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Cosa fare a Oggiono, la Darsena Guardialago

Che cosa fare a Oggiono: guida per turisti

Che cosa fare a Oggiono? Gli itinerari da scoprire in questa città bagnata dal lago di Annone sono davvero tanti: il Sentiero dei Mulini, il Sentiero delle Torri, il Sentiero del Lago e il Sentiero delle Sorgenti ti offrono una vasta possibilità di scelta. Insomma, cosa aspetti? Leggi le prossime righe per saperne di più.

La città

Città di poco più di 9mila abitanti della Brianza lecchese, Oggiono è bagnata dal lago di Annone e fa parte dell’Ecomuseo del Distretto dei Monti e dei Laghi Briantei.

Di Oggiono sono originari il giocatore di basket Daniele Cavaliero e l’ex calciatore (ora allenatore) Lorenzo D’Anna. Ma Oggiono è anche, ovviamente, il luogo natale di Marco d’Oggiono, pittore allievo di Leonardo da Vinci le cui opere sono esposte, tra l’altro, alla Pinacoteca di Brera di Milano, alla National Gallery di Londra e al Louvre di Parigi.

Che cosa fare a Oggiono: i monumenti da vedere

Se ti interessa sapere che cosa vedere a Oggiono potresti iniziare recandoti in piazza della Chiesa e visitando la Chiesa Prepositurale di Sant’Eufemia, costruita nei primi anni del XVII secolo in stile barocco su un edificio romanico precedente (di cui il campanile è una evidente testimonianza). Al suo interno puoi ammirare l’altare maggiore, realizzato su disegno di Giuseppe Bovara, e soprattutto i dieci dipinti a olio del Polittico dell’Assunta tra otto santi di Marco d’Oggiono; è presente, inoltre, un dipinto di Andrea Appiani, Lo sposalizio della Vergine.

Accanto alla chiesa è presente il Battistero di San Giovanni Battista, preziosa testimonianza di architettura romanica eretta nel XI secolo: di forma ottagonale all’esterno e circolare all’interno, ospita sulle pareti immagini di Sant’Eufemia (con la palma del martirio nella mano destra), di San Rocco e San Sebastiano, di San Giovanni Battista, della Madonna in trono con il Bimbo e di San Bernardo.

In mezzo al sagrato davanti alla chiesa c’è, invece, la Colonna di Sant’Eufemia: essa sorregge una statua della santa, raffigurata con una croce in ferro nella mano destra e due leoni accovacciati ai piedi. Fino al 1798 la statua era dotata anche di un’aureola, che fu eliminata per effetto degli echi laicizzanti della Rivoluzione Francese.

Di fronte alla chiesa puoi notare la Grotta della Madonna di Lourdes, realizzata in pietra arenaria nel 1929: sulla pietra sono incisi i nomi di cinque persone che hanno ritrovato la salute grazie all’intervento soprannaturale.

Dal sagrato parte una scalinata alberata che porta alla piazza Alta, belvedere che offre una splendida panoramica del lago: un vero e proprio balcone da cui puoi osservare anche il Resegone e i Corni di Canzo. Ai lati dei gradini sono presenti alcune cappelle incompiute.

Una volta tornato verso la chiesa, oltrepassala e da piazza della Chiesa gira a destra in via Parini: al civico 11 troverai la Chiesa di Sant’Agata. La chiesa è costituita da due aule sovrapposte: quella superiore è l’aula corale, e vi puoi accedere salendo una scala con gradini in pietra piuttosto stretta; quella inferiore è dedicata alle assemblee liturgiche. Qui puoi osservare un dipinto seicentesco che raffigura Sant’Agata venerata da San Pietro, da San Carlo e da due Confratelli, mentre le volte della navata ospitano affreschi che rappresentano angeli in festa realizzati da Pasquale Agudio alla fine dell’Ottocento.

