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Cosa fare a Garlate, il lago

Che cosa fare a Garlate: guida per turisti

Che cosa fare a Garlate? Una passeggiata sul lago è d’obbligo se ti trovi da queste parti, ma non puoi lasciarti sfuggire l’occasione di scoprire le corti più suggestive e antiche del centro. Ecco, ancora, il Museo della Seta ospitato in una filanda settecentesca, prima di concludere la tua gita con una cena in agriturismo.

La città

Paese di meno di 3mila abitanti della Brianza lecchese, Garlate si affaccia sulle acque dell’omonimo lago. Il suo territorio fa parte del Parco Adda Nord, del Parco del Monte Barro, del PLIS del Monte di Brianza e della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino.

Sono dieci le frazioni di Garlate: Valmolina, Figina, Ronco, Ponte, Pescherino, Guzzafame, Calcherino, Barzago, Triulza e Sanvirio.

Che cosa fare a Garlate: i monumenti da vedere

Ti stai domandando che cosa vedere a Garlate? Potresti cominciare il tuo tour del paese dalla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, costruita tra il XVII e il XVIII secolo: si trova in via Marconi, all’incrocio con via Galbiate). Sulla parete meridionale, nel 2013 fu trovato un affresco, risalente al Trecento, raffigurante Sant’Antonio Abate.

Lasciandoti la chiesa sulla destra, percorri via Marconi fino all’incrocio con vicolo Valle d’Orco: alla tua sinistra puoi osservare la Giazzéra, edificio di forma ottagonale che fino al 1930 è stato utilizzato per la conservazione delle carni. La costruzione, risalente al XVIII secolo, si caratterizza per una volta in mattoni: qui ogni inverno venivano portati il ghiaccio e la neve, pressati con un cilindro di legno prima di essere messi a contatto con le carni.

Giunto alla fine di via Marconi, gira a destra in piazza Vittorio Veneto: al civico 2 c’è l’ingresso della Curt del Vignascia, dove negli anni ’20 del secolo scorso era in funzione il mattatoio. Qui, inoltre, trovavano posto il sabato i vari artigiani locali, dallo stagnino (che mostrava le padelle in rame stagnato) al sarto.

A sinistra, in piazza Vittorio Veneto 4, c’è la secentesca Villa Gnecchi, in passato appartenuta agli Gnecchi, la stessa famiglia che ha abitato Villa Gnecchi Ruscone a Verderio.

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Proseguendo, imbocchi via Risorgimento: sulla tua destra al civico 143 puoi osservare Palazzo Mantegazza Mauri, con un affresco dell’Annunciazione realizzato sulla facciata che risale al Quattrocento. Alla corte quadrangolare si accede tramite un portale in granito su cui è incisa la data 1688. Appartenuto nel Settecento alla famiglia nobiliare dei Meraviglia Mantegazza, l’edificio in seguito fu ribattezzato Cà di furestéri perché accoglieva i lavoratori dell’industria serica locale provenienti da tutto il Nord Italia.

Dopo pochi metri, gira a sinistra per raggiungere, in piazza Santo Stefano, la Chiesa di Santo Stefano, datata almeno al X secolo: da vedere all’interno l’altare maggiore, che fu realizzato da Giuseppe Bovara. Il cortile della casa parrocchiale, invece, ospita la lapide di Pierius, comandante della guardia del corpo al servizio del generale unno Odoacre morto nella Battaglia sull’Adda combattuta contro Teodorico nell’agosto del 490.

Ritornato in via Risorgimento, riprendi il tuo percorso e, dopo aver superato piazza Matteotti e via Volta, gira a destra in via Manzoni: passeggiando lungo questa strada, ti immergerai in un viaggio all’indietro nel tempo. Al civico 209 di via Manzoni, in particolare, si affaccia la Cà de la Masséra, la Casa della Massaia.

In via Manzoni 183 c’è la Curt de Checu, in cui si entra attraverso un portale a pietra a tutto sesto del Cinquecento. La parte esterna del caseggiato, invece, è del XVII e XVIII secolo. Subito dopo, girando a destra, puoi entrare nella Curt del Bèrghem, dove in passato ci si dedicava alla lavorazione dell’uva.

A questo punto potresti ritornare in via Risorgimento: gira a destra per raggiungere il civico 45, dove merita di essere vista Villa Testori De Capitani Nota anche come Villa Gadda, fa parte del complesso seicentesco di Villa Pozzi, che comprende un cortile interno e un grande parco con molti cedri del Libano. La villa ospita, nella volta del salone al pian terreno, un ciclo di affreschi opera di Cherubino Cornienti che riproduce il mito di Prometeo.

Arrivato in fondo a via Risorgimento, gira a sinistra in via Statale; dopo pochi metri, alla tua destra al civico 490 trovi l’ingresso del Museo della Seta Abegg. Ospitato da una filanda settecentesca in un giardino di gelsi che si affaccia sul lago, il museo è stato inaugurato negli anni ’50 del secolo scorso e permette di conoscere scoperte e strumenti dell’industria serica: accoglie, infatti, invenzioni e macchine per la lavorazione della seta (ancora funzionanti).

