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Che cosa fare a Brugherio: guida per turisti

Che cosa fare a Brugherio? Nella città più “milanese” della Brianza puoi andare alla scoperta delle tantissime cascine disseminate tra le frazioni, ma anche rilassarti sul laghetto del parco Increa. Non dimenticare di visitare, poi, il Tempietto di Moncucco e la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, che contiene addirittura i resti dei tre Re Magi.

La città

Città di oltre 35mila abitanti distante circa 5 chilometri da Milano, Brugherio è il comune più meridionale di tutta la provincia di Monza e Brianza. Si compone di quattro frazioni: San Damiano, Moncucco, Dorderio e Baraggia.

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Brugherio è la città in cui è cresciuta la presentatrice televisiva Paola Perego; qui, inoltre, è morto nel 1956 il pittore Filippo De Pisis.

Che cosa fare a Brugherio: i monumenti da vedere

Sei curioso di scoprire che cosa vedere a Brugherio? Ti consiglio di cominciare la tua passeggiata in città dalla frazione di San Damiano, in via Monte Grappa: qui puoi osservare la Chiesa di Sant’Anna, costruita a metà del XVII secolo. Nota come Geseta de Sant’Anna, era la cappella privata di Villa Viganoni Benaglia, una residenza che oggi non esiste più.

Da via Monte Grappa, gira a sinistra in viale della Vittoria e vai sempre dritto, fino a quando sbucherai in viale Lombardia. Alla prima rotonda gira a sinistra in viale Europa; alla rotonda successiva vai a sinistra in piazza Santa Caterina e poi ancora a sinistra in via Santa Margherita: in questa strada di fianco al civico 20 puoi osservare la Chiesa di Santa Margherita, di origini cinquecentesche. Questo oratorio è annesso a Villa Brivio, che oggi ospita un centro residenziale di terapia psichiatrica. L’edificio è circondato da un parco storico, aperto al pubblico, che accoglie diversi alberi monumentali e in cui si è conservata la recinzione originaria.

Ritornato all’inizio di via Santa Margherita, svolta a sinistra in via San Francesco d’Assisi e raggiungi, al civico 19, la Filanda di Baraggia, realizzata nella seconda metà del XIX secolo: molto suggestivo è il corpo principale ad arcate a tutto sesto, ma cattureranno la tua attenzione anche le decorazioni sottogronda.

Prosegui la tua passeggiata in via San Francesco e prendi la prima strada sulla sinistra, via Pareana. Qui c’è Cascina Pareana, datata al 1730: la sua struttura architettonica attuale è molto simile a quella originale, e tra l’altro si sono ben conservati il forno a legna e il pozzo.

A questo punto ritorna indietro fino alla rotonda all’incrocio tra viale Europa e viale Lombardia: gira a sinistra in viale Lombardia e, alla rotonda immediatamente successiva, vai a destra in via Bindellera. Qui, di fronte al civico 25, merita di essere scoperta l’antica Cascina Bindellera.

Ritornato alla rotonda da cui sei arrivato, svolta a destra in viale Lombardia, supera due rotonde e poi gira a destra in via Monza; quindi prendi la seconda traversa a sinistra, via Matteotti, dove al civico 124 sorge Cascina Casecca, lambita dalla roggia Manganella.

Da qui, supera la rotonda che vedi di fronte a te e imbocca via Moia per raggiungere, al civico 61, Cascina Moia: dell’edificio di un tempo si sono preservati i fienili, i rustici e il pozzo.

A questo punto percorri via Moia fino in fondo e poi gira a destra per salire sul cavalcavia che hai appena costeggiato (via Occhiate): subito dopo la discesa vai a sinistra per raggiungere Cascina Occhiate, non lontano dal confine con Cologno Monzese. La cascina comprende un mulino da grano ad acqua ancora funzionante, con una ruota in metallo e una ruota in legno che entrano in azione grazie alla roggia Mornera.

Ora ritorna indietro lungo il cavalcavia e percorri via Occhiate fino in fondo; quindi, gira a destra in via San Cristoforo, dove al civico 190 incontrerai Cascina San Cristoforo, che ha addirittura origini cinquecentesche.

Ora fai marcia indietro e incamminati lungo via San Cristoforo, fino a quando sbucherai all’incrocio con via Torazza. Proprio di fronte a te, al civico 1, c’è la settecentesca Cascina Torazza: del suo impianto originario restano i fienili e le stalle.

