Se non hai intenzione di passare tutto il giorno di Ferragosto a Milano, potresti prendere in considerazione l’idea di organizzare una gita fuori porta in Brianza. Non sai dove andare? Nessun problema: in questo articolo ti propongo cinque soluzioni per escursioni, passeggiate e scampagnate (anche con i bambini) in luoghi deliziosi e non troppo affollati.
Tutto quello che ti serve sapere
Ferragosto a Milano: le colline di Lurago d’Erba
Il primo suggerimento per chi passerà Ferragosto a Milano è una gita a Lurago d’Erba: bye bye caos cittadino!
Avrai l’opportunità di immergerti in un paesaggio collinare sublime, riscoprendo il valore del tempo lento, grazie a una passeggiata da vivere senza fretta lungo vicoli antichi e sentieri che si snodano tra campi e coltivazioni.
Il posto perfetto per riscoprire la bellezza delle cose semplici: scommetto che te ne innamorerai!
Per visitare il centro storico potresti iniziare dal seicentesco Battistero, nel pieno nucleo antico del paese, in via Cavour.
La presenza silenziosa di questo edificio sacro – concepito inizialmente come oratorio dedicato alla Madonna di Loreto e solo successivamente trasformato in battistero – ti introduce poeticamente all’atmosfera intima del borgo.

Ti bastano pochi passi per raggiungere la monumentale Chiesa di San Giovanni Evangelista, che domina la scenografica piazza Vittorio Veneto. All’interno della chiesa è custodito un ciclo decorativo di straordinario interesse, interamente realizzato dal pittore Amedeo Cornali: sulle pareti della navata la Sacra Famiglia e Il miracolo delle api di Sant’Ambrogio; nell’abside, l’Annunciazione e l’Adorazione del Crocifisso; sulla parete di fondo della cappella dedicata al Sacro Cuore, La guarigione dello storpio e La conversione di San Paolo.

Accanto alla chiesa svetta il suo maestoso campanile, noto anche come la Torre dei Caduti poiché funge da Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale.
Dalla piazza della chiesa, tenendo la destra, scendi lungo via Mazzini fino a raggiungere la deliziosa Villa Sormani Andreani Verri: una dimora nobiliare edificata nel Settecento circondata da un sontuoso giardino all’italiana che accoglie piante esotiche di grande pregio botanico, regalando uno scorcio di straordinaria eleganza architettonica e paesaggistica.

