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	<title>Brianza lecchese - Viaggiare in Brianza</title>
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	<title>Brianza lecchese - Viaggiare in Brianza</title>
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		<title>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:39:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fiume Adda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è una delle attrazioni turistiche più interessanti e suggestive della Brianza lecchese. Non ne hai mai sentito parlare? È ora di rimediare! Leggi questo post, e scoprirai come raggiungere il traghetto e goderti gli splendidi panorami offerti dal fiume Adda tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è una delle attrazioni turistiche più interessanti e suggestive della Brianza lecchese. Non ne hai mai sentito parlare? È ora di rimediare! Leggi questo post, e scoprirai come raggiungere il traghetto e goderti gli splendidi panorami offerti dal fiume Adda tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Leonardo da Vinci e il traghetto di Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Traghetto di Leonardo a Imbersago</strong> è stato inventato davvero da Leonardo da Vinci? È questa la prima domanda che ci si pone quando si scopre questa perla della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brianza lecchese</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, vale la pena di chiarirlo subito: in base alle conoscenze di cui disponiamo al momento, non possiamo sapere se sia stato realmente il <strong>genio toscano</strong> a ideare questo traghetto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto probabilmente la risposta è no. Quel che è certo, però, è che Leonardo ne abbia studiato il progetto per lungo tempo, <strong>tra il 1506 e il 1507</strong>, anni in cui ebbe modo di soggiornare a Vaprio d’Adda. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese.jpg" alt="L'Adda nella Brianza lecchese" class="wp-image-27932" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/adda-brianza-lecchese-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto ormeggiato a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Leonardo, che trascorse più di 20 anni della propria vita in Lombardia, a Vaprio era ospite della villa del <strong>duca palatino Gerolamo Melzi</strong>: proprio il figlio di Gerolamo, Francesco, fu educato da Leonardo, di cui divenne il miglior allievo, ma anche amico ed erede sia spirituale che materiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A Vaprio Leonardo dedicò i propri<strong> </strong>studi alla natura e al moto delle acque, concentrandosi sulle <strong>correnti dell’Adda</strong> e del naviglio Martesana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>Codice Windsor</strong> (una serie di disegni – circa 600 – realizzati da Leonardo per i suoi studi artistici, anatomici e botanici e oggi custoditi in Inghilterra, presso la Royal Library di Windsor) è presente un disegno, datato 1513, relativo proprio al progetto del traghetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza.jpg" alt="Il fiume Adda in Brianza" class="wp-image-27930" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-brianza-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Va detto, però, che l’imbarcazione raffigurata in quel disegno dal genio toscano non si trovava a Imbersago, ma <strong>tra Vaprio e Trezzo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che il traghetto compaia in un <strong>disegno di Leonardo</strong>, dunque, non vuol dire che sia stato lui a inventarlo: più probabilmente, egli lo aveva rappresentato per comprenderne meglio il funzionamento. Ma questo non riduce lo stupore che questa attrazione suscita al giorno d’oggi!</p>



<h3 class="wp-block-heading">La storia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il traghetto con <strong>trasporto a fune</strong> tra Imbersago e Villa d’Adda diventò operativo a partire dal 1678. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli inizi del XX secolo fu costruito un nuovo <strong>traghetto leonardesco</strong>, che è “andato in pensione” nei primi anni ’90 per motivi di sicurezza, venendo sostituito da una sua versione più moderna: sempre rispettosa della tradizione, ma tecnologicamente all’avanguardia per resistere all’usura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è fatto il traghetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago è affrancato a un <strong>cavo d’acciaio</strong> teso tra la sponda lecchese e quella bergamasca dell’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Adda</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’imbarcazione si muove grazie alla corrente del fiume: per questo motivo <strong>non è dotata di un motore</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza dell’acqua esercita una pressione sul <strong>timone</strong>, che è obliquo rispetto al flusso, così che l’imbarcazione non segua la corrente. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda.jpg" alt="Il traghetto di Leonardo sull'Adda" class="wp-image-27924" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardo-adda-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Traghetto di Leonardo sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavo di acciaio consente di <strong>contrastare la spinta lungo il fiume</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui i due scafi sono in posizione obliqua, ecco che diventa possibile attraversare il corso d&#8217;acqua: da Imbersago, così, questo <strong>traghetto a mano</strong> raggiunge la riva di Villa d’Adda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Traghetto di Leonardo a Imbersago: cinque curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il traghetto è una delle tappe dell’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/ecomuseo-adda-di-leonardo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecomuseo Adda di Leonardo</a>: un <strong>ecomuseo </strong>che, all’interno del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Adda Nord</a>, segue il corso del fiume da Imbersago a Cassano lungo un percorso di oltre 20 chilometri che si sviluppa tra le province di Lecco, Monza e Brianza, Milano e Bergamo.</li>



<li>Il traghetto viene orientato attraverso il timone dal manovratore che, per dare la spinta iniziale, tira un <strong>bastone in ferro</strong> legato al cavo in acciaio.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="470" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo.jpg" alt="Il fiume Adda e il Traghetto di Leonardo" class="wp-image-27928" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo-300x176.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/fiume-adda-traghetto-leonardo-768x451.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda visto dall&#8217;ormeggio di Imbersago</em></figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il traghetto fu usato in passato anche da Angelo Giuseppe Roncalli, futuro <strong>papa Giovanni XXIII</strong>: originario della Bergamasca, egli raggiungeva Imbersago per recarsi al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/santuario-della-madonna-del-bosco-a-imbersago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Santuario della Madonna del Bosco</a>. A ricordare questa consuetudine del futuro pontefice c’è, ancora oggi, una lastra in marmo posta dall’amministrazione comunale di Imbersago “presso il traghetto che lo vide passeggero fino dall’infanzia”.</li>



<li>Sull’imbarcazione si possono caricare anche <strong>bici, auto e moto</strong>.</li>



<li>Il Traghetto di Leonardo a Imbersago ha un “fratello” nel Lazio: un’imbarcazione identica, infatti, si trova nella Riserva Naturale di Nazzano, in provincia di Roma, e collega <strong>le due sponde del fiume Tevere</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Traghetto di Leonardo a Imbersago: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza del <strong>Traghetto di Leonardo a Imbersago</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'28.4%22N+9%C2%B027'22.5%22E/@45.7078829,9.4556073,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707882!4d9.456251?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazzale Leonardo da Vinci</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="455" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago.jpg" alt="Il Traghetto Leonardesco a Imbersago" class="wp-image-27926" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago-300x171.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/07/traghetto-leonardesco-imbersago-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il traghetto e, sullo sfondo, la sponda di Villa d&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se decidi di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-auto/">arrivare a Imbersago in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi </strong>di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'26.6%22N+9%C2%B027'20.0%22E/@45.7073779,9.4549213,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707377!4d9.455565?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Donatori del Sangue</a> o di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'26.1%22N+9%C2%B027'22.6%22E/@45.7072449,9.4556243,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.707244!4d9.456268?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Adda</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-treno/">arrivare a Imbersago in treno</a>? In tal caso, sappi che la <strong>stazione di Paderno Robbiate</strong> è quella più vicina. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-paderno-dadda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, gira a destra e incamminati lungo viale Roma, raggiungendo la Chiesa di Santa Marta; a questo punto svolta a sinistra in via Manzoni e continua fino a che non trovi via Airoldi sulla tua destra. Percorri via Airoldi fino all’incrocio con via Edison: attraversa e imbocca via Alzaia Naviglio. Ora vai sempre dritto, lasciandoti il fiume sempre sulla destra: dopo una piacevole camminata arriverai a destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nel caso in cui tu scelga di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-imbersago-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Imbersago in autobus</a>, puoi utilizzare le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c46/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C46</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d50/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D50</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d70/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D70</a> e scendere alla <strong>fermata Provinciale 56</strong>. Da qui, incamminati verso la rotonda, dove girerai a destra in via Adda. Vai dritto fino a quando non trovi sulla tua sinistra una strada in discesa, via Donatori del Sangue: imboccandola, raggiungerai il lungofiume e il traghetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scoperto il Traghetto di Leonardo a Imbersago, perché non ne approfitti per visitare anche il resto del paese? Se non sai dove andare, puoi leggere il post qui sotto, che ti propone un itinerario completo che ti permette di sapere <strong>che cosa vedere a Imbersago</strong> e in quali ristoranti puoi fermarti a pranzo o a cena in paese.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0VLS3u7HRS"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/che-cosa-fare-a-imbersago-guida-per-turisti/">Che cosa fare a Imbersago: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare a Imbersago: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/che-cosa-fare-a-imbersago-guida-per-turisti/embed/#?secret=L91KjzIq6E#?secret=0VLS3u7HRS" data-secret="0VLS3u7HRS" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:43:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Che cosa fare a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Ceruti]]></category>
		<category><![CDATA[Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione di Cassago Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Cassago il Mausoleo Visconti di Modrone, conosciuto anche con il nome di Sepolcreto Visconti, rappresenta una tappa obbligata durante una gita in Brianza. Simile nello stile al Duomo di Milano, è aperto solo in occasioni particolari, ma può essere ammirato dall’esterno sempre: leggi il resto di questo post per scoprire come raggiungerlo e visitarlo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/cassago-brianza/cassago-il-mausoleo-visconti-di-modrone/">Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il Mausoleo Visconti di Modrone, conosciuto anche con il nome di Sepolcreto Visconti, rappresenta una tappa obbligata durante una gita in Brianza. Simile nello stile al Duomo di Milano, è aperto solo in occasioni particolari, ma può essere ammirato dall’esterno sempre: leggi il resto di questo post per scoprire come raggiungerlo e visitarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: la storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il <strong>Mausoleo Visconti di Modrone</strong> è un vero gioiello architettonico, circondato dal verde di Tremoncino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="519" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago.jpg" alt="Il Sepolcreto Visconti a Cassago" class="wp-image-28674" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-cassago-768x498.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo fa capolino tra la vegetazione</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un monumento in cui sono ospitate <strong>le tombe della famiglia dei Visconti di Modrone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettato dall’architetto <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/giovanni-ceruti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Ceruti</a> a partire dal 1884, fu portato a termine nel 1890.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="463" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago.jpg" alt="San Salvatore a Cassago" class="wp-image-28681" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago-300x174.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/san-salvatore-cassago-768x444.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo circondato da cipressi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo venne edificato là dove in precedenza sorgeva l’<strong>antica Chiesa di San Salvatore</strong>, di origine medievale. Qui, fra l’altro, erano conservati i resti delle persone che erano morte per la peste che aveva colpito la zona nel XIV secolo. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="582" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto.jpg" alt="Cassago Brianza, il Sepolcreto" class="wp-image-28675" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto-300x218.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-sepolcreto-768x559.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;eleganza del mausoleo, costruito con il marmo di Carrara</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora adesso, all’ingresso della cripta sono presenti alcune teche che accolgono una parte delle <strong>ossa </strong>che vennero rinvenute quando la chiesetta fu demolita.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="479" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti di Modrone a Cassago" class="wp-image-28679" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago-300x180.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-cassago-768x460.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il viale prospettico davanti al mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito: sai da dove arriva la <strong>parola <em>mausoleo</em></strong>? Le origini del nome vanno fatte risalire a un monarca asiatico, Mausolo, re di Caria, il quale venne sepolto, insieme con i suoi familiari, all’interno di una tomba monumentale in marmo impreziosita da varie statue che la moglie Artemisia aveva fatto costruire tra il 353 e il 350 avanti Cristo: si trattava del <strong>mausoleo di Alicarnasso</strong>, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, purtroppo poi distrutto da un terremoto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="550" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone.jpg" alt="Cassago, il Mausoleo Visconti di Modrone" class="wp-image-28680" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-modrone-768x528.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo visto da un&#8217;altra angolazione</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il mausoleo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se il mausoleo di Cassago ti sembra assomigliare al <strong>Duomo di Milano</strong>, sappi che hai ragione e che non è un caso. I Visconti, infatti, nel concepire il monumento volevano proprio evocare l’eleganza e l’imponenza della cattedrale meneghina. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="469" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago.jpg" alt="Il Sepolcreto di San Salvatore a Cassago" class="wp-image-28684" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago-300x176.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-san-salvatore-cassago-768x450.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La bellezza del neogotico del mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Contribuisce a trasmettere una sensazione di imponenza anche la particolare posizione dell&#8217;edificio, situato in cima a una piccola collina a cui si accede percorrendo un<strong> viale prospettico di cipressi</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="521" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti.jpg" alt="Il viale di cipressi del Mausoleo Visconti" class="wp-image-28676" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/viale-cipressi-mausoleo-visconti-768x500.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il viale di cipressi che conduce al mausoleo</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo, realizzato in stile gotico internazionale con <strong>marmo di Carrara</strong>, ha una pianta ottagonale: ciò sta a simboleggiare l’ottavo giorno, vale a dire la resurrezione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="609" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti.jpg" alt="Il Sepolcreto Visconti" class="wp-image-28673" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-300x228.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sepolcreto-visconti-768x585.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo &#8220;tutto arieggiante con le sue cuspidi e i suoi finestroni ogivali sottili e slanciati&#8221;, come <a href="http://www.cassiciaco.it/navigazione/cassago/storia/nobili/visconti/guido_salvatore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scritto Luigi Beretta</a></em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">All’ingresso puoi notare lo<strong> stemma della famiglia Visconti</strong>, il biscione, accompagnato dal motto di famiglia, <em>Frangar non Flectar</em> (dal latino, traducibile come “mi spezzerò ma non mi piegherò”): indice di un’integrità morale assoluta, resistente a qualunque pericolo o minaccia. Il biscione – che oltre a essere l’emblema della casata nobiliare dei Visconti è anche il simbolo dell’Inter, di Fininvest, dell’Alfa Romeo e della città di Milano &#8211; è tipicamente raffigurato con un bambino tra le fauci. Compare, fra l’altro, nello stemma del Comune di Macherio, paese in cui i Visconti di Modrone vissero e fecero costruire edifici di pregio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="587" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti di Modrone" class="wp-image-28677" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-300x220.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-modrone-768x564.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La maestosità del monumento</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’entrata della cripta è racchiusa da due <strong>scale simmetriche</strong> che portano al piano superiore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="541" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti.jpg" alt="Cassago, il Mausoleo Visconti" class="wp-image-28672" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-visconti-768x519.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Mausoleo Visconti di Modrone</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto sono 35 i <strong>membri della famiglia Visconti di Modrone sepolti</strong> qui: quelli vissuti nel Settecento e nell’Ottocento si trovano al piano inferiore; quelli vissuti nel Novecento al piano superiore, nelle nicchie laterali. Ecco l&#8217;elenco completo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Marianna Fagnani marchesa Visconti di Modrone (1739-1814).</li>



