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Cosa fare a Triuggio, Villa Sacro Cuore

Che cosa fare a Triuggio: guida per turisti

Che cosa fare a Triuggio? Nelle prossime righe troverai una panoramica completa di tutte le location più belle da visitare in paese, dalla Rotonda di Tregasio a Villa Sacro Cuore, ma anche dei migliori ristoranti in cui mangiare. Non solo: scoprirai anche come raggiungere gli angoli verdi più incontaminati, a cominciare dal Bosco del Chignolo.

La città

Paese di quasi 9mila abitanti della provincia di Monza e Brianza, Triuggio comprende le frazioni di Tregasio, Rancate, Ponte e Canonica Lambro.

[Se ti piace quello che hai letto finora, perché non fai un salto sulla pagina Facebook di Viaggiare in Brianza? Qui sotto invece puoi scoprire come organizzare una gita in Brianza nella natura e dove mangiare a Triuggio]

Che cosa fare a Triuggio: i monumenti da vedere

Vuoi scoprire che cosa vedere a Triuggio? Potresti iniziare dalla frazione di Tregasio: di fronte a piazza don Baj (tra via Don Colli e via Cagnola) trovi l’Oratorio della Rotonda, costruita nel 1842. A idearla fu Luigi Cagnola (lo stesso architetto di Villa La Rotonda a Inverigo): dopo la sua morte il progetto fu ripreso da Ambrogio Nava, che nel frattempo aveva sposato proprio la vedova del Cagnola, la contessa e musicista Francesca d’Adda.

Cosa fare a Triuggio, la Rotonda di Tregasio
La Rotonda di Tregasio

La Rotonda deve il nome alla sua pianta circolare, valorizzata dalla cupola semisferica collocata in cima; il pronao è sorretto da sei cariatidi che rappresentano il timore, l’eucaristia e la preghiera. All’interno sono ospitati quattro affreschi di Raffaele Casnedi. L’edificio, in stile neoclassico e intitolato ai Santi Martiri Gervaso e Protaso, fu dichiarato monumento nazionale nel 1912.

Le Cariatidi della Rotonda di Tregasio
Le Cariatidi della Rotonda di Tregasio

Accanto alla Rotonda, ecco la Chiesa dei Santi Martiri Gervaso e Protaso, progettata da Spirito Maria Chiappetta (l’architetto del Santuario di Santa Valeria a Seregno) e costruita tra il 1919 e il 1940 in stile neogotico.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa dei Santi Martiri Protaso e Gervaso
La Chiesa dei Santi Martiri Protaso e Gervaso

A questo punto ti consiglio di lasciarti la chiesa sulla sinistra e percorrere via Don Colli fino all’incrocio con via Belvedere, dove vale la pena di fermarsi a osservare la deliziosa Cascina Antonietta: il suo nome deriva dalla contessa Antonietta Jacini, che aveva fatto realizzare la cascina per i contadini impegnati nelle sue proprietà.

Che cosa fare a Triuggio, Cascina Antonietta
Cascina Antonietta

Riprendendo la tua passeggiata lungo via Don Colli, vai sempre dritto approfittando della pista ciclopedonale che trovi alla tua sinistra. Arrivi così in via Jacini, dove al civico 4 puoi entrare nella Corte di Villa Zuccona Jacini: lasciati sorprendere dalla bellezza di Cascina Zuccona Robasacco.

Cosa fare a Triuggio, Cascina Zuccona Robasacco
Cascina Zuccona Robasacco

Subito dopo, ecco Villa Zuccona Jacini. L’edificio fu casino di caccia di Angelo Maria Durini, cardinale oltre che poeta e mecenate: in questa residenza ebbe modo di soggiornare anche Giuseppe Parini. Ristrutturata su progetto di Antonio Citterio, la villa è di proprietà privata ma può comunque essere ammirata da fuori, a cominciare dalla cancellata in ferro tra pilastri in pietra su cui svettano vasi ad anfora.

