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Che cosa fare a Osnago: guida per turisti

Che cosa fare a Osnago? Le opzioni tra cui scegliere sono davvero tante: una passeggiata nei boschi, un tour tra murales e opere di street art, un giro tra le ville e le chiese del paese, una cena in un ristorante di cucina siciliana. Insomma, sta a te decidere: io proverò a darti qualche consiglio.

La città

Paese di poco meno di 5mila abitanti della Brianza lecchese, Osnago è attraversato dai torrenti Molgora e Curone e fa parte del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Di Osnago sono originari l’attore e conduttore Francesco Mandelli, l’ex concorrente del Grande Fratello Michael Terlizzi e il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura.

In paese si sono svolte le riprese di alcune scene di uno dei più famosi film girati in Brianza: sto parlando de Il capitale umano di Paolo Virzì, con Matilde Gioli e Valeria Bruni Tedeschi. La location è quella di via per le Orane, subito dopo l’incrocio con via Monza a Montevecchia (nella finzione cinematografica, la località in cui si svolgono i fatti si chiama Ornate).

Che cosa fare a Osnago: i monumenti da vedere

Ti stai chiedendo che cosa vedere a Osnago? Potresti avviare il tuo tour del paese da piazza Santuario, su cui si affaccia il Santuario della Beata Vergine di Loreto. Risalente alla prima metà del XVIII secolo, ospita un paliotto d’altare in scagliola di Pietro Solari. In corrispondenza dei due altari laterali puoi osservare una tela che raffigura la Madonna col Bambino, Sant’Anna e San Giuseppe e una tela con i santi Rocco e Sebastiano.

Lasciati il santuario sulla destra e cammina lungo via Milano: alla prima rotonda che incontrerai, gira a sinistra e allo stop vai a destra in via Trento. Dopo poche decine di metri vedrai alla tua destra il maestoso ingresso del cimitero, che accoglie una nicchia con l’effigie della Vergine (in terracotta): la Madonna è rappresentata con il Bambino intento ad accarezzare una colomba, ed entrambi sono incoronati.

Lasciandoti il cimitero alla tua destra, incamminati lungo via Trento e prendi la terza traversa sulla sinistra, via dei Morell: quasi in fondo a questa strada, alla tua destra, dalla parte dei parcheggi noterai degli splendidi murales, tra cui le opere Controvento di Marta Sesana e Nio Far dell’artista senegalese Mor Faye Murf.

Tornato all’incrocio tra via dei Morell e via Trento, prosegui in via Gorizia per osservare alla tua sinistra, sui muri del campo sportivo, i murales delle Ali della pace, realizzati dagli alunni delle scuole locali.

Ora puoi ritornare in via Trento e, subito alla tua sinistra, al civico 22 osservare Villa Ambrosini Spinella. La residenza fu progettata da Ulisse Stacchini, architetto noto per essere il “padre” dello stadio di San Siro e della Stazione Centrale a Milano. Caratterizzata da uno stile liberty in cui spiccano motivi decorativi floreali, è circondata da un grande giardino con piante secolari.

Superata la villa, gira a sinistra in via IV Novembre e procedi lungo viale Libertà fino ad arrivare in largo Galimberti: qui trovi un dipinto molto suggestivo realizzato su una cabina elettrica, dedicato a Nicola Beretta, un ragazzo del paese morto in un incidente aereo nel 2017.

Da qui ritorna di nuovo in via Trento e, dopo pochi passi, svolta e destra in via Pinamonte: ti imbatterai in uno splendido murale realizzato su una cabina Enel. L’opera, intitolata Nostalgia, rappresenta un uomo a metà che indossa abiti dell’Ottocento: è il bisnonno dei due autori del dipinto, i fratelli americani Mike ed Erik Burke.

Per conoscere tutta la storia (davvero curiosa!) di Nostalgia, ti basta leggere il post qui sotto.

In paese, comunque, ci sono altri murales che abbelliscono edifici e muri: se ti appassionano le opere di street art in Brianza, ti sfido a trovarli (oppure puoi proseguire nella lettura per scoprire dove si trovano).

[Se segui la pagina Facebook di Viaggiare in Brianza, hai l’opportunità di conoscere i più bei posti da vedere in Lombardia, ma puoi scoprire anche dove mangiare a Lecco e dintorni!]

Arrivato in via Pinamonte 12 trovi la casa-studio di Alberto Casiraghy. Questa è la sede delle Edizioni Pulcinoelefante, casa editrice nota per pubblicare tutte le opere ricorrendo alla stampa a mano: si tratta di esemplari numerati realizzati in poche decine di copie. Se non ne hai mai sentito parlare, questa può essere l’occasione giusta per conoscere questo editore fuori dal comune.

Ora puoi tornare all’incrocio tra via Pinamonte e via Trento, dove sorge Villa De’ Capitani. L’edificio si caratterizza per una pianta a U, con le ali laterali che in testa sono chiuse da portici dove si trovano nicchie che ospitano sculture che rappresentano le figure illustri della famiglia De’ Capitani.