Proseguendo lungo via Parini, al civico 76 ecco in cima a una collina la magnifica Villa Sironi, un edificio liberty con richiami allo stile eclettico Coppedè. La residenza è circondata da un grande parco con essenze arboree di pregio; costruita nel 1912, si sviluppa su quattro piani e fu progettata da Enrico Barbieri.

Pochi metri più in là alla tua sinistra, di fianco al civico 31 di via Parini ti imbatterai nella Chiesa di San Lorenzo: fu costruita nel XIII secolo, ma la sua conformazione attuale è frutto dei lavori effettuati nel 1745. Il santo è raffigurato, insieme con la graticola sulla quale fu seviziato, in un affresco di Pasquale Agudio sulla facciata esterna. All’interno puoi ammirare due dipinti a olio su tela seicenteschi che rappresentano Sant’Anna con Maria Bambina e San Filippo Neri, la Vergine e i fanciulli.

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A questo punto potresti percorrere a ritroso via Parini e da qui imboccare via I Maggio, arrivando al civico 83: è qui che sorge Palazzo Prina, edificio che nel Seicento, ai tempi della dominazione spagnola, era la sede del Governo di Madrid.

Arrivando in fondo a via I Maggio, sbuchi in piazza Garibaldi, dove c’è il Municipio: qui tra l’altro viene conservata una lettera che Giuseppe Garibaldi spedì da Caprera il 30 aprile del 1866. Gli oggionesi indicano questo luogo con il nome di “piazza Vetturina”, poiché qui in passato c’era la stazione di posta in cui veniva effettuato il cambio dei cavalli della diligenza che collegava Lecco con Milano.

Ora lasciati il municipio alla tua sinistra e gira a destra in via Giacinto Longoni: arriverai così in piazza Manzoni, un tempo nota come Piazza Mercàa, visto che qui si svolge tradizionalmente il mercato. Qui hai la possibilità non solo di scrutare le vetrine dei negozi in quello che viene ritenuto il salotto della città, ma anche di incrociare il Monumento ai Caduti inaugurato nel 1920. Devi sapere, inoltre, che al civico 21 di questa piazza soggiornò, nell’estate del 1818, lo scrittore Stendhal in occasione del suo viaggio in Brianza: l’autore francese si fermò a dormire alla Locanda Corona.

Da qui puoi imboccare via Marco d’Oggiono per arrivare in piazza Guido Sironi, dove si trova proprio la casa natale di Marco d’Oggiono. Questa piazza viene chiamata”piazza calchera”, dal nome della fornace nella quale veniva prodotta la calce usata nel Medio Evo per costruire le abitazioni e gli altri edifici.

Da qui prendi via XXV Aprile e alla rotonda successiva gira a sinistra in via Giovanni XXIII; alla prima rotatoria che incontri, vai a destra in via Lazzaretto e percorrila fino in fondo per ritrovarti di fronte alla Chiesa del Lazzaretto. Risalente al 1715, fu costruita allo scopo di raccogliere le ossa dei morti di peste. La chiesa è realizzata in stile barocco ed è dedicata a San Francesco d’Assisi e al beato Giobbe, protettore dei bachi da seta. Il portale di ingresso, in noce, è sormontato da un affresco del Buon Samaritano. All’interno è presente un ossario che accoglio 24 teschi completi e molte altre ossa, accessibile attraverso un sigillo di serizzo caratterizzato da un teschio con tibie incrociate.

Che cosa vedere a Oggiono, ancora? Lungo la Strada Privata del Molinatto, al civico 15 puoi ammirare la piccola Chiesa di Santa Marzia, fondata nel 1659: a volerne la costruzione fu il duca Giovanni Maria Cella, che la fece realizzare accanto alla villa padronale che possedeva adempiendo a un voto per essere sopravvissuto alla peste. La chiesa accoglie, all’interno di un reliquiario di argento, ebano e tartaruga, i resti di Santa Marzia, martire uccisa ai tempi di Diocleziano.

A Imberido trovi la Chiesa di San Giorgio, in largo San Francesco 1. Proprio nella canonica di questa località, per altro, vive l’arcivescovo emerito di Milano Angelo Scola, originario della vicina Malgrate.

Che cosa fare a Oggiono: gli itinerari naturalistici

Una piacevole passeggiata sul lago di Annone ti consente di scoprire che cosa vedere a Oggiono stando a contatto con la natura. In via Bagnolo 19 ti imbatterai nella Darsena del Guardialago, edificio di architettura neo-classica con loggia a tre arcate. All’interno della darsena, accessibile attraverso un’apertura ad arco, è segnato sul muro lo zero idrometrico dello specchio d’acqua.

Cosa fare a Oggiono, la Darsena Guardialago
La Darsena del Guardialago sul lago di Oggiono

A breve distanza c’è una delle numerose location cinematografiche in Brianza: il casello ferroviario di Bagnolo, dove è stata girata una famosa scena del film Il bisbetico domato, con Adriano Celentano e Ornella Muti. Per raggiungerlo, lasciati la Darsena del Guardialago sulla sinistra e procedi lungo via Bagnolo fino alla prima strada che incroci (via Dante Alighieri), dove devi girare a destra fino a raggiungere il primo passaggio a livello.

Cosa fare a Oggiono, il film Il bisbetico domato con Adriano Celentano
Le scene del film Il bisbetico domato, con Adriano Celentano e Ornella Muti, girate a Oggiono

In località Bagnolo puoi osservare anche un antico lavatoio, noto anche come Fontana di Bagnolo e probabilmente risalente alla metà del Settecento. Contraddistinto da cinque archi a botte in senso longitudinale e da tre archi a botte in senso trasversale, si trova in un punto sopraelevato da cui puoi godere di una vista spettacolare.

Cosa fare a Oggiono, il lavatoio di Bagnolo
La Fontana di Bagnolo a Oggiono

Da Bagnolo passa il cosiddetto Sentiero del Lago, che inizia in piazza Alta. Dalla piazza puoi scendere per raggiungere proprio la darsena, zona che un secolo fa ospitava gare di canottaggio e nuoto. Dopo aver osservato la villa appartenuta al generale napoleonico Domenico Pino, supererai l’area balneare di Bagnolo, da cui il pittore Ennio Morlotti prese spunto per la serie delle Bagnanti. Se sei fortunato potrai imbatterti anche in qualche cigno. Oltrepassato il lavatoio, arriverai all’ex filanda Sebastopoli per poi raggiungere la località Torchio: qui nell’Ottocento c’era un impianto utilizzato per la spremitura dell’uva. Il sentiero continua in località Sabina, piuttosto nota a chi ama pescare in Brianza; quindi si sviluppa verso l’antica fattoria di Donzeno. Da qui puoi risalire verso piazza Alta percorrendo via Roncaccio. In alternativa puoi continuare verso il parco pubblico di Villa Sironi, la località Laguccio e la Chiesa di Sant’Agata. Il Sentiero del Lago è contraddistinto da segnali di colore bianco e azzurro.

Lungo questo sentiero, in località Sabina puoi scoprire dove fare kayak in Brianza grazie all’Oggiono Kayak Team, che fa riferimento al centro remiero Marinai d’Italia. Qui puoi trovare tutta l’attrezzatura di cui hai bisogno (la canoa, le pagaie e i giubbotti), così come docce e spogliatoi.

Ma le passeggiate in mezzo alla natura che puoi concederti a Oggiono non finiscono certo qui. La città, infatti, rientra nel PLIS del Monte di Brianza. Il sentiero 10 del parco, in particolare, parte dalla località Bosisolo, in via Locatelli (dove puoi lasciare l’auto grazie ai tanti parcheggi a disposizione), e ti permette di arrivare fino al Monte Crocione passando per Ello e Figina. Dopo aver attraversato il borgo di Bosisolo, salirai lungo la scalinata che conduce al Castello, e da qui potrai proseguire verso Ello.

Proprio la scalinata del Bosisolo fa parte del Sentiero delle Torri, che tocca anche i paesi di Ello e Dolzago: un lungo percorso in cui ti imbatterai in castagni, carpini bianchi, robinie e molte altre specie vegetali. La scalinata conduce verso il Castello alto di Oggiono, località così chiamata per il castello tardo-trecentesco della famiglia Peracchi. Da qui il Sentiero delle Torri prosegue in direzione della località Molera, con le cave di arenaria che all’inizio del Novecento fornivano la pietra serena utilizzata per la costruzione di numerose opere monumentali. Puoi continuare, quindi, verso la zona terrazzata di Cascina Ghisolfa e la zona archeologica del Trescano. La strada che porta a Cascina Boggia a Ello è uno dei luoghi dove trovare castagne in Brianza e ti porta fino alla Torre del Peslago, dove nei primi anni del secolo scorso fu trovata un’iscrizione votiva a Mercurio. Dopo aver superato la località Chiarè, scendendo una scalinata nel bosco caratterizzata da un filare di tigli arrivi alla Chiesa del Lazzaretto, dove trovi un ippocastano maestoso dalla circonferenza di 5 metri. Il Sentiero delle Torri è contraddistinto da segnali di colore bianco e rosso.

Giunge fino ad Annone di Brianza e Sirone, invece, il Sentiero delle Sorgenti, che deve il proprio nome all’umidità della zona: esso, infatti, si sviluppa là dove un tempo sorgeva una grande palude, poi bonificata nel XVIII secolo. Il percorso parte dalla stazione ferroviaria di via Leopardi e prosegue in località Bersaglio, così denominata perché in passato era presente un poligono di tiro. Dopo aver percorso un tratto di strada in comune con il Sentiero del Lago, arriverai alla collina Stolegarda e da qui ai pioppi della località Pozzolo. Superata una cartiera, giungerai a Cascina Brughello, dove potrai notare la vegetazione umida eredità della palude originale. Dopodiché ti imbatterai in varie cascine:

Cosa fare a Oggiono, Cascina Redaella
Sulla sinistra, Cascina Redaella a Oggiono

Infine, dopo la Bergamina, attraverserai un ponticello sul torrente Gandaloglio e arriverai al Ceppo del Corno, dove il percorso interseca quello del Sentiero delle Torri. Il Sentiero delle Sorgenti è contraddistinto da segnali di colore bianco e giallo.

Dalla nuova Cà Bianca di via Dante Alighieri, infine, puoi entrare nel Sentiero dei Mulini: si chiama così perché ripercorre una valle che un tempo accoglieva decine di mulini, quando la portata dei torrenti era molto più abbondante. Il percorso attraversa il nucleo abitato di Molinatto inferiore e poi la salita al Molinatto, passando accanto alla Chiesa di Santa Marzia: oltrepassata la SP 60, alla tua sinistra noterai la ruota di un mulino. Il sentiero continua, poi, in località Maglio fino al filatoio di Cà di Ratti. Il Sentiero dei Mulini è contraddistinto da segnali di colore bianco e verde.

Dove mangiare a Oggiono

Dove mangiare a Oggiono? Se vuoi cenare sul lago puoi recarti in via Dante Alighieri 25 al Santa Polenta, dove trovi (tra l’altro) pizzoccheri valtellinesi, cervo in umido, polenta taragna e cassoeula.

Hai voglia di hamburger in Brianza? La Piazzetta di piazza Manzoni 27 è aperta tutti i giorni tranne il lunedì e offre, oltre agli hamburger, anche wrap di pollo, bocconcini di seitan e un vasto assortimento di pizze, inclusa quella con salame piccante, ‘nduja e pinoli.

Un’alternativa per mangiare hamburger in Brianza è la birreria Mountain Brew di via Dante Alighieri 23/B, aperta tutti i giorni a cena: puoi scegliere anche pizze, panini e carne alla griglia.

Tra i ristoranti di Oggiono ti segnalo, sulla riva del lago, il Ristorante Stendhal, che propone anche il giro pizza. Situato in via Dante Alighieri 7, è sempre aperto da giugno ad agosto, mentre nel resto dell’anno è chiuso il lunedì sera.

Se sei un amante del sushi all you can eat in Brianza, il ristorante Haru è la location che fa per te: è in via Papa Giovanni XXIII 45. A cena il prezzo fisso è di 22 euro con bevande escluse e un sorbetto offerto a fine pasto; i bambini fino a 120 centimetri pagano 10 euro.

Un altro dei ristoranti di Oggiono che puoi provare è San Marco, al civico 1 di via per Dolzago: è sempre aperto sia a pranzo che a cena. Risotto alla milanese con ossobuco, pesce spada alla livornese e slinzega valtellinese con gli sciatt sono alcune delle specialità da assaggiare.

La Vetturina è una delle pizzerie di Oggiono che fanno anche da ristorante e steak house: si trova in piazza Garibaldi 9 ed è aperta a pranzo dal lunedì al venerdì e a cena tutti i giorni tranne il mercoledì. Nel menù oltre alle pizze spiccano i ravioli alla ricotta con tartufo e maggiorana, le pappardelle al ragù di cinghiale e la tagliata di scamone con crema di senape.

Nel caso in cui tu voglia mangiare in un ristorante cinese in Brianza, al civico 28 di via Locatelli puoi entrare nella Pizzeria Ristorante Orientale, che alterna piatti italiani, cinesi e thailandesi.

Nel novero dei posti dove mangiare a Oggiono c’è anche Maia, Bef e Tas, in via Kennedy 1. Hamburger, aperitivi, birre artigianali e cocktail sono solo alcuni dei motivi per cui vale la pena di provare questa location.

Infine, tra le pizzerie di Oggiono va segnalata anche La Stella, in via per Molteno 27: offre il servizio d’asporto e propone anche kebab, focacce e calzoni, incluso quello alla Nutella.

Come arrivare a Oggiono

Come arrivare a Oggiono in auto? Provenendo da Milano devi percorrere la SS 36 e prendere l’uscita di di Cesana / Annone / Suello / Oggiono / Galbiate. Al primo incrocio dopo lo svincolo, gira a destra: ti ritroverai sulla SP 49, che è la strada che ti condurrà a destinazione.

Provenendo da Lecco, ti basta percorrere la SS 36 e uscire a Oggiono / Galbiate / Valmadrera: alla prima rotonda, imbocca la prima uscita. Proseguendo, arriverai a Oggiono.

Per arrivare a Oggiono in treno puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalla linea ferroviaria Como-Lecco e dalla linea suburbana S7 di Milano; essa è collegata, tra l’altro, con Monza, Villasanta, Arcore, Biassono, Macherio, Triuggio, Carate Brianza, Besana in Brianza, Renate, Cassago Brianza, Costa Masnaga, Molteno, Galbiate, Civate, Valmadrera, Rogeno, Merone, Anzano del Parco, Brenna e Cantù.

Per arrivare a Oggiono in autobus puoi sfruttare la linea D55, che passa da Pescate, Galbiate e Annone di Brianza. Puoi giungere in città anche con gli autobus D60 se parti da Valmadrera, Galbiate, Dolzago, Sirone, Garbagnate Monastero, Sirtori, Barzanò, Monticello Brianza, Missaglia, Casatenovo, Besana in Brianza, Carate Brianza o Seregno. Infine, Oggiono è collegata dalla linea D80 con Dolzago, Sirone, Garbagnate Monastero, Sirtori, Barzanò, Monticello Brianza, Casatenovo, Lesmo, Arcore, Villasanta e Monza.






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