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Vetrate di Giussano, Dedalo e Icaro

Aligi Sassu e le vetrate di Giussano

Le vetrate di Aligi Sassu nella sala consiliare del palazzo municipale di Giussano rappresentano una delle opere d’arte più spettacolari di tutta la Brianza. Ti piacerebbe saperne di più e capire se e come le vetrate possono essere ammirate da vicino? Leggi questo post e troverai tutte le informazioni utili per scoprire questa fantastica location.

Le vetrate di Aligi Sassu nella sala consiliare di Giussano

La sala consiliare del comune di Giussano è decorata con quattro magnifiche vetrate create da Aligi Sassu: si tratta di un’opera d’arte davvero unica, per un perimetro complessivo di 41 metri di lunghezza e 2.15 metri di altezza.

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I lavori per la realizzazione delle vetrate sono iniziati nel 1990; l’inaugurazione risale al 1994.

Le vetrate di Aligi Sassu nel municipio di Giussano
Una delle vetrate di Aligi Sassu nel municipio di Giussano

Le vetrate sono dedicate a:

  • Alberto da Giussano, leggendario protagonista della battaglia di Legnano;
  • fra Giovanni da Giussano, uno dei progettisti e architetti del Duomo di Milano;
  • Gabrio Piola, matematico e fisico vissuto nell’Ottocento, originario di una famiglia nobile di Giussano;
  • la storia dell’uomo e il progresso.

Ti va di vederle da vicino?

Alberto da Giussano e Il Parlamento

Le vetrata dedicata ad Alberto da Giussano è conosciuta come “il Parlamento”, in riferimento all’omonimo componimento poetico di Giosuè Carducci che fa parte della Canzone di Legnano dello scrittore toscano: si rievoca la battaglia di Legnano del 29 maggio del 1176, con la vittoria dei comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, intenzionato a ristabilire i poteri imperiali a Milano.

Il Parlamento di Giosuè Carducci
La vetrata del Parlamento

La vetrata immortala gli istanti che precedono la battaglia: viene rappresentato il momento dell’annuncio al Console Gherardo dell’arrivo di Barbarossa a Como, città che – alleandosi con l’imperatore – tradisce la Lega Lombarda. A portare la notizia è un messaggero a cavallo, giunto a Milano da Porta Nuova (“Ed ecco un messaggero entra in Milano/Da Porta Nova a briglie abbandonate“, scrive Carducci).

Il cavallo di Aligi Sassu nel municipio di Giussano
Il messaggero a cavallo

Il Console Gherardo è raffigurato di fronte alla Basilica di San Simpliciano di Milano, atterrito e sorpreso dalla notizia. Di fianco a lui ci sono alcuni cavalieri, in attesa della battaglia.

Il Console Gherardo di Aligi Sassu
Il Console Gherardo

I cavalli sono un tema ricorrente nell’arte di Sassu, simbolo dell’energia della natura e dotati di una specifica personalità.

I soldati hanno le armi in mano e lo sguardo rivolto verso i comandanti, come ad aspettare le loro istruzioni.

Soldati nelle vetrate di Giussano
I soldati con le armi in mano e i cavalli, tema ricorrente nell’opera di Sassu

Il cielo è pieno di grossi nuvoloni, ma solo dalla parte del messaggero, come a sottolineare le infauste notizie di cui si fa latore.

Accanto ai soldati il popolo, riunitosi nella piazza in Parlamento (da cui il titolo), invoca Alberto da Giussano alla guida della ribellione contro gli invasori.

Alberto da Giussano nelle vetrate di Aligi Sassu
Il Parlamento e, sopra le teste delle persone radunate in piazza, i grandi nuvoloni nel cielo

Fra i popolani ne spiccano due sulla destra: uno rivolto verso il Console e l’altro con i pugni al cielo, come a invocare la libertà.

Il mantello bianco del Console Gherardo, su cui risalta un monile di fattura medievale, contrasta con il rosso del cavaliere, che appare come una saetta, una freccia di fuoco.

Cavallo di Aligi Sassu nelle vetrate di Giussano
I due popolani e, accanto, il cavallo che sfreccia come una saetta infuocata

La vetrata è dedicata ad Alberto da Giussano; egli però non viene mostrato direttamente, come a voler riproporre l’alone di mistero che circonda questa figura leggendaria.

