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Cosa fare a Meda, la Chiesa di San Vittore

Che cosa fare a Meda: guida per turisti

Che cosa fare a Meda? Per una gita da Milano in treno, in moto o in auto puoi raggiungere questa città e passeggiare tra i sentieri del Parco della Brughiera Briantea, ammirare la Chiesa di San Vittore o andare alla scoperta delle location in cui è stato girato un famoso film italiano del secolo scorso.

La città

Rinomata per la produzione di arredi e per l’industria del mobile, Meda si trova a poco più di 20 chilometri da Milano. Bagnata dal torrente Tarò, la città è immersa nel verde del Parco della Brughiera Briantea.

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Di Meda sono originari Johnny Dorelli (attore, cantante, presentatore, showman) e la comica Katia Follesa, resa celebre da Zelig.

Se ami il cinema devi sapere che a Meda Ermanno Olmi ha girato e ambientato alcune scene de Il posto, opera vincitrice del Premio della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia del 1961 e inserita nella lista dei 100 film italiani da salvare. Desideri seguire le tracce di questo film girato in Brianza? Puoi andare in piazza della Stazione, in piazza della Chiesa o in via Molino 2 (dove c’era l’abitazione del protagonista).

Cosa fare a Meda, le location del film Il posto di Ermanno Olmi
Le location medesi del fim “Il posto” di Ermanno Olmi. In senso orario, da sinistra in alto: la stazione di Meda, la Chiesa di Santa Maria Nascente, i binari della stazione e la cascina di via Molino 2.

Per saperne di più, leggi qui sotto l’approfondimento dedicato alle location del film: una vera chicca per gli amanti del cineturismo in Brianza.

Che cosa fare a Meda: i monumenti da vedere

Per scoprire che cosa vedere a Meda potresti iniziare da via Como 85, dove sorge la suggestiva Cascina Belgora, edificata a metà dell’Ottocento.

Cosa fare a Meda, Cascina Belgora
Cascina Belgora a Meda

Lasciandoti la cascina sulla destra, incamminati lungo via Como e vai sempre dritto, per poi imboccare via Parini: qui alla tua sinistra, in corrispondenza del civico 2, noterai l’edificio neogotico di Casa Ferrrario, con annessa la Chiesina del Redentore. Il complesso fu costruito nell’Ottocento: la parte residenziale, un tempo casa di campagna della famiglia Ferrario, è direttamente collegata con la cappella tramite un ballatoio in pietra e un porticato con colonne in ghisa. Non passa inosservata la torre con merlatura ghibellina e dotata di ampie bifore.

Cosa fare a Meda, Casa Ferrario
Casa Ferrario

Proseguendo la tua passeggiata, vai dritto superando piazza Cavour e tieni la destra per immetterti in via Garibaldi e poi girare nella prima strada a sinistra, via Palestro: al civico 3 trovi ciò che rimane di Casa Maunier. Sulla facciata dell’edificio puoi notare affreschi antichi realizzati attraverso la tecnica del trompe-l’oeil che riproducono archi, balaustre e colonne che delimitano un grande loggiato.

Cosa fare a Meda, Casa Maunier
La facciata di Casa Maunier dipinta con la tecnica del trompe-l’oeil

Da via Palestro gira di nuovo a destra in via Garibaldi e poi svolta subito a sinistra per percorrere la salita di via Antona Traversi: in cima, sulla tua destra al civico 4 puoi ammirare Ca’ Vismara (o Villa Vismara). Costruita nel Seicento come residenza dell’amministratore del Monastero delle Benedettine di cui ti parlo tra poco, diventò di proprietà privata in seguito alla dismissione del monastero avvenuta alla fine del XVIII secolo.

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Al termine dell’ascesa di via Antona Traversi ti ritrovi in piazza Vittorio Veneto, il cuore antico del paese.

Alla tua sinistra noterai la Chiesa di San Vittore, costruita nel XVI secolo, che ospita al proprio interno opere di Bernardino Luini, di Giulio Campi e di Giovan Battista Crespi (detto Il Cerano). Caratterizzata da una scenografica scalinata settecentesca, la chiesa propone sulla facciata una scultura di San Vittore a cavallo e le statue dei santi Aimo e Vermondo.

