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	<title>Che cosa vedere a Lentate sul Seveso - Viaggiare in Brianza</title>
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		<title>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso è un piccolo gioiello di arte sacra di origini antichissime, risalente alla seconda metà del XIV secolo. Nelle prossime righe proverò a raccontarti tutta la storia di questa chiesetta e dei suoi affreschi, che però… adesso si trovano a Milano! Leggi il resto del post per scoprire tutto. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/l-oratorio-di-mocchirolo-a-lentate-sul-seveso/">L&#8217;Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso è un piccolo gioiello di arte sacra di origini antichissime, risalente alla seconda metà del XIV secolo. Nelle prossime righe proverò a raccontarti tutta la storia di questa chiesetta e dei suoi affreschi, che però… adesso si trovano a Milano! Leggi il resto del post per scoprire tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oratorio di Mocchirolo: una chiesetta nascosta in collina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nascosto su una collina di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a>, l’<strong>Oratorio di Mocchirolo </strong>è stato per molti secoli custode di affreschi che, nel Novecento, sono diventati oggetto di una contesa tra la devozione di un feudo e il grande collezionismo statale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfogliare le pagine di questa storia è come scoprire una <strong>bellezza autentica</strong> che non si mostra al centro della scena ma si svela in un luogo inaspettato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’oratorio prende il nome dalla frazione in cui è ubicato, dove sorge la <strong>Cascina Mocchirolo</strong>, a breve distanza dall’<a href="https://www.camminosanpietro.it/lib/File/ORATORIO%20DI%20MOCCHIROLO(1).pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">antico tracciato</a> della Via Canturina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edificio è conosciuto anche come Oratorio della Natività di Maria, Oratorio di Santa Maria Nascente o <strong>Oratorio di San Grato</strong> (dal nome di un proprietario dei primi anni del XIX secolo).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="559" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo.jpg" alt="Lentate, l'Oratorio di Mocchirolo" class="wp-image-35303" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/lentate-oratorio-mocchirolo-768x537.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come ricorda il <a href="https://museodiffusolentatesulseveso.it/?page_id=440" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito web del Museo Diffuso Lentate sul Seveso</a>, Mocchirolo in origine era un <strong>piccolo borgo medievale con un castello e una chiesa</strong>; di sicuro qui nel XIII secolo sorgeva una cascina, forse con una torre con funzione difensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di Mocchirolo, costruito in <strong>mattoni e ciottoli </strong>(con pietre di riutilizzo provenienti da un edificio precedente), è formato da due blocchi volumetrici, uno all’interno dell’altro: quello più grande corrisponde alla parte anteriore della struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>facciata </strong>culmina – per effetto di alcune modifiche effettuate nel Seicento – con un timpano in marmo dall’aspetto classicheggiante, e si caratterizza per i contorni rettangolari e squadrati del portale di ingresso e della finestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tetto a spioventi è presente una <strong>torre campanaria</strong> di piccole dimensioni di forma triangolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia dell&#8217;Oratorio di Mocchirolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesetta venne fatta costruire nella seconda metà del XIV secolo, probabilmente nel 1378, da Giovanni Angelo (detto Giovannolo) Porro o da Lanfranco Porro, esponenti di un nobile casato – quello dei <strong>Porro</strong>, appunto – che era legato alla corte dei Visconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal Trecento i Porro furono<strong> signori sovrani della Brianza</strong>, dominando i territori fra Como e Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://oratoriodimocchirolo.com/wp-content/uploads/2026/05/Libro-Moja-per-sito-con-vocabolario.pdf">Come scritto</a> da Laura Moja in <em>L’Oratorio di Mocchirolo e i suoi affreschi. Seconda metà del XIV secolo</em>, “Mocchirolo stesso, grazie all’influenza dei Porro, si trasformò in pochi decenni da modesta ‘cassinas’ a ‘castro’”, proprio per il ruolo politico e militare svolto dalla famiglia (al servizio dei Visconti) e per la sua <strong>crescente potenza economica </strong>favorita dalla produzione di laterizi e dal possesso di mulini sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lanfranco Porro</strong>, dopo essere stato podestà di Tortona, fu referendario (cioè funzionario con ruolo di ambasciatore) a Bergamo di Regina della Scala, che era signora consorte di Milano in quanto moglie di Bernabò Visconti (signore di Milano e precursore del grande Stato Visconteo che sarebbe stato creato poi da suo nipote Gian Galeazzo Visconti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo di costruzione è solo uno dei numerosi aspetti che l’Oratorio di Mocchirolo ha in comune con un’altra piccola chiesetta di Lentate, <strong>l’Oratorio di Santo Stefano</strong>: entrambe erano cappelle gentilizie della famiglia Porro (<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/oratorio-di-santo-stefano-a-lentate-sul-seveso/">l’Oratorio di Santo Stefano</a> fu eretto nel 1369 per volere di Stefano Porro, consigliere di Gian Galeazzo Visconti), e anche il programma iconografico (con gli affreschi realizzati più o meno negli stessi anni) presentava parecchie analogie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> parete di destra</strong> del presbiterio dell’Oratorio di Mocchirolo venne decorata con un affresco che ritraeva il committente Lanfranco Porro, in compagnia dei suoi familiari, intento a offrire il modellino della chiesa al santo patrono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla <strong>parete di fondo</strong>, invece, fu realizzato il dipinto di una <em>Crocifissione</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> parete di sinistra</strong>, infine, venne affrescata con la raffigurazione del <em>Matrimonio mistico di Santa Caterina</em> e la rappresentazione di <em>Sant’Ambrogio in cattedra che flagella gli eretici</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra gli autori dei dipinti ci fu, quasi sicuramente, un certo <strong>Pecino da Nova</strong> (“Magister Petrus de Nova”, noto anche come Pietrino o, appunto, maestro di Mocchirolo), che fu attivo nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo e forse nel <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/duomo-di-monza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Duomo di Monza</a>; si sa che egli nel 1378 si recò a “Moncayrolum”, località che è stata identificata, appunto, in Mocchirolo.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine del XVI secolo, l’Oratorio di Mocchirolo venne in parte modificato: il tetto a capriate in legno, soggetto al <strong>rischio di incendi</strong>, fu demolito (<a href="https://oratoriodimocchirolo.com/home/storia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come indicato</a> dalle disposizioni emanate da Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, con le <em>Istruzioni sull’edilizia e la suppellettile ecclesiastica</em>), e al suo posto venne realizzata una volta in muratura, per costruire la quale fu necessario rialzare il tetto e provvedere allo spostamento del campanile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei secoli, le infiltrazioni di umidità compromisero gravemente la struttura della chiesa e<strong> danneggiarono gli affreschi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1941 l’oratorio venne <strong>acquisito dalla famiglia Passardi</strong>, che divenne proprietaria anche della cascina di Mocchirolo e di tutti i terreni circostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due anni dopo i Passardi <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00089/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fecero eseguire</a> dei lavori di<strong> risanamento dei dipinti</strong>, che tuttavia non si rivelarono sufficienti a garantirne la corretta conservazione; nell’occasione, il restauro della chiesetta rese necessaria la demolizione della sacrestia presente sul lato meridionale dell’abside, che era stata costruita nel 1740.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1949 i proprietari Renato e Luigi Passardi decisero di <strong>donare gli affreschi dell’oratorio alla Pinacoteca di Brera</strong>, che aveva riaperto da poco dopo la ricostruzione avvenuta in seguito ai bombardamenti dell’agosto del 1943.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="526" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949.jpg" alt="Corriere d'Informazione del 9 11 1949" class="wp-image-35256" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/corriere-informazione-9-11-1949-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sulla sinistra, l&#8217;articolo del </em>Corriere d&#8217;Informazione <em>(versione pomeridiana del </em>Corriere della Sera<em>) dell&#8217;edizione dell&#8217;8-9 novembre 1949 in cui si parla della riapertura della Pinacoteca di Brera, con la foto dell&#8217;Oratorio di Mocchirolo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fernanda Wittgens, che era Soprintendente e Direttrice della Galleria, si era rivolta al Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti di Roma<strong> chiedendo che gli affreschi potessero essere strappati </strong>(lo strappo di un affresco è una tecnica di rimozione del dipinto dalla parete su cui è collocato), trasportati su tela e collocati all’interno della Pinacoteca di Brera, affinché venissero salvati dal degrado.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento venne autorizzato, ma <strong>suscitò polemiche</strong> dal momento che non rispettava il principio della conservazione <em>in situ</em> delle pitture murali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo strappo venne comunque portato a termine: se ne occupò Mauro Pellicioli, pittore e restauratore bergamasco che pochi anni più tardi avrebbe curato il consolidamento dell&#8217;<strong><em>Ultima Cena</em> di Leonardo da Vinci </strong>nel refettorio del convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Mocchirolo, il lavoro di Pellicioli non coinvolse tutti gli affreschi delle pareti della chiesetta: la <strong>decorazione del presbiterio</strong> fu strappata interamente, ma quella della navata venne prelevata solo in parte (due figure dell’arco trionfale – Cristo benedicente e un santo cavaliere – e i frammenti di una fascia decorativa con motivi vegetali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ciclo di affreschi venne, dunque, ricostituito <strong>in una sala di Brera </strong>che per dimensioni e forme era del tutto simile all’ambiente della cappellina di Mocchirolo: un’aula unica con copertura a capriate e presbiterio con volta a botte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1954 – <a href="https://oratoriodimocchirolo.com/home/storia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo riferisce il sito dell’Associazione Oratorio di Mocchirolo</a> – la Cascina Mocchirolo e i terreni di pertinenza furono frazionati e <strong>posti in vendita</strong>; la chiesetta, invece, divenne un bene vacante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1984, l’Oratorio di Mocchirolo fu seriamente danneggiato a causa dell’onda d’urto dovuta all’<strong>esplosione del serbatoio di una ditta</strong> vicina: per evitarne il crollo fu necessaria un’opera di consolidamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1987, mentre il tetto dell’oratorio veniva sottoposto a lavori di ristrutturazione, in una porzione di parete nascosta da una volta collocata sulla copertura a capriate precedente <strong>furono scoperti alcuni frammenti </strong>di decorazioni – in evidente stato di degrado – con riquadri stellati e busti di profeti accompagnati da cartigli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A cavallo fra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta l’Oratorio di Mocchirolo fu oggetto di un altro intervento di pulitura e restauro degli affreschi, con ripristino dei sostegni, grazie al lavoro svolto da <strong>Pinin Brambilla</strong>, restauratrice monzese conosciuta per i restauri degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova e il Cenacolo Vinciano di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2000, grazie all’iniziativa di don Ambrogio Visconti, nell’oratorio furono collocate le <strong>riproduzioni degli affreschi originali </strong>esposti a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2015 la chiesetta è diventata di proprietà dello Stato; quattro anni dopo è stata <strong>acquisita dal Comune di Lentate sul Seveso</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come visitare l&#8217;Oratorio di Mocchirolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, <strong>l’Oratorio di Mocchirolo viene aperto</strong> solo in occasione di eventi come la Settimana della Cultura o Ville Aperte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="505" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate.jpg" alt="L'Oratorio di Mocchirolo a Lentate" class="wp-image-35235" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/oratorio-mocchirolo-lentate-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di Mocchirolo oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al suo interno, lungo la navata, si possono osservare ancora <a href="https://www.amiciarte.it/oratori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune antiche decorazioni</a>, visibili sotto forma di <strong>sinopia </strong>(la sinopia è il disegno preparatorio che viene realizzato sul primo strato di intonaco quando si esegue un affresco), in corrispondenza dell’arcone di ingresso al presbiterio e sulle pareti laterali del vano centrale: si tratta degli affreschi che riproducono figure di profeti che è stato possibile riportare alla luce di recente grazie ai lavori di manutenzione della chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni prima domenica di settembre qui si celebra la <strong>Festa di Mocchirolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi interessati a una <strong>visita guidata</strong> possono contattare l’Associazione Amici dell’Arte (info@amiciarte.it o prenota@amiciarte.it) o l’Associazione Oratorio di Mocchirolo (cultura@comune.lentatesulseveso.mb.it).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesetta è situata in una <strong>proprietà privata</strong>: per questo motivo occorre fornire comunicazione in anticipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mocchirolo tra passato e presente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1877, <strong>lo storico dell’arte milanese Giulio Carotti</strong> <a href="http://emeroteca.braidense.it/eva/sfoglia_articolo.php?IDTestata=26&amp;CodScheda=113&amp;SearchString=archivio&amp;CodVolume=776&amp;CodFascicolo=5870&amp;CodArticolo=60668" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dedicò</a> all’Oratorio di Mocchirolo un articolo intitolato <em>Pitture giottesche nell’Oratorio di Mocchirolo, a Lentate sul Seveso</em>, nel quale – fra l’altro – proponeva di identificare in Stefano Porro (colui che aveva fatto costruire l’Oratorio di Santo Stefano) anche il committente della chiesetta del Mocchirolo: ipotesi che in seguito è stata smentita poiché, come ti ho raccontato, oggi si ritiene che il committente del Mocchirolo fosse un altro membro della famiglia Porro. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riporto qui alcuni passaggi di quell’articolo, che pure è <strong>vecchio di un secolo e mezzo</strong>, per il solo gusto di regalarti un piccolo tuffo nel passato e lasciarti immaginare come fosse Lentate all’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A mezzo cammino fra Milano e il lago di Como, a quel punto in cui le profilate ed ubertose colline moreniche vengono a fondersi nella pianura e negli ultimi loro declivi rinserrano il Seveso, si adagia l’antico borgo di Lentate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carotti illustrava il<strong> rilievo del Mocchirolo</strong> come una “graziosa collina morenica, terminante, diversamente dalle altre, in un rotondo ed imboschito cumignolo”, un “ridente poggio con distesa veduta sulla pianura brianzola verso S. Pietro, Seregno, Monza e Milano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, poi, la<strong> descrizione dell’Oratorio di Mocchirolo</strong>: “L’oratorio di Mocchirolo, di proprietà del signor Egidio Isacco, è un piccolo edificio composto di due corpi quadrangolari incassati l’un nell’altro a guisa di scatole […]. Le pitture a fresco si trovano nel coro od altare, al quale fu previamente data la forma di un grande arco ogivale, od a sesto acuto, poco acuminato nel vertice e rientrante al disotto del piano d’imposta. Tutta quella parte dell’oratorio è adunque coperta d’affreschi; e questi per la molteplicità degli argomenti, per la grandiosità dell’arte e per la loro bellezza, ne accrescon di molto le proporzioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco: l’Oratorio di Mocchirolo non è la solita chiesetta di campagna, ma <strong>un vero e proprio giallo</strong> lungo oltre sei secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Metti da parte i libri di storia dell&#8217;arte classici, perché qui c’è il ritmo di un <strong>thriller culturale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è<strong> uno degli angoli meno conosciuti e più affascinanti della Brianza</strong>: un tempio di mattoni sopravvissuto a esplosioni, umidità, stravolgimenti architettonici, polemiche, passaggi di proprietà e bombe.</p>