Fra Giovanni da Giussano

La vetrata con Fra Giovanni da Giussano mostra uno spaccato della costruzione del Duomo di Milano.

Fra Giovanni da Giussano
La vetrata dedicata a Fra Giovanni da Giussano

Fra Giovanni da Giussano era un frate domenicano predicatore nel convento di Sant’Eustorgio. Vissuto tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, fu matematico, teologo e architetto: seguì il cantiere della Fabbrica del Duomo di Milano, in qualità di esperto di problemi tecnici, per circa 20 anni a partire dal 1392.

Nel 1410 gli fu perfino messa a disposizione una mula che gli consentiva di raggiungere il cantiere dal convento pur essendo colpito da podagra.

La vetrata di Fra Giovanni da Giussano
Fra Giovanni da Giussano

E proprio in sella a una mula bianca Fra Giovanni viene ritratto nella vetrata, mentre è circondato da operai e lapicidi (gli addetti che incidevano le iscrizioni sul marmo).

Di fianco a lui, a sinistra, il direttore dei lavori con un vestito rosso consulta i progetti della cattedrale; a destra, invece, il capocantiere aspetta indicazioni.

Fra Giovanni da Giussano di Aligi Sassu
Fra Giovanni da Giussano tra il direttore dei lavori e il capocantiere

Sullo sfondo, dietro alcune lastre di marmo in primo piano, il Duomo in costruzione; si riconoscono la zona circolare dell’abside e i contrafforti del corpo longitudinale.

Il Duomo di Milano nelle vetrate di Giussano
Il Duomo di Milano in costruzione

Anche qui Sassu rappresenta un cavallo, trattenuto con fatica da un carrettiere e con le zampe impuntate.

La parte sinistra della vetrata mostra alcune sculture del Duomo, con un telamone e la statua della guglia Carelli, la più antica della cattedrale: fu realizzata nel 1404 da Giorgio Solari e ritrae San Giorgio con la lancia in mano. Il volto, però, non è quello del santo, ma di Gian Galeazzo Visconti. Dopo la morte del padre Galeazzo II, Gian Galeazzo era entrato in possesso dell’intero territorio milanese, e aveva deciso di contribuire alla realizzazione del Duomo.

La statua della guglia Carelli del Duomo di Milano
La statua della guglia Carelli del Duomo nella vetrata di Sassu

La figura di Gian Galeazzo, non a caso, viene osservata dagli operai della fabbrica con atteggiamento quasi sottomesso: è lui il signore a cui ci si deve rivolgere per qualunque intervento.

Dietro si nota una delle chiatte che venivano utilizzate per trasportare il marmo di Candoglia lungo il Naviglio, con un putto appeso a un grande ramo come ornamento della prua.

La statua di San Giorgio del Duomo
La statua di San Giorgio con il volto di Gian Galeazzo Visconti

Anche sul lato destro c’è un barcone carico di marmi; è attraccato a riva, mentre il suo contenuto viene trasferito a terra da operai che si aiutano con una carrucola.

La vetrata è completata da una vista su Milano, con alti palazzi sulla sinistra e caseggiati colorati sulla destra, con la scelta del colore verde che fa immaginare la vicinanza delle campagne dei dintorni.

La vetrata della sala consiliare con Fra Giovanni da Giussano
Il barcone carico di marmi e, sullo sfondo, Milano

Gabrio Piola

La vetrata che raffigura Gabrio Piola può essere “letta” sia da sinistra verso destra che da destra verso sinistra. Piola è rappresentato sul lato destro.

La vetrata di Gabrio Piola
La vetrata dedicata a Gabrio Piola

Ma chi era Gabrio Piola? Nato nel 1794 a Milano e morto nel 1850 a Giussano, fu un famoso matematico dalle importanti virtù umane. Appassionato di filosofia e teologia, scrisse diversi trattati di meccanica e fisica.

A Milano, piazzale Piola (dove c’è anche una fermata della linea verde della metropolitana) è dedicata proprio a lui!