Cosa fare a Triuggio, Villa Jacini
Villa Zuccona Jacini

Di fronte alla villa c’è via Sacro Cuore, dove al civico 7 sorge Villa Sacro Cuore. L’edificio, che deve il proprio nome alla statua in rame del Sacro Cuore che domina la terrazza, è circondato da un grande giardino con una Via Crucis e un sentiero dedicato alla meditazione. Di origini cinquecentesche, fu frequentato dal cardinale Carlo Borromeo e dal giovane Giuseppe Parini; all’inizio del Novecento è stato restaurato dall’architetto Chiappetta.

Cosa fare a Triuggio, Villa Sacro Cuore
Villa Sacro Cuore

Se vuoi sapere come visitare Villa Sacro Cuore e conoscere tutte le sue meraviglie artistiche, puoi leggere l’approfondimento che le ho dedicato qui sotto.

Ritornando sulla strada principale, se svolti a destra in via Immacolata e poi imbocchi la prima strada a sinistra ti ritrovi in via don Sturzo: è qui che ti imbatterai, subito dopo il civico 12, nella Chiesa di San Biagio, una chiesetta sconsacrata al confine tra Tregasio e Canonica. Eretta nella seconda metà del XIII secolo, oggi accoglie installazioni di arte contemporanea: è un piccolo museo non accessibile ma visibile, nel senso che puoi solo guardare all’interno attraverso le vetrate e le finestre, ma non entrare.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa di San Biagio
La Chiesa di San Biagio

Ritornato all’inizio di via son Sturzo, svolta a sinistra in via Immacolata e poi prosegui in via Conte Paolo Taverna percorrendola fino in fondo: qui alla tua sinistra potrai ammirare Villa Taverna. Eretta negli anni ’30 del Cinquecento, fu successivamente ampliata su progetto di Pellegrino Tibaldi. Da ammirare l’atrio di ingresso a tre arcate e la cancellata settecentesca che chiude la corte con le statue allegoriche della Primavera e dell’Autunno sui pilastri in stile rococò. All’interno sono ospitati diversi ritratti di Francesco Hayez.

Cosa fare a Triuggio, Villa Taverna
Villa Taverna

Se lo desideri puoi prenotare una visita guidata, comprensiva del tour del giardino all’italiana e delle sale interne, al numero 334 1656718: il costo è di 6 euro.

Accanto alla villa c’è la Chiesa di Santa Maria della Neve, a sua volta di origine cinquecentesca e fatta costruire dai Taverna. Affrescata da Gian Battista Zali, accoglie al proprio interno una effigie in marmo della Madonna col Bambino.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa di Santa Maria della Neve
La Chiesa di Santa Maria della Neve

Da via Taverna gira a destra in via Emanuele Filiberto e, più o meno davanti al civico 22, attraversa la strada per imboccare la salita che vedi di fronte a te: raggiungerai, così, l’Oratorio di Sant’Eurosia. Realizzato nel 1735 in stile barocco, questo edificio è noto anche con il nome di “chiesuola”: purtroppo attualmente è in stato di abbandono, pur conservando un fascino straordinario.

Cosa fare a Triuggio, l'Oratorio di Sant'Eurosia
L’Oratorio di Sant’Eurosia

Ora riprendi la tua strada sulla provinciale e gira a destra subito dopo il cimitero: percorri questa strada (via Vittorio Emanuele II) fino a incrociare sulla sinistra via San Carlo, una traversa che ti conduce in piazza Giovanni Paolo II. Qui sorge la Chiesa di Sant’Antonino Martire, costruita in stile romanico nei primi anni del Novecento. Impreziosita da un piedistallo e un crocefisso in bronzo dorato ideati da Ottavio Cabiati (l’architetto della Chiesa di Santa Maria Nascente a Cabiate), ospita una Via Crucis del pittore viennese Joseph von Führich. La decorazione dell’arco sopra l’altare e la vetrata della fuga in Egitto, invece, sono opera di Pietro Cortelezzi.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa di Sant'Antonino Martire
La Chiesa di Sant’Antonino Martire

