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Cosa fare a Osnago, i murales di via dei Morell

Che cosa fare a Osnago: guida per turisti

Che cosa fare a Osnago? Le opzioni tra cui scegliere sono davvero tante: una passeggiata nei boschi, un tour tra murales e opere di street art, un giro tra le ville e le chiese del paese, una cena in un ristorante di cucina siciliana. Insomma, sta a te decidere: io proverò a darti qualche consiglio.

La città

Paese di poco meno di 5mila abitanti della Brianza lecchese, Osnago è attraversato dai torrenti Molgora e Curone e fa parte del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Di Osnago sono originari l’attore e conduttore Francesco Mandelli, l’ex concorrente del Grande Fratello Michael Terlizzi e il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura.

In paese si sono svolte le riprese di alcune scene di uno dei più famosi film girati in Brianza: sto parlando de Il capitale umano di Paolo Virzì, con Matilde Gioli e Valeria Bruni Tedeschi. La location è quella di via per le Orane, subito dopo l’incrocio con via Monza a Montevecchia (nella finzione cinematografica, la località in cui si svolgono i fatti si chiama Ornate).

Cosa fare a Osnago, Il Capitale Umano in via per le Orane
Sopra, la scena del film girata a Osnago in notturna; sotto, la stessa location (via per le Orane) di giorno

Che cosa fare a Osnago: i monumenti da vedere

Ti stai chiedendo che cosa vedere a Osnago? Potresti avviare il tuo tour del paese da Villa Ambrosini Spinella, al civico 22 di via Trento (tra via IV Novembre e via dei Morell). La residenza fu progettata da Ulisse Stacchini, architetto noto per essere il “padre” dello stadio di San Siro e della Stazione Centrale a Milano. Caratterizzata da uno stile liberty in cui spiccano motivi decorativi floreali, è circondata da un grande giardino con piante secolari.

Svoltando in via Pinamonte ti imbatterai in uno splendido murales realizzato su una cabina Enel. Il dipinto rappresenta un uomo che indossa abiti dell’Ottocento: è il bisnonno dei due autori dell’opera, i fratelli americani Mike ed Erik Burke. L’aspetto curioso è che l’uomo è ritratto solo per metà; l’altra metà è raffigurata in un murales in Svizzera, a Vogorno. L’uomo, infatti, era un italiano che aveva vissuto in Svizzera prima di emigrare negli Stati Uniti.

In paese, comunque, ci sono altri murales che abbelliscono edifici e muri: se ti appassionano le opere di street art in Brianza, ti sfido a trovarli (oppure puoi proseguire nella lettura per scoprire dove si trovano).

[Se segui la pagina Facebook di Viaggiare in Brianza, hai l’opportunità di conoscere i più bei posti da vedere in Lombardia, ma puoi scoprire anche dove mangiare a Lecco e dintorni!]

Arrivato in via Pinamonte 12 trovi la casa-studio di Alberto Casiraghy. Questa è la sede delle Edizioni Pulcinoelefante, casa editrice nota per pubblicare tutte le opere ricorrendo alla stampa a mano: si tratta di esemplari numerati realizzati in poche decine di copie. Se non ne hai mai sentito parlare, questa può essere l’occasione giusta per conoscere questo editore fuori dal comune.

Ora puoi tornare all’incrocio tra via Pinamonte e via Trento, dove sorge Villa De’ Capitani. L’edificio si caratterizza per una pianta a U, con le ali laterali che in testa sono chiuse da portici dove si trovano nicchie che ospitano sculture che rappresentano le figure illustri della famiglia De’ Capitani.

Continuando la tua passeggiata lungo via Trento, ti basta percorrere pochi passi per giungere in piazza Vittorio Vittorio Emanuele II, dove sorge l’edificio dell’antico acquedotto, oggi trasformato in casa dell’acqua.

In piazza Vittorio Emanuele II c’è anche la Chiesa di Santo Stefano, costruita nella sua versione attuale a partire dal 1770, probabilmente su progetto di Giulio Galliori (l’architetto della Basilica di San Giuseppe a Seregno). Gli affreschi della volta, con al centro il martirio di Santo Stefano, furono realizzati nel 1776 da Federico Ferrario (autore, tra l’altro, di una pala nella Chiesa di Santa Maria in Strada a Monza). All’interno della chiesa puoi osservare anche un crocifisso ligneo settecentesco (sull’arco trionfale che separa il presbiterio dalla navata) e un dipinto di Donato Creti, Il Martirio di Santa Eufemia (sulla parete dell’abside).