Puoi approfittare delle visite guidate previste il sabato e la domenica (in settimana solo su prenotazione). Il prezzo del biglietto è di 4 euro.

Il Museo della Seta di Garlate è solo uno dei tanti musei in Brianza che meritano di essere visitati: nel post qui sotto te ne faccio conoscere anche altri.

Di fronte all’ingresso del museo, in via Statale 497, c’è l’ultima risposta alla domanda “che cosa vedere a Garlate?”: è l’ex Villa Abegg, che oggi è sede del municipio. Costruita nel 1860 in stile tardo neo-classico, in passato ospitava all’ultimo piano un magazzino del complesso serico, mentre ancora adesso mantiene l’impianto di casa civile, con tanto di cucina dotata di camino e forno e un’ampia sala di ricevimento.

Che cosa fare a Garlate: gli itinerari naturalistici

Quando hai voglia di una passeggiata sul lago in Brianza, il lago di Garlate è la meta che fa per te, anche grazie alla pista ciclopedonale che prosegue lungo il lago di Olginate.

Cosa fare a Garlate, il lago
Il lago di Garlate

Il lago di Garlate è balneabile, ma sulla sponda opposta rispetto a Garlate: se vuoi fare il bagno devi andare a Vercurago o a Maggianico.

Questa è una delle location dove pescare in Brianza: per farlo devi essere in possesso della tessera federale della Fipsas. La zona di pesca inizia da Calcherino, più o meno all’altezza del civico 1963 di via Statale, e arriva fino a Olginate. Troverai, tra l’altro, alborelle, lavarelli, carpe, tinche e anguille.

Attorno al lago è presente una pista ciclopedonale molto comoda: puoi accedervi, per esempio, da via Statale all’altezza del civico 842. Non ci sono dubbi: questa è di sicuro una delle piste ciclabili in Brianza più suggestive.

Dove mangiare a Garlate

Tra i migliori ristoranti di Garlate ti segnalo Barbera & Champagne, ricavato in una vecchia cantina nel centro storico del paese, in via della Chiesa 37. Il locale è chiuso il lunedì sera.

Nell’elenco dei posti dove mangiare a Garlate non può mancare il Ristorante Nuovo, in via Statale 1122: tartare di ricciola agli agrumi, ravioli ripieni ai carciofi e tagliolini all’astice sono i punti di forza del menù.

Nel novero delle pizzerie di Garlate c’è Al Vecchio Kalkerin, in via Statale 1963, sempre aperto tranne il martedì sera.

In via Statale 1916 c’è un’altra ottima pizzeria a Garlate: si tratta di Grotta Azzurra, che mette a disposizione ben sette tipi di impasti differenti: da provare le pizze speciali, con ingredienti come la rucola selvatica, il carpaccio di manzo o il tartufo.

Se vuoi sapere dove fare aperitivo in Brianza puoi recarti al Taxi Lounge Bar, in via Statale 236, con vista sul lago.

L’Isla de Tortuga, in via Puncia 172, è un’altra location dove mangiare a Garlate che potresti prendere in considerazione: è pizzeria, birreria e steak house, e nel week-end propone anche musica dal vivo.

Infine, a Garlate trovi uno dei tanti agriturismi in Brianza da non perdere: è l’Agriturismo Il Ronco (Strada del Ronco 361), aperto a cena dal mercoledì alla domenica e a pranzo nel fine settimana (la prenotazione è vivamente consigliata). Il menù degustazione costa 35 euro a persona, mentre il menù alla carta è disponibile solo nei giorni feriali.

A proposito: in questo post ti consiglio altri agriturismi in Brianza che vale la pena di provare.

Come arrivare a Garlate

Come arrivare a Garlate in auto? Provenendo da Milano devi percorrere la SS 36 fino all’uscita di Lecco Bione; quindi mantieniti sulla sinistra per svoltare in via Don Ticozzi, così da imboccare lo svincolo per Pescate. Prendi l’uscita di Pescate e a quel punto vai sempre dritto: seguendo il lungolago giungerai a destinazione.

Provenendo da Lecco, percorri la SS 36 fino all’uscita per Pescate, e poi vai sempre dritto seguendo il lungolago.

A Garlate non ci sono stazioni ferroviarie. Per arrivare a Garlate in treno puoi fare riferimento alla stazione di Calolziocorte, servita dalla linea suburbana S8 di Milano e collegata, tra l’altro, con Monza, Arcore, Carnate, Osnago, Cernusco Lombardone, Olgiate Molgora e Airuno.

Per arrivare a Garlate in autobus puoi sfruttare la linea D50, che passa da Lecco, Olginate, Valgreghentino, Airuno, Brivio, Olgiate Molgora, Calco, Merate e Cernusco Lombardone.






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