Dalla piazza gira a destra in via XI Febbraio, poi prendi la seconda strada a sinistra, via Roma. Da qui vai sempre dritto, superando un ripido tornante e arrivando di fronte al municipio, dove imboccherai alla tua sinistra via Viganò. Lungo questa strada potresti andare a vedere ciò che resta della filatura Galeazzo Viganò, lungo la sponda del Lambro: uno dei tanti luoghi abbandonati in Brianza.

Luoghi abbandonati a Milano e dintorni, la filatura Viganò
La struttura in evidente stato di abbandono

La storia di questa struttura è decisamente controversa: già alla fine dell’Ottocento, infatti, i sindaci e gli abitanti del territorio presentarono una denuncia contro la tessitura per le sostanze inquinanti che essa scaricava nel Lambro. La stessa ditta, per altro, fu coinvolta nel disastro della Valle di Scalve (nella Bergamasca) del 1923: si era occupata della costruzione della diga del Gleno che crollò provocando la morte di quasi 400 persone.

Qui sotto ti parlo della filatura Galeazzo Viganò in modo più dettagliato: potrai conoscerne la storia e vedere le foto che immortalano le sue condizioni attuali.

A proposito: nel post qui sotto trovi altri luoghi abbandonati in Lombardia ideali per gli amanti dell’urban exploration.

Ritornato all’imbocco di via Viganò, prendi di fronte a te via Vittorio Veneto, supera piazza Boretti e prosegui in via Casati: sulla tua sinistra all’incrocio con via Stradetta vedrai la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, costruita in una posizione davvero suggestiva con il Lambro alle spalle. Edificata negli anni ’40 del secolo scorso, è sormontata da una croce in metallo e affiancata da un campanile a pianta quadrata.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa di Sant'Antonio da Padova
La Chiesa di Sant’Antonio da Padova

Ora prosegui lungo via Casati, e dopo un paio di tornanti in salita ti ritroverai in via Biffi. Qui al civico 9 l’edificio che ospitava l’Istituto bacologico Guido Susani, dove nel secolo scorso venivano selezionati esemplari di bachi da seta immuni da patologie secondo i metodi di Louis Pasteur.

Cosa fare a Triuggio, l'Istituto Bacologico Susani
Si intravede ancora la scritta Istituto Bacologico

Proseguendo lungo via Biffi, sulla sinistra al civico 8 ti imbatterai in Villa Biffi, un tempo abitata dal filantropo e scienziato Serafino Biffi: è facilmente riconoscibile per la meridiana e i cartigli della facciata che dà sul giardino ma che si vede senza difficoltà anche dalla strada. Edificata nel 1853, la villa fu spesso frequentata da padre Agostino Gemelli (il fondatore dell’Università Cattolica); oggi è sede di un centro congressi e di un ristorante (di cui ti parlo più sotto).

Cosa fare a Triuggio, Villa Biffi
La meridiana di Villa Biffi

Al suo fianco, ecco la Chiesa di Santa Maria Assunta. Al suo interno sono ospitati tre affreschi realizzati nel 1785 da Andrea Appiani che rappresentano episodi biblici: Assuero che dichiara di sposare Ester, Giuditta che mostra la testa decapitata di Oloferne agli israeliti e Giacobbe che incontra le sorelle Rachele e Lia. Ma in questa chiesa sono custoditi anche stucchi di Giocondo Albertolli (noto per essere il progettista di Villa Melzi d’Eril a Bellagio) e tele di Giulio Campi e Bartolomeo Roverio.

Cosa fare a Triuggio, la Chiesa di Santa Maria Assunta
La Chiesa di Santa Maria Assunta

Per scoprire tutte le meraviglie artistiche del Santuario di Rancate, comunque, puoi leggere l’approfondimento che gli ho dedicato nel post qui sotto.