Cosa fare a Meda, la Chiesa di San Vittore
La Chiesa di San Vittore

Secondo la leggenda, i due – fratelli e conti di Turbigo – un giorno si imbatterono in un branco di cinghiali mentre erano a caccia nei boschi medesi: per salvarsi, fecero voto di ritirarsi a condurre una vita di preghiera e fondare un monastero proprio nel punto in cui si trovavano. Così fu: i cinghiali se ne andarono e la promessa fu mantenuta. In effetti, ancora oggi la Chiesa di San Vittore accoglie le spoglie dei due fratelli.

Dal cancello della chiesa – quando è aperto – puoi raggiungere Villa Antona Traversi: si tratta di una dimora progettata da Leopoldo Pollack, realizzata in seguito alla trasformazione dell’antico Monastero di San Vittore. Il cortile interno della residenza è proprio il chiostro del monastero di un tempo, di cui sono rimaste anche le decorazioni della Sala degli Angeli, con la volta affrescata da Giovanni Battista e Giovan Mauro della Rovere.

Cosa fare a Meda, Villa Antona Traversi
Villa Antona Traversi

Di fianco alla Chiesa di San Vittore c’è l’edificio dell’antica Foresteria, realizzato negli anni ’30 del Settecento e concepito come parlatorio pubblico: da qui si poteva entrare nel complesso del monastero e accedere agli ambienti riservati alla clausura.

Cosa fare a Meda, la Foresteria
La Foresteria di San Vittore

Su piazza Vittorio Veneto si affacciano anche il Monumento ai Caduti e il Santuario del Santo Crocifisso. Si ritiene che le origini di quest’ultimo, noto anche con il nome di Chiesa di Santa Maria, siano addirittura precedenti all’anno Mille, anche se ovviamente il suo aspetto attuale è frutto di interventi più recenti. L’edificio ospita, tra l’altro, affreschi dell’artista piemontese Luigi Morgari.

Cosa fare a Meda, il Santuario del Santo Crocifisso
Il Santuario del Santo Crocifisso

Se vuoi conoscere più da vicino il Santuario del Santo Crocifisso a Meda, puoi leggere qui sotto l’approfondimento che gli ho dedicato.

Accanto al santuario c’è la Ca’ Rustica: sulla facciata di vicolo Santa Maria è collocata una lapide che ricorda l’incontro avvenuto proprio qui tra Ludovico il Moro, Beatrice d’Este e l’imperatore Massimiliano d’Asburgo nel 1496. L’edificio, a pianta quadrata, in passato era dotato di torri: oggi si possono osservare solo i resti di quella settentrionale.

Cosa fare a Meda, la Ca' Rustica
La lapide commemorativa della Ca’ Rustica

Vicolo Santa Maria deve il proprio nome alla chiesa accanto, e in passato era conosciuto come Vicolo Stallazzo: qui, infatti, sostavano carrozze e cavalli. Se lo percorri fino in fondo puoi arrivare a osservare il vecchio cortile della Corte del Vismara.

Cosa fare a Meda, la Corte del Vismara
La Corte del Vismara

Ritornando in piazza Vittorio Veneto e lasciandoti la Chiesa di San Vittore sulla sinistra puoi imboccare via San Martino: sulla sinistra al civico 1 puoi osservare Palazzo De Capitani Brivio Carpegna, costruito nella prima metà del Seicento per volontà dei nobili milanesi De’ Capitani di Scalve.

Cosa fare a Meda, Palazzo De Capitani Brivio Carpegna
Palazzo De Capitani Brivio Carpegna si affaccia su piazza Vittorio Veneto

Giunto in piazza Volta, alla tua sinistra al civico 9 trovi Palazzo Clerici De Petri, le cui origini risalgono al XVI secolo. Di fianco all’ingresso puoi ammirare un affresco di inizio Novecento che rappresenta la Vergine Maria. L’accesso al portico di colonne binate del cortile interno presenta sulle volte stemmi nobiliari affrescati; l’androne, invece, propone l’immagine di un firefoi, un giovane servitore rappresentato nell’atto di dare le chiavi di casa a chi entra.

Cosa fare a Meda, il firefoi di Palazzo Clerici De Petri
Il firefoi di Palazzo Clerici De Petri

Da piazza Volta puoi incamminarti lungo corso Matteotti e, subito dopo il palazzo municipale, svoltare a destra in via Mazzini: qui, sulla tua sinistra, al civico 7 noterai l’elegante Villa Baserga, decisamente meritevole di uno sguardo.

