Sei alla ricerca di idee originali per Capodanno a Monza e dintorni? In questo articolo trovi cinque proposte che ti portano a debita distanza dai luoghi troppo affollati, dagli eccessi rumorosi e dai festeggiamenti forzati tipici del primo giorno dell’anno: è l’occasione per concedersi una gita fuori porta praticamente a costo zero. Provare per credere!
Tutto quello che ti serve sapere
Capodanno a Monza e dintorni: gita ad Alzate Brianza
Nella Brianza comasca, a soli 30 chilometri da Monza, c’è un borgo che racchiude nel suo centro storico duemila anni di leggende sospese nel tempo e, soprattutto, un legame del tutto inaspettato con il resto del mondo.
Sto parlando di Alzate Brianza e del suo simbolo indiscusso: l’antica Torre Civica di piazza Fiume.

Arrivando in piazza Fiume ti troverai davanti a una torre imponente, alta 22 metri, che da quasi due millenni vigila sulle vite degli alzatesi.
Secondo gli studi dello storico locale Luigi M. Gaffuri, questo gigante di pietra potrebbe essere stato eretto addirittura tra il IV e il V secolo, all’epoca delle invasioni barbariche.
Nato come torre di vedetta, l’edificio comunicava con le altre fortificazioni della Brianza attraverso un codice affascinante: bandiere colorate di giorno e imponenti falò di notte.
La torre fu, poi, consolidata al tempo dei Bizantini e dei Longobardi. Nel corso dei secoli è sempre rimasta lì, intatta, a sfidare il trascorrere del tempo.
Ma c’è un dettaglio sulla facciata della torre che rende la visita a Capodanno quasi poetica.
Guardando verso l’alto, sulla facciata oltre alla meridiana e alle coordinate geografiche noterai una serie di scritte. La torre, infatti, riporta i nomi di alcune delle più importanti città del mondo, indicando l’ora esatta di ciascuna nel momento in cui ad Alzate Brianza scatta il mezzogiorno.

Ecco perché passeggiare per Alzate il giorno di Capodanno significa concedersi – letteralmente! – un viaggio nel tempo.
Camminando nella quiete del primo gennaio brianzolo, potrai viaggiare con la mente da New York a Pechino, da Londra a Singapore, fino alla lontana Papeete: un modo suggestivo per sentirti connesso al resto del pianeta proprio nel giorno in cui tutto il mondo celebra un nuovo inizio.
L’atmosfera è unica, le strade sono pacifiche, il ritmo rallenta: è il momento ideale per lasciarti cullare dai racconti popolari che riguardano la Torre di Alzate.
In passato, per esempio, si narrava che il pozzo della piazza – costruito proprio di fronte alla torre – fosse così profondo che chi lo aveva scavato fosse stato costretto a fermarsi perché, appoggiando l’orecchio sul fondo, aveva sentito la voce pigolante di una massaia agli antipodi della Terra che richiamava i propri pulcini.
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Un’altra leggenda che gli alzatesi si tramandano di generazione in generazione è quella del salto dell’angelo. Si racconta che all’inizio dell’Ottocento, durante l’occupazione delle truppe francesi, una ragazza del posto si fosse rifugiata nella torre per sfuggire ai soldati. Braccata fino in cima, la fanciulla – si dice – preferì gettarsi nel vuoto piuttosto che farsi catturare; ma un angelo la prese per mano a metà strada, facendola atterrare miracolosamente illesa.
Infine, devi sapere che vecchie storie di paese sussurrano ancora di camminamenti sotterranei nascosti che collegherebbero la Torre di Alzate direttamente ai castelli di Fabbrica e di Monguzzo. Sarà vero?
Di certo, la Torre Civica di Alzate Brianza è lo sfondo perfetto per un selfie di inizio anno. Non a caso l’artista Alessandro Greppi proprio qui trovò ispirazione per i propri disegni!
Torre Civica di Alzate Brianza: come arrivare
Per conoscere in maniera più approfondita la Torre di Alzate e scoprire come raggiungerla, puoi cliccare qui sotto e leggere il post che le ho dedicato.
Capodanno a Monza e dintorni: lungo il Viale dei Proverbi di Villa Raverio
Capodanno è l’occasione giusta per dedicarsi a silenzi, riflessioni e buoni propositi. Ebbene, la Brianza custodisce un luogo speciale in grado di unire il relax all’aria aperta con una gradevole immersione nella filosofia di vita dei nostri nonni: il Viale dei Proverbi di Villa Raverio, a Besana in Brianza.

Inaugurato nel 2023, questo percorso non è una semplice pista ciclopedonale, ma un vero e proprio tour nella memoria e nella cultura locale.
Il primo giorno dell’anno è il momento dei bilanci e della saggezza: si medita sul passato e si guarda al futuro. Camminare lungo questo viale permette di entrare in contatto con valori antichi ma straordinariamente attuali, pillole di saggezza popolare indispensabili per iniziare l’anno con il piede giusto.
Il Viale dei Proverbi ospita 14 cartelli in legno realizzati dall’artista locale Gianpiero Galli.