<li>Contessa Visconti di Modrone nata Gonzaga principessa Aurelia (1768-1857), madre di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Carlo Visconti di Modrone (1770-1836), primo Duca Visconti di Modrone.</li>



<li>Duca&nbsp;Uberto Visconti di Modrone&nbsp;(1802-1850).</li>



<li>Conte Carlo Visconti di Modrone (1804-1873), fratello di Uberto.</li>



<li>Duchessa Giovanna nata marchesa di Gropallo (1805-1884), moglie di Uberto.</li>



<li>Conte Carlo Visconti di Modrone (1833-1837), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca Raimondo Visconti di Modrone (1835-1882), figlio di Uberto.</li>



<li>Conte Luigi Visconti di Modrone (1839-1879), figlio di Uberto.</li>



<li>Conte Gaetano Visconti di Modrone (1840-1844), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Guido Visconti di Modrone&nbsp;(1838-1902), figlio di Uberto. Fu <strong>sindaco di Macherio</strong> tra il 1878 e il 1882, ma anche consigliere comunale a Somma Lombardo e Besate e Senatore del Regno d’Italia.</li>



<li>Duchessa Ida Visconti di Modrone nata Rensi (1850-1915).</li>



<li>Duca&nbsp;Uberto Visconti di Modrone&nbsp;(1871-1923), figlio di Guido. Ricoprì le cariche di consigliere comunale a Milano e Senatore del Regno. Fu lui, inoltre, a volere la costruzione &#8211; nella conformazione attuale &#8211; di Villa Belvedere (nota anche come Villa Visconti di Modrone, appunto) a Macherio, attualmente <strong>di proprietà della famiglia Berlusconi</strong>.</li>



<li>Duchessa Marianna Visconti nata Groppallo (1870-1941).</li>



<li>Conte Giovanni Visconti di Modrone (1873-1931), figlio di Guido.</li>



<li>Conte Raimondo Visconti di Modrone (1877-1880), figlio di Guido.</li>



<li>Duca&nbsp;Guido Carlo Visconti di Modrone&nbsp;(1881-1967). Fu <strong>Senatore del Regno d’Italia</strong>.</li>



<li>Contessa Edoarda Visconti di Modrone nata Castelbarco (1881-1929).</li>



<li>Matilde Visconti di Modrone nata Marescalchi (1881-1973).</li>



<li>Contessa Maria Visconti di Modrone (1896-1981), figlia di Uberto.</li>



<li>Conte Guido Visconti di Modrone (1897-1899), figlio di Uberto.</li>



<li>Duca&nbsp;Marcello Visconti di Modrone&nbsp;(1898-1964), figlio di Uberto. Fondò un cotonificio a Vaprio d’Adda; fu <strong>podestà di Milano</strong> tra il 1929 e il 1935, periodo in cui venne inaugurato l’Idroscalo, e in seguito presidente del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.</li>



<li>Xenia Visconti di Modrone nata Berlingieri di Valle Perrotta (1901-1973).</li>



<li>Ruggero Visconti di Modrone (1906-1991).</li>



<li>Conte Emanuele Visconti di Modrone (1907-1945). Militare del Reparto Arditi Ufficiali RSI, morì il 2 maggio 1945 nella&nbsp;<strong>strage di Graglia</strong>, quando vennero uccisi 28 ufficiali appartenenti al 2°RAU (Raggruppamento Arditi Ufficiali della RSI ) che pochi giorni prima a Cigliano si erano arresi ai partigiani.</li>



<li>Conte Raimondo Visconti di Modrone (1907-1983).</li>



<li>Ferdinando Visconti di Modrone (1909-1963).</li>



<li>Conte&nbsp;Ottorino Visconti di Modrone&nbsp;(1909-1978). Fu <strong>attore </strong>con lo pseudonimo di Paolo Varna, recitando in tre film nella seconda metà degli anni ’30.</li>



<li>Filippo Visconti di Modrone (1913-1982).</li>



<li>Nucci Visconti di Modrone nata Cima (1921-1990).</li>



<li>Contessa Matilde Visconti di Modrone (1931), figlia di Marcello.</li>



<li>Conte Guido Visconti di Modrone (1941-1974).</li>



<li>Niccolò Visconti di Modrone (1920-2004).</li>



<li>Contessa Elena Visconti di Modrone nata Castellini (1914-2015).</li>



<li>Matteo Visconti di Modrone (1947-2023).</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Se non hai ancora iniziato a seguire la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook di Viaggiare in Brianza</a>, è il momento di farlo: ogni giorno potresti trovare nuove idee per gite, passeggiate ed escursioni a pochi chilometri da casa tua!]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">All’entrata della chiesa sono visibili <strong>quattro lapidi </strong>(due a destra e due a sinistra) in marmo nero che ricordano quattro membri della famiglia Visconti di Modrone:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il duca Carlo Visconti di Modrone, già sepolto nell’<strong>antica Chiesa di San Salvatore</strong> dopo la morte di apoplessia, avvnuta a Milano il 10 marzo del 1836.</li>



<li>Il duca Uberto Visconti di Modrone, pronipote di Carlo, che in occasione dei moti rivoluzionari della seconda metà degli anni ’40 dell’Ottocento fu <strong>costretto a fuggire in Svizzera</strong>, a Ginevra, dove morì nel 1850.</li>



<li>Il duca Guido Visconti di Modrone (a cui si devono la <strong>costruzione del mausoleo</strong> e quella dell’asilo infantile di Cassago), che fu presidente del Comitato di Gestione della Scala di Milano.</li>