Gabrio Piola a Giussano
Gabrio Piola

Ma torniamo alla vetrata: il ritratto dello studioso è una riproduzione della statua a lui dedicata realizzata nel 1857 dallo scultore Vincenzo Vela, oggi situata nel cortile d’onore del palazzo di Brera a Milano.

Se osservi la vetrata da sinistra verso destra, puoi notare una commistione di colori e di forme indistinta che gradualmente si trasforma in una serie di numeri sempre più riconoscibili a mano a mano che ci si avvicina a Piola, come se fosse lui a dare loro un senso e una razionalità.

Aligi Sassu e il futurismo
Le forme e i colori indistinti delle combinazioni astratte della parte sinistra della vetrata dedicata a Gabrio Piola

Se, invece, osservi la vetrata da destra verso sinistra, sembra quasi che i numeri provengano dalla mente di Piola, simboleggiando il suo desiderio di conoscenza. Progressivamente, poi, le forme si perdono nel linguaggio dell’astrattismo.

Il matematico Gabrio Piola di Giussano
Gabrio Piola e i numeri che fuoriescono dalla sua mente

Qualunque sia il senso di lettura che vuoi dare a quest’opera, ti renderai conto che Sassu è riuscito a colorare la matematica, con tanti incastri tra le cifre che vogliono raccontare non solo le infinite combinazioni di numeri, ma soprattutto le potenzialità illimitate della mente umana.

La matematica, così, è sì teoria astratta ma anche realtà concreta: e l’accostamento tra i toni freddi e quelli caldi contribuisce ad accentuare la sensazione di tridimensionalità.

Il progresso

La vetrata dedicata al progresso ripropone il soggetto di uno studio che Aligi Sassu aveva realizzato negli anni Settanta per un mosaico che poi non era più stato realizzato.

La vetrata del progresso nella sala consiliare di Giussano
La vetrata del progresso

L’artista ha scelto di ripercorrere alcune tappe importanti della storia dell’umanità, a partire dalla preistoria fino alla conquista dello spazio: l’evoluzione della civiltà.

La vetrata va letta da sinistra: si inizia con l’arcobaleno in alto, che domina la materia informe da cui è iniziata la vita.

L'arcobaleno della vetrata del progresso di Giussano
L’arcobaleno

Ecco, poi, un uomo e una donna nudi: una coppia primitiva, dallo sguardo spaventato, senza difese. I due si stringono l’uno all’altro, e nel loro essere timorosi rivelano le conseguenze dell’ignoranza: un atteggiamento di chiusura e di paura nei confronti dell’ignoto.

La coppia di primitivi delle vetrate di Aligi Sassu
La coppia di primitivi

Dietro i due primitivi ci sono le ombre di due figure in una grotta: è un richiamo al mito della caverna di Platone, che paragona gli uomini ignoranti a cavernicoli imprigionati in una caverna e impossibilitati a capire ciò che succede nel mondo esterno.

Tra la coppia di primitivi e le due figure nella grotta c’è la personificazione dell’ignoranza, rappresentata da un gigante che sembra avere le braccia legate dietro la schiena e la testa fasciata, con le orecchie, la bocca e gli occhi coperti. Un’immagine simile era stata realizzata da Aligi Sassu a Ozieri in una pittura murale eseguita nel 1969 per la parete della scuola media “Grazia Deledda”, successivamente trasformata in un mosaico.

Sopra la personificazione dell’ignoranza c’è il Minotauro: un richiamo al labirinto, che rappresenta lo smarrimento dell’uomo causato dall’ignoranza, e alla bestialità che scaturisce dalla mancata conoscenza.

L'ignoranza con la testa fasciata di Aligi Sassu
Da sinistra: le due figure del mito della caverna di Platone; l’ignoranza con la testa fasciata; il Minotauro

Accanto, ecco Dedalo e Icaro: il primo ha un compasso in mano, con il quale traccia i confini del mondo, ed è simbolo dello spirito di ricerca; il secondo ha le ali, e raffigura il volo della fantasia.

Un’altra interpretazione potrebbe far pensare alla figura di Dedalo come quella di un qualunque uomo di scienza o addirittura di Dio Creatore; in questo caso Icaro non sarebbe che un Angelo.

