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	<title>Viaggiare in Brianza</title>
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	<title>Viaggiare in Brianza</title>
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		<title>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:39:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è una delle attrazioni turistiche più interessanti e suggestive della Brianza lecchese. Non ne hai mai sentito parlare? È ora di rimediare! Leggi questo post, e scoprirai come raggiungere il traghetto e goderti gli splendidi panorami offerti dal fiume Adda tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è una delle attrazioni turistiche più interessanti e suggestive della Brianza lecchese. Non ne hai mai sentito parlare? È ora di rimediare! Leggi questo post, e scoprirai come raggiungere il traghetto e goderti gli splendidi panorami offerti dal fiume Adda tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Leonardo da Vinci e il traghetto di Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Traghetto di Leonardo a Imbersago</strong> è stato inventato davvero da Leonardo da Vinci? È questa la prima domanda che ci si pone quando si scopre questa perla della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brianza lecchese</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, vale la pena di chiarirlo subito: in base alle conoscenze di cui disponiamo al momento, non possiamo sapere se sia stato realmente il <strong>genio toscano</strong> a ideare questo traghetto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto probabilmente la risposta è no. Quel che è certo, però, è che Leonardo ne abbia studiato il progetto per lungo tempo, <strong>tra il 1506 e il 1507</strong>, anni in cui ebbe modo di soggiornare a Vaprio d’Adda. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese.jpg" alt="L'Adda nella Brianza lecchese" class="wp-image-27932" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto ormeggiato a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Leonardo, che trascorse più di 20 anni della propria vita in Lombardia, a Vaprio era ospite della villa del <strong>duca palatino Gerolamo Melzi</strong>: proprio il figlio di Gerolamo, Francesco, fu educato da Leonardo, di cui divenne il miglior allievo, ma anche amico ed erede sia spirituale che materiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A Vaprio Leonardo dedicò i propri<strong> </strong>studi alla natura e al moto delle acque, concentrandosi sulle <strong>correnti dell’Adda</strong> e del naviglio Martesana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>Codice Windsor</strong> (una serie di disegni – circa 600 – realizzati da Leonardo per i suoi studi artistici, anatomici e botanici e oggi custoditi in Inghilterra, presso la Royal Library di Windsor) è presente un disegno, datato 1513, relativo proprio al progetto del traghetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza.jpg" alt="Il fiume Adda in Brianza" class="wp-image-27930" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Va detto, però, che l’imbarcazione raffigurata in quel disegno dal genio toscano non si trovava a Imbersago, ma <strong>tra Vaprio e Trezzo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che il traghetto compaia in un <strong>disegno di Leonardo</strong>, dunque, non vuol dire che sia stato lui a inventarlo: più probabilmente, egli lo aveva rappresentato per comprenderne meglio il funzionamento. Ma questo non riduce lo stupore che questa attrazione suscita al giorno d’oggi!</p>



<h3 class="wp-block-heading">La storia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il traghetto con <strong>trasporto a fune</strong> tra Imbersago e Villa d’Adda diventò operativo a partire dal 1678. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli inizi del XX secolo fu costruito un nuovo <strong>traghetto leonardesco</strong>, che è “andato in pensione” nei primi anni ’90 per motivi di sicurezza, venendo sostituito da una sua versione più moderna: sempre rispettosa della tradizione, ma tecnologicamente all’avanguardia per resistere all’usura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è fatto il traghetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è affrancato a un <strong>cavo d’acciaio</strong> teso tra la sponda lecchese e quella bergamasca dell’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Adda</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’imbarcazione si muove grazie alla corrente del fiume: per questo motivo <strong>non è dotata di un motore</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza dell’acqua esercita una pressione sul <strong>timone</strong>, che è obliquo rispetto al flusso, così che l’imbarcazione non segua la corrente. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda.jpg" alt="Il traghetto di Leonardo sull'Adda" class="wp-image-27924" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Traghetto di Leonardo sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavo di acciaio consente di <strong>contrastare la spinta lungo il fiume</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui i due scafi sono in posizione obliqua, ecco che diventa possibile attraversare il corso d&#8217;acqua: da Imbersago, così, questo <strong>traghetto a mano</strong> raggiunge la riva di Villa d’Adda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Traghetto di Leonardo a Imbersago: cinque curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il traghetto è una delle tappe dell’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/ecomuseo-adda-di-leonardo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecomuseo Adda di Leonardo</a>: un <strong>ecomuseo </strong>che, all’interno del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Adda Nord</a>, segue il corso del fiume da Imbersago a Cassano lungo un percorso di oltre 20 chilometri che si sviluppa tra le province di Lecco, Monza e Brianza, Milano e Bergamo.</li>



<li>Il traghetto viene orientato attraverso il timone dal manovratore che, per dare la spinta iniziale, tira un <strong>bastone in ferro</strong> legato al cavo in acciaio.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="470" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo.jpg" alt="Il fiume Adda e il Traghetto di Leonardo" class="wp-image-27928" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo-300x176.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo-768x451.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda visto dall&#8217;ormeggio di Imbersago</em></figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il traghetto fu usato in passato anche da Angelo Giuseppe Roncalli, futuro <strong>papa Giovanni XXIII</strong>: originario della Bergamasca, egli raggiungeva Imbersago per recarsi al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/santuario-della-madonna-del-bosco-a-imbersago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Santuario della Madonna del Bosco</a>. A ricordare questa consuetudine del futuro pontefice c’è, ancora oggi, una lastra in marmo posta dall’amministrazione comunale di Imbersago “presso il traghetto che lo vide passeggero fino dall’infanzia”.</li>



<li>Sull’imbarcazione si possono caricare anche <strong>bici, auto e moto</strong>.</li>



<li>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago ha un “fratello” nel Lazio: un’imbarcazione identica, infatti, si trova nella Riserva Naturale di Nazzano, in provincia di Roma, e collega <strong>le due sponde del fiume Tevere</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Traghetto di Leonardo a Imbersago: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza del <strong>Traghetto di Leonardo a Imbersago</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'28.4%22N+9%C2%B027'22.5%22E/@45.7078829,9.4556073,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707882!4d9.456251?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazzale Leonardo da Vinci</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="455" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago.jpg" alt="Il Traghetto Leonardesco a Imbersago" class="wp-image-27926" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto e, sullo sfondo, la sponda di Villa d&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se decidi di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-auto/">arrivare a Imbersago in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi </strong>di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'26.6%22N+9%C2%B027'20.0%22E/@45.7073779,9.4549213,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707377!4d9.455565?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Donatori del Sangue</a> o di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'26.1%22N+9%C2%B027'22.6%22E/@45.7072449,9.4556243,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707244!4d9.456268?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Adda</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-treno/">arrivare a Imbersago in treno</a>? In tal caso, sappi che la <strong>stazione di Paderno Robbiate</strong> è quella più vicina. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-paderno-dadda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, gira a destra e incamminati lungo viale Roma, raggiungendo la Chiesa di Santa Marta; a questo punto svolta a sinistra in via Manzoni e continua fino a che non trovi via Airoldi sulla tua destra. Percorri via Airoldi fino all’incrocio con via Edison: attraversa e imbocca via Alzaia Naviglio. Ora vai sempre dritto, lasciandoti il fiume sempre sulla destra: dopo una piacevole camminata arriverai a destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nel caso in cui tu scelga di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Imbersago in autobus</a>, puoi utilizzare le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c46/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C46</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d50/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D50</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d70/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D70</a> e scendere alla <strong>fermata Provinciale 56</strong>. Da qui, incamminati verso la rotonda, dove girerai a destra in via Adda. Vai dritto fino a quando non trovi sulla tua sinistra una strada in discesa, via Donatori del Sangue: imboccandola, raggiungerai il lungofiume e il traghetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scoperto il Traghetto di Leonardo a Imbersago, perché non ne approfitti per visitare anche il resto del paese? Se non sai dove andare, puoi leggere il post qui sotto, che ti propone un itinerario completo che ti permette di sapere <strong>che cosa vedere a Imbersago</strong> e in quali ristoranti puoi fermarti a pranzo o a cena in paese.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0VLS3u7HRS"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/che-cosa-fare-a-imbersago-guida-per-turisti/">Che cosa fare a Imbersago: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare a Imbersago: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/che-cosa-fare-a-imbersago-guida-per-turisti/embed/#?secret=L91KjzIq6E#?secret=0VLS3u7HRS" data-secret="0VLS3u7HRS" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Cesano Maderno, il Portale del Serraglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:32:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Cesano Maderno]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino Arese Borromeo a Cesano Maderno]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Cesano Maderno il Portale del Serraglio, risalente al Seicento, stupisce chiunque lo osservi: non solo per il suo aspetto suggestivo, ma anche per la particolare posizione in cui si trova, nel bel mezzo di una stradina di un quartiere residenziale. Sei curioso di scoprire di più su questo monumento? Leggi il resto del post! [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Cesano Maderno il Portale del Serraglio, risalente al Seicento, stupisce chiunque lo osservi: non solo per il suo aspetto suggestivo, ma anche per la particolare posizione in cui si trova, nel bel mezzo di una stradina di un quartiere residenziale. Sei curioso di scoprire di più su questo monumento? Leggi il resto del post!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cesano Maderno, il Portale del Serraglio: un arco monumentale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Portale del Serraglio di Cesano Maderno</strong> è un arco monumentale risalente al XVII secolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">No, non provare a cercarlo nel centro storico o nelle sue immediate vicinanze, perché non lo troverai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungerlo, devi andare in un’”anonima” strada del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/cesano-maderno/il-molinello-a-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quartiere Molinello</a>, <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B037'56.7%22N+9%C2%B009'52.9%22E/@45.6324283,9.1637796,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.632427!4d9.16469?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDgxMy4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Beato Angelico</a>: qui l’arco svetta maestoso e imponente, quasi <strong>un intruso fra abitazioni e industrie</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che cosa ci fa qui?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplice: si tratta dell’arco del portale di ingresso di quello che un tempo era il Serraglio dei Borromeo, dove venivano allevati animali di grossa taglia come <strong>cervi, daini e cinghiali</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="507" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-portale-serraglio.jpg" alt="Cesano Maderno, il Portale del Serraglio" class="wp-image-33121" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-portale-serraglio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-portale-serraglio-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-portale-serraglio-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Portale del Serraglio di Cesano Maderno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’arco – la denominazione più appropriata è, appunto, Portale del Serraglio &#8211; si trova lungo il <strong>viale prospettico barocco</strong> in asse con il portale monumentale del muro di cinta del Giardino Arese Borromeo, con il portone di ingresso di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/palazzo-arese-borromeo-a-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palazzo Arese Borromeo</a> e con il portale trionfale di accesso al borgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel viale oggi non esiste più (perlomeno nella sua configurazione originaria); ma, in effetti, se dall’arco ti incamminassi verso il centro di Cesano, proseguendo in linea retta, arriveresti proprio al portale monumentale del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/cesano-maderno/il-giardino-arese-borromeo-di-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giardino Arese Borromeo</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A pochi metri dall’arco, tra l’altro, è presente una strada denominata <strong>via al Serraglio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ok, ma che cos’era questo Serraglio?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Che cos’è (o che cos’era) un serraglio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con la parola <em>serraglio</em> in italiano si fa riferimento a una struttura architettonica presente nei parchi pubblici o nei giardini dei palazzi nobiliari in cui, in passato, <strong>si tenevano uccelli o altri animali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non a caso, nel <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-di-monza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco di Monza</a> è presente ancora oggi la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/serraglio-dei-cervi-nel-parco-di-monza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Porta del Serraglio dei Cervi</a>, un arco ogivale affiancato da due torrette che fungeva da ingresso per il luogo – il serraglio, appunto &#8211; in cui erano rinchiusi gli animali <strong>destinati alle battute di caccia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola <em>serraglio</em> proviene dal tardo latino <em>serallium</em>, a sua volta derivato dal latino <em>serraculum</em>: etimologicamente, indica un luogo in cui gli animali erano <strong>chiusi e ingabbiati</strong> (come si può intuire se si pensa al verbo <em>serrare</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’idea di integrare un serraglio in una residenza grande e sfarzosa ha origini molto antiche: esisteva già all’epoca degli <strong>Egizi</strong>, quando presso le dimore dei faraoni erano ospitate varie specie di animali feroci o esotici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nei territori dell’<strong>Impero Romano </strong>i palazzi imperiali erano dotati di serraglio, ove non di rado trovavano posto elefanti, tigri e leoni importati dall’Africa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I serragli in epoca medievale lasciarono gradualmente spazio alle <strong>voliere</strong>, impiegate per l’allevamento di uccelli esotici o di falconi che venivano utilizzati per la caccia; ritornarono significativamente in auge, però, nel XVII secolo (proprio l’epoca a cui risale quello di Cesano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu in questo periodo che venne costruita la <em>ménagerie royale de Versailles</em>, vale a dire il <strong>Serraglio di Versailles</strong>, frutto del primo importante progetto concepito da Luigi XIV (il Re Sole): ospitava – fra l’altro &#8211; dromedari, struzzi, elefanti e pappagalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Luigi XIV</strong>, il serraglio era anche uno strumento politico, un mezzo per ostentare il potere: per questo egli diede al suo collaboratore Jean-Baptiste Colbert il compito di acquisire dalla Compagnia francese delle Indie orientali animali rari provenienti da ogni angolo del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo: per il Castello di Vincennes, Luigi XIV aveva concepito un altro serraglio, dedicato ai <strong>combattimenti fra animali selvaggi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moda del serraglio si diffuse, negli anni seguenti, <strong>in tutta Europa</strong>: basti ricordare il Palazzo di Het Loo nei Paesi Bassi, il Palazzo del Belvedere di Vienne in Austria, il Palazzo di Belém in Portogallo e il Palazzo di Sanssouci di Potsdam in Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I serragli potevano essere utilizzati per scopi diversi (anche con finalità scientifiche, per lo <strong>studio dell’anatomia comparata degli animali</strong>); ma, molto spesso, venivano sfruttati soprattutto per avere a disposizione carni destinate a rendere invitanti pranzi e cene di chi viveva a palazzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I serragli accoglievano, dunque, le <strong>fattorie</strong> in cui si allevavano gli animali; ma anche piccole costruzioni riparate per daini e cervi che, dopo essere stati allevati, venivano liberati nei parchi per le battute di caccia (un passatempo molto apprezzato all’epoca).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Com’era fatto il Serraglio di Cesano Maderno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ora torniamo a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/cesano-maderno/che-cosa-fare-a-cesano-maderno-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cesano</a> per scoprire qualcosa in più sul <strong>Portale del Serraglio di via Beato Angelico</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="475" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/arco-monumentale-molinello.jpg" alt="L'arco monumentale di Molinello" class="wp-image-33126" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/arco-monumentale-molinello.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/arco-monumentale-molinello-300x178.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/arco-monumentale-molinello-768x456.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Portale del Serraglio, situato a una delle due estremità del viale prospettico che attraversava Cesano</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come accennato, esso segnava il limite orientale del <strong>grande viale prospettico</strong> che aveva come elemento centrale Palazzo Arese Borromeo e che proseguiva dall’altra parte del palazzo in direzione della vecchia strada comasina, tagliando il centro del paese. Nel complesso, il rettifilo raggiungeva una lunghezza di circa tre chilometri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso fu ideato e <strong>realizzato nel Seicento</strong>: alla fine del XVII secolo, di fronte al portone di ingresso di Palazzo Arese Borromeo fu tracciato un viale che grazie a un ponte superava il torrente Seveso e arrivava fino all’antica strada comasina, così chiamata perché univa Milano e Como.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="539" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/viale-prospettico-palazzo-arese-borromeo.jpg" alt="Il viale prospettico di Palazzo Arese Borromeo" class="wp-image-33146" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/viale-prospettico-palazzo-arese-borromeo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/viale-prospettico-palazzo-arese-borromeo-300x202.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/viale-prospettico-palazzo-arese-borromeo-768x517.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Palazzo Arese Borromeo e piazza Esedra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per usare i riferimenti toponomastici di oggi: il viale da piazza Esedra proseguiva in piazza Vittorio Veneto e quindi in <strong>corso della Libertà</strong>, fino all’incrocio con corso Roma e via Volta (le due vie che seguono il percorso dell’antica comasina).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora adesso, questo incrocio è contraddistinto dalla presenza di <strong>due coppie di piloni con obelischi in pietra</strong>, eredità dell’epoca, collegati da mura che danno vita a due quinte semicircolari verso la strada: servivano ad accogliere, in maniera elegante e scenografica, chi entrava a Cesano arrivando da Como o da Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lungo il viale, accanto a quella che all’epoca era la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/cesano-maderno/lantica-chiesa-di-santo-stefano-a-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiesa parrocchiale di Santo Stefano</a> (divenuta da pochi anni un auditorium intitolato a Paolo e Davide Disarò), in un’area che fino a quel momento era occupata da un vigneto nacque la cosiddetta <strong>Contrada nuova</strong>, grazie alla costruzione di numerose corti a due piani: si concretizzò, così, un collegamento con la parte del borgo che circondava la chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito della chiesa: in origine essa era orientata in modo diverso rispetto a quello attuale, con la facciata che “guardava” verso il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Seveso</a>: nel 1665 venne riallineata in modo che si affacciasse direttamente sul viale (ma una traccia dell’antico orientamento si può individuare ancora adesso nel <strong>campanile</strong>, che non è in asse rispetto alla chiesa ma è posizionato in senso obliquo).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="510" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/auditorium-paolo-davide-disaro.jpg" alt="Auditorium Paolo e Davide Disarò" class="wp-image-33137" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/auditorium-paolo-davide-disaro.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/auditorium-paolo-davide-disaro-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/auditorium-paolo-davide-disaro-768x490.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antica chiesa parrocchiale di Cesano, intitolata a Santo Stefano: come vedi, il campanile è posizionato in &#8220;obliquo&#8221;</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1694, per decisione della contessa Giulia Arese, il viale venne prolungato fino alle pendici del terrazzamento che si trovava al confine con la <strong>brughiera delle Groane</strong>, in località ai Ronchi, dove c’era il casino di caccia utilizzato per l’uccellagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo tratto del viale fu denominato Viale dei Ronchi: esso si sviluppava in piena campagna, fuori dal borgo, <strong>tra vigneti, gelsi e campi coltivati a cereali</strong>; attraversava la località Incasate e la località Pozzobonello, superava il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/torrente-comasinella/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">torrente Comasinella</a> e terminava presso il Ronco di Sotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel luogo corrisponde al punto in cui, oggi, da <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B037'32.2%22N+9%C2%B008'04.2%22E/@45.6256267,9.1319231,506m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.625623!4d9.134498?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDgxMy4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corso della Libertà</a> ha origine via don Orione, la strada che porta all’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/cesano-maderno/oasi-lipu-di-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oasi Lipu</a>: ivi svettano le due colonne del portale dell’epoca, che segnalava il limite del viale verso la Groana. I tipici pilastri a bugne con in cima gli <strong>obelischi con palla</strong> rappresentano l’elemento ornamentale peculiare di tutto il viale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="512" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-pilastri-localita-ronchi.jpg" alt="Cesano Maderno, i pilastri in località Ai Ronchi" class="wp-image-33142" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-pilastri-localita-ronchi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-pilastri-localita-ronchi-300x192.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/cesano-maderno-pilastri-localita-ronchi-768x492.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I pilastri con gli obelischi presso il Ronco di Sotto, tra corso della Libertà e via don Orione</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ora torniamo a Palazzo Arese Borromeo per scoprire come, alle sue spalle, il viale proseguiva uscendo dal giardino: denominato <strong>Viale del Serraglio</strong>, seguiva il percorso corrispondente alle attuali via Alberto da Giussano e via Beato Angelico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, dal portale monumentale del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/giardino-arese-borromeo-a-cesano-maderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giardino</a> il viale attraversava la località al Dosso, per poi costeggiare oltre 800 metri la <strong>Roggia Borromeo</strong>, in mezzo alla campagna, tra gelsi e vigne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il viale raggiungeva, dopo circa un chilometro, il Serraglio, che aveva la forma di un <strong>grande recinto rettangolare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, come scritto nella <a href="https://www.vivereilpalazzo.it/doc/monografie/mon3_palazzo_arese_3_edizione.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monografia</a> <em>Palazzo Arese Borromeo: percorso storico-artistico</em> curata dall’<strong>associazione di volontariato culturale Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo, </strong>quel “recinto è scomparso, sacrificato allo sviluppo edilizio di Cesano Maderno, per lasciare il posto a case e capannoni”; “resta il solo arco d’ingresso, posto al centro della strada che gli gira attorno”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="520" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano.jpg" alt="Il Portale del Serraglio di Cesano" class="wp-image-33140" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una volta superato il portale di ingresso, per accedere al Serraglio bisognava girare a sinistra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Serraglio comprendeva anche una <strong>torretta in mattoni</strong> di due piani, che fungeva da colombera, e un cascinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esso occupava un’area di <strong>circa 30mila metri quadri</strong> e si estendeva più o meno nell’area compresa tra le attuali via Beato Angelico, via Monte Rosa, via al Serraglio e via Matera (al tempo conosciuta come strada campestre della Vigna).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al suo interno fluiva la Roggia Borromeo, che garantiva la disponibilità di <strong>acqua corrente fresca</strong> per gli animali che vi venivano allevati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Portale del Serraglio era chiuso con un <strong>cancello in ferro battuto</strong>; probabilmente non presentava la struttura in mattoni a vista che vediamo oggi, ma era rivestito con un intonaco che metteva in risalto il cornicione della trabeazione e le fasce a bugne. Anche il fastigio a trapezio ribassato della parte centrale ha perso tutti i rivestimenti e le decorazioni che c’erano in passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Curiosamente, il portale non era allineato con il muro di cinta, ma era collocato su una sporgenza, come elemento aggettante: in poche parole, era “di sbieco” rispetto al recinto. Il motivo? Daniele Santambrogio, nella <a href="https://www.vivereilpalazzo.it/doc/monografie/mon8_estremi_asse_barocco.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monografia</a> dell’associazione Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo intitolata <em>Il “Serraglio degli animali” e il “Ronco di sotto”: le due estremità dell’asse barocco di Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno</em>, ha ipotizzato che questa particolare configurazione planimetrica fosse dovuta a vincoli riguardanti le <strong>proprietà fondiarie altrui</strong> che non potevano essere modificati. Su tutti i lati, infatti, il Serraglio confinava con terreni che appartenevano alla parrocchia di Santo Stefano e, soprattutto, al Monastero di Sant’Agostino di Porta Nuova di Milano. Anche la strada campestre della Vigna rappresentava un vincolo significativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quindi, quando fu realizzato di preciso il Serraglio? Di preciso non si sa, ma <strong>di certo esso esisteva nel 1675</strong>: a quell’anno risale il primo documento che ne parla, una lettera datata 13 ottobre 1675 in cui il conte Vitaliano VI Borromeo chiedeva a Carlo Francesco Renato Della Chiesa, presidente della Camera dei Conti dello Stato Sabaudo, di agevolare l’invio di daini e cervi per il Serraglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Daniele Santambrogio ha ipotizzato che esso possa essere stato costruito ai tempi del conte Bartolomeo III Arese, che era morto nel 1674. Quale che sia la data precisa, certo è che il Serraglio di Cesano Maderno è stato <strong>il primo esempio di manufatto di questo tipo in Brianza</strong>: il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/monza/la-porta-del-serraglio-dei-cervi-nel-parco-di-monza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Serraglio dei Cervi del Parco di Monza</a>, infatti, è stato realizzato molto dopo, nell’Ottocento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="499" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/monza-porta-serraglio-cervi.jpg" alt="Monza, la Porta del Serraglio dei Cervi" class="wp-image-33133" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/monza-porta-serraglio-cervi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/monza-porta-serraglio-cervi-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/monza-porta-serraglio-cervi-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Porta del Serraglio dei Cervi nel Parco di Monza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Più certe, ahimè, sono le notizie relative alla <strong>demolizione del Serraglio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la Seconda Guerra Mondiale, <strong>l&#8217;area fu venduta</strong> dai Borromeo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente fu abbattuto il lato orientale del recinto, là dove furono costruite alcune case in via Monte Rosa. Il resto della struttura resistette solo poco tempo in più, venendo <strong>distrutto alla fine degli anni Sessanta</strong>: si salvò solo il portale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="493" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-maderno.jpg" alt="Il Portale del Serraglio di Cesano Maderno" class="wp-image-33122" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-maderno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-maderno-300x185.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portale-serraglio-cesano-maderno-768x473.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il portale è ciò che rimane dell&#8217;intera struttura del Serraglio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A Cesano Maderno il Portale del Serraglio, “popolarmente e impropriamente chiamato ‘Arco del Serraglio’” (come sottolineato nella monografia di Santambrogio), oggi è un <strong>emblema dello splendore barocco di un tempo</strong>: un monumento che si fa notare e ricordare non solo per il suo pregio artistico, architettonico e storico, ma soprattutto perché è totalmente estraneo rispetto al paesaggio che lo circonda.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La monografia dell’associazione Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo dedicata a Cesano Maderno e al Portale del Serraglio evidenzia anche che è tutto il lungo viale prospettico, unitamente alla presenza di Palazzo Arese Borromeo, a rendere Cesano Maderno <strong>una città con un’impostazione barocca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>impronta sei-settecentesca</strong>, infatti, è ben riconoscibile, anche se – scrive la benemerita associazione – “l’ambiente rurale originario è venuto meno, travolto da uno sviluppo urbano incontrollato che ha cancellato anche alcuni elementi peculiari di questo grande sistema barocco”.</p>