<li>Il duca Uberto Visconti di Modrone, figlio di Guido, che come il padre fu presidente del <strong>Comitato di Gestione della Scala di Milano</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Cassago il <strong>Mausoleo Visconti di Modrone</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B043'58.8%22N+9%C2%B016'50.9%22E/@45.7330139,9.2795275,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.733012!4d9.280815?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via San Salvatore</a>, nella zona denominata <em>Mort de la Viscunta</em>, in località Tremoncino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="565" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo.jpg" alt="Cassago Brianza, il mausoleo" class="wp-image-28671" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo-300x212.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-brianza-mausoleo-768x542.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso del monumento</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se decidi di ammirarlo da vicino e hai intenzione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-auto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago Brianza in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi </strong>di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B043'59.1%22N+9%C2%B016'56.1%22E/@45.7330739,9.2809495,253m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.733072!4d9.282237?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via San Salvatore</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-treno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago Brianza in treno</a>? Allora puoi fare riferimento alla <strong>stazione di Cassago Bulciago Nibionno</strong>. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-cassago-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, imbocca via Volta e vai sempre dritto fino alla rotonda che ti permette di girare a destra in piazza Duca Uberto Visconti di Modrone; poi tieni la destra per proseguire lungo via Sauro. Alla seconda rotonda, svolta a destra in via Tremoncino, e da qui prendi la seconda traversa sulla sinistra, via San Salvatore. Eccoti giunto a destinazione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">infine, nel caso in cui tu abbia in mente di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-cassago-brianza-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Cassago in Brianza in autobus</a>, potrai utilizzare le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c146/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C146</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c147/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C147</a> e scendere alla<strong> fermata di Cassago Stazione Fs</strong>. Da qui, le istruzioni da seguire per raggiungere il mausoleo sono le stesse che ti ho indicato nel paragrafo precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cassago, Mausoleo Visconti di Modrone: quando è aperto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mausoleo di Cassago Brianza viene aperto e può essere visitato in occasione dell’iniziativa <em>Ville Aperte</em> e nel mese di maggio, quando si celebra la <strong>Festa di Sajopp</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="540" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo.jpg" alt="Cassago, il mausoleo" class="wp-image-28670" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-300x203.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cassago-mausoleo-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La festa di Sajopp a Cassago Brianza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sajopp è<strong> San Giobbe</strong>, a cui in passato ci si rivolgeva per chiedere che i bachi da seta non si ammalassero e che le loro uova non fossero invase dalle formiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come racconta Franca Pirovano nel libro <em>Sacro, magia e tradizioni in Brianza</em>, è sempre stato significativo il numero di riti – tra il sacro e il magico – legati alla <strong>bachicoltura</strong>, “allevamento importantissimo nell’economia della Brianza fino all’ultimo dopoguerra, ma anche assai difficile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>vita dei bachi</strong>, infatti, era spesso minacciata da malanni che si presentavano in maniera improvvisa e contro i quali non sembravano esserci rimedi: il <em>marciom</em> (cioè il giallume, a causa del quale i bachi smettevano di nutrirsi e morivano) e il <em>culcén</em> (cioè il calcino, patologia letale provocata dall’omonimo fungo parassita – da cui il termine <em>culcinèl</em>, che in dialetto brianzolo indicava una sensazione di malessere diffuso).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi insetti erano tanto preziosi per l’economia locale quanto fragili (erano sensibili al freddo, e se si ammalavano morivano nel giro di pochi giorni) e, per così dire, “schizzinosi”: la<strong> foglia di gelso</strong> (<em>foeuia de muròm</em>) di cui si nutrivano doveva essere triturata in un certo modo, e non doveva essere né secca né umida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché<strong> i brianzoli di un tempo</strong> seguivano prescrizioni ben precise per proteggere i <em>cavalé </em>(cioè i bachi): per esempio, le persone malate non vi si potevano avvicinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la credenza popolare, i bachi erano <strong>nati dalle piaghe di San Giobbe</strong>: non a caso in molte cascine e in molti cortili della Brianza ancora oggi si possono osservare affreschi che raffigurano il santo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume <em>Sacro, magia e tradizioni in Brianza</em> cui ho fatto cenno poche righe fa menziona &#8211; per esempio &#8211; il caso di Cascina Lanzano a Villa Raverio, a pochi chilometri da Tremoncino, in riferimento a un <strong>affresco di San Giobbe</strong>, ritratto a terra, sdraiato e sofferente, con le piaghe sulla carne nuda da cui germinano bachi che paiono andare in direzione delle fronde di un grande gelso situato dietro il santo. L’effigie di questa cascina, quando la bachicoltura era fondamentale nell’economia brianzola, era costante oggetto di una profonda devozione testimoniata dagli omaggi di fiori e lumi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La fede popolare – si legge nel volume – aveva dunque rielaborato il mito di Giobbe, traducendo in una provvidenza di tipo economico il premio accordato alla virtù dell’uomo giusto e paziente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a <strong>Tremoncino</strong>. Le origini della <a href="https://www.sajopp.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festa di Sajopp a Cassago</a> non sono note, ma si sa che l’evento già nel Novecento rappresentava una consuetudine affermata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="498" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino.jpg" alt="La Festa di Sajopp a Tremoncino" class="wp-image-32190" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/06/festa-sajopp-tremoncino-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo, fulcro intorno al quale tutti gli anni &#8211; nel mese di maggio &#8211; si svolge la Festa di Sajopp</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come viene raccontato <a href="https://www.cassiciaco.it/navigazione/associazione/attivita/sajopp/festa_sajopp.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul sito web Cassiciaco</a> dell’<strong>Associazione storico-culturale Sant’Agostino di Cassago Brianza</strong>, in passato la fiera agricola era l’occasione per provvedere alla benedizione delle “maestà”, vale a dire le “immagini sacre che sarebbero state affisse nelle case per invocare la protezione divina”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della festa, inoltre, veniva esposto<strong> un quadro risalente al XVII secolo</strong> che mostrava San Giobbe in un letamaio insieme con la moglie. Tale dipinto esiste ancora oggi, e si trova nella sede dell’associazione Sant’Agostino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="478" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti.jpg" alt="Il Mausoleo Visconti" class="wp-image-28678" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-300x179.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/mausoleo-visconti-768x459.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il mausoleo &#8220;trafitto&#8221; da un raggio di sole</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila la <strong>Festa di Sajopp </strong>ha conosciuto un periodo di crisi e per qualche tempo non si è più svolta; per fortuna è stata organizzata di nuovo a partire dal 2006.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito è nata anche l’<strong>Associazione degli amici di Sajopp</strong>, che si propone di valorizzare non solo la festa di maggio, ma – più in generale – tutte le tradizioni culturali, religiose e sociali di Tremoncino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Cassago Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Mausoleo Visconti di Modrone è solo uno dei tanti posti che meritano di essere visti a Cassago Brianza. Per sapere quali sono gli altri e scoprire come raggiungerli, leggi il post qui sotto: ti propone un <strong>itinerario completo per una passeggiata a Cassago</strong>, indicandoti anche i locali in cui puoi fermarti a pranzo o a cena.</p>



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		<title>Cascina Magritto a Monticello Brianza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Monticello Brianza]]></category>
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		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Monticello Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Monticello Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Valletta]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione di Besana in Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cascina Magritto di Monticello Brianza è un antico edificio rurale che si può ammirare nel Parco Agricolo della Valletta. Circondata da campi coltivati e boschi, si può raggiungere anche grazie a un sentiero didattico lungo il quale sono stati collocati pannelli informativi che meritano di essere scoperti. Leggi questo post per saperne di più! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/monticello-brianza/cascina-magritto-a-monticello-brianza/">Cascina Magritto a Monticello Brianza</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Cascina Magritto di Monticello Brianza è un antico edificio rurale che si può ammirare nel Parco Agricolo della Valletta. Circondata da campi coltivati e boschi, si può raggiungere anche grazie a un sentiero didattico lungo il quale sono stati collocati pannelli informativi che meritano di essere scoperti. Leggi questo post per saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia di Cascina Magritto a Monticello Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le origini della <strong>Cascina Magritto a Monticello Brianza</strong> sono molto antiche, riconducibili almeno alla seconda metà del XVI secolo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="488" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/complesso-cascina-magritto.jpg" alt="Il complesso di Cascina Magritto" class="wp-image-28629" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/complesso-cascina-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/complesso-cascina-magritto-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/complesso-cascina-magritto-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La parte più antica del complesso di Cascina Magritto</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La cascina, infatti, compare in uno schizzo topografico – con tutta probabilità del <strong>1571 </strong>– della parrocchia di Monticello, all’epoca appartenente della Pieve di Missaglia nella provincia del Ducato di Milano, realizzato in occasione della visita pastorale compiuta dall’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="477" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/localita-magritto.jpg" alt="Località Magritto" class="wp-image-28617" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/localita-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/localita-magritto-300x179.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/localita-magritto-768x458.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello affisso sulla cascina che segnala il nome della località</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’edificio è presente anche nella mappa del Catasto Teresiano relativa alla comunità di Monticello tracciata nel <strong>1722</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="466" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-interno-cascina.jpg" alt="Il cortile interno della cascina" class="wp-image-28628" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-interno-cascina.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-interno-cascina-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-interno-cascina-768x447.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cortile di Cascina Magritto</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato dal <strong>pannello informativo</strong> collocato davanti a Cascina Magritto dall’Associazione Amici della Valletta, la cascina appartenne fra gli altri a Luca Lodi e Giulio Sirtori, e in seguito a Giacinto Perego e a sua figlia, che ne acquistò la proprietà intera nel 1864.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sentiero-didattico-monticello-parco-valletta.jpg" alt="Il sentiero didattico a Monticello nel Parco della Valletta" class="wp-image-28618" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sentiero-didattico-monticello-parco-valletta.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sentiero-didattico-monticello-parco-valletta-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/sentiero-didattico-monticello-parco-valletta-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il pannello collocato davanti all&#8217;ingresso della cascina</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La cascina era l’elemento più importante dell’<strong>architettura rurale</strong> del passato: non era solo un insediamento agricolo che fungeva da unità produttiva autosufficiente, ma rappresentava anche &#8211; per i viandanti &#8211; un rifugio in cui trovare riparo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cascina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fabbricati che formano il complesso della Cascina Magritto sono disposti a quadrilatero intorno a <strong>una corte</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/interno-cascina-magritto.jpg" alt="L'interno di Cascina Magritto" class="wp-image-28627" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/interno-cascina-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/interno-cascina-magritto-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/interno-cascina-magritto-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il complesso di Cascina Magritto</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le ali laterali venivano usate come <strong>stalle </strong>e deposito per gli attrezzi agricoli nella parte inferiore e come magazzini per la paglia e il fieno nella parte superiore. Il fienile veniva arieggiato grazie alle aperture a griglia di mattoni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="439" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-cascina.jpg" alt="Il cortile della cascina" class="wp-image-28626" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-cascina.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-cascina-300x165.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cortile-cascina-768x421.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cortile della cascina</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La corte di Cascina Magritto ospita una <strong>chiesetta </strong>consacrata nell’agosto del 1949 alla Madonna del Rosario; al suo interno è presente una statua della Vergine.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="416" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/chiesetta-cascina-magritto.jpg" alt="La chiesetta di Cascina Magritto" class="wp-image-28619" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/chiesetta-cascina-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/chiesetta-cascina-magritto-300x156.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/chiesetta-cascina-magritto-768x399.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La chiesetta di Cascina Magritto</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi più peculiari della cascina si notano le finestre e le porte, alcune delle quali disegnate con stipiti e archi e caratterizzate dalla presenza di <strong>elementi in pietra</strong> a rinforzo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/colonna-pietra-cascina-magritto-monticello.jpg" alt="La colonna in pietra di Cascina Magritto a Monticello" class="wp-image-28620" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/colonna-pietra-cascina-magritto-monticello.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/colonna-pietra-cascina-magritto-monticello-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/colonna-pietra-cascina-magritto-monticello-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un&#8217;antica colonna in pietra della cascina</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le strutture murarie che formano gli edifici hanno uno spessore significativo, alla luce della loro duplice funzione protettiva e portante. Realizzate con mattoni, pietre e ciottoli combinati tra di loro, regalano al complesso <strong>un aspetto rustico e suggestivo</strong>. Generalmente le pietre sono collocate nella parte inferiore; più in alto ci sono materiali misti e infine, nella parte superiore, sono presenti i mattoni, che contribuiscono a rendere la struttura più leggera.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/monticello-cascina-magritto-1.jpg" alt="Monticello, Cascina Magritto" class="wp-image-28621" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/monticello-cascina-magritto-1.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/monticello-cascina-magritto-1-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/monticello-cascina-magritto-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una parte della muratura del complesso realizzata con ciottoli e mattoni</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il lato meridionale della cascina ha una conformazione paragonabile a quella di una <strong>torre</strong>. Ciò ha fatto ipotizzare che in passato il complesso potesse far parte di una struttura fortificata, ma non si hanno certezze in tal senso; anzi, secondo la tradizione popolare in tempi antichi la struttura avrebbe ospitato un monastero.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="442" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/torre-cascina-magritto.jpg" alt="La torre di Cascina Magritto" class="wp-image-28625" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/torre-cascina-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/torre-cascina-magritto-300x166.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/torre-cascina-magritto-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La struttura a torre della cascina</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Pur essendo privo di elementi artistici di valore, il complesso della Cascina Magritto merita di essere conosciuto sia dal punto di vista storico che da una prospettiva sociale: per lungo tempo, infatti, ha costituito un vero e proprio microcosmo di <strong>vita contadina</strong>, in cui gli abitanti non badavano solo ai propri interessi economici, ma anche a collaborare e sostenersi reciprocamente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-monticello-bza.jpg" alt="Cascina Magritto a Monticello B.za" class="wp-image-28624" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-monticello-bza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-monticello-bza-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-monticello-bza-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La cascina vista da via Puccini</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Su un muro interno della cascina si può notare un dipinto, risalente al 1911, che fu realizzato da un <strong>pittore viaggiante</strong>, che così trovò il modo di sdebitarsi dopo aver ricevuto in dono tre uova.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un <strong>ritratto di Sant’Enrico</strong>: Enrico era il nome del marito della donna che aveva accolto l’artista errante.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="484" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/dipinto-sant-enrico.jpg" alt="Il dipinto di Sant'Enrico" class="wp-image-28616" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/dipinto-sant-enrico.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/dipinto-sant-enrico-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/dipinto-sant-enrico-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il dipinto di Sant&#8217;Enrico, rappresentato &#8211; secondo l&#8217;iconografia tradizionale &#8211; in abiti imperiali, con la corona in testa e, in mano, il modellino di una chiesa, a ricordo della cattedrale di Bamberga, che lui stesso aveva fatto costruire</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle cascine, le immagini sacre come questa rappresentavano un atto di devozione compiuto dalle famiglie che, così, chiedevano ai santi a cui si rivolgevano di difenderle dalle intemperie e <strong>proteggere il raccolto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cascina Magritto a Monticello Brianza: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Cascina Magritto a Monticello Brianza</strong> si trova in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'53.4%22N+9%C2%B018'44.2%22E/@45.7148416,9.3104663,506m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.714839!4d9.312287?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Puccini 20</a>. Puoi incrociarla anche percorrendo il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza/parco-della-valletta-il-sentiero-tra-oriano-e-monticello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentiero tra Oriano e Monticello del Parco della Valletta</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri vedere la cascina da vicino e hai intenzione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-monticello-brianza-in-auto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Monticello Brianza in auto</a>, puoi lasciare la macchina nei <strong>parcheggi </strong>all’inizio di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B042'45.2%22N+9%C2%B018'51.7%22E/@45.7125499,9.3137243,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.712549!4d9.314368?entry=ttu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Puccini</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisci <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-monticello-brianza-in-autobus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Monticello Brianza in autobus</a>? Allora puoi scegliere tra le linee <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-c147/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C147</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d60/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D60</a>, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d61/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D61</a> o <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/autobus-d80/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D80</a>, scendendo alla <strong>fermata Torrevilla (Provinciale)</strong>. Da qui, imbocca via IV Novembre e vai dritto per poi svoltare a destra in via Sassu. Dopo poche decine di metri gira a sinistra in via Rossini, quindi prosegui fino a che non troverai via Puccini sulla tua destra: la cascina è in fondo a questa strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nel caso in cui tu abbia in mente di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/come-arrivare-a-monticello-brianza-in-treno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a Monticello Brianza in treno</a> dovrai fare riferimento alla <strong>stazione di Besana in Brianza</strong>. Uscito dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-besana-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stazione</a>, imbocca di fronte a te via Dante e vai sempre dritto. Alla seconda rotonda che incontri, prosegui lungo via Kennedy e da qui continua fino alla rotatoria successiva, dove devi svoltare a sinistra in via Jacopo della Quercia. Vai sempre dritto continuando in via Parini, e procedi anche quando la strada da asfaltata diventa sterrata. Ti troverai in un tratto boscoso, al termine del quale &#8211; ritornato su sterrato &#8211; vedrai la cascina alla tua destra.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="460" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto.jpg" alt="Cascina Magritto" class="wp-image-28615" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-300x173.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/08/cascina-magritto-768x442.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ecco Cascina Magritto!</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa vedere a Monticello Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Cascina Magritto potrebbe essere il punto di partenza ideale per una passeggiata tra <strong>i sentieri, i monumenti e i luoghi storici di Monticello Brianza</strong>. Non sai dove andare? Non preoccuparti: nel post qui sotto trovi tutte le indicazioni utili per un tour completo del paese tra opere d’arte, chiese, ville antiche e itinerari naturalistici.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="2IoVEUNA0V"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/monticello-brianza/che-cosa-fare-a-monticello-brianza-guida-per-turisti/">Che cosa fare a Monticello Brianza: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare a Monticello Brianza: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/monticello-brianza/che-cosa-fare-a-monticello-brianza-guida-per-turisti/embed/#?secret=PWsxwphNfZ#?secret=2IoVEUNA0V" data-secret="2IoVEUNA0V" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Infine, ti consiglio di visitare il <a href="http://www.lavalletta.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito web dell’Associazione Amici della Valletta</a>, dove puoi trovare informazioni interessanti e <strong>curiosità sulla Cascina Magritto</strong> e su tutti gli altri gioielli del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-della-valletta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco della Valletta</a>.</p>
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		<title>La ferrovia Como-Lecco in Brianza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alzate Brianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ferrovia Como-Lecco è una linea che ti farà scoprire paesaggi fantastici in Brianza. Nata alla fine dell’Ottocento, consente di raggiungere in treno splendide location come l’Oasi di Baggero, il lago di Annone, i boschi del Parco della Brughiera Briantea o il lago di Pusiano. Leggi il resto di questo post per saperne di più! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza/la-ferrovia-como-lecco-in-brianza/">La ferrovia Como-Lecco in Brianza</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La ferrovia Como-Lecco è una linea che ti farà scoprire paesaggi fantastici in Brianza. Nata alla fine dell’Ottocento, consente di raggiungere in treno splendide location come l’Oasi di Baggero, il lago di Annone, i boschi del Parco della Brughiera Briantea o il lago di Pusiano. Leggi il resto di questo post per saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia della ferrovia Como-Lecco</h2>