Vetrate di Giussano, Dedalo e Icaro
Dedalo e Icaro

Dedalo e Icaro sembrano proteggere i sei soggetti rappresentati sotto di loro. Quella più a sinistra ritrae un uomo che coltiva, figura di passaggio tra la coppia di primitivi e gli uomini più evoluti che, non a caso, sono davanti a una striscia di fuoco. Il fuoco fu la prima grande scoperta dell’uomo, ma anche la prima fonte di energia: simbolicamente, corrisponde alla conoscenza che illumina.

E a proposito di fuoco, lo si ritrova anche nella figura di donna accanto, una sorta di trasposizione al femminile dell’uomo vitruviano. Rappresenta la ragione che spazza le catene ai polsi di un’altra donna accovacciata sotto di lei: sono le catene dell’ignoranza, da cui deriva l’oppressione.

La donna vitruviana nelle vetrate del municipio di Giussano
La ragione libera dall’ignoranza

Nella parte destra della vetrata sono immortalate le scoperte più importanti della scienza. Sopra la struttura dell’atomo ci sono due scienziati: uno dei due è Albert Einstein, e indica il cielo. Come dire: dall’infinitamente piccolo (l’atomo) all’infinitamente grande (l’universo).

Albert Einstein e le vetrate del comune di Giussano
I due scienziati (uno dei due ricorda Albert Einstein) con la struttura dell’atomo

Infine, ecco immortalata la conquista dello spazio, con due astronauti in tuta rossa, a richiamare le immagini che negli anni Sessanta diffuse il russo Yuri Gagarin.

Gli astronauti di Aligi Sassu a Giussano
Gli astronauti russi

Chi era Aligi Sassu

Aligi Sassu era solito definire la sala consiliare del comune di Giussano “la sua Cappella Sistina”.

Ma chi era Sassu? Aligi Sassu nasce il 17 luglio del 1912 a Milano, figlio di Lina Pedretti, pittrice dilettante, e di Antonio Sassu, uno dei fondatori del Partito Socialista di Sassari.

Aligi Sassu nella sala consiliare di Giussano
Il bassorilievo che ritrae Aligi Sassu nella sala consiliare di Giussano

Ancora bambino, si trasferisce con la famiglia a Thiesi, in Sardegna, località di provenienza del padre: è qui che scopre i cavalli che rimarranno impressi nella sua memoria a tal punto da divenire un tema ricorrente nella sua opera.

Tornato a Milano nel 1924, si appassiona all’arte e in particolare al futurismo. Nel 1928 sottoscrive con Bruno Munari il Manifesto della pittura “dinamismo e riforma muscolare”.

Intorno al 1930 si allontana dal futurismo. Dopo aver vissuto e lavorato a Parigi, torna a Milano; qui nel 1935 fonda una cellula antifascista. Due anni più tardi viene arrestato: finisce in prigione, prima a San Vittore e poi a Regina Coeli in isolamento. Quindi viene trasferito al carcere di Fossano, in Piemonte, dove può riprendere a disegnare. Nel 1938 viene scarcerato per effetto di una grazia concessa dal Re.

Con lo scoppio della guerra viene assegnato al reggimento dei Lupi di Toscana, ma dopo sei mesi viene congedato. Poco dopo si sposa con Fernanda Rolandi, e poi riprende a cooperare con i gruppi antifascisti.

Entrato in crisi per la morte della figlia Maria Antonietta, uccisa dalla meningite a soli tre anni, e per la fine del suo matrimonio, si trasferisce ad Albisola.

Nel 1953 apre uno studio nell’isola di Maiorca.

Nel 1972 si sposa con Helenita Olivares, soprano colombiano. Vivrà in Spagna e in Italia, prima a Monticello Brianza e poi a Milano.

Nel 1990 inizia a lavorare alle vetrate di Giussano.

Aligi Sassu e le vetrate di Giussano
Uno scorcio della sala consiliare del municipio di Giussano con due delle vetrate di Aligi Sassu

Muore il 17 luglio del 2000, giorno del suo 88esimo compleanno, a Pollença di Maiorca.

Come sono state realizzate le vetrate di Aligi Sassu?