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		<title>Copreno: l&#8217;Oratorio di San Francesco Saverio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 13:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
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		<category><![CDATA[Oratorio di San Francesco Saverio a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Vela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Copreno l’Oratorio di San Francesco Saverio racchiude secoli di storia straordinaria: un intreccio di arte e fede tra origini medievali, preziosi dipinti quattrocenteschi e il mecenatismo dei marchesi Clerici. Ma non è tutto, perché tra queste mura risuonano anche gli echi del Risorgimento: insomma, un tesoro nascosto della Brianza che merita di essere scoperto. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Copreno l’Oratorio di San Francesco Saverio racchiude secoli di storia straordinaria: un intreccio di arte e fede tra origini medievali, preziosi dipinti quattrocenteschi e il mecenatismo dei marchesi Clerici. Ma non è tutto, perché tra queste mura risuonano anche gli echi del Risorgimento: insomma, un tesoro nascosto della Brianza che merita di essere scoperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Copreno, l&#8217;Oratorio di San Francesco Saverio: la storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Brianza ospita – e a volte “nasconde” – <strong>tesori</strong> che potrebbero lasciare a bocca aperta qualunque turista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio a Lentate sul Seveso, dove <strong>l’Oratorio di San Francesco Saverio di Copreno</strong> racconta che fede, arte sacra e intrighi politici possono convivere sotto lo stesso tetto, e aspettano solo di essere conosciuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco tutta la <strong>storia</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di San Francesco Saverio, che fino alla seconda metà del XVI secolo era intitolato a Sant’Alessandro Martire, è stato per lungo tempo la <strong>chiesa parrocchiale di Copreno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di sicuro <a href="https://web.archive.org/web/20130925071053/http:/www.comune.lentatesulseveso.mb.it/il-nostro-paese/monumenti/loratorio-di-s.-francesco" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esisteva</a> <strong>già in epoca medievale</strong>, quando qui erano presenti i monaci di San Simpliciano di Milano.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1426 l’oratorio fu <strong>decorato dal pittore Lanfranco da Lecco</strong>, che probabilmente fu incaricato del lavoro da Giovannina Porro, figlia del capitano dell’esercito ducale Ludovico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1576 padre Lionetto Clivone, delegato dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, giunse a Copreno in visita pastorale: nella nota che redasse di quella visita, descrisse la chiesa – denominata di Sant’Alessandro in Campo, in quanto situata fuori dall’abitato – come <strong>priva di sagrestia, di campanile e di campana</strong>, con il suolo in parte in mattoni e la copertura in tegole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per altro il parroco di quel tempo, don Francesco Pizzi, lamentava che la chiesa si trovasse <strong>in una posizione scomoda</strong>, raggiungibile solo attraverso una strada poco agevole; in più egli, per ogni celebrazione, doveva portare i paramenti avanti e indietro dalla casa parrocchiale, vista l’assenza di una sagrestia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi anni più tardi, nel 1581, la chiesa fu visitata direttamente da <strong>Carlo Borromeo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito – <a href="https://www.coprenoinmovimento.it/BORGO.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come riporta il sito web di Copreno in Movimento</a> – in paese fu completata la costruzione di un nuovo edificio sacro, che venne consacrato nel 1587 diventando <strong>la nuova chiesa parrocchiale del paese</strong>: l’attuale Chiesa di Sant’Alessandro Martire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa in campo fu, dunque, <strong>intitolata a San Carlo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’epoca, l’oratorio si trovava in pessime condizioni: per questo nel 1608 il cardinale Federico Borromeo, arcivescovo di Milano, comandò che entro tre anni si sarebbe dovuto provvedere a sistemarlo; se così non fosse avvenuto, <strong>lo si sarebbe demolito</strong>, e al suo posto sarebbe stata collocata solo una croce, come previsto dai decreti del Concilio di Trento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prescrizioni di Borromeo, tuttavia, <strong>furono disattese</strong>: la chiesa, infatti, non venne sistemata ma neppure abbattuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A stravolgerne le sorti fu l’arrivo a Copreno dei <strong>marchesi Clerici</strong>: il capostipite Giorgio, originario di Asnago e diventato ricco grazie al commercio delle sete, e suo figlio Francesco, che era capitano della milizia del Regno di Spagna a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco Clerici, in particolare, dimorò a Copreno e contribuì, grazie ai fondi che stanziò, a migliorare l’aspetto del paese; finanziò diversi interventi nella <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-di-sant-alessandro-martire-a-lentate-sul-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa di Sant’Alessandro Martire</a>, fece erigere <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/oratorio-di-san-mauro-a-lentate-sul-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’Oratorio di San Mauro Abate</a> e, soprattutto, pagò la <strong>ristrutturazione della chiesa in campo</strong>, che fece abbellire all’interno con stucchi e decorazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edificio venne <strong>dedicato a San Francesco Saverio</strong>, apostolo delle Indie a cui il capitano Clerici era particolarmente devoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa, che ufficialmente era di proprietà nella parrocchia, con il passare degli anni fu <strong>usucapita dalla famiglia Clerici</strong>, anche per effetto della potenza politica ed economica del casato, venendo poi ereditata di volta in volta dai discendenti e dagli aventi causa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella seconda metà del XIX secolo al suo interno venne collocato un <strong>monumento in funebre in memoria del marchese Paolo Clerici</strong>, realizzato dallo scultore svizzero Vincenzo Vela: l’opera (attualmente ospitata nella sacrestia) consisteva in un’allegoria del Risorgimento, in cui spiccava al centro la figura di un giovane Giuseppe Garibaldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A commissionare il bassorilievo (<a href="https://museodiffusolentatesulseveso.it/?page_id=600" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo riferisce il sito web del Museo Diffuso di Lentate sul Seveso</a>) furono i tre figli di Paolo Clerici (Carlo, Giorgio e Pietro Antonio), tutti noti per il loro <strong>impegno nella causa risorgimentale</strong> e a favore dell’indipendenza del Regno Lombardo-Veneto: questo fu il motivo per cui una parte del loro patrimonio, e soprattutto dei beni appartenenti a Giorgio, fu confiscata dagli austriaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo proprietario privato dell’Oratorio di San Francesco Saverio, vissuto nel Novecento, fu l’ingegner <strong>Pietro Zerbi</strong>, che però aveva il desiderio che la chiesa tornasse a disposizione di tutta la comunità di Copreno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla morte di Zerbi, i suoi eredi ne onorarono la volontà, e così nel 2002 la chiesa <strong>tornò ad appartenere alla parrocchia di Copreno</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="465" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-monumento-funebre-luigi-ginami-lucini.jpg" alt="Copreno, Oratorio di San Francesco Saverio: il monumento funebre di Luigi Ginami de' Licini" class="wp-image-35211" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-monumento-funebre-luigi-ginami-lucini.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-monumento-funebre-luigi-ginami-lucini-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-monumento-funebre-luigi-ginami-lucini-768x446.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il monumento funebre in ricordo di Luigi Ginami de’ Licini, all’esterno dell’Oratorio di San Francesco Saverio: a volerne la realizzazione fu sua moglie, la contessa Cleofe Isacco</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno successivo l’oratorio fu sottoposto a un <strong>importante restauro</strong> finalizzato al recupero dei gessi e degli affreschi che ne abbellivano (e abbelliscono tuttora) l’interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Copreno, l&#8217;Oratorio di San Francesco Saverio oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, a proposito: che cosa c’è <strong>dentro l’Oratorio di San Francesco Saverio</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cioè: quali sono i <strong>dipinti</strong> che meritano di essere ammirati nelle (rare) occasioni in cui la chiesa è aperta al pubblico e può essere visitata?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>volta</strong> propone la rappresentazione di Dio benedicente circondato da schiere di angeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle <strong>lunette</strong> situate accanto alle tre aperture dell’aula sono raffigurate le sibille e i quattro profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>lunetta meridionale</strong> riporta una Pietà molto particolare, con la Maddalena rivolta verso Gesù e la Vergine il cui sguardo è indirizzato verso il cielo: una rappresentazione tipica dell’Addolorata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>presbiterio</strong> accoglie la Crocifissione dipinta da Lanfranco da Lecco (attorniata da un apparato barocco con la raffigurazione di due grandi arcangeli) e il ciclo della passione di Cristo, che – <a href="https://web.archive.org/web/20130925071053/http:/www.comune.lentatesulseveso.mb.it/il-nostro-paese/monumenti/loratorio-di-s.-francesco" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come dettagliatamente spiegato sul sito web del Comune di Lentate</a> – mette in evidenza la doppia valenza della Veronica, raffigurata come santa immaginaria impegnata ad asciugare il viso di Gesù e poi come velo sostenuto dagli angeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le pareti – che un tempo erano affrescate con figure di santi – accolgono <strong>lapidi funerarie</strong> in memoria dei patroni della chiesa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giorgio Clerici, eroe del Risorgimento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’Oratorio di San Francesco Saverio è sepolto, fra gli altri, <strong>Giorgio Clerici dei marchesi di Cavenago</strong> (te ne ho già parlato in precedenza, era uno dei figli di Paolo Clerici a cui fu dedicato il monumento di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/vincenzo-vela/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vincenzo Vela</a>), che fu un eroe del Risorgimento milanese, membro del Comitato di Guerra delle Cinque Giornate nel 1848 e comandante della Guardia Nazionale di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la sconfitta dei piemontesi a Custoza e il ritorno a Milano degli austriaci guidati dal maresciallo Radetzky, Giorgio insieme con il fratello Carlo si trasferì in Svizzera <strong>per evitare la condanna</strong> che pendeva sul suo capo, e da lì si spostò in Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornò a Milano solo dopo la nascita del Regno d’Italia, e fu nominato <strong>ministro dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="559" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio.jpg" alt="Copreno, l'Oratorio di San Francesco Saverio" class="wp-image-35212" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/copreno-oratorio-san-francesco-saverio-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Copreno: l&#8217;Oratorio di San Francesco Saverio oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, è come se <strong>in un piccolo campo di Copreno</strong> si fossero incrociati, tutti assieme, i destini della Chiesa milanese, del Regno di Spagna e del Risorgimento italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna, oggi questo <strong>patrimonio inestimabile salvato dal degrado</strong> è visibile a tutti: ecco perché ti consiglio di andare a scoprire come un piccolo edificio sacro della campagna lombarda si è trasformato in uno scrigno di incredibili segreti.</p>



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		<title>Capodanno a Monza e dintorni: cosa fare? 5 idee per una gita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alzate Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Besana in Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza comasca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei alla ricerca di idee originali per Capodanno a Monza e dintorni? In questo articolo trovi cinque proposte che ti portano a debita distanza dai luoghi troppo affollati, dagli eccessi rumorosi e dai festeggiamenti forzati tipici del primo giorno dell’anno: è l’occasione per concedersi una gita fuori porta praticamente a costo zero. Provare per credere! [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sei alla ricerca di idee originali per Capodanno a Monza e dintorni? In questo articolo trovi cinque proposte che ti portano a debita distanza dai luoghi troppo affollati, dagli eccessi rumorosi e dai festeggiamenti forzati tipici del primo giorno dell’anno: è l’occasione per concedersi una gita fuori porta praticamente a costo zero. Provare per credere!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: gita ad Alzate Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <strong>Brianza comasca</strong>, a soli 30 chilometri da Monza, c&#8217;è un borgo che racchiude nel suo centro storico duemila anni di leggende sospese nel tempo e, soprattutto, un legame del tutto inaspettato con il resto del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto parlando di <strong>Alzate Brianza</strong> e del suo simbolo indiscusso: l&#8217;antica Torre Civica di piazza Fiume.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="568" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza.jpg" alt="Capodanno a Monza, la Torre di Alzate Brianza" class="wp-image-34571" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza-300x213.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza-768x545.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Torre Civica di Alzate Brianza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivando in piazza Fiume ti troverai davanti a <strong>una torre imponente</strong>, alta 22 metri, che da quasi due millenni vigila sulle vite degli alzatesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli studi dello storico locale Luigi M. Gaffuri, questo <strong>gigante di pietra</strong> potrebbe essere stato eretto addirittura tra il IV e il V secolo, all&#8217;epoca delle invasioni barbariche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato come torre di vedetta, l’edificio comunicava con le altre fortificazioni della Brianza attraverso un codice affascinante: bandiere colorate di giorno e <strong>imponenti falò</strong> di notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La torre fu, poi, consolidata al tempo dei Bizantini e dei Longobardi. Nel corso dei secoli è sempre rimasta lì, intatta, a <strong>sfidare il trascorrere del tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è un dettaglio sulla <strong>facciata della torre</strong> che rende la visita a Capodanno quasi poetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando verso l&#8217;alto, sulla facciata oltre alla <strong>meridiana</strong> e alle coordinate geografiche noterai una serie di scritte. La torre, infatti, riporta i nomi di alcune delle più importanti città del mondo, indicando l&#8217;ora esatta di ciascuna nel momento in cui ad Alzate Brianza scatta il mezzogiorno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio.jpg" alt="Torre Civica di Alzate Brianza, l'orologio" class="wp-image-34575" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;orologio e la meridiana della Torre Civica di Alzate Brianza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché passeggiare per <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/che-cosa-fare-ad-alzate-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alzate</a> il giorno di Capodanno significa concedersi – letteralmente! – un <strong>viaggio nel tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Camminando nella quiete del primo gennaio brianzolo, potrai viaggiare con la mente da New York a Pechino, da Londra a Singapore, fino alla lontana Papeete: un modo suggestivo per sentirti <strong>connesso al resto del pianeta</strong> proprio nel giorno in cui tutto il mondo celebra un nuovo inizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atmosfera è unica, le strade sono pacifiche, il ritmo rallenta: è il momento ideale per lasciarti cullare dai <strong>racconti popolari</strong> che riguardano la Torre di Alzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato, per esempio, si narrava che il pozzo della piazza – costruito proprio di fronte alla torre – fosse così profondo che chi lo aveva scavato fosse stato costretto a fermarsi perché, appoggiando l&#8217;orecchio sul fondo, aveva sentito la voce pigolante di una massaia <strong>agli antipodi della Terra</strong> che richiamava i propri pulcini.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra leggenda che gli alzatesi si tramandano di generazione in generazione è quella del <strong>salto dell&#8217;angelo</strong>. Si racconta che all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, durante l&#8217;occupazione delle truppe francesi, una ragazza del posto si fosse rifugiata nella torre per sfuggire ai soldati. Braccata fino in cima, la fanciulla – si dice – preferì gettarsi nel vuoto piuttosto che farsi catturare; ma un angelo la prese per mano a metà strada, facendola atterrare miracolosamente illesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, devi sapere che vecchie storie di paese sussurrano ancora di <strong>camminamenti sotterranei nascosti</strong> che collegherebbero la Torre di Alzate direttamente ai castelli di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-durini-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fabbrica </a>e di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-di-monguzzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monguzzo</a>. Sarà vero?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo, la Torre Civica di Alzate Brianza è lo <strong>sfondo perfetto per un selfie</strong> di inizio anno. Non a caso l&#8217;artista Alessandro Greppi proprio qui trovò ispirazione per i propri <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/LC190-00180/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegni</a>!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Torre Civica di Alzate Brianza: come arrivare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>conoscere in maniera più approfondita la Torre di Alzate</strong> e scoprire come raggiungerla, puoi cliccare qui sotto e leggere il post che le ho dedicato.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="GMVJU1Mmnz"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-torre-di-alzate-brianza-segreti-e-leggende/">La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-torre-di-alzate-brianza-segreti-e-leggende/embed/#?secret=ITPnZPAmXk#?secret=GMVJU1Mmnz" data-secret="GMVJU1Mmnz" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: lungo il Viale dei Proverbi di Villa Raverio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capodanno è l’occasione giusta per dedicarsi a silenzi, riflessioni e buoni propositi. Ebbene, la Brianza custodisce un luogo speciale in grado di unire il relax all&#8217;aria aperta con una gradevole immersione nella filosofia di vita dei nostri nonni: il <strong>Viale dei Proverbi di Villa Raverio</strong>, a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/besana-in-brianza/che-cosa-fare-a-besana-in-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Besana in Brianza</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio.jpg" alt="Capodanno a Monza, il Viale dei Proverbi di Villa Raverio" class="wp-image-34577" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Viale dei Proverbi di Villa Raverio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Inaugurato nel 2023, questo percorso non è una semplice pista ciclopedonale, ma un vero e proprio <strong>tour nella memoria</strong> e nella cultura locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo giorno dell’anno è il momento dei bilanci e della saggezza: si medita sul passato e si guarda al futuro. Camminare lungo questo viale permette di entrare in contatto con valori antichi ma straordinariamente attuali, <strong>pillole di saggezza popolare</strong> indispensabili per iniziare l&#8217;anno con il piede giusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viale dei Proverbi ospita <strong>14 cartelli in legno</strong> realizzati dall&#8217;artista locale Gianpiero Galli.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="560" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi.jpg" alt="Villa Raverio, il Viale dei Proverbi" class="wp-image-34578" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno dei cartelli installati lungo il Viale dei Proverbi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre cammini costeggiando per un breve tratto i binari della storica <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/linea-ferroviaria-milano-monza-molteno-lecco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ferrovia Milano-Monza-Molteno-Lecco,</a> ti imbatterai in massime che ti strapperanno un sorriso o ti faranno riflettere, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;A parlà pocch se falla mai&#8221; <em>(A parlare poco non si sbaglia mai)</em>: un ottimo <strong>proposito di prudenza</strong> per l&#8217;anno nuovo.</li>



