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Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: le nozze di Cana

Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù

Vuoi entrare con me nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù? In questo post ti porto (virtualmente) dentro una delle chiese più affascinanti della Brianza: se ti va, scoprirai gli affreschi del XVII secolo visibili al suo interno, ma anche storie curiose e dettagli che ti faranno venir voglia di visitare questo santuario. Via!

La storia del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù

Il Santuario della Madonna dei Miracoli fu costruito a partire dal 1554, ma per conoscere tutta la sua storia dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino a un evento avvenuto poco più di dieci anni prima: l’Apparizione della Vergine a una contadina del posto.

L’apparizione della Madonna dei Miracoli

Correva il mese di maggio del 1543 quando una ragazza di Cassina Novello, di nome Angiolina, decise di recarsi in campagna per andare a pregare l’immagine di Santa Maria Bella dipinta sul muro di un pilastro all’esterno della porta di Campo Rotondo.

Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù

In quel periodo la famiglia di Angiolina, così come quelle degli altri contadini del posto, si trovava in condizioni di estrema povertà, poiché l’anno precedente ripetute tempeste avevano compromesso il raccolto di grano.

Finita la preghiera, Angiolina notò la presenza di una splendida signora con una veste bianca che le faceva segno di avvicinarsi, e le andò incontro. La matrona le disse che la segale era pronta per essere mietuta.

Così, la giovane tornò a casa e raccontò tutto; e in effetti il grano poté essere raccolto, anche se in teoria non avrebbe dovuto essere maturo in quei giorni. Ben presto la notizia del miracolo si diffuse, e da allora la Madonna dei Miracoli divenne oggetto di devozione.

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Un manoscritto dell’epoca menziona oltre un centinaio di miracoli che sarebbero avvenuti per intercessione della Vergine, di cui quasi 40 guarigioni verificatesi tra maggio e settembre del 1554.

L’immagine della Madonna Bella presso la quale era andata a pregare Angiolina – probabilmente di origine quattrocentesca – si trova ancora oggi nel santuario, sull’altare di marmo tra il presbiterio e il coro. La Vergine è ritratta seduta in trono, porgendo il seno destro a Gesù Bambino che le sta in grembo.

La Madonna Bella nel Santuario di Cantù
L’altare con la Madonna Bella

Si ipotizza che questa immagine si trovasse sopra il rudere di una chiesetta in un terreno del conte Vitaliano Borromeo, chiamato dalla popolazione locale Prayrollo.

La Madonna Bella del santuario di Cantù
L’immagine della Madonna Bella. La Vergine porge il seno destro al Bambino che le sta in grembo ed è seduta su un trono in legno, ricoperto da una stoffa pregiata, con tre cuspidi in cima. Ai suoi lati ci sono due angeli, uno dei quali suona un liuto

Il crollo

Come detto, il santuario venne eretto a metà del XVI secolo. La costruzione ebbe l’approvazione dell’arcivescovo di Milano Giovannangelo Arcimboldi: ciò vuol dire che l’autorità ecclesiastica aveva vagliato i miracoli conclamati e, dopo un processo regolare, aveva emesso sentenza favorevole.

Storia del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
La lapide all’interno del santuario che ricorda la storia della costruzione dell’edificio

La prima pietra venne posata l’11 maggio del 1554. Arcimboldi, però, non fece in tempo a vedere l’edificio finito, poiché morì il 6 aprile del 1555.

Angelo Arcimboldo e il santuario di Cantù
La lapide nel santuario che ne ricorda l’erezione recita: TEMPLUS ISTUD R.MO IO ANG ARCIMBOLDO ARCHIEP MEDIOL VISU ET APPROBATU FIDELIU OBLATIONIBUS LABORIBUSQ NOBILIU ALEX SOLE IO BAPTISTE CRIBELLI AD SOCIOR PRIOR A POPULO ELECTOR AEDIFICATU EST I 5 5 5 (“Questo tempio visto e approvato dal reverendissimo Angelo Arcimboldo, arcivescovo di Milano, fu eretto nell’anno 1555 con le offerte dei fedeli e con le azioni dei nobili Alessandro Sola e Giovanni Crivelli e dei componenti il priorato eletto del popolo”). Alessandro Sola fu Console di Giustizia a Milano e in seguito Procuratore Generale del territorio di Cantù per nomina del Governatore; morì nel 1567. Era parente di Andrea Sola, Vicario perpetuo della chiesa matrice di Galliano e poi Preposto della chiesa parrocchiale di San Paolo

