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L'ospedale di Desio in corso Italia

L’ospedale di Desio di corso Italia: storia di un edificio abbandonato

L’ospedale di Desio di corso Italia è un edificio che ha più di due secoli di vita, ma che oggi è abbandonato. Inaugurato nel 1820, ha accolto dottori e pazienti fino agli anni Sessanta del Novecento; in seguito, ha ospitato aule scolastiche e uffici dell’Agenzia delle Entrate. In questo articolo ti racconto la sua storia.

Il primo ospedale di Desio

L’idea di costruire un ospedale a Desio nacque all’inizio del XIX secolo.

Il vecchio ospedale di Desio in corso Italia
La facciata del vecchio ospedale di Desio

Per questo motivo, fu contattato il celebre architetto Leopoldo Pollack, che poco tempo prima si era occupato, a Meda, del rifacimento del Monastero di San Vittore, trasformato in Villa Antona Traversi.

Il progetto di Pollack, tuttavia, venne accantonato per i costi eccessivamente alti che avrebbe comportato.

Nel 1811 venne accolta, invece, la soluzione che era stata messa a punto dall’ingegner Innocente Domenico Gatti.

Così, grazie alla Congregazione di Carità da poco istituita, vide la luce il primo ospedale di Desio.

La Congregazione poté usufruire, fra l’altro, delle liberalità destinate all’ospedale grazie al testamento del 1816 del sacerdote Francesco Maria Cabbiati.

Conclusi i lavori nel 1819, la struttura venne inaugurata il 1° gennaio del 1820, quando iniziò l’attività di ricovero e cura degli ammalati.

L'antico ospedale di Desio
L’antico ospedale di corso Italia a Desio

Concepito come istituzione per i poveri, l’ospedale era costituito da un padiglione a un piano con 24 letti: un edificio con una loggia a quattro colonne, sovrastata da un timpano, a cui si accedeva percorrendo una gradinata.

Al centro – come racconta Massimo Brioschi nel libro Percorsi desiani – c’era la cappella; le infermerie erano due (una per le donne, una per gli uomini, ognuna con sedici letti).

Nei due piccoli corpi di fabbrica ai lati trovarono posto l’abitazione del sacerdote e dell’economo (nell’edificio settentrionale) e l’alloggio dello speziale (nell’edificio meridionale).

Nel 1828 l’ospedale poté beneficiare di un lascito del canonico don Carlo Villa, presidente della Congregazione di Carità, pari a 67.188 lire: praticamente la stessa cifra che era stata investita per costruire tutto l’edificio.

I parenti del sacerdote, tuttavia, impugnarono il testamento: ne derivò una lunga causa che li vide contrapposti al nuovo presidente della Congregazione, il nobile Tiberio Confalonieri.

La stessa Congregazione fu impegnata in un’altra causa, contro il Comune, che durò dal 1823 al 1831 e riguardava gli oneri relativi all’obbligo dell’istruzione elementare.

A dispetto di queste diatribe legali, comunque, l’attività dell’ospedale proseguì. Nel 1842, all’interno dello scantinato vennero realizzate quattro vasche per i bagni, che all’epoca erano considerati efficaci per curare la pellagra.

Nel XX secolo, l’ospedale venne ingrandito con l’aggiunta di padiglioni e strumenti innovativi; in particolare, nel 1920 fu avviata la sopraelevazione dell’ala settentrionale del fabbricato centrale, destinata al nuovo reparto di maternità.

Tra il 1926 e il 1929 un ulteriore ampliamento dell’edificio venne finanziato dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde; durante i lavori, l’assistenza ospedaliera venne decentrata nel territorio dell’antico Ducato di Milano.

Nel 1930 l’ospedale si svincolò dalla Congregazione diventando una realtà autonoma: in pratica, un ospedale di circolo, a servizio non solo di Desio, ma anche di Barlassina, Varedo, Lentate sul Seveso, Cusano Milanino e Bovisio con Masciago.

Nel 1936 iniziò la costruzione del padiglione dei bambini, realizzato su un terreno acquistato ad hoc.