Cosa fare a Meda, Villa Baserga
Villa Baserga

Proseguendo lungo via Mazzini ti ritrovi in piazza della Chiesa, dove puoi ammirare la Chiesa di Santa Maria Nascente: fu progettata da Paolo Mezzanotte, l’architetto del palazzo che ospita la Borsa di Milano. Al suo interno merita di essere ammirato un affresco di Bernardino Luini dedicato al culto mariano.

Cosa fare a Meda, la Chiesa di Santa Maria Nascente
La Chiesa di Santa Maria Nascente

Ora, lasciandoti la facciata della chiesa alle spalle, imbocca via Verdi (la strada parallela a via Mazzini) e prosegui lungo vicolo Comunale e poi via Solferino. Qui al civico 42 c’è la casa natale di Giuseppe Terragni, celebre architetto razionalista (il “papà” di Villa Bianca a Seveso, tra l’altro): a ricordarlo c’è una targa commemorativa posizionata all’esterno dell’abitazione.

Cosa fare a Meda, la casa natale di Giuseppe Terragni
La lapide che ricorda la casa natale di Giuseppe Terragni a Meda

A questo punto torna indietro lungo via Solferino e gira nella prima strada a sinistra, via De Amicis, percorrendola fino in fondo. Sbucherai, così, in piazza della Stazione, dove alla tua sinistra troverai Casa Lanzani. Si tratta di un complesso costituito da due ville gemelle in stile eclettico collegate attraverso un portico vetrato: a realizzarle fu l’impresa edile di Michele Terragni, papà di Giuseppe Terragni.

Cosa fare a Meda, Casa Lanzani
Le due ville gemelle di Casa Lanzani

Sempre in piazza della Stazione, ma dall’altra parte rispetto a via De Amicis, ecco Villa Besana, a sua volta realizzata da Michele Terragni: puoi intravederla dietro il cancello che la protegge.

Cosa fare a Meda, Villa Besana
Villa Besana

Da qui, raggiungi il semaforo, e superando il passaggio a livello ti ritrovi in via Indipendenza. L’edificio tra il civico 2 e il civico 14 è l’elegante Palazzo Buzzi, in stile eclettico con echi liberty: fu costruito nel 1910 circa.

Cosa fare a Meda, Palazzo Buzzi
Palazzo Buzzi

Accanto, attorno al civico 22 di via Indipendenza si sviluppa il Palazzo Pro-Meda, che deve il proprio nome all’associazione che lo gestiva un secolo fa. Costruito come teatro nel 1913, mostra ancora oggi lo stile eclettico originario. L’ingresso principale è incorniciato da un frontone che riporta lo stemma cittadino.

Cosa fare a Meda, il Palazzo Pro Meda
Il Palazzo Pro Meda

Lasciandoti il Palazzo Pro-Meda alla tua destra, continua a passeggiare lungo via Indipendenza. Subito dopo l’incrocio con via Cadorna sulla tua sinistra noterai la facciata monumentale del Palazzo delle Scuole Professionali, decorata da lesene neoclassiche. L’edificio, che oggi ospita una scuola media, fu realizzato sull’area in cui prima sorgeva il cimitero.

Cosa fare a Meda, il Palazzo delle Scuole Professionali
Il Palazzo delle Scuole Professionali

Ancora pochi passi e, accanto all’incrocio con viale Brianza, in via Indipendenza 25 vale la pena di soffermarsi a osservare l’architettura tardo liberty di Villa Malgrati.

Cosa fare a Meda, Villa Malgrati
Villa Malgrati

A questo punto puoi ritornare verso Palazzo Buzzi e da qui svoltare a sinistra in viale Francia per raggiungere piazza del Lavoratore, dove c’è un’altra risposta alla domanda “che cosa vedere a Meda?”: è il Monumento al falegname, realizzato da Virginio Cimnaghi, che celebra la città dell’industria del mobile.

Cosa fare a Meda, il Monumento al Falegname
Il Monumento al Falegname

Ora continua a camminare in viale Francia per poi girare a sinistra al primo semaforo in via Cadorna. La prima strada che trovi sulla destra è via Generale Giardino, dove sorgono i capannoni della Medaspan, azienda che ormai da diversi anni ha concluso la propria attività: si tratta di uno dei più affascinanti luoghi abbandonati in Lombardia.