Lasciandoti la cascina alla tua sinistra, passeggia in via Torazza fino a quando non incrocerai sulla tua destra via Pier Giorgio Frassati: qui non perderti la particolare architettura della Chiesa di San Carlo, costruita all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. All’interno, volgi lo sguardo verso il basso per osservare il pavimento, con il disegno di un albero stilizzato: il tronco è a mosaico con tessere in marmo.

Continua lungo via Torazza e al semaforo gira a sinistra in via San Maurizio al Lambro. Raggiungi il civico 8 per ammirare Villa Sormani: splendido esempio di barocchetto milanese, è nota perché proprio qui si svolse il primo volo in mongolfiera sul territorio italiano, a opera di Paolo Andreani nel 1784. L’edificio fu progettato da Giovanni Ruggeri, architetto tra l’altro di Villa Arconati a Bollate.

Accanto alla villa, ecco la Chiesa di San Lucio, conosciuta da tutti come il Tempietto di Moncucco. La sua storia è molto curiosa: in origine il tempio era la cappella del convento di San Francesco a Lugano; esso, nell’Ottocento, venne smontato dopo essere stato comprato dal conte Gian Mario Andreani e riassemblato a Moncucco secondo le indicazioni di Giocondo Albertolli (l’autore delle decorazioni delle sale di rappresentanza della Villa Reale di Monza).

Da qui, gira a destra in viale Lombardia, continua lungo via per Imbersago e poi gira a sinistra in via Guzzina: arrivato all’incrocio con via Volturno puoi osservare Cascina Guzzina, complesso risalente al Cinquecento con una torretta sovrastante. Ad essa è annessa la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, dal soffitto interamente affrescato. Sopra l’altare in marmo grigio è presente un dipinto che riproduce la Vergine con il Bambino: i capi di entrambi riportano corone con pietre preziose e oro che furono donate negli anni ’50 del secolo scorso dalla popolazione locale in segno di devozione.

Prosegui la tua passeggiata in via Volturno e gira nella prima strada a sinistra, via Martin Luther King: da qui, andando dritto, puoi raggiungere in via Kennedy la Chiesa di San Paolo Apostolo, dalla conformazione davvero curiosa.

Da qui vai sempre dritto lungo via Kennedy e prosegui in via Filzi, per poi girare a destra in via De Gasperi: raggiungerai, così, piazza Cesare Battisti, dove sorge Villa Fiorita, oggi sede del Municipio. Qui fu ospitato negli anni ’50 del secolo scorso Filippo De Pisis, che si serviva della serra come studio.

Ti basta compiere pochi passi per ritrovarti in piazza Roma di fronte alla Chiesa di San Bartolomeo, al cui interno sono conservate niente meno che le reliquie dei Re Magi. Si tratta di tre falangi contenute in un reliquiario d’argento ed esposte ogni anno il giorno dell’Epifania: pare siano state donate da Sant’Ambrogio alla sorella Marcellina.

Superata la chiesa, gira a sinistra in via Italia: al civico 27 trovi il settecentesco Palazzo Ghirlanda Silva, sede della biblioteca civica. Caratterizzato da uno stile neoclassico, presenta un portico a colonne binate e un portone monumentale in pietra aperto sulla facciata.

Continua a passeggiare in via Italia fino alla rotonda per arrivare in piazza Papa Giovanni XXIII, dove trovi l’ufficio postale. Non stupirti ma anche questo edificio merita di essere visto, grazie ai murales che ricoprono la sua facciata, realizzati dall’artista neopop Willow.

Se vuoi saperne di più in proposito, puoi leggere il post qui sotto, dedicato ad alcune delle più suggestive opere di street art in Brianza.

Street art in Brianza: 7 incredibili opere da ammirare

Ora torna indietro lungo via Italia; vai sempre dritto proseguendo in via Tre Re e via Teruzzi, fino all’incrocio con via Marsala: qui, alla tua destra (al civico 3), sorge il complesso di Villa Somaglia Balconi. Risalente alla prima metà del Settecento, questa dimora signorile include fabbricati rustici con due torri angolari di foggia castellana.