Di fronte, tra il civico 1 e il civico 3 di via Biffi si affaccia Villa Monterosso. L’edificio fu casa di campagna di Guido Susani: proprio per questo è nota anche come Villa Susani, oltre che con la denominazione di Castello. Nel 1876, inoltre, qui fu ospitato Pasteur, di cui Susani era collaboratore.

Cosa fare a Triuggio, Villa Monterosso
Villa Monterosso

All’incrocio puoi imboccare viale Susani e poi girare a destra in via Stelvio per andare ad ammirare al civico 4 la storica Cascina Malpighi.

Cosa fare a Triuggio, Cascina Malpighi
Cascina Malpighi

Ritornato in viale Susani, percorrila fino in fondo: sulla tua sinistra puoi notare Cascina Boffalora, che oggi ospita il Centro Tecnico Naturalistico del Parco Regionale della Valle del Lambro. Alle sue spalle, ecco l’elegante Villa Boffalora.

Cosa fare a Triuggio, Cascina Boffalora e Villa Boffalora
Cascina Boffalora e Villa Boffalora

Che cosa fare a Triuggio: gli itinerari naturalistici

Il territorio di Triuggio è compreso nel Parco Regionale della Valle del Lambro, del cui perimetro fa parte il Bosco del Chignolo. Il nome di questo bosco, ideale anche per una passeggiata con dei bambini piccoli, deriva dal termine brianzolo “chignoeu”, cioè “cuneo”, a ricordare la forma triangolare dell’area verde. I pannelli informativi e i cartelli collocati lungo i sentieri ti permetteranno di orientarti con facilità; l’accesso principale è da via Diaz 88, a breve distanza dall’incrocio tra via Sella e via Monastero.

Cosa fare a Triuggio, il Bosco del Chignolo
L’ingresso del Bosco del Chignolo

Sai che nel Bosco del Chignolo è stato girato il videoclip di una canzone di Luciano Ligabue? Si tratta de La ragazza dei tuoi sogni: trovi il video qui sotto.

Da via Prealpi puoi accedere al bosco della Valle del Rio Cantalupo. Passando tra campi coltivati a cereali, noccioli, castagni e ciliegi selvatici, raggiungi i margini del bosco in cui noterai gelsi, ciliegi e noci. Seguendo il corso del torrente, che spesso è in secca, ti imbatterai nel cosiddetto ferretto, terriccio di colore rosso a causa per i minerali argillosi ossidati e il ferro che lo compongono.

Un’altra meta ideale per una gita nella natura vicino a Milano è il bosco della Brovada. Per raggiungerlo puoi imboccare via Valletta, all’incrocio tra via Biffi e via Susani, dall’angolo di Villa Monterosso.

Cosa fare a Triuggio, il Bosco della Brovada
Il sentiero che conduce al Bosco della Brovada

La strada in breve si trasforma in uno sterrato e poi in un sentiero: percorrendolo supererai il torrente Brovada (in genere in secca), per poi immergerti nei boschi tra querce, carpini, castagni e aceri. Ma per conoscere meglio questo percorso, ti consiglio di leggere l’approfondimento che gli ho dedicato nel post qui sotto.

Da via Vicinale Fontana o da via dei Boschi, invece, puoi accedere alla campagna di Tregasio: seguendo questo tragitto hai l’occasione di esplorare la Valle del Rio Pegorino. A est di Villa Zuccona Jacini è presente un suggestivo doppio filare di querce rosse, alberi secolari che un tempo proteggevano il percorso compiuto da Angelo Maria Durini.

L'ingresso alla Valle del Pegorino da via dei Boschi
L’accesso alla campagna di Tregasio da via dei Boschi

Infine, Triuggio è una meta perfetta anche per una passeggiata lungo il Lambro: puoi accedere al sentiero che costeggia il fiume da via Lambro a Macherio, a pochi passi da Villa Taverna.

