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Villa Cusani Traversi Tittoni a Desio

Villa Tittoni a Desio

Villa Tittoni a Desio (conosciuta anche come Villa Cusani Traversi Tittoni) è uno degli edifici più famosi di tutta la Brianza; in passato è appartenuta, fra gli altri, al marchese Ferdinando Cusani Visconti, a Giovanni Battista Traversi e a Tommaso Tittoni, che fu anche Presidente del Consiglio. Leggi questo post per conoscerne tutta la storia!

Villa Tittoni a Desio: le origini

Nel 1777 il marchese milanese Ferdinando Cusani Visconti decise di far costruire a Desio una villa di prestigio lungo l’antica strada per Monza, affinché la dimora potesse essere collegata alle residenze signorili del Parco di Monza.

Il marchese scelse come architetto il folignate Giuseppe Piermarini, che – guarda caso – proprio nel 1777 aveva avviato i lavori della Villa Reale monzese.

Come notato da Massimo Brioschi nel volume Percorsi desiani (importante fonte di informazioni per la redazione di questo post), Piermarini volle sottolineare “la netta differenziazione economica tra il Cusani e gli altri potentati locali” attraverso “una speculare differenziazione architettonica ed urbanistica” del complesso.

Infatti, di fronte al corpo di fabbrica della villa fu previsto un ampio spiazzo che, generando una visione prospettica, metteva in evidenza il carattere monumentale dell’edificio e il suo distacco dal contesto urbano.

Alle spalle della residenza, un grande parco comprendeva un parterre destinato alla coltivazione di fiori e aree con alberi ad alto fusto, tra cui numerose varietà arboree provenienti dall’Asia o dall’America; non mancavano spazi destinati agli animali.

La facciata posteriore di Villa Tittoni
La facciata posteriore della villa

Nel parco furono costruiti un finto rudere di torrione medievale, un Kaffeehaus e un tempietto a otto colonne dedicato alla divinità greca Imene.

Venne eretta anche la grotta del Tasso: all’esterno appariva come una capanna spartana, ma all’interno si presentava come un ambiente raffinato, decorato con dipinti tratti dalle storie della Gerusalemme Liberata.

Nel 1789 la villa fu visitata da Arthur Young, ministro dell’agricoltura inglese, che la descrisse così: “Le camere sono più eleganti che magnifiche e più gradevoli che brillanti. C’è un appartamento dipinto all’encausto che viene considerato il più bello d’Italia. […] Piace molto di più a me questa casa di campagna che al suo proprietario, perché questi non ci passa mai più di quindici giorni per volta, e anche questo non capita spesso”.

Il parco, oltre che bello da vedere, era al tempo stesso “produttivo”: dei circa 12mila alberi presenti nel 1817 (annotati da Ercole Silva nella sua opera Dell’arte dei giardini inglesi), la maggior parte era costituita da alberi da frutto (quasi 7mila viti). Le specie arboree, insomma, non solo ricoprivano una funzione decorativa, ma soprattutto servivano a soddisfare le esigenze economiche del complesso.

Villa Tittoni a Desio: l’Ottocento

Proprio nel 1817, Luigi Cusani Visconti – figlio del marchese Ferdinando – vendette la villa di Desio all’avvocato Giovanni Battista Traversi, di cui la famiglia Cusani Visconti era debitrice.

Marito di Francesca Milesi, dama che raccoglieva attorno a sé il fior fiore della società milanese dell’epoca, Traversi era un membro dell’alta borghesia lombarda, ma privo di titoli nobiliari.

“Per un borghese arricchitosi e giunto alla possibilità di mantenere un tenore di vita pari o addirittura superiore a quello di un aristocratico” – ha scritto Massimo Brioschi – era fondamentale “mettere in mostra la propria ricchezza e la potenza acquisita”.

Ecco perché la dimora desiana, negli anni ’40 dell’Ottocento, fu sottoposta a interventi finalizzati a mettere in evidenza il prestigio sociale dei proprietari, esaltando la monumentalità del complesso con il precipuo scopo di stupire gli osservatori.

Il progetto fu affidato al bolognese Pelagio Palagi, architetto all’epoca molto apprezzato anche presso i Savoia, che intervenne sul giardino, sui saloni interni, sulla piazza, sul cortile, sull’atrio e sulle parti pittoriche e decorative.

La facciata di Villa Tittoni a Desio
La facciata anteriore di Villa Tittoni a Desio: si riconosce la scritta VILLA TRAVERSI ANNO MDCCCXLIV (1844)

Fu lo stesso Palagi a scegliere di arricchire il tetto della villa con statue che rappresentavano le divinità greche dell’Olimpo.