Proprio da Villa Sormani Andreani Verri inizia una rilassante passeggiata nella natura che prosegue verso Cascina Carolina e Cà Maria, in una deliziosa quiete rurale. Durante questa camminata, adatta a tutte le età, goditi il bellissimo privilegio di ammirare, da una prospettiva spettacolare, la Chiesetta di Pomelasca, inconfondibile tra le colline.
I boschi del Parco dello Zoc del Peric
Se con te ci sono dei bambini, questa gita a Lurago d’Erba è sia un modo per ammirare le bellezze storiche del borgo che l’occasione per vivere un’esperienza dinamica ed educativa.
A Lurago d’Erba, infatti, si possono esplorare anche gli itinerari del Parco dello Zoc del Peric: il Sentiero S1 e il Sentiero S2 si snodano tra fitti boschi e ampi prati.
I boschi dello Zoc del Peric per i bambini non sono semplicemente un insieme di alberi, foglie e sentieri: rappresentano anche un portale verso un mondo magico, un regno inesplorato dove ogni tronco caduto può diventare il castello di un re elfo e ogni fruscio tra i cespugli nasconde il segreto di una creatura misteriosa.
Lascia che i più piccoli si addentrino in questo ambiente naturale, accendano la propria creatività e riscoprano il valore della pazienza.
Il segreto per innescare la loro curiosità è trasformare l’escursione in una grande avventura interattiva. Attraverso il gioco, il bosco diventa una palestra a cielo aperto, un laboratorio scientifico e un teatro di fantasia.
Proponi ai bambini il gioco degli avvistamenti: armati di taccuino e matita, i piccoli esploratori devono annotare o disegnare gli indizi del passaggio degli animali che popolano la zona.
Questa attività trasforma i bambini in veri e propri detective della natura.
Invitali a notare uno scoiattolo che salta da un ramo all’altro, ad avvistare un airone cenerino che si alza in volo o ad ascoltare i rumori della natura: ti sei mai accorto che il ronzio delle libellule in volo è simile a quello di un piccolo elicottero?
Il gioco degli avvistamenti ha un valore pedagogico immenso: la lettura dei segnali invisibili agli occhi frettolosi educa i bambini alla concentrazione, insegna a muoversi in silenzio per non spaventare la fauna e allena a guardare il mondo circostante con una profondità nuova. Ogni pagina del loro taccuino diventerà il diario di bordo di una scoperta memorabile.
I sentieri dello Zoc del Peric a Lurago d’Erba sono facilmente accessibili da via Monte Rosa oppure da via Pioppette; qui, in corrispondenza del civico 26, si imbocca una suggestiva mulattiera che si inoltra direttamente nei campi.
Ferragosto a Milano: il Lambro tra Carate e Giussano
La seconda proposta per una fuga di Ferragosto da Milano in direzione Brianza è quella di una gita lungo il fiume Lambro nel tratto compreso tra Carate Brianza e Giussano.
L’itinerario, facile da percorrere a piedi (un po’ più impegnativo in bicicletta per via di alcuni dislivelli, ma comunque fattibile), alterna fitti boschi ombreggiati, archeologia industriale e panorami d’altri tempi.

Ferragosto è il giorno migliore per questa escursione, soprattutto se si desidera scappare dalla canicola estiva: il sentiero offre ampi tratti immersi nella vegetazione e passaggi ravvicinati con l’acqua, regalando una temperatura decisamente più gradevole rispetto all’ambiente cittadino.
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Nel giorno più caotico dell’estate italiana, gli scorci lungo il Lambro si trasformano in un’oasi di tranquillità davvero idilliaca: in più, avrai l’occasione di rivivere lo spirito dei vecchi milanesi e brianzoli che un tempo sceglievano proprio queste zone per le loro scampagnate festive.
Puoi iniziare il tuo itinerario da via Leonardo da Vinci a Carate Brianza, dove, poco prima del maestoso Ponte di Realdino, è presente un parcheggio per le auto.
Dopo aver superato l’ex Filatoio Krumm, fondato da una famiglia di origini tedesche che segnò la storia industriale della zona, passerai proprio sotto il Ponte di Realdino: arriverai, così, nel cuore del borgo di Realdino, famoso fin dal Medioevo per i suoi mulini e per le sue grotte, rocce sedimentarie da cui sgorga acqua potabile. Impossibile non citare il vecchio detto dei gitanti: “A Realdino si visita l’acqua e si beve il vino!”.
Proseguendo, ti imbatterai nell’area del Gorgone, un punto in cui il Lambro curva bruscamente sotto la chiesa di Costa, creando gorghi profondi che in passato sfidavano i bagnanti più temerari. Oggi, l’area circostante ospita il progetto ecologico Saltafrog, una micro zona umida per la salvaguardia del bacino fluviale.
Costeggiando la Conca di Agliate e la sua “roggia dei sette colli”, sbucherai in via Borgo San Dazio (un tempo ricca di frantoi per l’olio).
Da qui, attraversato il ponte di Agliate, potrai scegliere se rimanere sulla strada asfaltata o affrontare una scalinata impegnativa che ti porterà nel centro di Verano Brianza, dove ti aspettano la Chiesa Vecchia della Madonna di Caravaggio e un magnifico belvedere.
Riprendendo il cammino lungo viale Rimembranze, entrerai nel sentiero ecologico I Bocia: 700 metri di piacevole discesa curati dagli alpini locali, con panchine che invitano a una sosta panoramica.
Supera la zona del Molino Filo e la Trattoria Bjrot, ti ritroverai a Giussano costeggiando i boschi di Briosco e poi risalirai tra la fitta vegetazione.