Cosa fare a Osnago, la Chiesa di Santo Stefano
La Chiesa di Santo Stefano a Osnago

Sempre in piazza Vittorio Emanuele II, di fronte alla chiesa, ecco l’ingresso di Villa Zuccoli Vittadini Galimberti, costruita probabilmente nel XVII secolo ma ridisegnata in epoca neoclassica: la corte di accesso è delimitata dalle due ali laterali con portici.

A questo punto puoi procedere lungo via Trento: all’angolo con via San Carlo, al civico 9, sorge Casa Bonanomi, residenza signorile costruita nel XV secolo che ospita al proprio interno graffiti di inizio Cinquecento. Realizzato attorno a una corte rustica dotata di pozzo, l’edificio presenta un portale in pietra grigia e bianca e si caratterizza per un andamento a scarpa su via San Carlo.

Sul lato opposto di via Trento puoi contemplare, invece, l’elegante facciata di Casa Nava, splendido esempio di stile eclettico dell’inizio del secolo scorso.

Ancora pochi passi in via Roma e giungi in largo Arese 1, dove hai l’occasione di spiare Villa Arese Lucini, dimora nobiliare di fine Cinquecento in cui hanno soggiornato, tra gli altri, Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni. I corpi seicenteschi dell’edificio sono frutto dell’ingegno di Francesco Maria Richini, progettista del Palazzo di Brera e del Palazzo Durini a Milano. Ulteriori lavori sono stati effettuati, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, sotto la direzione di Achille Majnoni, architetto regio di Umberto I di Savoia e Vittorio Emanuele III.

Ora ritorna indietro in via Trento e gira a destra in via San Carlo: giunto all’incrocio con via Garibaldi noterai un’edicola votiva dedicata alla Madonna (di fronte a un affresco del santo, in verità malridotto).

Se percorri via Garibaldi fino in fondo, giungerai di fronte all’arco gotico di via Crocefisso 17, una delle tante vestigia medievali delle vie del centro.

Da qui gira a destra in via Trieste e raggiungi il civico 19: qui sorge Villa Galimberti, edificio liberty che si fa notare per le sue volumetrie movimentate e le sue inferriate originali. Nota anche con il soprannome di El Palazzett, questa residenza in stile Art Decò dei primi del Novecento è visibile solo dall’esterno, ma tanto basta per lasciarti a bocca aperta.

Tornando indietro di pochi passi, svolta a destra in via Verdi e procedi fino ad arrivare in largo Galimberti: qui trovi un dipinto molto suggestivo realizzato su una cabina elettrica, dedicato a Nicola Beretta, un ragazzo del paese morto in un incidente aereo nel 2017.

Lasciandoti la cabina sulla destra, imbocca viale Libertà, gira a destra in via Marconi e da qui a sinistra in via dei Morell: alla tua sinistra dalla parte dei parcheggi noterai degli splendidi murales, tra cui le opere Controvento di Marta Sesana e Nio Far dell’artista senegalese Mor Faye Murf.

Cosa fare a Osnago, i murales di via dei Morell
I murales di via dei Morell a Osnago

Che cosa vedere a Osnago, ancora? Una nicchia con l’effigie della Vergine (in terracotta) si trova all’ingresso del cimitero di via Trento: la Madonna è rappresentata con il Bambino intento ad accarezzare una colomba, ed entrambi sono incoronati.

Trovi riproduzioni della Madonna anche:

  • in via delle Marasche, dove c’è la Madonna della Famiglia, un’immagina sacra realizzata a mosaico;
  • in via Colombaio, dove c’è la Madonna del Colombaio, in un tempio con la statua della Vergine apparsa ai tre pastorelli di Fatima;
  • in via per le Orane, di fronte al civico 40 presso la Cascina Orana seconda, dove c’è un affresco risalente al tardo Ottocento;
  • in via Donizetti 12, nel cortile della scuola dell’infanzia, all’interno di una grotta realizzata nel 1958, centenario dell’apparizione di Lourdes;
  • all’incrocio tra via XX Settembre e via Donizetti, dove c’è la Madunina di Bosa.

Da via XX Settembre puoi imboccare via Papa Giovanni XXIII, dove c’è un’altra cabina Enel dipinta a murales: in questo caso si tratta di immagini simboliche che richiamano l’integrazione, la protezione dell’ambiente e, appunto, la pace.

In piazza Santuario, infine, il Santuario della Beata Vergine di Loreto, risalente alla prima metà del XVIII secolo, ospita un paliotto d’altare in scagliola di Pietro Solari. In corrispondenza dei due altari laterali puoi osservare una tela che raffigura la Madonna col Bambino, Sant’Anna e San Giuseppe e una tela con i santi Rocco e Sebastiano.