<li>&#8220;Basta minga avegh i daneè, ma ancà savè spend&#8221; <em>(Non basta avere i soldi, bisogna saperli spendere)</em>: un saggio <strong>consiglio economico</strong> per i mesi a venire.</li>



<li>&#8220;O te mangiet la minestra o te saltet dala finestra&#8221; <em>(O mangi la minestra o salti dalla finestra)</em>: il classico aut-aut che <strong>profuma di infanzia</strong> (quante volte abbiamo sentito questa frase dalla nostra maestra?) e pragmatismo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viale dei Proverbi si sviluppa in <strong>una cornice tranquilla e isolata dal traffico cittadino</strong>: il percorso si snoda <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'47.2%22N+9%C2%B015'45.5%22E/@45.6964444,9.2626389,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.6964444!4d9.2626389?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDYyOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra via Giacomo Matteotti e via don Francesco Manzoni</a> a Besana in Brianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella che ti propongo è un&#8217;attività per tutta la famiglia: il percorso è totalmente pianeggiante, chiuso al traffico e fruibile anche da persone in carrozzina e genitori con passeggini al seguito. Dopo i grandi cenoni, una passeggiata accessibile a tutti è un toccasana: la meta adatta per <strong>trascorrere del tempo di qualità con i bambini</strong>, incuriosendoli con la musicalità del dialetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="538" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi.jpg" alt="Besana in Brianza, Villa Raverio: il Viale dei Proverbi" class="wp-image-34595" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi-300x202.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Saggezza popolare lungo il Viale dei Proverbi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se per un Capodanno a Monza desideri una gita fuori porta che unisca la natura, la riscoperta delle tradizioni e <strong>un pizzico di poesia d&#8217;altri tempi</strong>, infila sciarpa e cappotto: il Viale dei Proverbi ti aspetta per iniziare l&#8217;anno con l’ispirazione della voce della storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: il volto poetico di Realdino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capodanno è il momento ideale per riscoprire il lusso delle cose semplici: una camminata che liberi la mente e ricarichi le energie è quella che puoi concederti a <strong>Realdino</strong>, deliziosa località di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carate Brianza</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a pochi decenni fa, questo angolo di Brianza era una vera e propria meta turistica, destinazione prediletta per le scampagnate dei milanesi. I turisti arrivavano in tram, specialmente in primavera, in cerca della frescura offerta delle <strong>celebri grotte naturali</strong> di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/realdino-a-carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Realdino</a>, dove l’acqua trasparente filtrava dalla collina in pozze popolate da pesci rossi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="467" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, le grotte di Realdino" class="wp-image-34586" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino-768x448.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso delle grotte di Realdino oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se in primavera e in estate questa località era ed è sinonimo di allegria e convivialità – tanto che ancora oggi si tramanda il motto <em>“A Rialdin se vegn par l’aqua, ma se bev’ul vin”</em> (“A Realdino si viene per l&#8217;acqua, ma si beve il vino”) – il 1° gennaio offre <strong>il volto più intimo e poetico</strong> di questo luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero protagonista della gita è <strong>l&#8217;antico ponte di Realdino</strong>, costruito nel 1840. In effetti quest&#8217;area è un set fotografico a cielo aperto straordinario: puoi divertirti a scattare foto ai riflessi del cielo invernale sul <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-lambro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lambro</a> o ai dettagli in pietra del ponte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro.jpg" alt="Carate, l'antico ponte di Realdino sul Lambro" class="wp-image-34589" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Lambro a Realdino</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai in mente di vivere questa gita <strong>con i tuoi bambini</strong>, puoi pianificare una caccia al tesoro. Prima di partire, prepara una piccola lista, disegnata o scritta, di elementi da trovare, come per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una piuma d&#8217;uccello;</li>