Villa Cusani Traversi Tittoni
Villa Tittoni e le statue raffiguranti le divinità greche presenti sul tetto; in primo piano, la fontana con la statua di Nettuno

Il pian terreno della villa fu pensato per la dimensione sociale e le relazioni pubbliche, mentre il primo piano venne destinato alla vita privata e familiare; i piani superiori, infine, erano per la servitù.

Mostrare pubblicamente la ricchezza dei Traversi attraverso le scelte architettoniche e artistiche era l’obiettivo primario del Palagi; proprio per questo, per le sale del pianterreno furono adottati modelli stilistici differenti. Tutto ciò serviva a sbalordire il visitatore, che “doveva” rimanere stupito dalla varietà di stili che si trovava di fronte.

Senza blasone e un titolo aristocratico che lo differenziassero dagli altri maggiorenti desiani, Traversi per farsi notare poteva fare affidamento unicamente sull’ostentazione di soluzioni strutturali e decorative appariscenti, indispensabili per assecondare le sue ambizioni e fargli guadagnare consenso.

All’epoca, il parco della villa accoglieva – nei pressi dei finti ruderi del torrione – un laghetto di 6mila metri quadri, che ospitava una piccola isola in cui svettava un tempietto. Lo specchio d’acqua era alimentato da una roggia (denominata appunto Roggia Traversi) proveniente dal Comasco che, lungo il suo percorso, veniva sfruttata anche per azionare mulini e piccole attività industriali e per irrigare la zona dei Prati.

Il Palagi realizzò, poi, un edificio in stile neogotico che si concludeva con una torre, nota ancora adesso come Torre del Palagi; in questa costruzione trovò posto una collezione di marmi provenienti da chiese e monasteri milanesi soppressi.

Villa Cusani Traversi Tittoni a Desio
La facciata posteriore di Villa Tittoni a Desio: nella parte centrale, sopra i tre archi appoggiano quattro colonne dotate di capitelli in pietra, sovrastate da un timpano decorato con bassorilievi di figure allegoriche

Giovanni Battista Traversi morì nel 1854: la villa venne ereditata da suo nipote Giovanni Antona Cordara, che due anni più tardi assunse il cognome Antona Traversi proprio in onore dello zio.

Da quel momento, e fino all’inizio del Novecento, l’edificio non subì rifacimenti degni di nota.

Villa Tittoni a Desio: il Novecento

Nel 1900 la residenza passò da Giovanni Antona Traversi a suo genero, Tommaso Tittoni, prefetto di Perugia.

Poco presente a Desio e “politicamente indifferente al borgo” (come scritto da Brioschi), Tittoni affidò la gestione della dimora brianzola a un fattore che, grazie all’incarico assunto, negli anni divenne uno dei notabili più importanti del paese.

Tittoni, nel frattempo, fece carriera: dopo essere stato prefetto a Napoli, nel 1902 venne nominato senatore; fu, quindi, ministro degli Esteri e, nel 1905, Presidente del Consiglio (anche se solo per dodici giorni: il suo fu il governo più breve della storia dell’Italia unita).

Villa Tittoni, invece, dopo la Prima Guerra Mondiale andò incontro a un declino repentino.

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Nel secondo dopoguerra l’edificio fu acquisito dall’Istituto Saveriano per le Missioni Estere di Parma, che vi creò un seminario per i propri studenti.

Una parte del parco fu ceduta, e in quell’area vennero realizzate delle abitazioni; molte piante secolari vennero abbattute.

Il parco di Villa Tittoni a Desio
Il parco di Villa Tittoni oggi

I manufatti del parco andarono distrutti, e l’arredo della villa andò disperso; anche l’archiviò sparì.

I pezzi di maggior pregio della collezione di marmi antichi furono acquisiti dal Comune di Milano (in seguito, alcune di queste opere sarebbero finite esposte in musei stranieri; altre nel Museo del Castello Sforzesco).

Nel 1975, Villa Tittoni fu acquistata dal Comune di Desio, che ne detiene la proprietà ancora oggi.

Gli ambienti che in passato erano destinati alle serre ospitano attualmente la biblioteca cittadina.

Solo una parte del parco ha mantenuto la struttura del passato: è il trivio di viali accanto al viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto; purtroppo, tutte le strutture architettoniche sono andate perse, eccezion fatta per la tomba di Giovanni Battista Traversi e di Giovanni Antona Traversi progettata da Luca Beltrami.

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