Affrontata un’ultima pendenza, ammirerai Cascina Rebecca per poi raggiungere il Laghetto di Giussano: la meta finale più adatta a un picnic di Ferragosto.
Ferragosto a Milano: nei boschi di Briosco
Il giorno di Ferragosto a Milano porta il desiderio di fuggire dalla cappa di calore della città senza infilarsi nei faticosi e interminabili ingorghi stradali verso il mare o i laghi.
Un itinerario per un’escursione giornaliera bizzarra ma bellissima è quello che conduce a Briosco, nel cuore verde della Brianza: un rifugio prezioso che unisce il refrigerio della natura lungo le sponde del Lambro al fascino misterioso della storia locale.
Trascorrere qui la giornata del 15 agosto permette di vivere un viaggio mordi e fuggi in un’atmosfera bucolica, camminando all’ombra di fitti boschi e scoprendo antiche tracce del passato industriale brianzolo che in pochi conoscono.
La principale attrazione storica della passeggiata che ti consiglio è legata all’epoca d’oro della lavorazione della seta nel territorio.
In passato, a Briosco esistevano tre alte torri in muratura che avevano una funzione fondamentale: portavano l’elettricità all’incannatoio del paese, un importante stabilimento tessile in cui si lavorava la seta che era servito da una turbina idraulica.
Il sistema ingegneristico dell’epoca era tanto preciso quanto scenografico. La turbina era posizionata all’interno della prima delle tre torri, quella situata più a ridosso del fiume Lambro.
Una seconda torre sorgeva invece nei pressi dell’incannatoio, ed era direttamente collegata a esso tramite una serie di passerelle che consentivano agli operai di raggiungere i diversi piani dell’edificio.
Infine, la terza torre si trovava esattamente a metà strada tra le prime due, motivo per cui nel dialetto locale era stata ribattezzata tur de mèz.

Questa struttura intermedia era ubicata all’inizio di un ripido pendio che portava allo stabilimento attraverso una lunga gradinata.
Purtroppo la torre più vicina all’impianto è stata demolita negli anni Sessanta, così come l’edificio dell’incannatoio; le altre due torri, invece, sono sopravvissute al trascorrere del tempo, e si possono osservare ancora oggi.
Sebbene si trovino in stato di abbandono, le torri resistono come inestimabili e intriganti testimonianze di archeologia industriale immerse nella vegetazione.
Per ammirarle da vicino, puoi partire dal centro di Briosco: all’incrocio tra via Trieste e piazza della Chiesa, imbocchi una stradina in discesa, lasciandoti alle spalle l’abitato, per addentrarti direttamente nei boschi che costeggiano il corso del Lambro.
È proprio qui che si rivelano le storiche torri: una svetta sulla sponda del fiume, l’altra si scorge a mezza costa lungo il pendio.

Questo itinerario che conduce dal centro del paese ai boschi del Lambro – un vero e proprio tesoro dietro l’angolo – può essere vissuto in modo attivo e stimolante come un’esperienza differente dalle classiche visite guidate.
Se con te ci sono dei bambini, ti consiglio un’attività utile a coinvolgerli durante la giornata: trasformali in piccoli cartografi!
Come fare? Fornisci loro fogli, matita, gomma e pastelli; dopodiché chiedi loro di creare una mappa che, dal punto di partenza scelto in paese (per esempio la chiesa), aiuti un potenziale esploratore a raggiungere le due torri.
Una sorta di guida che consenta di arrivare a un bottino immaginario, insomma: il compito dei bambini sarà quello di ricostruire graficamente il cammino.
Per questo dovranno aguzzare la vista per individuare ogni dettaglio utile, sfruttando il proprio intuito e la propria capacità di identificare i punti di riferimento più importanti.
È un esercizio ludico che stimola l’orientamento spaziale e la fantasia: provare per credere!

