Che cosa fare a Seregno, il Santuario di Santa Valeria

Che cosa fare a Seregno: guida per turisti

Che cosa fare a Seregno? La terza città della provincia di Monza e Brianza per numero di abitanti (dopo Monza e Lissone) si caratterizza per un centro storico affascinante, meritevole di essere scoperto in ogni angolo: dalla Basilica di San Giuseppe alla Corte del Borghesan, passando per Palazzo Landriani Caponaghi e la curiosa fontana antistante.

La città

Città di poco più di 45mila abitanti, Seregno si trova a 12 km da Monza e a circa 25 km da Milano e Como.

A Seregno sono nati Igor Cassina (campione olimpico di ginnastica alla sbarra ad Atene 2004), Digei Angelo (voce di Radio DeeJay e inviato di Quelli che il calcio) e l’attore Luis Molteni (celebre caratterista italiano).

Che cosa fare a Seregno: i monumenti da vedere

Vuoi scoprire che cosa vedere a Seregno? Potresti iniziare il tuo tour in città dalla Torre del Barbarossa, torre campanaria di origine medievale che si dice sia stata fatta costruire dall’imperatore Federico Barbarossa in persona. La torre si sviluppa su sette piani, con feritoie aperte ai livelli più bassi, e nella cella campanaria ospita nove bronzi a battaglio cadente. Si trova al civico 10 di piazza Vittorio Veneto.

Cosa fare a Seregno, la Torre del Barbarossa
La Torre del Barbarossa nel centro storico di Seregno

Nel corso della tua passeggiata nel centro storico tra negozi e palazzi signorili puoi immergerti nel nucleo antico della città: il Puzuràn ospita il pozzo più antico, visibile ancora oggi (in largo San Vittore), mentre la borgata del Pomiroeu (oggi in via Leonardo da Vinci) un tempo accoglieva le carceri.

L’edificio religioso più importante della città, la Basilica collegiata di San Giuseppe, si affaccia su piazza Concordia e fu costruita nella seconda metà del Settecento su progetto di Giulio Galliori, già architetto di Villa Mirabellino a Monza. Nel maggio del 1983 fu visitata da papa Giovanni Paolo II, che già aveva avuto modo di frequentarla negli anni Sessanta e Settanta.

Il Palazzo dei nobili Medici da Seregno, in via Cavour, è una delle più prestigiose dimore patrizie della città. In piazza Libertà, proprio di fronte al palazzo municipale, trovi la storica fontana del Mangia Bagaj, che raffigura un serpente che mangia un bambino (bagaj vuol dire appunto bambino in brianzolo): era il simbolo dei Visconti e degli Sforza, signori milanesi.

Cosa fare a Seregno, la fontana del Mangia Bagaj
La fontana del Mangia Bagaj nel centro storico di Seregno

Da corso del Popolo 56 puoi entrare nella Corte del Borghesan, uno splendido cortile arricchito da colonne in pietra, balconi in marmo e vecchi pozzi. Passeggiando tra i negozi, ti sembra di immergerti in un’atmosfera d’altri tempi, tra le botteghe di un villaggio antico.

Spostandoti in via Trabattoni 81 hai l’occasione di scoprire una tragedia storica di Seregno e dell’Italia intera: qui, infatti, presso la Ca’ Bianca sono posizionate una lapide e cinque pietre d’inciampo in memoria di cinque persone ebree che, provenienti da Milano, erano giunge in città per trovare riparo dai nazifascisti, non riuscendo a scampare al trasferimento ad Auschwitz.

Cosa fare a Seregno, le pietre d'inciampo alla Ca' Bianca
Le pietre d’inciampo sul marciapiede di via Trabattoni

Vale la pena di ricordare i loro nomi: papà Giuseppe Gani, mamma Speranza Zaccar e i loro figli Alberto, Ester e Regina Gani. Alberto e i genitori perirono nelle camere a gas, mentre Ester e Regina finirono a Bergen Belsen, e lì si persero le loro tracce.

Cosa fare a Seregno, la lapide alla Ca' Bianca
La lapide della Ca’ Bianca in ricordo della famiglia ebrea Gani

Sulla parete della Ca’ Bianca che si affaccia sul giardino pubblico di via Trabattoni puoi osservare il dipinto L’occhio nell’occhio, risalente al 1977. L’opera fu realizzata dall’artista piemontese Carla Tolomeo, allieva di De Chirico e Guttuso e oggi nota come la “Signora delle Sedie”.

Cosa fare a Seregno, L'occhio nell'occhio di Carla Tolomeo
“L’occhio nell’occhio” di Carla Tolomeo dipinto sulla parete di Ca’ Bianca

Tra via San Rocco e via Cavour sorge l’Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, costruito su suggerimento del Cardinale Carlo Borromeo nella seconda metà del XVI secolo per richiedere ai santi protezione dall’epidemia di peste. Gli affreschi della volta absidale sono opera di Gabrio Bossi: sull’intradosso dell’arco di ingresso al presbiterio puoi notare San Paolo e San Pietro, mentre nelle lunette sovrastanti l’altare sono rappresentati i quattro evangelisti. Le quattro lunette absidali raffigurano Sant’Agostino, San Gregorio, Sant’Ambrogio e San Gerolamo. Intorno al 1615 furono aggiunti l’affresco dell’Adorazione dei Magi sulla parete destra e la Strage degli Innocenti su quella sinistra.

Cosa fare a Seregno, l'Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano
L’Adorazione dei Magi sulla parete di destra dell’Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano a Seregno

Ancora più antico è l’Oratorio di San Salvatore, di cui si hanno notizie già dalla fine del Duecento.

Per soddisfare la tua curiosità su che cosa vedere a Seregno non dovresti dimenticarti dell’Abbazia dei Monaci Olivetani di San Benedetto, in via Stefano da Seregno 100, costruita nel 1892.

Cosa fare a Seregno, l'Abbazia di San Benedetto
L’Abbazia di San Benedetto a Seregno

La chiesa propone gli elementi caratteristici del romanico lombardo con influssi dell’architettura bizantina: fu concepita da Cesare Formenti, autore anche del progetto della Chiesa della Beata Vergine Immacolata di Cesano Maderno. I monaci che vivono nel complesso abbaziale si dedicano, oltre che alla preghiera, alla produzione di liquori, mieli, integratori e unguenti. La biblioteca contiene numerosi antichi manoscritti e cinquecentine molto rare.

Il Santuario della Madonna di Santa Valeria, nella via omonima, è una chiesa a croce latina con tre navate realizzata nella prima metà del secolo scorso. A progettarlo fu l’architetto Spirito Maria Chiappetta, “padre” anche del Santuario del Santo Crocifisso a Desio e della Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso a Tregasio di Triuggio.

Che cosa fare a Seregno, il Santuario di Santa Valeria
Il campanile del Santuario della Madonna di Santa Valeria a Seregno

Proprio la sagra di Santa Valeria è uno degli appuntamenti più importanti del calendario culturale seregnese: va in scena alla fine di aprile e prevede eventi musicali, un mercatino con le bancarelle e l’arrivo del luna park (in zona Porada).

Ma a Seregno permangono, anche se ben nascoste, tracce della vita rurale di un tempo. In zona Consonno (via delle Grigne) c’è, per esempio, Cascina Ghezzi, che ha conservato la propria funzione agricola, mentre in via Cimabue sorge Cascina Donnetta, già presente nelle mappe del catasto degli anni ’20 del Settecento.

Spesso, poi, le cascine hanno conservato affreschi di pregio: è il caso della Madonna del Pianto di Cascina Nava, in via Nazioni Unite.

Infine, anche Seregno propone un tassello nel mosaico dei luoghi abbandonati in Brianza: merito – o colpa, a seconda dei punti di vista – della Clinica Santa Maria che sorge tra via Boccaccio e via Circonvallazione. L’edificio un tempo era una struttura sanitaria all’avanguardia; in seguito fu acquistato dall’Inps, ma è da decenni in stato di abbandono. Come sempre facciamo quando ti segnaliamo i luoghi abbandonati in Lombardia, ti invitiamo a rispettare la proprietà privata, anche a tutela della tua incolumità.

Cosa fare a Seregno, la Clinica Santa Maria abbandonata
La Clinica Santa Maria a Seregno è uno dei luoghi abbandonati in Brianza più noti

Che cosa fare a Seregno: gli itinerari naturalistici

Se ti chiedi che cosa fare a Seregno nel verde, non puoi che far riferimento ai parchi cittadini.

Il più frequentato è il Parco 2 Giugno, in località Porada, al confine con Meda e Cabiate: gli accessi sono da via Giovanni Colombo, da via Wagner, da via Benedetto Croce, da via Alessandria e da via Asti. Nelle sere di maggio e giugno, qui puoi godere dello spettacolo di luci offerto dai segnali luminosi delle lucciole.

In alternativa puoi scegliere il Parco del Meredo, “protetto” dalla sua posizione incastonata tra la linea ferroviaria per Saronno e quella per Como: puoi raggiungerlo da via Nazioni Unite o da via Meredo.

Molto suggestivo è anche il Parco Giovanni Paolo II, a Santa Valeria: puoi accedervi da via Stoppani, da via Lucca o da via San Vitale.

Nel quartiere San Carlo, infine, c’è il Parco Falcone e Borsellino, con un laghetto che assicura una straordinaria diversità in un contesto così urbanizzato: si trova tra via Platone, via Borromeo e via Ripamonti.

Cosa fare a Seregno, il Laghetto di San Carlo
Il Laghetto di San Carlo a Seregno

Dove mangiare a Seregno

Uno dei ristoranti a Seregno più noti è senza dubbio il Pomiroeu, dello chef stellato Giancarlo Morelli: si trova in pieno centro storico, in via Garibaldi 37, ed è aperto a pranzo dal martedì alla domenica e a cena dal martedì al sabato. Il locale è situato in una zona a traffico limitato: ti consigliamo di lasciare l’auto nei parcheggi di via Appiani o via Cairoli.

Se preferisci un hamburger a Seregno può scegliere tra le Macellerie di via Stefano da Seregno 53, sempre aperti sia a mezzogiorno che di sera. Qui puoi gustare anche la pizza quadrata con cornicione ripieno di mozzarella, il calzone di luganega con mousse allo zafferano e la pizza carbonara con tuorlo d’uovo pastorizzato.

Un’altra location dove mangiare hamburger in Brianza è Pane e Trita, in via Montello 27. Il menù comprende anche polpettine al sugo, arrosticini abruzzesi con polenta e costolata di maialino sardo con pane carasau.

La Locanda di Mr Brown, chiusa il lunedì, è un’enoteca ristorante dove mangiare a Seregno, tra l’altro, burger vegetariani o a base di polpo, ma anche pizze e carne alla griglia: la trovi al civico 96 di via Cadore.

Quando desideri provare un ristorante vegano in Brianza, Il Lughino di via Cavour è il ristorante che fa per te. Il locale si trova in una zona a traffico limitato; ti conviene lasciare la macchina nei parcheggi di via Matteotti o nelle strade circostanti.

Da poco è nata la trattoria di mare Amo, ristorante a Seregno dove puoi venire anche per un aperitivo o uno spuntino dopo cena: si trova in via San Vitale ed è aperto a cena tutti i giorni e a pranzo nel fine settimana.

Non molto distante è il Ristorante Pulcinella di via Santa Valeria 84, pizzeria di Seregno aperta tutti i giorni tranne il mercoledì: da provare la americana, con patatine e wurstel, e la Ariccia, con la porchetta.

Nel novero delle pizzerie di Seregno è presente anche Pane e Olio, in via Cairoli 15, che mette a disposizione per chi lo desidera il servizio d’asporto.