<li>un sasso perfettamente tondo e levigato dall&#8217;acqua;</li>



<li>una foglia dalla forma strana;</li>



<li>un pezzo di legno che somiglia a un animale;</li>



<li>un guscio di lumaca vuoto.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure potresti indurli a trasformarsi in <strong>inventori di leggende fluviali</strong>. Mentre i piccoli camminano, stimolane l&#8217;immaginazione ponendo domande che accendano la loro fantasia: &#8220;Chi pensi che viva sotto quel grande tronco sommerso?&#8221;, oppure &#8220;Dove va il fiume quando sparisce dietro quella curva?&#8221;. Create insieme la storia del &#8220;Custode del Lambro&#8221; o di una gocciolina d&#8217;acqua e del suo viaggio verso il mare. Buon divertimento!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="502" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino.jpg" alt="Il fiume Lambro a Realdino" class="wp-image-34596" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino-300x188.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino-768x482.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico ponte di Realdino</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: alla scoperta del borgo di Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con ancora negli occhi i festeggiamenti per il Capodanno a Monza, il primo giorno dell’anno potresti partire alla volta di <strong>Cimnago</strong>, una piccola frazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-frazione-di-lentate-i-luoghi-storici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> adagiata al confine con Novedrate, dove la tradizione si respira in ogni cortile e il paesaggio brianzolo regala scorci d&#8217;altri tempi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="557" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza, l'antico Oratorio di San Vincenzo a Cimnago" class="wp-image-34584" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago-300x209.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago-768x535.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico Oratorio di San Vincenzo Martire, l&#8217;edificio più antico di Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con il paese avvolto nel clima invernale, balzano agli occhi l&#8217;architettura e <strong>i dettagli storici del borgo</strong>. È il giorno perfetto per una &#8220;camminata consapevole&#8221;, dove ogni angolo di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-frazione-di-lentate-i-luoghi-storici/">Cimnago</a> racconta una vicenda secolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della passeggiata non può che essere la <strong>Chiesa di San Vincenzo Martire</strong>, consacrata dal cardinale Schuster nel 1942. Se la trovi aperta per le funzioni del primo giorno dell&#8217;anno, entra ad ammirarla, osservando le decorazioni di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/primo-busnelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Primo Busnelli</a> e il fonte battesimale realizzato dallo scultore <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/alberto-ceppi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Ceppi</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, la Chiesa di San Vincenzo Martire a Cimnago" class="wp-image-34583" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Vincenzo Martire a Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abside custodisce un antico Crocifisso proveniente dal soppresso Monastero di San Vittore di Meda: secondo la leggenda, dopo essere rimasto nascosto per decenni nella soffitta di un’abitazione tra la paglia, fu ritrovato per caso da una donna che, spaventata, scappò <strong>convinta di aver scoperto un cadavere</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione della chiesa, iniziata nel 1925, fu <strong>una vera impresa comunitaria</strong>: pensa che nelle domeniche estive i cittadini andavano a estrarre gratuitamente la sabbia dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fiume Seveso</a>, trasportandola con gli animali del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Camminando tra le vie di Cimnago, puoi cimentarti con i tuoi figli o i tuoi nipotini nel <strong>gioco dell&#8217;alfabeto stradale</strong>: una sfida di osservazione ideale per i bambini che stanno imparando a leggere, ma anche per quelli che già sanno farlo. L&#8217;obiettivo è trovare le lettere dell&#8217;alfabeto, dalla A alla Z, in ordine, guardando i cartelli stradali, le insegne dei negozi, i nomi delle vie o le targhe delle auto. Chi arriva per primo alla Z vince.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="488" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso.jpg" alt="Cimnago a Lentate sul Seveso" class="wp-image-34581" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello all&#8217;ingresso di Cimnago lungo la strada che giunge da Novedrate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i bambini giocano, tu fai caso ai cartelli stradali che segnalano due vie: <strong>via Bizzozzero</strong> e <strong>via Maestri Chiodaioli</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="484" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, via Maestri Chiodaioli a Cimnago" class="wp-image-34576" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Via Maestri Chiodaioli a Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è dedicata a <strong>Luigi Bizzozzero</strong>, un personaggio straordinario e quasi letterario. Milanese, commerciante di carta, accumulò una fortuna enorme grazie a una parsimonia estrema, ma fu il più grande proprietario terriero e benefattore di Cimnago, a cui donò decine di migliaia di lire per la costruzione della chiesa, della casa del sacerdote e del futuro asilo (inaugurato dopo la sua morte).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda strada, via Maestri Chiodaioli, è dedicata a <strong>un’antica tradizione del paese</strong>, estremamente interessante: per questo ho deciso di dedicarle un post ad hoc, che puoi leggere cliccando qui sotto.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="GvXham8mRU"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-e-la-strada-fantasma-dedicata-ai-maestri-chiodaioli/">Cimnago e la strada fantasma dedicata ai maestri chiodaioli</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Cimnago e la strada fantasma dedicata ai maestri chiodaioli” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-e-la-strada-fantasma-dedicata-ai-maestri-chiodaioli/embed/#?secret=UMmBlTe3K4#?secret=GvXham8mRU" data-secret="GvXham8mRU" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: gli scenari dell’Adda a Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una piccola gita fuori porta capace di rigenerare lo spirito e la mente: il giorno di Capodanno da Monza puoi raggiungere <strong>Imbersago</strong> (poco più di 20 chilometri di strada da percorrere), fantastico borgo adagiato sulle sponde del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fiume Adda</a>. Il paese, nei mesi invernali, offre uno degli scenari più poetici ed emozionanti dell&#8217;intera Lombardia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="531" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago.jpg" alt="Capodanno a Monza, il fiume Adda a Imbersago" class="wp-image-34570" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago-300x199.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se durante la bella stagione <strong>le sponde dell&#8217;Adda</strong> si popolano di ciclisti, famiglie e turisti, a Capodanno il fiume mostra il suo volto più intimo, autentico e spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La magia della nebbia e del gelo, con l&#8217;Adda avvolto da una leggera foschia, rende il panorama simile a un <strong>dipinto impressionista</strong>. Il contrasto tra l&#8217;acqua che scorre lenta e la brina che ricopre la vegetazione evoca il tempo dei nuovi inizi: è ciò che deve essere il primo giorno dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cammina seguendo il flusso della corrente e lasciati cullare dal ritmo del fiume: un’attività che può avere un potere quasi terapeutico. Respira a pieni polmoni <strong>l&#8217;aria frizzante della Brianza lecchese</strong> e, semplicemente, rilassati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricoardati di portare con te una macchina fotografica: la luce invernale dell&#8217;Adda a Capodanno è un paradiso per gli amanti degli <strong>scatti d&#8217;atmosfera</strong>. I riflessi degli alberi spogli sulla superficie dell&#8217;acqua, i cigni pacifici e le folaghe che nuotano solitarie regalano scorci straordinari che in estate vengono nascosti dalla fitta vegetazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Adda Nord</a> è un&#8217;area protetta ricchissima di <strong>biodiversità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per godere appieno della magia del luogo, puoi arrivare a Imbersago nella tarda mattinata (anche perché è probabile che tu non abbia voglia di svegliarti presto, dopo i festeggiamenti della notte precedente). Al termine di una <strong>passeggiata rigenerante lungo l&#8217;alzaia</strong>, goditi un pranzo al sacco scaldato da un buon thermos di tè caldo. Quindi, ancora un giretto e poi tienti pronto ad ammirare il sole che scende presto dietro i rilievi della Brianza, tingendo il fiume di sfumature calde, dall&#8217;arancione al viola. Un modo unico, economico e indimenticabile per augurarti un felice anno nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>percorso ciclopedonale</strong> che costeggia il fiume è pianeggiante e offre diversi spunti di interesse storico e naturalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il più famoso di tutti è senza dubbio il <strong>Traghetto di Leonardo da Vinci</strong>, che è il simbolo indiscusso di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/">Imbersago</a>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda.jpg" alt="Il Traghetto di Leonardo a Imbersago sull'Adda" class="wp-image-34585" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Traghetto di Leonardo da Vinci sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa imbarcazione unisce la sponda lecchese a quella bergamasca dell’Adda sfruttando un ingegnoso sistema di funi e il solo gioco delle correnti, <strong>senza l&#8217;ausilio di motori</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservare il traghetto ormeggiato, immerso <strong>nella natura fluviale</strong>, ti farà fare un salto indietro nel tempo di cinque secoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Imbersago e il Traghetto di Leonardo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi saperne di più sul <strong>Traghetto di Leonardo</strong> (e soprattutto se vuoi scoprire se fu davvero lui a progettarlo) puoi cliccare qui sotto e leggere il post che gli ho dedicato.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="SX0NueBrbY"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/il-traghetto-di-leonardo-a-imbersago/">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Il Traghetto di Leonardo a Imbersago” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/il-traghetto-di-leonardo-a-imbersago/embed/#?secret=BcOv1szv7T#?secret=SX0NueBrbY" data-secret="SX0NueBrbY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Cimnago, la Chiesa di San Vincenzo Martire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Ceppi]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Vincenzo Martire a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Bettoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Polvara]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Busnelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo post ti porterò a Lentate sul Seveso per farti conoscere la suggestiva frazione di Cimnago e la Chiesa di San Vincenzo Martire, costruita (non senza difficoltà) più di un secolo fa: uno dei luoghi storici del paese che meritano di essere visti e fotografati. Sei pronto a scoprire questo piccolo pezzo di Brianza? [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-la-chiesa-di-san-vincenzo-martire/">Cimnago, la Chiesa di San Vincenzo Martire</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questo post ti porterò a Lentate sul Seveso per farti conoscere la suggestiva frazione di Cimnago e la Chiesa di San Vincenzo Martire, costruita (non senza difficoltà) più di un secolo fa: uno dei luoghi storici del paese che meritano di essere visti e fotografati. Sei pronto a scoprire questo piccolo pezzo di Brianza?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia della chiesa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Chiesa di San Vincenzo Martire di Cimnago</strong> fu eretta negli anni Venti del Novecento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="531" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-chiesa-parrocchiale-san-vincenzo.jpg" alt="Cimnago, chiesa parrocchiale di San Vincenzo" class="wp-image-34035" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-chiesa-parrocchiale-san-vincenzo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-chiesa-parrocchiale-san-vincenzo-300x199.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-chiesa-parrocchiale-san-vincenzo-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La chiesa parrocchiale di Cimnago, intitolata a San Vincenzo Martire</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Già dall’inizio del secolo, tuttavia, a Cimnago si era palesata la necessità di costruire una chiesa che prendesse il posto dell’<strong>Oratorio di San Vincenzo Martire</strong>, esistente dal Cinquecento ma ormai ritenuto di dimensioni troppo modeste per poter accogliere degnamente i fedeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I buoni propositi finalizzati all’erezione di un nuovo tempio, però, erano stati a lungo ostacolati dai <strong>costi della manodopera</strong> e del materiale, eccessivi rispetto ai fondi disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come se non fossero bastate le incertezze economiche, altri guai si susseguivano uno dietro l’altro: la <strong>morìa di mucche e vitelli</strong>, preziose risorse per le entrate della popolazione locale; le precarie condizioni di salute del parroco, don Pietro Restelli, colpito dall’<strong>influenza spagnola</strong>; e soprattutto la difficoltà a trovare un’impresa seria a cui affidare i lavori. La prima ditta che aveva accettato l’incarico, infatti, inizialmente aveva concesso pagamenti dilazionati in dieci anni, ma poi aveva cambiato idea pretendendo subito i contanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente nel 1923 tutto sembrò sistemarsi: <strong>fu individuato il terreno</strong> su cui la nuova chiesa avrebbe dovuto essere costruita (un appezzamento dopo le ultime case del centro abitato, verso <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/che-cosa-fare-a-novedrate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novedrate</a>) e si piantarono due pini per indicare che proprio in quel punto sarebbe sorto il nuovo tempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le domeniche estive, i cimnaghesi <strong>iniziarono a lavorare a titolo gratuito </strong>per estrarre dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Seveso </a>la sabbia che poi veniva trasportata dagli animali concessi dagli allevatori del posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ottobre, però, il proprietario della maggior parte dei terreni di Cimnago, <strong>Luigi Bizzozzero</strong>, decise che la chiesa avrebbe dovuto essere realizzata in un posto diverso rispetto a quello che era già stato individuato. Tutto da rifare, insomma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effettuate le misurazioni del caso, attraverso una scrittura privata Bizzozzero <strong>donò uno dei propri appezzamenti</strong> alla futura Fabbriceria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto furono presentati <strong>due progetti</strong> per l’erezione della chiesa: uno concepito da don Ambrogio Moioli, ispirato alla chiesa dell’oratorio di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lazzate/che-cosa-fare-a-lazzate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lazzate</a>, che avrebbe comportato un esborso complessivo di 80mila lire; l’altro proposto dall’ingegner Angelo Terragni, con una previsione di spesa di quasi 150mila lire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A essere scelto fu il progetto di Terragni; ma la <strong>spesa di 150mila lire</strong> era ritenuta eccessiva, anche perché un (non improbabile) aumento dei prezzi del materiale e della manodopera avrebbe potuto far crescere la cifra fino a 180mila lire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che fare, dunque? I cimnaghesi avevano bisogno di <strong>una chiesa a tutti i costi</strong>, perché non sopportavano più l’idea di doversi recare a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/lentate-la-chiesa-di-san-vito/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate </a>o – ancora peggio! – a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/novedrate-la-chiesa-dei-santi-donato-e-carpoforo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novedrate </a>per andare a messa (<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/la-parrocchia-di-cimnago-e-la-guerra-con-novedrate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in questo articolo ti racconto le origini e i motivi della faida tra Cimnago e Novedrate</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Curia, dunque, suggerì di rivolgersi alla <strong>Scuola d’Arte Sacra di Milano</strong>, affinché venisse redatto un progetto che non superasse le 80mila lire di spesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’architetto <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/giuseppe-polvara/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">don Giuseppe Polvara</a>, direttore della scuola, accettò l’incarico, ma a condizione che venisse prima interpellato in merito l’ingegner Terragni: quest’ultimo, magnanimo, rinunciò al proprio progetto e <strong>non chiese alcun compenso</strong>; così don Polvara poté mettersi al lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, già ad agosto del 1924 era stata posata &#8211; in presenza di monsignor Giovanni Balbiani, canonico del duomo di Milano &#8211; <strong>la prima pietra</strong> del nuovo tempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori effettivi, comunque, cominciarono solo nel <strong>gennaio del 1925</strong>, affidati al capomastro Carlo Magnaghi e all’operaio Vincenzo Veronelli di Mocchirolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco <strong>un nuovo imprevisto</strong> far capolino: una volta segnate le fondamenta, ci si accorse che la nuova chiesa sarebbe stata comunque troppo piccola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E dunque? Continuare con i lavori, per poi ritrovarsi con un tempio di dimensioni insufficienti, o <strong>bloccare tutto</strong> per mettersi in cerca di nuovi fondi che consentissero di finanziare la costruzione di un edificio più grande?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si scelse di indire un <strong>referendum</strong>, il cui esito portò a una richiesta di ampliamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Magnaghi accettò, ma – ovviamente – <strong>pretese altri soldi</strong>: la richiesta era di un supplemento di 25mila lire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spalle al muro, don Polvara inviò a Cimnago il suo vice, don <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/giacomo-bettoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giacomo Bettoli</a>, il quale provò a <strong>convincere la popolazione locale</strong> che la chiesa che si stava realizzando sarebbe stata grande abbastanza, e che in ogni caso non ci sarebbero state le risorse economiche indispensabili per l’ampliamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto inutile, però. Messa al corrente della questione, la Curia fece sapere che – grande o piccola che fosse – la nuova chiesa avrebbe dovuto essere costruita <strong>nel più breve tempo possibile</strong>: se ampliamento doveva essere, che lo fosse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Polvara allora rimise mano al proprio progetto, <strong>allungando la chiesa</strong> e rendendola anche più larga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sistemate le fondazioni, i lavori con il passare dei giorni <strong>procedettero sempre più spediti</strong>, anche perché ai primi due muratori impegnati inizialmente se ne aggiunsero altri quattro. La domenica, poi, tanti cimnaghesi davano una mano come potevano: gratuitamente, <em>ça va sans dire</em>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ad agosto del 1925, la chiesa era già pronta: <strong>il 27 settembre fu benedetta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito, alcune donne di Cimnago raccolsero soldi per acquistare dalla ditta Luigi Raffaelli di Milano <strong>una statua della Vergine</strong> da collocare in chiesa: alla spesa totale di 380 lire contribuì la cassa delle Figlie di Maria. L’opera fu poi decorata a titolo gratuito dall’artista medese <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/primo-busnelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Primo Busnelli</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parrocchia, grazie ad alcuni <strong>prestiti</strong>, riuscì a estinguere nel 1931 il debito con la ditta costruttrice; ma, sempre a causa delle significative ristrettezze economiche, l’acquisto delle campane non poté essere portato a termine prima del 1937.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>tre nuove campane</strong> destinate al piccolo campanile furono realizzate dalla ditta Carlo Ottolina di Seregno; giunsero a Cimnago l’11 aprile del 1937, trasportate su tre carri addobbati preceduti da ragazzi cimnaghesi, in bici o a cavallo, vestiti da fantini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi giorni più tardi, fu emanato il <strong>decreto di erezione della parrocchia di Cimnago</strong>, sottoscritto dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiesa, però, mancava ancora <strong>l’altare in marmo</strong>. Inizialmente si pensò di prendere quello della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cantu/la-chiesa-di-san-michele-di-cantu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa di San Michele di Cantù</a>, ma l’idea fu abortita perché il manufatto non era in stile, e soprattutto perché il costo di 10mila lire era ritenuto troppo elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo altare fu collocato in chiesa solo nel 1941: progettato dal geometra Alberto Bondielli, venne realizzato con <strong>marmi provenienti da Massa Apuania</strong> e costò meno di 9mila lire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cimnago, Chiesa di San Vincenzo Martire: la consacrazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 16 settembre del 1942 la Chiesa di San Vincenzo Martire fu <strong>consacrata dal cardinale Schuster</strong> in occasione della sua visita pastorale alla parrocchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arcivescovo, in realtà, pensava che avrebbe provveduto alla celebrazione in un’altra occasione, <strong>immaginando che la chiesa non fosse ancora pronta</strong>; ma, una volta giunto in paese, constatando che in realtà tutti i lavori erano stati conclusi scelse di procedere con la consacrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo che… <strong>mancava tutto il necessario</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, oltre al parroco servivano altri cinque preti. In tutta fretta furono contattati il parroco di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/camnago-la-chiesa-dei-santi-quirico-e-giulitta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Camnago </a>e quello di Copreno; venne chiesto anche ad altri sacerdoti di <strong>presentarsi il mattino successivo alle 4</strong> per la cerimonia, ma solo tre diedero la propria disponibilità. Quindi ci si rivolse al parroco di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate</a>, pregandolo di contattare i preti di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/barlassina/che-cosa-fare-a-barlassina-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barlassina</a>: questi, per fortuna, accettarono di presenziare alla cerimonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma gli ostacoli non erano finiti. <strong>Servivano delle reliquie</strong> (e una teca che le custodisse). C’erano quelle di San Giovanni Bosco e di San Giuseppe Cottolengo, ma non erano adatte, perché occorrevano reliquie di martiri: si trovarono quelle di Santa Virginia e Santa Lucia. E la teca? Tra tante scatolette con dentro cianfrusaglie e chiodi, non se ne scovò una decente; infine con molta fatica si individuò un contenitore adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto a posto? Macché. Ci voleva anche una piantina di issopo, che ovviamente mancava. Si cercarono erbe aromatiche in giardino: niente, <strong>nemmeno un po’ di rosmarino</strong>. Fu quindi dato mandato a un ragazzetto di mettersi in cerca di ramoscelli di ulivo per tutta Cimnago: missione compiuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma poi ci si accorse che mancava un secchio con la cenere; <strong>ci si recò al forno del panettiere</strong> e anche questo compito fu assolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente la <strong>consacrazione </strong>poté avere luogo, con sacerdoti e diaconi giunti da Barlassina, Novedrate, Figino e Copreno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cimnago, Chiesa di San Vincenzo Martire: le decorazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1949 e il 1950, <strong>la chiesa fu dipinta da Primo Busnelli</strong>, che si occupò anche della decorazione della Cappella della Vergine, disegnando due alberi i cui frutti consistevano nei 15 Misteri del Rosario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1972, la posa del nuovo presbiterio, progettato dal geometra Aquilino Longoni, fu accompagnata dall’inserimento di un moderno <strong>fonte battesimale</strong>, realizzato dallo scultore medese <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/alberto-ceppi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Ceppi</a>, autore anche del frontale della mensa dedicato a Eucarestia e Risurrezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1987, fu spostato nell’abside <strong>l’antico Crocifisso</strong> che fino a quel momento era stato ospitato in una cappella dedicata. La storia di questo Crocifisso merita un capitolo a parte.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cimnago, Chiesa di San Vincenzo Martire: il Crocifisso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Crocifisso proveniva dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/meda/la-chiesa-di-san-vittore-di-meda/" type="link" id="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/meda/la-chiesa-di-san-vittore-di-meda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monastero di San Vittore di Meda</a>, di cui Cimnago era stata alle dipendenze per parecchi secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando, alla fine del Settecento, <strong>al tempo della Repubblica Francese</strong> il monastero era stato soppresso e le monache benedettine erano state disperse, il Crocifisso era stato trasportato nella <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/mariano-comense/la-chiesa-di-san-francesco-a-mariano-comense/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesa di San Francesco di Mariano</a>; qui, però, non era durato a lungo, perché anche i frati francescani dopo poco tempo erano stati a propria volta mandati via.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="496" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/mariano-comense-chiesa-san-francesco.jpg" alt="Mariano Comense, la Chiesa di San Francesco" class="wp-image-34032" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/mariano-comense-chiesa-san-francesco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/mariano-comense-chiesa-san-francesco-300x186.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/mariano-comense-chiesa-san-francesco-768x476.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Francesco a Mariano Comense</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto – come ebbe modo di scrivere il cardinale Ildefonso Schuster nel suo libro <em>Peregrinazioni Apostoliche. Note di visita pastorale 1941-1944</em> – “il devoto simulacro venne consegnato ad alcuni privati, i quali non potendolo occultare in casa, a cagione delle sue proporzioni gigantesche, <strong>lo nascosero in soffitta tra la paglia ed un deposito di legname</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Crocifisso era rimasto colà per diversi decenni, e per lungo tempo <strong>nessuno ne aveva più saputo alcunché</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, un giorno, il simulacro era stato ritrovato da una donna, del tutto casualmente, <strong>sotto un mucchio di sassi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un primo momento, <strong>credendo di aver rinvenuto il cadavere di qualcuno</strong> che era stato ucciso e poi nascosto in soffitta, la donna era scappata terrorizzata in cerca di aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano giunti, quindi, i proprietari della casa, che si erano ricordati di aver ascoltato dai propri familiari <strong>la storia di un vecchio Crocifisso</strong>, appartenuto un tempo alle monache di Meda, che loro stessi avevano recuperato e messo da parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il simulacro, riemerso dall’oblio, era stato dunque <strong>portato via dalla soffitta</strong> ed era ritornato all’antico culto: era stata “tanta la paura che aveva invaso la pia donnetta – scrisse Schuster – che i proprietari non lo vollero assolutamente più in casa”, ma si erano affrettati a consegnarlo all’Oratorio di San Vincenzo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="547" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/lentate-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg" alt="Lentate, l'Oratorio di San Vincenzo a Cimnago" class="wp-image-34030" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/lentate-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/lentate-oratorio-san-vincenzo-cimnago-300x205.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/lentate-oratorio-san-vincenzo-cimnago-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico Oratorio di San Vincenzo </em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel luglio del 1921, il Crocifisso – <strong>restaurato con l’aggiunta di chiodi in ferro</strong> – era stato portato in processione dai giovani cimnaghesi in occasione delle celebrazioni per i soldati del paese e i caduti in guerra, e successivamente posto in un tempietto addobbato con fiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, nel 1925, era stato trasferito dall’antico Oratorio di San Vincenzo alla <strong>nuova chiesa parrocchiale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="466" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-cimnago.jpg" alt="La chiesa parrocchiale di Cimnago" class="wp-image-34031" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-cimnago-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-cimnago-768x447.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La chiesa parrocchiale di Cimnago oggi</em></figcaption></figure>



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		<title>Murales a Copreno: l’opera in memoria di Willy Monteiro Duarte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
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		<category><![CDATA[Street art in Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fra i numerosi murales di Copreno realizzati dallo street artist Isidoro Chella, uno dei più suggestivi è dedicato a Willy Monteiro Duarte, un ragazzo brutalmente ucciso durante una rissa in cui era intervenuto per difendere un amico. In questo post ti racconto la storia di Willy e ti spiego come vedere da vicino il murale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fra i numerosi murales di Copreno realizzati dallo street artist Isidoro Chella, uno dei più suggestivi è dedicato a Willy Monteiro Duarte, un ragazzo brutalmente ucciso durante una rissa in cui era intervenuto per difendere un amico. In questo post ti racconto la storia di Willy e ti spiego come vedere da vicino il murale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Murales a Copreno: Willy, &#8220;ucciso per il suo coraggio&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“In memoria di Willy Duarte<strong> ucciso per il suo coraggio</strong> il 6 settembre 2020”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la scritta accanto al <strong>murale dedicato a Willy Monteiro Duarte</strong> che si può osservare nella zona industriale di Copreno, frazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> al confine con Lazzate.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="465" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-duarte.jpg" alt="Il murales di Copreno per Willy Duarte" class="wp-image-34253" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-duarte.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-duarte-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-duarte-768x446.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Copreno: il murale nella zona industriale dedicato </em>a Willy Monteiro Duarte</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era Willy Monteiro Duarte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma chi era Willy? Nato il 20 gennaio del 1999 a Roma, aveva <strong>origini africane</strong>: i suoi genitori, infatti, provenivano da Capo Verde, misconosciuto Paese africano di dieci isole circondate dalle acque dell’Oceano Atlantico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Willy viveva a Paliano, <strong>piccolo paese della provincia di Frosinone</strong> noto per la presenza di un carcere in cui sono ospitati detenuti collaboratori di giustizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver frequentato l’istituto alberghiero <em>Michelangelo Buonarroti</em> di Fiuggi, aveva trovato lavoro in un albergo – l’Hotel degli Amici di Artena, paese situato a una trentina di chilometri da Roma – come <strong>aiuto cuoco</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appassionato di calcio e tifoso romanista, aveva <strong>una sorella più piccola</strong> di lui di due anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020, a Colleferro, cittadina di 20mila abitanti a sud-est di Roma, Willy fu <strong>vittima di un brutale pestaggio</strong> che ne causò la morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intervenuto in una rissa per tentare di sedarla con lo scopo di difendere un amico, <strong>fu picchiato a sangue</strong> da quattro ragazzi di età compresa tra i 22 e i 26 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l’intervento dei sanitari del 118, quando arrivò in ospedale Willy <strong>era già morto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autopsia rilevò lesioni al pancreas, alla milza e ai polmoni, ma – soprattutto – una <strong>lesione di sette centimetri al cuore</strong>, quasi spaccato in due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aggressori – tre dei quali già noti alle forze dell’ordine per alcuni precedenti penali –, scappati a bordo di un’auto di grossa cilindrata, furono rintracciati e <strong>arrestati </strong>nel giro di poche ore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 9 settembre, per tre di loro fu convalidato <strong>il fermo in carcere</strong>, mentre per il quarto furono disposti gli arresti domiciliari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un mese di distanza dal pestaggio, il 6 ottobre del 2020, a Willy Monteiro Duarte fu conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la<strong> medaglia d’oro al valore civile alla memoria</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa la motivazione: “Con eccezionale <strong>slancio altruistico </strong>e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un&#8217;accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con <strong>inaudita violenza </strong>e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all&#8217;<strong>estremo sacrificio</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 6 settembre del 2023, al giovane di origini capoverdiane fu intitolata una piazza proprio a Colleferro, la città in cui aveva trovato la morte. Quella piazza – <strong>piazza Willy Monteiro Duarte</strong> – si trova accanto a una scuola superiore: così, gli adolescenti che le passano accanto o che la attraversano ogni giorno possono conoscere e ricordare il sacrificio di un ragazzo – quasi un loro coetaneo – che perse la vita per difendere un amico.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">A Willy in questi anni sono stati dedicati anche diversi <strong>libri </strong>(fra cui <em>40 secondi</em>, di Federica Angeli, e <em>Willy – Una storia di ragazzi</em>, di Christian Raimo) e numerose <strong>canzoni </strong>(come <em>Il vero italiano</em>, di Lorenzo Santangelo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, nei cinema italiani è uscito il <strong>film </strong><em>40 secondi</em>, basato proprio sul libro di Federica Angeli e ispirato alla storia di Willy. La pellicola, diretta da Vincenzo Alfieri, è stata presentata in concorso alla 20esima Festa del Cinema di Roma, e ha incassato quasi un milione di euro; nel 2026 ha ottenuto cinque <strong>candidature ai Nastri d’Argento</strong> (tra cui quella per il miglior film) e cinque <strong>candidature ai David di Donatello</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Isidoro Chella, l&#8217;autore dei murales a Copreno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo al murale di Copreno, situato <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B040'49.2%22N+9%C2%B006'12.1%22E/@45.6803333,9.1033611,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.6803333!4d9.1033611?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDYxMC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;incrocio tra viale Industria e via Galvani</a>: l’autore dell’opera è <strong>Isidoro Chella</strong>, in arte Gabo, che in Brianza negli ultimi anni ha creato tanti altri capolavori di<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/street-art-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> street art</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="535" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-monteiro-duarte.jpg" alt="Il murales di Copreno per Willy Monteiro Duarte" class="wp-image-34251" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-monteiro-duarte.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-monteiro-duarte-300x201.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/06/murales-copreno-willy-monteiro-duarte-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il murale di Copreno dedicato a Willy Monteiro Duarte</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molti di questi si trovano <strong>a Copreno e Lentate</strong>; ma di recente la fantasia e l’estro di Chella si sono materializzati anche a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/figino-serenza/che-cosa-fare-a-figino-serenza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Figino Serenza</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su <a href="https://www.facebook.com/isidoro.chella/posts/pfbid0ideyz2zcTRMMC45XEww9AbFwJbguhDPFw3zDUdWPoAURBCMGcEkTaiymDHBCYGqil" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>, nei giorni in cui realizzò il murale dedicato a Willy, Chella scrisse: “A Willy Duarte, al suo sorriso pieno di nuvole e coraggio. Non si può dimenticare tutto ciò, non si può dimenticare questa barbarie che Pasolini, mezzo secolo fa, aveva già previsto. La memoria è l&#8217;unica arma a nostra disposizione, <strong>la memoria come antidoto</strong>. Ho voluto rendere omaggio a Willy, al suo sorriso, al suo coraggio con i miei colori e con questa bellissima frase di John Keats: ‘Mi arrampicherò tra le nuvole ed esisterò’. Willy, esisti e non sarai dimenticato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">[<em><strong>Aggiornamento</strong>: il murale è stato coperto nella primavera del 2026 e non è più visibile. L&#8217;articolo rimarrà comunque online per ricordare l&#8217;opera di Isidoro Chella e, soprattutto, onorare la memoria di Willy Duarte</em>]</p>



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		<title>Copreno, il giardino degli gnomi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 09:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Copreno, frazione di Lentate sul Seveso, da qualche anno i bambini hanno la possibilità di esplorare un piccolo ma suggestivo giardino degli gnomi: in via Trento, infatti, un’area verde è stata trasformata da un’associazione locale in un luogo pieno di magia e di sorprese. Leggi questo post se sei curioso di saperne di più! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/copreno-il-giardino-degli-gnomi/">Copreno, il giardino degli gnomi</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Copreno, frazione di Lentate sul Seveso, da qualche anno i bambini hanno la possibilità di esplorare un piccolo ma suggestivo giardino degli gnomi: in via Trento, infatti, un’area verde è stata trasformata da un’associazione locale in un luogo pieno di magia e di sorprese. Leggi questo post se sei curioso di saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il parco pubblico di via Trento a Copreno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Copreno, una piccola area verde davanti all’ingresso del parco pubblico di via Trento è diventata, da qualche anno, un luogo magico, <strong>abitato da gnomi e animali fantastici</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="499" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/parco-via-trento-copreno-lentate-seveso.jpg" alt="Il parco di via Trento a Copreno (Lentate sul Seveso)" class="wp-image-34138" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/parco-via-trento-copreno-lentate-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/parco-via-trento-copreno-lentate-seveso-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/parco-via-trento-copreno-lentate-seveso-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Alcuni dei buffi personaggi che popolano il giardino di Copreno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“A Copreno sono arrivati degli amici strampalati… Tre buffi gnometti con i loro cari animaletti… Purtroppo il loro nome hanno dimenticato: ci vuole il tuo aiuto affinché venga ricordato”: così riporta il cartello di presentazione di questo giardino sospeso <strong>tra realtà è fantasia</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli gnomi del parco</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scopriamo, allora, chi sono questi “<strong>tre buffi gnometti</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con lo <strong>gnomo dal cappello blu</strong> sono arrivati il riccio con le punte all’insù e lo scoiattolo con gli occhi all’ingiù, che nome gli darai tu?”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="526" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/gnomo-blu-copreno.jpg" alt="Lo gnomo blu di Copreno" class="wp-image-34130" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/gnomo-blu-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/gnomo-blu-copreno-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/gnomo-blu-copreno-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>In primo piano, lo gnomo blu; più dietro, il riccio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora: “Con lo <strong>gnomo dal cappello rosso</strong> è arrivato il piccolo pettirosso che dal coniglietto si fa aiutare, perché non riesce più a volare… a loro che nome gli vuoi dare?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine ecco il terzo gnomo: “L’ultimo <strong>gnomo dal verde cappello</strong> è venuto con il suo gallo più bello, e il piccolo orsetto dal tenero musetto. Che nome gli metti a quest’ultimi animaletti?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni bambino, insomma, si può divertire a inventare i nomi che ritiene più adatti a questi <strong>ometti dai cappelli colorati</strong> e ai loro amici animali.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Pittoresca è anche la <strong>casetta degli gnomi</strong>: accogliente e, naturalmente, ricca di colori!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="525" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/casetta-gnomi-copreno.jpg" alt="La casetta degli gnomi di Copreno" class="wp-image-34132" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/casetta-gnomi-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/casetta-gnomi-copreno-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/casetta-gnomi-copreno-768x504.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La casetta degli gnomi: le imposte sembrano occhi sorridenti!</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E non è finita qui! Un altro protagonista del giardino è<strong> in cerca di un nome</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuiamo a leggere dal cartello: “Ma attenzione!!! C’è un animale che da nessun gnomo è stato accompagnato, con le grosse ali fin qui ha volato… se dal suo fuoco non vuoi essere bruciato,<strong> anche a lui un nome va assegnato</strong>!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i più piccoli questa è un&#8217;occasione speciale per sbizzarrirsi e <strong>giocare con le parole</strong>, lasciando briglia sciolta alla propria creatività.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="456" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno.jpg" alt="Il giardino degli gnomi di Copreno" class="wp-image-34131" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-768x438.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello posizionato all&#8217;ingresso del parco pubblico di via Trento</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Così si conclude il messaggio per i<strong> visitatori del giardino degli gnomi</strong>: “Bravissimo, ora gli animaletti con i loro nuovi nomi si possono chiamare e tu con loro puoi finalmente giocare… Qualcosa da mangiare gli puoi preparare, oppure un percorso inventare… Sta a te la fantasia utilizzare!”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="514" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/animali-giardino-gnomi.jpg" alt="Gli animali del giardino degli gnomi" class="wp-image-34136" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/animali-giardino-gnomi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/animali-giardino-gnomi-300x193.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/animali-giardino-gnomi-768x493.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno dei simpatici abitanti del giardino raffigurati sui tronchi</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;associazione <em>Copreno In Movimento</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il giardino degli gnomi si trova a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> (<strong>Copreno </strong>è, appunto, una frazione di Lentate sul Seveso)<a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'18.8%22N+9%C2%B006'20.1%22E/@45.6885556,9.1055833,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.6885556!4d9.1055833?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDQyOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in via Trento, di fronte al civico 3</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-movimento.jpg" alt="Giardino degli gnomi di Copreno in Movimento" class="wp-image-34133" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-movimento.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-movimento-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/05/giardino-gnomi-copreno-movimento-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno scorcio del giardino</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo spazio immerso tra arte e favola è stato ideato, sviluppato e realizzato dai volontari di<em> Copreno In Movimento</em>, <a href="https://www.coprenoinmovimento.it/CHISIAMO.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">associazione</a> che si propone di promuovere e <strong>valorizzare la storia, l’arte e le risorse culturali del territorio coprenese</strong> e della sua comunità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una realtà nata nel 1996 con il nome di<em> Comitato Feste </em>e l’obiettivo di organizzare iniziative, incontri e manifestazioni che favorissero <strong>la partecipazione alla vita sociale locale</strong>; nel 1997, poi, è stata adottata la denominazione ufficiale di <em>Copreno In Movimento</em>, che vige ancora oggi.</p>



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		<title>La parrocchia di Cimnago e la guerra con Novedrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 02:48:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Vincenzo Martire a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della parrocchia di Cimnago è legata a doppio filo a una terribile rivalità con il confinante paese di Novedrate. In questo post ti racconto tutti i dettagli e i retroscena di questa inimicizia, che sfociò in litigi, risse e scontri tra “tifosi”… pardon, tra fedeli. Leggi se sei curioso di saperne di più! [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La storia della parrocchia di Cimnago è legata a doppio filo a una terribile rivalità con il confinante paese di Novedrate. In questo post ti racconto tutti i dettagli e i retroscena di questa inimicizia, che sfociò in litigi, risse e scontri tra “tifosi”… pardon, tra fedeli. Leggi se sei curioso di saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivalità tra Cimnago e Novedrate: litigi, botte e sassate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fino agli anni Trenta del Novecento, il territorio di <strong>Cimnago </strong>– che dal punto di vista amministrativo era compreso nel Comune di Lentate sul Seveso – faceva parte della parrocchia di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/che-cosa-fare-a-novedrate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novedrate</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già alla fine del XIII secolo la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/novedrate-la-chiesa-dei-santi-donato-e-carpoforo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiesa di Novedrate</a> veniva citata nel <em>Liber Notitiae Sanctorum Mediolani</em> dallo storico e presbitero Goffredo da Bussero (cappellano di Rovello) come appartenente alla <strong>pieve di Galliano</strong>; anche Cimnago, dunque, rientrava in questa pieve.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="514" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-novedrate-como.jpg" alt="La chiesa parrocchiale di Novedrate (Como)" class="wp-image-33997" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-novedrate-como.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-novedrate-como-300x193.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-novedrate-como-768x493.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La chiesa parrocchiale di Novedrate oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1582, l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo trasferì la prepositura da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cantu/la-basilica-di-san-vincenzo-a-cantu-cioe-la-basilica-di-galliano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Galliano</a>, ormai abbandonata, a Cantù: Novedrate e Cimnago, quindi, passarono al <strong>vicariato di Cantù</strong>, anche se per molto tempo si continuò a parlare di pieve di Galliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i cimnaghesi e i novedratesi, tuttavia, non correva buon sangue: per ragioni di <strong>campanilismo</strong>, i ragazzi dei due paesi si ritrovavano spesso a litigare o, addirittura, a prendersi a sassate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione del Vespero di Natale del 1913, per esempio, un giovane di Novedrate in chiesa ostacolò il passaggio di un cimnaghese. Ne seguì un litigio, e in breve <strong>si passò dalle parole alle mani</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il 27 dicembre – si racconta nel <em>Liber Chronicus</em> conservato nell’Archivio Parrocchiale di Cimnago – il parroco nella chiesa di Cimnago si dolse vivamente dell’increscioso fatto. Ma gli animi non si placarono. Anzi, si era sparsa la voce: ‘Guai a chi entra nella chiesa di Novedrate! Ne subirà danni nei campi!’”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cimanghesi, pertanto, smisero di recarsi nella parrocchiale di Novedrate: ai confini del paese <strong>si appostarono addirittura delle sentinelle </strong>impegnate a controllare che nessuno passasse. A queste sentinelle riuscivano a sfuggire, “con giri e rigiri”, “solo le giovani che avevano intenzione di farsi religiose” (come riportato da Eustorgio Mattavelli nel libro <em>Cimnago. Notizie e immagini</em>), che passavano nei campi pur di raggiungere la chiesa novedratese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli altri cimnaghesi, invece, iniziarono a <strong>frequentare la chiesa di Lentate</strong>, nonostante il parroco locale li invitasse a far riferimento a quella di Novedrate.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="507" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-lentate-sul-seveso.jpg" alt="La chiesa parrocchiale di Lentate sul Seveso" class="wp-image-33980" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-lentate-sul-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-lentate-sul-seveso-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/chiesa-parrocchiale-lentate-sul-seveso-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La chiesa parrocchiale di Lentate oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non c’era niente da fare: cocciuti e decisi, i cimnaghesi <strong>si rifiutarono di mettere ancora piede a Novedrate</strong>; anzi, presero a reclamare una parrocchia tutta per sé.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di una parrocchia per Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’occasione per la richiesta si palesò quando nel gennaio del 1914 il <strong>cardinale Andrea Carlo Ferrari</strong>, arcivescovo di Milano atteso a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novedrate </a>per una visita pastorale, passò proprio per Cimnago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era il pomeriggio dell’8 gennaio quando l’arcivescovo venne bloccato mentre attraversava Cimnago in auto: si vide consegnare dalla guardia municipale Filippo Redaelli una lettera in cui gli si chiedeva che Cimnago venisse staccata da Novedrate per <strong>diventare una parrocchia a sé stante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella missiva i cimnaghesi si definivano “poveri contadini e lavoratori del ferro”, “poveri padri di famiglia” e “ossequienti figli”: “Siamo 537 anime che sospiriamo già da anni di avere un nostro Pastore […]. Vediamo i nostri figlioli di giorno in giorno venir meno ai loro doveri. Alla domenica fuggono nei boschi e <strong>noi constatiamo il crescere dell’immoralità e dell’irreligione</strong>. Il nostro desiderio è di avere il sacerdote vicino a noi. Da parte nostra siamo pronti a fare qualunque sacrificio onde apprestare quanto è necessario per il mantenimento del sacerdote”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Coi Rev. Sacerdoti di Novedrate – proseguiva la lettera – non abbiamo nulla in contrario; <strong>è la popolazione che da tempo ci è avversa</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cimnaghesi chiedevano <strong>un sacerdote festivo</strong> (definendosi “disposti ad accettare qualunque sacerdote e qualunque orario”) che facesse da guida “per costruire una chiesa più grande, il tabernacolo, il battistero, la canonica”. La loro petizione fu accolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi segnali giunsero nell’agosto del 1914, quando <strong>si poté celebrare la messa festiva</strong> nell’Oratorio di San Vincenzo grazie a un sacerdote giunto appositamente, don Francesco Correngia; a ottobre arrivò invece il medese don Pietro Rho, vicedirettore nel collegio di Merate.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Aspettando la parrocchia di Cimnago: don Luigi Moneta</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1915 e il 1917 il compito di sacerdote di Cimnago fu assegnato a <strong>don Luigi Moneta</strong>, vicedirettore dell’Istituto San Vincenzo per l’Educazione dei Deficienti di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Moneta arrivava il sabato sera a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/carimate/che-cosa-fare-a-carimate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carimate</a>, dove dormiva nella casa del parroco locale; la domenica celebrava a Cimnago le funzioni del mattino e del pomeriggio, e poi <strong>la sera ritornava a Milano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Egli poteva amministrare i battesimi e celebrare i funerali, ma <strong>non i matrimoni</strong>, per i quali si doveva continuare a far riferimento al parroco di Novedrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il suo mandato, don Luigi scrisse una lettera ai proprietari di Cimnago dell’epoca – le famiglie Tosetti e Passerini – chiedendo loro un terreno su cui potessero essere costruite la casa del sacerdote e <strong>una chiesa più grande</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta cadde nel vuoto, un po’ per gli infausti tempi di guerra, un po’ perché i Tosetti e i Passerini proprio in quel periodo stavano cedendo i propri possedimenti in paese al <strong>commerciante milanese Luigi Bizzozzero</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Moneta, pertanto, si rivolse al nuovo proprietario di Cimnago reiterando la propria richiesta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;istanza fu accolta: nel 1916 si costruì la <strong>casa del sacerdote</strong> (proprio accanto all’Oratorio di San Vincenzo), grazie all’impegno a titolo gratuito dei fedeli e al contributo di Bizzozzero, che mise a disposizione 12mila lire per pagare il materiale necessario e la manodopera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Luigi, così, poté iniziare a fermarsi <strong>a Cimnago dal sabato al lunedì</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel “prete che andava e veniva da Milano – ha scritto Eustorgio Mattavelli in <em>Cimnago. Notizie e immagini</em> – godeva molta stima. Ma non da parte di tutti. Infatti, nel maggio 1917 don Moneta era chiamato a servire la patria; salutò con tanto rammarico nel cuore la sua amata popolazione, benché il richiamo alle armi fosse l’effetto di <strong>una doppia lettera anonima</strong> al distretto di Monza”.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Aspettando la parrocchia di Cimnago: don Pietro Restelli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il posto di don Luigi Moneta venne preso da <strong>don Pietro Restelli</strong>, fino a quel momento impegnato come coadiutore a Meda ma inviato a Cimnago per volere dell’arcivescovo Ferrari, che si era preso a cuore le sorti del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo vicario spirituale, però, <strong>non era contento del nuovo compito</strong> a cui era stato destinato, e avrebbe preferito continuare a dedicarsi alle proprie mansioni nell’oratorio maschile di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/meda/che-cosa-fare-a-meda-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meda</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per di più nella primavera del 1919 don Restelli si ammalò, colpito dall’<strong>influenza spagnola</strong>, e ciò contribuì ad allontanarlo ulteriormente dagli incarichi a Cimnago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ristabilitosi, egli chiese di avere al proprio fianco a Cimnago <strong>don Cristoforo Allievi</strong>, al tempo professore nel seminario di San Pietro Martire a Seveso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“I due sacerdoti – ha riferito Mattavelli – caldeggiarono un prete stabile per Cimnago e incoraggiarono a sperare […]. Ma i vicini paesi li scherzavano col dire: ‘Ve lo faranno di terracotta i Ceppi il prete’”.</p>



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</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">Aspettando la parrocchia di Cimnago: don Giovanni Asnaghi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Poco dopo, giunse a Cimnago – proveniente da Solbiate Olona – il medese don Giovanni Asnaghi in qualità di delegato arcivescovile: era il 12 ottobre del 1919. Finalmente <strong>Cimnago aveva il suo prete</strong>!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="561" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-giovanni-asnaghi.jpg" alt="Don Giovanni Asnaghi" class="wp-image-33988" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-giovanni-asnaghi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-giovanni-asnaghi-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-giovanni-asnaghi-768x539.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Don Giovanni Asnaghi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Guidati da don Restelli e don Allievi, i cimnaghesi “ornarono il paese con tale maestria e varietà di fiori, festoni, bandiere – sono parole proprio di don Asnaghi – che non si è mai vista e forse mai si vedrà nei paesi circonvicini tanta meraviglia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mattino del 12 ottobre, da Cimnago partirono <strong>15 carrozze dirette a Meda</strong>; erano presenti fra gli altri Luigi Bizzozzero, il padre e i fratelli di don Asnaghi, i membri della Fabbriceria e don Luigi Moneta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="457" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-giovanni-asnaghi.jpg" alt="Parrocchia di Cimnago, don Giovanni Asnaghi" class="wp-image-33990" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-giovanni-asnaghi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-giovanni-asnaghi-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-giovanni-asnaghi-768x439.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La lapide sulla tomba di don Giovanni Asnaghi nel cimitero di Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Il paese – si legge nelle memorie riportate nel <em>Liber Chronicus</em> custodito nell’Archivio Parrocchiale di Cimnago – rigurgitava di forestieri, forse cinquemila. A sera fuochi pirotecnici e illuminazione a tutte le finestre”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei mesi successivi, don Asnaghi si impegnò in prima persona per <strong>la costruzione della nuova chiesa</strong> – una questione di non poco conto, in un piccolo paese di poco più di 500 abitanti –.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il decreto del cardinale Schuster per la parrocchia di Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1937, finalmente, la frazione di Cimnago venne <strong>eretta a parrocchia</strong>, come parte del vicariato di Cantù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel decreto di erezione della parrocchia, datato 23 aprile e firmato dall’<strong>arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster</strong> e dal cancelliere arcivescovile Giuseppe Gornati, si leggeva: “Fin dal 1919 il nostro Antecessore di v.m. Andrea Card. Ferrari per gravi ragioni ebbe a dismembrare la Frazione di “Cimnago” dalla Parrocchia di Novedrate concedendo al Sacerdote ivi residente la facoltà di parroco, senza però costituire una vera e propria parrocchia, mancando una Chiesa sufficiente alla popolazione e la prebenda parrocchiale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>chiesa dedicata a San Vincenzo Martire</strong> fu “elevata al grado e ai diritti di Chiesa parrocchiale sotto il medesimo titolo, cosicché il Sacerdote Rettore di detta Chiesa potrà esercitare in essa gli Uffici ed i diritti e gli obblighi di Parroco per tutta la popolazione del territorio di Cimnago”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="489" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-chiesa-san-vincenzo-martire.jpg" alt="Parrocchia di Cimnago, la Chiesa di San Vincenzo Martire" class="wp-image-33985" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-chiesa-san-vincenzo-martire.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-chiesa-san-vincenzo-martire-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-chiesa-san-vincenzo-martire-768x469.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Vincenzo Martire</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I parroci di Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo parroco di Cimnago fu <strong>don Guglielmo Zucchelli</strong>, che mantenne l’incarico per 37 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1974.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="611" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-guglielmo-zucchelli.jpg" alt="Parrocchia di Cimnago, don Guglielmo Zucchelli" class="wp-image-33981" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-guglielmo-zucchelli.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-guglielmo-zucchelli-300x229.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/parrocchia-cimnago-don-guglielmo-zucchelli-768x587.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Don Guglielmo Zucchelli</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del suo mandato, don Zucchelli si impegnò a procurare <strong>le campane della nuova chiesa </strong>(costruita pochi anni prima) e ottenne la vendita di numerosi terreni su cui i cimnaghesi poterono costruire le proprie abitazioni; inoltre fece realizzare l’asilo e acquisì il terreno su cui sarebbe sorto l’oratorio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="455" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-guglielmo-zucchelli.jpg" alt="Don Guglielmo Zucchelli" class="wp-image-33984" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-guglielmo-zucchelli.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-guglielmo-zucchelli-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-guglielmo-zucchelli-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Don Guglielmo Zucchelli fu parroco di Cimnago fino al 1974</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il successore di don Zucchelli fu, a partire dal 1974, <strong>don Antonio Corbetta</strong>, che già da qualche anno era amministratore parrocchiale di Cimnago; vi rimase fino al 1987, quando fu trasferito ad <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/che-cosa-fare-ad-alzate-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alzate Brianza</a> e sostituito da <strong>don Eustorgio Mattavelli</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="644" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-parroco-cimnago.jpg" alt="Don Antonio Corbetta, parroco di Cimnago" class="wp-image-33995" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-parroco-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-parroco-cimnago-300x242.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-parroco-cimnago-768x618.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Don Antonio Corbetta fu parroco di Cimnago fino al 1987</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="457" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta.jpg" alt="Don Antonio Corbetta" class="wp-image-33994" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-antonio-corbetta-768x439.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La lapide in ricordo di don Antonio Corbetta nel cimitero di Cimnago</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-eustorgio-mattavelli.jpg" alt="Don Eustorgio Mattavelli" class="wp-image-33996" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-eustorgio-mattavelli.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-eustorgio-mattavelli-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/don-eustorgio-mattavelli-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Don Eustorgio Mattavelli è stato parroco di Cimnago dal 1987 al 1996</em></figcaption></figure>



