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Alzate, la torre civica

La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende

La torre di Alzate Brianza è il simbolo del paese: situata in piazza Fiume, nel cuore del centro storico, “da quasi due millenni vigila le quattro strade che lì s’incrociano provenienti dai quattro punti cardinali”, come ha scritto uno storico locale di cui ti parlerò fra poco. Sei pronto a scoprire con me questo monumento?

La storia della torre

A quando risale la torre di Alzate Brianza? Secondo Luigi M. Gaffuri, autore del libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore, potrebbe essere stata eretta tra il IV e il V secolo, ai tempi delle invasioni barbariche.

L’edificio, nato come torre di vedetta e luogo di segnalazione per comunicare con altre torri della Brianza (di giorno con bandiere colorate, di notte attraverso imponenti falò), in seguito sarebbe diventato un vero e proprio castrum, per poi essere ulteriormente rinforzato in epoca bizantina e al tempo dei Longobardi, in parallelo con il generale rafforzamento di tutto il vicus, cioè il nucleo primitivo, del paese.

Alzate, la torre civica
La torre civica di Alzate Brianza oggi

È stato ipotizzato che la torre sia stata il mastio centrale di un vero e proprio castello, demolito per volere di Galeazzo Visconti nella seconda metà del XIV secolo. In effetti Lodovico Melzi, nel suo libro dedicato alla storia di Somma Lombardo, scrisse che “Galeazzo, inetto a difendere la miriade di castelli di cui in quell’epoca era irta la nostra campagna, fece demolire quelli di Mozzate, Alzate, Varallo, Borgo Ticino, Arona, Invorio, Castelletto sopra Ticino”. Ma, visto che tutte le località nominate si trovano tra la Lombardia occidentale e il Piemonte orientale, è alquanto probabile che Melzi si riferisse al castello situato nella località di Alzate che oggi fa parte del comune di Momo, in provincia di Novara.

Il pozzo, la fontana e il portico

All’inizio del XIX secolo, proprio al centro della piazza davanti alla torre di Alzate Brianza fu realizzato un pozzo comunale. Ne parlò anche lo storico e religioso Carlo Annoni nel 1835 nel suo volume Monumenti e storia del borgo di Canturio: “A spesa comunale venne ora aperto un pozzo a molta profondità nel centro della piccola piazza, che meglio sarebbe stato situato altrove”.

Il territorio di Alzate, in effetti, era sempre stato povero di acqua: i pozzi nei cortili raramente erano sufficienti a soddisfare le necessità quotidiane, come pure i lavatoi pubblici collocati in altura e quello situato lungo il viale del Santuario della Madonna di Rogoredo, che per altro era lontano dal centro, non facile da raggiungere per le massaie. E così toccava ai contadini recarsi alle sorgenti o addirittura andare fino al lago di Alserio per prendere l’acqua necessaria a dissetare il bestiame.

La realizzazione del pozzo davanti alla torre fu, dunque, fondamentale. In un primo momento si era scavato fino a una profondità di poco meno di 7 metri, che però si era rivelata insufficiente. Ecco perché nel 1827 si era proseguito con lo scavo sfiorando i 49 metri di profondità: così si poteva soddisfare il fabbisogno di acqua, che veniva portata in superficie per mezzo di una pompa a mano azionata tramite una imponente ruota in legno (poi sostituita, nel 1876, con una ruota in ghisa più resistente).

Disegno di Giuseppe Elena
La piazza, la torre e il pozzo con la ruota in legno disegnati da Giuseppe Elena – litografia di Bertolotti (foto tratta dal libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore, proveniente dal volume Lombardia pittoresca del 1835)

Nel 1840 si costruì, come copertura del pozzo, un portico a forma di tempietto. L’edicola, di forma circolare, fu realizzata in muratura e pietra e coperta con falde di ardesia; sotto, c’era una fontana in pietra, alimentata dall’acqua che veniva estratta dal pozzo. Questa struttura, di aspetto elegante e aperta da sei archi, “emulava, pure in tono dimesso, il romano tempietto della dea Vesta” (così Luigi M. Gaffuri nel libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore).

Il tempietto di piazza Fiume ad Alzate Brianza
Un’antica immagine del portico che copriva il pozzo (foto tratta dal libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore)

La costruzione del portico comportò, però, un disagio: tra il tempietto e la torre, infatti, era presente una grande colonna crucifera che, essendo dotata di un ampio basamento, impediva il transito dei veicoli (che, fino alla realizzazione dell’edicola, potevano attraversare la piazza semplicemente aggirando la colonna). Nel 1866, pertanto, la colonna fu rimossa e spostata sulla piazza della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Il portico di piazza Fiume ad Alzate Brianza
Il portico con il pozzo: la croce è già stata rimossa (foto tratta dal libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore)

All’inizio del Novecento anche l’edicola e la fontana lasciarono la piazza. Esse, però, non furono distrutte, ma vennero acquistate dallo scrittore Guido da Verona, che fece installare entrambe le strutture nella sua villa a Intimiano (l’ex Castello di Ariberto, che oggi ospita i locali della biblioteca cittadina).

