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Natale in Brianza, il mausoleo di Cassago

Natale in Brianza: cosa fare?

Che cosa fare durante le prossime vacanze di Natale in Brianza? In questo articolo ti propongo cinque idee che ti permetteranno di scoprire posti nuovi, storie curiose e monumenti antichi a pochi passi da casa tua. Se vuoi stare alla larga dai soliti mercatini e dai negozi affollati, questi sono i consigli giusti per te.

Natale in Brianza: passeggiata sulle tracce della ferrovia abbandonata di Veduggio

Il sentiero della vecchia ferrovia di Veduggio è un suggestivo itinerario naturalistico ideale per un’escursione a piedi o in bicicletta, anche in inverno.

Il percorso, agevole e privo di particolari difficoltà, segue il tracciato di una linea ferroviaria dell’inizio del XX secolo: la ferrovia Renate-Romanò Fornaci, inaugurata nel 1912 come diramazione della linea Monza-Molteno-Oggiono.

La linea serviva principalmente per il trasporto dell’argilla dalle fornaci locali e rimase attiva, tra alterne vicende e interruzioni invernali, fino alla chiusura avvenuta nel 1931. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu riutilizzata come deposito di munizioni; poi, nel dopoguerra, venne definitivamente smantellata.

Lungo il sentiero non sono presenti fontanelle o cestini, perciò ti conviene attrezzarti con borracce e sacchetti per i rifiuti. L’unico tratto impegnativo è una breve salita ripida nel bosco finale.

Il punto di partenza si trova a Veduggio in viale della Repubblica, in corrispondenza del ponte ciclopedonale. Il sentiero sterrato iniziale si apre tra boschi e campi coltivati; proseguendo, incontri i muretti di contenimento originali della ferrovia in trincea e due storici ponticelli sotto cui transitavano i convogli.

Veduggio, il sentiero della ferrovia
Il sentiero della vecchia ferrovia di Veduggio

Superato il secondo ponte, l’itinerario incrocia la Strada Vicinale dei Morti. Volendo, hai la possibilità di effettuare una digressione a sinistra che conduce sopra il primo ponte ferroviario e offre un’ampia vista panoramica sulla campagna circostante: in lontananza si riesce a scorgere Villa La Rotonda di Inverigo.

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Tornando sul percorso principale, ti accorgi che il tracciato attraversa ampie distese prative alternandosi a zone boscose. L’ultimo tratto prevede una piccola pendenza nel bosco di Capriano; dopodiché raggiungi un grande prato che porta alla Chiesina dei Morti, edificata nel Settecento in memoria della peste del 1630.

Natale in Brianza, la Chiesina dei Morti di Briosco
La Chiesina dei Morti di Capriano di Briosco

Qui sono presenti alcune panchine e un tavolo, che puoi sfruttare per una merenda prima di percorrere il sentiero e ritroso.

Sentiero della vecchia ferrovia e Strada Vicinale dei Morti: tutte le indicazioni

Se hai bisogno di indicazioni ancora più dettagliate per percorrere il sentiero di cui ti ho parlato nelle righe precedenti, ti basta leggere il post qui sotto: troverai tutte le informazioni e le foto utili per orientarti.

Natale in Brianza: il Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago

Avvolto dal verde della località Tremoncino a Cassago Brianza, il Mausoleo Visconti di Modrone sembra quasi nascondersi tra le fronde degli alberi.

Avvicinandoti al monumento, sarai accolto da un lungo viale prospettico scandito da cipressi che guida lo sguardo verso la sommità di una piccola collina.

Il mausoleo di Cassago a Tremoncino
Il Mausoleo Visconti di Modrone nascosto dai cipressi della collina di Tremoncino

Lì sorge il mausoleo, in stile neogotico, imponente nel suo candido marmo di Carrara e caratterizzato da forme slanciate che ricordano la maestosità del Duomo di Milano.

La pianta ottagonale, le simmetriche scalinate d’accesso e i dettagli araldici del biscione visibili sulla facciata principale sono solo alcuni degli elementi che cattureranno la tua attenzione.

Natale in Brianza, il mausoleo di Cassago
La facciata del Mausoleo Visconti di Modrone

All’ingresso della cripta sono presenti alcune teche contenenti resti ossei di epoca medievale scoperti durante i vecchi lavori di demolizione della preesistente Chiesa di San Salvatore.

