggi ospita un liceo, la biblioteca civica e la Galleria Civica. Il palazzo fu edificato sui resti di una chiesa trecentesca intitolata a San Francesco di cui sono visibili due colonne ai lati del portale di ingresso del liceo. La facciata fu progettata da Pietro Gilardoni, mentre il cortile interno è opera dell’ingegno di Giacomo Moraglia.

Lasciandoti sulla sinistra il Palazzo Civico e attraversando piazza Carducci, intravedi l’Oratorio di Santa Marta, in piazza San Paolo: la chiesa si affaccia su quello che un tempo era il Verziere, cioè il luogo della città in cui si svolgeva il mercato di frutta e verdura.

Prosegui la tua passeggiata in via San Paolo e poi svolta a sinistra in via Zucchi: dopo il civico 22 troverai la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, progettata in stile neogotico da Spirito Maria Chiappetta. L’edificio ha preso il posto della chiesa originale che era stata costruita nel 1608 per volontà di Bartolomeo Zucchi, proprio nel punto in cui nel 1578 una nobildonna gravemente malata era stata risanata da San Carlo Borromeo.

Se imbocchi la strada di fronte alla chiesa, via Mantegazza, e arrivi all’incrocio con via Missori, al civico 1 puoi vedere la bella Casa Ranzini, progettata nel 1920 da Aristide Conti, con i massicci timpani delle finestre e le decorazioni in cemento dei balconi che mostrano elementi liberty.

Accanto, in piazza Carducci, c’è la Casa-Torre dei Gualtieri, costruzione medievale risalente alla seconda metà del Duecento.

Ritornando in via Zucchi, puoi svoltare a sinistra per arrivare al civico 25 e osservare l’ex Collegio Bosisio. Costruito negli anni ’40 dell’Ottocento, presenta sopra ogni finestra tondi in terracotta che raffigurano personaggi celebri della scienza, della letteratura e dell’arte.

Proseguendo su via Zucchi, all’incrocio con via Manzoni c’è Casa Galbiati: progettata negli anni ’30 del secolo scorso da Romolo Canesi, si caratterizza per la presenza di grandi margherite sopra le finestre, un evidente retaggio dello stile liberty (proprio come la modulazione dei balconcini semicircolari).

Se percorri a ritroso via Zucchi, arrivi all’incrocio con via Carlo Alberto: gira a sinistra e dopo pochi passi ti ritroverai in piazza San Pietro Martire, dove sorge la Chiesa di San Pietro Martire. Costruita nella prima metà del XIX secolo, presenta una facciata restaurata in stile neoromanico nell’Ottocento, mentre l’antico chiostro che puoi osservare dall’interno è quello originale.

Di fronte alla chiesa, ecco il Monumento a Mosè Bianchi, risalente agli anni ’20 del secolo scorso: fu ideato da Luigi Secchi e realizzato da Piero da Verona.

Continuando a passeggiare in via Carlo Alberto arrivi in piazza Carrobiolo, dove c’è la Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo: fu completata intorno al 1260, ma della costruzione medievale originaria sono sopravvissuti solo i muri perimetrali in cotto e il campanile. Sulla facciata puoi notare una finestra serliana, realizzata da Battista Borgonovo nel 1581, e la statua della Vergine al centro del timpano, di Giovanni Battista Brunetti. All’interno, meritano di essere viste nella navata destra l’Adorazione dei Magi della prima campata e l’Adorazione dei pastori della quarta campata, opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Su piazza Carrobiolo si affaccia anche il Teatro Villoresi, che fa parte del complesso conventuale dei padri Barnabiti costruito negli anni ’20 del secolo scorso

A sinistra della chiesa puoi imboccare vicolo Frisi, che ti porta in via Aliprandi: qui c’è il Ponte Nuovo, il ponte più antico della città (tra quelli percorribili). Si nota, tra l’altro, il muraglione di base delle mura medievali, che furono distrutte nell’Ottocento.

Superato il ponte, prendi la seconda strada a destra, via Gerardo dei Tintori: al civico 18 c’è la Chiesa di San Gerardino, parte del complesso di San Gerardo Intramurano costruito nel luogo in cui San Gerardo aveva trasformato in ospedale la propria casa. La chiesa, infatti, si trova nel cortile della casa natale del santo; caratterizzata da forme neobarocche, accoglie all’interno affreschi rinascimentali.

Ora attraversa il ponte che vedi di fronte al complesso, e poi sali la prima scalinata che vedi sulla destra: ti porta al Mulino Colombo di vicolo Scuole 11, gestito dal Museo Etnologico Monza e Brianza. Si tratta del solo mulino sul fiume Lambro completo e integro nel suo ambiente originario, monumento di archeologia industriale che nel corso dei secoli è stato utilizzato per macinare il grano, per follare la lana e come frantoio. All’interno sono presenti un torchio, una macina e diversi altri attrezzi del passato.

Scendendo la scalinata di prima puoi imboccare via Anita Garibaldi per arrivare in piazza Giuseppe Garibaldi, su cui si affaccia il Palazzo di Giustizia di Monza. Progettato da Luigi Bartesaghi, fu costruito negli anni ’30 del secolo scorso; spiccano, tra l’altro, le due fontane a parete in marmo di Zandobbio.

Piazza Garibaldi ospita anche la Statua di Giuseppe Garibaldi realizzata in marmo di Carrara da Ernesto Bazzaro, artista vicino alla Scapigliatura milanese, e inaugurata del 1886: fu la prima eretta in Italia dopo la morte dell’Eroe dei Due Mondi, avvenuta appena 4 anni prima.

Cosa fare a Monza, la Statua di Giuseppe Garibaldi
La Statua di Giuseppe Garibaldi davanti al Palazzo di Giustizia di Monza

Lasciandoti il tribunale alle spalle, puoi giungere all’altro capo di piazza Garibaldi per attraversare il Ponte dei Leoni, ponte ad arco in pietra realizzato tra il 1838 e il 1840. Il nome deriva dai quattro leoni in marmo di Carrara collocati ai quattro angoli, scolpiti da Antonio Tantardini.

Cosa fare a Monza, il Ponte dei Leoni
Il Ponte dei Leoni di Monza si chiama così per questo motivo

Continua la tua passeggiata in via Vittorio Emanuele II e gira a destra in via Porta; dopo qualche metro alla tua sinistra troverai la Chiesa di San Maurizio, in piazza Santa Margherita. Qui un tempo sorgeva il monastero di Santa Margherita (quello in cui fu costretta a entrare Marianna de Leyva, la monaca di Monza dei Promessi Sposi), il cui portale di ingresso è ancora visibile al civico 10.

Da via Porta gira a destra in via Vittorio Emanuele II e prosegui fino a via Lecco, dove prenderai la prima strada a sinistra: è via San Gerardo, che accoglie la Chiesa di San Gerardo al Corpo. Progettata da Giacomo Moraglia e costruita tra il 1836 e il 1842, sulla facciata mostra bassorilievi opera di Benedetto Cacciatori. Queste è una delle chiese che conservano reliquie di santi cristiani in Brianza: nell’abside, infatti, è ospitato il corpo di San Gerardo.

Ritornando in via Lecco, vai sempre dritto fino al civico 29: qui sorge Villa Prata, dimora settecentesca in stile barocchetto. Dalla strada puoi notare, attraverso la splendida cancellata in ferro battuto, la corte aperta decorata con una fontana e il portico su colonne a cinque campate.

Se riprendi il tuo percorso in via Lecco, dopo poche decine di metri incrocerai sulla sinistra via Montecassino: in questa strada al civico 18 sorge il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Risalente al XV secolo (proprio come il convento attiguo), si caratterizza per il porticato a quattro colonne; il cortile quadrato sul fianco meridionale è delimitato da edicole in cotto della Via Crucis realizzate da Dante Ruffini.

Dal cancello di ingresso puoi imboccare via Santuario delle Grazie Vecchie, girare a destra in via Boccaccio e poi imboccare la prima strada a sinistra, via Frisi: al civico 22 ti imbatterai in Villa Archinto Pennati, progettata da Luigi Canonica per i conti Archinto. Il complesso comprende un parco all’inglese ideato da Giocondo Albertolli con una torre neomedievale, due piccoli templi e un laghetto artificiale.

Da qui puoi proseguire in via Damiano Chiesa per entrare nei Boschetti Reali. Questa area verde accoglie un’altra Statua di Giuseppe Garibaldi in bronzo, realizzata da Ernesto Bazzaro nel 1914 come copia identica dell’altra, che nel frattempo era in forte stato di degrado e quindi doveva essere sostituita. Dal 1915 al 1934, quindi, questa statua trovò posto sul piedistallo di piazza Garibaldi, prima di essere portata nella collocazione in cui si trova ancora oggi nel parco.

Uscendo dai Boschetti ti ritrovi in viale Regina Margherita: se vai a sinistra raggiungi la rotonda di piazza Citterio, dove trovi (tra via Mosè Bianchi e via Appiani) Villa Carminati Ferrario. Progettato da Pietro Pestagalli, l’edificio è decorato sia sulla facciata principale che sui lati da sculture di Gerolamo Rusca. Il bassorilievo del timpano, per esempio, raffigura l’accoglienza del Podestà verso Pietro Carminati, il primo proprietario della villa.

Cosa fare a Monza, Villa Carminati Ferrario
Villa Carminati Ferrario a Monza

Tornando indietro in viale Regina Margherita, svolta a sinistra in via Grossi, al termine della quale sei in via Volta: qui, al civico 34, sorge Casa Paleari. Questa palazzina di tre piani in stile liberty è conosciuta anche come Casa delle Farfalle: guardandola, capirai il perché. Il motivo della farfalla, infatti, è ripreso nelle decorazioni delle ringhiere e dei medaglioni in cemento collocati sopra ogni finestra.

Che cosa vedere a Monza, ancora? All’incrocio tra via Magenta e via Arnaldo da Brescia la Chiesa di Sancto Gerhardo: annessa al vecchio Ospedale Umberto I, fu costruita negli anni ’90 del XIX secolo su progetto di Ercole Balossi Merlo, architetto anche dell’ospedale. La pala d’altare ospita un’immagine a encausto di San Gerardo opera di Gerardo Bianchi, fratello minore di Mosè.

In via Marsala 44, invece, c’è una targa che ricorda l’antico convento dei frati cappuccini che sorgeva proprio in questo punto, in cui secondo la trama dei Promessi Sposi si fermarono Agnese e Lucia. “Questo luogo – si legge sulla lapide – già convento dei cappuccini fu immortalato dall’arte dei Promessi Sposi”.

Se ti lasci il convento sulla destra e vai sempre dritto, proseguendo in via Marsala e poi in via Romagna, arrivi in viale Lombardia: girando a destra noterai, sulla tua sinistra, il viale di ingresso di Villa Pallavicini Barbò, al civico 180. Costruito nel 1815, l’edificio oggi ospita il Collegio della Guastalla ed è circondato da un grande parco di oltre 40mila metri quadri.

Cosa fare a Monza, Villa Pallavicini Barbò
Villa Pallavicini Barbò a Monza, oggi sede del Collegio della Guastalla

Se ti sposti in viale Brianza 11, all’incrocio con via Leopardi, trovi Villa Margherita, conosciuta anche come Villa Marinoni-Sala, risalente agli inizi del Novecento: il tema della margherita è riproposto sulle inferriate della recinzione e della cancellata, progettate da Romolo Canesi.

Lasciandoti la villa sulla destra puoi proseguire lungo viale Brianza fino a incrociare viale Cesare Battisti, dove al civico 2 vale la pena di fermarsi davanti al Villino Strazza, realizzato nei primi anni del Novecento in stile eclettico: puoi notare elementi tipici dello stile liberty nelle inferriate e nei pilastri in cemento con decorazioni floreali.

Il Villino Strazza si trova proprio di fronte all’ingresso della Villa Reale. Pensavi che mi fossi dimenticato di parlartene, vero? E invece, eccola. Non starò a sommergerti di informazioni che puoi trovare facilmente su Internet; ti segnalo solo che fu progettata da Giuseppe Piermarini e che contiene decorazioni di Giocondo Albertolli e affreschi di Giuliano Traballesi. Ma le immagini rendono più delle parole.

Cosa fare a Monza, la Villa Reale
La Villa Reale di Monza

Il complesso della Villa Reale (chiamata anche Reggia di Monza) comprende l’Orangerie, il Teatrino di Corte, la Rotonda dell’Appiani, la Cavallerizza e la Cappella Reale.

Cosa fare a Monza, la Reggia
Il complesso della Reggia di Monza

Entrando da viale Brianza, l’Orangerie è sulla sinistra: costruita nel 1790 e conosciuta oggi come il Serrone, era destinata proprio alle serre per i giardini della villa. L’edificio oggi ospita mostre d’arte contemporanea, ed è collegato alla villa attraverso una sala di forma circolare: la Rotonda dell’Appiani.