Cosa fare a Meda, la Medaspan
I capannoni abbandonati della Medaspan

A proposito: se ti interessa conoscere altri luoghi abbandonati in Brianza, puoi dare un’occhiata al post qui sotto!

Ritornato al semaforo tra via Cadorna e via Francia, gira a sinistra in via Busnelli a vai sempre dritto: arrivato allo stop del passaggio a livello, svolta a destra in via Milano. All’incrocio con via San Celso, sulla tua destra, c’è la Chiesa dei Santi Nazario e Celso. Sulla facciata puoi notare la raffigurazione di due scheletri con clessidra e falce: rappresentano, rispettivamente, il tempo che passa e l’ineluttabilità della morte.

Cosa fare a Meda, la Chiesa dei Santi Nazario e Celso
La facciata con i due scheletri della Chiesa dei Santi Nazario e Celso

Ora torna indietro lungo via Milano, supera il passaggio a livello e vai dritto fino alla chiesa che vedi alla tua sinistra: qui imbocca via Icmesa e prosegui fino al muro di mattoni rossi che trovi davanti a te. Ebbene, quello non è un muro qualunque, ma il muro originario dell’Icmesa, la fabbrica responsabile del famoso disastro di Seveso del luglio del 1976: a ricordare la tragedia c’è anche un pannello che ne riassume le vicende principali.

Cosa fare a Meda, il muro dell'Icmesa
Il muro dell’Icmesa

Che cosa fare a Meda: gli itinerari naturalistici

Vorresti sapere che cosa vedere a Meda stando a contatto con la natura? Ti accontento subito!

Al confine con Seregno c’è il Parco 2 Giugno, noto anche come Parco della Porada, con ingressi da via Benedetto Croce e via Einaudi.

Cosa fare a Meda, il Parco della Porada
Il Parco della Porada

Da via Po puoi entrare, invece, nel Parco del Meredo, che fa parte del Parco Brianza Centrale.

Al confine con Seveso, c’è il Bosco delle Querce, nato nella ex zona A del disastro di Seveso causato dalla ditta Icmesa: gli accessi al parco, per il momento, sono tutti nel territorio di Seveso, come puoi scoprire grazie al post qui sotto dedicato proprio a questo parco. A proposito: potrai leggere anche la storia del disastro dell’Icmesa di cui ti ho parlato poco fa!

I più apprezzati itinerari naturalistici a Meda, comunque, sono quelli che si sviluppano lungo i sentieri del Parco della Brughiera Briantea

In particolare l’itinerario 5, che collega Camnago (frazione di Lentate sul Seveso) con Cabiate, passa a Meda nella zona della Zoca dei Pirutit, uno dei laghetti dove pescare in Brianza. Puoi accedervi da via Santa Maria, all’altezza del civico 94.

Cosa fare a Meda, la Zoca dei Pirutit
La Zoca dei Pirutit nel Parco della Brughiera Briantea

Se vuoi conoscere il sentiero 5 del Parco della Brughiera Briantea nel dettaglio, puoi leggere il post qui sotto.

Anche l’itinerario 6 giunge alla Zoca dei Pirutit, ma partendo da Cascina Colombera e attraversando le brughiere delle vecchie cave.

Puoi accedervi da via Colombara, come puoi leggere nel post qui sotto: ho scritto tutte le indicazioni utili per percorrere il sentiero 6 del Parco della Brughiera Briantea (fidati, ne avrai bisogno perché purtroppo i cartelli lungo il percorso sono pochi).

L’itinerario 7 collega Meda con Mariano Comense, a sua volta passando per la Zoca dei Pirutit: puoi accedervi da via Asti (non preoccuparti della sbarra abbassata: è per impedire il transito delle auto, non dei pedoni).

Nel post qui sotto puoi scoprire il sentiero 7 del Parco della Brughiera Briantea in ogni particolare, con foto e indicazioni dettagliate.

Dove mangiare a Meda

Se vuoi sapere dove mangiare a Meda, un punto di riferimento storico in città è l’Oss Bus, proprio di fianco al municipio (vicolo Comunale angolo via Roma), che propone i piatti della tradizione lombarda: il risotto alla milanese con ossobuco (oss bus, appunto) e la cotoletta alla milanese su tutti.

