La Fiera della Madonna di Rogoredo di Alzate Brianza è una delle sagre più conosciute di tutta la Brianza. Si tratta di una festa tradizionale di origini antiche, che coniuga la devozione religiosa con eventi culturali e intrattenimento, fra bancarelle, spettacoli musicali e luna park. Leggi il resto di questo post per saperne di più!
Tutto quello che ti serve sapere
La Fiera della Madonna di Rogoredo
La Fiera della Madonna di Rogoredo ad Alzate Brianza è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di sagre.
L’evento si tiene tutti gli anni sul finire dell’estate, in occasione della festa di Santa Maria Nascente, che si celebra l’8 settembre.
La manifestazione – il cui nome completo è “Fiera secolare di settembre della Madonna di Rogoredo” – si svolge nelle vie attorno al Santuario della Madonna di Rogoredo.

Organizzata dall’amministrazione comunale di Alzate Brianza in collaborazione con un comitato di volontari, la sagra richiama persone da tutta la Brianza: rappresenta una delle fiere legate alla zootecnia più importanti di tutta la Lombardia, ma al tempo stesso vanta una tradizione secolare ancorata alla storia del territorio.
Come riportato sul sito ufficiale dedicato all’evento, “l’interesse della gente è testimoniato dall’afflusso continuo di migliaia di visitatori, soprattutto nell’area della fiera del bestiame”.
Oltre alle rassegne zootecniche, la manifestazione comprende anche eventi ricreativi e una fiera commerciale. Sono presenti – inoltre – stand gastronomici, aree espositive e un luna park.
La fiera è patrocinata dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como-Lecco, dalla Provincia di Como, dalla Regione Lombardia e dal Ministero per le Politiche Agricole.
Il programma della Fiera della Madonna di Rogoredo prevede la presenza di più di cento bancarelle, stand gastronomici e un grande parco divertimenti.
Ci sono, poi, i banchetti delle associazioni locali, che hanno così l’opportunità di far conoscere la propria attività e promuovere la rete del volontariato.
Non mancano gli spettacoli di intrattenimento, con mostre d’arte, concerti ed eventi culturali.
Ancora, merita di essere menzionato il concorso zootecnico dedicato a bovini da ingrasso e macello, con il mercato agricolo e l’esposizione di trattori d’epoca.
In occasione della serata finale, la conclusione della festa è contraddistinta da un tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio.
Il tutto – come viene sottolineato sul sito web della Fiera di Alzate – “nel rispetto dei momenti della devozione mariana, ancora oggi fervidissima, non soltanto tra gli alzatesi”.
La storia della fiera
Le prime testimonianze relative alla Fiera della Madonna di Rogoredo risalgono con tutta probabilità al Settecento. Di certo, la rassegna zootecnica si svolgeva già nei primissimi anni del Novecento.
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Per parlare della storia della Fiera della Madonna di Rogoredo, non posso fare a meno di citare quanto scritto dallo storico e saggista Luigi M. Gaffuri nel libro Alzate Brianza. Storia ambiente folclore, edito nel 1983.
Gaffuri raccontava: “Come a Milano è famosa la fiera degli ‘Oh bej, oh bej!” e a Como quella del Santo Crocifisso, così nella Brianza occidentale va per la maggiore questa della Madonna d’Alzate. Ed è molto più caratteristica di quelle, per tutto il folclore che le fa a contorno”.
Merito anche della “vastità della piana che sta dinanzi al santuario, dove, a fianco del lungo viale ombreggiato da vecchi platani, si stendono verdi prati molto adatti all’occorrenza”.
Insomma, il paesaggio della natura brianzola ha sempre reso questa festa un unicum.