Il 10 luglio del 1606 la chiesa fu visitata dal Cardinal Federico Borromeo. Proprio grazie agli atti di questa visita sappiamo com’era l’edificio all’epoca: suddiviso in tre navate coperte da tre volte, di cui quella centrale più alta di oltre due metri rispetto a quella attuale. L’immagine della Madonna Bella si trovava su un “murellucchio” in una cappella minore rivestita di affreschi, sopra un altare in legno con una croce in rame dorato.

Con gli anni, la gestione della chiesa venne alimentata dalle elargizioni delle famiglie più facoltose del territorio e dalle offerte dei fedeli: bozzoli, olio di semi, grano, uova e pollame.

Nel 1831 venne aperto il grande viale che, ombreggiato da platani, ancora oggi mette in comunicazione il santuario con via Ariberto.

Nel 1833 si decise di rinnovarne gli interni della chiesa, le cui pareti erano scrostate: a tale scopo venne consultato l’architetto Giacomo Moraglia, il quale suggerì di ridurre i pilastri a stucco lucido e di rinnovare l’altare maggiore.

Il 9 ottobre del 1837, con i lavori in corso, crollò uno dei pilastri, trascinando con sé le volte adiacenti e una porzione di tetto della navata di destra. Nessuna persona morì nel disastro, e ciò venne attribuito alla benevolenza della Vergine.

Causa del crollo era stata la costruzione originaria difettosa, da cui derivava la pessima struttura del pilastro, realizzato con mattoni e cemento scadenti.

Che fare, a quel punto? Ripristinando le antiche strutture, come avrebbe voluto la maggior parte della popolazione locale, sarebbe stato possibile salvare quasi tutti gli affreschi della volta centrale.

Tuttavia non fu questa la decisione presa, visto che si optò per demolire del tutto la parte lesionata per poi provvedere alla ricostruzione: così il 15 agosto del 1843 fu inaugurato il nuovo santuario.

Il nuovo santuario

Nel 1852 il pittore Pompeo Calvi, allievo di Giovanni Migliara, si occupò della realizzazione dell’altare in marmo. Calvi ai tempi viveva in quella che oggi è nota come Villa Calvi, e che in passato è stata anche sede del municipio di Cantù.

L'altare del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
Ecco come appare oggi l’altare del santuario. La cimasa, cioè la parte superiore sporgente, sorregge una Madonnina e due piccoli angeli; accanto al dossale (la facciata anteriore dell’altare) sono presenti due statue di angeli in preghiera
L'altare del santuario di Cantù
Vista ravvicinata dell’altare: sopra l’immagine della Madonna Bella c’è un riquadro con un medaglione che accoglie un busto di Cristo; sotto, un bassorilievo raffigura la scena della nascita della Vergine

Nel 1886 il milanese Eugenio Moreri venne chiamato a restaurare i dipinti del coro. Vi provvide in modo quantomeno… bizzarro, visto che lasciò incisa la propria firma, insieme con la data di esecuzione dei lavori, tra le gambe di uno dei soggetti ritratti nell’affresco delle nozze di Cana (per fortuna questo piccolo scempio verrà risanato nel 1957, con i nuovi restauri realizzati da Ottemi della Rotta).

Anche se la chiesa era stata ricostruita, però, la facciata si trovata ancora a uno stato rustico. Pertanto nel 1900 si chiese all’architetto Italo Zanolini di progettarne una nuova: quella che puoi vedere ancora oggi.

La facciata del santuario di Cantù
La facciata del santuario
Santuario di Cantù: la facciata
La lapide che ricorda i promotori del rifacimento della facciata

Di stile classicheggiante, la facciata è divisa in tre parti da lesene nella parte inferiore; in alto una nicchia raggiata accoglie la statua dell’Immacolata Concezione, valorizzata da un’ornamentazione barocca.

La statua dell'Immacolata Concezione del santuario di Cantù
La statua dell’Immacolata Concezione

Nel 1909 Carlo Arnaboldi, direttore della Regia Scuola d’arte del mobile e del merletto, disegnò un nuovo pulpito in stile cinquecentesco. Le quattro specchiature riportano quattro scene intagliate:

  • il miracolo del 1543;
  • la costruzione del santuario;
  • la Resurrezione di Lazzaro;
  • La Presentazione al Tempio di Maria.
Il pulpito del Santuario della Madonna dei Miracoli
Il pulpito

Il 23 settembre del 1928 la Madonna Bella venne incoronata, con due corone d’oro ornate di pietre che erano state disegnate da Alfonso Orombelli e benedette da papa Pio XI nel 1926.

La Madonna Bella nel Santuario della Vergine dei Miracoli
Hai notato le due corone sul capo della Vergine e su quello del Bambino?

Alla cerimonia presero parte l’arcivescovo di Udine Giuseppe Nogara, l’arcivescovo di Milano Eugenio Tosi e l’arcivescovo di Trebisonda Giuseppe Antonio Zucchetti. L’incoronazione era stata richiesta esplicitamente dal cardinale Andrea Carlo Ferrari durante la sua visita del pastorale del 15 agosto del 1920; egli, tuttavia, morì nel 1921, e non fece in tempo ad assistere al soddisfacimento del suo desiderio.

L'incoronazione della Madonna Bella del Santuario della Madonna dei Miracoli
La lapide che ricorda l’evento dell’incoronazione

Le decorazioni del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù

Nel 1570 Carlo Borromeo, visitando la chiesa, aveva suggerito di affrescare la Cappella Grande (l’attuale presbiterio).

Solo negli anni ’30 del XVII secolo, però, fu affidato a Giovan Mauro della Rovere il compito di affrescare il presbiterio: sulla cupola si legge la data 1637, mentre il dipinto dell’Adorazione dei Magi riporta la firma dell’autore e la data 1638.

La firma di Giovan Mauro della Rovere nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
Dettaglio dell‘Adorazione dei Magi: la data e la firma di Giovan Mauro della Rovere sullo scalino

Si ritiene opera di della Rovere anche l’affresco del sottotetto della navata principale, che raffigura gli Apostoli al sepolcro della Vergine.

Chi era Giovan Mauro della Rovere

Giovan Mauro della Rovere nacque nel 1575 a Milano: suo padre Riccardo era nativo di Anversa (da qui il soprannome Fiammenghino dato a Giovan Mauro e a suo fratello Giovanni Battista, a sua volta pittore) ma si era trasferito in Lombardia da giovane. Il cognome originario forse era Roux d’Emes, italianizzato in della Rovere.

Allievo di Camillo Procaccini, Giovan Mauro della Rovere in Brianza realizzò:

Giovan Mauro della Rovere morì nel 1640, poco dopo aver portato a termine gli affreschi del santuario canturino.

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: la cupola

Della Rovere dedicò la cupola della chiesa al tema dell’Assunta, con la rappresentazione di un porticato ad anello visto dal basso. La Vergine è raffigurata su una lastra in metallo (collocata per coprire un foro realizzato in precedenza), al centro di una corona di nuvole e angeli che suonano.

La cupola del santuario di Cantù
La cupola del santuario

Il porticato è suddiviso in otto scomparti da colonne ioniche, tra le quali sono rappresentati i profeti Geremia ed Ezechiele e i re Davide e Salomone. I cartigli sotto di loro formano la frase Ego in altissimo habito, et tronus meus in columnia nubis. Gyrum coeli circuivi sola, et profundum abyssi penetravi: “Io [è la sapienza che parla] ho posto la mia dimora lassù e il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, e ho penetrato le profondità degli abissi”. Si tratta di una citazione biblica tratta dell’Ecclesiastico, o Libro del Siracide.

Davide e Salomone nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
I re Davide e Salomone
I profeti Ezechiele e Geremia
I profeti Ezechiele e Geremia

Due dei quattro scomparti rientranti del portico mostrano putti alati con in mano rami di gigli, di rose e di palma.

Putti nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
I putti con in mano rami di palma, di rose e di gigli

Negli altri due comparti rientranti sono dipinti due putti che sgambettano su una balaustra: uno tiene una corona di fiori, l’altro la corona regale antica. Sopra quest’ultimo, una targa appesa e disposta in tralice lascia intravvedere la data 1637.