Per provare la cucina giapponese in Brianza puoi recarti in via Indipendenza 50, dove è aperto tutti i giorni Sakura, con cucina fusion: tieni presente, però, che non si tratta di un ayce.

Quando desideri sushi all you can eat in Brianza, invece, puoi recarti in via delle Colline 16, dove Sushi Time ti permette di scegliere tra 180 piatti diversi. A cena il prezzo fisso è 21.90 euro, bevande escluse.

Spicca, tra i ristoranti di Meda, il 10 Bistrò, in via Roma 19, aperto a pranzo dalla domenica al venerdì e a cena dal mercoledì al sabato. Nel menù si fanno notare i mondeghini della tradizione brianzola, i salumi di selvaggina e il risotto alla milanese con i ricci di mare.

In via Einstein 23, invece, La Terra delle Tradizioni è il posto che fa per te se vuoi mangiare la paella in Brianza.

Qualora cercassi una pizzeria a Meda, in via Ticino 11 c’è Lanterna Bistro 1995, dove puoi gustare la pizza napoletana e la paella spagnola.

Un’altra ottima pizzeria a Meda è La Tavernetta di via Trento 8, trattoria aperta tutti i giorni tranne il mercoledì: oltre alla pizza, i piatti forti del locale sono la trippa e la cassoeula.

Per scoprire dove mangiare a Meda sperimentando una proposta culinaria più raffinata, puoi scegliere l’Osteria Nord, in via Carlo Agrati 1: il locale è aperto a pranzo dal martedì alla domenica e a cena dal martedì al sabato.

In via Indipendenza 168 c’è il 68, uno dei ristoranti cinesi in Brianza con menù a prezzo fisso: primo, secondo, contorno e acqua a pranzo a 6.80 euro e a cena a 8.80 euro.

Poco lontano, in via Indipendenza 16, Hambù è sinonimo di hamburger in Brianza: ma il menù include anche fritti, insalate, carni e dolci artigianali.

Nel novero dei ristoranti di Meda ti segnalo Il Gusto della Vita in corso Matteotti 103, a pochi passi dal centro storico. Puoi scegliere menù degustazione da 4 o 5 portate, rispettivamente da 40 o 45 euro. Il locale è aperto dal martedì alla domenica a pranzo e dal martedì al sabato a cena.

Potresti anche metterti in cerca di una birreria a Meda per concludere al meglio le tue gite nei dintorni di Milano: in questo caso, il Jolly Pub è ciò che fa al caso tuo. Il locale si trova in via SS. Aimo e Vermondo 8, a pochi passi dal centro storico.

Come arrivare a Meda

Come arrivare a Meda in auto? Provenendo da Milano, ti basta percorrere la ex Strada Statale 35 dei Giovi, cioè la superstrada Milano-Meda; tieni presente che sui cartelli stradali è indicata come Milano-Como.

Per arrivare a Meda in treno, puoi fare riferimento alla stazione cittadina, situata sulla linea Milano-Canzo-Asso e collegata, tra l’altro, con Cesano Maderno, Seveso, Cabiate, Mariano Comense, Carugo, Arosio, Inverigo, Lambrugo, Merone, Erba, Ponte Lambro, Caslino d’Erba e Canzo. Partendo da Milano Cadorna devi prendere il treno regionale diretto a Canzo-Asso, mentre da Milano Rogoredo o Milano Porta Garibaldi devi fare riferimento alla linea suburbana S2, con destinazione Mariano Comense.

Per arrivare a Meda in autobus, puoi usufruire della linea C80 che passa da Monza, Lissone Desio, Seregno, Cabiate, Mariano Comense e Cantù. Se parti da Lentate sul Seveso o Barlassina puoi salire anche sui bus della linea Z165 o quelli della linea Z166 (il percorso di quest’ultima prevede soste anche a Seregno). Se arrivi da Misinto o Lazzate, infine, puoi fare riferimento al pullman Z160 e poi a Lentate sul Seveso trasbordare sui mezzi delle linee Z165 o Z166.






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Vuoi sapere chi c’è dietro Viaggiare in Brianza? Te lo spiego (e mi presento) qui sotto.

Per scrivere questo post mi sono servito di alcune fonti che non ho citato per non appesantire la lettura. Chi volesse essere menzionato e linkato, ovviamente, non ha che da segnalarmelo: rimedierò subito!

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