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Villa Erba Odescalchi a Bovisio

Villa Erba Odescalchi a Bovisio Masciago

Villa Erba Odescalchi a Bovisio Masciago, che oggi ospita il municipio, è un’antica dimora aristocratica costruita nel XVII secolo. In questo post ti racconto la sua storia, strettamente correlata a quella della famiglia Erba Odescalchi e ai tanti cambiamenti a cui il borgo di Bovisio è andato incontro con il passare dei secoli. Buona lettura!

Il municipio di Bovisio Masciago

Situata in piazza Oreste Biraghi a Bovisio Masciago, Villa Erba Odescalchi è, oggi, sede del municipio locale.

La villa si sviluppa intorno a un cortile d’onore; la facciata principale è caratterizzata da un portico a cinque archi, mentre il lato posteriore si affaccia su un parco aperto al pubblico. L’ala destra presenta una torretta belvedere di forma quadrangolare, con una balaustra in ferro battuto.

La storia di Villa Erba Odescalchi a Bovisio Masciago

L’edificio fu costruito nel XVII secolo, probabilmente all’epoca del matrimonio – celebrato il 4 febbraio del 1621 – tra il nobile milanese Alessandro Erba e Lucrezia Odescalchi, esponente della famiglia aristocratica comasca degli Odescalchi.

A quel tempo, il borgo di Bovisio si sviluppava su due piazze, contigue tra loro: la piazzetta del mercato, accanto all’antica strada che collegava Milano con Como; e la piazzetta dell’abbeveratoio, o della fontana, che collegava Desio con Saronno.

Villa Erba Odescalchi, con il suo peculiare ingresso absidale, si affacciava sulla piazzetta del mercato.

Gli Erba Odescalchi erano soliti trascorrere diversi mesi all’anno a Bovisio, dove possedevano varie proprietà terriere.

Benedetto Odescalchi: papa Innocenzo XI

Tra gli esponenti di questa famiglia ci fu anche Benedetto Odescalchi, che tra il 1676 e il 1689 fu papa con il nome di Innocenzo XI.

Durante il proprio pontificato, egli donò il corpo del martire Bonifacio, che era stato rinvenuto nelle catacombe di San Callisto in Roma, al marchese Antonio Maria Erba, suo nipote e senatore del ducato di Milano.

La reliquia, autenticata da monsignor Giuseppe Eusanio (prefetto della Sacrestia Pontificia e vescovo di Porfireone), in un primo momento fu custodita nel Palazzo Erba Odescalchi di Como; successivamente fu trasferita nella villa degli Odescalchi a Lazzago, prima di essere ufficialmente donata alla chiesa di Bovisio.

La chiesa parrocchiale di Bovisio
La chiesa parrocchiale di Bovisio

Qui si trova ancora adesso, custodita all’interno di un’urna che – come riporta il sito Internet della Comunità Pastorale Beato Luigi Monti di Bovisio Masciago – presenta sul coperchio lo stemma di papa Innocenzo XI, lo stemma del Comune di Bovisio Masciago e lo stemma della famiglia Odescalchi.

Livio Odescalchi

All’inizio del Settecento, un nipote di papa Innocenzo XI era il proprietario di Villa Erba Odescalchi a Bovisio: si trattava di Livio Odescalchi, principe di Sirmio e duca di Bracciano.

Livio era nato a Como nel 1658, unico figlio maschio di Carlo Odescalchi e della marchesa Beatrice Cusani Visconti. Alla morte di suo padre, nel 1670, venne affidato alla tutela legale dello zio (Benedetto Odescalchi, appunto), all’epoca cardinale. Trasferitosi a Roma nel 1674, completò la propria educazione sotto la guida severa di Benedetto, che nel 1676 ascese al soglio pontificio.

Venuto a mancare lo zio papa, che gli aveva imposto una vita morigerata, Livio Odescalchi si dedicò al collezionismo d’arte, sua grande passione. Divenne, così, uno dei maggiori possidenti dell’Urbe, acquistando ville, castelli e palazzi nella campagna romana, dove si relazionava con nobili di alto rango.

Livio Odescalchi morì nel 1713, scapolo e senza figli, lasciando molti dei propri beni a Baldassarre Erba Odescalchi, nobile milanese figlio di un suo cugino, Antonio Maria dei marchesi di Mondonico: tra questi beni c’era anche la villa di Bovisio.

Curiosamente, Livio lasciò in eredità tutte le altre proprietà di famiglia di Bovisio al nipote Giovanni Benedetto Borromeo Arese (figlio della sorella di Livio, Giovanna Odescalchi, e del conte Carlo IV Borromeo Arese).