<h3 class="wp-block-heading">I progetti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>origini della ferrovia Como-Lecco</strong> vanno rintracciate nella seconda metà del XIX secolo: già nel 1873 la Provincia di Como finanziò uno studio su nuove possibili linee ferroviarie per assecondare le necessità in evoluzione delle industrie locali e le crescenti esigenze di mobilità della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1879, poi, fu approvata a livello nazionale la legge n. 5002 del 29 luglio (conosciuta come <strong>legge Baccarini</strong>, dal nome dell’allora ministro dei Lavori Pubblici Alfredo Baccarini), finalizzata alla costruzione di nuove linee di completamento della rete ferroviaria del Regno: fra queste era indicata anche la Como-Lecco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La legge prevedeva che le ferrovie della Tabella C (fra cui la Como-Lecco, appunto) avrebbero dovuto essere “costruite dallo Stato, col concorso del 20 per cento delle spese di costruzione e di armamento, per parte delle provincie interessate”. La <strong>Provincia di Como</strong>, sempre secondo la legge, avrebbe comunque avuto “diritto di rivalersi di una somma non maggiore di un terzo delle loro rispettive quote di concorso sui comuni direttamente interessati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ferrovia tra Como e Lecco – per altro &#8211; avrebbe avuto un percorso trasversale, e dunque di raccordo, rispetto alla linea che collegava Milano con la Svizzera e con la Germania: proprio in quegli anni si stava costruendo la lunga (15 chilometri) <strong>galleria del San Gottardo</strong>, che sarebbe stata completata nel 1882.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Varie cordate di progettisti, spesso sostenuti da <strong>comitati locali</strong>, si misero al lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le difficoltà da affrontare non erano poche, correlate sia alle caratteristiche morfologiche del paesaggio (causa di innumerevoli <strong>tortuosità e cambi di pendenza</strong>), sia alle richieste della Società Ferroviaria dell’Alta Italia, che <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mc-qpLBYKFs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vietò</a> di realizzare lungo il percorso curve con un raggio inferiore ai 500 metri.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="484" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-casletto-ferrovia-como-lecco.jpg" alt="La stazione di Casletto sulla ferrovia Como-Lecco" class="wp-image-32416" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-casletto-ferrovia-como-lecco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-casletto-ferrovia-como-lecco-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-casletto-ferrovia-como-lecco-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Casletto lungo la ferrovia Como-Lecco oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Furono ben <strong>sei i progetti commissionati</strong> dagli enti pubblici: due per un tracciato che passava per Erba, tre per un tracciato più spostato a sud, uno per un tracciato intermedio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se lo scopo della linea fosse stato semplicemente quello di collegare Como a Lecco, si sarebbe dovuto optare per il <strong>tracciato pedemontano</strong> attraverso Montorfano, Erba e Civate, che sarebbe stato il più breve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la Como-Lecco nasceva come <strong>ferrovia locale</strong>, pensata non solo per unire i due capolinea, ma per servire tutte le località attraversate tenendo conto delle loro attività economiche e delle esigenze dei loro abitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Tipo dimostrativo del tracciato dei varii progetti proposti per la Ferrovia Como-Lecco</em> citato dallo storico Luigi M. Gaffuri nel libro <em>Alzate Brianza. Storia ambiente folclore</em> riassume i <strong>principali progetti</strong> che furono presentati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una proposta dell’ingegner Giosuè Pensa, per esempio, prevedeva che il tracciato partisse da Camerlata, passasse ad Albate, salisse <strong>a monte di Lipomo</strong> e proseguisse sotto Solzago e Tavernerio, continuando poi sotto Orsenigo, lungo la recinzione della Villa del Soldo; avrebbe quindi affiancato il lago di Alserio per raggiungere la <strong>stazione di Erba</strong> e da qui procedere a nord del lago di Pusiano. Questo tracciato, lungo poco meno di 36 chilometri, avrebbe toccato una pendenza massima del 22‰, e sarebbe stato al servizio di una popolazione di circa 66mila abitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più breve era la percorrenza del progetto ipotizzato dagli ingegneri Orsenigo e Benussi, con un tracciato di poco più di 29 chilometri (con pendenze non superiori al 12‰), che però avrebbe servito una popolazione di quasi 92mila abitanti. Il percorso immaginato partiva da Como e raggiungeva <strong>Fecchio</strong>, dove poi avrebbe virato verso nord-est, in modo da passare tra Alzate e Verzago, continuando in prossimità di Orsenigo e quindi a <strong>Carcano e Parravicino</strong>, prima di giungere a Erba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, il progetto degli ingegneri Bertoglio-Bigatti e Arpesani-Gavazzi, sostenuto dall’amministrazione comunale di Oggiono, prevedeva un passaggio alle <strong>Fornaci di Montorfano</strong> e presso l’abitato di Urago; la linea, poi, avrebbe raggiunto le Case Nuove di Alzate e quindi il Ponte Nuovo di Merone.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="498" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/merone-stazione-mojana.jpg" alt="Merone, la stazione di Moiana" class="wp-image-32418" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/merone-stazione-mojana.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/merone-stazione-mojana-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/merone-stazione-mojana-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Moiana a Merone</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A confrontarsi, in sostanza, erano due visioni: una con un tracciato più settentrionale e una con un tracciato più meridionale. Il punto di partenza era uguale per tutti: la <strong>stazione della Guzza</strong> (poi divenuta stazione di Albate-Camerlata) sulla linea Como-Milano. Si trattava poi di decidere se “tenere la linea bassa per toccare Oggiono” o se “tenerla alta passando per Erba” (per usare le parole del 1880 dell’ingegnere Luigi Tatti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24 dicembre del 1881, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici <a href="https://www.pendolari-co-lc.it/index.php/storia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicò</a> alla Provincia di Como che la linea “propugnata dal Comitato d’Erba” non avrebbe dovuto essere presa in considerazione, perché <strong>troppo lunga</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riassumendo e semplificando (ma non troppo): <strong>vinse Cantù, perse Erba</strong>. Proprio Erba, però, non si rassegnò alla decisione presa: seguirono proteste e resistenze che ebbero l’inevitabile effetto di ritardare i lavori.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="520" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-stazione-cantu.jpg" alt="Ferrovia Como-Lecco, la stazione di Cantù" class="wp-image-32411" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-stazione-cantu.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-stazione-cantu-300x195.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-stazione-cantu-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Cantù oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">D’altro canto, restava da decidere come articolare il <strong>tracciato dalla Guzza ad Alzate</strong>, tenendo conto che il numero di abitanti serviti sarebbe stato simile con qualunque opzione. La decisione definitiva di Roma fu quella di propendere per il “tracciato basso, per andamento più regolare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, al progetto del tratto da Como a Ponte Nuovo di Merone realizzato dall’ingegner Pensa nel 1881 si aggiunse quello – completato due anni più tardi – del tracciato <strong>fra Ponte Nuovo e Lecco</strong>. Finalmente i lavori potevano cominciare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1886 fu avviata la costruzione del <strong>ponte sull’Adda tra Galbiate e Lecco</strong>, che si concluse solo pochi giorni prima dell’inaugurazione ufficiale della linea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’inaugurazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La linea venne aperta ufficialmente il <strong>20 novembre del 1888</strong>: era lunga poco meno di 37 chilometri, con una pendenza massima del 15.16‰ tra le stazioni di Oggiono e Sala al Barro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruita dalla Società Italiana per le Strade ferrate meridionali, società anonima con capitale di 260 milioni di lire e sede a Firenze, la ferrovia Como-Lecco faceva parte dell’<strong>Esercizio Rete Adriatica</strong>, che nel 1885 aveva acquisito una parte della rete della Società Ferroviaria dell’Alta Italia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="547" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco.jpg" alt="Ferrovia Como-Lecco" class="wp-image-32407" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-300x205.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La ferrovia a binario unico tra Brenna e Fabbrica Durini</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Subito ci si accorse che le stazioni della nuova linea erano piuttosto <strong>distanti dai centri abitati</strong> che avrebbero dovuto servire: caratteristica che, in alcuni casi, permane ancora oggi. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 1° luglio del 1905 l’esercizio effettivo della linea – in virtù della legge n. 137 del 22 aprile – fu trasferito dalla società anonima allo <strong>Stato</strong>.</p>