L’edificio è aperto al pubblico solo in poche occasioni speciali nel corso dell’anno: durante gli eventi di Ville Aperte e nel mese di maggio, in concomitanza con la storica Festa di Sajopp, una fiera agricola locale legata alla devozione per San Giobbe.

Quindi, se hai in mente di visitare il Mausoleo Visconti di Modrone durante le prossime vacanze di Natale in Brianza, sappi che non lo troverai aperto. Ma, fidati, vale comunque la pena di andare a osservarlo dall’esterno: ne rimarrai profondamente colpito!

Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago: tutte le indicazioni

Per conoscere in maniera ancora più approfondita la storia e i segreti del Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago, leggi il post qui sotto: scoprirai curiosità, aneddoti e vicende del passato di questo splendido monumento della Brianza.

Natale in Brianza: Villa Cusani Confalonieri a Carate

Se cerchi una destinazione speciale per una gita fuori porta durante il periodo di Natale in Brianza, potresti prendere in considerazione l’idea di visitare il grande parco di Villa Cusani Confalonieri a Carate Brianza.

Natale in Brianza, Villa Cusani a Carate
Villa Cusani Confalonieri a Carate

Questa maestosa dimora patrizia, caratterizzata da una suggestiva pianta a “U” e completata da un’imponente torre medievale, è lo sfondo perfetto per una passeggiata rilassante prima di gustare una cioccolata calda in un bar.

Della storia della villa ti parlo in maniera dettagliata nel post che trovi fra poche righe; per il momento, ti anticipo che oggi la struttura ospita la biblioteca civica e mette a disposizione il suo elegante salone centrale per la celebrazione di matrimoni civili.

Proprio accanto a Villa Cusani Confalonieri c’è l’Oratorio di Santa Maria Maddalena, un piccolo e affascinante tesoro architettonico risalente al XV secolo.

L'Oratorio di Santa Maria Maddalena nel parco di Villa Cusani Confalonieri
L’Oratorio di Santa Maria Maddalena nel parco di Villa Cusani Confalonieri

La chiesetta all’esterno mostra incantevoli decorazioni in cotto, un raffinato rosone e un trigramma di San Bernardino scolpito sopra l’ingresso.

La vera perla di Villa Cusani Confalonieri, però, è il suo grandioso parco pubblico. Sviluppato su due livelli e accessibile a tutti grazie a viali pavimentati in pietra, include un meraviglioso giardino all’italiana con un labirinto di bossi e sculture antiche che punteggiano gli spazi verdi.

Il parco di Villa Cusani a Carate
Uno scorcio del grande parco di Villa Cusani Confalonieri

Il parco di Villa Cusani Confalonieri a Carate, insomma, è una tappa imperdibile per scoprire la storia e la bellezza della Brianza in una soleggiata giornata invernale!

Villa Cusani Confalonieri a Carate: tutte le indicazioni

Come ti ho anticipato poche righe sopra, ho dedicato a Villa Cusani Confalonieri un post di approfondimento, che ti permette di conoscere tutte le notizie storiche che la riguardano: per leggerlo ti basta cliccare qui sotto.

Natale in Brianza: la Cappella del Lazzaretto a Vighizzolo

Hai voglia di una passeggiata nella quiete della campagna, a debita distanza dalla frenesia e dalle corse ai regali tipiche del Natale in Brianza? Allora potresti decidere di raggiungere la Cappella del Lazzaretto di Vighizzolo, una frazione di Cantù.

Natale in Brianza, la Cappella del Lazzaretto di Vighizzolo
La Cappella del Lazzaretto di Vighizzolo

Questo piccolo edificio custodisce la memoria della drammatica epidemia di peste che colpì duramente il territorio nella prima metà del XVII secolo, la stessa narrata da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi.

La cappella sorge precisamente nel punto in cui, durante la devastante ondata del 1630, c’era il lazzaretto locale, posto d’isolamento dove i malati venivano trasportati per essere curati e in cui, in caso di decesso, venivano immediatamente sepolti.

Tra i mesi di giugno e dicembre di quel tragico anno, la comunità di Vighizzolo registrò ben 65 vittime causate dal morbo: una cifra impressionante se si considera che l’intero villaggio, includendo anche il nucleo abitativo di Cascina Amata, contava all’epoca appena un migliaio di residenti.

