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Fiorella Pierobon atelier

Fiorella Pierobon: Imbersago e la mia Brianza

Fiorella Pierobon è stata una delle celebrità della televisione italiana negli anni Ottanta e Novanta. Dopo essersi allontanata dal piccolo schermo, ha scelto di dedicarsi all’arte, attività che la impegna e la gratifica ancora oggi. Nella primavera del 2026, Fiorella ha aperto un atelier a Imbersago, piccolo paese della Brianza lecchese affacciato sul fiume Adda.

L’intervista a Fiorella Pierobon

Incuriosito, ho voluto saperne di più e ho contattato Fiorella, che ha accettato di rispondere alle mie domande con grande disponibilità.

Fiorella, che legame hai con la Brianza?

“Molto stretto, visto che ci vivo ormai da più di 40 anni! Io sono originaria di Vergiate [un paese in provincia di Varese bagnato dal lago di Comabbio]. Quando ho iniziato la mia carriera in tv, ho cercato di prendere casa in località che mi permettessero di raggiungere facilmente Cologno Monzese [dove si trovavano gli studi e il centro di produzione di Fininvest, oggi Mediaset]”.

Dove hai vissuto?

“Prima vicino a Vimercate; poi mi sono spostata nella Brianza lecchese: Montevecchia, Calco (nella frazione di Arlate) e Imbersago, dove mi sono stabilita nel 1992 e dove vivo e lavoro ancora oggi”.

Montevecchia, Calco, Imbersago: tutti luoghi splendidi e immersi nella natura.

“È un aspetto a cui non posso rinunciare. Io sono nata sul lago di Comabbio: mi piace ‘avere l’acqua intorno’. Anche quando lavoravo a Cologno, sentivo questa esigenza. Ora che sono a Imbersago, con l’Adda vicino, posso dire di avere trovato il mio paradiso: il fiume è un po’ casa. Non a caso ci sto da più di trent’anni! Confesso, invece, che non ho amato Montevecchia, perché mi è parsa una zona collinare più brulla, secca. Imbersago è più verde, in tutti i sensi. E poi il suo paesaggio è estremamente eterogeneo: il fiume, la vista sui monti, le colline… è un panorama variegato che cambia costantemente. Lo adoro”.

Panorama sull'Adda a Imbersago
Panorama sull’Adda a Imbersago

Oltre a Imbersago, hai altri luoghi del cuore in Brianza?

“Sono innamorata di Brivio, non solo per il fiume ma anche per il suo centro storico, che mi trasmette una sensazione di autenticità, come se il tempo si fosse fermato”.

A Imbersago hai aperto il tuo atelier. Non è una prima volta per te, però.

“No, per quindici anni ho gestito un atelier a Nizza che avevo aperto nel febbraio 2007. Lavoravo e vivevo in Francia anche se nel frattempo mantenevo la residenza qui a Imbersago. Qualche anno fa, però, i continui spostamenti tra la Francia e l’Italia hanno iniziato a pesarmi. Viaggio lungo, traffico, tante ore passate in macchina: ci ho riflettuto e ho deciso di spostarmi definitivamente in Brianza anche dal punto di vista lavorativo. Nel 2022 ho chiuso l’atelier di Nizza e sono tornata in Italia, cercando un posto adatto per aprire uno studio da queste parti. Per me è stata una svolta di vita, motivata – ovviamente – anche dal desiderio di rimanere più vicina alla mia famiglia”.

Come è andata la ricerca della location per il tuo atelier in Brianza?

“Confesso che ho avuto bisogno di un po’ di tempo per riuscire a individuare uno spazio adatto. La ricerca è stata lunga, e all’inizio ho faticato a individuare in paese una soluzione funzionale che rispondesse alle mie esigenze. Dopo tre anni di tentativi, comunque, ce l’ho fatta. A marzo del 2026 ho trovato la sede giusta, e dopo alcune settimane, una volta completato l’allestimento, ho potuto aprire l’atelier”.

Che ambiente hai trovato a Imbersago? Dal punto di vista artistico, intendo.

“Ho avuto l’opportunità di conoscere molti artisti che operano in paese. Mi piacerebbe dar loro una mano, e magari riuscire a dar vita a un vero e proprio polo artistico in grado di stimolare il turismo locale, catturando l’interesse e l’attenzione delle persone che arrivano da fuori. Per questo sono entrata in contatto anche con l’amministrazione comunale”.

Fiorella Pierobon atelier
A sinistra, Fiorella Pierobon mostra alcune delle sue opere; a destra, l’ingresso del suo atelier d’arte in via Castelbarco a Imbersago (foto gentilmente concesse da Fiorella Pierobon)

Che cosa hai in mente?

“Sarebbe bello rendere Imbersago attraente non solo per il Traghetto di Leonardo e per il Santuario della Madonna del Bosco, che pure sono gioielli preziosi, ma anche per la dimensione artistica del paese. Il mio sogno è quello di creare un sistema culturale per generare un po’ di “movimento” in una località così bella e che merita di essere valorizzata sotto il profilo turistico. Attenzione: parlo di un turismo di qualità, pensato, attento; non un turismo cheap. Imbersago ha tante opportunità che può cogliere: per esempio, mette a disposizione molti parcheggi, un aspetto non così scontato in Brianza”.

Imbersago, il Traghetto di Leonardo sull'Adda
Il Traghetto di Leonardo sull’Adda a Imbersago

Qual è, dal tuo punto di vista, la situazione del movimento artistico in Brianza?

“Ci sono diverse associazioni, ma la sensazione che ho è che non si riesca a fare rete. Per questo vorrei provare a far nascere un centro culturale e artistico che induca le persone a venire appositamente a Imbersago. Ora che mi sono stabilita qui, non dovendo più fare avanti e indietro con la Francia, ho più tempo a disposizione rispetto a prima, e posso impegnarmi molto per questo progetto”.

In che modo?

“Per esempio mi piacerebbe aiutare persone talentuose con grandi capacità che non sempre hanno l’opportunità di farsi notare. Io ho avuto la fortuna di poter prendere un atelier, ma non tutti hanno questa chance. Vorrei valorizzare i talenti (che non mancano!), e al tempo stesso sarei felice se si riuscisse a dare visibilità a tutta Imbersago”.

Ti auguro con tutto il cuore di riuscirci. Grazie, Fiorella!

[Intervista realizzata nel mese di giugno del 2026]

L’atelier di Fiorella Pierobon a Imbersago

L’atelier di Fiorella Pierobon a Imbersago si trova nel centro del paese, in via Castelbarco 2, proprio davanti al municipio.

Imbersago e il premio intitolato a Ennio Morlotti

A proposito di arte in Brianza: proprio a Imbersago, dal 1996 viene assegnato il Premio di Pittura Morlotti-Imbersago, dedicato a pittori e pittrici di ambito prevalentemente figurale con meno di 35 anni.

Il premio è intitolato a Ennio Morlotti (1910 – 1992), pittore lecchese che dalla fine degli anni Sessanta ha vissuto e lavorato in paese e che nel 1988 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Imbersago.

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