Mentre cammini costeggiando per un breve tratto i binari della storica ferrovia Milano-Monza-Molteno-Lecco, ti imbatterai in massime che ti strapperanno un sorriso o ti faranno riflettere, come:
- “A parlà pocch se falla mai” (A parlare poco non si sbaglia mai): un ottimo proposito di prudenza per l’anno nuovo.
- “Basta minga avegh i daneè, ma ancà savè spend” (Non basta avere i soldi, bisogna saperli spendere): un saggio consiglio economico per i mesi a venire.
- “O te mangiet la minestra o te saltet dala finestra” (O mangi la minestra o salti dalla finestra): il classico aut-aut che profuma di infanzia (quante volte abbiamo sentito questa frase dalla nostra maestra?) e pragmatismo.
Il Viale dei Proverbi si sviluppa in una cornice tranquilla e isolata dal traffico cittadino: il percorso si snoda tra via Giacomo Matteotti e via don Francesco Manzoni a Besana in Brianza.
Quella che ti propongo è un’attività per tutta la famiglia: il percorso è totalmente pianeggiante, chiuso al traffico e fruibile anche da persone in carrozzina e genitori con passeggini al seguito. Dopo i grandi cenoni, una passeggiata accessibile a tutti è un toccasana: la meta adatta per trascorrere del tempo di qualità con i bambini, incuriosendoli con la musicalità del dialetto.

Se per un Capodanno a Monza desideri una gita fuori porta che unisca la natura, la riscoperta delle tradizioni e un pizzico di poesia d’altri tempi, infila sciarpa e cappotto: il Viale dei Proverbi ti aspetta per iniziare l’anno con l’ispirazione della voce della storia.
Capodanno a Monza e dintorni: il volto poetico di Realdino
Capodanno è il momento ideale per riscoprire il lusso delle cose semplici: una camminata che liberi la mente e ricarichi le energie è quella che puoi concederti a Realdino, deliziosa località di Carate Brianza.
Fino a pochi decenni fa, questo angolo di Brianza era una vera e propria meta turistica, destinazione prediletta per le scampagnate dei milanesi. I turisti arrivavano in tram, specialmente in primavera, in cerca della frescura offerta delle celebri grotte naturali di Realdino, dove l’acqua trasparente filtrava dalla collina in pozze popolate da pesci rossi.

Se in primavera e in estate questa località era ed è sinonimo di allegria e convivialità – tanto che ancora oggi si tramanda il motto “A Rialdin se vegn par l’aqua, ma se bev’ul vin” (“A Realdino si viene per l’acqua, ma si beve il vino”) – il 1° gennaio offre il volto più intimo e poetico di questo luogo.
Il vero protagonista della gita è l’antico ponte di Realdino, costruito nel 1840. In effetti quest’area è un set fotografico a cielo aperto straordinario: puoi divertirti a scattare foto ai riflessi del cielo invernale sul Lambro o ai dettagli in pietra del ponte.

Se hai in mente di vivere questa gita con i tuoi bambini, puoi pianificare una caccia al tesoro. Prima di partire, prepara una piccola lista, disegnata o scritta, di elementi da trovare, come per esempio:
- una piuma d’uccello;
- un sasso perfettamente tondo e levigato dall’acqua;
- una foglia dalla forma strana;
- un pezzo di legno che somiglia a un animale;
- un guscio di lumaca vuoto.
Oppure potresti indurli a trasformarsi in inventori di leggende fluviali. Mentre i piccoli camminano, stimolane l’immaginazione ponendo domande che accendano la loro fantasia: “Chi pensi che viva sotto quel grande tronco sommerso?”, oppure “Dove va il fiume quando sparisce dietro quella curva?”. Create insieme la storia del “Custode del Lambro” o di una gocciolina d’acqua e del suo viaggio verso il mare. Buon divertimento!

Capodanno a Monza e dintorni: alla scoperta del borgo di Cimnago
Con ancora negli occhi i festeggiamenti per il Capodanno a Monza, il primo giorno dell’anno potresti partire alla volta di Cimnago, una piccola frazione di Lentate sul Seveso adagiata al confine con Novedrate, dove la tradizione si respira in ogni cortile e il paesaggio brianzolo regala scorci d’altri tempi.

Con il paese avvolto nel clima invernale, balzano agli occhi l’architettura e i dettagli storici del borgo. È il giorno perfetto per una “camminata consapevole”, dove ogni angolo di Cimnago racconta una vicenda secolare.
Il cuore della passeggiata non può che essere la Chiesa di San Vincenzo Martire, consacrata dal cardinale Schuster nel 1942. Se la trovi aperta per le funzioni del primo giorno dell’anno, entra ad ammirarla, osservando le decorazioni di Primo Busnelli e il fonte battesimale realizzato dallo scultore Alberto Ceppi.