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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dalla fine degli anni Venti si intensificò il traffico merci, soprattutto grazie al trasporto di materiali provenienti dalla stazione di Albate Camerlata e destinati alla <strong>cementeria di Merone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E però proprio il <strong>traffico merci</strong> doveva fare i conti con evidenti limitazioni: i convogli potevano essere formati al massimo da otto carri, visto che il tracciato fino alla stazione di Cantù era fortemente in ascesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> il servizio della linea fu sospeso, anche perché le gallerie vennero occupate da materiale bellico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni Cinquanta, il <strong>ponte</strong> sull’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Adda</a> tra Galbiate e Lecco fu sostituito con una nuova struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dai primi anni Sessanta, si iniziò a prendere in considerazione l’ipotesi di <strong>elettrificare la linea</strong>, così da rendere più agevole ed efficiente il traffico merci, penalizzato dal fatto che all’epoca si usavano ancora le locomotive a vapore, le cui prestazioni non consentivano di allestire dei convogli lunghi (anche a causa delle pendenze del tracciato).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’idea venne in seguito abbandonata, complice l’introduzione delle <strong>motrici diesel</strong>, che consentirono di avere convogli più lunghi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ferrovia Como-Lecco oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni difetti della ferrovia Como-Lecco (come <strong>l’orario non cadenzato</strong>, il numero ridotto di collegamenti e la posizione “sfortunata” di alcune stazioni) ne limitano in parte una piena e ottimale fruibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo non riduce il <a href="https://www.altabrianza.org/reportage/comolecco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fascino</a> della linea, il cui tracciato si snoda lungo otto gallerie e, dopo aver attraversato <strong>la verde Brianza</strong>, scavalca il fiume Adda in territorio lecchese.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="546" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-brenna.jpg" alt="La ferrovia Como-Lecco a Brenna" class="wp-image-32412" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-brenna-300x205.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/ferrovia-como-lecco-brenna-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La linea ferroviaria tra i boschi del Parco della Brughiera Briantea</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La galleria più lunga – 709 metri – è quella di <strong>Colle Castello</strong>, a Intimiano, tra Cantù e Trecallo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Merita di essere menzionata anche la galleria <strong>Colle di Fabbrica</strong>, ad Alzate Brianza (a breve distanza dal Castello Durini), lunga oltre 600 metri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferrovia Como-Lecco: le stazioni in Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Brianza</strong>, la ferrovia Como-Lecco serve:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-cantu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cantù</a>: da qui puoi raggiungere facilmente (circa 20 minuti a piedi) il centro storico cittadino e la <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/cantu/la-basilica-di-san-vincenzo-a-cantu-cioe-la-basilica-di-galliano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Basilica di Galliano</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-brenna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brenna &#8211; Alzate</a>: si trova nei boschi del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-della-brughiera-briantea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco della Brughiera Briantea</a> e a circa 1 km dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-durini-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castello Durini</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-anzano-del-parco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anzano del Parco</a>: dista poco più di 2 chilometri (circa 30 minuti a piedi) dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lago-di-alserio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lago di Alserio</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-merone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merone</a>: è ad appena 1 km di distanza (15 minuti a piedi) dall’<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/merone/l-oasi-di-baggero-a-merone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oasi di Baggero</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-moiana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moiana</a>: è a meno di 500 metri dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lido-di-moiana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lido di Moiana</a>, sul <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lago-di-pusiano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lago di Pusiano</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-casletto-rogeno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Casletto &#8211; Rogeno</a>: è a soli 500 metri dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/rogeno/le-sculture-in-legno-di-casletto-sul-lago-di-pusiano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lido di Casletto</a>, sul lago di Pusiano;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-molteno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Molteno</a>, distante meno di 2 chilometri dalla <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-di-san-martino-a-garbagnate-monastero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiesetta di San Martino di Garbagnate</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-oggiono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oggiono</a>: da qui puoi raggiungere in poco tempo il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lago-di-annone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lago di Annone</a>, distante circa 1 km;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-galbiate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sala al Barro &#8211; Galbiate</a>, vicina al lago di Annone e al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/monte-barro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monte Barro</a>;</li>



<li>la stazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/stazione-di-civate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Civate</a>: si trova a poco più di 1 km dalla penisola di Isella, sul lago di Annone.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il film La partita – La difesa di Lužin</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La ferrovia Como-Lecco è apparsa anche al <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/location-cinematografiche-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinema</a>. Nei pressi della <strong>stazione di Brenna &#8211; Alzate</strong>, infatti, sono state girate alcune scene del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/film-girati-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">film</a> <em>La partita – La difesa di Lužin</em> (titolo originale: <em>The Luzhin Defence</em>), diretto da Marleen Gorris, con protagonisti John Turturro ed Emily Watson, ambientato in Italia negli anni Venti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="529" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-ferroviaria-brenna.jpg" alt="La stazione ferroviaria di Brenna" class="wp-image-32408" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-ferroviaria-brenna.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-ferroviaria-brenna-300x198.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2025/07/stazione-ferroviaria-brenna-768x508.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La stazione di Brenna &#8211; Alzate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;stazione è immortalata nella sequenza iniziale della pellicola, quando il protagonista Aleksandr Ivanovich Luzhin (impersonato da Turturro) viene accolto dalla filarmonica dopo essere sceso da un <strong>treno a vapore</strong>.</p>


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		<title>Calvenzana, Rogeno: la Chiesa di San Marcello</title>
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					<comments>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/rogeno/calvenzana-rogeno-la-chiesa-di-san-marcello/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Rogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Rogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Rogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Marcello a Rogeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colle di Calvenzana a Rogeno offre uno sguardo sulla Brianza lecchese che riconcilia lo spirito. Qui sorge un piccolo oratorio, intitolato a San Marcello, che ricorda il fuoco delle persecuzioni antiche patite dai cristiani, degli intrighi di potere in seno alla Chiesa e di un papa finito in esilio: ti racconto tutta la storia. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il colle di Calvenzana a Rogeno offre uno sguardo sulla Brianza lecchese che riconcilia lo spirito. Qui sorge un piccolo oratorio, intitolato a San Marcello, che ricorda il fuoco delle persecuzioni antiche patite dai cristiani, degli intrighi di potere in seno alla Chiesa e di un papa finito in esilio: ti racconto tutta la storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Calvenzana, Rogeno: la storia della Chiesa di San Marcello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Chiesa di San Marcello di Calvenzana</strong>, frazione di Rogeno, è un piccolo edificio sacro situato su un colle da cui si gode di un’incantevole vista panoramica sulla Brianza lecchese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caratterizzata da un campanile a vela e da una semplice facciata a capanna, con <strong>portale di ingresso in pietra</strong>, la chiesa all’interno accoglie un dipinto dell’Annunciazione alle spalle dell’altare maggiore, in un presbiterio decorato con balaustre in pietra e affreschi sulla volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La piccola chiesetta di Calvenzana è <strong>una delle più antiche</strong> della <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brianza lecchese</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un opuscolo denominato <em>Odoporicon, note di visita pastorale</em> risalente nel 1940 e scritto dal <strong>cardinale Alfredo Ildefonso Schuster</strong>, al tempo arcivescovo di Milano, si legge: “Tanto il nome del pago [cioè del territorio], come il santo Patrono attestano l’alta antichità del luogo. È ben possibile, che verso il IX secolo qualcuno abbia trasportato da Roma una parte delle reliquie di S. Marcello, deponendole nell’oratorio di ‘Calvenzianum’”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il cardinale Schuster, dunque, la chiesa di Calvenzana fu costruita <strong>prima del IX secolo</strong>, in epoca longobarda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata avanzata l’ipotesi che qui anticamente sorgesse <strong>una fortificazione di origine romana</strong> a difesa di un guado sul torrente Bevera, da cui passava un’importante arteria che univa Milano con i territori più settentrionali; poi, all’epoca della prima evangelizzazione cristiana nel forte sarebbe stata costruita una cappella dedicata a San Marcello, martire romano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che è certo è che il <em>Liber Notitiae Sanctorum Mediolani</em>, inventario delle chiese della diocesi milanese compilato alla fine del XIII secolo dal presbitero Goffredo da Bussero, riferiva di oltre 60 cappelle e chiese governate dal Prevosto di Incino: tra queste, però, San Marcello in Calvenzana non veniva citata, non perché non esistesse ancora ma perché, con tutta probabilità, all’epoca <strong>era una cappella privata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono atti che testimoniano che la chiesa di Calvenzana possedeva terreni a Luzzana (nella Bergamasca) già nel 1166 e nel 1182, anche se quei documenti facevano riferimento a <strong>un’intitolazione a San Marcellino e non a San Marcello</strong> (la dedicazione a San Marcellino è piuttosto rara, e nei dintorni di Rogeno si trova solo a Velate, corte monzese, e in due sedi capitaneali, <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/basilica-dei-santi-pietro-marcellino-ed-erasmo-a-besana-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Besana</a> e <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/chiesa-dei-santi-marcellino-e-pietro-a-imbersago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Imbersago</a> – i capitanei erano, tra l’XI e il XII secolo, i maggiori vassalli del vescovo di Milano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un inventario della Chiesa di Monza a Luzzana risalente al 1205, addirittura, non menzionava né San Marcello né San Marcellino, ma <strong>Santa Marcella e Santa Marcellina</strong>, forse per influenza di un cenobio femminile situato a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/garbagnate-monastero/che-cosa-fare-a-garbagnate-monastero-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Garbagnate Monastero</a>, a breve distanza da qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, già in due atti notarili della fine del XIV secolo ritornò la <strong>dedicazione a San Marcellino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come racconta l’opuscolo redatto qualche anno fa dall’unità pastorale di Casletto e Rogeno per ricostruire la storia del luogo, nel 1451 il possesso della chiesetta di Calvenzana passò al <strong>frate Antonio De Ciceri</strong>, canonico di Incino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi nel XVI secolo Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, notando che Calvenzana era quasi priva di abitanti, “ne soppresse la cura d’anime” (come scritto nel 1940 dal cardinale Schuster): in altri termini, <strong>cancellò la parrocchia di Calvenzana</strong> e riunì il suo beneficio a quello di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alserio/che-cosa-fare-ad-alserio-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alserio</a> al fine di garantire la sussistenza al suo cappellano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste anche un documento di fine Cinquecento (una mappa di varie chiese del territorio) che descrive le caratteristiche che la chiesa aveva all’epoca: a ingresso unico, con l’altare situato di fronte, nella <strong>piccola abside</strong>, dalle dimensioni ridotte per via del tetto a capanna dell’edificio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo la chiesa di Calvenzana <strong>aveva già ritrovato l’intitolazione a San Marcello</strong>, che poi avrebbe mantenuto fino ai giorni nostri.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="499" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/chiesa-san-marcello-calvenzana-rogeno.jpg" alt="La Chiesa di San Marcello di Calvenzana a Rogeno" class="wp-image-35191" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/chiesa-san-marcello-calvenzana-rogeno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/chiesa-san-marcello-calvenzana-rogeno-300x187.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/08/chiesa-san-marcello-calvenzana-rogeno-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Marcello di Calvenzana a Rogeno oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma <strong>chi era San Marcello</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era San Marcello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <em>Catalogus Liberianus</em>, una lista dei vescovi di Roma che iniziava con Pietro e si concludeva con Liberio (morto nel 366), il romano Marcello <strong>fu eletto papa dal clero romano nell’anno 308</strong>, ma già due anni prima era stato scelto come successore del papa precedente, Marcellino, che aveva abdicato nell’ottobre del 305.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marcello, dunque, ascese al soglio pontificio <strong>in seguito alla rinuncia del suo predecessore</strong> e a un lungo periodo in cui la sede apostolica era stata vacante; anche per questo la Chiesa si trovava in una situazione pessima: le attività ordinarie erano state sospese, alcuni luoghi di riunione erano stati confiscati e così pure diversi cimiteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per di più, molte persone avevano abiurato la fede per via delle persecuzioni di Decio e Diocleziano: erano i cosiddetti <em>lapsi</em> (in latino, “caduti”) cioè coloro che, per le minacce subite e la paura di essere torturati, <strong>avevano rinnegato il cristianesimo</strong> e compiuto atti di adorazione degli dèi pagani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terminate le persecuzioni, però, in tanti pretendevano di essere riammessi in comunione <strong>senza compiere atto di penitenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Divenuto papa, Marcello si occupò subito di <strong>riorganizzare la Chiesa</strong>, e divise il territorio metropolitano in 25 <em>tituli</em>, cioè distretti (più o meno come le parrocchie attuali), ponendo a capo di ognuno di essi un presbitero: questi si occupava delle celebrazioni liturgiche, dei battesimi, della preparazione dei catecumeni, della cura dei luoghi di sepoltura e della somministrazione delle penitenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera di rinnovamento di Marcello, tuttavia, subì una battuta d’arresto proprio a causa della <strong>controversia dei <em>lapsi</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pontefice, pretendendo che le antiche tradizioni venissero rispettate, impose la penitenza a chi desiderava essere riammesso e <strong>si rifiutò ostinatamente</strong> di ammorbidire la propria posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa avvenne poi? Lascio raccontare il resto della storia all’epigrafe realizzata da papa Damaso I per la tomba di Marcello. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Marcello, poiché “manifestò ai lapsi l’obbligo che avevano di espiare il loro delitto con le lacrime della penitenza, fu considerato da quei miserabili come un terribile nemico. Di qui <strong>il furore, l’odio, la discordia, la sedizione, la morte</strong>. A causa del delitto di uno che anche durante la pace rinnegò Cristo, Marcello fu deportato, vittima della crudeltà di un tiranno”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tiranno in questione era Massenzio, che nel 306 <strong>si era autoproclamato imperatore</strong>: egli aveva creduto alle accuse dei ribelli che avevano formato un partito in opposizione a Marcello, e quindi ritenne il papa responsabile dei disordini. Per questo motivo lo mandò in esilio: era l’inizio del 309.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Costretto a lasciare Roma</strong>, Marcello morì; poco dopo iniziò a essere venerato come santo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi la <strong>festa di San Marcello</strong> – a Calvenzana come nel resto d’Italia – viene celebrata il 16 gennaio, la data alla quale si fa risalire la morte del santo, i cui resti si trovano a Roma, presso l’altare maggiore della Chiesa di San Marcello al Corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Calvenzana, Rogeno: la Chiesa di San Marcello oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a Rogeno: negli ultimi anni, la chiesetta di Calvenzana ha beneficiato di un prezioso <strong>lavoro di manutenzione e di rinnovamento</strong> grazie all’opera di un comitato di cittadini nato ad hoc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È <strong>il miracolo della custodia</strong>: finché qualcuno si prenderà cura di una traccia di bellezza, il piacere di fare le cose senza alcun tornaconto economico continuerà a salvare il mondo.</p>



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		<title>Brivio, fiume Adda: cinque giochi da fare con i bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:13:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Adda]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Adda Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Brivio il fiume Adda rappresenta una vera e propria oasi di pace, luogo che offre calma e isolamento dalle fatiche quotidiane. Se hai in mente di organizzare una gita con i tuoi bambini da queste parti, leggi le prossime righe: ti propongo cinque giochi grazie a cui i piccoli si potranno divertire nella natura. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/brivio/brivio-fiume-adda-cinque-giochi-da-fare-con-i-bambini/">Brivio, fiume Adda: cinque giochi da fare con i bambini</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Brivio il fiume Adda rappresenta <strong>una vera e propria oasi di pace,</strong> luogo che offre calma e isolamento dalle fatiche quotidiane. Se hai in mente di organizzare una gita con i tuoi bambini da queste parti, leggi le prossime righe: ti propongo cinque giochi grazie a cui i piccoli si potranno divertire nella natura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La meta ideale per una gita fuori porta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fiume Adda, nel suo scorrere lento e sinuoso accanto al borgo di Brivio, è una cornice magnifica per una <strong>gita con i bambini</strong>. Una giornata trascorsa <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/fiume-adda-a-imbersago-che-cosa-fare-con-i-bambini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sulle sue sponde</a> si può trasformare, per i più piccoli, in un&#8217;avventura leggendaria, dove la natura diventa il tabellone di un gioco senza tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prati che costeggiano <strong>il fiume</strong> e l&#8217;ombra degli alberi offrono uno scenario impeccabile per far sì che i bimbi riscoprano la bellezza della lentezza e della fantasia, lontano dagli schermi di smartphone e tablet.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda.jpg" alt="Brivio, il fiume Adda" class="wp-image-34672" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda a Brivio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Brivio</strong> non è solo un panorama da cartolina; è una palestra a cielo aperto. Il percorso ciclopedonale che nel territorio comunale costeggia <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/">l’Adda</a> è caratterizzato da ampi spazi pianeggianti, perfetti per i giochi di movimento che richiedono spazio e libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché ho pensato di consigliarti <strong>cinque attività</strong> che uniscono il paesaggio locale a suggestioni che arrivano da culture lontane: una selezione di giochi che coniugano destrezza fisica e prontezza di riflessi, trasformando la gita in una divertente sfida di resistenza e coordinazione per tutta la famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Brivio, fiume Adda: la lotta dei galli sull’erba</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>luta de galo</em> è un <strong>gioco brasiliano</strong> di puro equilibrio, perfetto per l&#8217;erba soffice dei prati di Brivio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come funziona? Due bambini si sfidano saltando <strong>su una gamba sola</strong> e tenendo un braccio stretto al petto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è riuscire a rubare un <strong>fazzoletto infilato nella cintura</strong> dell&#8217;avversario, senza mai poggiare il secondo piede a terra.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>risate</strong> sono assicurate e le cadute sul prato sono del tutto innocue.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Brivio, fiume Adda: il miagolio del gatto tra gli alberi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro gioco <strong>tipico del Brasile</strong> che puoi proporre nel corso di una gita a Brivio si chiama <em>gato mia</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un bambino viene scelto per fare il <strong>cacciatore</strong> e si allontana: intanto gli altri si nascondono, e una volta scelto il nascondiglio non potranno più spostarsi da lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopodiché un genitore mette <strong>una benda sugli occhi</strong> del cacciatore, che così può riavvicinarsi: il suo obiettivo è trovare chi si è nascosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per riuscirci, può fare rumore o dire qualcosa di divertente in modo da <strong>far ridere i gattini nascosti</strong> e seguire le loro voci per intuire dove si trovano e raggiungerli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuato e <strong>raggiunto un gattino</strong>, il cacciatore dice: “Gato, mia!” (cioè “Gatto, miagola!”).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giocatore che è stato trovato deve miagolare <strong>mascherando la propria voce</strong>, e il cacciatore deve capire chi sta miagolando: se sbaglia, deve provare a trovare un altro gattino; se indovina, il gatto catturato diventa il nuovo cacciatore nel turno successivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Brivio, fiume Adda: il guardiano del legno</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si cerca nel bosco un <strong>grande ramo</strong> caduto a terra e lo si pianta nel terreno: a quel punto un bambino ne diventa il guardiano girandogli intorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri partecipanti, posizionati in cerchio a venti passi di distanza, devono lanciare dei piccoli rametti o sassi per <strong>cercare di abbatterlo</strong> (il ramo, non il guardiano <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />). Il guardiano può intercettare i lanci con le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi riesce a <strong>colpire il bersaglio</strong> diventa il nuovo difensore del legno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Brivio, fiume Adda: <em>jegichagi</em>, la sfida del sasso volante</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <em>jegichagi</em> è un <strong>gioco tradizionale coreano</strong> in cui bisogna calciare in aria uno <em>jegi</em> (un volano realizzato con della carta e una monetina) usando l’interno del piede: l’obiettivo è tenere lo <em>jegi</em> sospeso il più a lungo possibile senza che cada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In riva al fiume lo <em>jegi</em> può essere formato da <strong>un sasso piatto</strong> avvolto in un fazzoletto colorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini, messi in cerchio, devono colpirlo con l&#8217;interno del piede e cercare in tutti i modi di <strong>mantenerlo in aria</strong>, passandoselo l&#8217;un l&#8217;altro ed evitando che caschi in terra.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Brivio, fiume Adda: il tiro nel vaso del re</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla Corea del Sud arriva anche il <em>tuho</em>, che in passato era un <strong>gioco di corte</strong> praticato dai nobili; durante la gita a Brivio lo si può chiamare “tiro nel vaso del re”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-giochi-bambini.jpg" alt="Brivio, fiume Adda: giochi per bambini" class="wp-image-34673" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-giochi-bambini.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-giochi-bambini-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/brivio-fiume-adda-giochi-bambini-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Vista sull&#8217;Adda dal porto di Brivio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di tutto si posiziona un <strong>secchiello da spiaggia</strong> (o uno zaino aperto) a terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una distanza prestabilita, i bambini devono <strong>lanciare al suo interno</strong> dei rametti o dei sassolini raccolti nel sottobosco: sembra facile, ma il peso contenuto di rametti e sassolini e l&#8217;influenza della brezza fluviale richiedono un controllo millimetrico della forza e della traiettoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I punti vengono assegnati in base alla <strong>distanza</strong> da cui vengono effettuati i lanci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giochi inclusivi all’insegna della condivisione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come vedi, portare i bambini in gita a Brivio lungo l’Adda significa lasciarli <strong>correre in sicurezza</strong>, stimolando la loro agilità e la loro capacità di adattamento all&#8217;ambiente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="473" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/porto-brivio.jpg" alt="Il porto di Brivio" class="wp-image-34674" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/porto-brivio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/porto-brivio-300x177.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/porto-brivio-768x454.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il porto di Brivio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questi giochi inclusivi sono capaci di azzerare le differenze di età e unire grandi e piccoli in un’occasione speciale di divertimento: sono attività che cementano i legami, <strong>insegnano la fiducia reciproca</strong> e trasformano l&#8217;energia dei piccoli in pura gioia collettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore essenziale di una gita a Brivio trascorsa in questo modo si rivela, dunque, la <strong>condivisione</strong>: un inno alla collaborazione e al buon umore che lascerà nei bambini il ricordo di una giornata speciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vuoi sostenere <em>Viaggiare in Brianza</em>?</h2>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph" style="color:#fb0000">Dietro ogni articolo di questo sito ci sono ore e ore di scarpinate, ricerche, approfondimenti, correzioni: se ritieni che il progetto di <em>Viaggiare in Brianza</em> meriti di essere supportato e promosso, puoi sostenermi cliccando qui sotto e lasciando una <strong>donazione</strong>. Te ne sarei davvero grato!</p>


