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Il parco di Villa Casana

Villa Casana a Novedrate

In oltre tre secoli di vita, Villa Casana a Novedrate è stata protagonista di un bel pezzo di storia della Brianza. Prima cascina e poi residenza nobiliare, ma anche dimora di villeggiatura e rifugio per antifascisti, fino a diventare proprietà di una famosa multinazionale: leggendo il resto dell’articolo scoprirai ogni segreto riguardante questo splendido edificio.

Le origini

Il simbolo di Novedrate è senza dubbio Villa Casana, magnifica dimora nobiliare con oltre tre secoli di storia alle spalle.

Risale al 1704, infatti, il corpo originario della villa, cioè la parte centrale dell’attuale costruzione a U, rivolta verso il centro di Novedrate.

Villa Casana vista dalla chiesa
Villa Casana vista dalla Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo

Conosciamo con esattezza la data perché la scritta 1704 può essere letta su un muro di una delle grandi cantine con il soffitto a volta presenti nel sottosuolo di questa parte del palazzo.

A volere la costruzione della villa fu Antonio Francesco Manni, un ricco borghese dell’epoca, che fece realizzare il palazzo per poter controllare da vicino i terreni coltivati nei dintorni di cui era proprietario.

La dimora, che al tempo aveva la configurazione di una cascina, sorgeva su un terreno di proprietà della chiesa, come quasi tutti gli edifici circostanti, in una zona che era adibita principalmente alla coltivazione del gelso e, quindi, all’allevamento del baco da seta.

La facciata di Villa Casana
Il lato della villa affacciato sul giardino

Come racconta Felice Asnaghi nel libro Novedrate. Storia ed immagini. Le origini e il Novecento, i possedimenti di Manni venivano utilizzati per i pascoli e accoglievano boschi che fornivano legname.

La cascina, che era circondata dalle abitazioni destinate ai braccianti e al personale di servizio, presentava diversi locali per le attività commerciali, grandi cantine sotterranee e, al pian terreno, un locale con torchio che veniva utilizzato per la produzione di vino.

Insieme con il giardino (che si estendeva su una superficie di circa tre pertiche), la villa e le abitazioni dei dipendenti costituirono quello che oggi può essere considerato il nucleo originario del paese di Novedrate.

Furono proprio i Manni, tra l’altro, ad allargare la piazza della chiesa, situata davanti alla villa, e ad aprirla.

Piazza Umberto a Novedrate
L’ingresso della villa su piazza Umberto I

L’ultimo erede della famiglia, forse un religioso, vendette la maggior parte dei possedimenti dei Manni, tra cui il palazzo, ad Antonio Toni.

Costui era un commerciante milanese che nel 1803, al termine di una rapida trattativa, rivendette il complesso al conte Giacomo Taverna.

Villa Casana a Novedrate e la famiglia Taverna

La famiglia Taverna, preclara esponente del patriziato milanese, comprò altri terreni della zona e procedette alla costruzione di diverse abitazioni per i fittavoli e i contadini, ampliando così le attività agricole del territorio novedratese.

Il cane nello stemma della famiglia Taverna
Lo stemma della famiglia Taverna riprodotto sulla villa: un cane, seduto su un cuscino, che fissa una stella a otto raggi. La concessione alla famiglia Taverna del cane d’argento come parte dello stemma avvenne nel 1536 per privilegio imperiale da parte di Carlo V verso il gran cancelliere Francesco Taverna

Nel 1820, anche le ultime terre e gli edifici che ancora appartenevano ai Manni furono acquistati dal conte Taverna.

Fu proprio in questo periodo che la villa fu sottoposta a lavori importanti, grazie a cui si trasformò da abitazione rustica a dimora nobiliare e di villeggiatura.