L’abside custodisce un antico Crocifisso proveniente dal soppresso Monastero di San Vittore di Meda: secondo la leggenda, dopo essere rimasto nascosto per decenni nella soffitta di un’abitazione tra la paglia, fu ritrovato per caso da una donna che, spaventata, scappò convinta di aver scoperto un cadavere!
La costruzione della chiesa, iniziata nel 1925, fu una vera impresa comunitaria: pensa che nelle domeniche estive i cittadini andavano a estrarre gratuitamente la sabbia dal fiume Seveso, trasportandola con gli animali del paese.
Camminando tra le vie di Cimnago, puoi cimentarti con i tuoi figli o i tuoi nipotini nel gioco dell’alfabeto stradale: una sfida di osservazione ideale per i bambini che stanno imparando a leggere, ma anche per quelli che già sanno farlo. L’obiettivo è trovare le lettere dell’alfabeto, dalla A alla Z, in ordine, guardando i cartelli stradali, le insegne dei negozi, i nomi delle vie o le targhe delle auto. Chi arriva per primo alla Z vince.

Mentre i bambini giocano, tu fai caso ai cartelli stradali che segnalano due vie: via Bizzozzero e via Maestri Chiodaioli.

La prima è dedicata a Luigi Bizzozzero, un personaggio straordinario e quasi letterario. Milanese, commerciante di carta, accumulò una fortuna enorme grazie a una parsimonia estrema, ma fu il più grande proprietario terriero e benefattore di Cimnago, a cui donò decine di migliaia di lire per la costruzione della chiesa, della casa del sacerdote e del futuro asilo (inaugurato dopo la sua morte).
La seconda strada, via Maestri Chiodaioli, è dedicata a un’antica tradizione del paese, estremamente interessante: per questo ho deciso di dedicarle un post ad hoc, che puoi leggere cliccando qui sotto.
Capodanno a Monza e dintorni: gli scenari dell’Adda a Imbersago
Una piccola gita fuori porta capace di rigenerare lo spirito e la mente: il giorno di Capodanno da Monza puoi raggiungere Imbersago (poco più di 20 chilometri di strada da percorrere), fantastico borgo adagiato sulle sponde del fiume Adda. Il paese, nei mesi invernali, offre uno degli scenari più poetici ed emozionanti dell’intera Lombardia.

Se durante la bella stagione le sponde dell’Adda si popolano di ciclisti, famiglie e turisti, a Capodanno il fiume mostra il suo volto più intimo, autentico e spirituale.
La magia della nebbia e del gelo, con l’Adda avvolto da una leggera foschia, rende il panorama simile a un dipinto impressionista. Il contrasto tra l’acqua che scorre lenta e la brina che ricopre la vegetazione evoca il tempo dei nuovi inizi: è ciò che deve essere il primo giorno dell’anno.
Cammina seguendo il flusso della corrente e lasciati cullare dal ritmo del fiume: un’attività che può avere un potere quasi terapeutico. Respira a pieni polmoni l’aria frizzante della Brianza lecchese e, semplicemente, rilassati.
Ricoardati di portare con te una macchina fotografica: la luce invernale dell’Adda a Capodanno è un paradiso per gli amanti degli scatti d’atmosfera. I riflessi degli alberi spogli sulla superficie dell’acqua, i cigni pacifici e le folaghe che nuotano solitarie regalano scorci straordinari che in estate vengono nascosti dalla fitta vegetazione.
Il Parco Adda Nord è un’area protetta ricchissima di biodiversità.
Per godere appieno della magia del luogo, puoi arrivare a Imbersago nella tarda mattinata (anche perché è probabile che tu non abbia voglia di svegliarti presto, dopo i festeggiamenti della notte precedente). Al termine di una passeggiata rigenerante lungo l’alzaia, goditi un pranzo al sacco scaldato da un buon thermos di tè caldo. Quindi, ancora un giretto e poi tienti pronto ad ammirare il sole che scende presto dietro i rilievi della Brianza, tingendo il fiume di sfumature calde, dall’arancione al viola. Un modo unico, economico e indimenticabile per augurarti un felice anno nuovo.
Il percorso ciclopedonale che costeggia il fiume è pianeggiante e offre diversi spunti di interesse storico e naturalistico.
Il più famoso di tutti è senza dubbio il Traghetto di Leonardo da Vinci, che è il simbolo indiscusso di Imbersago.

Questa imbarcazione unisce la sponda lecchese a quella bergamasca dell’Adda sfruttando un ingegnoso sistema di funi e il solo gioco delle correnti, senza l’ausilio di motori.
Osservare il traghetto ormeggiato, immerso nella natura fluviale, ti farà fare un salto indietro nel tempo di cinque secoli.
Imbersago e il Traghetto di Leonardo
Se vuoi saperne di più sul Traghetto di Leonardo (e soprattutto se vuoi scoprire se fu davvero lui a progettarlo) puoi cliccare qui sotto e leggere il post che gli ho dedicato.
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