Cosa fare a Monza, la Villa Reale e il Serrone
Il Serrone di Villa Reale a Monza

La Rotonda dell’Appiani prende il nome da Andrea Appiani, l’autore degli affreschi che la decorano: furono realizzati nel 1791 come regalo dell’arciduca Ferdinando per la moglie Maria Beatrice per il loro ventesimo anniversario di matrimonio.

Guardando la Villa Reale di fronte, la Cappella Reale (nota anche come Chiesa dell’Immacolata) è sulla sinistra. All’interno, puoi osservare un dipinto dell’Immacolata di Stefano Maria Legnani, ma soprattutto le decorazioni a lacunari e le statue a stucco di angeli realizzate da Giocondo Albertolli.

Cosa fare a Monza, la Chiesa dell'Immacolata di Villa Reale
La Chiesa dell’Immacolata della Villa Reale di Monza

In posizione simmetrica alla Cappella Reale c’è la Cavallerizza. Accanto, invece, ecco l’ingresso del Teatrino di Corte, che a differenza del resto del complesso non fu progettato dal Piermarini ma, all’inizio del XIX secolo, da Luigi Canonica. Anche qui è presente un dipinto di Andrea Appiani, una scena di un giovane Bacco che cavalca una capra.

Cosa fare a Monza, il Teatrino della Corte di Villa Reale
L’ingresso del Teatrino della Corte accanto alla Cappella Reale della Reggia di Monza

Di fronte alla Villa Reale, nell’avancorte, c’è il Roseto Niso Fumagalli, che accoglie più di 4mila varietà di rose, con rampicanti sul pergolato e lungo la cancellata. Il periodo migliore per visitare il roseto è quello del mese di maggio, nel momento della fioritura delle rose.

Cosa fare a Monza, il roseto Niso Fumagalli di Villa Reale
Il Roseto Niso Fumagalli della Villa Reale di Monza

Ritornato in viale Brianza, imbocca viale Cesare Battisti: dopo l’incrocio con via Dante, troverai una stradina pedonale sulla sinistra che ti porta alla Cappella Espiatoria, situata tra i civici 5 e 7 di via Matteo da Campione. Questo è il memoriale fatto costruire dal re d’Italia Vittorio Emanuele III e dalla regina vedova Margherita di Savoia in onore di Umberto I, che proprio nel punto in cui sorge la cappella fu ucciso il 29 luglio del 1900 dall’anarchico Gaetano Bresci.

Cosa fare a Monza, la Cappella Espiatoria
La Pietà in bronzo della Cappella Espiatoria di Monza

Riprendendo il tuo percorso in viale Cesare Battisti, puoi continuare fino al civico 61 per vedere la Stazione Reale di Monza: si tratta di una stazione ferroviaria che nella seconda metà dell’Ottocento veniva utilizzata dai Savoia, essendo al servizio esclusivo della Villa Reale. La volta all’interno della sala ospita un medaglione a tempera che raffigura Il Genio dei Savoia realizzato da Mosè Bianchi.

Che cosa fare a Monza: gli itinerari naturalistici

Il Parco di Monza si estende su una superficie di quasi 700 ettari, e fa parte del Parco Regionale della Valle del Lambro.

L’ingresso principale è quello di viale Brianza 1, all’incrocio con viale Cesare Battisti: insomma, dove c’è la Villa Reale. Un altro ingresso è, sempre da viale Brianza, all’altezza dell’incrocio con via Palestrina; poche decine di metri più in là c’è l’ingresso di viale dei Tigli. I restanti ingressi sono:

  • in via Boccaccio, all’altezza dell’incrocio con viale Petrarca;
  • in via Boccaccio, vicino al ponte sul Lambro di via Montecassino;
  • in via Lecco, all’altezza dell’incrocio con via Magellano;
  • in via Lecco, più o meno all’altezza del civico 192.

All’interno del Parco di Monza puoi ammirare la splendida Villa Mirabello, progettata da Gerolamo Quadrio e costruita tra il 1656 e il 1675. Si tratta del più antico degli edifici presenti nel parco; il nome Mirabello deriva dalla posizione in cui la villa è ubicata, che permette di osservare uno splendido panorama. La dimora appartenne al cardinale Angelo Maria Durini, che qui ebbe spesso tra i propri ospiti Giuseppe Parini.