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		<title>San Pietro al Monte e il serpente che divorava i bambini</title>
		<link>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/civate/san-pietro-al-monte-e-il-serpente-che-divorava-i-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Civate]]></category>
		<category><![CDATA[Abbazia di San Pietro al Monte a Civate]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica di San Pietro al Monte a Civate]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Civate]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Civate]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Civate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abbazia di San Pietro al Monte di Civate è protagonista di numerosi racconti leggendari che affondano le radici in epoche lontane. Te ne parlo in questo articolo, che ti permetterà di scoprire le storie più curiose riguardanti il complesso benedettino: avrai modo di conoscere, fra l’altro, un serpente che aveva l’abitudine di divorare i bambini… [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/civate/san-pietro-al-monte-e-il-serpente-che-divorava-i-bambini/">San Pietro al Monte e il serpente che divorava i bambini</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’abbazia di San Pietro al Monte di Civate è protagonista di numerosi racconti leggendari che affondano le radici in epoche lontane. Te ne parlo in questo articolo, che ti permetterà di scoprire le storie più curiose riguardanti il complesso benedettino: avrai modo di conoscere, fra l’altro, un serpente che aveva l’abitudine di divorare i bambini…</p>



<h2 class="wp-block-heading">La leggenda del serpente che divorava bambini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il complesso benedettino di <strong>San Pietro al Monte a Civate</strong>, situato a 662 metri di altitudine, è una meta tradizionale per una gita in Brianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’antica leggenda narra che proprio qui vivesse un <strong>serpente divoratore di bambini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale credenza deriva, con tutta probabilità, dalla presenza nell’abbazia di un evocativo <strong>affresco dell’Apocalisse</strong>: il dipinto rappresenta la Donna vestita di Sole e il Drago in procinto di divorare suo figlio mentre l’Arcangelo Michele prova a sconfiggerlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/san-pietro-monte.jpg" alt="San Pietro al Monte" class="wp-image-29279" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/san-pietro-monte.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/san-pietro-monte-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/san-pietro-monte-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una parte del complesso di San Pietro al Monte</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, come riporta il volume <em>Guida ai misteri e segreti della Brianza</em> (SugarCo Edizioni), “nella chiesa dell’abbazia di San Pietro al Monte abbondano le <strong>rappresentazioni fantastiche e mostruose </strong>dell’Alto Medioevo: sono chimere, draghi, grifoni, creature indefinibili e innominabili”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">San Pietro al Monte: le leggende più antiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E tante sono anche le leggende che riguardano il complesso. Si narra, per esempio, che fra le reliquie che qui erano custodite in passato ci fosse anche una parte della <strong>catena di San Pietro</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Ti piacerebbe conoscere leggende antiche e curiosità sorprendenti riguardanti i posti più conosciuti della Brianza? Inizia a seguire la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook di Viaggiare in Brianza</a>: troverai ogni giorno articoli e foto che ti stupiranno!]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Altri racconti sospesi tra la cronaca, la storia e la fantasia ci permettono di <strong>viaggiare indietro nel tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno al 1870, gli abitanti del posto erano soliti riportare la vicenda di una ragazza che si era recata sul monte per sciogliere un voto e pregare in pace. Sorpresa da un forte temporale, la fanciulla &#8211; tentando di trovare un rifugio &#8211; <strong>cadde all’interno di un pozzo</strong> che si trovava davanti alla chiesa. Passò una settimana prima che la giovane venisse trovata, ancora viva, da alcuni paesani che erano arrivati per addobbare la chiesa: la sventurata era molto provata ma si salvò.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/lago-annone-civate.jpg" alt="Il lago di Annone a Civate" class="wp-image-29280" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/lago-annone-civate.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/lago-annone-civate-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/lago-annone-civate-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il lago di Annone visto da San Pietro al Monte</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non ebbe egual fortuna, invece, il cappellano che all’inizio del Seicento si prendeva cura dell’abbazia. All’epoca il complesso viveva una condizione di forte decadenza, ed era affidato alla custodia di un solo uomo. Questi nel 1611 <strong>venne sgozzato</strong> da alcuni ladri penetrati nell’abbazia per saccheggiarla. Da allora la chiesa cadde per lungo tempo in stato di abbandono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">San Pietro al Monte e la candidatura Unesco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una leggenda, invece, la candidatura dell’abbazia di San Pietro al Monte &#8211; come parte del paesaggio culturale degli insediamenti benedettini nell’Italia medievale &#8211; per la lista dei <strong>patrimoni mondiali dell’umanità protetti dall’Unesco</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta è stata avanzata ufficialmente il 18 marzo del 2016, e riguarda &#8211; oltre al complesso di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/civate/che-cosa-fare-a-civate-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Civate</a> &#8211; anche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’Abbazia di Montecassino di Cassino, l’Abbazia di Farfa di Fara in Sabina, il Monastero di San Benedetto e il Monastero di Santa Scolastica di Subiaco (tutti nel Lazio);</li>



<li>l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno di Castel San Vincenzo (in Molise);</li>



<li>la Sacra di San Michele di Sant’Ambrogio di Torino (in Piemonte);</li>



<li>l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis di Capua (in Campania);</li>



<li>l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse di Genga (nelle Marche).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">San Pietro al Monte diventerà <strong>patrimonio Unesco</strong>, quindi? Chissà. L’iter è lungo, e la redazione della cosiddetta Tentative List (cioè la lista stilata dal nostro Paese con i luoghi candidati) è solo il primo passo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/leggende-san-pietro-monte.jpg" alt="Leggende su San Pietro al Monte" class="wp-image-29278" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/leggende-san-pietro-monte.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/leggende-san-pietro-monte-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2024/12/leggende-san-pietro-monte-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Oratorio di San Benedetto (che fa parte del complesso di San Pietro al Monte) e, sullo sfondo, il lago di Annone</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno il <strong>Comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco</strong> si incontra e stabilisce quali siti possono essere accettati, sulla base dei parametri indicati dalla Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella motivazione legata alla candidatura si legge, tra l’altro: “L&#8217;<strong>esperienza monastica</strong> &#8211; come dedizione totale dell&#8217;essere umano verso la ricerca interiore finalizzata a vivere e sperimentare la partecipazione alla realtà trascendentale &#8211; è un fenomeno universale. Questo fenomeno fornisce straordinari modelli di vita intellettuale e sociale, caratterizzati dall&#8217;equilibrio tra individuo e comunità, dal rispetto della diversità e dall&#8217;armonia tra uomo e natura”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, ancora: “La chiesa di San Pietro al Monte a Civate (Lecco) è un <strong>esempio eccezionale di romanico lombardo</strong>. Testimonia i rapporti culturali tra i territori a Nord e a Sud delle Alpi. Sorta negli ultimi decenni del regno longobardo, propone soluzioni architettoniche originali &#8211; sviluppate tra il X e l&#8217;XI secolo &#8211; che mostrano una particolare sensibilità verso la tradizione tardoantica. Il legame speciale con il paesaggio circostante, tutelato dalla presenza di un parco naturale regionale, fa di questo complesso uno degli insediamenti benedettini meglio conservati d&#8217;Italia”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">San Pietro al Monte: come arrivare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Che sia o meno patrimonio Unesco, l&#8217;abbazia di San Pietro al Monte merita comunque di essere scoperta da vicino: se clicchi qui sotto, puoi scoprire qual è<strong> il percorso più comodo per raggiungerla</strong> a piedi.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="AOxi4ReqmW"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/civate/abbazia-di-san-pietro-al-monte-a-civate-come-arrivare/">Abbazia di San Pietro al Monte a Civate: come arrivare</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Abbazia di San Pietro al Monte a Civate: come arrivare&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/civate/abbazia-di-san-pietro-al-monte-a-civate-come-arrivare/embed/#?secret=AuciShQLk3#?secret=AOxi4ReqmW" data-secret="AOxi4ReqmW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Fiume Adda a Imbersago: che cosa fare con i bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Imbersago]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Imbersago]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Imbersago]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Imbersago]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Adda]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Adda Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fiume Adda a Imbersago è, in qualunque periodo dell’anno, una tappa da non perdere per una gita fuori porta. In questo post ti suggerisco alcune attività che potresti organizzare se viaggi in compagnia di uno o più bambini: proposte che coniugano intrattenimento e valore educativo nel rispetto della natura. Leggi per saperne di più! [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il fiume Adda a Imbersago è, in qualunque periodo dell’anno, una tappa da non perdere per una gita fuori porta. In questo post ti suggerisco alcune attività che potresti organizzare se viaggi in compagnia di uno o più bambini: proposte che coniugano intrattenimento e valore educativo nel rispetto della natura. Leggi per saperne di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiuma Adda a Imbersago: land art fluviale per i più piccoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Imbersago</strong>, fantastico <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">borgo</a> adagiato sulle sponde del fiume Adda, è un rifugio idilliaco per chi desidera una piccola gita fuori porta capace di rigenerare lo spirito e la mente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="551" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-fuori-porta-imbersago.jpg" alt="Gita fuori porta a Imbersago" class="wp-image-34631" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-fuori-porta-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-fuori-porta-imbersago-300x207.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/gita-fuori-porta-imbersago-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Vista dal sentiero lungo l&#8217;Adda a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Camminare seguendo il flusso della corrente e <strong>lasciarsi cullare dal ritmo del fiume</strong> può essere un’attività dal potere quasi terapeutico. Ma con dei bambini è necessario trovare delle attività adatte anche a loro!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché, allora, non cimentarsi in un <strong>progetto di land art fluviale</strong> con i mandala di sassi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti propongo un’attività creativa che prevede di usare unicamente materiali trovati sul posto per dare vita a un’opera d’arte attraverso un vero e proprio processo di immersione estetica, geometrica e sensoriale nell&#8217;ambiente del <strong>fiume Adda a Imbersago</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>scenario fluviale</strong> è il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">set perfetto</a>, perché offre una varietà infinita di &#8220;pezzi&#8221; tra cui scegliere, sassi modellati dall&#8217;acqua dalle forme infinitamente diverse.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="487" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-adda-imbersago.jpg" alt="Il fiume Adda a Imbersago" class="wp-image-34625" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-adda-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-adda-imbersago-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-adda-imbersago-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di iniziare a creare, bisogna dedicare del tempo alla <strong>raccolta dei materiali</strong>: questo passaggio è già di per sé un gioco! Chiedi ai bambini di spartirsi i compiti e cercare sassi con caratteristiche specifiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i <strong>sassi bianchi</strong>: spesso calcarei, ottimi per dare luce e avere contorni netti;</li>



<li>i <strong>sassi scuri o rossi</strong>: utili per ottenere contrasti d&#8217;ombra e profondità;</li>



<li>le <strong>pietre più piatte</strong>: si possono impilare o usare per pavimentazioni geometriche;</li>