Anche in passato l’evento era considerato speciale. Ecco le parole di Gaffuri di oltre 40 anni fa: “mentre altrove sono i vicini bar, le trattorie, i ristoranti ‘stabili’ a far da comfort ai visitatori ed ai pellegrini, qui sono invece più allettanti mescite e tripperie, allogate in padiglioni e chioschi allestiti con stecconati, tele, plastiche e cerate”.
La fiera nel Novecento
Negli anni Cinquanta del Novecento, l’illuminazione della festa era garantita da palloncini alla veneziana, mentre chioschi e padiglioni “avevano più colore campagnolo, con quelle stuoie di giunchi o di paglia, con quei graticci presi a prestito dalle bigattiere e festonati dai rami tolti agli alberi dei vicini boschi”.
Soprattutto per i più piccoli, l’attesa era tutta per le installazioni del luna park, con un circo equestre (bürléta, in dialetto) “che osava qualificarsi tale solo per quel paio di pony vecchiottelli che trotterellavano allo schioccar delle frustate, impennacchiati e bardati di sonagliere”.
Imperdibili erano gli spettacoli dei saltimbanchi, i compagni d’arte Fiacca e Toni, e una scimmietta birichina e dispettosa che concludeva il proprio show con tanto di parasole e ventaglio, “agghindata come una damina in crinoline”, facendosi scarrozzare da una macchinina trainata da cani: macchinina che inevitabilmente finiva per perdere una ruota, “dando luogo a spassosi capitomboli e parapiglia”.
Non poteva mancare lo show del cagnolino abile in matematica, capace di abbaiare tante volte quante gliene chiedeva l’addestratore.
In fiera si potevano trovare anche l’ingoiatore di spade, il mangiatore di fuoco e l’uomo selvatico.
Ancora, ecco l’imbonitore che invitava a entrare nella baracca delle meraviglie, per vedere “tutto ciò che è mondo e non è mondo”, fino a che “all’uscita, per mantenere ad litteram la parola data, erano esposte alla vista del cliente un po’ deluso due bacinelle”: una con il riso “mondo” (cioè mondato: pulito e lucidato), l’altra con il riso che “non era mondo”, cioè frammisto alla pula, con tracce di sabbia e minuscole pietruzze.
Ma un luna park non poteva definirsi tale senza una giostra, fatta girare – al suono di tarantelle e marce allegre – da un cavalluccio bendato. La piattaforma girevole era formata da una corona circolare su cui erano posizionati cavalli a dondolo, carrozzelle e tinozze con due sedili (uno di fronte all’altro) e un volante in mezzo che consentiva di avviare un vorticoso e divertentissimo moto rotatorio.
I gruppi di ragazzi si esaltavano con le prove di forza, il tiro a segno e il tiro ai barattoli.
I bambini, invece, tra le bancarelle ricercavano i venditori della regôlizia (le stecchette di liquirizie), delle pipette rosse di zucchero caramellato, delle confetture colorate, dello zucchero filato, dei croccanti, dei torroncini e dei benisôni che mettevano a rischio la dentatura di chi tentasse di frantumarli.
Non meno invitanti, per i più golosi, erano le filze di castagne, che gli ambulanti si appendevano alle braccia e al collo, così come la frutta secca e i sciusciotôr, cioè le carrube, dal sapore dolciastro.
Ma, in passato come oggi, la festa era anche e soprattutto una fiera del bestiame, con “l’esposizione di tanti animali bipedi e quadrupedi; i suini in particolar modo, messi in bella mostra nella speranza di vederne premiata la corpulenza o in attesa di compratori”.
Fiera della Madonna di Rogoredo ad Alzate Brianza: come arrivare
La Fiera della Madonna di Rogoredo ad Alzate Brianza si svolge nel centro storico del paese e nei dintorni del Santuario della Madonna di Rogoredo, fino al confine con Brenna.

In particolare, l’area destinata alla fiera commerciale, con gli stand merceologici, è in via Santuario (fino al passaggio a livello) e in parte di via per Cantù. Nei prati accanto a via Santuario (tra il santuario e Brenna, dove termina il viale alberato) viene allestita la fiera zootecnica. Nello spiazzo tra via Santuario e via per Cantù vengono installate le attrazioni del luna park. Infine, in piazza Fiume si tengono gli spettacoli.
Se hai intenzione di arrivare ad Alzate Brianza in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di via Girola.
Preferisci arrivare ad Alzate Brianza in autobus? In tal caso puoi scegliere la linea C186 e scendere alla fermata di via Papa Giovanni XXIII. Da qui, lasciandoti i numeri civici pari sulla destra, incamminati lungo via Papa Giovanni XXIII e poi gira a sinistra in via del Lavatoio. Giunto alla rotonda, gira a destra in via Santuario: andando sempre dritto sarai giunto a destinazione.
Infine, volendo arrivare ad Alzate Brianza in treno, puoi fare riferimento alla stazione di Brenna-Alzate, servita dalla linea ferroviaria Como-Lecco. Uscito dalla stazione, vai a sinistra e, una volta giunto su strada asfaltata, gira a destra (in modo da lasciarti il passaggio a livello alle spalle). Andando sempre dritto, arriverai a destinazione. In alternativa, puoi fare riferimento alla stazione di Inverigo, servita dalla linea ferroviaria Milano-Canzo-Asso, e da qui prendere l’autobus della linea C145, scendendo alla fermata di via XXV Aprile.
Che cosa vedere ad Alzate Brianza
Ti piacerebbe andare alla Fiera della Madonna di Rogoredo? Allora potresti approfittare di questa occasione per visitare i luoghi storici o esplorare i sentieri più suggestivi di Alzate Brianza! Per sapere dove andare, ti basta dare uno sguardo al post qui sotto, che ti suggerisce dove passeggiare ad Alzate Brianza, indicandoti anche i migliori locali in cui puoi fermarti a pranzo o a cena nei dintorni.
Nel post qui sotto, invece, ti parlo della storia del Santuario della Madonna di Rogoredo, fulcro della fiera.
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Se vuoi sapere tutti i dettagli della prossima edizione della Fiera secolare di settembre della Madonna di Rogoredo, puoi consultare il sito web dedicato alla manifestazione, cliccando qui.
Per conoscere altre tradizioni storiche di Alzate Brianza, invece, puoi leggere il volume Alzate Brianza. Storia ambiente folclore di Luigi M. Gaffuri.