Continuando la tua passeggiata lungo via Trento, ti basta percorrere pochi passi per giungere in piazza Vittorio Vittorio Emanuele II, dove sorge l’edificio dell’antico acquedotto, oggi trasformato in casa dell’acqua.

Da qui, gira a sinistra in via Cavour e lasciati stupire dalla bellezza di ciò che troverai al civico 20: gli affreschi del Cortile dei Pazzi, realizzati da Bruno Freddi. L’opera rappresenta numerosi personaggi locali (tra cui artisti, musicisti e politici), immortalati con i costumi rinascimentali raffigurati nei dipinti di Piero della Francesca.

Ritornando in piazza Vittorio Emanuele II potrai ammirare la Chiesa di Santo Stefano, costruita nella sua versione attuale a partire dal 1770, probabilmente su progetto di Giulio Galliori (l’architetto della Basilica di San Giuseppe a Seregno). Gli affreschi della volta, con al centro il martirio di Santo Stefano, furono realizzati nel 1776 da Federico Ferrario (autore, tra l’altro, di una pala nella Chiesa di Santa Maria in Strada a Monza). All’interno della chiesa puoi osservare anche un crocifisso ligneo settecentesco (sull’arco trionfale che separa il presbiterio dalla navata) e un dipinto di Donato Creti, Il Martirio di Santa Eufemia (sulla parete dell’abside).

Sempre in piazza Vittorio Emanuele II, di fronte alla chiesa, ecco l’ingresso di Villa Zuccoli Vittadini Galimberti, costruita probabilmente nel XVII secolo ma ridisegnata in epoca neoclassica: la corte di accesso è delimitata dalle due ali laterali con portici.

A questo punto puoi procedere lungo via Trento: all’angolo con via San Carlo, al civico 9, sorge Casa Bonanomi, residenza signorile costruita nel XV secolo che ospita al proprio interno graffiti di inizio Cinquecento. Realizzato attorno a una corte rustica dotata di pozzo, l’edificio presenta un portale in pietra grigia e bianca e si caratterizza per un andamento a scarpa su via San Carlo.

Sul lato opposto di via Trento puoi contemplare, invece, l’elegante facciata di Casa Nava, splendido esempio di stile eclettico dell’inizio del secolo scorso.

Ancora pochi passi in via Roma e giungi in largo Arese 1, dove hai l’occasione di spiare Villa Arese Lucini, dimora nobiliare di fine Cinquecento in cui hanno soggiornato, tra gli altri, Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni. I corpi seicenteschi dell’edificio sono frutto dell’ingegno di Francesco Maria Richini, progettista del Palazzo di Brera e del Palazzo Durini a Milano. Ulteriori lavori sono stati effettuati, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, sotto la direzione di Achille Majnoni, architetto regio di Umberto I di Savoia e Vittorio Emanuele III.

Ora prosegui la tua passeggiata in via Roma e alla rotonda gira a destra in via Bergamo. All’incrocio successivo vai a sinistra in in via Donizetti e raggiungi il civico 12: qui troverai, nel cortile della scuola dell’infanzia, una grotta realizzata nel 1958, centenario dell’apparizione di Lourdes, con una riproduzione della Madonna.

Da qui percorri a ritroso via Donizetti fino all’incrocio con via XX Settembre per ammirare la Madunina di Bosa.

Adesso gira a sinistra in via XX Settembre, e raggiungi una grande rotonda: oltrepassala e imbocca via Martiri della Liberazione. Prima della rotonda successiva, non potrai fare a meno di notare alla tua sinistra la cabina Enel dipinta dagli street artist Mauro Sgarbi e Maupal (Mauro Pallotta).

Ora torna indietro in via Martiri della Liberazione e gira a destra in via delle Marasche, dove c’è la Madonna della Famiglia, un’immagina sacra realizzata a mosaico.

Tornato di fronte alla Madunina di Bosa, gira a sinistra in via XX Settembre; dopo pochi metri ti imbatterai alla tua sinistra in via Papa Giovanni XXIII, dove c’è un’altra cabina Enel dipinta a murales: in questo caso si tratta di immagini simboliche che richiamano l’integrazione, la protezione dell’ambiente e, appunto, la pace.

Da qui, girando a destra e andando dritto, arriverai di nuovo in via Trento. Svolta a sinistra e poi subito a destra in via San Carlo: giunto all’incrocio con via Garibaldi noterai un’edicola votiva dedicata alla Madonna (di fronte a un affresco del santo, in verità malridotto).

Se percorri via Garibaldi fino in fondo, giungerai di fronte all’arco gotico di via Crocefisso 17, una delle tante vestigia medievali delle vie del centro.

Da qui gira a destra in via Trieste e raggiungi il civico 19: qui sorge Villa Galimberti, edificio liberty che si fa notare per le sue volumetrie movimentate e le sue inferriate originali. Nota anche con il soprannome di El Palazzett, questa residenza in stile Art Decò dei primi del Novecento è visibile solo dall’esterno, ma tanto basta per lasciarti a bocca aperta.

Continua a camminare in via Trieste, e dopo aver oltrepassato i binari, gira a destra, per poi imboccare la prima strada sulla destra, via per le Orane. Prosegui fino a girare a destra in via Colombaio, dove c’è la Madonna del Colombaio, in un tempio con la statua della Vergine apparsa ai tre pastorelli di Fatima.

Ritornando a passeggiare lungo via per le Orane, la tua gita a Osnago si potrà concludere di fronte al civico 40 presso la Cascina Orana seconda, dove c’è un affresco risalente al tardo Ottocento.

Che cosa fare a Osnago: gli itinerari naturalistici

Volendo scoprire che cosa vedere a Osnago in mezzo al verde, hai l’opportunità di esplorare la natura del Parco del Curone, meta ideale per indimenticabili gite in Brianza.

In particolare il sentiero 1, che collega la frazione di Ceregallo di Sirtori con Lomagna, attraversa il paese nella zona delle Orane e di Cascina Vignola. Puoi accedervi da via per le Orane.

Il sentiero 3, invece, parte dalla stazione ferroviaria di Osnago di via Trieste per concludersi in prossimità del torrente Curone dopo aver attraversato la località Colombaio.

Anche il sentiero 4 inizia dalla stazione di Osnago, ma arriva a Valaperta, frazione di Casatenovo, passando per Lomagna.

Il sentiero 5 attraversa la zona delle Orane, seguendo per un pezzo il tracciato del sentiero 1. Puoi accedervi dallo stesso punto, quindi.

Per conoscere in maniera dettagliata tutti i sentieri del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, comunque, ti rimando all’approfondimento che gli ho dedicato in questo post.

Dove mangiare a Osnago

Una delle location dove mangiare a Osnago è Il Covo, enoteca con cucina in via Cavour 28: puoi gustare specialità come il brasato di cervo con polenta, la trippa in umido e l’anatra all’arancia.

Se invece preferisci gustarti un hamburger in Brianza, Hangar Burger di via dell’Artigianato 5 è la risposta ai tuoi desideri.

Il Beefour Restaurant, poi, è un ristorante di Osnago a base di carne dove mangiare hamburger in Brianza, ma anche mondeghini fatti in casa, polenta messicana, tacos di pollo e diaframma con salsa al chimichurry.

Cerchi un posto in cui esplorare la cucina siciliana in Brianza? In via Pinamonte 24 c’è l’Osteria Roncate (te ne avevo già parlato qui). Il locale è chiuso la domenica sera e lunedì tutto il giorno; tra le proposte del menù ti segnalo le rusticherie di strada palermitane con panelle di ceci, crocchette di patate e arancine, ma anche le caserecce alla messinese con melanzane e pesce spada.

Allo stesso indirizzo (via Pinamonte 24) puoi scoprire uno dei pochi ristoranti vegani in Brianza: si tratta di Naturangolo, e ti permette di assaporare preparazioni e ingredienti decisamente originali.

Tra i ristoranti di Osnago ti consiglio, ancora, La Ca di Mat, al civico 6 della SP 342 dir: se sei vegano apprezzerai il gazpacho alle fragole con pan carrè gluten free e il tofu con fagioli rossi e cipolle di Tropea.

Passando alle pizzerie di Osnago, Il Circolone di viale Rimembranze 5 è aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica: puoi scegliere tra impasto classico, integrale o con farina di kamut, sempre con lievito madre.

Stessi orari di apertura per Cinq Port, altra pizzeria di Osnago che offre il servizio d’asporto: si trova in via Roma 8.

Uno dei migliori agriturismi in Brianza si trova a Osnago ed è La Camilla, in via Vignola 24, aperto a pranzo e a cena il sabato e a pranzo la domenica: volendo puoi usufruire anche di un menù celiaco con portate gluten free.

A proposito: se hai voglia di scoprire altri agriturismi in Brianza, perché non dai un’occhiata al post qui sotto?

Come arrivare a Osnago

Come arrivare a Osnago in auto? Provenendo da Milano devi percorrere tutta la A51 (Tangenziale Est) e proseguire lungo la SP 41; quindi, andando sempre dritto e continuando sulla SP 342 dir, arriverai a destinazione.

Provenendo da Lecco, devi prendere la SS 36 e uscire a Pescate; alla prima rotonda che trovi dopo lo svincolo imbocca la terza uscita in modo da continuare lungo via Roma, la strada che costeggia il lago. Vai sempre dritto superando gli abitati di Garlate, Olginate, Airuno, Calco, Merate e Cernusco Lombardone: a quel punto sarai giunto a Osnago.

Per arrivare a Osnago in treno puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalla linea suburbana S8 di Milano e collegata, tra l’altro, con Airuno, Olgiate Molgora, Cernusco Lombardone, Carnate, Arcore e Monza.

Per arrivare a Osnago in autobus puoi sfruttare la linea D47, che passa da Lomagna, Cernusco Lombardone e Merate, o la linea D50, che collega il paese con Olginate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Merate, Lomagna, Carnate e Ronco Briantino. Puoi raggiungere Osnago anche con i pullman C47, che fermano a Merate, Missaglia e Casatenovo.






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