L'angelo con la corona regale nel Santuario della Vergine dei Miracoli di Cantù
L’angelo con la corona regale in mano; sopra di lui, sospesa, la targa con la data 1637

La parte raccordata dei pennacchi è caratterizzata da figure allegoriche, mentre nella porzione sottoposta ogni angolo del presbiterio mostra putti seduti che suonano strumenti musicali. In due pareti, fra gli angeli ci sono due finestrelle; nelle altre due pareti, i profeti Mosè e Isaia.

I pennacchi della cupola del santuario di Cantù
Putti che suonano e, tra di loro, Mosè; nella mano destra ha la tavola con scritto Videbo visionem hanc magna (“Avrò questa grande visione”, Esodo 3)

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: il presbiterio

Le due lesene dell’arcata sono decorate con angeli che, su uno sfondo formato da un finto mosaico a tessere d’oro, portano i simboli delle Litanie Lauretane.

Cantù, il Santuario: i simboli delle Litanie Lauretane
Gli angeli che portano i simboli delle Litanie Lauretane: ogni simbolo corrisponde a un epiteto di Maria. Qui si riconoscono i simboli puteus aquarum viventium (il pozzo delle acque vive), stella maris (la stella polare) e ianua coeli (la Porta del Paradiso). Le Litanie Lauretane sono una supplica rivolta alla Vergine e a Dio; il loro nome deriva dalla Santa Casa di Loreto, dove queste litanie sono comuni dalla prima metà del Cinquecento.
I simboli delle Litanie Lauretane
Qui si riconoscono, invece, la turris eburnea o turris davidica (la torre d’avorio, simbolo di nobile purezza) e lo speculum sine macula (lo specchio senza macchia)

Il fregio dell’arcata mostra angeli che sostengono i simboli della Passione.

I putti con i simboli della Passione
Il fregio dell’arcata con gli angeli che sostengono i simboli della Passione: si riconoscono la scala utilizzata per deporre Gesù dalla croce, la colonna usata dai soldati romani per flagellarlo, la lancia che trafisse il suo costato e il martello impiegato per picchiare i chiodi nei piedi e nelle mani

Tra il cornicione e l’arco, i due sguanci raffigurano l’Annunciazione di Maria Santissima. Sulla targa che decora l’arco nel mezzo si libra lo Spirito Santo.

Le lesene del sottarco, infine, sono abbellite da rami di gigli e di rose legati da nastri.

La parete sinistra del presbiterio mostra negli sguanci le figure dei profeti Giona e Michea. Sotto la ghiera dell’arco, due angioletti sono intenti ad aprire la parte superiore di una finestra a vetri piombati. Accanto, due figure di Sibille sedute, probabilmente la Tiburtina e l’Eritrea.

La parete sinistra del presbiterio del Santuario della Madonna dei Miracoli
La parete sinistra del presbiterio del santuario

In basso, il dipinto che rappresenta l’Adorazione dei Magi. La stalla è in penombra sotto un fornice e una tettoia in paglia che copre anche un rocchio di colonna su un piedistallo; si nota anche la stella a otto punte luminosa nel cielo.

Santuario della Madonna dei Miracoli a a Cantù, la Visita dei Magi
L’Adorazione dei Magi

Maria e Giuseppe sono seduti su due gradini, mentre un re offre il calice della mirra in cui immerge le mani Gesù Bambino, che sta in grembo alla Vergine. La mirra, nel mondo ebraico, veniva utilizzata per imbalsamare i defunti: il gesto del Bambino immortalato nel dipinto, quindi, simboleggia l’accettazione della sua futura Passione. La scena comprende anche gli altri due re, con il cofano dell’incenso e quello dell’oro, oltre a una folla eterogenea con cavalieri orientali, il nano giullare, animali (scimmie, cani, cammelli e muli) e i paggi, mori e bianchi. Sullo sfondo, la prosecuzione del corteo.

Dettaglio dell'Adorazione dei Magi di Giovan Mauro della Rovere
Dettaglio dell’Adorazione dei Magi con Maria, Giuseppe e il Bambino

La parete destra del presbiterio mostra negli sguanci i profeti Gioele e Osea, mentre il vano della finestra è privo di decorazioni; ai suoi lati due Sibille, probabilmente la Persica e la Delfica.

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù, la parete destra del presbiterio
La parete destra del presbiterio

In basso, il dipinto che rappresenta le Nozze di Cana. Gesù è seduto sulla sinistra e suggerisce a un servo di riempire le giare, ormai senza vino, con l’acqua. Accanto, tre servi entrano reggendo piatti di dolci, frutta e formaggio. Al centro lo sposo, con un berretto di panno piumato e un gioiello, guarda in direzione di Gesù, mentre viene osservato dalla sposa. Sullo sfondo si notano i dettagli della scena, con le colonne toscane che ornano le pareti dell’atrio, tra statue e nicchie, e il lunettone di vetri a rullo sul fondo.

Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: le nozze di Cana
Le nozze di Cana

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: il coro

Il coro del santuario di Cantù corrisponde al luogo in cui, fino all’inizio del Seicento, veniva venerata l’effigie della Madonna Bella.

Le pareti sono impreziosite da affreschi di cui non conosciamo l’autore (o gli autori): sulla parete destra, I pastori alla grotta di Betlemme e, sopra, Presentazione al Tempio; sulla parete sinistra, La Strage degli Innocenti e, sopra, La Vergine in visita a Santa Elisabetta.

I pastori alla grotta di Betlemme
I pastori alla grotta di Betlemme
Cantù, Santuario della Madonna dei Miracoli: la Strage degli Innocenti
La Strage degli Innocenti: la scena presenta un groviglio di corpi, con due guerrieri in corazza, un cavaliere in sella a un cavallo sauro, le mamme che piangono i piccoli trucidati o cercano di proteggerli, gli assassini seminudi che colpiscono i piccoli indifesi

Nel dipinto della Presentazione al Tempio, sulla mitra del sacerdote Simeone si legge una data, forse 1724: ciò lascia intuire che questo sia l’anno di realizzazione dell’affresco.

Cantù, Madonna dei Miracoli: la Presentazione al Tempio
L’affresco della Presentazione al Tempio; da dietro i modiglioni fanno capolino due angioletti, uno dei quali guarda in basso nel coro
La Vergine in visita a Santa Elisabetta
L’affresco della Vergine in visita a Santa Elisabetta; ai lati, entrambi i putti guardano in basso

La volta del coro è caratterizzata da stucchi disposti a crociera, con quattro putti e quattro figure a mo’ di cariatidi. La parte pittorica mostra il Padre Eterno al centro, in uno spazio ottagonale, e putti musicanti tutto attorno.

Cantù, Santuario della Madonna dei Miracoli: il Padre Eterno nella volta del coro
La volta del coro, con il Padre Eterno circondato da putti musicanti

La parete di fondo presenta, sotto l’arco creato dalla volta, due Sibille sedute, separate da una finestra. Sotto, compare un affresco della Fuga in Egitto. Nella parte inferiore due affreschi più piccoli raffigurano la Chiamata dei pastori e il Sogno di Giuseppe.

Cantù, Santuario: Fuga in Egitto
Fuga in Egitto

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: l’altare di Santa Teresa

La cappella in cornu epistulae, cioè alla destra dell’altare dal punto di vista del fedele, ospita un quadro con l’Apparizione di Cristo a Santa Teresa.

Sull’opera è riportata la scritta “Peint par Grandon” che ci permette di conoscere sia il periodo di esecuzione che l’autore del dipinto: Charles Grandon, uno degli esponenti della famiglia di artisti francesi Grandon, attivi tra il Seicento e il Settecento. Charles a partire dal 1712 lavorò a Lione, ed è lì che realizzò il quadro. Si tratta di una copia del Cristo Risorto che appare a Santa Teresa di Giovan Francesco Barbieri (il Guercino), eseguito nel 1634 per la Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Lione, oggi conservato ad Aix-en-Provence nel Musée Granet.

L’opera di Grandon giunse nel 1777 a Cantù grazie a una donazione del Canonico Torriani, che probabilmente aveva legami con i Carmelitani Scalzi di Lione e che fece collocare il quadro a proprie spese sull’altare in precedenza intitolato a Santa Brigida.

L'apparizione di Cristo a Santa Teresa nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
L’apparizione di Cristo a Santa Teresa

Sulle pareti laterali sono rappresentati quattro angeli in stucco, mentre quattro medaglioni ospitano le effigi settecentesche di:

  • Sant’Antonio;
  • San Francesco;
  • San Giovanni;
  • San Luigi.
Il medaglione con Sant'Antonio
Il medaglione con Sant’Antonio
Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: San Francesco
Il medaglione con San Francesco
Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù, il medaglione con San Giovanni
Il medaglione con San Giovanni
Il medaglione con San Luigi
Il medaglione con San Luigi

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: l’altare di Sant’Antonio

L’altare in cornu evangelij, cioè a sinistra dal punto di vista del fedele, è intitolato a Sant’Antonio, ma in passato era dedicato a San Giuseppe. Ricco di stucchi seicenteschi, presenta due colonne tortili in finto Nero di Varenna, mentre in alto le tre Virtù Teologali ornano il timpano spezzato. Sulle pareti laterali, altri stucchi incorniciano specchiature senza affreschi.

L'altare di Sant'Antonio nel Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
Le decorazioni dell’altare di Sant’Antonio

La pala raffigura Sant’Antonio e San Bernardo in basso, insieme con la Sacra Famiglia in Gloria e il Padre Eterno. Il margine inferiore riporta lo stemma della famiglia Negroni di Ello: la tela, infatti, fu donata da Nicolao Negroni nel 1659.

Santuario della Madonna dei Miracoli, l'altare di Sant'Antonio
La pala d’altare

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: l’Incoronazione della Vergine

All’interno del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù merita di essere visto, sulla parete di sinistra, anche il dipinto dell’Incoronazione della Vergine, attribuito a Camillo Procaccini.

Nato a Parma nel 1561, Procaccini è autore, tra l’altro:

Nel dipinto del santuario canturino, la Vergine è ritratta in ginocchio su nubi illuminate dall’alto, mentre viene incoronata da Gesù e dal Padre Eterno. Il momento di gloria è illuminato dall’alto dallo Spirito Santo, che squarcia le nuvole. Non passa inosservata, in basso, la presenza delle teste mozze di Pietro e Paolo, appoggiate su due piatti: accanto a una ci sono le chiavi del Cielo (una in oro, l’altra in argento), simbolo di Pietro; accanto all’altra c’è la spada, simbolo di Paolo.

L'Incoronazione della Vergine di Camillo Procaccini
L’Incoronazione della Vergine di Camillo Procaccini

Il quadro, prima di essere portato nel santuario, era ospitato nella Basilica di San Paolo di Cantù. A proposito: se ti va di visitare anche questa chiesa, puoi dare uno sguardo al post che le ho dedicato.

Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù: come arrivare

Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù si trova all’incrocio tra viale alla Madonna, via Brighi e via Cesare Cantù.

L'ingresso del Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù
L’ingresso del Santuario della Madonna dei Miracoli

Se hai deciso di arrivare a Cantù in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di viale alla Madonna.

Preferisci arrivare a Cantù in treno? Uscito dalla stazione cittadina, gira a sinistra in via Vittorio Veneto e percorri questa strada fino in fondo, per poi girare a sinistra in via Vergani. Alla rotonda, vai dritto in via Brambilla e poi svolta a destra in via Fiammenghini. Giunto in fondo a questa strada, gira a sinistra in piazza degli Alpini e subito dopo a destra in viale alla Madonna: percorri il viale e arriverai al santuario.

Infine, volendo arrivare a Cantù in autobus ti conviene fare riferimento alla linea C45 e scendere alla fermata di viale alla Madonna. Per raggiungere il santuario, ti basta percorrere il viale fino in fondo, lasciandoti i numeri civici dispari alla tua sinistra.

Che cosa vedere a Cantù

Se il Santuario della Madonna dei Miracoli ti ha convinto a raggiungere Cantù, puoi cogliere questa occasione per esplorare anche il resto della città. Non sai dove andare? Nessun problema: nel post qui sotto ti segnalo che cosa vedere a Cantù, e in più ti indico i migliori ristoranti in cui puoi fermarti a pranzo o a cena in zona.






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Infine, mi preme specificare che per la stesura di questo post mi sono basato sulle informazioni presenti nel volume Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù di Alfonso Orombelli e Giacomo Motta: ti consiglio di leggerlo se vuoi saperne di più.

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