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		<title>Lurago d&#8217;Erba, la Chiesa di San Giovanni Evangelista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza comasca]]></category>
		<category><![CDATA[Lurago d'Erba]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Casati]]></category>
		<category><![CDATA[Battistero di Lurago d'Erba]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lurago d'Erba]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lurago d'Erba]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Giovanni Evangelista a Lurago d'Erba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Lurago d’Erba la Chiesa di San Giovanni Evangelista non è solo un monumento, ma il simbolo di una comunità davvero tenace. In questo post ti racconto tutta la sua storia ripercorrendo le tappe dell’incredibile saga locale che ha permesso a questo delizioso borgo della Brianza comasca di vedere nascere la sua parrocchiale. Buona lettura! [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Lurago d’Erba la Chiesa di San Giovanni Evangelista non è solo un monumento, ma il simbolo di una comunità davvero tenace. In questo post ti racconto tutta la sua storia ripercorrendo le tappe dell’incredibile saga locale che ha permesso a questo delizioso borgo della Brianza comasca di vedere nascere la sua parrocchiale. Buona lettura!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lurago d’Erba, Chiesa di San Giovanni Evangelista: la storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quando gli uomini falliscono e i loro progetti sembrano addormentarsi <strong>nel buio degli archivi</strong>, c’è una scintilla che continua a bruciare e a chiedere spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Lurago d’Erba la fatica di edificare la <strong>Chiesa di San Giovanni Evangelista</strong> si è intrecciata con i grandi drammi della storia italiana, dalle rivolte milanesi del 1898 alla tragedia della Grande Guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra lotte di quartiere, testamenti svenduti e preti licenziati, ecco la <strong>telenovela sacra</strong> di questo piccolo paese della provincia di Como.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="523" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/facciata-chiesa-parrocchiale-lurago-derba.jpg" alt="La facciata della chiesa parrocchiale di Lurago d'Erba" class="wp-image-35275" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/facciata-chiesa-parrocchiale-lurago-derba.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/facciata-chiesa-parrocchiale-lurago-derba-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/facciata-chiesa-parrocchiale-lurago-derba-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La facciata della chiesa parrocchiale di Lurago d&#8217;Erba</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il 10 giugno del 1752 giungeva in visita pastorale a <strong>Lurago d’Erba</strong> l’arcivescovo di Milano Giuseppe Pozzobonelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quell’occasione l’arcivescovo ebbe modo di osservare <strong>la chiesa parrocchiale del paese</strong>, intitolata a San Giovanni Evangelista, e tutti gli altri edifici sacri del territorio: la Chiesa di Santo Stefano tra Careggia e Colciago, il Santuario di Loreto (amministrato dai marchesi Crivelli), la Chiesa di San Rocco e di San Sebastiano (appartenente alla Confraternita dei Disciplini), la Cappella di Sant’Antonio (privata, di proprietà dei conti Sormani, che l’avevano ereditata dal marchese Federico Giussano) e la Chiesa di Sant’Antonio Abate di Calpuno (il cui patronato era dell’Abbazia di Sant’Antonio di Milano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cardinale Pozzobonelli, inoltre, si recò presso la Chiesa di San Giorgio, che <strong>era in condizioni pessime</strong> (al punto che l’anno successivo avrebbe ordinato di abbatterla e far erigere al suo posto una croce; in realtà poi la chiesa non fu demolita, ma venne adibita ad abitazione privata).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arcivescovo si trovò d’accordo con il parroco di Lurago, don Pietro Paolo Caldara, nel constatare che la Chiesa di San Giovanni Evangelista fosse troppo piccola (all’epoca il paese contava oltre 1.400 abitanti), e che pertanto <strong>fosse necessario costruirne una nuova</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Caldara, dunque, redasse <strong>un piano di finanziamento</strong> per la realizzazione di una nuova chiesa: egli stesso riteneva la parrocchiale esistente “la più infelice della Pieve”, perché era – parole del parroco – “stretta ed assolutamente incapace per capire i suoi parrocchiani”, e in più “disadorna, antica, oscura e direi quasi irregolare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per trovare i fondi economici necessari ai lavori, don Caldara aveva pensato di <strong>utilizzare l’eredità</strong> che era stata lasciata per le nubende da don Gerolamo Porta, che era stato parroco di Lurago tra il 1635 e il 1686: tale eredità “era stata malamente venduta, gravando i compratori di alcuni obblighi” (come riferito da Carlo Marcora nel libro <em>Lurago d’Erba. Note storiche</em>, volume da cui sono tratti gli altri virgolettati che troverai nel resto di questo articolo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parroco intendeva convocare i compratori in questione e giungere a un accordo con loro, liberandoli degli oneri facendo pagare loro un quinto di quanto avevano speso per <strong>accedere all’eredità</strong>, che “era stata venduta a vil prezzo, senza le debite autorizzazioni dei marchesi Crivelli, chiamati dal testamento del curato Porta ad esserne gli Amministratori”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Caldara, tuttavia, non fece in tempo a vedere concretizzarsi il proprio progetto, poiché <strong>morì nel giugno del 1753</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Come nuovo parroco di Lurago fu nominato il barzaghese Teodorico Redaelli, che, però, <strong>ebbe vita difficile in paese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Egli, infatti, non veniva riconosciuto dalle comunità di Careggia e di Colciago, che insieme contavano 500 abitanti e <strong>pretendevano un sacerdote apposta per loro</strong>: richieste che, però, venivano rifiutate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In più don Redaelli dovette difendersi dalle <strong>accuse del suo coadiutore</strong>, che lo aveva denunciato ai suoi superiori definendolo “ignorante, avaro, ingordo, maldicente, vendicativo, non adempiente i suoi doveri”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In difesa del parroco dovette intervenire direttamente il prevosto di Incino, Giuseppe Giudici, mentre <strong>il coadiutore fu licenziato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il clima non era dei migliori, insomma, e anche per questo il <strong>progetto di una nuova chiesa</strong> rimase dormiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il massimo che fece don Redaelli fu provare a ottenere un altare di marmo proveniente dall’oratorio soppresso nella Chiesa di San Pietro di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/cremella/che-cosa-fare-a-cremella-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cremella</a>, ma il suo tentativo non ebbe successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Redaelli morì nell’aprile del 1789, e al suo posto venne scelto come nuovo parroco il sacerdote oblato Antonio Pozzi: colui che, finalmente, riuscì a <strong>far ingrandire la parrocchiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24 maggio del 1790 i maggiorenti di Lurago (fra cui il <strong>conte Alessandro Sormani</strong>) presentarono alla Regia Intendenza Provinciale una richiesta di approvazione del progetto di ampliamento della chiesa: l’idea era quella di distruggere l’oratorio annesso alla parrocchiale per utilizzarne i materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima che le istituzioni dessero una risposta, venne sottoscritto un contratto con il capomastro Carlo Zari, per un costo di 4.600 lire; a Lurago, evidentemente, avevano molta fretta, visto che i lavori iniziarono <strong>senza che ancora fossero arrivate le necessarie autorizzazioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>burocrazia</strong>, comunque, non intralciò le operazioni: l’ampliamento della Chiesa di San Giovanni Evangelista fu ultimato nel 1794.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo passò… e, decennio dopo decennio, <strong>la popolazione aumentò</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel maggio del 1901 giunse a Lurago in visita pastorale il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, secondo il quale <strong>doveva essere costruita una nuova chiesa parrocchiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella <strong>visita pastorale</strong> fu densa di significato per il paese, anche perché l’ultima visita di un arcivescovo era stata quella di Pozzobonelli, un secolo e mezzo prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà il cardinal Ferrari sarebbe dovuto giungere a Lurago già nel 1898: il suo arrivo era previsto per il 22 maggio, ma quelli erano i giorni successivi alla rivolta di Milano, con <strong>lo stato d’assedio posto dal generale Bava Beccaris</strong>, la nomina di un Regio Commissario Straordinario e l’arresto di don Davide Albertario, direttore dell’<em>Osservatore Cattolico</em>: in una situazione simile l’arcivescovo non si sarebbe potuto spostare da Milano, e dunque la visita a Lurago era stata annullata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1901, invece, tutto filò liscio; in seguito a quella visita pastorale, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/lambrugo/che-cosa-fare-a-lambrugo-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lambrugo</a> venne staccata da Lurago e <strong>diventò parrocchia a sé</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cardinale Ferrari tornò a Lurago di nuovo – accolto dal parroco Luciano Cattorini – nell’aprile del 1907: in quell’occasione notò che la raccomandazione di sei anni prima – quella di <strong>costruire una nuova chiesa</strong> – non era stata presa in considerazione, e pertanto insistette di nuovo su questo punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altra parte, all’epoca Lurago contava ben <strong>più di 2mila abitanti</strong>, e la parrocchiale era effettivamente troppo piccola.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nuova chiesa parrocchiale di Lurago d’Erba</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Don Cattorini non stette con le mani in mano, e si adoperò per il progetto di <strong>un nuovo edificio sacro in stile basilicale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia nel novembre del 1910 don Cattorini morì; al suo posto venne nominato <strong>don Giuseppe Nava</strong>, in precedenza parroco di Ferno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo parroco diede l’impulso decisivo per la costruzione della nuova chiesa e per questo si rivolse a <strong>don Enrico Locatelli</strong>, parroco di Vergiate che negli anni precedenti si era già occupato della progettazione di diversi edifici sacri (per esempio la Chiesa di San Domenico di Legnano e la Chiesa di Sant’Anna di Besozzo Inferiore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione Diocesana <strong>approvò il progetto</strong> redatto da don Locatelli, e per trovare i fondi necessari alla costruzione della nuova parrocchiale venne aperta <strong>una sottoscrizione pubblica</strong>; un contributo prezioso giunse dal lascito del sacerdote luraghese Pietro Buzzoni, che dal 1868 era stato il prevosto di San Rocco a Milano (l’attuale parrocchia di Sant’Andrea a Porta Romana).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova chiesa sarebbe stata costruita nel punto in cui sorgeva quella vecchia, il che poneva un interrogativo: dopo l’abbattimento della parrocchiale e durante i lavori per la costruzione di quella nuova, <strong>dove sarebbero state celebrate le funzioni</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione più ovvia fu quella di optare per il vicino <strong>Santuario della Madonna di Loreto</strong> (l’attuale <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/battistero-di-lurago-derba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Battistero</a> di via Cavour).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="509" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-battistero.jpg" alt="Lurago d'Erba, il Battistero" class="wp-image-35271" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-battistero.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-battistero-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-battistero-768x489.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Battistero di Lurago d&#8217;Erba: in passato era il Santuario della Madonna di Loreto</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>prima pietra</strong> del nuovo edificio fu posata e benedetta dal cardinale Ferrari il 9 aprile del 1912, e… già un anno dopo la chiesa era pronta!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="584" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-chiesa-san-giovanni-evangelista.jpg" alt="Lurago d'Erba, la Chiesa di San Giovanni Evangelista" class="wp-image-35272" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-chiesa-san-giovanni-evangelista.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-chiesa-san-giovanni-evangelista-300x219.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-chiesa-san-giovanni-evangelista-768x561.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Giovanni Evangelista oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Consacrata dal cardinal Ferrari il 13 agosto del 1913 e pensata per accogliere 1.800 persone, la nuova parrocchiale <strong>era costata 160mila lire</strong>: una spesa che fu possibile sostenere anche grazie al contributo della popolazione locale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La torre campanaria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Mancava, però, il campanile. Don Nava pensò di erigerlo dopo la Prima Guerra Mondiale, suggerendo che esso avrebbe potuto svolgere anche la funzione di <strong>Monumento ai Caduti in Guerra</strong>: la comunità luraghese accolse con entusiasmo la proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>torre campanaria</strong> – costata poco più di 255mila lire – fu inaugurata nell’aprile del 1928 dal cardinale Eugenio Tosi, arcivescovo di Milano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="580" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-monumento-caduti.jpg" alt="Lurago d'Erba, il Monumento ai Caduti" class="wp-image-35268" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-monumento-caduti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-monumento-caduti-300x218.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lurago-erba-monumento-caduti-768x557.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il campanile della Chiesa di San Giovanni Evangelista è anche il Monumento ai Caduti di Lurago d&#8217;Erba</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Don Nava morì nel febbraio del 1942.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo parroco fu don Abramo Mauri, che ebbe la “pia e geniale idea di mettere sotto lo sguardo dei Luraghesi la buona immagine paterna di monsignor Nava”: infatti il 18 agosto del 1945 venne inaugurato un <strong>busto in bronzo</strong> che ritraeva don Giuseppe Nava realizzato dallo scultore locale <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/angelo-casati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Angelo Casati</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="513" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/busto-monsignor-giuseppe-nava.jpg" alt="Il busto di monsignor Giuseppe Nava" class="wp-image-35270" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/busto-monsignor-giuseppe-nava.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/busto-monsignor-giuseppe-nava-300x192.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/busto-monsignor-giuseppe-nava-768x492.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il busto di monsignor Giuseppe Nava</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il bronzo venne posizionato sull’architrave della <strong>porta di ingresso della torre campanaria</strong>, ed è qui che si può osservare ancora oggi: a memoria di colui che non solo consentì la costruzione della nuova chiesa (e della casa parrocchiale) di Lurago, ma soprattutto si mostrò sempre disponibile e generoso, in tempo di pace e in tempo di guerra, “sia per le necessità spirituali che per le necessità materiali con dedizione e carità estesa a tutti, di qualunque idea, di qualunque condotta fossero”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello sguardo in bronzo di don Nava è <strong>la firma finale su un&#8217;impresa epica</strong>: non custodisce soltanto il volto di un parroco generoso, ma l&#8217;anima di un intero popolo che ha saputo costruire la propria casa.</p>



