Il Palio di Meda è un evento che si svolge tutti gli anni a settembre nell’ambito della festa patronale del paese. L’appuntamento prevede numerosi giochi che coinvolgono i quattro rioni in cui è stato diviso il territorio cittadino, inclusa una gara di macchinine a pedali. Leggi il resto di questo post per saperne di più!
Tutto quello che ti serve sapere
La storia del Palio di Meda
Il Palio di Meda è stato inaugurato nel 1977, su idea di don Sergio Gianelli, con l’intento di celebrare l’80esimo anniversario della fondazione dell’Oratorio del Santo Crocifisso.
All’epoca si pensò di festeggiare tale ricorrenza con attività che rappresentassero un’occasione di aggregazione per la comunità.
Il territorio della parrocchia venne suddiviso in quattro rioni, con la Chiesa di Santa Maria Nascente come simbolico punto di unione. Ciascun rione fu associato a una contrada: la Belgora, il Bregoglio, il San Giuann e la Fameta. Ciascuna contrada aveva (e ha) uno stendardo e colori specifici.

Da allora il Palio si ripete tutti gli anni all’inizio del mese di settembre, con una settimana di sfide tra i rioni, in corrispondenza della festa patronale di Meda dedicata a Santa Maria Nascente.
Le sfide si fondano su una serie di gare di abilità (fra le altre: tiro alla fune, piramide umana, corsa nei sacchi) con il coinvolgimento di bambini e ragazzi in oratorio.

La domenica, le quattro contrade sfilano per le vie della città con carri scenografici, allestiti sulla base di un tema che cambia ogni anno. Al termine della sfilata, i componenti di ogni contrada interpretano una scenetta in oratorio: dei brevi musical che vedono protagonisti bambini e adolescenti.
Altri appuntamenti fissi del Palio di Meda sono lo spettacolo di fuochi d’artificio e – soprattutto – la gara di macchinine a pedali che si svolge fra le vie della città.
La contrada che al termine della competizione ottiene più punti (calcolati tenendo conto dei risultati dei giochi, della classifica della gara di macchinine e dei punteggi che i giudici hanno assegnato alla sfilata e alla scenetta) vince il Palio.
Il Palio è un dipinto che rappresenta la Madonna col Bambino: cambia ogni anno, e viene ideato e realizzato da un artista locale.
Palio di Meda: le quattro contrade
La denominazione dei quattro rioni – o contrade – del Palio deriva da quella di quattro cascine storiche di Meda.
La Belgora
Il rione della Belgora prende il nome da Cascina Belgora, che si trova in via Como.

La cascina fu edificata nella prima metà dell’Ottocento dalla famiglia dei marchesi Brivio e prese il posto di una cascina, che aveva lo stesso nome, che si trovava più vicino alla collina e che era andata distrutta in un incendio.
In passato al centro di Cascina Belgora erano sistemate le abitazioni dei contadini, mentre ai lati del grande cortile c’erano i fienili e le stalle.

Fino al secondo dopoguerra, tutti gli abitanti della cascina si dedicavano ai lavori agricoli; inoltre, si allevavano mucche, cavalli, conigli, maiali, anatre e galline.
Poi, a partire dagli anni ’50, i locali del pian terreno iniziarono a essere destinati al lavoro artigianale: chi aveva un’officina, chi faceva il tappezziere, chi realizzava mobili…
La parola “Belgora” deriva da “pergola”, termine che indica l’impalcatura che sostiene le viti che formano il pergolato: in passato, i terreni circostanti all’edificio venivano utilizzati per la coltivazione di alberi da frutto e della vite.
Il Bregoglio
Il rione del Bregoglio si chiama così per la Cascina Bregoglio, caseggiato situato in via Colombo.

Il nome Bregoglio deriva da regoei, termine con il quale si indicavano in dialetto i due torrenti Ry, le cui acque un tempo scendevano dalle colline medesi raccogliendosi proprio in questo punto.
Un’altra ipotesi è che il verbo dialettale regoei indicasse la funzione della cascina, che in passato veniva usata come luogo di deposito (e quindi di raccolta) delle messi.
Il caseggiato del Bregoglio ospita, oggi, un dipinto che rappresenta San Giovanni Oldrati, realizzato nel 1978 dall’artista medese Ben-Novo (al secolo Angelo Borgonovo). Il santo è ritratto mentre è intento a leggere le Sacre Scritture, in compagnia di un angelo che gli mostra il cielo.

Sotto questa tavola, sono presenti tracce di un affresco molto più antico, che a sua volta raffigurava il santo.
Giovanni Oldrati, considerato il fondatore dell’Ordine degli Umiliati, secondo la tradizione sarebbe nato proprio in questa zona di Meda.
Il San Giuann
Il rione del San Giovanni (o San Giuann) ha ereditato il nome da Cascina San Giovanni, costruita negli anni ’80 del XIX secolo per volere di Giovanni Agrati, al cui interno era conservata una statua di San Giovanni Battista: si trovava tra via Milano e via Seveso.
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Cascina San Giovanni è l’unica delle quattro cascine legate ai rioni di Meda che oggi non esiste più: è stata demolita all’inizio degli anni ’70 per lasciare posto alla costruzione di un condominio.

La statua di San Giovanni Battista, però, non è andata perduta, poiché fu tenuta da parte dall’impresa edile che eseguì i lavori.
Rovinatasi nel tempo per l’usura e il passare degli anni, è stata restaurata grazie allo specialista Marco Colombo e allo scultore Osvaldo Minotti.
Nel 2018 è stata riposizionata nella sua collocazione originaria (cioè là dove un tempo sorgeva la Cascina San Giovanni) all’interno di una teca, ma solo per breve tempo.
Attualmente è custodita da un privato, ma molti medesi sperano che possa trovare una nuova collocazione pubblica.
La Fameta
Il rione della Fameta deve il proprio nome a Cascina Fameta, situata in via delle Brughiere.

Ubicato al limite della brughiera, questo cascinale – proprio come la Cascina Belgora – venne costruito per volere dei marchesi Brivio intorno al 1850.

Caratterizzato in origine da uno stile semplice e da materiali poveri, il complesso ufficialmente si chiamava Cascina Francesca, in onore di una componente della famiglia Brivio; la denominazione Fameta, dovuta alla tradizione popolare, si spiega con le misere condizioni di vita dei contadini che ci vivevano, e che riuscivano a ricavare ben poco dalla terra di brughiera.

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