Lasciandoti la villa alla tua destra, incamminati lungo via Marsala e prosegui in via dei Mille; dopo la seconda rotonda, gira a destra in via Increa: percorrila per giungere a Cascina Increa, al civico 76. Il complesso include Villa Tizzoni Ottolini e la Chiesa di Santa Maria Immacolata, risalente alla seconda metà del XVII secolo. Valorizzata da un portico a cinque archi, la villa è uno degli edifici nobiliari più antichi della città. All’interno della chiesa, invece, puoi osservare una tela con l’Adorazione dei Magi e una con l’Agonia di San Giuseppe, mentre sulla volta del presbiterio sono raffigurati i simboli dei Quattro Evangelisti.

Ritornato all’inizio di via Increa, gira a destra in via dei Mille: al civico 112 trovi Cascina Sant’Ambrogio e la vicina Chiesa di Sant’Ambrogio, dove erano conservate le reliquie dei Re Magi prima che venissero traslate nella Chiesa di San Bartolomeo. Il nucleo originario della cascina, rappresentato dalla corte più interna, risale addirittura al IV secolo: qui Ambrogio era solito venire in villeggiatura, prima di decidere di donare l’edificio a Marcellina. La chiesa, che è la più antica di tutta la città, presenta una facciata in laterizio in stile romanico lombardo.

Continua a passeggiare in via dei Mille e prendi la prima strada sulla sinistra, via Modesta, in fondo alla quale sorge Cascina Modesta (o Cascina Del Bosco): si trova vicino al boscone di Sant’Ambrogio, un tempo riserva di caccia della regina Teodolinda.

Che cosa fare a Brugherio: gli itinerari naturalistici

Se ti domandi che cosa vedere a Brugherio in mezzo alla natura puoi trovare una risposta nel Parco Increa, un’area verde di circa 330mila metri quadri inserita all’interno di una ex cava nell’ambito del Parco Est delle Cave. Il parco comprende un lago artificiale (che occupa una superficie di circa 15 ettari) e ospita la panchina in plastica riciclata più lunga d’Italia. L’ingresso è in via Increa, all’altezza del civico 80 di fianco all’azienda Bonalumi (da via Increa, lasciati il ristorante Samsara e Volta Rossa sulla destra e vai sempre dritto fino a dopo il ponte sulla Tangenziale Est).

In alternativa puoi frequentare il parco di Villa Brivio, in via Santa Margherita, o il parco di Villa Fiorita. Quest’ultimo è un parco romantico all’inglese con aiuole e vialetti delimitati da rocailles e oltre 600 alberi. Di fronte alla serra puoi notare un bagolaro monumentale.

Il territorio di Brugherio, inoltre, fa parte del Parco della Media Valle del Lambro, che si collega con il Parco Est delle Cave attraverso la Martesana. Qui trovi, tra l’altro, il Fontanile San Cristoforo, in una distesa di campi interrotta da un bosco che prosegue fino al confine con Cologno. Fringuelli, cardellini e usignoli saranno alcuni dei tuoi compagni di camminata.

Sempre nel territorio del parco è presente il Mulino di Occhiate, di cui ti ho già parlato prima. Qui la terza domenica di settembre si svolge il Palio delle Oche, in occasione del quale puoi gustare la polenta preparata con la farina del mulino: è una delle tante sagre in Brianza da non perdere dopo l’estate.

Dove mangiare a Brugherio

Tra i locali dove mangiare a Brugherio spicca il Ristorante Oriani: situato in via San Francesco d’Assisi 9, è aperto dal lunedì al venerdì a pranzo con menù fisso; di sera è sempre necessaria la prenotazione. Il sabato è giorno di chiusura.

Se ami i ristoranti vegani in Brianza, in via Increa 70 l’accoppiata Samsara & Volta Rossa soddisferà di sicuro le tue esigenze: i due locali (chiusi il lunedì tutto il giorno e il sabato a pranzo) propongono cucina veg e pane cotto a legna con farina bio.

Nel novero dei ristoranti vegetariani in Brianza, a Brugherio c’è anche Mirò, in via Sant’Antonio 24, che offre numerose specialità vegetariane e vegane dagli antipasti al dolce, oltre a una ricca varietà di pizze.

La luna e i falò è un altro dei ristoranti di Brugherio più noti: si trova in via San Maurizio al Lambro 6. Qui puoi provare salumi speciali, come il culatello di Zibello, i salami d’oca e il violino di capra.