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		<title>Villa Clerici a Copreno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 17:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Toscanini]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Oratorio di San Mauro a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Immacolata a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Villa Clerici a Copreno, nota anche con il nome di Villa Maria Immacolata, è una delle dimore storiche di Lentate sul Seveso. Di origini antichissime, nella prima metà del Novecento è stata scelta come residenza da una celebre cantante lirica italiana conosciuta in tutto il mondo: te ne parlo in maniera approfondita nelle prossime righe. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/villa-clerici-a-copreno/">Villa Clerici a Copreno</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Villa Clerici a Copreno, nota anche con il nome di Villa Maria Immacolata, è una delle dimore storiche di Lentate sul Seveso. Di origini antichissime, nella prima metà del Novecento è stata scelta come residenza da una celebre cantante lirica italiana conosciuta in tutto il mondo: te ne parlo in maniera approfondita nelle prossime righe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia di Villa Clerici a Copreno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Frequentata in passato dal famoso direttore d’orchestra <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/arturo-toscanini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arturo Toscanini</a>, <strong>Villa Maria Immacolata</strong> – conosciuta anche come Villa Clerici – è uno dei gioielli di Copreno, pittoresca frazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> situata al confine con la provincia di Como.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="564" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cortile-villa-clerici-copreno.jpg" alt="Il cortile di Villa Clerici a Copreno" class="wp-image-33969" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cortile-villa-clerici-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cortile-villa-clerici-copreno-300x212.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cortile-villa-clerici-copreno-768x541.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cortile di Villa Clerici a Copreno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come riportato dal <a href="https://www.coprenoinmovimento.it/BORGO.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito web di Copreno In Movimento</a> (preziosa fonte di informazioni relative alla storia della frazione), la villa in origine comprendeva diversi edifici collocati tra le mura di <strong>un monastero costruito nell’Alto Medio Evo</strong> dai monaci benedettini di San Simpliciano di Milano, che avevano interessi religiosi e civili su molti terreni della Pieve di Seveso, tra cui il feudo coprenese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito il complesso venne acquisito prima dalla famiglia de Avvocatis e poi dalla <strong>famiglia Porro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu il proprietario successivo, <strong>Giorgio Clerici </strong>(commerciante di sete originario di Asnago), ad apportare – nella prima metà del Seicento – i primi cambiamenti all’architettura della dimora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ristrutturazione ancora più significativa – resa possibile da un ingente investimento economico – fu compiuta da uno dei figli di Giorgio, <strong>Francesco Clerici</strong>, capitano delle milizie del Regno di Spagna nel Milanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu proprio Francesco a far costruire, nel cortile su cui si affacciava la villa, l’<strong>Oratorio di San Mauro Abate</strong>, che prese il posto di un santuario dedicato al santo già esistente: l’autorizzazione religiosa fu concessa il 15 dicembre del 1668, e pochi anni dopo l&#8217;oratorio era già pronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso Clerici rese possibile, a Copreno, anche la ristrutturazione della <strong>Chiesa di San Francesco Saverio</strong>, fino a quel momento denominata Chiesa di Sant’Alessandro Martire in campo (perché ubicata fuori dal centro abitato del borgo): egli fece costruire l’edificio in stile barocco, con l’atrio di ingresso, la sagrestia e il campanile. Il cambio di intitolazione – da Sant’Alessandro a San Francesco Saverio – fu motivato dalla forte devozione che il Clerici nutriva nei confronti di <strong>San Francesco Saverio</strong>, gesuita e missionario spagnolo, apostolo delle Indie e pioniere della diffusione del cristianesimo in Asia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="524" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-francesco-saverio-copreno.jpg" alt="L'Oratorio di San Francesco Saverio a Copreno" class="wp-image-33967" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-francesco-saverio-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-francesco-saverio-copreno-300x197.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-francesco-saverio-copreno-768x503.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Francesco Saverio a Copreno oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se sposato, Francesco Clerici <strong>non ebbe figli</strong>. “La parte libera del suo patrimonio passò al nipote Paolo”, si legge sul <a href="https://museodiffusolentatesulseveso.it/?page_id=600" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito web del Museo Diffuso di Lentate sul Seveso</a> curato da Matteo Turconi Sormani. Francesco avrebbe voluto che anche la villa coprenese rimanesse agli eredi di Paolo; così non fu, e la residenza finì agli eredi di Giorgio II, fratello di Francesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’Ottocento, molti esponenti della famiglia Clerici furono <strong>protagonisti della causa risorgimentale</strong>, prendendo parte alle Cinque Giornate di Milano e impegnandosi attivamente nei moti per l’indipendenza: anche per questo motivo una parte del loro patrimonio venne confiscata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, quindi, che nel 1872 la villa di Copreno cambiò proprietà, venendo acquisita dal <strong>conte bergamasco Luigi Ginami de Licini</strong>; egli, fra l’altro, modificò considerevolmente l’assetto urbanistico del centro di Copreno, con l’abbattimento di diversi edifici storici e il conseguente stravolgimento dell’aspetto di alcune antiche contrade.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sposato con l’ereditiera Cleofe Isacco, Luigi ebbe <strong>tre figli</strong>: Lorenzo, Luigia e Margherita. Lorenzo venne a mancare in giovane età, come pure Luigia, che – riporta Matteo Turconi Sormani nel libro <em>Le grandi famiglie di Milano</em> – dopo aver sposato il conte Sannazzaro Natta di Giarole morì di parto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima discendente della nobile famiglia Ginami de Licini a possedere la villa di Copreno fu dunque <strong>la contessa Margherita</strong>, che il 19 novembre del 1898 si era unita in matrimonio, appena diciannovenne, con il conte lomellino Giuseppe Cattaneo di Proh, frutticoltore e consigliere di diverse società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unico erede della coppia, Filiberto, morì in guerra – a soli diciannove anni – nel 1918. Così la villa venne venduta nel 1923 a <strong>un ricco impresario teatrale</strong> molto attivo alla Scala di Milano: l’avvocato Luigi Riboldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costui era il marito di Maria Farneti, <strong>celebre soprano</strong> e rinomata interprete pucciniana di inizio Novecento, protagonista nei teatri di tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alle loro attività professionali, Maria e Luigi ebbero l’opportunità di entrare in contatto con <strong>Arturo Toscanini</strong>: ecco perché il celebre direttore d’orchestra fu spesso ospitato nella dimora coprenese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“I più anziani del nostro paese – riferisce Copreno In Movimento – ancora ricordano […] le sue passeggiate nel borgo o […] i suoi spostamenti che sovente avvenivano in carrozza”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="517" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cancello-villa-clerici-copreno.jpg" alt="Il cancello di Villa Clerici a Copreno" class="wp-image-33968" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cancello-villa-clerici-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cancello-villa-clerici-copreno-300x194.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cancello-villa-clerici-copreno-768x496.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cancello di Villa Clerici a Copreno</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Chi era Maria Farneti</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maria Farneti </strong>era nata a Forlì l’8 dicembre del 1877.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Frequentò il liceo musicale di Pesaro, e qui ebbe modo di studiare canto con <strong>la soprano Virginia Boccabadati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco più che ventenne, fu scelta dal <strong>compositore Pietro Mascagni</strong> come prima interprete del suo poema musicale <em>A Giacomo Leopardi</em>, messo in scena nel giugno del 1898 al Teatro Persiani di Recanati in occasione del centenario della nascita del poeta marchigiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi fu protagonista di due opere di Puccini (<em>La bohème</em> e <em>Manon Lescaut</em>), <strong>affiancò Enrico Caruso</strong> nella <em>Iris</em> di Mascagni e divenne una delle interpreti più apprezzate della <em>Madama Butterfly</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Era <strong>una voce vellutata e metallica insieme</strong> – si legge in un articolo della <em>Stampa</em> del 20 ottobre del 1955 – cui il temperamento e la ricerca artistica conferivano avventi gagliardi, decisi, con sfumature lievi di tenerezza, rare di malinconia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un paio di decenni Maria Farneti fu considerata il talento “più valente e apprezzato nel ristretto campo delle più grandi celebrità” (come scriveva <em>Stampa Sera</em> nell’edizione del 19 ottobre del 1955), “preferita da Mascagni e da altri illustri compositori e direttori che facevano a gara per accaparrarsela per le loro stagioni sui<strong> principali teatri d’Europa, delle Americhe e dell’Australia</strong>. Più volte fu, infatti, numero di centro sulle ribalte del Metropolitan, del Costanzi, del Colon, del Covent Garden di Londra”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni Dieci, in effetti, la soprano romagnola ebbe modo di esibirsi <strong>nei teatri di Buenos Aires, Santa Fe, Còrdoba e San Paolo</strong>. Scelse, però, di non tornare più in Sudamerica dopo una contestazione patita, il 22 agosto del 1913, al Teatro Solis di Montevideo, con il lancio di volantini offensivi da parte del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco dopo, a Milano la cantante conobbe <strong>Luigi Riboldi</strong>, socio del Casino di Venezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due iniziarono a frequentarsi, ma Luigi chiese a Maria di <strong>scegliere tra la carriera e il matrimonio</strong>. Lei preferì l’amore: a soli 40 anni lasciò le scene dopo un’ ultima esibizione al Dal Verme di Milano nella <em>Rondine</em> di Puccini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>matrimonio tra Maria Farneti e Luigi Riboldi</strong> venne celebrato a Paderno Dugnano il 20 gennaio del 1918; dopo le nozze, la coppia si trasferì in una villa a Brunate, sul lago di Como.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seppur ritiratasi dalle scene, Maria<strong> rimase nel mondo del teatro</strong> proprio grazie al marito, cultore d’arte e per molti anni apprezzato consigliere delegato della società teatrale Suvini Zerboni; nel 1931 ritornò anche in sala d’incisione per un nuovo disco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1935, Maria Farneti e Luigi Riboldi vissero <strong>nella residenza di Copreno</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="546" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/villa-clerici-copreno.jpg" alt="Villa Clerici a Copreno" class="wp-image-33959" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/villa-clerici-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/villa-clerici-copreno-300x205.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/villa-clerici-copreno-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il complesso di Villa Clerici, per molti anni dimora di Maria Farneti</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qui ospitarono celebrità come <strong>la cantante americana Josephine Baker</strong>, l’attrice di teatro Dina Galli e la soubrette Wanda Osiris (protagonista del teatro di rivista, fu la prima Diva dello spettacolo italiano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come detto, frequentò la villa anche <strong>Arturo Toscanini, che aveva una stanza riservata</strong>; d’altro canto, il direttore d’orchestra parmense ricambiava la cortesia invitando i Riboldi a Palazzo Borromeo, la sua residenza sull’Isolino di San Giovanni (una delle Isole Borromee sul Lago Maggiore).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ammalatasi di arteriosclerosi</strong>, Maria Farneti lasciò Copreno e andò a vivere – ospite di nipoti – a San Varano, frazione di Forlì, dove morì nell’ottobre del 1955; pochi mesi prima, a febbraio, era mancato anche il suo amato Luigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Copreno: Villa Clerici e l’Oratorio di San Mauro Abate oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1960, il complesso di Villa Clerici – nel frattempo ribattezzato <strong>Villa Maria Immacolata</strong> – appartiene alle Suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea; dopo essere stato ristrutturato, è stato convertito in casa di riposo per le consorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Oratorio di San Mauro Abate è, ancora oggi, il fulcro della festa dedicata al santo, che si celebra <strong>tutti gli anni il 15 gennaio</strong>. Per l’occasione, il santuario viene aperto al pubblico, e riceve la visita di numerosi fedeli, che giungono anche dai paesi vicini per la benedizione e l’omaggio alla reliquia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="472" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-mauro-abate-copreno.jpg" alt="L'Oratorio di San Mauro Abate a Copreno" class="wp-image-33960" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-mauro-abate-copreno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-mauro-abate-copreno-300x177.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/oratorio-san-mauro-abate-copreno-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di San Mauro Abate nel cortile di Villa Clerici a Copreno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una peculiarità del culto del santo è rappresentata, infatti, dalla <strong>benedizione degli infermi con la reliquia</strong>: una tradizione denominata “segno di San Mauro”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi era San Mauro Abate</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Roma nel 512, Mauro fu – con San Placido – il <strong>principale discepolo di San Benedetto da Norcia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questi abbandonò Subiaco per andare a Montecassino, Mauro prese il suo posto come <strong>abate</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Jacopo da Varazze, nella sua <em>Legenda Aurea</em>, racconta che un giornò Mauro riuscì a salvare il monaco Placido, che era caduto in un lago nei pressi del monastero, <strong>camminando sulle acque</strong> dopo aver avuto una visione di Benedetto che lo invitava ad andare ad aiutare il compagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Glanfeuil, in Francia, Mauro fondò un monastero in cui introdusse la Regola benedettina (quando, oltre mille anni più tardi, in Francia vide la luce presso l’abbazia parigina di Saint-Germain-des-Prés una congregazione religiosa dell’Ordine di San Benedetto, le fu dato proprio il nome di Congregazione di San Mauro: i suoi appartenenti vennero chiamati <strong>mauristi o maurini</strong>).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="540" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/copreno-santuario-san-mauro-abate.jpg" alt="Copreno, il Santuario di San Mauro Abate" class="wp-image-33961" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/copreno-santuario-san-mauro-abate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/copreno-santuario-san-mauro-abate-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/copreno-santuario-san-mauro-abate-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La facciata dell&#8217;Oratorio di San Mauro Abate con la statua del santo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver governato per parecchi anni il convento che aveva fondato in Francia, Mauro <strong>si ritirò in clausura</strong> nel 582; morì due anni più tardi, il 15 gennaio del 584.</p>



<h3 class="wp-block-heading">San Mauro Abate e Copreno</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le origini della <strong>venerazione di San Mauro a Copreno</strong> sono molto antiche, anche se non identificabili con precisione. È stato ipotizzato che in paese ci fosse una piccola cappella intitolata proprio al santo, forse fatta costruire dai monaci benedettini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una <strong>leggenda</strong>, <a href="https://www.coprenoinmovimento.it/SANMAURO.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in passato</a> la statua del santo che oggi si può vedere sulla facciata dell’Oratorio di San Mauro Abate non era destinata a Copreno, ma a una località vicina.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="493" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/statua-san-mauro-abate.jpg" alt="La statua di San Mauro Abate" class="wp-image-33958" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/statua-san-mauro-abate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/statua-san-mauro-abate-300x185.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/statua-san-mauro-abate-768x473.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La statua di San Mauro Abate sulla facciata del santuario di Copreno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno il simulacro venne collocato su<strong> un carro trainato da buoi</strong> per essere trasportato nel paese di destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, quando gli animali giunsero nei pressi di Copreno <strong>deviarono dalla strada maestra</strong>, nonostante le urla del conducente del carro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vani furono i tentativi dell&#8217;uomo di riportare i buoi sul percorso giusto: le bestie, arrivate a Copreno, si fermarono e <strong>non si spostarono più</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente stupiti, i coprenesi interpretarono l’ostinazione degli animali come <strong>un segno divino</strong>: decisero, pertanto, di tenere con sé la statua del santo, conservandola nel tempo con cura e dedizione.</p>