I registri parrocchiali del 1630 conservano l’elenco completo dei decessi sotto l’intestazione ufficiale “Morti di peste, 1630”.

L’epidemia era scoppiata in tutta la sua gravità nella primavera di quell’anno, veicolata dalle truppe dei lanzichenecchi, soldati alemanni che erano discesi in Italia nel settembre del 1629 attraversando la Valtellina, la Valassina, Lecco e la sponda milanese del fiume Adda.

In effetti i primi sporadici casi di pestilenza erano comparsi già nell’autunno del 1629, ma si erano attenuati quasi subito con il sopraggiungere del freddo invernale.

Tuttavia, i primi calori della primavera del 1630 avevano favorito una rapida e violenta recrudescenza del contagio, aggravata dalle precarie condizioni igienico-sanitarie e dallo stato di forte denutrizione in cui versavano le fasce più povere della popolazione.

A niente erano valse le ordinanze emanate dal Magistrato di Sanità, l’organismo fondato da Francesco II Sforza con il compito di vigilare sulla salute pubblica e prevenire le epidemie.

Cantù, la Cappella del Lazzaretto di Vighizzolo
La Cappella del Lazzaretto

A ricordo di tutti questi avvenimenti, sulla Cappella del Lazzaretto di Vighizzolo è presente un cartello informativo che ne racconta la storia.

Cappella del Lazzaretto a Vighizzolo: tutte le indicazioni

Per saperne di più sulla Cappella del Lazzaretto e sulla storia di Vighizzolo, puoi cliccare qui sotto e dare uno sguardo al post che ho dedicato a questi argomenti. Buona lettura!

Natale in Brianza: Villa Campello ad Albiate

L’ultima proposta per una giornata diversa dal solito durante le vacanze di Natale in Brianza ti porta ad Albiate, nel grande parco di Villa Campello.

Natale in Brianza, Villa Campello ad Albiate
La facciata di Villa Campello

La storia di questa villa si intreccia profondamente con le vicende della famiglia Viganò, titolare di un’importante filatura situata sulla sponda del fiume Lambro, nel territorio di Triuggio.

L’elegante dimora fu edificata tra il 1903 e il 1907 su progetto dell’architetto Giuseppe Gmur per volontà dell’industriale Michelangelo Viganò.

Quest’ultimo, figura di spicco della comunità locale in veste di consigliere comunale e assessore, concepì la residenza e il suo immenso parco insieme alla consorte Serafina Boleri, traendo ispirazione dalla casa di famiglia, Villa dell’Orlanda a Rancate.

A quell’epoca la dinastia Viganò godeva di un immenso prestigio sociale ed economico: la fabbrica garantiva il sostentamento a centinaia di operai della zona, per i quali i proprietari fecero persino costruire alloggi dedicati e una scuola materna (edificio oggi riconvertito in ristorante).

Michelangelo Viganò abitò nella lussuosa magione fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1918.

Tre anni dopo, la vedova Serafina scelse di abbandonare definitivamente Albiate insieme con le tre figlie, cedendo la proprietà della villa al cognato Antonio Viganò.

Nel 1923, il destino della famiglia subì un durissimo colpo a causa del disastroso crollo di una diga, commissionata proprio dai Viganò, in Val di Scalve, nella provincia bergamasca: il cedimento provocò la morte di ben 356 persone.

Dopo la morte di Antonio Viganò nel 1972, Villa Campello venne acquistata da una società di costruzioni. Inizialmente si ipotizzò la realizzazione di un complesso residenziale, ma il progetto fu abbandonato; quindi la villa venne ceduta all’amministrazione comunale.

Nel 1976 l’immenso giardino circostante fu aperto al pubblico, mentre nel 1991, al termine di radicali interventi di ristrutturazione, Villa Campello divenne ufficialmente la sede del municipio cittadino.

Il viale alberato di Villa Campello ad Albiate
Il viale alberato che conduce all’ingresso di Villa Campello ad Albiate

Oggi la struttura è annoverata tra le più rinomate ville storiche del territorio della Brianza.

Villa Campello ad Albiate: tutte le indicazioni

Per sapere come raggiungere il grande parco di Villa Campello ad Albiate, leggi il post qui sotto, che ti fornisce tutte le informazioni di cui hai bisogno.

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