Per accogliere i suoi tanti ospiti, Durini fece realizzare una residenza più piccola, Villa Mirabellino, situata in cima alla collina davanti a Villa Mirabello: le due dimore sono unite da un viale di carpini. In seguito, Villa Mirabellino fu ribattezzata Villa Augusta in onore di Augusta Amalia di Wittelsbach, moglie del viceré Eugenio Beauharnais che amava soggiornare qui.

Lasciandoti Villa Mirabellino sulla sinistra puoi raggiungere, lungo viale Mirabellino, Cascina San Fedele, collocata su un rilievo naturale che regala un panorama stupendo.

Cosa fare a Monza, Cascina San Fedele
La Cascina San Fedele nel Parco di Monza

A progettarla fu Luigi Canonica, che con questo edificio ispirato al Gothic Revival voleva creare una contrapposizione ideale con la Torretta Viscontea situata nei Giardini Reali.

Cosa fare a Monza, Cascina San Fedele, Cascina Frutteto e Villa Mirabellino
Da sinistra a destra: Cascina San Fedele, Cascina Frutteto e Villa Mirabellino nel Parco di Monza

Lo stesso Canonica progettò Cascina Frutteto, non molto distante (accesso da viale Cavriga 3): deve il proprio nome alla sua collocazione al centro di un frutteto. La struttura, che oggi ospita la Scuola Agraria del Parco di Monza, si caratterizza per la presenza di una torretta belvedere e per lo stile neoclassico della facciata, con porticato ad archi.

Cosa fare a Monza, Cascina Frutteto
Cascina Frutteto nel Parco di Monza

Dietro Villa Mirabello c’è, invece, Cascina Casalta, in viale Casalta. Il complesso comprende due cascine (Cascina Casalta Vecchia e Cascina Casalta Nuova) e tre fienili. La cascina vecchia risale al Settecento ma fu riprogettata da Luigi Canonica per poi essere ampliata da Luigi Tarantola; la cascina nuova e i fienili, invece, sono frutto dell’ingegno di Giacomo Tazzini.

Alle spalle della cascina c’è Lo Scrittore, installazione artistica di Giancarlo Neri già esposta a Roma e a Londra: è formata da una sedia alta 10 metri e un tavolo largo 11 metri realizzati in acciaio e legno, per un peso complessivo di più di 4mila chili.

Cosa fare a Monza, Lo Scrittore
L’installazione artistica Lo Scrittore nel Parco di Monza

Da qui in pochi passi puoi raggiungere (al civico 7 del viale di Vedano) la Fagianaia Reale, un edificio di piccole dimensioni nato per allevare i fagiani che i membri della corte avrebbero poi cacciato. Progettato da Giacomo Tazzini e restaurato da Piero Portaluppi, presenta un lungo viale alberato che si sviluppa dalla fattiata principale. Oggi il complesso ospita un ristorante.

Se ti lasci la Fagianaia Reale sulla sinistra e percorri il viale di Vedano, arrivi in via Mulino del Cantone; svoltando a sinistra, prosegui fino a incrociare viale dei Mulini Asciutti. Questa è la strada che ti porta ai Mulini Asciutti, risalenti agli anni ’30 dell’Ottocento: composti da due edifici uniti da un porticato, permettono di assistere ancora oggi al funzionamento degli ingranaggi. Volendo, puoi entrare nelle sale di macina, visitare i locali in cui sono conservate le ruote in pietra che venivano utilizzate in passato e accedere ai controlli delle chiuse.

Cosa fare a Monza, la Cascina dei Mulini Asciutti
I Mulini Asciutti nel Parco di Monza

Nei dintorni di Villa Mirabello c’è anche Cascina Cattabrega, che si affaccia sui campi pianeggianti di viale Mirabello ma è anche protetta dal bosco che costeggia il Lambro. I porticati a doppia altezza e gli archetti in laterizio che sormontano le finestre sono i tratti peculiari della facciata della cascina, risalente al 1830 circa.

Percorrendo via Cattabrega puoi raggiungere il Mulino del Cantone, in via Mulino del Cantone: fu costruito su un edificio già esistente che probabilmente svolgeva una funzione difensiva e di protezione della città. La torretta belvedere è stata lasciata completa in modo intenzionale, sulla scia del gusto romantico per le rovine.

Il Parco di Monza è anche una delle location dove giocare a golf in Brianza: in viale Mulini San Giorgio 7, infatti, c’è il Golf Club Milano, che comprende tre percorsi. Il green fee giornaliero feriale ha un costo di 90 euro in bassa stagione e di 110 euro in alta stagione; nei giorni festivi e nel week-end il campo può essere utilizzato solo dai soci e dai loro invitati.

Nei pressi del Golf Club Milano, in viale Mulini San Giorgio 3, è presente la Cascina Molini San Giorgio: il complesso comprende due edifici con una torretta centrale e una corte rustica di accesso separati dalla Roggia Molinara, un canale di derivazione del Lambro che in passato azionava i mulini ad acqua. Il mulino è stato progettato da Giacomo Tazzini, ed è completato da due fienili collocati in posizione simmetrica.

Cosa fare a Monza, i mulini San Giorgio
I due edifici del Mulino San Giorgio nel Parco di Monza

Prima ti ho parlato di una torretta neogotica: si tratta della Torretta Viscontea, situata nei Giardini Reali, cioè i giardini della Villa Reale, che fanno sempre parte del Parco di Monza. La Torretta Viscontea rappresenta un elemento tipico del giardino romantico: fu ideata da Giacomo Tazzini come finto castello con annessa torre.

Cosa fare a Monza, la Torretta Viscontea
La Torretta Viscontea nel Parco di Monza

La torre si trova a pochi passi da una grotta artificiale (l’Antro di Polifemo) e soprattutto dal Lago dei Cigni, valorizzato dalla Statua di Nettuno e dal Tempietto neoclassico del Piermarini.

Il cosiddetto Tempietto del Lago dei Cigni è situato su una collinetta, quasi nascosto tra gli alberi: di forma circolare, è caratterizzato da un pronao rettangolare, ed è una delle location più suggestive di tutto il parco.

Dal laghetto puoi arrivare a Cascina del Forno, complesso settecentesco noto anche come Cascina Fornasetta. Gli ornamenti sulle facciate sono di ispirazione neoclassica, con l’ingresso rappresentato da un portico maestoso con due colonne.

A pochi passi di distanza dal Tempietto c’è la corte rustica di Cascina Bastia, con una lunga ala parallela a viale Cavriga che probabilmente in passato era una scuderia. Il complesso oggi ospita nel corpo di fabbrica con arcate rustiche un noleggio di biciclette, ma puoi trovare anche carrozzelle, tandem e monopattini.

All’incrocio tra viale Cavriga e viale Mirabellino c’è, invece, il Padiglione Cavriga, oggi sede di un punto ristoro: un edificio neoclassico in posizione rialzata con un piacevole terrazzo che ripropone la stessa balaustra del colonnato.

Se ti lasci Cascina Bastia sulla destra e percorri viale Cavriga ti imbatti, dopo l’incrocio con viale Mirabello, in Cascina Cernuschi: situata nel cuore della Valle dei Sospiri, in passato serviva per l’allevamento dei cavalli, mentre adesso è sede dei Carabinieri a cavallo.

A proposito: anche la Valle dei Sospiri ha il suo laghetto, con a valle una chiusa con cascata che conduce l’acqua in direzione della Roggia della Pelucca. Il Laghetto della Valle dei Sospiri è formato dalla Roggia del Principe; vicino c’è una lieve altura che offre una notevole visuale panoramica su viale Mirabello.

Nella Valle dei Sospiri c’è un grande prato con un’area giochi e un punto di ristoro: è la Cascina del Sole, il cui nome deriva dal fatto che la facciata è rivolta a sud. La facciata presenta il simbolo lombardo del sole fiammato, mentre nella parte posteriore del complesso si trova un pozzo antico.

Viale Valle dei Sospiri è attraversato dal Ponte delle Catene, che deve il proprio nome alle catene in ferro che collegano le colonnette lapidee in granito che fungono da parapetti. Si tratta del ponte più frequentato del Parco di Monza, visto che si trova al centro del viale prospettico di Villa Reale.

Gli altri tre ponti del parco sono:

  • il Ponte della Cavriga;
  • il Ponte dei Bertoli;
  • il Ponte Neoclassico.

Il Ponte della Cavriga, in viale Cavriga, si chiama così perché qui un tempo erano solite brucare le capre (in dialetto, le cavre).