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		<title>Villa Casana a Novedrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza comasca]]></category>
		<category><![CDATA[Novedrate]]></category>
		<category><![CDATA[Autobus C182]]></category>
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		<category><![CDATA[Villa Casana a Novedrate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In oltre tre secoli di vita, Villa Casana a Novedrate è stata protagonista di un bel pezzo di storia della Brianza. Prima cascina e poi residenza nobiliare, ma anche dimora di villeggiatura e rifugio per antifascisti, fino a diventare proprietà di una famosa multinazionale: leggendo il resto dell&#8217;articolo scoprirai ogni segreto riguardante questo splendido edificio. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/villa-casana-a-novedrate/">Villa Casana a Novedrate</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In oltre tre secoli di vita, Villa Casana a Novedrate è stata protagonista di un bel pezzo di storia della Brianza. Prima cascina e poi residenza nobiliare, ma anche dimora di villeggiatura e rifugio per antifascisti, fino a diventare proprietà di una famosa multinazionale: leggendo il resto dell&#8217;articolo scoprirai ogni segreto riguardante questo splendido edificio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le origini</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il simbolo di Novedrate è senza dubbio <strong>Villa Casana</strong>, magnifica dimora nobiliare con oltre tre secoli di storia alle spalle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risale al <strong>1704</strong>, infatti, il corpo originario della villa, cioè la parte centrale dell’attuale costruzione a U, rivolta verso il centro di Novedrate.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="466" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-vista-chiesa.jpg" alt="Villa Casana vista dalla chiesa" class="wp-image-26013" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-vista-chiesa.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-vista-chiesa-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-vista-chiesa-768x447.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Villa Casana vista dalla Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Conosciamo con esattezza la data perché la scritta 1704 può essere letta su un muro di una delle grandi <strong>cantine con il soffitto a volta</strong> presenti nel sottosuolo di questa parte del palazzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volere la costruzione della villa fu <strong>Antonio Francesco Manni</strong>, un ricco borghese dell’epoca, che fece realizzare il palazzo per poter controllare da vicino i terreni coltivati nei dintorni di cui era proprietario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimora, che al tempo aveva la configurazione di una <strong>cascina</strong>, sorgeva su un terreno di proprietà della chiesa, come quasi tutti gli edifici circostanti, in una zona che era adibita principalmente alla coltivazione del gelso e, quindi, all’allevamento del baco da seta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="460" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/facciata-villa-casana.jpg" alt="La facciata di Villa Casana" class="wp-image-26029" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/facciata-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/facciata-villa-casana-300x173.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/facciata-villa-casana-768x442.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il lato della villa affacciato sul giardino</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come racconta Felice Asnaghi nel libro <em>Novedrate. Storia ed immagini. Le origini e il Novecento</em>, i possedimenti di Manni venivano utilizzati per i pascoli e accoglievano <strong>boschi che fornivano legname</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cascina, che era circondata dalle abitazioni destinate ai braccianti e al personale di servizio, presentava diversi locali per le attività commerciali, grandi cantine sotterranee e, al pian terreno, un locale con torchio che veniva utilizzato per la <strong>produzione di vino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme con il giardino (che si estendeva su una superficie di circa tre pertiche), la villa e le abitazioni dei dipendenti costituirono quello che oggi può essere considerato il <strong>nucleo originario del paese di Novedrate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Furono proprio i Manni, tra l’altro, ad<strong> allargare la piazza della chiesa</strong>, situata davanti alla villa, e ad aprirla.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-umberto-novedrate.jpg" alt="Piazza Umberto a Novedrate" class="wp-image-26004" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-umberto-novedrate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-umberto-novedrate-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/piazza-umberto-novedrate-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso della villa su piazza Umberto I</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo erede della famiglia, forse un religioso, vendette la maggior parte dei possedimenti dei Manni, tra cui il palazzo, ad <strong>Antonio Toni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costui era un commerciante milanese che nel 1803, al termine di una rapida trattativa, rivendette il complesso al <strong>conte Giacomo Taverna</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Villa Casana a Novedrate e la famiglia Taverna</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia Taverna, preclara esponente del <strong>patriziato milanese</strong>, comprò altri terreni della zona e procedette alla costruzione di diverse abitazioni per i fittavoli e i contadini, ampliando così le attività agricole del territorio novedratese.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="454" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cane-stemma-famiglia-taverna.jpg" alt="Il cane nello stemma della famiglia Taverna" class="wp-image-26010" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cane-stemma-famiglia-taverna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cane-stemma-famiglia-taverna-300x170.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cane-stemma-famiglia-taverna-768x436.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo stemma della famiglia Taverna riprodotto sulla villa: un cane, seduto su un cuscino, che fissa una stella a otto raggi. La concessione alla famiglia Taverna del cane d&#8217;argento come parte dello stemma avvenne nel 1536 per privilegio imperiale da parte di Carlo V verso il gran cancelliere Francesco Taverna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1820, anche le ultime terre e gli edifici che ancora appartenevano ai Manni furono <strong>acquistati dal conte Taverna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu proprio in questo periodo che la villa fu sottoposta a lavori importanti, grazie a cui si trasformò da abitazione rustica a <strong>dimora nobiliare</strong> e di villeggiatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1830 al corpo originario venne aggiunto un braccio di costruzione nuovo che in seguito sarebbe diventato l’ingresso principale; si costruirono poi una piccola corte per i dipendenti, nuove scuderie e una <strong>ghiacciaia sotterranea</strong> con una grande scala di pietra. Qui la temperatura veniva tenuta sotto zero grazie alla neve e al ghiaccio che, durante l’inverno, venivano raccolti in un <strong>laghetto </strong>situato a un paio di chilometri di distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1847, furono realizzati dal lato opposto i fienili e le <strong>scuderie</strong>.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I terreni più vicini alla villa furono convertiti in <strong>giardini all’italiana</strong>, mentre i possedimenti più distanti divennero un parco con un roccolo per la caccia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="458" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/scuderie-villa-casana.jpg" alt="Le scuderie di Villa Casana" class="wp-image-26035" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/scuderie-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/scuderie-villa-casana-300x172.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/scuderie-villa-casana-768x440.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le scuderie </em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare degli anni, complici i progetti studiati dai <strong>più quotati architetti dell’epoca</strong>, la villa acquisì un aspetto sempre più elegante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Giacomo Taverna successe Carlo, che fu anche senatore del Regno d&#8217;Italia. Nel 1871 egli, non avendo avuto figli, lasciò tutte le proprietà di Novedrate al figlio di sua sorella Costanza, <strong>Luigi Isimbardi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="475" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-isimbardi.jpg" alt="Lo stemma degli Isimbardi" class="wp-image-26026" style="width:800px;height:475px" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-isimbardi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-isimbardi-300x178.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-isimbardi-768x456.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il bassorilievo in pietra dello stemma gentilizio degli Isimbardi con corona, elmo e svolazzi presente al centro della facciata sud della villa</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1907 la villa fu sottoposta a un significativo <strong>rimaneggiamento</strong>: il consistente deterioramento delle abitazioni dei dipendenti situate sul lato ovest della corte ne rese necessaria la demolizione, e la stessa sorte toccò alle scuderie.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="462" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/rimesse-villa-casana.jpg" alt="Le rimesse di Villa Casana" class="wp-image-26003" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/rimesse-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/rimesse-villa-casana-300x173.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/rimesse-villa-casana-768x444.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La villa e le scuderie viste dal cortile interno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ristrutturazione che ne seguì portò alla disposizione del complesso monumentale degli edifici attorno a un<strong> cortile centrale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="448" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cortile-villa-casana.jpg" alt="Il cortile di Villa Casana" class="wp-image-25998" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cortile-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cortile-villa-casana-300x168.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/cortile-villa-casana-768x430.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cortile intorno al quale si sviluppa il complesso di Villa Casana; sullo sfondo, la torre campanaria della Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A curare i lavori fu il <strong>conte Emilio Alemagna</strong>, architetto che era già stato reclutato dal marchese Luigi Isimbardi per rinnovare la facciata del suo palazzo milanese in via Monforte (Palazzo Isimbardi, appunto: oggi sede della città metropolitana di Milano).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/emilio-alemagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alemagna </a>trasformò definitivamente la villa da residenza di campagna a <strong>dimora di villeggiatura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo essersi occupato dell’ampliamento della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-dei-santi-donato-e-carpoforo-a-novedrate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiesa parrocchiale di Novedrate</a>, l’architetto si dedicò alla ricostruzione delle scuderie della villa di Isimbardi, create secondo lo<strong> stile dei cottage inglesi</strong>, con abbeveratoio in pietra scavata a mano, mangiatoia in ferro battuto e tetto in pietra di ardesia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="446" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-scuderie.jpg" alt="Villa Casana, le scuderie" class="wp-image-26025" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-scuderie.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-scuderie-300x167.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-scuderie-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le scuderie aggiunte con il progetto di Emilio Alemagna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alemagna, che da poco aveva scelto di accantonare l’attività pubblica per privilegiare le richieste dei committenti privati che gli lasciavano più libertà per le sue sperimentazioni, configurò i <strong>14 ettari del parco </strong>della villa trasformando lo stile italiano in stile inglese: i grandi viali rettilinei diventarono sentieri curvilinei che si districavano tra prati e alberi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="447" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/novedrate-villa-casana-scuderie.jpg" alt="Novedrate, Villa Casana e le scuderie" class="wp-image-26032" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/novedrate-villa-casana-scuderie.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/novedrate-villa-casana-scuderie-300x168.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/novedrate-villa-casana-scuderie-768x429.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La villa e le scuderie</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel luglio del 1910, il parco della villa – così come il resto di Novedrate – subì le pesanti conseguenze di un<strong> violento ciclone</strong> che si abbatté sulla zona, stroncando parecchi alberi ad alto fusto, compromettendo il patrimonio floreale e radendo al suolo diversi edifici in legno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguì, comunque, una rapida e accurata opera di <strong>rifacimento del parco</strong>, che in breve ritornò all’antico splendore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="445" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/giardino-villa-casana.jpg" alt="Il giardino di Villa Casana" class="wp-image-25986" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/giardino-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/giardino-villa-casana-300x167.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/giardino-villa-casana-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il grande prato davanti a Villa Casana</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alemagna progettò anche la <strong>cappella </strong>destinata ad accogliere le spoglie dei componenti della famiglia Taverna e della famiglia Isimbardi, la cui facciata era molto simile a quella della Chiesa di San Francesco da Paola di Milano (esistente ancora oggi e situata all’angolo tra via Montenapoleone e via Manzoni), ideata dallo stesso architetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi Isimbardi, che era sposato con <strong>Carolina Taverna</strong>, non ebbe figli; morì nel 1908 e venne tumulato nella cappella del parco della villa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La famiglia Casana</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1912, la dimora passò alla figlia del fratello di Carolina, Costanza, che l’anno successivo si sposò a Canonica Lambro con <strong>Pierluigi Casana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu a quel punto che il palazzo acquisì la denominazione che mantiene ancora oggi:<strong> Villa Casana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale matrimonio fu favorito da <strong>Roberto Casana</strong>, fratello maggiore di Pierluigi, che aveva avuto modo di conoscere la famiglia Taverna in occasione di un pranzo in onore del re Umberto I svoltosi il 28 ottobre del 1890 presso <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/villa-taverna-a-triuggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Villa Taverna a Canonica Lambro</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="439" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-villa-casana.jpg" alt="Lo stemma della famiglia Taverna in Villa Casana" class="wp-image-26022" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-villa-casana-300x165.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-villa-casana-768x421.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il bassorilievo in pietra con lo stemma della famiglia Taverna presente sulla facciata nord del cortile interno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso Roberto, a sua volta, avrebbe frequentato la Brianza dopo aver sposato<strong> Costanza Borromeo d’Adda</strong>, la cui famiglia era proprietaria di una <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/villa-borromeo-dadda-ad-arcore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">villa ad Arcore</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pier Luigi e Costanza nei primi anni di matrimonio usarono la villa di Novedrate solo come<strong> casa di campagna</strong>, visto che risiedevano con i figli Rinaldo, Cristina e Lavinia a Torino, città in cui Casana era nato e cresciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu con lo scoppio della<strong> Seconda Guerra Mondiale</strong> che la famiglia sfollò a Novedrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’8 settembre 1943, Rinaldo e Cristina entrarono nella <strong>Resistenza</strong>, e Villa Casana fu una delle basi della colonna Franchi, fondata e guidata dal conte Edgardo Sogno del Vallino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="438" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/parco-villa-casana.jpg" alt="Il parco di Villa Casana" class="wp-image-25993" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/parco-villa-casana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/parco-villa-casana-300x164.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/parco-villa-casana-768x420.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La facciata interna di</em> <em>Villa Casana </em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qui giungevano gli <strong>antifascisti </strong>che avevano bisogno di aiuto per attraversare il confine con la Svizzera; nelle cantine e nel solaio della villa, inoltre, trovarono rifugio molti soldati britannici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per questo motivo, nel 1945 Rinaldo fu arrestato e passò due mesi<strong> in carcere a San Vittore</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="po2b0Swoxq"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/novedrate-la-torretta-del-castello-airoldi/">Novedrate, la Torretta del Castello Airoldi</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Novedrate, la Torretta del Castello Airoldi&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/novedrate-la-torretta-del-castello-airoldi/embed/#?secret=Fut6SkjwSJ#?secret=po2b0Swoxq" data-secret="po2b0Swoxq" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption"><em>Se vuoi approfondire la storia dei Casana nel corso della Seconda Guerra Mondiale, puoi leggere il post qui sopra, dedicato alla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/torretta-del-castello-airoldi-a-novedrate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Torretta del Castello Airoldi di Novedrate</a>, che durante il conflitto fu utilizzata come rifugio per partigiani</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Terminata la guerra, le sorti della <strong>famiglia Casana</strong> erano ormai legate in maniera indissolubile a Novedrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1948 Cristina si sposò con il <strong>marchese Vittorio Amedeo di Seyssel d’Aix </strong>nella Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due anni più tardi Rinaldo divenne il<strong> primo sindaco del Comune di Novedrate</strong>, che aveva appena ottenuto l’autonomia amministrativa da Carimate, di cui era stato frazione fino a quel momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rinaldo Casana fu <strong>primo cittadino per quindici anni</strong>, e in seguito restò in consiglio comunale per altri cinque anni tra le file dell’opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stabilitosi definitivamente in paese, nel 1955 si sposò con la <strong>contessa Alessandra Collalto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all’attività di sindaco, si occupava dell’<strong>azienda agricola La Barozza</strong>, in cui venivano allevate centinaia di mucche di razza frisone canadese e bruna alpina.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="485" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-giardino.jpg" alt="Villa Casana, il giardino" class="wp-image-25973" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-giardino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-giardino-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-giardino-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Villa Casana vista dal parco</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni Cinquanta, intanto, Villa Casana veniva utilizzata come <strong>location di fotoromanzi</strong>: fra i protagonisti ci fu Mike Bongiorno, ma in quel periodo Novedrate fu frequentata anche da Mario Riva, Edy Campagnoli, Gino Latilla, Johnny Dorelli, Nunzio Gallo, Corrado Pani e Amedeo Nazzari, tutti immortalati sulle pagine dei rotocalchi femminili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Villa Casana a Novedrate e l&#8217;IBM</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1969 Rinaldo Casana, dopo aver fatto trasferire al cimitero di Novedrate le spoglie dei defunti che si trovavano nella cappella del parco, cedette la villa di famiglia alla <strong>multinazionale IBM</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Casana andarono a vivere a Blevio, sul lago di Como, mentre l’IBM nel 1972 affidò all’architetto Silvano Marinucci l’incarico di <strong>ristrutturare la villa</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="464" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/fondazione-ibm-italia-novedrate.jpg" alt="Fondazione IBM Italia a Novedrate" class="wp-image-25996" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/fondazione-ibm-italia-novedrate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/fondazione-ibm-italia-novedrate-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/fondazione-ibm-italia-novedrate-768x445.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un cartello nel parco della villa ricorda i tempi in cui la proprietà era della IBM</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno successivo nel parco venne inaugurata una nuova struttura moderna, in cemento e cristallo, progettata da Bruno Morassutti, destinata a svolgere la funzione di<strong> centro di istruzione residenziale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel nuovo edificio negli anni successivi avrebbe accolto i <strong>corsi di formazione</strong> (tra cui corsi di informatica per i neo-assunti) per i dipendenti di IBM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centro era munito di un <strong>albergo con quasi 300 camere</strong>, e – negli anni Settanta e Ottanta – arrivò ad accogliere ogni giorno tra le 500 e le 600 persone.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="452" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/edifici-ibm-novedrate.jpg" alt="Edifici IBM a Novedrate" class="wp-image-26018" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/edifici-ibm-novedrate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/edifici-ibm-novedrate-300x170.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/edifici-ibm-novedrate-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La struttura moderna costruita nel parco di Villa Casana e usata come centro di istruzione residenziale da IBM</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1989 la villa fu nuovamente ristrutturata, questa volta su progetto di Andrea Prandoni, mentre nel 2003 il <strong>centro studi IBM </strong>chiuse i battenti; l&#8217;edificio che lo ospitava è, attualmente, sede dell&#8217;università E-Campus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi sulla facciata esterna della villa, che si affaccia sulla piazza principale di Novedrate, è ben visibile lo <strong>stemma gentilizio della famiglia Taverna</strong>, in un bassorilievo in pietra in cui si notano le due effigi di altrettanti cani seduti sopra un cuscino che fissano una stella a otto raggi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="446" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna.jpg" alt="Lo stemma della famiglia Taverna" class="wp-image-26002" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-300x167.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/stemma-famiglia-taverna-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo stemma della famiglia Taverna sopra il portone di ingresso in piazza Umberto I</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tale stemma è riprodotto anche sulla facciata nord del cortile interno, che ospita anche lo <strong>stemma gentilizio degli Isimbardi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="441" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-stemma-famiglia-isimbardi.jpg" alt="Villa Casana, lo stemma della famiglia Isimbardi" class="wp-image-26007" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-stemma-famiglia-isimbardi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-stemma-famiglia-isimbardi-300x165.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/07/villa-casana-stemma-famiglia-isimbardi-768x423.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il bassorilievo in pietra con lo stemma della famiglia Isimbardi sulla facciata nord del cortile interno</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Villa Casana a Novedrate: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Villa Casana a Novedrate</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'58.2%22N+9%C2%B007'12.4%22E/@45.6994989,9.1194673,130m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.699498!4d9.120111?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Umberto I</a>. L&#8217;ingresso del parco, invece, è in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'54.7%22N+9%C2%B007'17.2%22E/@45.6985282,9.1199179,521m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.698526!4d9.121449?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Isimbardi 10</a>, dove c&#8217;è la sede di E-Campus. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="451" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/04/portineria-villa-casana-novedrate.jpg" alt="La portineria di Villa Casana a Novedrate" class="wp-image-27384" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/04/portineria-villa-casana-novedrate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/04/portineria-villa-casana-novedrate-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/04/portineria-villa-casana-novedrate-768x433.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La portineria di Villa Casana; accanto c&#8217;è l&#8217;ingresso del parco</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri ammirarla da vicino e hai in mente di&nbsp;<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-novedrate-in-auto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Novedrate in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei&nbsp;<strong>parcheggi&nbsp;</strong>di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'57.9%22N+9%C2%B007'16.5%22E/@45.6994129,9.1206123,130m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.699412!4d9.121256?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Mulino</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualora tu decida di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-novedrate-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Novedrate in autobus</a>, ti conviene utilizzare la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c182/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linea C182</a> e scendere alla <strong>fermata di via Isimbardi 1</strong>: piazza Umberto I è proprio di fianco alla fermata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">infine, nel caso in cui tu scelga di&nbsp;<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-novedrate-in-treno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Novedrate in treno</a>&nbsp;puoi fare riferimento alla&nbsp;<strong>stazione di Carimate</strong>. Uscito dalla&nbsp;<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-carimate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, lasciati il passaggio a livello alle spalle procedendo lungo via alla Stazione e vai sempre dritto, fino a quando non trovi un tornante in salita alla tua destra. Percorrilo e prosegui fino al semaforo: qui gira a destra e poi subito dopo a sinistra per entrare in via Lietti. Vai dritto e, una volta concluso il sentiero nel bosco, giungerai in via Porro, in fondo alla quale devi girare a destra. Sei, a questo punto, in via Como: dopo poche decine di metri troverai piazza Umberto I alla tua destra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Novedrate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scoperto Villa Casana a Novedrate, non puoi fare a meno di regalarti una passeggiata tra le vie e i sentieri del paese. Per sapere dove andare e quali sono i posti da non perdere, leggi il post qui sotto che ti segnala <strong>che cosa vedere a Novedrate</strong> e dove puoi fermarti a mangiare nei dintorni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="7EDzd2JVdI"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/che-cosa-fare-a-novedrate-guida-per-turisti/">Che cosa fare a Novedrate: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare a Novedrate: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/che-cosa-fare-a-novedrate-guida-per-turisti/embed/#?secret=QdglSaysv9#?secret=7EDzd2JVdI" data-secret="7EDzd2JVdI" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Il disastro di Seveso e l&#8217;Icmesa di Meda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Meda]]></category>
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		<category><![CDATA[Che cosa fare a Meda]]></category>
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		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disastro di Seveso fu un incidente industriale avvenuto il 10 luglio del 1976 che causò la diffusione nell’aria di una nube di diossina. In seguito a quell’evento fu emanata la direttiva europea 82/501/CEE, nota proprio con il nome di direttiva Seveso, che imponeva ai Paesi membri della UE di identificare gli stabilimenti a rischio. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/seveso/il-disastro-di-seveso-e-licmesa-di-meda/">Il disastro di Seveso e l&#8217;Icmesa di Meda</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il disastro di Seveso fu un incidente industriale avvenuto il 10 luglio del 1976 che causò la diffusione nell’aria di una nube di diossina. In seguito a quell’evento fu emanata la direttiva europea 82/501/CEE, nota proprio con il nome di direttiva Seveso, che imponeva ai Paesi membri della UE di identificare gli stabilimenti a rischio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disastro di Seveso e la diossina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un intero quartiere di Seveso gravemente inquinato da gas tossici&#8221;: così titolava un articolo del <em>Corriere della Sera</em> pubblicato a pagina 7 nell&#8217;edizione del <strong>17 luglio del 1976</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, il 17 luglio: ma il <strong>disastro di Seveso</strong> si era consumato una settimana prima. Era il 10 luglio, infatti, quando un&#8217;avaria del sistema di controllo di un reattore chimico verificatosi nell&#8217;azienda Icmesa aveva provocato la fuoriuscita di una nube di diossina, una sostanza estremamente tossica che si era così dispersa nell&#8217;atmosfera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Icmesa si trovava a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/meda/che-cosa-fare-a-meda-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meda</a>, al confine con Seveso: e proprio il paese di Seveso fu quello più colpito dall&#8217;<strong>ondata di veleno</strong> che si diffuse a causa dell&#8217;incidente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="457" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-17-luglio-1976.jpg" alt="Il Corriere della Sera del 17 luglio del 1976" class="wp-image-27814" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-17-luglio-1976.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-17-luglio-1976-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-17-luglio-1976-768x439.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il primo articolo del </em>Corriere della Sera<em> dedicato al disastro di Seveso fu pubblicato il 17 luglio del 1976, una settimana dopo l&#8217;incidente</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure ci vollero<strong> ben sette giorni</strong> prima che dell&#8217;evento si accorgessero i media italiani: quello pubblicato dal <em>Corriere </em>il 17 luglio, infatti, fu il primo articolo di un quotidiano nazionale dedicato alla vicenda. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un intero quartiere di Seveso è stato dichiarato zona invasa da gas tossici&#8221;, si leggeva nell&#8217;articolo, che poi aggiungeva: &#8220;A riprova della pericolosità dei gas dell&#8217;industria chimica l&#8217;ufficiale sanitario fa osservare che la vegetazione nella zona è ormai duramente compromessa: alberi secchi, prati ingialliti, animali che muoiono in continuazione e bambini intossicati&#8221;. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio quel 17 luglio, per effetto dell&#8217;ordinanza emessa il giorno prima dal sindaco di Seveso Francesco Rocca, furono posti intorno alla zona dei cartelli segnalatori di pericolo per la <strong>presenza di gas tossici</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso quell&#8217;ordinanza, il primo cittadino sevesino <strong>proibiva ai residenti di mangiare frutta e ortaggi</strong> che fossero stati a contatto con il terreno e vietava di toccare gli animali di San Pietro, cioè il quartiere situato nelle immediate vicinanze dell&#8217;Icmesa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prescriveva, inoltre, di lavarsi usando <strong>solo acqua fatta bollire</strong> e sterilizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disastro di Seveso: le conseguenze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Già il 18 luglio, la vicenda del disastro di Seveso arrivò sulla <strong>prima pagina</strong> del <em>Corriere</em>, in un articolo intitolato &#8220;Un gas misterioso che uccide piante e animali invade un paese: quattordici bimbi intossicati&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornalista Andrea Bonanni parlava di <strong>carcasse </strong>di &#8220;animali che muoiono in continuazione&#8221;, della &#8220;totale distruzione di fiori, frutta e ortaggi&#8221; e di quattrodici bambini &#8220;ricoverati in ospedale con sintomi che nessuno ancora riesce a spiegare&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="451" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/disastro-seveso-corriere-18-luglio-1976.jpg" alt="Il disastro di Seveso sul Corriere del 18 luglio del 1976" class="wp-image-27815" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/disastro-seveso-corriere-18-luglio-1976.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/disastro-seveso-corriere-18-luglio-1976-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/disastro-seveso-corriere-18-luglio-1976-768x433.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;articolo in prima pagina sul </em>Corriere della Sera<em> del 18 luglio 1976</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo si cominciava a capire che la situazione all&#8217;inizio era stata ampiamente e <strong>gravemente sottovalutata</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti il primo rapporto del dottor Francesco Uberti, chiamato a sostituire l&#8217;ufficiale sanitario Giuseppe Ghetti che era in ferie, aveva lasciato intendere che i <strong>danni della fuga di gas </strong>fossero limitati unicamente alle colture; ma già dopo pochi giorni ci si era accorti che stava accadendo qualcosa di più grave, con la moria degli animali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Cito ancora l&#8217;articolo di Bonanni: &#8220;Le bestie diventano sempre più apatiche, poi cominciano a perdere sangue dal naso, dalla bocca, muoiono nel giro di pochi minuti&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In più, anche i bambini iniziavano a mostrare i primi sintomi di <strong>irritazione cutanea</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="403" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/effetti-disastro-seveso.jpg" alt="Gli effetti del disastro di Seveso" class="wp-image-27817" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/effetti-disastro-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/effetti-disastro-seveso-300x151.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/effetti-disastro-seveso-768x387.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il </em>Corriere della Sera <em>del 18 luglio 1976 mostrava alcuni effetti del disastro di Seveso: fiori bruciati, animali morti e bambini in ospedale. I piccoli furono ricoverati nel nosocomio di Mariano Comense, dove i medici cercarono di individuare una cura che permettesse di guarire le ustioni</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A Seveso &#8211; scriveva Bruno Lucisano sul <em>Corriere </em>&#8211; le piante appaiono fittamente bucherellate e appassite e in via di distruzione: gli animali morti, soprattutto conigli, che si sono evidentemente nutriti di erbe inquinate, presentano sintomi di emorragia e di edema polmonare&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="459" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/unita-disastro-seveso-22-luglio-1976.jpg" alt="Unità e il disastro di Seveso del 22 luglio del 1976" class="wp-image-27834" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/unita-disastro-seveso-22-luglio-1976.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/unita-disastro-seveso-22-luglio-1976-300x172.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/unita-disastro-seveso-22-luglio-1976-768x441.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;articolo dell&#8217;</em>Unità<em> del 22 luglio del 1976 dedicato al disastro di Seveso</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">I giorni successivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia del disastro di Seveso ben presto valicò i confini nazionali. Il 27 luglio del 1976, per esempio, in Francia <em>Le Journal d&#8217;Antenne 2</em>, cioè il <strong>telegiornale di Antenne 2</strong>, apriva la propria edizione delle ore 20 parlando proprio di Seveso (<a href="https://www.ina.fr/ina-eclaire-actu/video/cab04013276/le-journal-a2-20h-emission-du-27-juillet-1976" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il link al tg di quella sera</a>).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="566" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/telegiornale-antenne-2.jpg" alt="Telegiornale Antenne 2" class="wp-image-27823" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/telegiornale-antenne-2.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/telegiornale-antenne-2-300x212.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/telegiornale-antenne-2-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un fotogramma tratto dal servizio dell&#8217;edizione del tg di Antenne 2 del 27 luglio del 1976 dedicato all&#8217;incidente di Seveso</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;incidente, il territorio dei paesi colpiti (non solo Seveso e Meda, ma anche parte di Barlassina, Cesano Maderno, Desio e Bovisio Masciago) fu suddiviso in tre zone distinte in base al livello di contaminazione: <strong>la zona A</strong>, dove la situazione era più grave, fu evacuata prima del 26 luglio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="550" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-seveso.jpg" alt="Il Corriere della Sera su Seveso" class="wp-image-27837" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-seveso-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/corriere-sera-seveso-768x528.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La prima pagina del </em>Corriere della Sera<em> del 27 luglio del 1976</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra la fine di luglio e l&#8217;inizio di agosto del 1976, più di 700 residenti di Seveso e Meda furono trasferiti in due hotel milanesi. Le abitazioni di oltre 40 famiglie <strong>dovettero essere distrutte</strong>; la maggior parte degli evacuati poté tornare nelle proprie case solo un anno e mezzo più tardi, alla fine del 1977. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="480" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/stampa-28-luglio-1976.jpg" alt="La Stampa del 28 luglio del 1976" class="wp-image-27840" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/stampa-28-luglio-1976.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/stampa-28-luglio-1976-300x180.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/stampa-28-luglio-1976-768x461.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;articolo dedicato a Seveso sulla prima pagina della </em>Stampa <em>del 28 luglio 1976. Emblematico il titolo: &#8220;Giorno per giorno la morte su Seveso mentre il pericolo veniva </em>&#8216;<em>ignorato'&#8221;. Nell&#8217;articolo a firma di Remo Lugli si legge fra l&#8217;altro: &#8220;Al pericolo reale di contaminazione si sovrappongono gli allarmi assurdi: cittadini di Seveso partiti per andare in ferie sono stati respinti da alberghi e pensioni; in un campeggio di San Benedetto sul Tronto avrebbero negato l&#8217;ingresso ad una famiglia con roulotte; sarebbero stati respinti persino dei mobili spediti da una fabbrica locale&#8221;</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto furono 240 le persone che a causa della diossina furono colpite da <strong>cloracne</strong>, una dermatosi che provoca cisti e lesioni; quasi tutti erano bambini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo il disastro di Seveso: il Bosco delle Querce</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli edifici della zona A &#8211; la più inquinata &#8211; <strong>furono demoliti</strong>, in modo che l&#8217;area venisse sgomberata sia dalla vegetazione che dalle abitazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>terreno della zona A </strong>fu completamente asportato fino a 80 centimetri di profondità e collocato in vasche: una a Seveso, una a Meda, una a Cesano Maderno e una a Bovisio Masciago.  </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="558" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/vasca-diossina-meda.jpg" alt="La vasca della diossina a Meda" class="wp-image-27821" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/vasca-diossina-meda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/vasca-diossina-meda-300x209.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/vasca-diossina-meda-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La collina sopra la vasca di Meda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle <strong>vasche </strong>furono collocati anche: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i macchinari che erano stati usati per gli scavi e le demolizioni;</li>



<li>il reattore da cui si era innescato l&#8217;incidente (sigillato all&#8217;interno di un sarcofago di cemento);</li>



<li>le macerie dell&#8217;Icmesa, demolita in quanto contaminata.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Al posto del terreno rimosso, fu collocato dell&#8217;altro terreno proveniente da aree non inquinate; in seguito si provvide a un rimboschimento che favorì la nascita di <strong>un grande parco naturale</strong>, il Bosco delle Querce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Bosco delle Querce oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Bosco delle Querce</strong> oggi è un meraviglioso parco compreso tra Seveso e Meda: te ne parlo in maniera approfondita nel post qui sotto, dove ti spiego anche quando è aperto e come fare per raggiungerlo. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="rJ5r8DDZTW"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/seveso/il-bosco-delle-querce-di-seveso-e-meda/">Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/seveso/il-bosco-delle-querce-di-seveso-e-meda/embed/#?secret=9fvGFXfAqH#?secret=rJ5r8DDZTW" data-secret="rJ5r8DDZTW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il film giapponese dedicato al disastro di Seveso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2001 il regista giapponese Satoshi Dezaki (che tra gli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80 aveva lavorato a due serie animate molto conosciute anche in Italia, <em>Lady Oscar </em>ed <em>Hello! Spank</em>) ha realizzato un <strong>film d&#8217;animazione</strong> dedicato proprio al disastro di Seveso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film si chiama<em> Inochi no Chikyuu: Dioxin no Summer</em>, e mette in scena gli eventi del 1976 visti attraverso gli occhi di <strong>un gruppo di bambini</strong>: Giulia, Angelo, Lucio, Enrico e Maria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film è disponibile su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fKT7vpcHys0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">YouTube</a>, ma solo in giapponese e con <strong>sottotitoli in inglese</strong>. </p>


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		<title>La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alzate Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza comasca]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare ad Alzate Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere ad Alzate Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La torre di Alzate Brianza è il simbolo del paese: situata in piazza Fiume, nel cuore del centro storico, “da quasi due millenni vigila le quattro strade che lì s’incrociano provenienti dai quattro punti cardinali”, come ha scritto uno storico locale di cui ti parlerò fra poco. Sei pronto a scoprire con me questo monumento? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La torre di Alzate Brianza è il simbolo del paese: situata in piazza Fiume, nel cuore del centro storico, “da quasi due millenni vigila le quattro strade che lì s’incrociano provenienti dai quattro punti cardinali”, come ha scritto uno storico locale di cui ti parlerò fra poco. Sei pronto a scoprire con me questo monumento?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia della torre</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A quando risale la <strong>torre di Alzate Brianza</strong>? Secondo Luigi M. Gaffuri, autore del libro <em>Alzate Brianza. Storia ambiente folclore</em>, potrebbe essere stata eretta tra il IV e il V secolo, ai tempi delle invasioni barbariche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edificio, nato come <strong>torre di vedetta</strong> e luogo di segnalazione per comunicare con altre torri della Brianza (di giorno con bandiere colorate, di notte attraverso imponenti falò), in seguito sarebbe diventato un vero e proprio <em>castrum</em>, per poi essere ulteriormente rinforzato in epoca bizantina e al tempo dei Longobardi, in parallelo con il generale rafforzamento di tutto il <em>vicus</em>, cioè il nucleo primitivo, del paese.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="522" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-torre-civica.jpg" alt="Alzate, la torre civica" class="wp-image-32518" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-torre-civica.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-torre-civica-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-torre-civica-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La torre civica di Alzate Brianza oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È stato ipotizzato che la torre sia stata il mastio centrale di un vero e proprio <strong>castello</strong>, demolito per volere di Galeazzo Visconti nella seconda metà del XIV secolo. In effetti Lodovico Melzi, nel suo libro dedicato alla storia di Somma Lombardo, scrisse che “Galeazzo, inetto a difendere la miriade di castelli di cui in quell’epoca era irta la nostra campagna, fece demolire quelli di Mozzate, Alzate, Varallo, Borgo Ticino, Arona, Invorio, Castelletto sopra Ticino”. Ma, visto che tutte le località nominate si trovano tra la Lombardia occidentale e il Piemonte orientale, è alquanto probabile che Melzi si riferisse al castello situato nella località di Alzate che oggi fa parte del comune di Momo, in provincia di Novara.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il pozzo, la fontana e il portico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio del XIX secolo, proprio al centro della piazza davanti alla torre di Alzate Brianza fu realizzato un <strong>pozzo comunale</strong>. Ne parlò anche lo storico e religioso Carlo Annoni nel 1835 nel suo volume <em>Monumenti e storia del borgo di Canturio</em>: “A spesa comunale venne ora aperto un pozzo a molta profondità nel centro della piccola piazza, che meglio sarebbe stato situato altrove”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il territorio di Alzate, in effetti, era sempre stato povero di acqua: i <strong>pozzi nei cortili</strong> raramente erano sufficienti a soddisfare le necessità quotidiane, come pure i lavatoi pubblici collocati in altura e quello situato lungo il viale del Santuario della Madonna di Rogoredo, che per altro era lontano dal centro, non facile da raggiungere per le massaie. E così toccava ai contadini recarsi alle sorgenti o addirittura andare fino al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lago-di-alserio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lago di Alserio</a> per prendere l’acqua necessaria a dissetare il bestiame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realizzazione del pozzo davanti alla torre fu, dunque, fondamentale. In un primo momento si era scavato fino a una profondità di poco meno di 7 metri, che però si era rivelata insufficiente. Ecco perché nel 1827 si era proseguito con lo scavo sfiorando i <strong>49 metri di profondità</strong>: così si poteva soddisfare il fabbisogno di acqua, che veniva portata in superficie per mezzo di una pompa a mano azionata tramite una imponente ruota in legno (poi sostituita, nel 1876, con una ruota in ghisa più resistente).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="542" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/disegno-giuseppe-elena.jpg" alt="Disegno di Giuseppe Elena" class="wp-image-32511" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/disegno-giuseppe-elena.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/disegno-giuseppe-elena-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/disegno-giuseppe-elena-768x520.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La piazza, la torre e il pozzo con la ruota in legno disegnati da Giuseppe Elena &#8211; litografia di Bertolotti (foto tratta dal libro </em>Alzate Brianza. Storia ambiente folclore<em>, proveniente dal volume</em> Lombardia pittoresca <em>del 1835</em>)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1840 si costruì, come copertura del pozzo, <strong>un portico a forma di tempietto</strong>. L’edicola, di forma circolare, fu realizzata in muratura e pietra e coperta con falde di ardesia; sotto, c’era una fontana in pietra, alimentata dall’acqua che veniva estratta dal pozzo. Questa struttura, di aspetto elegante e aperta da <strong>sei archi</strong>, “emulava, pure in tono dimesso, il romano tempietto della dea Vesta” (così Luigi M. Gaffuri nel libro <em>Alzate Brianza. Storia ambiente folclore</em>).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="539" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/tempietto-piazza-fiume-alzate-brianza.jpg" alt="Il tempietto di piazza Fiume ad Alzate Brianza" class="wp-image-32510" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/tempietto-piazza-fiume-alzate-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/tempietto-piazza-fiume-alzate-brianza-300x202.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/tempietto-piazza-fiume-alzate-brianza-768x517.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un&#8217;antica immagine del portico che copriva il pozzo (foto tratta dal libro</em> Alzate Brianza. Storia ambiente folclore<em>)</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione del portico comportò, però, un disagio: tra il tempietto e la torre, infatti, era presente una grande <strong>colonna crucifera</strong> che, essendo dotata di un ampio basamento, impediva il transito dei veicoli (che, fino alla realizzazione dell’edicola, potevano attraversare la piazza semplicemente aggirando la colonna). Nel 1866, pertanto, la colonna fu rimossa e spostata sulla piazza della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-dei-santi-pietro-e-paolo-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa dei Santi Pietro e Paolo</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="562" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portico-piazza-fiume-alzate-brianza.jpg" alt="Il portico di piazza Fiume ad Alzate Brianza" class="wp-image-32513" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portico-piazza-fiume-alzate-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portico-piazza-fiume-alzate-brianza-300x211.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/portico-piazza-fiume-alzate-brianza-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il portico con il pozzo: la croce è già stata rimossa (foto tratta dal libro</em> Alzate Brianza. Storia ambiente folclore<em>)</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio del Novecento anche l’edicola e la fontana lasciarono la piazza. Esse, però, non furono distrutte, ma vennero acquistate dallo scrittore <strong>Guido da Verona</strong>, che fece installare entrambe le strutture nella sua villa a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/capiago-intimiano/che-cosa-fare-a-capiago-intimiano-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intimiano</a> (l’ex <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-di-ariberto-a-capiago-intimiano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castello di Ariberto</a>, che oggi ospita i locali della biblioteca cittadina).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al posto dell’edicola fu collocato il <strong>Monumento ai Caduti</strong>, che poi venne spostato. Al centro della piazza venne quindi realizzato uno spartitraffico, a sua volta eliminato in seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimase, invece, il pozzo, che nel 1913 fu dotato di un impianto a motore che, sollevando l’acqua, alimentava una <strong>fontanella situata alla base della torre</strong>: un primo passo verso un servizio efficace di acqua potabile. Dal momento che non esisteva ancora un serbatoio per conservare l’acqua, questa veniva fatta fluire unicamente nelle ore in cui era previsto che il motore funzionasse: la popolazione veniva avvisata dell’apertura dell’acqua tramite la <strong>campanella della torre</strong>. Così, al suono della martinella, gli alzatesi (e le alzatesi) giungevano portando i <em>bàger</em>, cioè le aste in legno che servivano per trasportare, a mo’ di bilanciere sulle spalle, i secchi pieni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1920, all’interno della torre civica venne installato un grande <strong>serbatoio</strong>: così l’acqua poteva essere a disposizione della popolazione a qualunque ora, senza limitazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La torre e le leggende popolari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>pozzo davanti alla torre</strong> era così profondo che – narra una leggenda riportata da Gaffuri e che fino a qualche tempo fa gli alzatesi si tramandavano di padre in figlio – “gli antichi suoi scavatori dovettero, ad un certo punto, sospendere i lavori, perché sotto i loro piedi, ad ogni sosta, si udiva la voce pigolante di una massaia dell’altro emisfero che chiamava a raccolta i suoi pulcini!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un&#8217;altra storiella, sempre relativa alla torre, che è circolata in paese fino all’inizio del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si raccontava che, all’epoca in cui – all’inizio dell’Ottocento – le <strong>truppe francesi</strong> si erano acquartierate ad Alzate occupando anche il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/il-santuario-della-beata-vergine-di-rogoredo-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Santuario della Beata Vergine di Rogoredo</a>, una ragazza del posto finì nelle grinfie dei militari transalpini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fanciulla fu <strong>trascinata nella torre</strong>, ma riuscì a divincolarsi; non avendo altra via di fuga, corse su per le scale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivata in cima all’edificio, piuttosto che arrendersi e tornare fra le mani dei soldati preferì <strong>buttarsi nel vuoto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre era in volo – narra la leggenda – <strong>un angelo</strong> la prese per mano e la sorresse, consentendole di arrivare a terra illesa e di salvarsi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso Gaffuri, nel già citato volume <em>Alzate Brianza. Storia ambiente folclore</em>, rievoca “storie di passaggi segreti fra la torre d’Alzate ed i castelli di Fabbrica e di Monguzzo”. Realtà o fantasia popolare?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La torre di Alzate Brianza oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La torre civica di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/che-cosa-fare-ad-alzate-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alzate </a>è <strong>alta 22 metri</strong>: per arrivare in cima è necessario salire un centinaio di gradini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul lato che si affaccia su piazza Fiume, l&#8217;edificio riporta i nomi di alcune importanti <strong>città del mondo</strong> con l’indicazione del rispettivo orario (in riferimento al mezzogiorno in Italia). Fra le altre sono menzionate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>New York</li>



<li>Città del Messico</li>



<li>San Francisco</li>



<li>Papeete</li>



<li>Pechino</li>



<li>Singapore</li>



<li>Mosca</li>



<li>Atene</li>



<li>Londra</li>



<li>Parigi</li>



<li>Ginevra.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fanno bella mostra di sé, inoltre, una <strong>meridiana</strong> e un quadrante con coordinate geografiche.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="528" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/facciata-torre-civica-alzate.jpg" alt="La facciata della torre civica ad Alzate" class="wp-image-32516" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/facciata-torre-civica-alzate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/facciata-torre-civica-alzate-300x198.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/facciata-torre-civica-alzate-768x507.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La facciata della torre con gli orari di alcune città nel mondo quando ad Alzate sono le 12</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La torre è una delle tante location brianzole <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/LC190-00180/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">immortalate</a> dall’<strong>artista Alessandro Greppi </strong>nei suoi disegni, oggi custoditi dal Consorzio Brianteo Villa Greppi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre di Alzate Brianza: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>torre civica di Alzate Brianza</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B045'57.9%22N+9%C2%B011'03.5%22E/@45.7660959,9.1836653,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.766095!4d9.184309?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDcyOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Fiume</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi vederla da vicino (o visitarla quando è aperta) e hai in mente di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-ad-alzate-brianza-in-auto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare ad Alzate Brianza in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi</strong> di via <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B045'56.5%22N+9%C2%B011'07.2%22E/@45.7656919,9.1847013,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.765691!4d9.185345?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDcyOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anzani</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-ad-alzate-brianza-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare ad Alzate Brianza in autobus</a>? Puoi utilizzare le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c145" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C145</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c146" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C146</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c147" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C147</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c186" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C186</a> e scendere alla <strong>fermata di via XXV Aprile</strong>. Da qui, procedi tenendo i numeri civici dispari alla tua destra e gira nella prima strada a sinistra, via Diaz: andando sempre dritto, giungerai in piazza Fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nel caso in cui tu scelga di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-ad-alzate-brianza-in-treno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare ad Alzate Brianza in treno</a> puoi fare riferimento alla <strong>stazione di Alzate-Brenna</strong>. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-brenna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, vai a sinistra e, al termine della strada sterrata, gira a destra (in modo da lasciarti il passaggio a livello alle spalle) in via Santuario. Vai sempre dritto, supera il Santuario della Madonna di Rogoredo e – arrivato alla doppia rotonda – tieni la destra per proseguire su via Santuario. Continuando ad andare dritto, vedrai la torre proprio di fronte a te.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-brianza-torre-piazza-fiume.jpg" alt="Alzate Brianza, la torre di piazza Fiume" class="wp-image-32517" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-brianza-torre-piazza-fiume.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-brianza-torre-piazza-fiume-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/08/alzate-brianza-torre-piazza-fiume-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La torre civica di Alzate Brianza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La torre normalmente è chiusa al pubblico, ma viene aperta per eventi speciali e nei giorni della <strong>Fiera secolare di settembre della Madonna di Rogoredo</strong>: per l’occasione viene utilizzata per l’allestimento di mostre d’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi saperne di più su questa fiera, scoprire quando si svolge e conoscere la sua storia, puoi leggere l’approfondimento che le ho dedicato nel post qui sotto.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="xC39h1Mquc"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-fiera-della-madonna-di-rogoredo-ad-alzate-brianza/">La Fiera della Madonna di Rogoredo ad Alzate Brianza</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La Fiera della Madonna di Rogoredo ad Alzate Brianza&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-fiera-della-madonna-di-rogoredo-ad-alzate-brianza/embed/#?secret=vCeFmvIMQk#?secret=xC39h1Mquc" data-secret="xC39h1Mquc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone</title>
		<link>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/cassago-brianza/cassago-il-mausoleo-visconti-di-modrone/</link>
					<comments>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/cassago-brianza/cassago-il-mausoleo-visconti-di-modrone/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Autobus C146]]></category>
		<category><![CDATA[Autobus C147]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Ceruti]]></category>
		<category><![CDATA[Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione di Cassago Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Cassago il Mausoleo Visconti di Modrone, conosciuto anche con il nome di Sepolcreto Visconti, rappresenta una tappa obbligata durante una gita in Brianza. Simile nello stile al Duomo di Milano, è aperto solo in occasioni particolari, ma può essere ammirato dall’esterno sempre: leggi il resto di questo post per scoprire come raggiungerlo e visitarlo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/cassago-brianza/cassago-il-mausoleo-visconti-di-modrone/">Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il Mausoleo Visconti di Modrone, conosciuto anche con il nome di Sepolcreto Visconti, rappresenta una tappa obbligata durante una gita in Brianza. Simile nello stile al Duomo di Milano, è aperto solo in occasioni particolari, ma può essere ammirato dall’esterno sempre: leggi il resto di questo post per scoprire come raggiungerlo e visitarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: la storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il <strong>Mausoleo Visconti di Modrone</strong> è un vero gioiello architettonico, circondato dal verde di Tremoncino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="519" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago.jpg" alt="Il Sepolcreto Visconti a Cassago" class="wp-image-28674" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago-768x498.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo fa capolino tra la vegetazione</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un monumento in cui sono ospitate <strong>le tombe della famiglia dei Visconti di Modrone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettato dall’architetto <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/giovanni-ceruti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Ceruti</a> a partire dal 1884, fu portato a termine nel 1890.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="463" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago.jpg" alt="San Salvatore a Cassago" class="wp-image-28681" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago-768x444.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo circondato da cipressi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo venne edificato là dove in precedenza sorgeva l’<strong>antica Chiesa di San Salvatore</strong>, di origine medievale. Qui, fra l’altro, erano conservati i resti delle persone che erano morte per la peste che aveva colpito la zona nel XIV secolo. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="582" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto.jpg" alt="Cassago Brianza, il Sepolcreto" class="wp-image-28675" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto-300x218.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto-768x559.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;eleganza del mausoleo, costruito con il marmo di Carrara</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora adesso, all’ingresso della cripta sono presenti alcune teche che accolgono una parte delle <strong>ossa </strong>che vennero rinvenute quando la chiesetta fu demolita.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="479" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago" class="wp-image-28679" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago-300x180.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago-768x460.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il viale prospettico davanti al mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito: sai da dove arriva la <strong>parola <em>mausoleo</em></strong>? Le origini del nome vanno fatte risalire a un monarca asiatico, Mausolo, re di Caria, il quale venne sepolto, insieme con i suoi familiari, all’interno di una tomba monumentale in marmo impreziosita da varie statue che la moglie Artemisia aveva fatto costruire tra il 353 e il 350 avanti Cristo: si trattava del <strong>mausoleo di Alicarnasso</strong>, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, purtroppo poi distrutto da un terremoto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="550" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone.jpg" alt="Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone" class="wp-image-28680" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone-768x528.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo visto da un&#8217;altra angolazione</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il mausoleo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se il mausoleo di Cassago ti sembra assomigliare al <strong>Duomo di Milano</strong>, sappi che hai ragione e che non è un caso. I Visconti, infatti, nel concepire il monumento volevano proprio evocare l’eleganza e l’imponenza della cattedrale meneghina. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="469" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago.jpg" alt="Il Sepolcreto di San Salvatore a Cassago" class="wp-image-28684" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago-300x176.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago-768x450.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La bellezza del neogotico del mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Contribuisce a trasmettere una sensazione di imponenza anche la particolare posizione dell&#8217;edificio, situato in cima a una piccola collina a cui si accede percorrendo un<strong> viale prospettico di cipressi</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="521" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti.jpg" alt="Il viale di cipressi del Mausoleo Visconti" class="wp-image-28676" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti-768x500.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il viale di cipressi che conduce al mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo, realizzato in stile gotico internazionale con <strong>marmo di Carrara</strong>, ha una pianta ottagonale: ciò sta a simboleggiare l’ottavo giorno, vale a dire la resurrezione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="609" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti.jpg" alt="Il Sepolcreto Visconti" class="wp-image-28673" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-300x228.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-768x585.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo &#8220;tutto arieggiante con le sue cuspidi e i suoi finestroni ogivali sottili e slanciati&#8221;, come <a href="http://www.cassiciaco.it/navigazione/cassago/storia/nobili/visconti/guido_salvatore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scritto Luigi Beretta</a></em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">All’ingresso puoi notare lo<strong> stemma della famiglia Visconti</strong>, il biscione, accompagnato dal motto di famiglia, <em>Frangar non Flectar</em> (dal latino, traducibile come “mi spezzerò ma non mi piegherò”): indice di un’integrità morale assoluta, resistente a qualunque pericolo o minaccia. Il biscione – che oltre a essere l’emblema della casata nobiliare dei Visconti è anche il simbolo dell’Inter, di Fininvest, dell’Alfa Romeo e della città di Milano &#8211; è tipicamente raffigurato con un bambino tra le fauci. Compare, fra l’altro, nello stemma del Comune di Macherio, paese in cui i Visconti di Modrone vissero e fecero costruire edifici di pregio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="587" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti di Modrone" class="wp-image-28677" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-300x220.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-768x564.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La maestosità del monumento</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’entrata della cripta è racchiusa da due <strong>scale simmetriche</strong> che portano al piano superiore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="541" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti.jpg" alt="Cassago, il Mausoleo Visconti" class="wp-image-28672" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-768x519.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Mausoleo Visconti di Modrone</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto sono 35 i <strong>membri della famiglia Visconti di Modrone sepolti</strong> qui: quelli vissuti nel Settecento e nell’Ottocento si trovano al piano inferiore; quelli vissuti nel Novecento al piano superiore, nelle nicchie laterali. Ecco l&#8217;elenco completo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Marianna Fagnani marchesa Visconti di Modrone (1739-1814).</li>



<li>Contessa Visconti di Modrone nata Gonzaga principessa Aurelia (1768-1857), madre di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Carlo Visconti di Modrone (1770-1836), primo Duca Visconti di Modrone.</li>



<li>Duca&nbsp;Uberto Visconti di Modrone&nbsp;(1802-1850).</li>



<li>Conte Carlo Visconti di Modrone (1804-1873), fratello di Uberto.</li>



<li>Duchessa Giovanna nata marchesa di Gropallo (1805-1884), moglie di Uberto.</li>



<li>Conte Carlo Visconti di Modrone (1833-1837), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca Raimondo Visconti di Modrone (1835-1882), figlio di Uberto.</li>



<li>Conte Luigi Visconti di Modrone (1839-1879), figlio di Uberto.</li>



<li>Conte Gaetano Visconti di Modrone (1840-1844), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Guido Visconti di Modrone&nbsp;(1838-1902), figlio di Uberto. Fu <strong>sindaco di Macherio</strong> tra il 1878 e il 1882, ma anche consigliere comunale a Somma Lombardo e Besate e Senatore del Regno d’Italia.</li>



<li>Duchessa Ida Visconti di Modrone nata Rensi (1850-1915).</li>



<li>Duca&nbsp;Uberto Visconti di Modrone&nbsp;(1871-1923), figlio di Guido. Ricoprì le cariche di consigliere comunale a Milano e Senatore del Regno. Fu lui, inoltre, a volere la costruzione &#8211; nella conformazione attuale &#8211; di Villa Belvedere (nota anche come Villa Visconti di Modrone, appunto) a Macherio, attualmente <strong>di proprietà della famiglia Berlusconi</strong>.</li>



<li>Duchessa Marianna Visconti nata Groppallo (1870-1941).</li>



<li>Conte Giovanni Visconti di Modrone (1873-1931), figlio di Guido.</li>



<li>Conte Raimondo Visconti di Modrone (1877-1880), figlio di Guido.</li>



<li>Duca&nbsp;Guido Carlo Visconti di Modrone&nbsp;(1881-1967). Fu <strong>Senatore del Regno d’Italia</strong>.</li>



<li>Contessa Edoarda Visconti di Modrone nata Castelbarco (1881-1929).</li>



<li>Matilde Visconti di Modrone nata Marescalchi (1881-1973).</li>



<li>Contessa Maria Visconti di Modrone (1896-1981), figlia di Uberto.</li>



<li>Conte Guido Visconti di Modrone (1897-1899), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Marcello Visconti di Modrone&nbsp;(1898-1964), figlio di Uberto. Fondò un cotonificio a Vaprio d’Adda; fu <strong>podestà di Milano</strong> tra il 1929 e il 1935, periodo in cui venne inaugurato l’Idroscalo, e in seguito presidente del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.</li>



<li>Xenia Visconti di Modrone nata Berlingieri di Valle Perrotta (1901-1973).</li>



<li>Ruggero Visconti di Modrone (1906-1991).</li>



<li>Conte Emanuele Visconti di Modrone (1907-1945). Militare del Reparto Arditi Ufficiali RSI, morì il 2 maggio 1945 nella&nbsp;<strong>strage di Graglia</strong>, quando vennero uccisi 28 ufficiali appartenenti al 2°RAU (Raggruppamento Arditi Ufficiali della RSI ) che pochi giorni prima a Cigliano si erano arresi ai partigiani.</li>



<li>Conte Raimondo Visconti di Modrone (1907-1983).</li>



<li>Ferdinando Visconti di Modrone (1909-1963).</li>



<li>Conte&nbsp;Ottorino Visconti di Modrone&nbsp;(1909-1978). Fu <strong>attore </strong>con lo pseudonimo di Paolo Varna, recitando in tre film nella seconda metà degli anni ’30.</li>



<li>Filippo Visconti di Modrone (1913-1982).</li>



<li>Nucci Visconti di Modrone nata Cima (1921-1990).</li>



<li>Contessa Matilde Visconti di Modrone (1931), figlia di Marcello.</li>



<li>Conte Guido Visconti di Modrone (1941-1974).</li>



<li>Niccolò Visconti di Modrone (1920-2004).</li>



<li>Contessa Elena Visconti di Modrone nata Castellini (1914-2015).</li>



<li>Matteo Visconti di Modrone (1947-2023).</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Se non hai ancora iniziato a seguire la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook di Viaggiare in Brianza</a>, è il momento di farlo: ogni giorno potresti trovare nuove idee per gite, passeggiate ed escursioni a pochi chilometri da casa tua!]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">All’entrata della chiesa sono visibili <strong>quattro lapidi </strong>(due a destra e due a sinistra) in marmo nero che ricordano quattro membri della famiglia Visconti di Modrone:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il duca Carlo Visconti di Modrone, già sepolto nell’<strong>antica Chiesa di San Salvatore</strong> dopo la morte di apoplessia, avvnuta a Milano il 10 marzo del 1836.</li>



<li>Il duca Uberto Visconti di Modrone, pronipote di Carlo, che in occasione dei moti rivoluzionari della seconda metà degli anni ’40 dell’Ottocento fu <strong>costretto a fuggire in Svizzera</strong>, a Ginevra, dove morì nel 1850.</li>



<li>Il duca Guido Visconti di Modrone (a cui si devono la <strong>costruzione del mausoleo</strong> e quella dell’asilo infantile di Cassago), che fu presidente del Comitato di Gestione della Scala di Milano.</li>



<li>Il duca Uberto Visconti di Modrone, figlio di Guido, che come il padre fu presidente del <strong>Comitato di Gestione della Scala di Milano</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il <strong>Mausoleo Visconti di Modrone</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B043'58.8%22N+9%C2%B016'50.9%22E/@45.7330139,9.2795275,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.733012!4d9.280815?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via San Salvatore</a>, nella zona denominata <em>Mort de la Viscunta</em>, in località Tremoncino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="565" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo.jpg" alt="Cassago Brianza, il mausoleo" class="wp-image-28671" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo-300x212.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo-768x542.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso del monumento</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se decidi di ammirarlo da vicino e hai intenzione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-auto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago Brianza in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi </strong>di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B043'59.1%22N+9%C2%B016'56.1%22E/@45.7330739,9.2809495,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.733072!4d9.282237?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via San Salvatore</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-treno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago Brianza in treno</a>? Allora puoi fare riferimento alla <strong>stazione di Cassago Bulciago Nibionno</strong>. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-cassago-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, imbocca via Volta e vai sempre dritto fino alla rotonda che ti permette di girare a destra in piazza Duca Uberto Visconti di Modrone; poi tieni la destra per proseguire lungo via Sauro. Alla seconda rotonda, svolta a destra in via Tremoncino, e da qui prendi la seconda traversa sulla sinistra, via San Salvatore. Eccoti giunto a destinazione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">infine, nel caso in cui tu abbia in mente di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago in Brianza in autobus</a>, potrai utilizzare le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c146/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C146</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c147/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C147</a> e scendere alla<strong> fermata di Cassago Stazione Fs</strong>. Da qui, le istruzioni da seguire per raggiungere il mausoleo sono le stesse che ti ho indicato nel paragrafo precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: quando è aperto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo di Cassago Brianza viene aperto e può essere visitato in occasione dell’iniziativa <em>Ville Aperte</em> e nel mese di maggio, quando si celebra la <strong>Festa di Sajopp</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="540" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo.jpg" alt="Cassago, il mausoleo" class="wp-image-28670" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La festa di Sajopp a Cassago Brianza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sajopp è<strong> San Giobbe</strong>, a cui in passato ci si rivolgeva per chiedere che i bachi da seta non si ammalassero e che le loro uova non fossero invase dalle formiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come racconta Franca Pirovano nel libro <em>Sacro, magia e tradizioni in Brianza</em>, è sempre stato significativo il numero di riti – tra il sacro e il magico – legati alla <strong>bachicoltura</strong>, “allevamento importantissimo nell’economia della Brianza fino all’ultimo dopoguerra, ma anche assai difficile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>vita dei bachi</strong>, infatti, era spesso minacciata da malanni che si presentavano in maniera improvvisa e contro i quali non sembravano esserci rimedi: il <em>marciom</em> (cioè il giallume, a causa del quale i bachi smettevano di nutrirsi e morivano) e il <em>culcén</em> (cioè il calcino, patologia letale provocata dall’omonimo fungo parassita – da cui il termine <em>culcinèl</em>, che in dialetto brianzolo indicava una sensazione di malessere diffuso).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi insetti erano tanto preziosi per l’economia locale quanto fragili (erano sensibili al freddo, e se si ammalavano morivano nel giro di pochi giorni) e, per così dire, “schizzinosi”: la<strong> foglia di gelso</strong> (<em>foeuia de muròm</em>) di cui si nutrivano doveva essere triturata in un certo modo, e non doveva essere né secca né umida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché<strong> i brianzoli di un tempo</strong> seguivano prescrizioni ben precise per proteggere i <em>cavalé </em>(cioè i bachi): per esempio, le persone malate non vi si potevano avvicinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la credenza popolare, i bachi erano <strong>nati dalle piaghe di San Giobbe</strong>: non a caso in molte cascine e in molti cortili della Brianza ancora oggi si possono osservare affreschi che raffigurano il santo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume <em>Sacro, magia e tradizioni in Brianza</em> cui ho fatto cenno poche righe fa menziona &#8211; per esempio &#8211; il caso di Cascina Lanzano a Villa Raverio, a pochi chilometri da Tremoncino, in riferimento a un <strong>affresco di San Giobbe</strong>, ritratto a terra, sdraiato e sofferente, con le piaghe sulla carne nuda da cui germinano bachi che paiono andare in direzione delle fronde di un grande gelso situato dietro il santo. L’effigie di questa cascina, quando la bachicoltura era fondamentale nell’economia brianzola, era costante oggetto di una profonda devozione testimoniata dagli omaggi di fiori e lumi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La fede popolare – si legge nel volume – aveva dunque rielaborato il mito di Giobbe, traducendo in una provvidenza di tipo economico il premio accordato alla virtù dell’uomo giusto e paziente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a <strong>Tremoncino</strong>. Le origini della <a href="https://www.sajopp.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festa di Sajopp a Cassago</a> non sono note, ma si sa che l’evento già nel Novecento rappresentava una consuetudine affermata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="498" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino.jpg" alt="La Festa di Sajopp a Tremoncino" class="wp-image-32190" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo, fulcro intorno al quale tutti gli anni &#8211; nel mese di maggio &#8211; si svolge la Festa di Sajopp</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come viene raccontato <a href="https://www.cassiciaco.it/navigazione/associazione/attivita/sajopp/festa_sajopp.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul sito web Cassiciaco</a> dell’<strong>Associazione storico-culturale Sant’Agostino di Cassago Brianza</strong>, in passato la fiera agricola era l’occasione per provvedere alla benedizione delle “maestà”, vale a dire le “immagini sacre che sarebbero state affisse nelle case per invocare la protezione divina”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della festa, inoltre, veniva esposto<strong> un quadro risalente al XVII secolo</strong> che mostrava San Giobbe in un letamaio insieme con la moglie. Tale dipinto esiste ancora oggi, e si trova nella sede dell’associazione Sant’Agostino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="478" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti" class="wp-image-28678" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-300x179.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-768x459.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo &#8220;trafitto&#8221; da un raggio di sole</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila la <strong>Festa di Sajopp </strong>ha conosciuto un periodo di crisi e per qualche tempo non si è più svolta; per fortuna è stata organizzata di nuovo a partire dal 2006.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito è nata anche l’<strong>Associazione degli amici di Sajopp</strong>, che si propone di valorizzare non solo la festa di maggio, ma – più in generale – tutte le tradizioni culturali, religiose e sociali di Tremoncino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Cassago Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Mausoleo Visconti di Modrone è solo uno dei tanti posti che meritano di essere visti a Cassago Brianza. Per sapere quali sono gli altri e scoprire come raggiungerli, leggi il post qui sotto: ti propone un <strong>itinerario completo per una passeggiata a Cassago</strong>, indicandoti anche i locali in cui puoi fermarti a pranzo o a cena.</p>



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</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, non posso dimenticarmi di segnalarti il sito web di <a href="http://www.cassiciaco.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cassiciaco</a>, che propone tantissime notizie e interessanti approfondimenti sul Mausoleo Visconti di Modrone e sulla<strong> storia di Cassago</strong>.</p>
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		<title>Escursioni in Brianza: i boschi di Brenna</title>
		<link>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/brenna/escursioni-in-brianza-i-boschi-di-brenna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brenna]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza comasca]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Brenna]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Brenna]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Brenna]]></category>
		<category><![CDATA[Film girati in Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Linea ferroviaria Como-Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[Location cinematografiche in Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Brughiera Briantea]]></category>
		<category><![CDATA[Sentieri del Parco della Brughiera Briantea]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione di Brenna]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo cinematografico in Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi conoscere un nuovo itinerario per le tue escursioni in Brianza? Ti consiglio di raggiungere il paese di Brenna per percorrere il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea: l’ideale per una passeggiata (o una pedalata) in mezzo alla natura, fra boschi e panorami sorprendenti. Leggi questo articolo se sei curioso di saperne di più! [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Vuoi conoscere un nuovo itinerario per le tue escursioni in Brianza? Ti consiglio di raggiungere il paese di Brenna per percorrere il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea: l’ideale per una passeggiata (o una pedalata) in mezzo alla natura, fra boschi e panorami sorprendenti. Leggi questo articolo se sei curioso di saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Escursioni in Brianza: il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea</strong> si sviluppa tra la valle Sorda e la valle di Brenna. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="496" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza, il sentiero di Brenna" class="wp-image-31067" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-brenna-300x186.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-brenna-768x476.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una porzione del sentiero</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È un percorso ideale per gli appassionati di escursioni in Brianza, e può essere affrontato comodamente a piedi, con qualche tratto in dislivello non troppo impegnativo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="549" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-parco-della-brughiera-briantea.jpg" alt="Escursioni in Brianza nel Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-31012" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-parco-della-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-parco-della-brughiera-briantea-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-parco-della-brughiera-briantea-768x527.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La natura rigogliosa del Parco della Brughiera Briantea a Brenna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Privo di pericoli, è <strong>adatto anche ai bambini</strong>; tieni presente, però, che lungo il percorso non troverai fontanelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le uniche panchine in cui ti imbatterai, invece, saranno quelle presenti accanto alla <strong>stazione di Brenna-Alzate</strong>, più o meno a metà itinerario. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="560" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/panchine-stazione-brenna-alzate.jpg" alt="Le panchine alla stazione di Brenna-Alzate" class="wp-image-30983" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/panchine-stazione-brenna-alzate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/panchine-stazione-brenna-alzate-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/panchine-stazione-brenna-alzate-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Panchine e tavoli accanto alla stazione di Brenna-Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito: scoprirai che proprio questa stazione è stata scelta come location per uno dei tanti <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/turismo-cinematografico-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">film girati in Brianza</a>! Ma te ne parlerò in maniera più approfondita tra poco.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="545" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-linea-como-lecco.jpg" alt="La stazione di Brenna sulla linea Como-Lecco" class="wp-image-30986" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-linea-como-lecco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-linea-como-lecco-300x204.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-linea-como-lecco-768x523.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Brenna-Alzate, che incontrerai lungo il sentiero</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi affrontare questo sentiero <strong>anche in bicicletta</strong>; solo in pochi punti potrebbe essere necessario scendere dalla sella e condurre la bici a mano (dipende tutto dalla dimestichezza che hai con le pendenze).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="487" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza a Brenna" class="wp-image-30984" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-brenna-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-brenna-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un tratto del percorso, di facile fruizione sia a piedi che in bici</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La carta dei <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/sentieri-del-parco-della-brughiera-briantea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentieri del Parco della Brughiera Briantea</a> indica come tempo di percorrenza <strong>1 ora e 15 minuti</strong>: puoi tenere come punto di riferimento questa tempistica, fermo restando che vale la pena di concedersi, di tanto in tanto, delle soste che senza dubbio renderanno la gita più lunga (ma anche più piacevole).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="487" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-escursioni-brianza.jpg" alt="Brenna, escursioni in Brianza" class="wp-image-30985" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-escursioni-brianza-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-escursioni-brianza-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un altro tratto del sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un percorso ad anello, ma comunque il punto di arrivo è piuttosto vicino a quello di partenza: quindi non avrai bisogno di ripercorrere tutto il sentiero a ritroso per tornare alla tua macchina. Ti spiego tutto nel dettaglio nelle prossime righe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il punto di partenza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>ingresso del sentiero</strong> si trova a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/brenna/che-cosa-fare-a-brenna-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brenna </a>in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B044'42.4%22N+9%C2%B011'18.4%22E/@45.745108,9.1878019,140m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.745108!4d9.188447?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDUyOC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Venezia</a>: è segnalato da un cartello che indica la distanza (in minuti) dalla stazione di Brenna-Alzate e dalla valle di Brenna.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-1024x640.jpg" alt="Via Venezia a Brenna" class="wp-image-30975" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-1024x640.jpg 1024w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-768x480.jpg 768w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-1536x959.jpg 1536w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-venezia-brenna-2048x1279.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;imbocco del sentiero</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="518" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ingresso-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Ingresso del sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-30973" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ingresso-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ingresso-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ingresso-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello collocato all&#8217;ingresso del sentiero</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se arrivi in auto, puoi lasciare la macchina nel <strong>parcheggio</strong> di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B044'41.2%22N+9%C2%B011'13.0%22E/@45.744775,9.1863029,140m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.744775!4d9.186948?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDUyOC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza don Antonio Macchi</a> e percorrere il breve tratto asfaltato di via Venezia a piedi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="467" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/piazza-don-antonio-macchi-brenna.jpg" alt="Piazza don Antonio Macchi a Brenna" class="wp-image-30976" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/piazza-don-antonio-macchi-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/piazza-don-antonio-macchi-brenna-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/piazza-don-antonio-macchi-brenna-768x448.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il parcheggio di piazza don Antonio Macchi a Brenna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta entrato nel bosco, affronti un tratto di <strong>discesa</strong>, con un sentiero ampio e comodo che attraversa un bosco di querce. Dopo una curva a destra, il tracciato gira verso sinistra.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="545" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/curva-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Curva del sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-30979" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/curva-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/curva-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x204.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/curva-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x523.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La curva a destra dopo la discesa</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In breve, ti ritrovi a incrociare il sentiero che sale dalla <strong>valle Sorda</strong>: qui devi svoltare a sinistra (un cartello ti aiuta a non sbagliare strada).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="483" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-valle-sorda.jpg" alt="Il sentiero della valle Sorda" class="wp-image-30980" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-valle-sorda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-valle-sorda-300x181.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-valle-sorda-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;incrocio con il sentiero che giunge dalla valle Sorda: tu devi svoltare a sinistra</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Cartelli del sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-30987" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I cartelli ti suggeriscono di girare a sinistra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti attende una salita che ti porta in un <strong>boschetto di robinie</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="517" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-bosco-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza nel bosco di Brenna" class="wp-image-31040" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-bosco-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-bosco-brenna-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-bosco-brenna-768x496.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La salita: il fondo è sconnesso ma non eccessivamente impegnativo</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="526" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentieri-brenna-escursioni-brianza.jpg" alt="Sentieri di Brenna per escursioni in Brianza" class="wp-image-31043" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentieri-brenna-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentieri-brenna-escursioni-brianza-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentieri-brenna-escursioni-brianza-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Gradualmente l&#8217;ascesa si fa più dolce</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="523" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentieri-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza, i sentieri di Brenna" class="wp-image-31044" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentieri-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentieri-brenna-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentieri-brenna-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero è ben curato in tutte le sue parti</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero si dirama nuovamente: tu devi girare a destra.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="518" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/bivio-sentiero-brenna.jpg" alt="Bivio sul sentiero di Brenna" class="wp-image-31063" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/bivio-sentiero-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/bivio-sentiero-brenna-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/bivio-sentiero-brenna-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Qui devi proseguire verso destra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo lungo questa direzione, ti inoltrerai in un tracciato gradevole e largo. Non sottovalutare le insidie, però: in alcuni punti ai lati del percorso ci sono tratti scoscesi che potrebbero diventare pericolosi. Ti basta restare sul sentiero per scongiurare qualunque rischio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="509" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/parco-brughiera-briantea-sentiero-15.jpg" alt="Parco della Brughiera Briantea, il sentiero 15" class="wp-image-31064" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/parco-brughiera-briantea-sentiero-15.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/parco-brughiera-briantea-sentiero-15-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/parco-brughiera-briantea-sentiero-15-768x489.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero è segnalato anche su questa pietra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In breve tempo raggiungi un bivio che incrocia un <strong>tratto acciottolato</strong> molto suggestivo: devi andare a sinistra. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="526" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-longa-brenna.jpg" alt="Via Longa a Brenna" class="wp-image-31047" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-longa-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-longa-brenna-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-longa-brenna-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il bivio: tu devi andare a sinistra</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="555" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-brughiera-briantea-escursioni-brianza.jpg" alt="Cartelli sul sentiero 15 della Brughiera Briantea per escursioni in Brianza" class="wp-image-31048" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-brughiera-briantea-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-brughiera-briantea-escursioni-brianza-300x208.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/cartelli-sentiero-15-brughiera-briantea-escursioni-brianza-768x533.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Anche i cartelli ti indicano la direzione da scegliere</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="522" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-punt-cesar-brenna.jpg" alt="Il sentiero per il Punt de Cesar a Brenna" class="wp-image-31021" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-punt-cesar-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-punt-cesar-brenna-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-punt-cesar-brenna-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero acciottolato che conduce al </em>punt de Cesar </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti basteranno pochi passi per ritrovarti sul ponte che sovrasta la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/linea-ferroviaria-como-lecco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linea ferroviaria Como-Lecco</a>, chiamato dalle persone del posto <strong><em>ul punt de Cesar</em></strong> (il ponte di Cesare).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="508" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-punt-de-cesar.jpg" alt="Brenna, il punt de Cesar" class="wp-image-31058" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-punt-de-cesar.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-punt-de-cesar-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-punt-de-cesar-768x488.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il</em> punt de Cesar</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal ponte si può godere di una <strong>vista magnifica</strong> da entrambi i lati. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="518" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-vista-punt-cesar.jpg" alt="Escursioni in Brianza, la vista dal punt de Cesar" class="wp-image-31033" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-vista-punt-cesar.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-vista-punt-cesar-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-vista-punt-cesar-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La linea ferroviaria Como-Lecco sotto il</em> punt de Cesar</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A est, in particolare, hai l&#8217;opportunità di ammirare il complesso del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-durini-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castello Durini</a>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="516" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/castello-durini-punt-cesar.jpg" alt="Castello Durini e il Punt de Cesar" class="wp-image-31026" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/castello-durini-punt-cesar.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/castello-durini-punt-cesar-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/castello-durini-punt-cesar-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Castello Durini visto dal </em>Punt de Cesar</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Superato il ponte, si svolta a sinistra (come indicato dal cartello).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="514" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-cartello-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Escursioni in Brianza, cartello del sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-31032" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-cartello-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-cartello-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x193.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-cartello-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x493.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello che ti segnala di svoltare a sinistra dopo che hai attraversato il Punt de Cesar</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="485" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-escursioni-brianza.jpg" alt="Il sentiero della ferrovia Como-Lecco per escursioni in Brianza" class="wp-image-31049" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-escursioni-brianza-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-escursioni-brianza-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Da questo punto, il sentiero costeggia la ferrovia</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="511" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-brenna.jpg" alt="Il sentiero della ferrovia Como-Lecco a Brenna" class="wp-image-31052" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-brenna-300x192.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-ferrovia-como-lecco-brenna-768x491.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero; a sinistra c&#8217;è la ferrovia Como-Lecco</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Escursioni in Brianza: la stazione di Brenna-Alzate</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero costeggia la ferrovia, portandoti fino alla <strong>stazione di Brenna-Alzate</strong>, che merita una sosta ad hoc: non a caso, un pannello dedicato ne racconta la storia. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="494" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-alzate-escursioni-brianza.jpg" alt="La stazione di Brenna-Alzate, escursioni in Brianza" class="wp-image-31018" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-alzate-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-alzate-escursioni-brianza-300x185.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-alzate-escursioni-brianza-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Brenna-Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“La vecchia stazione delle Ferrovie dello Stato di Brenna-Alzate – si legge – conserva ancora molti elementi tipici del primo Novecento”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="538" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/pannello-informativo-stazione-brenna-alzate.jpg" alt="Il pannello informativo alla stazione di Brenna-Alzate" class="wp-image-31019" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/pannello-informativo-stazione-brenna-alzate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/pannello-informativo-stazione-brenna-alzate-300x202.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/pannello-informativo-stazione-brenna-alzate-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il pannello informativo che racconta la storia della stazione di Brenna-Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qui, tra l’altro, nel mese di novembre del 1999 sono state girate alcune scene del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/film-girati-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">film</a> statunitense <em>The Luzhin Defence</em> (conosciuto in Italia come <em>La partita – La difesa di Lužin</em>), diretto dalla regista neerlandese Marleen Gorris.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="521" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-ferroviaria-brenna-alzate.jpg" alt="Stazione ferroviaria di Brenna Alzate" class="wp-image-31025" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-ferroviaria-brenna-alzate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-ferroviaria-brenna-alzate-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-ferroviaria-brenna-alzate-768x500.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La linea ferroviaria Como-Lecco e la stazione di Brenna-Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il film – arrivato nei cinema nel 2000 &#8211; racconta di un campione di scacchi, Aleksandr Ivanovich Luzhin (interpretato da <strong>John Turturro</strong>), che nei primi anni Venti del Novecento giunge in una città del Nord Italia per partecipare a un torneo internazionale di scacchi e incontra, prima della competizione, una donna (interpretata da Emily Watson) di cui si innamora.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="523" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/emily-watson-stazione-brenna.jpg" alt="Emily Watson alla stazione di Brenna" class="wp-image-31016" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/emily-watson-stazione-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/emily-watson-stazione-brenna-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/emily-watson-stazione-brenna-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un fotogramma tratto dal film: Emily Watson e, alle sue spalle, la stazione di Brenna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-brenna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione di Brenna</a> è immortalata nella sequenza iniziale del film, quando il protagonista giunge su un <strong>treno a vapore</strong>, accolto dalla filarmonica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="532" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-partita-difesa-luzhin.jpg" alt="La stazione di Brenna ne La partita - La difesa di Luzhin" class="wp-image-31017" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-partita-difesa-luzhin.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-partita-difesa-luzhin-300x200.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/stazione-brenna-partita-difesa-luzhin-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;arrivo del treno alla stazione di Brenna immortalato nel film</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato dal pannello informativo collocato accanto alla stazione, la locomotiva usata nel film fu “costruita in Belgio e destinata alla demolizione alla fine degli anni Settanta”; tuttavia nel 1981 fu riacquistata dalle Ferrovie Nord Milano, e nella seconda metà degli anni Novanta è ritornata sui binari.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="549" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ferrovia-como-lecco-brenna.jpg" alt="La ferrovia Como-Lecco a Brenna" class="wp-image-31054" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ferrovia-como-lecco-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ferrovia-como-lecco-brenna-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ferrovia-como-lecco-brenna-768x527.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La ferrovia Como-Lecco e, in fondo, il</em> punt de Cesar</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Se ami le escursioni in Brianza, inizia a seguire la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook di Viaggiare in Brianza</a>: avrai l’occasione di scoprire sentieri e percorsi ideali per gite fantastiche!]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver ammirato una delle tante <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/location-cinematografiche-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">location cinematografiche della Brianza</a>, puoi riprendere la tua camminata. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Brenna, sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-31023" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il panorama oltre la provinciale che collega Brenna e Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Costeggerai ancora per alcune decine di metri la <strong>ferrovia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="499" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-15-parco-brughiera-briantea-brenna.jpg" alt="Il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea a Brenna" class="wp-image-31022" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-15-parco-brughiera-briantea-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-15-parco-brughiera-briantea-brenna-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-15-parco-brughiera-briantea-brenna-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero 15 nel tratto che affianca la ferrovia</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivato alla strada asfaltata, devi girare a sinistra attraversando il <strong>passaggio a livello</strong>, e poi subito a destra in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B045'13.3%22N+9%C2%B010'54.0%22E/@45.753695,9.1790967,561m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.753695!4d9.181677?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDUyOC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via del Roccolo</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="549" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/passaggio-livello-provinciale-brenna-alzate.jpg" alt="Il passaggio a livello sulla provinciale tra Brenna e Alzate" class="wp-image-31010" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/passaggio-livello-provinciale-brenna-alzate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/passaggio-livello-provinciale-brenna-alzate-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/passaggio-livello-provinciale-brenna-alzate-768x527.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il passaggio a livello della provinciale che collega Brenna e Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qui trovi la <strong>carta dei sentieri e dei percorsi</strong> predisposta dal Consorzio del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-della-brughiera-briantea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Brughiera Briantea</a>. Un segnale in legno ti indica, inoltre, che puoi raggiungere la valle di Brenna in un quarto d’ora e la tua destinazione finale (il lavatoio di Brenna) in poco più di mezz’ora.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-via-roccolo.jpg" alt="Brenna, via del Roccolo" class="wp-image-31008" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-via-roccolo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-via-roccolo-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/brenna-via-roccolo-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La carta dei sentieri e dei percorsi in via del Roccolo: dalle un&#8217;occhiata per iniziare a pensare alle tue prossime escursioni in Brianza!</em> </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Procedi lungo via del Roccolo; dopo pochi passi, alla tua sinistra trovi un <strong>sentiero sbarrato</strong>: imboccandolo, ti ritroverai nell’incantevole scenario naturale della valle di Brenna.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="482" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-roccolo-brenna.jpg" alt="Via del Roccolo a Brenna" class="wp-image-31004" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-roccolo-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-roccolo-brenna-300x181.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/via-roccolo-brenna-768x463.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La sbarra serve a impedire il transito ai veicoli a motore, ma tu puoi imboccare il sentiero senza timore</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="455" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-brenna-escursioni-brianza.jpg" alt="Il sentiero di Brenna per le escursioni in Brianza" class="wp-image-31005" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-brenna-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-brenna-escursioni-brianza-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/sentiero-brenna-escursioni-brianza-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il sentiero nella valle di Brenna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti ritroverai a camminare accanto a un <strong>piccolo corso d’acqua</strong> che, in questo punto della Brianza, non ha nome, ma che a Carugo è denominato Roggia Vecchia. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="555" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ruscello-brenna.jpg" alt="Ruscello a Brenna" class="wp-image-31000" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ruscello-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ruscello-brenna-300x208.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/ruscello-brenna-768x533.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il letto del ruscello</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero è sempre largo e agevole. Sulla sinistra puoi incontrare anche un piccolo angolo devozionale, con un grazioso <strong>presepe</strong> (presente non solo nel periodo natalizio).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="509" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/boschi-brenna-escursioni-brianza.jpg" alt="Boschi di Brenna, escursioni in Brianza" class="wp-image-31003" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/boschi-brenna-escursioni-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/boschi-brenna-escursioni-brianza-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/boschi-brenna-escursioni-brianza-768x489.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;angolo devozionale creato in questo punto del bosco</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="574" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/presepe-boschi-brenna.jpg" alt="Presepe nei boschi di Brenna" class="wp-image-30995" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/presepe-boschi-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/presepe-boschi-brenna-300x215.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/presepe-boschi-brenna-768x551.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il piccolo presepe allestito in un antro riparato fra la vegetazione</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poco oltre, il sentiero incrocia <strong>l’alveo del ruscello</strong>: tu, però, non devi attraversarlo, ma svoltare verso sinistra per percorrere la salita. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="525" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/alveo-ruscello-brenna.jpg" alt="Alveo del ruscello a Brenna" class="wp-image-30993" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/alveo-ruscello-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/alveo-ruscello-brenna-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/alveo-ruscello-brenna-768x504.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;alveo del ruscello in secca</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="564" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg" alt="Escursioni in Brianza, il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea" class="wp-image-30999" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-15-parco-brughiera-briantea.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-300x212.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-sentiero-15-parco-brughiera-briantea-768x541.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Anche in questo caso i cartelli ti forniscono le indicazioni necessarie per mantenerti sul sentiero 15</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un’<strong>ascesa</strong> dalla pendenza significativa ma non impossibile. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="479" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-in-brianza-vallone-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza, il Vallone a Brenna" class="wp-image-31002" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-in-brianza-vallone-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-in-brianza-vallone-brenna-300x180.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-in-brianza-vallone-brenna-768x460.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;inizio della salita</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vale la pena di compiere un piccolo sforzo per giungere a destinazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="516" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/salita-vallone-brenna.jpg" alt="La salita dal Vallone a Brenna" class="wp-image-30992" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/salita-vallone-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/salita-vallone-brenna-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/salita-vallone-brenna-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La salita che dal Vallone ti porta nel centro di Brenna</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">L’arrivo: il lavatoio di Brenna e la Chiesa di San Gaetano</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo qualche decina di metri, infatti, intravedi la strada asfaltata. Sei in <strong>via Vallone</strong>: alla tua sinistra, ecco il <strong>lavatoio di Brenna</strong>, costruito nel XIX secolo per decisione dei conti Perego di Cremnago.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="548" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/lavatoio-brenna.jpg" alt="Il lavatoio di Brenna" class="wp-image-30989" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/lavatoio-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/lavatoio-brenna-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/lavatoio-brenna-768x526.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il lavatoio di Brenna</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri ritornare al punto di partenza della tua escursione (via Venezia), ti basta raggiungere lo stop di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B044'36.7%22N+9%C2%B011'06.8%22E/@45.743523,9.1845669,140m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.743523!4d9.185212?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDUyOC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Vallone</a>, attraversare piazza Alessandro Perego e percorrere via Garibaldi (di fronte a te vedrai la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-di-san-gaetano-a-brenna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa di San Gaetano</a>), per poi svoltare a sinistra in via Italia e prendere la prima traversa sulla destra, che è – appunto – via Venezia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-chiesa-san-gaetano-brenna.jpg" alt="Escursioni in Brianza, la Chiesa di San Gaetano a Brenna" class="wp-image-30990" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-chiesa-san-gaetano-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-chiesa-san-gaetano-brenna-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-chiesa-san-gaetano-brenna-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Gaetano vista da via Garibaldi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si conclude, così, una delle tante escursioni in Brianza in cui puoi cimentarti nel territorio di <strong>Brenna</strong>. Il sentiero 15 del Parco della Brughiera Briantea è curato e nella maggior parte dei casi ben segnalato: da scoprire in qualunque periodo dell’anno!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="508" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-panorama-punt-cesar.jpg" alt="Escursioni in Brianza, il panorama dal punt de Cesar" class="wp-image-31035" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-panorama-punt-cesar.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-panorama-punt-cesar-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/escursioni-brianza-panorama-punt-cesar-768x488.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il panorama che si ammira dal </em>punt de Cesar<em>, uno dei posti che meritano una sosta lungo il sentiero</em></figcaption></figure>


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		<title>Ferragosto a Milano: 5 gite fuori porta in Brianza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se non hai intenzione di passare tutto il giorno di Ferragosto a Milano, potresti prendere in considerazione l’idea di organizzare una gita fuori porta in Brianza. Non sai dove andare? Nessun problema: in questo articolo ti propongo cinque soluzioni per escursioni, passeggiate e scampagnate (anche con i bambini) in luoghi deliziosi e non troppo affollati. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Se non hai intenzione di passare tutto il giorno di Ferragosto a Milano, potresti prendere in considerazione l’idea di organizzare una gita fuori porta in Brianza. Non sai dove andare? Nessun problema: in questo articolo ti propongo cinque soluzioni per escursioni, passeggiate e scampagnate (anche con i bambini) in luoghi deliziosi e non troppo affollati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragosto a Milano: le colline di Lurago d’Erba</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo suggerimento per chi passerà Ferragosto a Milano è una <strong>gita a Lurago d’Erba</strong>: bye bye caos cittadino!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avrai l’opportunità di immergerti in un <strong>paesaggio collinare</strong> sublime, riscoprendo il valore del tempo lento, grazie a una passeggiata da vivere senza fretta lungo vicoli antichi e sentieri che si snodano tra campi e coltivazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/lurago-derba/che-cosa-fare-a-lurago-derba-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il posto perfetto</a> per riscoprire la bellezza delle cose semplici: scommetto che <strong>te ne innamorerai</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per visitare il centro storico potresti iniziare dal seicentesco Battistero, nel pieno <strong>nucleo antico del paese</strong>, in via Cavour.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza silenziosa di questo edificio sacro – concepito inizialmente come oratorio dedicato alla Madonna di Loreto e solo successivamente trasformato in <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/battistero-di-lurago-derba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">battistero </a>– ti introduce poeticamente all&#8217;<strong>atmosfera intima del borgo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="536" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-battistero-lurago-erba.jpg" alt="Ferragosto a Milano, il Battistero di Lurago d'Erba" class="wp-image-34806" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-battistero-lurago-erba.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-battistero-lurago-erba-300x201.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-battistero-lurago-erba-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Battistero seicentesco di Lurago d&#8217;Erba</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti bastano pochi passi per raggiungere la monumentale <strong>Chiesa di San Giovanni Evangelista</strong>, che domina la scenografica piazza Vittorio Veneto. All’interno della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-di-san-giovanni-evangelista-a-lurago-derba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiesa</a> è custodito un ciclo decorativo di straordinario interesse, interamente realizzato dal pittore <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/amedeo-cornali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amedeo Cornali</a>: sulle pareti della navata la <em>Sacra Famiglia</em> e <em>Il miracolo delle api di Sant’Ambrogio</em>; nell’abside, l’<em>Annunciazione</em> e l’<em>Adorazione del Crocifisso</em>; sulla parete di fondo della cappella dedicata al Sacro Cuore, <em>La guarigione dello storpio</em> e <em>La conversione di San Paolo</em>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-ferragosto-milano-chiesa-lurago-derba.jpg" alt="Gita di Ferragosto a Milano, la chiesa di Lurago d'Erba" class="wp-image-34836" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-ferragosto-milano-chiesa-lurago-derba.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-ferragosto-milano-chiesa-lurago-derba-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-ferragosto-milano-chiesa-lurago-derba-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Giovanni Evangelista a Lurago d&#8217;Erba</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla chiesa svetta il suo maestoso campanile, noto anche come la <strong>Torre dei Caduti</strong> poiché funge da Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla piazza della chiesa, tenendo la destra, scendi lungo via Mazzini fino a raggiungere la deliziosa <strong>Villa Sormani Andreani Verri</strong>: <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/villa-sormani-andreani-verri-a-lurago-derba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una dimora nobiliare</a> edificata nel Settecento circondata da un sontuoso giardino all’italiana che accoglie piante esotiche di grande pregio botanico, regalando uno scorcio di straordinaria eleganza architettonica e paesaggistica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="535" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-villa-sormani-andreani-verri-lurago-derba.jpg" alt="Ferragosto a Milano, Villa Sormani Andreani Verri a Lurago d'Erba" class="wp-image-34817" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-villa-sormani-andreani-verri-lurago-derba.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-villa-sormani-andreani-verri-lurago-derba-300x201.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-villa-sormani-andreani-verri-lurago-derba-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Villa Sormani Andreani Verri </em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio da Villa Sormani Andreani Verri inizia una rilassante <strong>passeggiata nella natura</strong> che prosegue verso Cascina Carolina e Cà Maria, in una deliziosa quiete rurale. Durante questa <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/da-lurago-derba-a-pomelasca-passeggiata-spettacolare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">camminata</a>, adatta a tutte le età, goditi il bellissimo privilegio di ammirare, da una prospettiva spettacolare, la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/inverigo/la-chiesetta-di-pomelasca-a-inverigo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesetta di Pomelasca</a>, inconfondibile tra le colline.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I boschi del Parco dello Zoc del Peric</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se con te ci sono dei bambini, questa gita a Lurago d&#8217;Erba è sia un modo per ammirare le bellezze storiche del borgo che l’occasione per vivere <strong>un&#8217;esperienza dinamica ed educativa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/lurago-derba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lurago d’Erba</a>, infatti, si possono esplorare anche gli itinerari del <strong>Parco dello Zoc del Peric</strong>: il Sentiero S1 e il Sentiero S2 si snodano tra fitti boschi e ampi prati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I boschi dello Zoc del Peric per i bambini non sono semplicemente un insieme di alberi, foglie e sentieri: rappresentano anche un portale verso un mondo magico, <strong>un regno inesplorato</strong> dove ogni tronco caduto può diventare il castello di un re elfo e ogni fruscio tra i cespugli nasconde il segreto di una creatura misteriosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lascia che i più piccoli si addentrino in questo <strong>ambiente naturale</strong>, accendano la propria creatività e riscoprano il valore della pazienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segreto per innescare la loro curiosità è trasformare l&#8217;escursione in una <strong>grande avventura interattiva</strong>. Attraverso il gioco, il bosco diventa una palestra a cielo aperto, un laboratorio scientifico e un teatro di fantasia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proponi ai bambini il <strong>gioco degli avvistamenti</strong>: armati di taccuino e matita, i piccoli esploratori devono annotare o disegnare gli indizi del passaggio degli animali che popolano la zona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa attività trasforma i bambini in veri e propri <strong>detective della natura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invitali a notare uno scoiattolo che salta da un ramo all&#8217;altro, ad avvistare un airone cenerino che si alza in volo o ad <strong>ascoltare i rumori della natura</strong>: ti sei mai accorto che il ronzio delle libellule in volo è simile a quello di un piccolo elicottero?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gioco degli avvistamenti ha un valore pedagogico immenso: la lettura dei segnali invisibili agli occhi frettolosi <strong>educa i bambini</strong> alla concentrazione, insegna a muoversi in silenzio per non spaventare la fauna e allena a guardare il mondo circostante con una profondità nuova. Ogni pagina del loro taccuino diventerà il diario di bordo di <strong>una scoperta memorabile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>sentieri dello Zoc del Peric a Lurago d&#8217;Erba</strong> sono facilmente accessibili da via Monte Rosa oppure da via Pioppette; qui, in corrispondenza del civico 26, si imbocca una suggestiva mulattiera che si inoltra direttamente nei campi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragosto a Milano: il Lambro tra Carate e Giussano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda proposta per una fuga di Ferragosto da Milano in direzione Brianza è quella di una <strong>gita lungo il fiume Lambro</strong> nel tratto compreso <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/passeggiata-sul-lambro-da-carate-a-giussano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra Carate Brianza e Giussano</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;itinerario, facile da percorrere a piedi (un po&#8217; più impegnativo in bicicletta per via di alcuni dislivelli, ma comunque fattibile), alterna fitti boschi ombreggiati, archeologia industriale e <strong>panorami d&#8217;altri tempi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="523" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ponte-lambro-giussano-briosco.jpg" alt="Ponte sul Lambro tra Giussano e Briosco" class="wp-image-34803" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ponte-lambro-giussano-briosco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ponte-lambro-giussano-briosco-300x196.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ponte-lambro-giussano-briosco-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I boschi che costeggiano il Lambro tra Giussano e Briosco</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ferragosto è il giorno migliore per questa escursione, soprattutto se si desidera <strong>scappare dalla canicola estiva</strong>: il sentiero offre ampi tratti immersi nella vegetazione e passaggi ravvicinati con l&#8217;acqua, regalando una temperatura decisamente più gradevole rispetto all&#8217;ambiente cittadino.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Trovi che gli itinerari proposti da questo sito siano interessanti? Allora non dimenticarti di seguire la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook di <em>Viaggiare in Brianza</em></a>: è il modo più semplice – e totalmente gratuito – per sostenere la mia attività]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel giorno più caotico dell&#8217;estate italiana, gli scorci lungo il Lambro si trasformano in un&#8217;oasi di tranquillità davvero idilliaca: in più, avrai l’occasione di rivivere lo spirito dei vecchi milanesi e brianzoli che un tempo sceglievano proprio queste zone per le loro <strong>scampagnate festive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi iniziare il tuo itinerario da via Leonardo da Vinci a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/">Carate Brianza</a>, dove, poco prima del maestoso <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/il-ponte-di-realdino-a-carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ponte di Realdino</a>, è presente un <strong>parcheggio per le auto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver superato l&#8217;ex Filatoio Krumm, fondato da una famiglia di origini tedesche che segnò la storia industriale della zona, passerai proprio sotto il <strong>Ponte di Realdino</strong>: arriverai, così, nel cuore del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/realdino-a-carate-brianza/">borgo di Realdino</a>, famoso fin dal Medioevo per i suoi mulini e per le sue grotte, rocce sedimentarie da cui sgorga acqua potabile. Impossibile non citare il vecchio detto dei gitanti: <em>&#8220;A Realdino si visita l’acqua e si beve il vino!&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo, ti imbatterai nell&#8217;area del Gorgone, un punto in cui il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-lambro/">Lambro</a> curva bruscamente sotto la chiesa di Costa, creando gorghi profondi che in passato sfidavano <strong>i bagnanti più temerari</strong>. Oggi, l&#8217;area circostante ospita il progetto ecologico <em>Saltafrog</em>, una micro zona umida per la salvaguardia del bacino fluviale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costeggiando la <strong>Conca di Agliate</strong> e la sua &#8220;roggia dei sette colli&#8221;, sbucherai in via Borgo San Dazio (un tempo ricca di frantoi per l&#8217;olio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui, attraversato il ponte di Agliate, potrai scegliere se rimanere sulla strada asfaltata o affrontare una scalinata impegnativa che ti porterà nel <strong>centro di Verano Brianza</strong>, dove ti aspettano la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/verano-brianza/la-chiesa-vecchia-di-verano-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa Vecchia della Madonna di Caravaggio</a> e un magnifico belvedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendendo il cammino lungo viale Rimembranze, entrerai nel <strong>sentiero ecologico <em>I Bocia</em></strong>: 700 metri di piacevole discesa curati dagli alpini locali, con panchine che invitano a una sosta panoramica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Supera la zona del Molino Filo e la Trattoria Bjrot, ti ritroverai a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/giussano/">Giussano</a> costeggiando i <strong>boschi</strong> di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/briosco/che-cosa-fare-a-briosco-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Briosco</a> e poi risalirai tra la fitta vegetazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="509" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ponte-lambro.jpg" alt="Ferragosto a Milano, il ponte sul Lambro" class="wp-image-34801" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ponte-lambro.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ponte-lambro-300x191.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ponte-lambro-768x489.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il ponte che scavalca il Lambro tra Giussano e Briosco in zona Battarello</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontata un’ultima pendenza, ammirerai Cascina Rebecca per poi raggiungere il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/laghetto-di-giussano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laghetto di Giussano</a>: la meta finale più adatta a un <strong>picnic di Ferragosto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragosto a Milano: nei boschi di Briosco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno di Ferragosto a Milano porta il desiderio di <strong>fuggire dalla cappa di calore della città</strong> senza infilarsi nei faticosi e interminabili ingorghi stradali verso il mare o i <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/il-lago-del-segrino-fare-il-bagno-al-lago-in-lombardia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">laghi</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un itinerario per un’escursione giornaliera bizzarra ma bellissima è quello che conduce a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/briosco/briosco-5-posti-che-devi-per-forza-conoscere" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Briosco</a>, <strong>nel cuore verde della Brianza</strong>: un rifugio prezioso che unisce il refrigerio della natura lungo le sponde del Lambro al fascino misterioso della storia locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trascorrere qui la giornata del 15 agosto permette di vivere un viaggio mordi e fuggi in un’atmosfera bucolica, camminando all&#8217;ombra di fitti boschi e scoprendo <strong>antiche tracce del passato industriale brianzolo</strong> che in pochi conoscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La principale attrazione storica della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/dove-passeggiare-a-briosco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passeggiata</a> che ti consiglio è legata all&#8217;epoca d&#8217;oro della <strong>lavorazione della seta</strong> nel territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato, a Briosco esistevano <strong>tre alte torri in muratura</strong> che avevano una funzione fondamentale: portavano l’elettricità all’incannatoio del paese, un importante stabilimento tessile in cui si lavorava la seta che era servito da una turbina idraulica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema ingegneristico dell&#8217;epoca era tanto preciso quanto <strong>scenografico</strong>. La turbina era posizionata all&#8217;interno della prima delle tre torri, quella situata più a ridosso del fiume Lambro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una seconda torre sorgeva invece nei pressi dell’<strong>incannatoio</strong>, ed era direttamente collegata a esso tramite una serie di passerelle che consentivano agli operai di raggiungere i diversi piani dell’edificio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, la terza torre si trovava esattamente <strong>a metà strada tra le prime due</strong>, motivo per cui nel dialetto locale era stata ribattezzata <em>tur de mèz</em>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="465" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-torri-briosco.jpg" alt="Ferragosto a Milano, le torri di Briosco" class="wp-image-34796" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-torri-briosco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-torri-briosco-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-torri-briosco-768x446.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La</em> tur de mèz</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa struttura intermedia era ubicata all’inizio di un <strong>ripido pendio</strong> che portava allo stabilimento attraverso una lunga gradinata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo la torre più vicina all&#8217;impianto è stata demolita negli anni Sessanta, così come l&#8217;edificio dell&#8217;incannatoio; le altre due torri, invece, sono sopravvissute al trascorrere del tempo, e <strong>si possono osservare ancora oggi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene si trovino in stato di abbandono, le torri resistono come inestimabili e intriganti <strong>testimonianze di archeologia industriale</strong> immerse nella vegetazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ammirarle da vicino, puoi partire <strong>dal centro di Briosco</strong>: all’incrocio tra via Trieste e piazza della Chiesa, imbocchi una stradina in discesa, lasciandoti alle spalle l&#8217;abitato, per addentrarti direttamente nei boschi che costeggiano il corso del Lambro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio qui che si rivelano le storiche torri: una svetta <strong>sulla sponda del fiume</strong>, l’altra si scorge a mezza costa lungo il pendio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="488" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torri-incannatoio-briosco.jpg" alt="Le torri dell'incannatoio di Briosco" class="wp-image-34798" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torri-incannatoio-briosco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torri-incannatoio-briosco-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torri-incannatoio-briosco-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La torre più vicina al Lambro</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo itinerario che conduce dal centro del paese ai boschi del Lambro – <strong>un vero e proprio tesoro dietro l’angolo</strong> – può essere vissuto in modo attivo e stimolante come un’esperienza differente dalle classiche visite guidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se con te ci sono dei bambini, ti consiglio un’attività utile a coinvolgerli durante la giornata: trasformali in <strong>piccoli cartografi</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come fare? Fornisci loro fogli, matita, gomma e pastelli; dopodiché chiedi loro di <strong>creare una mappa</strong> che, dal punto di partenza scelto in paese (per esempio <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/briosco/briosco-la-chiesa-dei-santi-ambrogio-e-vittore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la chiesa</a>), aiuti un potenziale esploratore a raggiungere le due torri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sorta di guida che consenta di arrivare a <strong>un bottino immaginario</strong>, insomma: il compito dei bambini sarà quello di ricostruire graficamente il cammino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo dovranno aguzzare la vista per individuare ogni dettaglio utile, <strong>sfruttando il proprio intuito</strong> e la propria capacità di identificare i punti di riferimento più importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un esercizio ludico che <strong>stimola l&#8217;orientamento spaziale</strong> e la fantasia: provare per credere!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="458" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/tur-de-mez-briosco.jpg" alt="La tur de mèz di Briosco" class="wp-image-34799" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/tur-de-mez-briosco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/tur-de-mez-briosco-300x172.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/tur-de-mez-briosco-768x440.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La</em> tur de mèz<em> potrebbe essere una delle tappe segnate sulla mappa</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Facili da raggiungere, i boschi di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/che-cosa-vedere-a-briosco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Briosco</a> regalano una <strong>via di fuga dalla città</strong>: una deviazione insolita rispetto ai flussi turistici tradizionali, consigliata anche solo per poche ore di svago.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragosto a Milano: tra arte e natura a Cabiate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se per il prossimo Ferragosto a Milano desideri evitare le destinazioni inflazionate e il traffico, la piccola <strong>Cabiate</strong> – nel cuore della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brianza comasca</a> – offre una soluzione rigenerante e decisamente sui generis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa proposta è ideale per gli appassionati di murales e per le famiglie che vogliono vivere <strong>una giornata diversa dal solito</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La meta principale della gita è l&#8217;affascinante <strong>opera di street art</strong> intitolata <em>Ombre Cabiatesi</em> (<em>Umbrìe Cabiates</em>, in dialetto), creata dall&#8217;artista Enrico Cazzaniga.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ombre-cabiatesi.jpg" alt="Ferragosto a Milano, Ombre a Cabiatesi" class="wp-image-34807" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ombre-cabiatesi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ombre-cabiatesi-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-ombre-cabiatesi-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una parte del lungo murale</em> Ombre Cabiatesi</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un <strong>imponente murale</strong> che si sviluppa sul muro di cinta dell’azienda ItalTex, in via Piave, a pochissimi passi dai freschi sentieri del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-della-brughiera-briantea/">Parco della Brughiera Briantea</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che rende <em>Ombre Cabiatesi</em> un sito da scoprire è la sua natura di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cabiate/murales-a-cabiate-ombre-cabiatesi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto partecipato e collettivo</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;opera, infatti, non mostra figure astratte, ma riproduce <strong>le vere ombre di cittadini del paese</strong> che hanno collaborato attivamente lasciando l’impronta del proprio profilo sul muro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enrico Cazzaniga, un &#8220;artivista&#8221; (come a lui piace definirsi) che lavora tra la Brianza e l&#8217;Inghilterra, prima ha rivestito il cemento della recinzione con una guaina bituminosa ardesiata, trasformando la superficie in una sorta di strada verticale in micro-asfalto; poi <strong>ha proiettato le ombre reali dei residenti </strong>con l’aiuto di un faretto e ha tracciato i loro contorni con un gessetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto il muro è stato diviso orizzontalmente e dipinto con smalti stradali: la fascia superiore in bianco e quella inferiore in azzurro (bianco e azzurro sono i colori del gonfalone di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cabiate/che-cosa-fare-a-cabiate-guida-per-turisti/">Cabiate</a> legati a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cabiate/cabiate-la-chiesa-di-santa-maria-nascente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Santa Maria Nascente</a>, la santa patrona del paese).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>ombre dei cittadini</strong> sono rimaste l’unica parte non dipinta, emergendo dal muro per contrasto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="459" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-murales-cabiate.jpg" alt="Ferragosto a Milano, i murales di Cabiate" class="wp-image-34808" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-murales-cabiate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-murales-cabiate-300x172.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-murales-cabiate-768x441.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I profili di alcuni cabiatesi immortalati da Enrico Cazzaniga</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lungo il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/murales-in-brianza/">murale</a> si incontra una sezione trasversale dell&#8217;<strong>intera comunità cabiatese</strong>: uomini, donne e bambini che raccontano emozioni, mestieri, sport e passioni personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le <strong>silhouette</strong> si possono riconoscere un tappezziere, un idraulico, un panettiere, un elettricista, un intagliatore… e molte altre figure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso Cazzaniga si è immortalato insieme con il comunicatore visivo Filippo Borella mentre sorregge una <strong>Tour Eiffel in miniatura</strong>, un ironico omaggio al soprannome di Cabiate, definita &#8220;la piccola Parigi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spiccano i profili di una donna incinta accanto a una bambina ritratta, in un esplicito omaggio alla celebre serie di disegni <em>Girl with balloon</em> di Banksy, con in mano <strong>un palloncino rosso</strong>: questo è l’unico dettaglio cromatico isolato dell&#8217;intera composizione, dipinto dal vivo davanti al pubblico il giorno in cui il murale è stato inaugurato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardare un&#8217;opera di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/street-art-in-brianza/">street art</a> così meravigliosamente complessa offre lo spunto per inventare attività e giochi con cui coinvolgere anche i bambini e trasformare la gita a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cabiate/">Cabiate</a> in <strong>un’esperienza di laboratorio a cielo aperto</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il mimo cabiatese</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché il murale rappresenta le reali identità di molti cittadini di Cabiate, potresti pensare a <strong>una sfida di interpretazione e mimo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A turno, genitori e figli <strong>scelgono un&#8217;ombra</strong> dal muro — come il fabbro, il tessitore, il magazziniere, il musicista con lo strumento o le giocatrici di volley — senza rivelarla agli altri.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="464" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/murales-cabiate-via-piave.jpg" alt="I murales di Cabiate in via Piave" class="wp-image-34809" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/murales-cabiate-via-piave.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/murales-cabiate-via-piave-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/murales-cabiate-via-piave-768x445.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sono tante le ombre fra cui scegliere per cimentarsi in questo gioco!</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni giocatore <strong>deve imitare</strong> i movimenti, il portamento o i gesti tipici di quel mestiere o di quello sport basandosi solo sulla silhouette visibile; gli altri concorrenti devono indovinare di quale ombra si tratti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di <strong>un’attività che stimola l&#8217;empatia</strong> e l&#8217;osservazione dei dettagli fisici, e che al tempo stesso aiuta i più piccoli a riflettere sull&#8217;importanza di ogni singolo ruolo all&#8217;interno di una comunità sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il laboratorio dell’arte di strada</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prendendo ispirazione dalla tecnica usata da Enrico Cazzaniga per creare con il faretto e il gessetto, puoi approfittare del sole splendente della giornata di Ferragosto per <strong>un&#8217;attività artistica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfruttando la luce che proietta le ombre sui marciapiedi o sulle porzioni di muro nei dintorni, un bambino si immobilizza <strong>in pose espressive o divertenti</strong> (mimando a propria volta un’attività o un gesto, come un calcio a un pallone, un tuffo o un abbraccio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri (inclusi i genitori!), muniti di <strong>gessetti colorati, pastelli o pennarelli</strong>, tracciano su fogli d’album portati da casa il contorno dell&#8217;ombra del bambino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopodiché <strong>si invertono i ruoli</strong>; alla fine ci si ritroverà con una sequenza di ombre su fogli che riprende la filosofia dell&#8217;opera di Cazzaniga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini si sentiranno parte integrante di <strong>un progetto artistico</strong>; e quando tornerete a casa potrete, se vorrete, appendere i fogli d’album in casa, per realizzare le vostre speciali Ombre Cabiatesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda che, dopo esservi divertiti sotto il sole… con le ombre, potrete ricercare un po’ di fresco immergendovi <strong>nel verde del Parco della Brughiera Briantea</strong>, che si trova <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/parco-della-brughiera-briantea-il-sentiero-4-da-cabiate-a-mariano-comense/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a pochi metri di distanza</a> dal murale. Buon divertimento!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferragosto a Milano: la poesia di Agliate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, l’ultimo suggerimento per chi deve trascorrere il Ferragosto a Milano ma non vuole arrendersi all’afa della metropoli è quello che porta ad <strong>Agliate</strong>, una frazione di Carate Brianza (te ne ho parlato poco fa descrivendo il sentiero accanto al Lambro!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una soluzione che ti promette frescura, silenzio e <strong>una bellezza antica di mille anni</strong>: il complesso della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/la-basilica-di-agliate-a-carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Basilica dei Santi Pietro e Paolo</a>, una delle perle più preziose del romanico lombardo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/basilica-agliate-carate.jpg" alt="La Basilica di Agliate a Carate" class="wp-image-34811" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/basilica-agliate-carate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/basilica-agliate-carate-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/basilica-agliate-carate-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Basilica di Agliate a Carate, destinazione imperdibile per chi non intende trascorrere tutto il giorno di Ferragosto a Milano</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Eh sì, arrivare qui significa <strong>attraversare una soglia temporale</strong>. Il complesso, edificato con ogni probabilità all&#8217;inizio dell&#8217;XI secolo, si presenta come un blocco compatto di pietra, mattoni e ciottoli di fiume. Non c&#8217;è sfarzo barocco: qui domina l&#8217;essenzialità del Medioevo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Varcato il portale d&#8217;ingresso, l&#8217;afa opprimente della pianura svanisce in un istante, sostituita da un <strong>fresco silenzio</strong> quasi reverenziale: le spesse mura perimetrali in pietra grezza fungono da isolante termico naturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interno è diviso in tre navate da colonne di reimpiego provenienti da edifici romani preesistenti. Alzando lo sguardo verso l&#8217;abside, puoi ancora scorgere i frammenti di <strong>affreschi millenari</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Basilica non è un monumento isolato, ma è completamente integrata nel <strong>tessuto naturalistico</strong> del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-regionale-della-valle-del-lambro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco della Valle del Lambro</a>. Questo ti permette di declinare la giornata come desideri, alternando la cultura al relax più assoluto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-basilica-agliate.jpg" alt="Ferragosto a Milano, la Basilica di Agliate" class="wp-image-34793" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-basilica-agliate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-basilica-agliate-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/ferragosto-milano-basilica-agliate-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il battistero e la torre campanaria della Basilica di Agliate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I prati circostanti e le aree verdi lungo il fiume offrono ampi spazi per stendere una coperta, aprire <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/dove-fare-picnic-in-brianza/">il cesto del picnic</a> e godersi il <strong>pranzo al sacco</strong> in totale tranquillità. In alternativa, puoi anche decidere di pranzare in una trattoria tipica della Brianza: ricordati solo di prenotare in anticipo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché scegliere Agliate a Ferragosto? Per una scelta di turismo lento e consapevole: non serve percorrere centinaia di chilometri o mettersi in coda per ore per <strong>trovare la bellezza</strong>, la pace e quel senso di &#8220;vacanza&#8221; che si cerca nei giorni di festa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="498" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-brianza-basilica-agliate.jpg" alt="Carate Brianza, la Basilica di Agliate" class="wp-image-34813" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-brianza-basilica-agliate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-brianza-basilica-agliate-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-brianza-basilica-agliate-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Basilica di Agliate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno ti conviene lasciare le mete blasonate a chi ama la calca: prepara un pranzo al sacco, prendi la macchina e lasciati cullare dalla <strong>quiete millenaria</strong> di questo angolo nascosto di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza/">Brianza</a>.</p>



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		<title>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso è un piccolo gioiello di arte sacra di origini antichissime, risalente alla seconda metà del XIV secolo. Nelle prossime righe proverò a raccontarti tutta la storia di questa chiesetta e dei suoi affreschi, che però… adesso si trovano a Milano! Leggi il resto del post per scoprire tutto. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/l-oratorio-di-mocchirolo-a-lentate-sul-seveso/">L&#8217;Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso è un piccolo gioiello di arte sacra di origini antichissime, risalente alla seconda metà del XIV secolo. Nelle prossime righe proverò a raccontarti tutta la storia di questa chiesetta e dei suoi affreschi, che però… adesso si trovano a Milano! Leggi il resto del post per scoprire tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oratorio di Mocchirolo: una chiesetta nascosta in collina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nascosto su una collina di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a>, l’<strong>Oratorio di Mocchirolo </strong>è stato per molti secoli custode di affreschi che, nel Novecento, sono diventati oggetto di una contesa tra la devozione di un feudo e il grande collezionismo statale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfogliare le pagine di questa storia è come scoprire una <strong>bellezza autentica</strong> che non si mostra al centro della scena ma si svela in un luogo inaspettato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’oratorio prende il nome dalla frazione in cui è ubicato, dove sorge la <strong>Cascina Mocchirolo</strong>, a breve distanza dall’<a href="https://www.camminosanpietro.it/lib/File/ORATORIO%20DI%20MOCCHIROLO(1).pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">antico tracciato</a> della Via Canturina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edificio è conosciuto anche come Oratorio della Natività di Maria, Oratorio di Santa Maria Nascente o <strong>Oratorio di San Grato</strong> (dal nome di un proprietario dei primi anni del XIX secolo).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="559" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo.jpg" alt="Lentate, l'Oratorio di Mocchirolo" class="wp-image-35303" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come ricorda il <a href="https://museodiffusolentatesulseveso.it/?page_id=440" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito web del Museo Diffuso Lentate sul Seveso</a>, Mocchirolo in origine era un <strong>piccolo borgo medievale con un castello e una chiesa</strong>; di sicuro qui nel XIII secolo sorgeva una cascina, forse con una torre con funzione difensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di Mocchirolo, costruito in <strong>mattoni e ciottoli </strong>(con pietre di riutilizzo provenienti da un edificio precedente), è formato da due blocchi volumetrici, uno all’interno dell’altro: quello più grande corrisponde alla parte anteriore della struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>facciata </strong>culmina – per effetto di alcune modifiche effettuate nel Seicento – con un timpano in marmo dall’aspetto classicheggiante, e si caratterizza per i contorni rettangolari e squadrati del portale di ingresso e della finestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tetto a spioventi è presente una <strong>torre campanaria</strong> di piccole dimensioni di forma triangolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia dell&#8217;Oratorio di Mocchirolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesetta venne fatta costruire nella seconda metà del XIV secolo, probabilmente nel 1378, da Giovanni Angelo (detto Giovannolo) Porro o da Lanfranco Porro, esponenti di un nobile casato – quello dei <strong>Porro</strong>, appunto – che era legato alla corte dei Visconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal Trecento i Porro furono<strong> signori sovrani della Brianza</strong>, dominando i territori fra Como e Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://oratoriodimocchirolo.com/wp-content/uploads/2026/05/Libro-Moja-per-sito-con-vocabolario.pdf">Come scritto</a> da Laura Moja in <em>L’Oratorio di Mocchirolo e i suoi affreschi. Seconda metà del XIV secolo</em>, “Mocchirolo stesso, grazie all’influenza dei Porro, si trasformò in pochi decenni da modesta ‘cassinas’ a ‘castro’”, proprio per il ruolo politico e militare svolto dalla famiglia (al servizio dei Visconti) e per la sua <strong>crescente potenza economica </strong>favorita dalla produzione di laterizi e dal possesso di mulini sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lanfranco Porro</strong>, dopo essere stato podestà di Tortona, fu referendario (cioè funzionario con ruolo di ambasciatore) a Bergamo di Regina della Scala, che era signora consorte di Milano in quanto moglie di Bernabò Visconti (signore di Milano e precursore del grande Stato Visconteo che sarebbe stato creato poi da suo nipote Gian Galeazzo Visconti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo di costruzione è solo uno dei numerosi aspetti che l’Oratorio di Mocchirolo ha in comune con un’altra piccola chiesetta di Lentate, <strong>l’Oratorio di Santo Stefano</strong>: entrambe erano cappelle gentilizie della famiglia Porro (<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/oratorio-di-santo-stefano-a-lentate-sul-seveso/">l’Oratorio di Santo Stefano</a> fu eretto nel 1369 per volere di Stefano Porro, consigliere di Gian Galeazzo Visconti), e anche il programma iconografico (con gli affreschi realizzati più o meno negli stessi anni) presentava parecchie analogie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> parete di destra</strong> del presbiterio dell’Oratorio di Mocchirolo venne decorata con un affresco che ritraeva il committente Lanfranco Porro, in compagnia dei suoi familiari, intento a offrire il modellino della chiesa al santo patrono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla <strong>parete di fondo</strong>, invece, fu realizzato il dipinto di una <em>Crocifissione</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> parete di sinistra</strong>, infine, venne affrescata con la raffigurazione del <em>Matrimonio mistico di Santa Caterina</em> e la rappresentazione di <em>Sant’Ambrogio in cattedra che flagella gli eretici</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra gli autori dei dipinti ci fu, quasi sicuramente, un certo <strong>Pecino da Nova</strong> (“Magister Petrus de Nova”, noto anche come Pietrino o, appunto, maestro di Mocchirolo), che fu attivo nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo e forse nel <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/duomo-di-monza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Duomo di Monza</a>; si sa che egli nel 1378 si recò a “Moncayrolum”, località che è stata identificata, appunto, in Mocchirolo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Alla fine del XVI secolo, l’Oratorio di Mocchirolo venne in parte modificato: il tetto a capriate in legno, soggetto al <strong>rischio di incendi</strong>, fu demolito (<a href="https://oratoriodimocchirolo.com/home/storia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come indicato</a> dalle disposizioni emanate da Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, con le <em>Istruzioni sull’edilizia e la suppellettile ecclesiastica</em>), e al suo posto venne realizzata una volta in muratura, per costruire la quale fu necessario rialzare il tetto e provvedere allo spostamento del campanile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei secoli, le infiltrazioni di umidità compromisero gravemente la struttura della chiesa e<strong> danneggiarono gli affreschi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1941 l’oratorio venne <strong>acquisito dalla famiglia Passardi</strong>, che divenne proprietaria anche della cascina di Mocchirolo e di tutti i terreni circostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due anni dopo i Passardi <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00089/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fecero eseguire</a> dei lavori di<strong> risanamento dei dipinti</strong>, che tuttavia non si rivelarono sufficienti a garantirne la corretta conservazione; nell’occasione, il restauro della chiesetta rese necessaria la demolizione della sacrestia presente sul lato meridionale dell’abside, che era stata costruita nel 1740.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1949 i proprietari Renato e Luigi Passardi decisero di <strong>donare gli affreschi dell’oratorio alla Pinacoteca di Brera</strong>, che aveva riaperto da poco dopo la ricostruzione avvenuta in seguito ai bombardamenti dell’agosto del 1943.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="526" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949.jpg" alt="Corriere d'Informazione del 9 11 1949" class="wp-image-35256" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sulla sinistra, l&#8217;articolo del </em>Corriere d&#8217;Informazione <em>(versione pomeridiana del </em>Corriere della Sera<em>) dell&#8217;edizione dell&#8217;8-9 novembre 1949 in cui si parla della riapertura della Pinacoteca di Brera, con la foto dell&#8217;Oratorio di Mocchirolo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fernanda Wittgens, che era Soprintendente e Direttrice della Galleria, si era rivolta al Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti di Roma<strong> chiedendo che gli affreschi potessero essere strappati </strong>(lo strappo di un affresco è una tecnica di rimozione del dipinto dalla parete su cui è collocato), trasportati su tela e collocati all’interno della Pinacoteca di Brera, affinché venissero salvati dal degrado.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento venne autorizzato, ma <strong>suscitò polemiche</strong> dal momento che non rispettava il principio della conservazione <em>in situ</em> delle pitture murali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo strappo venne comunque portato a termine: se ne occupò Mauro Pellicioli, pittore e restauratore bergamasco che pochi anni più tardi avrebbe curato il consolidamento dell&#8217;<strong><em>Ultima Cena</em> di Leonardo da Vinci </strong>nel refettorio del convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Mocchirolo, il lavoro di Pellicioli non coinvolse tutti gli affreschi delle pareti della chiesetta: la <strong>decorazione del presbiterio</strong> fu strappata interamente, ma quella della navata venne prelevata solo in parte (due figure dell’arco trionfale – Cristo benedicente e un santo cavaliere – e i frammenti di una fascia decorativa con motivi vegetali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ciclo di affreschi venne, dunque, ricostituito <strong>in una sala di Brera </strong>che per dimensioni e forme era del tutto simile all’ambiente della cappellina di Mocchirolo: un’aula unica con copertura a capriate e presbiterio con volta a botte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1954 – <a href="https://oratoriodimocchirolo.com/home/storia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo riferisce il sito dell’Associazione Oratorio di Mocchirolo</a> – la Cascina Mocchirolo e i terreni di pertinenza furono frazionati e <strong>posti in vendita</strong>; la chiesetta, invece, divenne un bene vacante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1984, l’Oratorio di Mocchirolo fu seriamente danneggiato a causa dell’onda d’urto dovuta all’<strong>esplosione del serbatoio di una ditta</strong> vicina: per evitarne il crollo fu necessaria un’opera di consolidamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1987, mentre il tetto dell’oratorio veniva sottoposto a lavori di ristrutturazione, in una porzione di parete nascosta da una volta collocata sulla copertura a capriate precedente <strong>furono scoperti alcuni frammenti </strong>di decorazioni – in evidente stato di degrado – con riquadri stellati e busti di profeti accompagnati da cartigli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A cavallo fra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta l’Oratorio di Mocchirolo fu oggetto di un altro intervento di pulitura e restauro degli affreschi, con ripristino dei sostegni, grazie al lavoro svolto da <strong>Pinin Brambilla</strong>, restauratrice monzese conosciuta per i restauri degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova e il Cenacolo Vinciano di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2000, grazie all’iniziativa di don Ambrogio Visconti, nell’oratorio furono collocate le <strong>riproduzioni degli affreschi originali </strong>esposti a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2015 la chiesetta è diventata di proprietà dello Stato; quattro anni dopo è stata <strong>acquisita dal Comune di Lentate sul Seveso</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come visitare l&#8217;Oratorio di Mocchirolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, <strong>l’Oratorio di Mocchirolo viene aperto</strong> solo in occasione di eventi come la Settimana della Cultura o Ville Aperte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="505" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate.jpg" alt="L'Oratorio di Mocchirolo a Lentate" class="wp-image-35235" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al suo interno, lungo la navata, si possono osservare ancora <a href="https://www.amiciarte.it/oratori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune antiche decorazioni</a>, visibili sotto forma di <strong>sinopia </strong>(la sinopia è il disegno preparatorio che viene realizzato sul primo strato di intonaco quando si esegue un affresco), in corrispondenza dell’arcone di ingresso al presbiterio e sulle pareti laterali del vano centrale: si tratta degli affreschi che riproducono figure di profeti che è stato possibile riportare alla luce di recente grazie ai lavori di manutenzione della chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni prima domenica di settembre qui si celebra la <strong>Festa di Mocchirolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi interessati a una <strong>visita guidata</strong> possono contattare l’Associazione Amici dell’Arte (info@amiciarte.it o prenota@amiciarte.it) o l’Associazione Oratorio di Mocchirolo (cultura@comune.lentatesulseveso.mb.it).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesetta è situata in una <strong>proprietà privata</strong>: per questo motivo occorre fornire comunicazione in anticipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mocchirolo tra passato e presente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1877, <strong>lo storico dell’arte milanese Giulio Carotti</strong> <a href="http://emeroteca.braidense.it/eva/sfoglia_articolo.php?IDTestata=26&amp;CodScheda=113&amp;SearchString=archivio&amp;CodVolume=776&amp;CodFascicolo=5870&amp;CodArticolo=60668" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dedicò</a> all’Oratorio di Mocchirolo un articolo intitolato <em>Pitture giottesche nell’Oratorio di Mocchirolo, a Lentate sul Seveso</em>, nel quale – fra l’altro – proponeva di identificare in Stefano Porro (colui che aveva fatto costruire l’Oratorio di Santo Stefano) anche il committente della chiesetta del Mocchirolo: ipotesi che in seguito è stata smentita poiché, come ti ho raccontato, oggi si ritiene che il committente del Mocchirolo fosse un altro membro della famiglia Porro. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riporto qui alcuni passaggi di quell’articolo, che pure è <strong>vecchio di un secolo e mezzo</strong>, per il solo gusto di regalarti un piccolo tuffo nel passato e lasciarti immaginare come fosse Lentate all’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A mezzo cammino fra Milano e il lago di Como, a quel punto in cui le profilate ed ubertose colline moreniche vengono a fondersi nella pianura e negli ultimi loro declivi rinserrano il Seveso, si adagia l’antico borgo di Lentate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carotti illustrava il<strong> rilievo del Mocchirolo</strong> come una “graziosa collina morenica, terminante, diversamente dalle altre, in un rotondo ed imboschito cumignolo”, un “ridente poggio con distesa veduta sulla pianura brianzola verso S. Pietro, Seregno, Monza e Milano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, poi, la<strong> descrizione dell’Oratorio di Mocchirolo</strong>: “L’oratorio di Mocchirolo, di proprietà del signor Egidio Isacco, è un piccolo edificio composto di due corpi quadrangolari incassati l’un nell’altro a guisa di scatole […]. Le pitture a fresco si trovano nel coro od altare, al quale fu previamente data la forma di un grande arco ogivale, od a sesto acuto, poco acuminato nel vertice e rientrante al disotto del piano d’imposta. Tutta quella parte dell’oratorio è adunque coperta d’affreschi; e questi per la molteplicità degli argomenti, per la grandiosità dell’arte e per la loro bellezza, ne accrescon di molto le proporzioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco: l’Oratorio di Mocchirolo non è la solita chiesetta di campagna, ma <strong>un vero e proprio giallo</strong> lungo oltre sei secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Metti da parte i libri di storia dell&#8217;arte classici, perché qui c’è il ritmo di un <strong>thriller culturale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è<strong> uno degli angoli meno conosciuti e più affascinanti della Brianza</strong>: un tempio di mattoni sopravvissuto a esplosioni, umidità, stravolgimenti architettonici, polemiche, passaggi di proprietà e bombe.</p>



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