Che cosa fare a Merate? Nella città che ospita la sede operativa dell’osservatorio astronomico di Brera puoi concederti una passeggiata lungo le rive del lago di Sartirana o andare alla scoperta della frazione di Novate, ma anche visitare la Basilica della Santissima Immacolata, chiesa abbandonata che richiama urban explorer provenienti da ogni angolo della Lombardia.
Tutto quello che ti serve sapere
La città
Centro tra i più importanti della Brianza Lecchese, la città di Merate conta sette frazioni: Sartirana, Sabbioncello, Pagnano, Novate Brianza, Cicognola, Cassina Fra Martino e Brugarolo.
A Merate era nata Giulia Maria Crespi, presidente onoraria del Fondo Ambiente Italiano e discendente della famiglia proprietaria della fabbrica di Crespi d’Adda.
Che cosa fare a Merate: i monumenti da vedere
Che cosa vedere a Merate, dunque? Per esplorare la città potresti partire dall’antica Chiesa di San Pietro Apostolo, in piazza San Pietro a Sartirana. All’interno, merita di essere visto sulla parete del presbiterio il dipinto settecentesco che raffigura La Sacra Famiglia con Santa Elisabetta; la navata, invece ospita due tele del pittore Secondo Barberis, La consegna delle chiavi e Cristo che seda la tempesta.
Lasciandoti la chiesa sulla destra, dalla piazza gira a sinistra per imboccare via Monte Grappa: qui di fronte al civico 1 sorge la Chiesa di San Pietro Apostolo. Costruita in mattoni a vista all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, è stata progettata dal celebre architetto Mario Botta secondo uno stile geometrico rigoroso basato sulla compenetrazione di un cilindro interno e un cubo esterno.
Procedendo lungo via Monte Grappa, al civico 59 trovi l’ingresso di Villa dei Cedri. Già nota come Villa Biffo, in passato veniva usata dai borghesi milanesi come residenza estiva; è appartenuta anche ad Aldo Crespi, proprietario del Corriere della Sera.
Da qui imbocca la strada di fronte a te, via Santa Caterina da Siena, per poi prendere la seconda traversa a destra: si tratta di via Podgora, in fondo alla quale (in corrispondenza del civico 30) spicca la Torre di Villa Perego, costruita negli anni ’30 del Novecento, situata nel parco del complesso omonimo, che include un giardino all’inglese e un giardino all’italiana. Villa Perego, risalente al XIX secolo, negli anni della Seconda Guerra Mondiale ospitò il Comando Militare della Repubblica di Salò.
Riprendi il tuo percorso in via Santa Caterina da Siena e vai sempre dritto; dopo essere passato davanti all’ingresso di Villa Perego, gira a destra e subito dopo prendi la scalinata sulla sinistra: segui la discesa, in fondo alla quale raggiungi l’incrocio tra via San Giuseppe e via Statale, dove sorge la splendida Chiesina di San Giuseppe di Cicognola, risalente al 1744.
Gira a sinistra in via Statale e prosegui fino a incrociare sulla sinistra via Sant’Antonio da Padova: imbocca questa strada per raggiungere il Convento di Santa Maria Nascente (conosciuto come Convento di Sabbioncello). Costruito all’inizio del Cinquecento, al proprio interno ospita il saio di San Giovanni da Capestrano: una delle tante reliquie di santi cristiani in Brianza.
Superato il convento, arriva in fondo a via Sant’Antonio da Padova e gira a destra in via Monte Grappa. Vai sempre dritto, proseguendo in via San Francesco d’Assisi: in fondo a questa strada gira in viale Cornaggia. Giunto all’incrocio con via Antonio Baslini, trovi alla tua sinistra l’ingresso della settecentesca Villa Subaglio, con la sua balaustra barocca e un viale alberato che attraversa il grande parco che la circonda. Accanto al cancello è presente una lapide commemorativa in onore di Gino Prinetti Castelletti, partigiano caduto in battaglia nel 1944: nobile di origini milanesi, da adolescente aveva spesso trascorso l’estate proprio in questa villa.