Il Ponte dei Bertoli, in viale Mulini San Giorgio, si chiama così perché i terreni nei dintorni erano di proprietà della famiglia Bertoli; presenta un solo pilastro centrale per agevolare lo scorrimento delle acque.

Il Ponte Neoclassico, nei pressi dei Mulini di San Giorgio, è noto anche come Ponte in Pietra; un tempo era munito di cancellate in ferro, che – vista la sua collocazione al confine del parco – servivano a impedire che la selvaggina scappasse.

Ma non c’è solo il Parco di Monza nel novero degli itinerari naturalistici che puoi scoprire in città. Se sei un appassionato di cicloturismo in Brianza, la pista ciclabile del canale Villoresi si presenta come un percorso pianeggiante e semplice, alla portata di tutti, incluse le famiglie con bambini. Si tratta di una delle più belle piste ciclabili in Brianza: per accedervi, dalla ciclabile di viale Cesare Battisti raggiungi la rotonda di piazza Virgilio, lasciandotela alle spalle, per imboccare a sinistra viale Lombardia. La pista ciclabile si trova dopo il civico 10: se vai a destra arrivi a Muggiò; se vai a sinistra (attento ad attraversare la strada) prosegui in direzione del Parco Adda Nord.

Al confine tra Monza e Muggiò, invece, c’è il Parco della Boscherona, che comprende un parco giochi per bambini, campi da volley e campi da calcio. Questo è uno dei posti dove pescare in Brianza, vista la presenza di un laghetto dedicato. Puoi raggiungere il parco da via della Boscherona.

Cosa fare a Monza, il Parco della Boscherona
Il laghetto del Parco della Boscherona

Dove mangiare a Monza

Uno dei migliori locali dove mangiare a Monza è l’Osteria del Cavolo, in vicolo dei Molini 11, chiuso la domenica sera. Nel menù trovi, tra l’altro, risotto con pistacchi e cognac, malfatti milanesi al burro e piovra saltata.

Sei un amante della cucina pugliese in Brianza? Il Ristorante Vecchia Ostuni di via Bergamo 22 è il posto giusto per te.

Nel novero dei ristoranti di Monza ti segnalo anche La Pergola, in via Ponchielli 23, con una grande varietà di pizze e altre proposte interessanti come la tagliata di orata, la polenta uncia e gli arrosticini di calamaro.

Bove Lover è la destinazione ideale quando hai voglia di un hamburger in Brianza: si trova in via Bergamo 11 e nel menù comprende anche delizie come le patate con fonduta al tartufo, la trippa in tempura e la focaccia con black angus affumicato.

Un altro posto dove mangiare hamburger in Brianza è in via Lecco 152/C: sto parlando di Macellerie, aperto a pranzo e a cena 7 giorni su 7. Qui trovi anche pizze, tartare, panini gourmet e taglieri.

La Pentola Vegana è uno dei ristoranti vegani in Brianza: si trova in via Lecco 18 ed è aperto a pranzo e a cena dal martedì al sabato. Nel menù risaltano dolci speciali come la sacher con marmellata di peperoni e mele.

Dom, invece, è un ristorante di Monza che propone specialità di pesce: si trova in via Curtatone ed è aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica.

Gli amanti di cucina giapponese in Brianza possono recarsi da Kenzu Sushi: a cena il pezzo fisso per la formula all you can eat è di 22.80 euro, dessert e bevande esclusi. Il locale si trova in via Appiani 12 ed è chiuso il lunedì.

Un buon sushi all you can eat in Brianza è anche Ryo Asian, in piazza Castello 17/B: è aperto tutti i giorni, e a cena il prezzo è di 20.90 euro senza bevande, dolci e caffè.

Tra i ristoranti giapponesi in Brianza che puoi provare a Monza c’è Nikky Sushi, in via Spalto Santa Maddalena 20: è aperto tutti i giorni a pranzo e a cena.

Un’altra location dove mangiare a Monza è Il Moro, in via Parravicini 44.

Vuoi assaporare la cucina romana in Brianza? Quinto Quarto, in via Col di Lana 24, è aperto tutti i giorni e ti permette di gustare supplì, pizze fritte, puntarelle, pasta alla gricia e molte altre specialità capitoline. Te ne parlo anche in questo post dedicato ai ristoranti di cucina regionale in Brianza.