Nel 1830 al corpo originario venne aggiunto un braccio di costruzione nuovo che in seguito sarebbe diventato l’ingresso principale; si costruirono poi una piccola corte per i dipendenti, nuove scuderie e una ghiacciaia sotterranea con una grande scala di pietra. Qui la temperatura veniva tenuta sotto zero grazie alla neve e al ghiaccio che, durante l’inverno, venivano raccolti in un laghetto situato a un paio di chilometri di distanza.

Nel 1847, furono realizzati dal lato opposto i fienili e le scuderie.

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I terreni più vicini alla villa furono convertiti in giardini all’italiana, mentre i possedimenti più distanti divennero un parco con un roccolo per la caccia.

Le scuderie di Villa Casana
Le scuderie

Con il passare degli anni, complici i progetti studiati dai più quotati architetti dell’epoca, la villa acquisì un aspetto sempre più elegante.

A Giacomo Taverna successe Carlo, che fu anche senatore del Regno d’Italia. Nel 1871 egli, non avendo avuto figli, lasciò tutte le proprietà di Novedrate al figlio di sua sorella Costanza, Luigi Isimbardi.

Lo stemma degli Isimbardi
Il bassorilievo in pietra dello stemma gentilizio degli Isimbardi con corona, elmo e svolazzi presente al centro della facciata sud della villa

Nel 1907 la villa fu sottoposta a un significativo rimaneggiamento: il consistente deterioramento delle abitazioni dei dipendenti situate sul lato ovest della corte ne rese necessaria la demolizione, e la stessa sorte toccò alle scuderie.

Le rimesse di Villa Casana
La villa e le scuderie viste dal cortile interno

La ristrutturazione che ne seguì portò alla disposizione del complesso monumentale degli edifici attorno a un cortile centrale.

Il cortile di Villa Casana
Il cortile intorno al quale si sviluppa il complesso di Villa Casana; sullo sfondo, la torre campanaria della Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo

A curare i lavori fu il conte Emilio Alemagna, architetto che era già stato reclutato dal marchese Luigi Isimbardi per rinnovare la facciata del suo palazzo milanese in via Monforte (Palazzo Isimbardi, appunto: oggi sede della città metropolitana di Milano).

Alemagna trasformò definitivamente la villa da residenza di campagna a dimora di villeggiatura.

Dopo essersi occupato dell’ampliamento della chiesa parrocchiale di Novedrate, l’architetto si dedicò alla ricostruzione delle scuderie della villa di Isimbardi, create secondo lo stile dei cottage inglesi, con abbeveratoio in pietra scavata a mano, mangiatoia in ferro battuto e tetto in pietra di ardesia.

Villa Casana, le scuderie
Le scuderie aggiunte con il progetto di Emilio Alemagna

Alemagna, che da poco aveva scelto di accantonare l’attività pubblica per privilegiare le richieste dei committenti privati che gli lasciavano più libertà per le sue sperimentazioni, configurò i 14 ettari del parco della villa trasformando lo stile italiano in stile inglese: i grandi viali rettilinei diventarono sentieri curvilinei che si districavano tra prati e alberi.

Novedrate, Villa Casana e le scuderie
La villa e le scuderie

Nel luglio del 1910, il parco della villa – così come il resto di Novedrate – subì le pesanti conseguenze di un violento ciclone che si abbatté sulla zona, stroncando parecchi alberi ad alto fusto, compromettendo il patrimonio floreale e radendo al suolo diversi edifici in legno.

Seguì, comunque, una rapida e accurata opera di rifacimento del parco, che in breve ritornò all’antico splendore.

Il giardino di Villa Casana
Il grande prato davanti a Villa Casana

Alemagna progettò anche la cappella destinata ad accogliere le spoglie dei componenti della famiglia Taverna e della famiglia Isimbardi, la cui facciata era molto simile a quella della Chiesa di San Francesco da Paola di Milano (esistente ancora oggi e situata all’angolo tra via Montenapoleone e via Manzoni), ideata dallo stesso architetto.