All’incrocio, imbocca via Antonio Baslini; dopo poche decine di metri sulla tua sinistra puoi scoprire la Basilica della Santissima Immacolata. Ideata nel 1906, la chiesa fu progettata da monsignor Spirito Maria Chiappetta, architetto di fiducia di Papa Pio XI e “papà”, tra l’altro, del Santuario della Madonna di Santa Valeria a Seregno. L’intento iniziale era quello di dare vita a una piccola Lourdes, una basilica capace di richiamare pellegrini da tutta la regione, ma il denaro a disposizione si rivelò insufficiente per la conclusione dell’opera, che quindi fu trasformata in un oratorio. Dalla seconda metà degli anni Sessanta iniziò l’abbandono. Venduta dalla Curia al Comune nel 1970, oggi la basilica è parzialmente oscurata dalla vegetazione, ed è destinazione privilegiata degli amanti dell’urbex in Brianza.
Ritornato all’incrocio tra via Baslini e viale Cornaggia, gira a destra e vai sempre dritto, percorrendo via Emilio Bianchi fino al civico 46: qui trovi la sede operativa dell’Osservatorio Astronomico di Brera, nell’area di Villa San Rocco, all’interno di un grande parco con cespugli di ortensia, azalea e rododendro. Il complesso accoglie, tra l’altro, un telescopio riflettore Zeiss di un metro d’apertura, che quando fu costruito, negli anni ’20 del secolo scorso, era il più grande d’Italia; gli altri due telescopi sono un Marcon da 50 centimetri e un Ruths da 137 centimetri. L’osservatorio può essere visitato di giorno il primo venerdì non festivo di ogni mese (ingresso gratuito ma su prenotazione) e di sera (a pagamento, sempre su prenotazione).
Torna indietro lungo via Bianchi e prendi la prima strada che vedi sulla sinistra, via San Vincenzo: percorrila fino in fondo, poi gira a sinistra in via Cerri. Qui, subito dopo il civico 63, sorge la Chiesa della Madonna della Pace, contraddistinta da una peculiare struttura a triangolo, che simboleggia l’elevazione delle anime dei fedeli al cielo e al tempo stesso richiama le cime del Resegone che si possono notare sullo sfondo.
Proprio davanti al civico 63 di via Cerri imbocca via Canonica; poi gira a destra in via Borghi per andare a scoprire l’antica Chiesa di Santo Stefano, risalente agli ultimi anni del Cinquecento.
Torna in via Cerri e percorrila a ritroso: andando sempre dritto, arrivi in via Sant’Ambrogio, dove alla tua sinistra puoi ammirare la particolarissima Chiesa di Sant’Ambrogio, con la sua facciata incompleta in stile barocchetto lombardo. Tra le coppie di colonne in laterizio sono ben visibili le quattro nicchie vuote.
Di fianco alla chiesa, in via Sant’Ambrogio 61, ecco la settecentesca Villa Baslini.
Prosegui lungo via Sant’Ambrogio per arrivare all’atrio Belgiojoso: qui c’è l’ingresso di Villa Belgiojoso Brivio Sforza, dimora in cui ebbe modo di soggiornare anche Gioacchino Rossini. Costruita nel XVII secolo, la villa è circondata da un giardino alla francese con una fontana centrale e un parco all’inglese.
Oltrepassato l’atrio Belgiojoso, vai dritto in via Roma; giunto in piazza della Vittoria, gira a destra e dopo pochi metri prosegui a sinistra in piazza Prinetti, dove sorge Palazzo Prinetti. Eretto sulle rovine di un castello antico all’inizio del XVIII secolo, l’edificio presenta una torre cilindrica a sette piani con una loggetta neorinascimentale; un pozzo è presente al centro del cortile nobile. Oggi il palazzo, di proprietà della parrocchia, viene usato per concerti e mostre.
Superato Palazzo Prinetti, sei in via Collegio Alessandro Manzoni, dove al civico 43 sorge l’edificio omonimo: il Collegio Manzoni, appunto, nato all’inizio del XVII secolo. Come puoi intuire dal nome, qui studiò proprio l’autore dei Promessi Sposi.
Al civico 45 di via Collegio Alessandro Manzoni c’è l’ingresso del Civico Museo di Storia Naturale Don Michelangelo Ambrosioni. Come molti altri musei in Brianza, anche questo è a ingresso gratuito: meritano di essere viste l’esposizione mineralogica, quella paleontologica e quella zoologica.
Andando sempre dritto, imbocca viale Garibaldi: qui al civico 17 puoi ammirare Villa Confalonieri. Realizzata negli anni ’10 del Novecento, fu progettata in stile manierista da Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi, noti per l’omonima villa di Varedo. La villa è circondata da un parco aperto al pubblico che si estende su una superficie di circa 20mila metri quadri.