Così era scritto nel testamento, fedelmente riportato da Daniele Santambrogio dell’Associazione Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo: “[…] lascio al Sig.r Co. D. Giovanni Benedetto Borromei Aresi mio carissimo Nipote figlio del Sig.r Conte D. Carlo Borromei, e della Co. Me. Della Sig.ra Donna Giovanna Maria mia dilettissima sorella, la Tenuta, e tutti i beni di Bovisio in vicinanza circa dieci miglia di Milano per la strada di Como, Corpo il migliore delle mie Entrate nello Stato di Milano, a poco distante da Cesano, luogo dell’Ecc.ma Casa Borromei, eccettuata però la Casa, e Giardino cinto di mura contiguo, quali voglio restino per mio Erede, per suo Commodo, e pieno uso, e proprietà per il passaggio per Como, et ad ogni altro fine à suo arbitrio, e di tutti li Successori abasso chiamati”.

Villa Erba Odescalchi, dunque, rimase di proprietà della famiglia Erba Odescalchi per circa due secoli, fino a quando nel 1859 il palazzo fu acquisito da Guido Scotti.

Il borgo di Bovisio nell’Ottocento

A quei tempi, l’agglomerato urbano di Bovisio si sviluppava lungo l’asta del Seveso. Il centro era rappresentato dall’attuale piazza Oreste Biraghi, nella quale confluivano tre importanti strade:

  • via San Cristoforo (oggi via Marconi);
  • via Bovareccia, chiamata anche Bovereccia o Boereccia (oggi via Roma e via Bonaparte);
  • la Strada Provinciale della Comasina (oggi corso Italia e corso Milano).
Bovisio Masciago, via Guglielmo Marconi
Bovisio Masciago: via Marconi oggi

La toponomastica dell’epoca era strettamente correlata alle esigenze quotidiane e alla vita contadina: ecco, allora, via del Pozzo (oggi via Cavour), via del Cimitero (oggi via Cantù: il vecchio cimitero si trovava qui), la già citata via Bovareccia (correlata all’allevamento di bovini), via Bertacciola (così denominata per le Cascine Bertacciole, che segnavano il confine con Desio), e via Malgasciata o Melgasciata (dai malgasc, termine con il quale in dialetto venivano indicati i fusti di granturco senza la pannocchia), conosciuta anche come Strada al Quadrivio, poiché formava un quadrivio con la strada per Binzago e Varedo.

Come riporta il libro Il paese ritrovato. Storia di Bovisio Masciago dal 1850 al 1950 attraverso i documenti, alla fine dell’Ottocento la vita sociale di Bovisio, nei dintorni di Villa Erba Odescalchi, fu arricchita dall’arrivo della ferrovia.

Il Consiglio Comunale di Bovisio, nella seduta dell’8 giugno del 1876, decise di stanziare 4.400 lire affinché venisse introdotta “una ferrovia che partendo da Milano” andasse “ad Incino Erba secondo il progetto dell’Ingegnere Campiglio”.  L’assise, però, vincolò la concessione del sussidio ad alcune condizioni: “che la stazione di Bovisio venga ad essere stabilita in località non più distante da mezzo chilometro dal centro principale dell’abitato” e “che l’esercizio non contempli meno di tre corse giornaliere di andata e tre di ritorno”.

Venne richiesto, inoltre, che “almeno per il servizio della merce la linea Milano Erba venga ad essere congiunta alla stazione principale di Milano”.

Nello stesso periodo, anche il Consiglio Comunale di Masciago Milanese (all’epoca Bovisio e Masciago erano ancora due paesi separati) deliberò lo stanziamento di un finanziamento – pari a 3.000 lire – per il passaggio sul territorio di una strada ferrata. Anche in questo caso, si richiedeva che venissero contemplate almeno tre corse (andata e ritorno) al giorno e che la linea fosse collegata con la stazione principale di Milano.  

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Ma torniamo a Villa Erba Odescalchi: nel 1941, per volere del podestà Mario Gaffuri, il complesso fu acquisito dal Comune di Bovisio, che trasformò il palazzo in sede del municipio attraverso il progetto redatto dall’architetto Giacinto Zari.

Questi scelse di conservare l’originario impianto a U, che si può osservare ancora oggi, scegliendo di utilizzare materiali poveri come il ferro battuto, l’arenaria e l’intonaco e conferendo all’edificio quelle caratteristiche di stile che si sono mantenute fino ai giorni nostri.

Villa Erba Odescalchi a Bovisio
Villa Erba Odescalchi

Dove si trova Villa Erba Odescalchi a Bovisio Masciago: piazza Oreste Biraghi

La piazza su cui si affaccia Villa Erba Odescalchi, come detto, è intitolata a Oreste Biraghi, medico che morì nel campo di sterminio di Flossenbürg, in Germania.

Nato il 22 settembre del 1902 a Milano, Biraghi abitò a Bovisio in via Roma, al civico 20; fu arrestato dai repubblichini nel novembre del 1944 durante il rastrellamento compiuto contro il C.L.N. locale.

Venne, quindi, deportato nel campo di concentramento di Bolzano, dove rimase due mesi e mezzo.

Nel gennaio del 1945 fu trasferito nel lager di Flossenbürg, dove – obbligato a infettarsi – morì a causa del tifo l’8 marzo del 1945.

Nel lager, Biraghi incontrò il partigiano Vincenzo Pappalettera, che mezzo secolo più tardi – nel 1983 – avrebbe parlato di lui nel libro Nei Lager c’ero anch’io.

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