Se, invece, preferisci un ristorante di cucina toscana in Brianza, in via Zucchi 10 c’è I’ Toscano, dove gustare crespelle alla fiorentina, cacciucco alla livornese e tortelli alla mugellana.

Tra le pizzerie di Monza, in via Mentana 29 trovi La Lampara: oltre alle pizze, ti suggerisco di provare le tagliatelle con gel di pomodoro e spada saltato, la cotoletta di tonno e il polpo croccante con crema di cime di rapa.

In via San Gottardo 14 c’è un ottimo ristorante cinese in Brianza: si tratta di Yin Tao, sempre aperto tranne il lunedì. Da provare il granchio allo zenzero, il branzino all’aceto di riso e lo spezzatino di rombo.

Un’altra pizzeria di Monza è il Ristorante Amadeus di via Galileo 34, aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica. Il menù comprende, tra l’altro, petto d’oca affumicato con pere e noci, soutè di cozze al curry e trofie con ragù di anatra al Barolo.

Infine, per chi ha voglia di cucina siciliana in Brianza, in via Solferino 13 c’è l’Osteria Siciliana.

Come arrivare a Monza

Come arrivare a Monza in auto? Provenendo da Milano o da Lecco, ti basta percorrere la SS 36 e uscire a Monza San Fruttuoso, Monza centro, Monza Ospedale o Monza Viale Elvezia.

Provenendo da Como, devi percorrere la SP 342 fino a Nibionno e qui imboccare la SS 36 in direzione Milano, per poi uscire a Monza.

Per arrivare a Monza in treno puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalle linee suburbane di Milano S7, S8, S9 ed S11, ma anche dalle linee regionali Milano-Carnate-Bergamo e Milano-Lecco-Tirano. A Monza è presente anche la stazione di Monza Sobborghi, servita dalla linea suburbana S7. La città è collegata, quindi, con Lentate sul Seveso, Carimate, Cantù, Cucciago, Lissone, Desio, Seregno, Seveso, Cesano Maderno, Ceriano Laghetto, Airuno, Olgiate Molgora, Cernusco Lombardone, Osnago, Carnate, Civate, Galbiate, Oggiono, Molteno, Costa Masnaga, Cassago Brianza, Renate, Besana in Brianza, Carate Brianza, Triuggio, Macherio, Biassono, Arcore e Villasanta.

Cosa fare a Monza, la stazione di Monza Sobborghi
La stazione di Monza Sobborghi

Per arrivare a Monza in autobus puoi sfruttare la linea Z203, che passa da Muggiò, Brugherio e Cologno Monzese, in corrispondenza con la linea verde della metropolitana di Milano. La linea Z204, invece, unisce Monza a Muggiò e Vedano al Lambro. I bus Z205, poi, collegano la città con Muggiò, Nova Milanese, Varedo e Limbiate, mentre la linea Z208 ferma ad Arcore e Villasanta. La linea Z201, la linea Z202 e la linea Z211 uniscono Monza e Brugherio, mentre la linea Z212 ferma a Villasanta. I pullman Z219, inoltre, passano da Muggiò, Nova Milanese e Paderno Dugnano. La linea Z221 collega Monza con Mariano Comense, Giussano, Verano Brianza, Carate Brianza, Albiate, Sovico, Macherio, Biassono, Vedano al Lambro e Sesto San Giovanni, in corrispondenza con la linea rossa della metropolitana di Milano; la Z222, invece, passa per Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Puoi arrivare a Monza anche con i bus Z227 se parti da Lissone, Muggiò, Cinisello Balsamo o Sesto San Giovanni, o con i bus Z228 se parti da Lissone o Seregno. I pullman Z314 fermano a Concorezzo, Agrate Brianza, Caponago, Cavenago di Brianza e Gessate, in corrispondenza con la linea verde della metropolitana di Milano. La linea Z321 ti permette di giungere in città da Busnago, Bellusco, Mezzago, Sulbiate, Burago di Molgora, Cornate d’Adda, Roncello, Ornago, Vimercate e Concorezzo. I pullman C80 collegano Monza con Lissone, Desio, Seregno, Meda, Cabiate, Mariano Comense e Cantù, mentre i bus D80 passano da Villasanta, Arcore, Lesmo, Casatenovo, Monticello Brianza, Missaglia, Barzanò, Barzago, Garbagnate Monastero, Sirone, Dolzago e Oggiono.






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