Arrivato in fondo a viale Garibaldi, gira a sinistra in via Statale. Al civico 47 trovi Villa Ponti Greppi: costruita all’inizio del Seicento, nel Settecento fu visitata anche dall’imperatore Giuseppe II. Una cappella dedicata a San Francesco e una fontana dedicata a Nettuno arricchiscono il complesso, impreziosito anche da un giardino all’italiana con balaustre decorate da ninfei e statue.
Dalla villa continua lungo via Statale e poi gira nella prima strada a sinistra, viale Verdi; prendi la seconda strada sulla destra, via Santa Maria di Loreto, e prosegui in via Toscanini. Giunto in fondo, gira a sinistra in via Agnesi; dopo poche decine di metri, lasciati sorprendere dai magnifici murales che decorano i muri del parcheggio che trovi alla tua destra. Le opere, ideate per un concorso intitolato Il futuro è green e digitale – Rispettiamo la natura con immagini e parole, sono di: Stefano Giovini (Futuro presente), Stefano Cherubini (Preserva, crea), Marco Luzzi (Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata), Roberto Gritti (Il ragazzo del futuro), Giulia Dal Bon e Jailson Facchinetti (Natura e tecnologia), Jody Boschetti e Lorenzo Muoio.
Giunto in fondo a via Agnesi, svolta a destra in via Cernuschi: davanti a te non puoi fare a meno di notare la cabina dell’energia elettrica impreziosita dal murale Evoluzione, creato dallo street artist Manu Invisible.
Prosegui lungo via Cernuschi fino alla rotonda, e qui gira a destra in via Como: superato il civico 30, sulla destra c’è un’altra cabina dell’energia elettrica colorata con un murale, opera di Manuel di Rita (in arte Peeta), che rappresenta l’attività dell’azienda situata nei pressi della cabina, la Casalini e Viscardi, che si occupa di packaging e rotoli di carta.
Che cosa fare a Merate: gli itinerari naturalistici
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Per una passeggiata a Merate nel verde puoi frequentare il parco di Villa Belgiojoso, noto con il nome di Parco del Cannocchiale, con i suoi cipressi e la statua di Ercole che lo domina dall’alto, ma anche giochi per i bambini, una fontana e una stele intitolata all’enigmista Giuseppe Airoldi, ritenuto l’inventore dei cruciverba. L’ingresso del parco è da viale Carlo Cornaggia.
Nella frazione di Sartirana c’è, invece, il lago omonimo, Riserva naturale della Regione Lombardia e sito di interesse comunitario. Quando hai voglia di una passeggiata in Lombardia rilassante, il lago di Sartirana con i cinguettii delle capinere e dei merli saprà assecondare la tua sete di tranquillità. Tra gli “inquilini” del bacino ci sono tinche, alborelle, pesci gatto, anguille, carpe, scardole e lucci: puoi venire qui anche a pescare, naturalmente dopo esserti procurato tutte le autorizzazioni del caso. L’accesso al lago è possibile dall’incrocio tra via Giovanni Paolo I e via Don Consonni.

Vuoi saperne di più? Leggi il post dedicato al lago di Sartirana che trovi qui sotto!
Ma quello di Sartirana non è il solo specchio d’acqua del territorio meratese. Nella frazione di Novate, infatti, c’è anche il laghetto di San Rocco, dove puoi ammirare un’edicola votiva dedicata a San Rocco e a San Carlo. Il laghetto è situato a ridosso delle mura di cinta dell’Osservatorio Astronomico: puoi raggiungerlo da via San Rocco.
Dove mangiare a Merate
Se ti piacciono gli agriturismi in Brianza, a Merate in via Laghetto 2 c’è la Fattoria al Laghetto: il menù tradizionale costa 38 euro bevande escluse. Su prenotazione, è possibile richiedere menù senza glutine o vegetariani.
La rassegna di locali dove mangiare a Merate, comunque, è davvero lunga: in via Cerri 33, puoi apprezzare la cucina napoletana del ristorante Made in Sud: è aperto a pranzo dal mercoledì alla domenica e a cena dal martedì alla domenica.
La Tessitura (via Collegio Alessandro Manzoni 8F) è un ristorante di Merate in cui gustare, fra l’altro, il risotto al persico con burro e salvia, le pappardelle con vellutata di peperoni, salsiccia e pecorino o il guazzetto di moscardini con chicche al pomodoro.
