Home » Brianza comasca » Brenna » La Chiesetta di Olgelasca a Brenna
La Chiesetta di Olgelasca

La Chiesetta di Olgelasca a Brenna

La Chiesetta di Olgelasca a Brenna è un piccolo gioiello medievale protetto dai boschi del Parco della Brughiera Briantea. Nelle prossime righe ti aiuterò a scoprire la storia di questo antico oratorio raccontandoti aneddoti, leggende e curiosità; ti fornirò anche tutte le informazioni utili per visitarlo, con l’indicazione dei giorni e degli orari di apertura.

Olgelasca: la Chiesetta di Sant’Adriano

I boschi di Olgelasca, a breve distanza da Cantù, proteggono e accudiscono un tesoro immune al passare del tempo, praticamente invisibile agli sguardi degli automobilisti: la Chiesetta di Sant’Adriano.

Questo piccolo oratorio è un frammento vivente di Medioevo: un gioiello architettonico che custodisce tra le sue mura quasi millenarie una complessa stratificazione di storie, opere d’arte e antiche devozioni.

La Chiesetta di Sant'Adriano a Olgelasca, Brenna
La Chiesetta di Sant’Adriano a Olgelasca

Nelle prossime righe, ti porterò a Olgelasca per farti scoprire una geografia sacra fatta di silenzi e memorie remote che uniscono il rigore della ricerca storica e il brivido del mistero.

Dove si trova la Chiesetta di Olgelasca a Brenna

La prima domanda che sorge spontanea quando si visita la Chiesa di Sant’Adriano riguarda la sua posizione: perché si trova in un posto così isolato rispetto al nucleo urbano?

Nell’universo cristiano, le chiese storicamente nascevano nel cuore dei centri abitati, divenendo così simboli di aggregazione sociale e nodi di potere spirituale e temporale; Sant’Adriano, al contrario, si nasconde – ed è sempre stato nascosto – tra i boschi.

La ragione più plausibile di questa insolita marginalità è che, con tutta probabilità, l’oratorio medievale fu eretto sopra le strutture preesistenti di un antico tempio pagano.

Per l’edificazione dei templi, i culti pre-cristiani prediligevano siti appartati, radure boscose, alture o luoghi vicini a fonti d’acqua, in modo che il contatto con le forze della natura potesse essere più intimo e diretto.

Quando il cristianesimo iniziò a imporsi, non sempre distrusse i vecchi santuari: spesso sovrappose i propri altari a quelli antichi per incanalare la devozione popolare senza spezzarla. È ciò che accadde – per esempio – anche a Galliano (Cantù) con l’attuale Basilica di San Vincenzo.

Insomma, entrare oggi nella Chiesetta di Olgelasca significa calpestare un suolo che è sacro da millenni.

La Chiesetta di Olgelasca a Brenna
La Chiesetta di Olgelasca a Brenna, circondata dai boschi del Parco della Brughiera Briantea

L’oratorio che si può ammirare ai nostri giorni è il frutto di una lunga e complessa stratificazione di lavori: fu tra l’XI e il XII secolo che le monache benedettine del Monastero di San Vittore di Meda acquisirono la proprietà dell’antico edificio che sorgeva qui e lo fecero ristrutturare.

Chi era Sant’Adriano

La chiesetta nasconde un altro mistero su cui si sono interrogati gli esperti di storia locale: la dedicazione a Sant’Adriano.

Che cosa c’entra questo santo con la Brianza?

Adriano non è un santo comune nelle terre della diocesi milanese; ma, a dir la verità, anche nel resto d’Italia la devozione nei suoi confronti non è particolarmente sentita.

Proviamo a capirne di più.

Adriano fu un nobile cavaliere proveniente da Nicomedia (città dell’Anatolia situata nell’attuale Turchia), vissuto tra la fine del III e l’inizio del IV secolo. Dopo essere stato un ufficiale pagano alla corte imperiale, si convertì al cristianesimo con la moglie Natalia. Sotto l’imperatore Diocleziano fu imprigionato e martirizzato con un supplizio atroce: la frantumazione e il taglio degli arti.

Perché le monache di Meda scelsero proprio lui per l’intitolazione dell’oratorio?

Quasi sicuramente le benedettine, con un raffinato parallelismo agiografico, individuarono forti analogie tra la biografia di Sant’Adriano e quella di San Vittore, a cui – come ti ho detto – il monastero medese era intitolato. Tutti e due i santi erano giovani e nobili, cavalieri dell’esercito romano poi divenuti fieri martiri della fede cristiana.

C’è, poi, un’altra stranezza che riguarda il santo a cui è intitolato l’oratorio di Olgelasca: te ne parlerò nelle prossime righe.

L’interno della chiesa

I ritratti di Sant’Adriano

All’interno della chiesetta sono presenti ben due ritratti di Sant’Adriano, realizzati a distanza di due secoli l’uno dall’altro: una bizzaria iconografica che merita un approfondimento.

Nel semitamburo a sinistra dell’abside c’è la prima delle due effigi del santo: è l’immagine più antica della chiesa, databile tra il 1280 e il 1300.

Adriano è raffigurato nella classica postura ieratica “dell’orante”, con indosso una tunica rossastra stretta da una fascia e un mantello rosso-bruno.

Sul margine inferiore del dipinto, piccole lingue di fuoco toccano i piedi del santo.

Proprio questo dettaglio delle fiamme ha permesso allo studioso Oleg Zastrow, storico dell’arte ed esperto di cultura ecclesiastica cristiana, di identificare quell’orante in Sant’Adriano.

Le fiammelle sono il simbolo iconografico del miracolo della pioggia che, secondo la tradizione agiografica, spense il fuoco che – dopo lo smembramento del cadavere di Adriano – era stato acceso per bruciarne i resti.

