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La Cappella di San Giuseppe nella Basilica di Seregno

La Basilica di San Giuseppe a Seregno

La Basilica di San Giuseppe a Seregno è uno dei monumenti più famosi della Brianza. Non sei mai entrato in questa chiesa? Poco male: nel post che stai per leggere, troverai foto e informazioni dettagliate, ma anche storie, aneddoti e curiosità che ti faranno venir voglia di visitare la basilica immediatamente. Sono pronto a scommetterci!

La storia della Basilica di San Giuseppe

La storia della Basilica di San Giuseppe a Seregno inizia il 27 agosto del 1769, giorno in cui viene posta la prima pietra per la costruzione dell’edificio. L’inaugurazione ufficiale della chiesa, invece, risale al 6 maggio del 1781.

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Inizialmente il progetto scelto era quello del barnabita Ermenegildo Pini: tuttavia le sue idee si rivelarono troppo impegnative (leggi: troppo costose), e così si finì per seguire il disegno di Giulio Galliori, che aveva in mente un edificio di dimensioni più piccole.

La Chiesa di San Giuseppe a Seregno
La Basilica di San Giuseppe a Seregno

Negli anni ’40 del Novecento fu realizzato il fronte monumentale, su progetto di Ottavio Cabiati.

Solo nel 1975, invece, è stata ultimata la cupola a copertura, grazie a cui la chiesa raggiunge un’altezza massima di 38 metri, ideata da Luigi Brambilla.

Il 21 maggio del 1983 la Basilica di San Giuseppe è stata visitata da Papa Giovanni Paolo II, che vi ha celebrato una Messa.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la tomba di monsignor Paolo Angelo Ballerini

Entrando in chiesa, vedrai accanto a te la tomba del patriarca Paolo Angelo Ballerini.

La tomba di Monsignor Ballerini a Seregno
La tomba di monsignor Ballerini

La parete di fondo è valorizzata da un mosaico che raffigura la Risurrezione di Gesù con l’Angelo e le pie donne, realizzato su cartoni da Luigi Filocamo.

Basilica di San Giuseppe a Seregno, il mosaico di Luigi Filocamo
Il mosaico di Luigi Filocamo

La cappella, che presenta una cornice in marmo rosso di Cherio, ospita un sarcofago monolitico in marmo bianco di Lasa, voluto da Ottavio Cabiati nel 1948, sul quale è presente una scultura che rappresenta le spoglie di Ballerini, vestito con i sacri paramenti.

L’autore è Francesco Confalonieri, che per realizzarla – nel 1898 – prese spunto da una foto che era stata scattata alla salma in occasione dei funerali.

La scultura di Monsignor Ballerini di Francesco Confalonieri
La scultura di monsignor Ballerini realizzata da Francesco Confalonieri

In basso, non passano inosservati due leoni in marmo, opera di Salvatore Saponaro.

Il dettaglio del leone di Salvatore Saponaro
Il dettaglio di uno dei due leoni

Sotto il sarcofago, la cripta in cui è sepolto il presule, progettata nel 1908 da Oreste Scanavini.

La storia del patriarca Paolo Angelo Ballerini

A questo punto, però, non posso non raccontarti la storia di monsignor Ballerini. Dopo la morte dell’arcivescovo di Milano Carlo Bartolomeo Romilli avvenuta nel 1859, il governo austriaco per sostituirlo indicò alla Santa Sede (allora funzionava così) il nome di Ballerini: egli, dunque, fu scelto da papa Pio IX.

La cripta di monsignor Ballerini a Seregno
Il punto in cui è conservata la salma

Il fatto è che proprio in quei giorni Milano era stata liberata dagli austriaci, il cui esercito era stato battuto nella battaglia di Solferino e San Martino il giorno prima della nomina papale. Così, a Ballerini fu impedito di raggiungere Milano: la popolazione considerava la sua nomina l’ultimo sopruso austriaco. Addirittura la presa di possesso dell’arcidiocesi fu ostacolata militarmente dal governo piemontese.

Così Ballerini fu costretto a scappare in Svizzera, prima di spostarsi a Cantù e – infine – arrivare a Seregno, dove ricevette una buona accoglienza. Dopo numerosi dissidi, nel 1867 Ballerini rinunciò all’arcidiocesi e fu nominato patriarca titolare di Alessandria dei Latini: ma si trattava di una nomina meramente onorifica, e infatti il monsignore visse per altri 30 anni a Seregno, dove morì.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la tomba del Cardinale Achille Locatelli

All’altro lato del portale di ingresso ecco la tomba del Cardinale Achille Locatelli. Originario di Seregno, Locatelli fu nominato arcivescovo nel 1906 da papa Pio X e creato cardinale nel 1922 da papa Pio XI.