Il reparto di pediatria e maternità fu inaugurato due anni più tardi, il 26 aprile del 1938: per l’occasione arrivò a Desio il principe Umberto di Savoia.

Tra il 1950 e il 1951 vide la luce un nuovo fabbricato per le degenze, gli uffici accettazione e gli ambulatori; furono realizzati due piani fuori terra e un piano seminterrato.

Desio, la sala civica Carlo Levi
L’antica cappella dell’ospedale, che oggi ospita la sala civica Carlo Levi

Intanto, però, l’ospedale di corso Italia si rivelava sempre più inadeguato alle nuove esigenze della popolazione e all’aumento demografico.

Nel 1957 il Consiglio di Amministrazione comprese che era giunto il momento di edificare una sede totalmente nuova: la decisione venne ufficializzata nella seduta del 6 febbraio.

Il nuovo ospedale di Desio

Il compito di progettare il nuovo ospedale fu affidato all’architetto milanese Carlo Casati, che per questa mansione si servì della consulenza del medico igienista Carlo Zoboli.

I lavori di costruzione iniziarono nella primavera del 1963; giunse a Desio a benedire la prima pietra addirittura papa Paolo VI.

Il 20 aprile del 1968 il nuovo ospedale fu visitato da Aldo Moro, all’epoca Presidente del Consiglio (quel giorno, Moro si recò anche a Giussano per inaugurare l’ospedale Borella).

Edizione della Stampa di domenica 21 aprile 1968
L’articolo della Stampa del 21 aprile del 1968 in cui si menziona l’arrivo di Aldo Moro a Desio per visitare il nuovo ospedale di via Mazzini

Il 20 settembre dello stesso anno la vecchia sede dell’ospedale desiano fu sgomberata e chiusa, mentre i pazienti furono trasferiti nella neonata struttura di via Mazzini.

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Il nuovo ospedale, disposto su un’area di 7mila metri quadri, era costituito da un monoblocco per 600 posti letto, con tre piani interrati, per realizzare i quali si erano resi necessari consistenti sbancamenti di terreno. Per i materiali di rivestimento, Casati aveva optato quasi esclusivamente per tessere in clinker ceramico color rosso mattone.

E il vecchio ospedale di corso Italia? Inizialmente fu riconvertito a edificio scolastico: prima (nel 1969) accolse la sezione staccata del liceo scientifico Paolo Frisi di Monza, poi ospitò le scuole elementari.

Successivamente, alla fine degli anni Novanta, nell’edificio trovò posto la sede locale dell’Agenzia delle Entrate.

Il vecchio ospedale di Desio
Il vecchio ospedale di Desio

Nel 2022 l’amministrazione comunale di Desio partecipò a un bando, legato al PNRR, per ammodernare la struttura con l’intento di cablarla, munirla di cavi a fibra ottica, dotarla di un impianto energetico ed elettrico all’avanguardia e rinnovare gli interni; secondo il progetto, la palazzina del vecchio ospedale avrebbe accolto l’archivio storico, una caffetteria, una sala conferenze, diversi spazi per associazioni locali e la biblioteca civica di Desio (che avrebbe lasciato la sua sede di Villa Tittoni). Tuttavia, il bando non venne vinto, e il progetto non si concretizzò.

L’ospedale di corso Italia oggi

Attualmente il vecchio ospedale di corso Italia è in disuso.

L'ospedale di Desio in corso Italia
Il vecchio ospedale di Desio come appare oggi

L’antica cappella ospita la sala civica Carlo Levi; alcuni vecchi padiglioni sono sedi del centro anziani e di alcune associazioni locali.

La sala civica Carlo Levi a Desio
La sala civica Carlo Levi nella vecchia cappella dell’ospedale

Di recente, il Circolo Culturale ProDesio e altre associazioni cittadine hanno avanzato la proposta di realizzare nell’area dell’ex ospedale una sala polifunzionale moderna che possa ospitare rappresentazioni teatrali, concerti, mostre e incontri pubblici.

Nel frattempo, il nuovo ospedale di via Mazzini è stato intitolato a papa Pio XI, originario proprio di Desio.

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