A proposito, Il Coccio di via Quarto 49 è una rinomata pizzeria di Brugherio che propone anche gnocco fritto, taglieri, focacce e birre a marchio Castello: è aperto a pranzo dal lunedì al venerdì e a cena tutti i giorni.

Hai voglia di un giro pesce in Brianza? Scegli Medusa, ristorante griglieria (ma anche pizzeria) di viale Lombardia 2 che ti permette di scegliere tra tre soluzioni differenti: antipasti + secondi, antipasti + primi + secondi o antipasti + paccheri all’astice + secondi.

Se sei in cerca di una pizzeria a Brugherio puoi fare affidamento sul Ristorante Sporting, aperto tutti i giorni a pranzo e a cena; si trova in via Santa Caterina 35 e nel menù include, oltre alle pizze, specialità locali come il risotto alla monzese e la cotoletta alla milanese.

In via dei Mille 5 la Trattoria dei Cacciatori, aperta dal lunedì al sabato, è un’altra eccellente location dove mangiare a Brugherio. Qui puoi scegliere, tra l’altro, un menù a prezzo fisso da 30 euro con antipasti misti, 3 primi, 3 secondi, un contorno, dolce, acqua e caffè.

Se preferisci il sushi all you can eat in Brianza, in viale Lombardia 256 c’è Le Bacchette d’Oro, con menù fisso a pranzo a 12 euro e a cena a 22 euro: puoi scegliere tra cucina italiana, giapponese, cinese e coreana.

Il Med-eat-erraneo di via della Vittoria 5 è un ristorante di Brugherio che propone specialità di pesce: aperto a pranzo tutti i giorni e a cena dal mercoledì alla domenica, garantisce il servizio take away per le pizze e tutti gli altri piatti del menù.

Gli appassionati di cucina giapponese in Brianza possono provare il Kyubi di via Vittorio Veneto 89, che mette a disposizione anche il servizio di asporto, aperto tutti i giorni a pranzo e a cena.

Da Raoul e Tilde, in viale Lombardia 295, è un’altra trattoria dove mangiare a Brugherio: menù da 25 euro con antipasto, 3 primi, 4 secondi, dolce, caffè, acqua, vino e amaro.

Nella rassegna dei migliori ristoranti a Brugherio spicca, poi, Controluce, in piazza Santa Caterina da Siena 1, aperto tutti i giorni sia a pranzo che a cena. In estate è possibile chiedere un tavolo anche nel dehors.

Vorresti provare la cucina romana in Brianza? In via Vittorio Veneto 48 il Ristorante La Garbatella ti propone, tra l’altro, tonnarelli cacio e pepe, coda alla vaccinara, carciofi alla giudia e panzanella romana; è aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica.

Come arrivare a Brugherio

Come arrivare a Brugherio in auto? Provenendo da Milano, devi percorrere la Tangenziale Est (A51) fino allo svincolo 13. Prendi l’uscita SP 113 Cernusco sul Naviglio Brugherio sud, e gira a destra in via Quarto: andando dritto sarai giunto a destinazione.

Provenendo da Bergamo, percorri la Torino-Trieste (A4) fino allo svincolo con la A51: immettiti sulla Tangenziale Est, prendi l’uscita di Carugate / Brugherio nord e sarai arrivato.

A Brugherio non ci sono stazioni ferroviarie. Per arrivare a Brugherio in treno, puoi fare riferimento alla stazione di Monza, servita dalle linee suburbane di Milano S7, S8, S9 ed S11 e dalle linee regionali Milano-Carnate-Bergamo e Milano-Lecco-Sondrio-Tirano; è collegata – tra l’altro – con Carimate, Seregno, Desio, Lissone, Arcore, Carnate, Besana in Brianza, Cassago Brianza, Galbiate e Civate.

Per arrivare a Brugherio in autobus, puoi partire dalla fermata di Cologno Nord della linea verde della metropolitana di Milano con i pullman della linea Z302, della linea Z303, della linea Z304 o della linea Z305 (quest’ultima passa anche da Cernusco sul Naviglio e Carugate). I bus Z323 collegano la città con Vimercate, Concorezzo e Cologno Nord, mentre la linea Z203 passa da Muggiò, Monza e Cologno Nord. Brugherio è unita con Monza anche dalla linea Z201, dalla linea Z202 e dalla linea Z211.






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