Basilica di San Giuseppe a Seregno, la tomba del Cardinale Achille Locatelli
La tomba del Cardinale Achille Locatelli

Per realizzare la tomba si fece riferimento a un disegno di monsignor Spirito Maria Chiappetta, architetto della Santa Sede e ingegnere (nonché padre, sempre a Seregno, del Santuario della Madonna di Santa Valeria).

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la Cappella di San Carlo Borromeo e Francesco d’Assisi

Alla tua destra (rispetto all’ingresso) trovi la Cappella di San Carlo Borromeo e San Francesco d’Assisi.

L’altare ospita un olio su tela di Davide Beghè, che raffigura il Redentore con i Santi Carlo Borromeo e Francesco d’Assisi.

La Basilica di San Giuseppe a Seregno, il Redentore con i Santi Carlo e Francesco d'Assisi
Il Redentore con i Santi Carlo Borromeo e Francesco d’Assisi

Se presti attenzione, nella parte bassa del dipinto puoi notare, sotto le nuvole su cui si trovano i due santi, il borgo di Seregno: così vedi com’era la chiesa parrocchiale più di un secolo fa.

Il dettaglio del borgo di Seregno nel quadro della Basilica di San Giuseppe
Il dettaglio del borgo di Seregno

Sulla volta due medaglie di Luigi Sabatelli raffigurano Vittore e Ambrogio. A questi santi erano intitolate le due chiese esistenti a Seregno fino a metà del XVIII secolo, quando erano state demolite per decisione del governo austriaco (che ai tempi aveva il dominio sul ducato di Milano) in accordo con il Cardinale Giuseppe Pozzobonelli. In questo modo, la chiesa di San Giuseppe che stava per essere costruita (l’attuale basilica, appunto) sarebbe diventata l’unica parrocchiale di tutto il borgo di Seregno.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la Cappella del Santo Crocifisso

La Cappella del Santo Crocifisso accoglie un Crocifisso che fino al Settecento era stato conservato nell’Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano di Seregno.

La Basilica di San Giuseppe a Seregno, la Cappella del Santo Crocifisso
La Cappella del Santo Crocifisso

In adorazione davanti alla Croce ci sono due bassorilievi in bronzo che ritraggono Maria e San Giovanni.

Il bassorilievo in bronzo di Maria nella Cappella del Santo Crocifisso della Basilica di Seregno
Il bassorilievo in bronzo che raffigura Maria

Nel 1933 è stato collocato sotto la mensa il corpo di San Quirino Martire.

Secondo la tradizione, Quirino era un ufficiale romano del II secolo a cui era stato dato il compito di tenere il papa Alessandro I prigioniero. Dopo essersi convertito al cristianesimo, decise di ricevere il battesimo con la figlia Balbina, ma a causa della sua professione di fede venne decapitato.

Il corpo di San Quirino nella Basilica di Seregno
Il simulacro di San Quirino

Le reliquie del santo vennero donate alla basilica nel 1933 dal cardinale arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster.

L’urna che ospita le reliquie venne scolpita dalla scuola ebanista dell’orfanotrofio maschile di Seregno e indorata da Giuseppe Mariani. Gli smalti riproducono i nomi e gli stemmi dei donatori. Il simulacro di San Quirino fu realizzato dallo scultore Alessandro Cappuccini e ospita al proprio interno un busto in metallo che contiene le reliquie.

Un reliquiario scolpito da Giuseppe Guelfi, invece, accoglie l’ampolla in cui è presente il sangue del martire.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la Cappella di San Giuseppe

La Cappella di San Giuseppe accoglie il dipinto La morte del Patrono San Giuseppe, opera di Luigi Sabatelli: fu consegnato nel 1868, anche se poi l’autore modificò il viso di Maria l’anno successivo.

La Cappella di San Giuseppe nella Basilica di Seregno
La Cappella di San Giuseppe

L’altare fu dorato da Pietro Martinoli, mentre Antonio Martinoli affrescò gli scomparti.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la Cappella della Beata Vergine Immacolata

L’altare della Cappella della Beata Vergine Immacolata accoglie una statua della Madonna ed è decorato con fregi dorati; la nicchia è rivestita con tessere di mosaico. La volta a botte accoglie tre medaglie affrescate che rappresentano gli angeli.

La Cappella della Beata Vergine Immacolata nella Basilica di San Giuseppe a Seregno
La Cappella della Beata Vergine Immacolata

L’altare fu eretto nel 1836 e pagato grazie alle offerte della popolazione, speranzosa di evitare il contagio dal colera che al tempo imperversava in Brianza (e non solo).