Facili da raggiungere, i boschi di Briosco regalano una via di fuga dalla città: una deviazione insolita rispetto ai flussi turistici tradizionali, consigliata anche solo per poche ore di svago.
Ferragosto a Milano: tra arte e natura a Cabiate
Se per il prossimo Ferragosto a Milano desideri evitare le destinazioni inflazionate e il traffico, la piccola Cabiate – nel cuore della Brianza comasca – offre una soluzione rigenerante e decisamente sui generis.
Questa proposta è ideale per gli appassionati di murales e per le famiglie che vogliono vivere una giornata diversa dal solito.
La meta principale della gita è l’affascinante opera di street art intitolata Ombre Cabiatesi (Umbrìe Cabiates, in dialetto), creata dall’artista Enrico Cazzaniga.

Si tratta di un imponente murale che si sviluppa sul muro di cinta dell’azienda ItalTex, in via Piave, a pochissimi passi dai freschi sentieri del Parco della Brughiera Briantea.
Ciò che rende Ombre Cabiatesi un sito da scoprire è la sua natura di progetto partecipato e collettivo.
Quest’opera, infatti, non mostra figure astratte, ma riproduce le vere ombre di cittadini del paese che hanno collaborato attivamente lasciando l’impronta del proprio profilo sul muro.
Enrico Cazzaniga, un “artivista” (come a lui piace definirsi) che lavora tra la Brianza e l’Inghilterra, prima ha rivestito il cemento della recinzione con una guaina bituminosa ardesiata, trasformando la superficie in una sorta di strada verticale in micro-asfalto; poi ha proiettato le ombre reali dei residenti con l’aiuto di un faretto e ha tracciato i loro contorni con un gessetto.
A quel punto il muro è stato diviso orizzontalmente e dipinto con smalti stradali: la fascia superiore in bianco e quella inferiore in azzurro (bianco e azzurro sono i colori del gonfalone di Cabiate legati a Santa Maria Nascente, la santa patrona del paese).
Le ombre dei cittadini sono rimaste l’unica parte non dipinta, emergendo dal muro per contrasto.

Lungo il murale si incontra una sezione trasversale dell’intera comunità cabiatese: uomini, donne e bambini che raccontano emozioni, mestieri, sport e passioni personali.
Tra le silhouette si possono riconoscere un tappezziere, un idraulico, un panettiere, un elettricista, un intagliatore… e molte altre figure.
Lo stesso Cazzaniga si è immortalato insieme con il comunicatore visivo Filippo Borella mentre sorregge una Tour Eiffel in miniatura, un ironico omaggio al soprannome di Cabiate, definita “la piccola Parigi”.
Spiccano i profili di una donna incinta accanto a una bambina ritratta, in un esplicito omaggio alla celebre serie di disegni Girl with balloon di Banksy, con in mano un palloncino rosso: questo è l’unico dettaglio cromatico isolato dell’intera composizione, dipinto dal vivo davanti al pubblico il giorno in cui il murale è stato inaugurato.
Guardare un’opera di street art così meravigliosamente complessa offre lo spunto per inventare attività e giochi con cui coinvolgere anche i bambini e trasformare la gita a Cabiate in un’esperienza di laboratorio a cielo aperto.
Il mimo cabiatese
Poiché il murale rappresenta le reali identità di molti cittadini di Cabiate, potresti pensare a una sfida di interpretazione e mimo.
A turno, genitori e figli scelgono un’ombra dal muro — come il fabbro, il tessitore, il magazziniere, il musicista con lo strumento o le giocatrici di volley — senza rivelarla agli altri.