Dove mangiare a Triuggio

Una delle pizzerie di Triuggio più note è Lipen, in via Paolo Taverna Conte 114 a Canonica: il locale è sempre aperto tranne il sabato a pranzo e il martedì tutto il giorno. Da segnalare nel menù, oltre alla pizza napoletana, i cannoli di pizza con tartare di fassona, i nervetti con fagioli e cipolle e la pastiera con gelato al cioccolato e crema di pistacchi.

Cosa fare a Triuggio, Lipen
L’Enosteria Lipen

L’Hostaria del Punt, in piazza Boretti 3, è il posto giusto se vuoi assaggiare la cucina toscana in Brianza: spiccano i pici cacio e pepe alla senese e, ovviamente, la ribollita.

Cosa fare a Triuggio, l'Hostaria dal Punt
L’Hostaria dal Punt

In via Armando Diaz 68 trovi un’altra ottima pizzeria a Triuggio: si tratta del Ristorante Montemerlo 68, che offre anche il servizio d’asporto.

Se cerchi un posto dove mangiare hamburger in Brianza, sappi che Like Bakery Burger è la risposta che fa per te: si trova in via Emanuele Filiberto 8 ed è aperto a cena dal martedì alla domenica e a pranzo nel week-end.

Faraona alla creta, mortadella di fegato e cassoeula sono, invece, le specialità del Ristorante Fossati, suggestiva location dove mangiare a Canonica Lambro: si trova in via Emanuele Filiberto 1.

Sempre in via Emanuele Filiberto, ma al civico 16, c’è uno dei locali dove fare il brunch in Brianza: si tratta di Antigua, aperto tutti i giorni a cena e la domenica anche a pranzo. E a proposito di domenica, questo è il posto che fa per te quando non sai dove fare apericena in Brianza.

Villa Biffi, in via Biffi 8 a Rancate, è un ristorante di Triuggio che propone nel menù delizie come l’avocado fritto con pop corn, l’ossobuco con la gremolada e il semifreddo di cachi e nocciole.

Infine, un altro posto dove mangiare a Triuggio la pizza o il kebab è Re Ranocchio, in via Sant’Ambrogio 38/B.

Come arrivare a Triuggio

Come arrivare a Triuggio in auto? Provenendo da Milano devi percorrere la SS 36 fino all’uscita di Seregno San Salvatore. Dopo lo svincolo gira a destra e continua lungo via Sole Delle Alpi; alla rotonda successiva vai a sinistra in via Arno, e poi svolta a destra in via Montello. Vai sempre dritto fino ad Albiate: alla rotonda dopo il cimitero gira a destra, e a quella immediatamente successiva vai a sinistra. Quella è la strada che ti porterà, dopo tre tornanti, a destinazione.

Provenendo da Lecco, percorri la SS 36 uscendo a Seregno San Salvatore. Alla prima rotonda dopo lo svincolo gira a sinistra per scavalcare la superstrada sul cavalcavia, e alla rotonda seguente vai a destra: prosegui fino ad Albiate e poi segui le indicazioni che ho scritto qui sopra.

Per arrivare a Triuggio in treno puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalla linea suburbana S7 di Milano e collegata, tra l’altro, con Valmadrera, Civate, Galbiate, Oggiono, Molteno, Costa Masnaga, Cassago Brianza, Renate, Besana in Brianza, Carate Brianza, Macherio, Biassono, Arcore, Villasanta e Monza.

Per arrivare a Triuggio in autobus puoi sfruttare la linea Z233, che collega il paese con Albiate, Carate Brianza e Seregno.






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2 commenti su “Che cosa fare a Triuggio: guida per turisti”

  1. Grazie per gli interessanti suggerimenti, colmerò sicuramente questa imperdonabile lacuna dal momento che da anni passo le estati ad Albiate ed ignoravo i tesori di Triuggio!

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