Cerchi una trattoria in Brianza? In via Montello 92 c’è la Trattoria del Barbisa, aperta a pranzo dal martedì al sabato e a cena dal martedì alla domenica. Nel menù spiccano le tagliatelle alla barese, la carbonara di mare e il diaframma di bovino alla brace.

Per mangiare etnico a Seregno, Miroglu Istanbul in via Cadore è aperto tutti i giorni e propone specialità turche (tra cui il pide, con carne di agnello), accanto a pizze e kebab.

In via Cavour 101, invece, c’è il Bier Himmel, ristorante bavarese in Brianza (aperto tutti i giorni a pranzo e cena) che include nel menù dolci tipici come la torta sacher, la torta Linz e lo strudel di mele.

Se hai voglia di sushi all you can eat a Seregno, ancora, puoi scegliere il Prezzemolo Lin di via Garibaldi 114. Vale lo stesso discorso del Pomiroeu: è una ztl e non c’è parcheggio, puoi lasciare la macchina in via Cairoli o in via San Vitale. Il locale è aperto sempre a pranzo e cena tranne il sabato a mezzogiorno.

Un’altra proposta per il sushi all you can eat in Brianza è Zyu, in via Giuseppe Verdi 185. Il prezzo fisso a cena è di 22 euro, esclusi dessert e bevande.

Una valida alternativa per gli amanti della cucina giapponese in Brianza è offerta da Umami Taste Experience, che a cena propone la formula open sushi a 29 euro, bevande e dolci esclusi. Il locale è aperto tutti i giorni a pranzo e a cena, e si trova in via Cristoforo Colombo 16, all’interno della costruzione in mattoni tra via Marco Polo e via Appiani.

Non molto distante, in via San Vitale 18, c’è un altro ristorante giapponese a Seregno: si tratta di Shabu, aperto tutti i giorni a pranzo e a cena, che propone anche il servizio take away.

Nel caso in cui tu preferisca sperimentare la cucina cinese in Brianza, ecco La Pagoda Lin di via Gioacchino Rossini 2: offre anche piatti giapponesi con il menù all you can eat a 20 euro sia a pranzo che a cena, coperto e bevande esclusi.

Vuoi sapere dove mangiare a Seregno i piatti della tradizione culinaria brianzola? Al Pertega’ in via Vignoli 9 trovi cotechini, arrosti, cassoeula e specialità della cucina milanese.

Infine, l’ultimo suggerimento riguarda un locale dove fare apericena in Brianza: parliamo di Al Macallè Caffè, in via Pontiggia 16.

Come arrivare a Seregno

Come arrivare a Seregno in auto? Provenendo da Milano, da Lecco o dalla Valtellina devi percorrere la strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (nota anche come Milano-Lecco): puoi uscire a Seregno, Seregno Sud, Seregno San Salvatore o Carate Brianza. In alternativa, puoi sfruttare la superstrada Milano-Meda e uscire a Meda.

Per arrivare a Seregno in treno, puoi fare riferimento alla stazione cittadina, servita dalle linee suburbane di Milano S9 e S11 e collegata, tra l’altro, con Monza, Lissone, Desio, Lentate sul Seveso, Carimate, Cantù, Cucciago, Seveso, Cesano Maderno e Ceriano Laghetto.

Per arrivare a Seregno in autobus, da Monza e da Lissone puoi prendere i mezzi della linea Z228, mentre i bus Z231 ti consentono di giungere in città se provieni da Desio, da Verano Brianza, da Giussano o da Carate Brianza. Sempre da Carate Brianza passa anche il bus Z242, che collega Seregno con Desio, Verano Brianza, Besana in Brianza, Briosco, Veduggio con Colzano, Renate, Casatenovo e Monticello Brianza. Se ti trovi a Triuggio, ad Albiate o a Carate Brianza, per raggiungere Seregno puoi sfruttare anche i bus Z233, mentre la Z250 collega Seregno con Desio, Cesano Maderno e Limbiate. Infine, se vuoi arrivare a Seregno provenendo da Cantù, da Mariano Comense, da Cabiate, da Meda, da Desio, da Lissone o da Monza, devi prendere il bus C80.






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