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		<title>Cimnago, frazione di Lentate: i luoghi storici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo post ti porta a Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso al confine con Novedrate: leggendolo, potrai sapere tutto del legame tra Cimnago e il Monastero di San Vittore di Meda, della vita del benefattore Luigi Bizzozzero, delle bombe sganciate sul borgo durante la Seconda Guerra Mondiale e delle travagliate vicende della scuola elementare locale. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questo post ti porta a Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso al confine con Novedrate: leggendolo, potrai sapere tutto del legame tra Cimnago e il Monastero di San Vittore di Meda, della vita del benefattore Luigi Bizzozzero, delle bombe sganciate sul borgo durante la Seconda Guerra Mondiale e delle travagliate vicende della scuola elementare locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso: breve storia dal Medio Evo alla Seconda Guerra Mondiale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>storia di Cimnago</strong>, frazione di Lentate sul Seveso, è stata legata per molti secoli al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/meda/la-chiesa-di-san-vittore-di-meda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monastero di San Vittore di Meda</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="474" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate.jpg" alt="Cimnago, frazione di Lentate" class="wp-image-33941" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-300x178.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-768x455.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello posizionato all&#8217;ingresso del paese, in via San Michele del Carso, al confine con Novedrate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Era il monastero, infatti, a nominare il podestà di Cimnago e a stabilirne la retribuzione e la durata della carica. Il <strong>podestà</strong>, dal canto suo, giurava fedeltà alla badessa medese, la sola che potesse acconsentire a qualsivoglia variazione negli statuti comunali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cimnago fu alle dipendenze delle monache benedettine di Meda fino al 1798, quando divenne di proprietà di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/casa-maunier-a-meda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Giuseppe Maunier</a>, <strong>mercante marsigliese e fornitore dell’esercito napoleonico</strong> che aveva acquisito tutti i beni posseduti dal monastero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito – come riporta il libro <em>Cimnago. Notizie e immagini</em> di Eustorgio Mattavelli – “furono proprietari Felice Besana, gli eredi Nobili Simonetta e Bollini; poi i Prinetti, i Tosetti, i Passerini di Saronno”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi ultimi nel 1916 cedettero la tenuta di Cimnago a <strong>Luigi Bizzozzero</strong> al prezzo di 230mila lire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi, Bizzozzero si rese disponibile a <strong>vendere i propri possedimenti ai cimnaghesi </strong>concedendo pagamenti dilazionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Natale del 1922 nel borgo venne inaugurato <strong>il nuovo prestino</strong>, appartenente a Marino Cappelletti; tra il 1925 e il 1928 vennero costruite le case di Antonio Marelli (accanto alla chiesa), di Alessandro Ostini e di Paolo Romanò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1930 e il 1932 fu la volta delle abitazioni dei fratelli Vito e Giuseppe Ostini, di Giuseppe Pustè e di Luigi Mazzola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la Seconda Guerra Mondiale, nella notte tra il 19 e il 20 marzo del 1945 <strong>Cimnago fu colpita da tre bombe </strong>lanciate da un aereo che caddero tra il forno e la corte Rüssi. Diverse abitazioni furono danneggiate, ma non ci furono morti né feriti: solo molto spavento e qualche vetro rotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi era Luigi Bizzozzero, benefattore e proprietario di Cimnago</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 1916, <strong>Luigi Bizzozzero</strong> (nato a Milano nel 1862) fu il più importante proprietario terriero di Cimnago.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="507" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/casa-parrocchiale-cimnago-frazione-lentate.jpg" alt="Casa parrocchiale di Cimnago, frazione di Lentate" class="wp-image-33936" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/casa-parrocchiale-cimnago-frazione-lentate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/casa-parrocchiale-cimnago-frazione-lentate-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/casa-parrocchiale-cimnago-frazione-lentate-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La casa parrocchiale di Cimnago (frazione di Lentate), accanto alla Chiesa di San Vincenzo Martire. La casa fu costruita nel 1927, e Luigi Bizzozzero contribuì con una somma di 20mila lire</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Figlio di Giovanni Bizzozzero (nato nel 1828 e morto nel 1894), Luigi era un <strong>commerciante nel ramo della carta</strong> destinata a negozi di alimentari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorò indefessamente per tutta la propria vita, <strong>accumulando un patrimonio consistente</strong> anche grazie alla sua parsimonia <a href="https://artsandculture.google.com/asset/portrait-of-luigi-bizzozero-antonio-piatti/GgEI60jlIDEgQQ?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi patologica</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="471" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-bizzozzero-cimnago.jpg" alt="Via Bizzozzero a Cimnago" class="wp-image-33945" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-bizzozzero-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-bizzozzero-cimnago-300x177.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-bizzozzero-cimnago-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>A Luigi Bizzozzero è intitolata anche una via di Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il benessere economico, visse sempre nella <strong>casa di ringhiera di Milano</strong> (in via Moscova 62) in cui era nato e cresciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Afflitto da una <strong>deformazione al volto</strong> che condizionò la sua vita sociale e contribuì alla sua riservatezza, Luigi Bizzozzero morì il 5 dicembre del 1937 a Rho a causa di un incidente automobilistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco dopo, il pittore Vittorio Castagneto lavorò a <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/3n040-00305/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un ritratto del defunto Luigi</a> che però <strong>non fu gradito dai parenti</strong>, i quali giudicarono l’opera di valore artistico modesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, nel 1942 venne realizzato <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/3n110-00120/?view=autori&amp;offset=7&amp;hid=43758&amp;sort=sort_int" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un nuovo ritratto</a> da un artista scelto dai familiari di Bizzozzero, Antonio Piatti, che decise di rappresentare il <strong>benefattore milanese</strong> nel cortile della sua casa di ringhiera.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il testamento di Luigi Bizzozzero e l’Ospedale Maggiore di Milano</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel proprio testamento olografo, redatto il 18 gennaio del 1928, Luigi Bizzozzero aveva nominato proprio <strong>erede universale l’Ospedale Maggiore di Milano</strong>, con l’obbligo di riservare quattro letti gratuiti a malati poveri provenienti dalla sua parrochia milanese, Santa Maria Incoronata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bizzozzero aveva incluso molti altri <strong>legati per parenti, amici e varie istituzioni assistenziali</strong>, inclusa la Chiesa di Santa Maria Incoronata di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Cimnago, aveva lasciato <strong>20mila lire da destinare alla Chiesa di San Vincenzo Martire</strong> e 10mila lire come contributo per la costruzione di un asilo d’infanzia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovettero passare ben due anni dalla morte del benefattore milanese, tuttavia, prima che l’Ospedale Maggiore inviasse a don Guglielmo Zucchelli (all’epoca, parroco di Cimnago) una lettera in cui lo invitava a inoltrare la <strong>richiesta di ottenere le 10mila lire</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parroco si diresse in Curia per espletare le pratiche necessarie e scoprì che il legato dell’asilo <strong>non era stato concesso per la chiesa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dicembre del 1939 si costituì un <strong>comitato per l’erezione dell’asilo dell’infanzia</strong>, formato da due cimnaghesi (Antonio Romanò e Paolo Toppi) e dal cavalier Angelo Schiatti, podestà di Lentate, sotto la presidenza di don Zucchelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima che <strong>il nuovo asilo</strong> venisse costruito passarono diversi anni, anche per le difficoltà riscontrate nell’ottenere dall’Ospedale Maggiore il terreno richiesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente, nel novembre del 1958 il nuovo asilo poté essere <strong>inaugurato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché Bizzozzero – come detto &#8211; aveva nominato suo erede universale <strong>l’Ospedale Maggiore di Milano</strong>, tale ente continuò per molti anni ad essere proprietario di terreni a Cimnago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, anche all’inizio degli anni Sessanta, quando si decise di <strong>costruire l’oratorio</strong> della frazione, ci si dovette rivolgere all’ospedale milanese per acquistare il terreno su cui l’edificio avrebbe dovuto essere realizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 15 febbraio del 1962 don Zucchelli sottoscrisse il <strong>contratto di permuta con l’Ospedale Maggiore</strong> che prevedeva uno scambio tra un terreno appartenente alla parrocchia lontano dal centro abitato e un appezzamento di terra vicino all’asilo, su cui sarebbe sorto l’oratorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso: la scuola elementare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia della <strong>scuola elementare a Cimnago</strong> è sempre stata piuttosto travagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero che il 4 settembre del 1802 le autorità francesi promulgarono in Lombardia una legge che imponeva a ogni Comune di istituire <strong>una scuola primaria pubblica</strong>, è altrettanto vero che tale legge nelle campagne – e all’epoca Cimnago era a tutti gli effetti un villaggio di campagna – venne praticamente ignorata fino alla fine dell’impero napoleonico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione iniziò a mutare gradualmente <strong>durante la dominazione austriaca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella seconda metà dell’Ottocento, la sede della scuola elementare di Cimnago si trovava <strong>nell’abitazione di un privato</strong>, Luigi Marelli, o nella casa della famiglia Colico; in seguito venne utilizzato l’edificio situato sopra il forno del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1891, i Besana fecero erigere una scuola che aprì i battenti l’anno successivo, con le lezioni di Silvia Tavecchia, <strong>la prima maestra di Cimnago</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1895 fu inaugurata <strong>una scuola serale dedicata agli adulti</strong> che non avevano potuto frequentare la scuola in precedenza.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Alla fine degli anni Venti, il municipio di Lentate acquistò un terreno destinato alla costruzione di una scuola elementare per Cimnago, dove all’epoca <strong>nascevano una quindicina di bambini all’anno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla costruzione della scuola avrebbe contribuito anche il <strong>Gruppo d’Azione Nazionale</strong>, con un’erogazione di 25mila lire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, come si legge nel <em>Liber Chronicus</em> della parrocchia, “per cattiva amministrazione, trascuratezza e non si sa per quale altra causa, il Municipio si accontentava di acquistare il terreno, ma <strong>poi non fece più nulla</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terreno in questione, situato in una zona periferica, <strong>venne rilevato da Luigi Bizzozzero</strong>, che lo scambiò con un appezzamento di sua proprietà situato accanto alla chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bizzozzero era stato persuaso a effettuare questa permuta da don Giovanni Asnaghi, che paventava la possibilità che proprio accanto alla chiesa potessero sorgere <strong>un opificio e un’osteria</strong>; evidentemente, la presenza di una scuola sarebbe stata più gradita al sacerdote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contratto di permuta stipulato tra il municipio e Bizzozzero obbligava quest’ultimo a costruire, oltre alla scuola, <strong>un salone da adibire ad asilo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in realtà nulla di tutto ciò si verificò, e Cimnago dovette aspettare <strong>l’inizio degli anni Sessanta</strong> per poter contare su una scuola elementare.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="484" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-elementare-cimnago.jpg" alt="La scuola elementare di Cimnago" class="wp-image-33939" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-elementare-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-elementare-cimnago-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-elementare-cimnago-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;edificio della scuola elementare di Cimnago, costruito negli anni Sessanta</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2012, però, <strong>la scuola elementare di Cimnago ha chiuso</strong> a causa del basso numero di iscritti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso: l’antico Oratorio di San Vincenzo Martire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>antico Oratorio di San Vincenzo Martire a Cimnago</strong> fu costruito forse già nel XII secolo, <a href="https://museodiffusolentatesulseveso.it/?page_id=1087">all’epoca dei da Bovisio</a>; di sicuro nel XIII secolo era dotato di sacerdote.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="534" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-seveso-antico-oratorio-san-vincenzo-martire.jpg" alt="Cimnago, frazione di Lentate sul Seveso: l'antico Oratorio di San Vincenzo Martire" class="wp-image-33933" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-seveso-antico-oratorio-san-vincenzo-martire.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-seveso-antico-oratorio-san-vincenzo-martire-300x200.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/cimnago-frazione-lentate-seveso-antico-oratorio-san-vincenzo-martire-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico Oratorio di San Vincenzo Martire</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo periodo, e fino all’epoca di Carlo Borromeo, la chiesetta era <strong>soggetta alle monache benedettine del Monastero di San Vittore di Meda</strong>, che ne determinavano la nomina del rettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al piccolo oratorio intitolato a San Vincenzo si faceva cenno in una nota della visita pastorale compiuta il 29 luglio del 1568 alla parrocchia di Novedrate e nella relazione della visita pastorale compiuta dall’<strong>arcivescovo Federico Borromeo</strong> nel 1606, in cui si evidenziava che la chiesetta distava più di 500 passi da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/novedrate/che-cosa-fare-a-novedrate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novedrate</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’epoca, l’oratorio ospitava un <strong>affresco della Madonna del Bambino</strong> risalente al Cinquecento, che poi con il passare degli anni si rovinò in maniera irreparabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticamente, annesso all’oratorio “vi era un piccolo <strong>cimitero</strong>, e qui si raccoglieva tutta la popolazione a far tridui e novene in caso di calamità e di siccità” (Eustorgio Mattavelli, <em>Cimnago. Notizie e immagini</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1920, si decise di <strong>ampliare la chiesetta</strong>; tale intervento, tuttavia, non fu mai realizzato (si preferì costruire una nuova chiesa più grande).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro anni più tardi, l’oratorio fu impreziosito con una <strong>statua di Maria Bambina</strong>, donata dagli abitanti di Cascina Imperatore e di Cascina Fornacette; la Beata Vergine era compatrona della chiesetta con il titolo di Maria Nascente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1981 e il 1982 l&#8217;edificio fu sottoposto a un radicale restauro, con la posa di un nuovo altare e di nuove panche. Sulla parete centrale dell’altare venne posizionata una pala, realizzata dal pittore lentatese Giancarlo Fontana, raffigurante <strong><em>Il mistero di Cristo morto e risorto</em></strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi era San Vincenzo Martire</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>San Vincenzo Martire</strong>, conosciuto come Vincenzo di Saragozza o Vincenzo di Tarragona, nacque probabilmente a Huesca, località aragonese che aveva già dato i natali a San Lorenzo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="485" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/san-vincenzo-martire.jpg" alt="San Vincenzo Martire" class="wp-image-33932" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/san-vincenzo-martire.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/san-vincenzo-martire-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/san-vincenzo-martire-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mosaico che raffigura San Vincenzo sopra il portone di ingresso della chiesa di Cimnago. Il santo è rappresentato con la palma del martirio in una mano e la graticola (uno degli strumenti con cui, secondo l&#8217;agiografia, fu torturato) nell&#8217;altra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di <strong>famiglia nobile</strong>, fu affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, che aveva il compito di garantirne l’educazione spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vincenzo fu nominato arcidiacono e negli anni continuò a testimoniare la propria fede <strong>nonostante la persecuzione</strong> scatenata contro i cristiani dall’imperatore Diocleziano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo fu arrestato dal prefetto Daciano; condotto a Valencia, fu <strong>torturato e ucciso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi San Vincenzo è considerato il protettore delle vedove, degli orfani e dei poveri; è, inoltre, <strong>patrono della città di Lisbona</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma per quale motivo un piccolo oratorio della sperduta campagna brianzola fu intitolato a un <strong>martire spagnolo</strong>? Presto detto: a San Vincenzo era dedicata anche la chiesa matrice della pieve di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cantu/la-basilica-di-san-vincenzo-a-cantu-cioe-la-basilica-di-galliano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Galliano</a>, di cui Cimnago faceva parte.</p>



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		<title>Cimnago e la strada fantasma dedicata ai maestri chiodaioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Lentate sul Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Lentate sul Seveso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’inizio del Novecento, la principale attività economica di Cimnago era la fabbricazione di chiodi: un’antica tradizione oggi ricordata da una piccola stradina situata accanto al vecchio Oratorio di San Vincenzo Martire. Proseguendo la lettura potrai regalarti un viaggio nel passato che ti permetterà di scoprire l’arte dei maestri chiodaioli di questo piccolo borgo della Brianza. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">All’inizio del Novecento, la principale attività economica di Cimnago era la fabbricazione di chiodi: un’antica tradizione oggi ricordata da una piccola stradina situata accanto al vecchio Oratorio di San Vincenzo Martire. Proseguendo la lettura potrai regalarti un viaggio nel passato che ti permetterà di scoprire l’arte dei maestri chiodaioli di questo piccolo borgo della Brianza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cimnago, il &#8220;paese dei chiodaioli&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cimnago </strong>è una frazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/che-cosa-fare-a-lentate-sul-seveso-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> che un tempo era conosciuta come “il paese dei chiodaioli”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi, accanto al vecchio Oratorio di San Vincenzo Martire c’è una piccola stradina &#8211; ma piccola davvero! – che si chiama, appunto, <strong>via Maestri Chiodaioli</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="521" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/02/vecchio-oratorio-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg" alt="Il vecchio Oratorio di San Vincenzo Martire a Cimnago" class="wp-image-33926" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/02/vecchio-oratorio-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/02/vecchio-oratorio-san-vincenzo-martire-cimnago-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/02/vecchio-oratorio-san-vincenzo-martire-cimnago-768x500.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il vecchio Oratorio di San Vincenzo Martire a Cimnago: via Maestri Chiodaioli è il piccolo spazio che vedi sulla sinistra</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una preziosa – per quanto poco visibile &#8211; testimonianza di <strong>un’importante tradizione</strong> della storia del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ha scritto Eustorgio Mattavelli nel libro <em>Cimnago. Notizie e immagini</em>, in passato “i Cimnaghesi aggiungevano alla coltivazione dei campi la fabbricazione dei chiodi, di ogni tipo, forma, uso. E tutto questo come valvola di sicurezza per la stentata economia del paese”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’Ottocento, la manodopera maschile di Cimnago si dedicava unicamente all’<strong>agricoltura</strong>: si coltivavano &#8211; in particolare &#8211; le patate, il granoturco, la segale, il frumento e la vite; a queste attività si affiancava l’allevamento dei bachi da seta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era, quella, una vita semplice: <strong>i prodotti dei campi</strong>, negli anni di buona resa, bastavano quasi da soli a garantire i pasti (brodo e pane di segale a colazione, riso e lardo a pranzo, polenta e latte la sera) e permettevano di pagare l’affitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando, specialmente nei mesi invernali, gli uomini del paese non erano impegnati nei boschi e nei campi si dedicavano alla realizzazione di <strong>chiodi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziavano a lavorare <strong>già alle cinque del mattino</strong>, in casa o in un bugigattolo ricavato sotto il portico della cascina in cui vivevano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La lavorazione dei chiodi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come avveniva la <strong>produzione di chiodi</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il chiodaiolo teneva in una mano il <strong>martello </strong>e nell’altra mano una tenaglia che bloccava il ferro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il piede destro azionava la <em>menura</em>, un pedale collegato a una corda tenuta da una pertica (la <em>pertega</em>) che, attraverso un’altra corda, faceva muovere il <strong>mantice </strong>(il <em>mantes</em>), il quale soffiava sui carboni accesi della fucina (la <em>füsina</em>) dove c’era il ferro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui il <strong>ferro </strong>diventava rosso, lo si spostava sulla <em>scèpa</em>, un masso sul quale si proseguiva la lavorazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>ferro arroventato</strong>, a quel punto, veniva battuto sul <em>luchet</em>, così che potesse essere appiattito e appuntito; poi lo si tagliava sul <em>vapurel</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopodiché il ferro appuntito veniva posizionato nella <em>civera</em>, un foro che consentiva di realizzare la <strong>capocchia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il chiodo veniva “espulso” dalla <em>muleta</em> ed <strong>era pronto</strong>.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I chiodaioli lavoravano, di solito, <strong>dalle cinque del mattino alle dieci di sera</strong>, con pause previste solo per la colazione (intorno alle nove), il pranzo (intorno a mezzogiorno,&nbsp;con la <em>pestada del lard</em> cucinata in casa o sui carboni accesi della fucina) e la cena (intorno alle otto di sera, con il <em>pan de mei</em> e un po’ di latte).&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cooperativa dei Chiodaioli di Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1903 i conti Besana misero a disposizione un grande fabbricato situato al confine tra Cimnago e Novedrate che fungesse da sede della <strong>Cooperativa dei Chiodaioli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Cooperativa dei Chiodaioli i cimnaghesi tentarono di organizzarsi in proprio sulla base di una <strong>mutua collaborazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come scritto da Eustorgio Mattavelli nel volume che ho citato in precedenza (da cui sono tratti i virgolettati che trovi in questo articolo), la nascita della cooperativa rappresentò un avvenimento “nuovo per coloro che erano sempre stati dipendenti dai padroni e, di conseguenza, molto divisi tra loro, assolutamente incapaci di mettere in comune i loro interessi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tutte le famiglie di Cimnago</strong> divennero azioniste della cooperativa, anche per capitali importanti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per la fabbricazione dei chiodi la cooperativa provvedeva a fornire ferro, carbone e magli un po’ più moderni e meccanizzati di quelli totalmente manuali”. Alcuni <strong>magli </strong>vennero presi a noleggio; altri furono acquistati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano anni in cui le cooperative andavano diffondendosi sempre di più: si trattava di associazioni di produzione, commercio e consumo che si proponevano di <strong>valorizzare il lavoro di chi viveva in campagna</strong>, quasi per contrastare la fuga verso la città e il passaggio al lavoro nelle industrie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente, l’attività della Cooperativa dei Chiodaioli di Cimnago (che si occupava anche del commercio del prodotto finito) ebbe successo; ma, con il passare degli anni, la situazione mutò a causa di <strong>attività illecite</strong>. In sostanza, quando si doveva pesare il ferro da lavorare, il peso risultava sempre inferiore a quello reale; quando si doveva pesare il prodotto finito, il peso risultava sempre superiore a quello reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali espedienti poco onesti durarono a lungo, ma “i consiglieri della cooperativa, troppo ingenui, non s’accorsero della piega sdrucciolevole dell’impresa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1912, però, i nodi vennero al pettine, e <strong>la cooperativa chiuse</strong>: “non si poterono più nascondere i brogli dei conti”, e “il padrone dei magli li ritirò prima di perdere le 12.000 lire”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fallita la cooperativa, gli azionisti ottennero denaro e il 40% del ferro, mentre <strong>ai consiglieri non venne in tasca niente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda fu gestita da <strong>un avvocato di Como</strong>, tal Cattaneo; ma dopo cinque anni anche costui aveva “prosciugato i pochi capitali rimasti e assegnati al suo lavoro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>edificio della cooperativa</strong> fu venduto alla famiglia Radice, e in seguito prese la denominazione “I Rüsi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, della tradizione dei maestri chiodaioli rimangono solo i ricordi degli avi tramandati di generazione in generazione e l’intitolazione di <strong>una piccola stradina, quasi invisibile</strong> agli occhi del passante distratto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="488" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg" alt="Via Maestri Chiodaioli a Cimnago" class="wp-image-33927" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-maestri-chiodaioli-cimnago-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/04/via-maestri-chiodaioli-cimnago-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Via Maestri Chiodaioli a Cimnago</em></figcaption></figure>



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