Nel 1893 la nicchia fu dipinta di celeste e la sua cornice venne dorata, mentre Carlo Farina realizzava le decorazioni degli stucchi.

La cimasa in legno intagliato è opera di Giovanni Proserpio, e venne verniciata da Carlo Cordini.

Il tabernacolo e la mensa in marmo bianco di Lasa, invece, sono stati progettati da Ottavio Cabiati e realizzati negli anni ’50 del secolo scorso.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: l’altare maggiore

L’altare maggiore è stato realizzato dallo scultore Floriano Bodini.

L'altare maggiore della Basilica di Seregno
L’altare maggiore della basilica

Sul lato anteriore della mensa è raffigurato papa Giovanni Paolo II intento a donare il mondo alla Madonna con il Bambino, mentre sullo sfondo c’è Cristo in croce.

Basilica di Seregno, il lato anteriore della mensa
Il lato anteriore della mensa

Sul lato opposto c’è il Buon Pastore. È Gesù stesso, nel Vangelo secondo Giovanni, a descriversi come il pastore che offre la vita per le proprie pecore.

Basilica di San Giuseppe a Seregno, il Buon Pastore
Il Buon Pastore sulla parte posteriore dell’altare

Infine, gli altri due lati ospitano l’Angelo della Redenzione e l’Angelo dell’Annunciazione.

L’altorilievo dell’Angelo della Risurrezione proteso in direzione dell’assemblea dei fedeli impreziosisce l’ambone.

Un medaglione che mostra l’Agnello dell’Apocalisse orna la sommità del lato anteriore della sede, mentre sul fronte a terra si nota un bassorilievo che raffigura pesci acrostici.

La sede della Basilica di San Giuseppe a Seregno
In alto l’Agnello dell’Apocalisse e in basso i pesci acrostici

Sai cosa sono i pesci acrostici? È molto semplice: in greco, “pesce” si dice “ichtùs”. Le lettere della parola danno vita a un acrostico, Iesùs Christòs Theòu Uiòs Sotèr, cioè Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Il pesce è, infatti, uno dei simboli di Cristo.

Sul retro, ecco lo stemma di papa Giovanni Paolo II.

Lo stemma di papa Giovanni Paolo II
Lo stemma di papa Giovanni Paolo II

Alla base della croce astile, che mostra le effigi degli evangelisti, è rappresentato il sacrificio di Isacco.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: la Via Crucis

La Via Crucis della basilica fu realizzata tra il 1878 e il 1880 dai fratelli Gaetano e Luigi Maria Sabatelli.

Via Crucis nella Basilica di Seregno: la stazione VI
La stazione VI: Gesù viene asciugato dalla Veronica

Essa si ispira a una Via Crucis incisa da Giuseppe Pera su disegni di Luigi Sabatelli, padre dei due pittori.

Non si hanno notizie certe a proposito della precisa attribuzione di ciascuna delle stazioni, anche se per ogni elaborato sono state conservate le ricevute di pagamento.

Via Crucis nella Basilica di Seregno, la stazione X
La stazione X: Gesù spogliato e abbeverato di fiele

È grazie a queste ricevute, per altro, che sappiamo che ogni quadro è stato pagato 100 lire, più 11 lire per la cornice.

Basilica di San Giuseppe a Seregno: come arrivare

La Basilica di San Giuseppe a Seregno si trova nel centro storico cittadino, in piazza Concordia.

Se hai in mente di arrivare a Seregno in auto, tieni presente che il centro storico è una ztl: quindi non puoi attraversarlo in macchina. Ti consiglio di parcheggiare in piazza Donatori del Sangue, in via Medici da Seregno o nel parcheggio sotterraneo di piazza Risorgimento.

Preferisci arrivare a Seregno in treno? La stazione cittadina non è lontana dalla basilica. Uscito dalla stazione, imbocca la strada di fronte a te (viale Mazzini); al semaforo, gira a sinistra per attraversare piazza Roma e imboccare corso del Popolo. Andando sempre dritto, ti imbatterai nella basilica alla tua destra.

Volendo arrivare a Seregno in autobus, infine, puoi fare riferimento alla linee C80 e D60, che fermano proprio davanti alla stazione.

Che cosa vedere a Seregno

Leggendo il post qui sotto, potrai scoprire che cosa vedere a Seregno oltre alla Basilica di San Giuseppe: tra chiese antiche, ville storiche e murales spettacolari, non hai che l’imbarazzo della scelta.






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