Una location dove mangiare a Merate i piatti della tradizione brianzola è la Frutteria da Pietro – Osteria Lombardia, in piazza Italia 2: è aperta a pranzo dal martedì alla domenica e a cena dal martedì al sabato. Nel menù spiccano il risotto con rosmarino e formaggini di Montevecchia, il risotto alla monzese e il brasato con polenta.
Quando cerchi una pizzeria a Merate puoi dirigerti in via Statale 44, dove c’è il Ristorante Pizzeria Tre, aperto a cena tutti i giorni e a pranzo dal lunedì al venerdì: da provare, oltre alle pizze classiche, quelle vegane e vegetariane.
In via Statale 11D, Fuji Japanese Restaurant è la meta che fa per te quando hai voglia di mangiare sushi all you can eat in Brianza: prezzo fisso a cena 25 euro e 90, esclusi coperto, dolci e bevande. Il locale è chiuso il lunedì.
Ancora in via Statale, ma al civico 149, ecco Donna Burgherita, il luogo dove mangiare hamburger in Brianza, ma anche eccellenze calabresi (‘nduja e capocollo): è aperto a cena tutti i giorni e a pranzo dal venerdì alla domenica.
Tornando alle pizzerie a Merate, merita di essere menzionata Al Caminun di via Lunga 17, aperta a pranzo dalla domenica al venerdì e a cena dal mercoledì alla domenica. Tra le proposte del menù ti segnalo il tris di polenta (con salsiccia alla griglia, lardo e zola) e la piovra saltata su crema di patate.
In viale Giuseppe Verdi 64 c’è anche la Grotta Azzurra, pizzeria e ristorante di pesce il cui piatto forte è rappresentato dagli spaghetti in crosta di pane. Il locale è aperto tutti i giorni tranne il giovedì.
Tra gli altri ristoranti a Merate da provare, in via Annunciata 1 spicca l’Antica Risotteria Braceria Barbun, con oltre 20 tipi di risotto diversi: interessanti quello con porri, salmone e limone e quello al cervo. Il locale è aperto a cena dal martedì alla domenica e in estate a pranzo la domenica.
Quando cerchi un posto dove fare aperitivo in Brianza, puoi recarti al Q.Bo Concept Store di piazza Prinetti 26, destinazione perfetta anche per un dopocena.
Infine, se desideri concludere la tua gita in Brianza in una birreria a Merate, puoi fare riferimento alla Birreria Cassina, in piazza Silvio Pellico. Nel menù trovi tra l’altro bretzel, alette di pollo alla paprika, fish & chips e pappa al pomodoro.
Attenzione! Tieni presente che i prezzi, i menù e i giorni di apertura dei locali che ti ho segnalato nelle righe precedenti potrebbero essere cambiati rispetto a quando ho scritto questo post. Prima di recarti in un ristorante, verifica che sia aperto e che le informazioni che hai letto qui sopra siano ancora valide.
Come arrivare a Merate
Come arrivare a Merate in auto? Provenendo da Milano devi percorrere la Tangenziale Est (A51) e uscire a Usmate Velate, per poi proseguire lungo la SP 342 dir. Da Lecco puoi sfruttare la SP 72 in direzione Calco, mentre da Bergamo devi fare riferimento alla SP 166 in direzione Como.
A Merate non ci sono stazioni ferroviarie. Per arrivare a Merate in treno puoi fare riferimento alla stazione di Cernusco Lombardone, servita dalla linea suburbana S8 di Milano e collegata, tra l’altro, con Airuno, Olgiate Molgora, Osnago, Carnate, Arcore e Monza.
Per arrivare a Merate in bus, puoi sfruttare la linea C147 che parte da Como e passa, tra l’altro, da Lipomo, Tavernerio, Montorfano, Orsenigo, Alzate Brianza, Inverigo, Nibionno, Bulciago, Casatenovo e Montevecchia. Il bus D70, invece, collega Merate con Calco, Cernusco Lombardone, Robbiate e Paderno d’Adda. Con la linea D46, puoi giungere in città partendo da Lurago d’Erba, Lambrugo, Barzago, Barzanò, Santa Maria Hoè, Imbersago e Brivio. Infine, ci sono la linea D47, che collega Merate con Osnago, Lomagna e Cernusco Lombardone, e la linea D48, che passa da Besana in Brianza, Monticello Brianza, Casatenovo, Missaglia, Montevecchia, Cernusco Lombardone, Calco, Olgiate Molgora, Brivio, Airuno e Santa Maria Hoè.
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