I bozzetti di Aligi Sassu sono stati messi in opera dalla bottega di Tito Toneguzzo, maestro vetraio di Monza, con la tecnica delle dalles de verre (dal francese, “mattonelle di vetro”).

Aligi Sassu e Tito Toneguzzo
La firma di Aligi Sassu e Tito Toneguzzo

Le dalles de verre sono lastre di vetro con uno spessore compreso fra i 2 centimetri e i 2 centimetri e mezzo. Nelle vetrate tradizionali, invece, lo spessore di solito è di 4 millimetri. Per questo le dalles vantano un’intensità cromatica decisamente superiore.

Visto che la vetrata a dalles è più spessa, e quindi più pesante, è necessario che la struttura venga armata con uno scheletro in ferro: ecco perché le divisioni tra i tasselli sono più grandi, e contribuiscono a definire la composizione in maniera significativa.

La realizzazione delle dalles de verre avviene tramite colatura: si toglie la pasta vitrea dal crogiuolo, la si versa negli stampi e la si distende, così che le lastre che si ottengono possano avere uno spessore omogeneo.

Per le vetrate di Giussano, Aligi Sassu ha scelto di lavorare la superficie a vista con lo scalpello solo al termine dell’assemblaggio, in modo da poter controllare direttamente gli effetti cromatici e luminosi ottenuti. Ne derivano delle lunghe e sottili scheggiature, grazie a cui la superficie del vetro in diversi punti assomiglia quasi a quella della pietra grezza, del marmo o della madreperla.

Le vetrate di Aligi Sassu a Giussano
Le vetrate di Aligi Sassu della sala consiliare di Giussano

Questo tipo di lavorazione, inoltre, dà vita a leggeri scarti di spessore e diverse inclinazioni, che servono a mettere in evidenza dettagli specifici e a rendere la superficie più movimentata.

Dove si trovano le vetrate di Aligi Sassu a Giussano

Le vetrate di Aligi Sassu si trovano nella sala consiliare del palazzo municipale di Giussano, in piazzale Aldo Moro 1.

Se scegli di arrivare a Giussano in auto, puoi trovare parcheggio in via D’Azeglio o in via Milano, di fronte all’ospedale.

Preferisci arrivare a Giussano in treno? Allora devi fare riferimento alla stazione di Carugo. Uscito dalla stazione, gira a destra e attraversa il passaggio a livello per imboccare via Battisti. Andando sempre dritto, ti ritrovi a Giussano; continua ad andare dritto e, dopo aver superato la Chiesa dell’Addolorata, sarai in piazza San Giacomo. Qui devi girare a destra in piazza Roma; allo stop vai dritto in via Borella. Allo stop successivo oltrepassa piazza San Carlo e prosegui in via Borella, per poi continuare lungo via Milano, fino a quando non troverai il municipio sulla tua destra.

Infine, volendo arrivare a Giussano in autobus ti conviene sfruttare la linea Z231 e scendere alla fermata Milano/Moro (Ospedale). Da qui, lasciandoti l’ospedale sulla sinistra, ti basta percorrere poche decine di metri per vedere il palazzo municipale alla tua destra.

Le vetrate nella sala consiliare del municipio di Giussano
La vetrata dedicata a Fra Giovanni da Giussano

Le vetrate possono essere ammirate da vicino solo nelle occasioni in cui la sala consiliare viene aperta al pubblico, durante eventi speciali o per Ville Aperte. Oppure puoi candidarti alle elezioni amministrative e sperare di entrare nel Consiglio Comunale di Giussano 🙂

Se vuoi ulteriori informazioni, comunque, puoi contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Giussano al numero 0362 358250 o scrivendo una mail a cultura@comune.giussano.mb.it.

Che cosa vedere a Giussano

Dopo aver ammirato le vetrate di Aligi Sassu nella sala consiliare del municipio di Giussano, potresti andare alla scoperta di tutte le altre bellezze della città. Se cerchi dei consigli per un possibile itinerario, dai uno sguardo al post qui sotto: ti suggerisce non solo che cosa vedere a Giussano, ma anche dove fermarti a pranzo o a cena.






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Ci tengo a segnalarti, infine, che scrivere questo post ho trovato informazioni preziose nel libro Storia di un artista scolpita nel vetro di Maria Laura Colzani.

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