Luigi Isimbardi, che era sposato con Carolina Taverna, non ebbe figli; morì nel 1908 e venne tumulato nella cappella del parco della villa.

La famiglia Casana

Nel 1912, la dimora passò alla figlia del fratello di Carolina, Costanza, che l’anno successivo si sposò a Canonica Lambro con Pierluigi Casana.

Fu a quel punto che il palazzo acquisì la denominazione che mantiene ancora oggi: Villa Casana.

Tale matrimonio fu favorito da Roberto Casana, fratello maggiore di Pierluigi, che aveva avuto modo di conoscere la famiglia Taverna in occasione di un pranzo in onore del re Umberto I svoltosi il 28 ottobre del 1890 presso Villa Taverna a Canonica Lambro.

Lo stemma della famiglia Taverna in Villa Casana
Il bassorilievo in pietra con lo stemma della famiglia Taverna presente sulla facciata nord del cortile interno

Lo stesso Roberto, a sua volta, avrebbe frequentato la Brianza dopo aver sposato Costanza Borromeo d’Adda, la cui famiglia era proprietaria di una villa ad Arcore.

Pier Luigi e Costanza nei primi anni di matrimonio usarono la villa di Novedrate solo come casa di campagna, visto che risiedevano con i figli Rinaldo, Cristina e Lavinia a Torino, città in cui Casana era nato e cresciuto.

Fu con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che la famiglia sfollò a Novedrate.

Dopo l’8 settembre 1943, Rinaldo e Cristina entrarono nella Resistenza, e Villa Casana fu una delle basi della colonna Franchi, fondata e guidata dal conte Edgardo Sogno del Vallino.

Il parco di Villa Casana
La facciata interna di Villa Casana

Qui giungevano gli antifascisti che avevano bisogno di aiuto per attraversare il confine con la Svizzera; nelle cantine e nel solaio della villa, inoltre, trovarono rifugio molti soldati britannici.

Anche per questo motivo, nel 1945 Rinaldo fu arrestato e passò due mesi in carcere a San Vittore.

Novedrate, la Torretta del Castello Airoldi
Se vuoi approfondire la storia dei Casana nel corso della Seconda Guerra Mondiale, puoi leggere il post qui sopra, dedicato alla Torretta del Castello Airoldi di Novedrate, che durante il conflitto fu utilizzata come rifugio per partigiani

Terminata la guerra, le sorti della famiglia Casana erano ormai legate in maniera indissolubile a Novedrate.

Nel 1948 Cristina si sposò con il marchese Vittorio Amedeo di Seyssel d’Aix nella Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo.

Due anni più tardi Rinaldo divenne il primo sindaco del Comune di Novedrate, che aveva appena ottenuto l’autonomia amministrativa da Carimate, di cui era stato frazione fino a quel momento.

Rinaldo Casana fu primo cittadino per quindici anni, e in seguito restò in consiglio comunale per altri cinque anni tra le file dell’opposizione.

Stabilitosi definitivamente in paese, nel 1955 si sposò con la contessa Alessandra Collalto.

Oltre all’attività di sindaco, si occupava dell’azienda agricola La Barozza, in cui venivano allevate centinaia di mucche di razza frisone canadese e bruna alpina.

Villa Casana, il giardino
Villa Casana vista dal parco

Negli anni Cinquanta, intanto, Villa Casana veniva utilizzata come location di fotoromanzi: fra i protagonisti ci fu Mike Bongiorno, ma in quel periodo Novedrate fu frequentata anche da Mario Riva, Edy Campagnoli, Gino Latilla, Johnny Dorelli, Nunzio Gallo, Corrado Pani e Amedeo Nazzari, tutti immortalati sulle pagine dei rotocalchi femminili.

Villa Casana a Novedrate e l’IBM

Nel 1969 Rinaldo Casana, dopo aver fatto trasferire al cimitero di Novedrate le spoglie dei defunti che si trovavano nella cappella del parco, cedette la villa di famiglia alla multinazionale IBM.

I Casana andarono a vivere a Blevio, sul lago di Como, mentre l’IBM nel 1972 affidò all’architetto Silvano Marinucci l’incarico di ristrutturare la villa.

Fondazione IBM Italia a Novedrate
Un cartello nel parco della villa ricorda i tempi in cui la proprietà era della IBM

L’anno successivo nel parco venne inaugurata una nuova struttura moderna, in cemento e cristallo, progettata da Bruno Morassutti, destinata a svolgere la funzione di centro di istruzione residenziale.

Quel nuovo edificio negli anni successivi avrebbe accolto i corsi di formazione (tra cui corsi di informatica per i neo-assunti) per i dipendenti di IBM.

Il centro era munito di un albergo con quasi 300 camere, e – negli anni Settanta e Ottanta – arrivò ad accogliere ogni giorno tra le 500 e le 600 persone.

Edifici IBM a Novedrate
La struttura moderna costruita nel parco di Villa Casana e usata come centro di istruzione residenziale da IBM

Nel 1989 la villa fu nuovamente ristrutturata, questa volta su progetto di Andrea Prandoni, mentre nel 2003 il centro studi IBM chiuse i battenti; l’edificio che lo ospitava è, attualmente, sede dell’università E-Campus.

Ancora oggi sulla facciata esterna della villa, che si affaccia sulla piazza principale di Novedrate, è ben visibile lo stemma gentilizio della famiglia Taverna, in un bassorilievo in pietra in cui si notano le due effigi di altrettanti cani seduti sopra un cuscino che fissano una stella a otto raggi.

Lo stemma della famiglia Taverna
Lo stemma della famiglia Taverna sopra il portone di ingresso in piazza Umberto I

Tale stemma è riprodotto anche sulla facciata nord del cortile interno, che ospita anche lo stemma gentilizio degli Isimbardi.

Villa Casana, lo stemma della famiglia Isimbardi
Il bassorilievo in pietra con lo stemma della famiglia Isimbardi sulla facciata nord del cortile interno

Villa Casana a Novedrate: come arrivare

Villa Casana a Novedrate si trova in piazza Umberto I. L’ingresso del parco, invece, è in via Isimbardi 10, dove c’è la sede di E-Campus.

La portineria di Villa Casana a Novedrate
La portineria di Villa Casana; accanto c’è l’ingresso del parco

Se desideri ammirarla da vicino e hai in mente di arrivare a Novedrate in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di via Mulino.

Qualora tu decida di arrivare a Novedrate in autobus, ti conviene utilizzare la linea C82 e scendere alla fermata di via Isimbardi 1: piazza Umberto I è proprio di fianco alla fermata.

infine, nel caso in cui tu scelga di arrivare a Novedrate in treno puoi fare riferimento alla stazione di Carimate. Uscito dalla stazione, lasciati il passaggio a livello alle spalle procedendo lungo via alla Stazione e vai sempre dritto, fino a quando non trovi un tornante in salita alla tua destra. Percorrilo e prosegui fino al semaforo: qui gira a destra e poi subito dopo a sinistra per entrare in via Lietti. Vai dritto e, una volta concluso il sentiero nel bosco, giungerai in via Porro, in fondo alla quale devi girare a destra. Sei, a questo punto, in via Como: dopo poche decine di metri troverai piazza Umberto I alla tua destra.

Che cosa vedere a Novedrate

Dopo aver scoperto Villa Casana a Novedrate, non puoi fare a meno di regalarti una passeggiata tra le vie e i sentieri del paese. Per sapere dove andare e quali sono i posti da non perdere, leggi il post qui sotto che ti segnala che cosa vedere a Novedrate e dove puoi fermarti a mangiare nei dintorni.

Che cosa fare a Novedrate: guida per turisti




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