Al posto dell’edicola fu collocato il Monumento ai Caduti, che poi venne spostato. Al centro della piazza venne quindi realizzato uno spartitraffico, a sua volta eliminato in seguito.

Rimase, invece, il pozzo, che nel 1913 fu dotato di un impianto a motore che, sollevando l’acqua, alimentava una fontanella situata alla base della torre: un primo passo verso un servizio efficace di acqua potabile. Dal momento che non esisteva ancora un serbatoio per conservare l’acqua, questa veniva fatta fluire unicamente nelle ore in cui era previsto che il motore funzionasse: la popolazione veniva avvisata dell’apertura dell’acqua tramite la campanella della torre. Così, al suono della martinella, gli alzatesi (e le alzatesi) giungevano portando i bàger, cioè le aste in legno che servivano per trasportare, a mo’ di bilanciere sulle spalle, i secchi pieni.

Nel 1920, all’interno della torre civica venne installato un grande serbatoio: così l’acqua poteva essere a disposizione della popolazione a qualunque ora, senza limitazioni.

La torre e le leggende popolari

Il pozzo davanti alla torre era così profondo che – narra una leggenda riportata da Gaffuri e che fino a qualche tempo fa gli alzatesi si tramandavano di padre in figlio – “gli antichi suoi scavatori dovettero, ad un certo punto, sospendere i lavori, perché sotto i loro piedi, ad ogni sosta, si udiva la voce pigolante di una massaia dell’altro emisfero che chiamava a raccolta i suoi pulcini!”.

Ma c’è un’altra storiella, sempre relativa alla torre, che è circolata in paese fino all’inizio del secolo scorso.

Si raccontava che, all’epoca in cui – all’inizio dell’Ottocento – le truppe francesi si erano acquartierate ad Alzate occupando anche il Santuario della Beata Vergine di Rogoredo, una ragazza del posto finì nelle grinfie dei militari transalpini.

La fanciulla fu trascinata nella torre, ma riuscì a divincolarsi; non avendo altra via di fuga, corse su per le scale.

Arrivata in cima all’edificio, piuttosto che arrendersi e tornare fra le mani dei soldati preferì buttarsi nel vuoto.

Mentre era in volo – narra la leggenda – un angelo la prese per mano e la sorresse, consentendole di arrivare a terra illesa e di salvarsi.

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Lo stesso Gaffuri, nel già citato volume Alzate Brianza. Storia ambiente folclore, rievoca “storie di passaggi segreti fra la torre d’Alzate ed i castelli di Fabbrica e di Monguzzo”. Realtà o fantasia popolare?

La torre di Alzate Brianza oggi

La torre civica di Alzate è alta 22 metri: per arrivare in cima è necessario salire un centinaio di gradini.

Sul lato che si affaccia su piazza Fiume, l’edificio riporta i nomi di alcune importanti città del mondo con l’indicazione del rispettivo orario (in riferimento al mezzogiorno in Italia). Fra le altre sono menzionate:

  • New York
  • Città del Messico
  • San Francisco
  • Papeete
  • Pechino
  • Singapore
  • Mosca
  • Atene
  • Londra
  • Parigi
  • Ginevra.

Fanno bella mostra di sé, inoltre, una meridiana e un quadrante con coordinate geografiche.

La facciata della torre civica ad Alzate
La facciata della torre con gli orari di alcune città nel mondo quando ad Alzate sono le 12

La torre è una delle tante location brianzole immortalate dall’artista Alessandro Greppi nei suoi disegni, oggi custoditi dal Consorzio Brianteo Villa Greppi.

Torre di Alzate Brianza: come arrivare

La torre civica di Alzate Brianza si trova in piazza Fiume.

Se vuoi vederla da vicino (o visitarla quando è aperta) e hai in mente di arrivare ad Alzate Brianza in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di via Anzani.

Preferisci arrivare ad Alzate Brianza in autobus? Puoi utilizzare le linee C145, C146, C147 o C186 e scendere alla fermata di via XXV Aprile. Da qui, procedi tenendo i numeri civici dispari alla tua destra e gira nella prima strada a sinistra, via Diaz: andando sempre dritto, giungerai in piazza Fiume.

Infine, nel caso in cui tu scelga di arrivare ad Alzate Brianza in treno puoi fare riferimento alla stazione di Alzate-Brenna. Uscito dalla stazione, vai a sinistra e, al termine della strada sterrata, gira a destra (in modo da lasciarti il passaggio a livello alle spalle) in via Santuario. Vai sempre dritto, supera il Santuario della Madonna di Rogoredo e – arrivato alla doppia rotonda – tieni la destra per proseguire su via Santuario. Continuando ad andare dritto, vedrai la torre proprio di fronte a te.

Alzate Brianza, la torre di piazza Fiume
La torre civica di Alzate Brianza

La torre normalmente è chiusa al pubblico, ma viene aperta per eventi speciali e nei giorni della Fiera secolare di settembre della Madonna di Rogoredo: per l’occasione viene utilizzata per l’allestimento di mostre d’arte.

Se vuoi saperne di più su questa fiera, scoprire quando si svolge e conoscere la sua storia, puoi leggere l’approfondimento che le ho dedicato nel post qui sotto.






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