Ogni giocatore deve imitare i movimenti, il portamento o i gesti tipici di quel mestiere o di quello sport basandosi solo sulla silhouette visibile; gli altri concorrenti devono indovinare di quale ombra si tratti.
Si tratta di un’attività che stimola l’empatia e l’osservazione dei dettagli fisici, e che al tempo stesso aiuta i più piccoli a riflettere sull’importanza di ogni singolo ruolo all’interno di una comunità sociale.
Il laboratorio dell’arte di strada
Prendendo ispirazione dalla tecnica usata da Enrico Cazzaniga per creare con il faretto e il gessetto, puoi approfittare del sole splendente della giornata di Ferragosto per un’attività artistica.
Sfruttando la luce che proietta le ombre sui marciapiedi o sulle porzioni di muro nei dintorni, un bambino si immobilizza in pose espressive o divertenti (mimando a propria volta un’attività o un gesto, come un calcio a un pallone, un tuffo o un abbraccio).
Gli altri (inclusi i genitori!), muniti di gessetti colorati, pastelli o pennarelli, tracciano su fogli d’album portati da casa il contorno dell’ombra del bambino.
Dopodiché si invertono i ruoli; alla fine ci si ritroverà con una sequenza di ombre su fogli che riprende la filosofia dell’opera di Cazzaniga.
I bambini si sentiranno parte integrante di un progetto artistico; e quando tornerete a casa potrete, se vorrete, appendere i fogli d’album in casa, per realizzare le vostre speciali Ombre Cabiatesi.
Ricorda che, dopo esservi divertiti sotto il sole… con le ombre, potrete ricercare un po’ di fresco immergendovi nel verde del Parco della Brughiera Briantea, che si trova a pochi metri di distanza dal murale. Buon divertimento!
Ferragosto a Milano: la poesia di Agliate
Infine, l’ultimo suggerimento per chi deve trascorrere il Ferragosto a Milano ma non vuole arrendersi all’afa della metropoli è quello che porta ad Agliate, una frazione di Carate Brianza (te ne ho parlato poco fa descrivendo il sentiero accanto al Lambro!).
Si tratta di una soluzione che ti promette frescura, silenzio e una bellezza antica di mille anni: il complesso della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, una delle perle più preziose del romanico lombardo.

Eh sì, arrivare qui significa attraversare una soglia temporale. Il complesso, edificato con ogni probabilità all’inizio dell’XI secolo, si presenta come un blocco compatto di pietra, mattoni e ciottoli di fiume. Non c’è sfarzo barocco: qui domina l’essenzialità del Medioevo.
Varcato il portale d’ingresso, l’afa opprimente della pianura svanisce in un istante, sostituita da un fresco silenzio quasi reverenziale: le spesse mura perimetrali in pietra grezza fungono da isolante termico naturale.
L’interno è diviso in tre navate da colonne di reimpiego provenienti da edifici romani preesistenti. Alzando lo sguardo verso l’abside, puoi ancora scorgere i frammenti di affreschi millenari.
La Basilica non è un monumento isolato, ma è completamente integrata nel tessuto naturalistico del Parco della Valle del Lambro. Questo ti permette di declinare la giornata come desideri, alternando la cultura al relax più assoluto.

I prati circostanti e le aree verdi lungo il fiume offrono ampi spazi per stendere una coperta, aprire il cesto del picnic e godersi il pranzo al sacco in totale tranquillità. In alternativa, puoi anche decidere di pranzare in una trattoria tipica della Brianza: ricordati solo di prenotare in anticipo!
Perché scegliere Agliate a Ferragosto? Per una scelta di turismo lento e consapevole: non serve percorrere centinaia di chilometri o mettersi in coda per ore per trovare la bellezza, la pace e quel senso di “vacanza” che si cerca nei giorni di festa.

Quest’anno ti conviene lasciare le mete blasonate a chi ama la calca: prepara un pranzo al sacco, prendi la macchina e lasciati cullare dalla quiete millenaria di questo angolo nascosto di Brianza.
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