Anche la posizione d’onore del dipinto nell’abside, l’area più sacra della chiesa, è un indizio per il riconoscimento di Sant’Adriano nel personaggio raffigurato.

Infine, la postura dell’orante e la foggia ricca degli indumenti rappresentati sono, dal punto di vista iconografico, peculiarità dei santi e dei martiri, come – appunto – Adriano.

Se si sposta lo sguardo sulla specchiatura destra dell’abside, si incontra l’altro ritratto di Sant’Adriano: l’esatto opposto cronologico rispetto al primo, visto che si tratta del dipinto più recente della chiesa (lo conferma la presenza di un’iscrizione esplicita con la data del 1497).

Qui Sant’Adriano muta pelle.

Non è più l’orante ieratico del Medio Evo, ma un raffinatissimo cavaliere rinascimentale dai lineamenti quasi androgini, femminei e imberbi: sul capo, i capelli biondi sono incorniciati da una gemma di rubino da cui partono filari di perle reali.

Immortalato in una leggera rotazione di tre quarti, Adriano indossa un manto violaceo foderato, una giubba damascata in nero su bianco e una veste color cachi con motivi rossicci; ai piedi calza stivali speronati; nella mano destra stringe la spada con la lama rivolta verso il basso (in segno di riposo), e nella sinistra la palma del martirio.

Perché, dunque, ci sono due immagini dello stesso santo nella stessa chiesa e, per di più, nello stesso spazio?

Per rispondere è necessario sapere che in epoca rinascimentale, tra il 1450 e il 1497, la Chiesetta di Olgelasca fu sottoposta a un rinnovamento decorativo.

La prassi tipica di questi casi prevedeva un intervento noto come scialbatura: in sostanza i vecchi affreschi venivano coperti con intonaco bianco, in modo che si potessero dipingere sopra i nuovi soggetti.

In origine, quindi, il Sant’Adriano del XV secolo avrebbe dovuto sostituire quello del XIII secolo. E così probabilmente fu, almeno in origine.

Tuttavia, lo strato duecentesco nel tempo è tornato alla luce, sia per il progressivo distacco dell’intonaco dovuto all’umidità sia per i vari restauri che si sono susseguiti: si è creato, pertanto, questo meraviglioso doppione.

La Madonna del Latte

La Chiesetta di Olgelasca è impreziosita anche da molti altri dipinti; all’interno di questa straordinaria e bellissima complessità iconografica, merita una citazione particolare la Madonna del Latte (Virgo Lactans) della parete settentrionale, risalente alla prima metà del Quattrocento.

La Vergine, con la corona poggiata sul capo, è raffigurata assisa su un trono nascosto da preziosi abiti damascati: il suo volto, fanciullesco, è aristocratico, austero ma sereno.

Tra le braccia tiene il bambin Gesù, che con una manina accarezza il seno scoperto della madre e con l’altra sostiene un cardellino: questo uccello, secondo la leggenda, estraendo una spina dalla corona che Cristo aveva in testa sul Calvario si macchiò con una goccia del suo sangue, prefigurando la Passione.

[Ti piace quello che leggi su questo sito? Segui la pagina Facebook di Viaggiare in Brianza per trovare ogni giorno contenuti simili (e tanto altro, ovviamente!)]

L’opera, purtroppo, è in condizioni non ottimali a causa dell’umidità che ne ha compromesso un’adeguata conservazione; recenti restauri, comunque, hanno permesso di staccare il dipinto e adagiarlo sulla parete in modo da contenere i danni.

Come visitare la Chiesetta di Olgelasca

La Chiesetta di Sant’Adriano, oggi, continua a vivere e a svelare i suoi segreti grazie all’impegno appassionato dei volontari che la tutelano, la promuovono e la tengono aperta.

In particolare, mi sembra doveroso menzionare Fabrizio Proserpio, Marco Ballabio e Anna Civello, autori degli articoli sul sito dedicato alla chiesa che ho utilizzato come fonti per la stesura di questo post.

Se vuoi vivere di persona l’esperienza di questo viaggio nel tempo a Olgelasca, l’oratorio è accessibile al pubblico con visite libere la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

La Chiesetta di Olgelasca
La Chiesetta di Olgelasca è aperta ai visitatori la domenica

Per l’organizzazione di visite guidate di gruppo o per aperture straordinarie, puoi inviare una richiesta all’indirizzo e-mail amicidisantadriano@libero.it o contattare direttamente i volontari tramite la pagina Facebook ufficiale Amici della Chiesetta di Sant’Adriano.

Se sei alla ricerca di un luogo dove la bellezza della natura dialoga nel silenzio con sacri enigmi arcani, mettiti in cammino e lasciati catturare dalla magia di Olgelasca: Sant’Adriano ti aspetta da quasi mille anni.

Vuoi sostenere Viaggiare in Brianza?






Viaggiare in Brianza è anche sui social network! Seguimi su Facebook, Instagram e X: avrai la possibilità di scambiare idee, condividere esperienze e chiedere consigli agli oltre 24mila follower che leggono i miei contenuti ogni giorno!

Già tante aziende hanno scelto Viaggiare in Brianza per promuovere il proprio business, pubblicizzare i propri servizi e farsi conoscere da decine di migliaia di persone. Se vuoi approfittare anche tu di questa opportunità, clicca qui sotto e scrivimi: leggerò con attenzione il tuo messaggio!

Ti segnalo, infine, il sito dedicato alla Chiesetta di Sant’Adriano, dove puoi trovare ulteriori approfondimenti storici e artistici su questo piccolo gioiello.

Ti è piaciuto questo post? Fallo conoscere ai tuoi amici!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *