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Il fiume Lambro al Molino Bassi

Il fiume Lambro e la prima denuncia di inquinamento ambientale in Italia

Una passeggiata lungo la riva del fiume Lambro nella zona di Molino Bassi a Sovico può essere l’occasione per scoprire la vicenda della prima denuncia di inquinamento ambientale da parte di comuni cittadini nella storia del nostro Paese: risale alla fine del XIX secolo e… se vuoi scoprire il resto ti basta proseguire nella lettura!

La denuncia del fiume Lambro inquinato

Il fiume Lambro vanta un primato non troppo onorevole: questo corso d’acqua, infatti, è stato oggetto della prima petizione popolare contro l’inquinamento realizzata da comuni cittadini nel nostro Paese.

Molino Bassi, il fiume Lambro
Il Lambro a Sovico nella zona di Molino Bassi

Nel 1894, infatti, gli abitanti di Molino Bassi – una frazione di Sovico – si rivolsero al sindaco per lamentarsi dell’inquinamento delle acque del Lambro causato dalla filatura Galeazzo Viganò tra Ponte Albiate e Triuggio.

La popolazione locale scelse di contattare le autorità in seguito a numerosi episodi di contaminazione delle acque: il 3 ottobre del 1894 fu inviata una lettera al sindaco di Sovico.

Il 7 novembre giunse una risposta della sottoprefettura che chiedeva al sindaco di diffidare Galeazzo Viganò dall’inquinare con il cloro il fiume Lambro.

Sovico, il Mulino Bassi e il Lambro
Un’altra immagine del Lambro a Sovico

Le lamentele dei cittadini, dunque, vennero accolte: alla manifattura Galeazzo Viganò fu vietato di scaricare acque inquinanti nel Lambro. Inoltre, le fu imposto di ripopolare il fiume con una quantità di pesci pari a quella degli esemplari scomparsi a causa del danno ambientale provocato.

Così, non solo i pesci ma anche gli uccelli acquatici tornarono a fare capolino nel Lambro, mentre i mugnai e i pescatori poterono ricominciare a lavorare.

Il fiume Lambro al Molino Bassi
Il fiume Lambro oggi, nella zona di Molino Bassi

Quello, tuttavia, fu solo il primo di una serie di episodi di inquinamento del fiume. Ma questa è un’altra storia.

La lettera dei cittadini di Molino Bassi

“Onorevole Signor Sindaco.

Molino Bassi frazione del comune di Sovico, il 3 ottobre 1894.

E’ già di alcun tempo, che i sottoscritti intendevano pregare caldamente la S.V.I. acciò abbia a prendersi a cuore di un necessario provvedimento sul fiume Lambro, dallo stabilimento di proprietà signor Galeazzo Viganò di Triuggio, che di frequente manda nel citato fiume tutti gli spurghi di cloro e vari altri acidi nocivissimi alla salute, arrecando istantaneamente la morte a tutto il pesce del fiume per una tratta di circa un chilometro e di questi noi pure attestiamo come possono attestare molti altri che in quei giorni che getta quelle sostanze fecero una abbondante raccolta di pesce morto, e in putrefazione di non poterlo mangiare. Dunque Ella saprà benissimo che gli abitanti di questa frazione sono obbligati assolutamente a godere, pei bisogni di famiglia la stessa acqua che venne alterata per mezzi velenosi. Oltre poi alla popolazione di codesta frazione, si fanno socci a questa istanza una compagnia annonime pure di Sovico, i quali hanno in subapalto il diritto di pesca sullo stesso fiume i quali restano danneggiati in confronto di quello che pagano annualmente. Dunque noi tutti siamo fiduciosi che Ella non mancherà ad un dovere, giusto, umanitario ed igienico onde rimediare al più presto possibile onde poter evitare qualsiasi mali ancora.

Colla massima stima la Riveriamo.

Gli abitanti del Molino Bassi

Il fiume Lambro nella zona di Molino Bassi

Se vuoi scoprire com’è il fiume Lambro oggi nella zona di Molino Bassi, puoi andare a Sovico in via Molino Bassi, appunto. Ti consiglio di scoprire questo angolo di Brianza, capace di regalarti scorci davvero suggestivi.

Nel post qui sotto trovi tutte le indicazioni che ti servono per una passeggiata o un giro in bici lungo il percorso ciclopedonale che costeggia il Lambro. Inoltre, potrai scoprire che cosa vedere a Sovico, come arrivare e dove mangiare.

La filatura Galeazzo Viganò oggi

Oggi ciò che resta della filatura Galeazzo Viganò può essere annoverato tra i luoghi abbandonati della Brianza: puoi vedere gli edifici sopravvissuti recandoti a Triuggio in via Galeazzo Viganò.

Se desideri saperne di più, comunque, ti basta leggere il post qui sotto.





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