Che cosa fare a Osnago: gli itinerari naturalistici

Partendo da Osnago hai l’opportunità di andare alla scoperta della natura del Parco del Curone, meta ideale per indimenticabili gite in Brianza.

In particolare il sentiero 1, che collega la frazione di Ceregallo di Sirtori con Lomagna, attraversa il paese nella zona delle Orane e di Cascina Vignola. Puoi accedervi da via per le Orane.

Il sentiero 3, invece, parte dalla stazione ferroviaria di Osnago di via Trieste per concludersi in prossimità del torrente Curone dopo aver attraversato la località Colombaio.

Anche il sentiero 4 inizia dalla stazione di Osnago, ma arriva a Valaperta, frazione di Casatenovo, passando per Lomagna.

Il sentiero 5 attraversa la zona delle Orane, seguendo per un pezzo il tracciato del sentiero 1. Puoi accedervi dallo stesso punto, quindi.

Dove mangiare a Osnago

Una delle location dove mangiare a Osnago è Il Covo, enoteca con cucina in via Cavour 28: puoi gustare specialità come il brasato di cervo con polenta, la trippa in umido e l’anatra all’arancia.

Se invece preferisci gustarti un hamburger in Brianza, Hangar Burger di via dell’Artigianato 5 è la risposta ai tuoi desideri.

Il Beefour Restaurant, poi, è un ristorante di Osnago a base di carne dove mangiare hamburger in Brianza, ma anche mondeghini fatti in casa, polenta messicana, tacos di pollo e diaframma con salsa al chimichurry.

Cerchi un posto in cui esplorare la cucina siciliana in Brianza? In via Pinamonte 24 c’è l’Osteria Roncate (te ne avevo già parlato qui). Il locale è chiuso la domenica sera e lunedì tutto il giorno; tra le proposte del menù ti segnalo le rusticherie di strada palermitane con panelle di ceci, crocchette di patate e arancine, ma anche le caserecce alla messinese con melanzane e pesce spada.

Allo stesso indirizzo (via Pinamonte 24) puoi scoprire uno dei pochi ristoranti vegani in Brianza: si tratta di Naturangolo, e ti permette di assaporare preparazioni e ingredienti decisamente originali.

Tra i ristoranti di Osnago ti consiglio, ancora, La Ca di Mat, al civico 6 della SP 342 dir: se sei vegano apprezzerai il gazpacho alle fragole con pan carrè gluten free e il tofu con fagioli rossi e cipolle di Tropea.

Passando alle pizzerie di Osnago, Il Circolone di viale Rimembranze 5 è aperto a pranzo e a cena dal martedì alla domenica: puoi scegliere tra impasto classico, integrale o con farina di kamut, sempre con lievito madre.

Stessi orari di apertura per Cinq Port, altra pizzeria di Osnago che offre il servizio d’asporto: si trova in via Roma 8.

Uno dei migliori agriturismi in Brianza si trova a Osnago ed è La Camilla, in via Vignola 24, aperto a pranzo e a cena il sabato e a pranzo la domenica: volendo puoi usufruire anche di un menù celiaco con portate gluten free.

A proposito: se hai voglia di scoprire altri agriturismi in Brianza, perché non dai un’occhiata al post qui sotto?

Come arrivare a Osnago

Come arrivare a Osnago in auto? Provenendo da Milano devi percorrere tutta la A51 (Tangenziale Est) e proseguire lungo la SP 41; quindi, andando sempre dritto e continuando sulla SP 342 dir, arriverai a destinazione.

Provenendo da Lecco, devi prendere la SS 36 e uscire a Pescate; alla prima rotonda che trovi dopo lo svincolo imbocca la terza uscita in modo da continuare lungo via Roma, la strada che costeggia il lago. Vai sempre dritto superando gli abitati di Garlate, Olginate, Airuno, Calco, Merate e Cernusco Lombardone: a quel punto sarai giunto a Osnago.

Per arrivare a Osnago in treno puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalla linea suburbana S8 di Milano e collegata, tra l’altro, con Airuno, Olgiate Molgora, Cernusco Lombardone, Carnate, Arcore e Monza.

Per arrivare a Osnago in autobus puoi sfruttare la linea D47, che passa da Lomagna, Cernusco Lombardone e Merate, o la linea D50, che collega il paese con Olginate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Merate, Lomagna, Carnate e Ronco Briantino. Puoi raggiungere Osnago anche con i pullman C47, che fermano a Merate, Missaglia e Casatenovo.






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