<li>elementi &#8220;bonus&#8221;: legni di deriva e rametti, <strong>foglie portate dalla corrente</strong>, manciate di sabbia fine o di ghiaia minuscola, gusci di conchiglie d&#8217;acqua dolce.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dividete il bottino in piccoli mucchietti sulla riva, catalogandoli per colore, forma e dimensione. Questo esercizio di classificazione <strong>stimola la mente matematica</strong> dei bambini senza che se ne accorgano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="466" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/passeggiata-adda-imbersago.jpg" alt="Passeggiata sull'Adda a Imbersago" class="wp-image-34633" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/passeggiata-adda-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/passeggiata-adda-imbersago-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/passeggiata-adda-imbersago-768x447.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Adda a Imbersago: sulla sinistra la sponda lecchese; sulla destra la sponda bergamasca</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta pronti i materiali, individua una &#8220;tela&#8221; adatta: idealmente un <strong>prato</strong> o uno spiazzo ghiaioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mandala con i sassi del fiume</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E adesso arriva il momento di “produrre”!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potreste realizzare un <strong>mandala centripeto</strong>, chiamandolo “Il sole del fiume”: si parte posizionando al centro il sasso più bello, grande o strano che avete trovato (il &#8220;cuore&#8221;); da lì, i bambini iniziano a disporre gli altri sassi in cerchi concentrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alternativa, il primo cerchio potrebbe essere formato solo da sassi piccolissimi e neri, il secondo da sassi lunghi e stretti disposti a raggiera, il terzo da foglie bloccate da pietre piatte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra proposta di land art fluviale è la <strong>spirale di Fibonacci</strong>, o guscio di chiocciola. Invece dei cerchi chiusi, si traccia una linea curva continua che parte dal centro e si allarga progressivamente verso l&#8217;esterno, proprio come <strong>la conchiglia di una chiocciola</strong> o… una galassia a spirale! È un ottimo modo per far notare ai bambini come questa forma sia comunissima in natura (nei fiori, nelle pigne, nelle correnti d&#8217;acqua…).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i bambini più grandi, la sfida si sposta in verticale. Si scelgono sassi via via più piccoli e si cerca di impilarli <strong>costruendo una colonna</strong>: potreste chiamarla “Torre dell’equilibrio”. Questo gioco richiede concentrazione immensa, controllo del respiro e precisione millimetrica: mica facile! È un esercizio di precisione chirurgica e di <strong>gestione della frustrazione</strong>: quando la torre cade, si ride e si ricomincia da capo, capendo quale sasso ha sbilanciato la struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I più piccoli, invece, spesso preferiscono forme riconoscibili. Aiutali a tracciare sul terreno <strong>la sagoma di un grande pesce</strong>, di una libellula o di una tartaruga usando i rami, per poi &#8220;colorare&#8221; l&#8217;interno della figura riempiendolo con sassi di colori diversi: per esempio la pancia bianca, il dorso grigio, e così via.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">[Se apprezzi lo stile con cui racconto i luoghi che esploro, segui la <a href="https://www.facebook.com/ViaggiareinBrianza/">pagina Facebook di <em>Viaggiare in Brianza</em></a>: per me è un prezioso segno di incoraggiamento, e a te non costa nulla!]</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Queste, comunque, sono solo alcune idee: lascia che la tua <strong>fantasia</strong> ne partorisca tante altre!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il mandala è finito, scatta una foto ricordo per immortalare l&#8217;opera. Dopodiché, introduci il <strong>concetto di arte effimera</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiuma Adda a Imbersago: giochi educativi per i bambini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Spiega ai bambini che, da quel momento, <strong>quell&#8217;opera appartiene alla natura</strong>. Nel giro di poche ore, un colpo di vento, il passaggio di un altro bambino o di un animale, l&#8217;innalzamento della corrente del fiume o un semplice temporale potrebbero trasformare o cancellare il disegno, spostando i sassi e i rami.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aiuta i bambini a sviluppare il senso del distacco, a <strong>godersi il processo creativo</strong> piuttosto che il possesso dell&#8217;oggetto, e soprattutto a comprendere la necessità di rispettare profondamente l&#8217;ambiente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="548" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/adda-imbersago.jpg" alt="L'Adda a Imbersago" class="wp-image-34627" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/adda-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/adda-imbersago-300x206.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/adda-imbersago-768x526.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il panorama sull&#8217;Adda a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività che ti ho suggerito non solo serve a intrattenere i bambini durante un pomeriggio <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lungo l’Adda</a>, ma custodisce anche un <strong>profondo insegnamento emotivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si <strong>genera bellezza</strong> evitando di lasciare rifiuti e senza alterare l&#8217;ecosistema in modo permanente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/che-cosa-fare-a-imbersago-guida-per-turisti/">Buona gita</a>!</p>



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		<title>Capodanno a Monza e dintorni: cosa fare? 5 idee per una gita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alzate Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Besana in Brianza]]></category>
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		<category><![CDATA[Dove passeggiare ad Alzate Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Adda]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Lambro]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Adda Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei alla ricerca di idee originali per Capodanno a Monza e dintorni? In questo articolo trovi cinque proposte che ti portano a debita distanza dai luoghi troppo affollati, dagli eccessi rumorosi e dai festeggiamenti forzati tipici del primo giorno dell’anno: è l’occasione per concedersi una gita fuori porta praticamente a costo zero. Provare per credere! [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sei alla ricerca di idee originali per Capodanno a Monza e dintorni? In questo articolo trovi cinque proposte che ti portano a debita distanza dai luoghi troppo affollati, dagli eccessi rumorosi e dai festeggiamenti forzati tipici del primo giorno dell’anno: è l’occasione per concedersi una gita fuori porta praticamente a costo zero. Provare per credere!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: gita ad Alzate Brianza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <strong>Brianza comasca</strong>, a soli 30 chilometri da Monza, c&#8217;è un borgo che racchiude nel suo centro storico duemila anni di leggende sospese nel tempo e, soprattutto, un legame del tutto inaspettato con il resto del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto parlando di <strong>Alzate Brianza</strong> e del suo simbolo indiscusso: l&#8217;antica Torre Civica di piazza Fiume.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="568" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza.jpg" alt="Capodanno a Monza, la Torre di Alzate Brianza" class="wp-image-34571" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza-300x213.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-torre-alzate-brianza-768x545.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Torre Civica di Alzate Brianza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivando in piazza Fiume ti troverai davanti a <strong>una torre imponente</strong>, alta 22 metri, che da quasi due millenni vigila sulle vite degli alzatesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli studi dello storico locale Luigi M. Gaffuri, questo <strong>gigante di pietra</strong> potrebbe essere stato eretto addirittura tra il IV e il V secolo, all&#8217;epoca delle invasioni barbariche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato come torre di vedetta, l’edificio comunicava con le altre fortificazioni della Brianza attraverso un codice affascinante: bandiere colorate di giorno e <strong>imponenti falò</strong> di notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La torre fu, poi, consolidata al tempo dei Bizantini e dei Longobardi. Nel corso dei secoli è sempre rimasta lì, intatta, a <strong>sfidare il trascorrere del tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è un dettaglio sulla <strong>facciata della torre</strong> che rende la visita a Capodanno quasi poetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando verso l&#8217;alto, sulla facciata oltre alla <strong>meridiana</strong> e alle coordinate geografiche noterai una serie di scritte. La torre, infatti, riporta i nomi di alcune delle più importanti città del mondo, indicando l&#8217;ora esatta di ciascuna nel momento in cui ad Alzate Brianza scatta il mezzogiorno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio.jpg" alt="Torre Civica di Alzate Brianza, l'orologio" class="wp-image-34575" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/torre-civica-alzate-brianza-orologio-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;orologio e la meridiana della Torre Civica di Alzate Brianza</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché passeggiare per <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/che-cosa-fare-ad-alzate-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alzate</a> il giorno di Capodanno significa concedersi – letteralmente! – un <strong>viaggio nel tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Camminando nella quiete del primo gennaio brianzolo, potrai viaggiare con la mente da New York a Pechino, da Londra a Singapore, fino alla lontana Papeete: un modo suggestivo per sentirti <strong>connesso al resto del pianeta</strong> proprio nel giorno in cui tutto il mondo celebra un nuovo inizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atmosfera è unica, le strade sono pacifiche, il ritmo rallenta: è il momento ideale per lasciarti cullare dai <strong>racconti popolari</strong> che riguardano la Torre di Alzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato, per esempio, si narrava che il pozzo della piazza – costruito proprio di fronte alla torre – fosse così profondo che chi lo aveva scavato fosse stato costretto a fermarsi perché, appoggiando l&#8217;orecchio sul fondo, aveva sentito la voce pigolante di una massaia <strong>agli antipodi della Terra</strong> che richiamava i propri pulcini.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra leggenda che gli alzatesi si tramandano di generazione in generazione è quella del <strong>salto dell&#8217;angelo</strong>. Si racconta che all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, durante l&#8217;occupazione delle truppe francesi, una ragazza del posto si fosse rifugiata nella torre per sfuggire ai soldati. Braccata fino in cima, la fanciulla – si dice – preferì gettarsi nel vuoto piuttosto che farsi catturare; ma un angelo la prese per mano a metà strada, facendola atterrare miracolosamente illesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, devi sapere che vecchie storie di paese sussurrano ancora di <strong>camminamenti sotterranei nascosti</strong> che collegherebbero la Torre di Alzate direttamente ai castelli di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-durini-ad-alzate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fabbrica </a>e di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/castello-di-monguzzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monguzzo</a>. Sarà vero?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo, la Torre Civica di Alzate Brianza è lo <strong>sfondo perfetto per un selfie</strong> di inizio anno. Non a caso l&#8217;artista Alessandro Greppi proprio qui trovò ispirazione per i propri <a href="https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/LC190-00180/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegni</a>!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Torre Civica di Alzate Brianza: come arrivare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>conoscere in maniera più approfondita la Torre di Alzate</strong> e scoprire come raggiungerla, puoi cliccare qui sotto e leggere il post che le ho dedicato.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="GMVJU1Mmnz"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-torre-di-alzate-brianza-segreti-e-leggende/">La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La torre di Alzate Brianza: segreti e leggende” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/alzate-brianza/la-torre-di-alzate-brianza-segreti-e-leggende/embed/#?secret=ITPnZPAmXk#?secret=GMVJU1Mmnz" data-secret="GMVJU1Mmnz" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: lungo il Viale dei Proverbi di Villa Raverio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capodanno è l’occasione giusta per dedicarsi a silenzi, riflessioni e buoni propositi. Ebbene, la Brianza custodisce un luogo speciale in grado di unire il relax all&#8217;aria aperta con una gradevole immersione nella filosofia di vita dei nostri nonni: il <strong>Viale dei Proverbi di Villa Raverio</strong>, a <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/besana-in-brianza/che-cosa-fare-a-besana-in-brianza-guida-per-turisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Besana in Brianza</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio.jpg" alt="Capodanno a Monza, il Viale dei Proverbi di Villa Raverio" class="wp-image-34577" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-viale-proverbi-villa-raverio-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Viale dei Proverbi di Villa Raverio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Inaugurato nel 2023, questo percorso non è una semplice pista ciclopedonale, ma un vero e proprio <strong>tour nella memoria</strong> e nella cultura locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo giorno dell’anno è il momento dei bilanci e della saggezza: si medita sul passato e si guarda al futuro. Camminare lungo questo viale permette di entrare in contatto con valori antichi ma straordinariamente attuali, <strong>pillole di saggezza popolare</strong> indispensabili per iniziare l&#8217;anno con il piede giusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viale dei Proverbi ospita <strong>14 cartelli in legno</strong> realizzati dall&#8217;artista locale Gianpiero Galli.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="560" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi.jpg" alt="Villa Raverio, il Viale dei Proverbi" class="wp-image-34578" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi-300x210.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/villa-raverio-viale-proverbi-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno dei cartelli installati lungo il Viale dei Proverbi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre cammini costeggiando per un breve tratto i binari della storica <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/linea-ferroviaria-milano-monza-molteno-lecco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ferrovia Milano-Monza-Molteno-Lecco,</a> ti imbatterai in massime che ti strapperanno un sorriso o ti faranno riflettere, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;A parlà pocch se falla mai&#8221; <em>(A parlare poco non si sbaglia mai)</em>: un ottimo <strong>proposito di prudenza</strong> per l&#8217;anno nuovo.</li>



<li>&#8220;Basta minga avegh i daneè, ma ancà savè spend&#8221; <em>(Non basta avere i soldi, bisogna saperli spendere)</em>: un saggio <strong>consiglio economico</strong> per i mesi a venire.</li>



<li>&#8220;O te mangiet la minestra o te saltet dala finestra&#8221; <em>(O mangi la minestra o salti dalla finestra)</em>: il classico aut-aut che <strong>profuma di infanzia</strong> (quante volte abbiamo sentito questa frase dalla nostra maestra?) e pragmatismo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viale dei Proverbi si sviluppa in <strong>una cornice tranquilla e isolata dal traffico cittadino</strong>: il percorso si snoda <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B041'47.2%22N+9%C2%B015'45.5%22E/@45.6964444,9.2626389,126m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.6964444!4d9.2626389?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDYyOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra via Giacomo Matteotti e via don Francesco Manzoni</a> a Besana in Brianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella che ti propongo è un&#8217;attività per tutta la famiglia: il percorso è totalmente pianeggiante, chiuso al traffico e fruibile anche da persone in carrozzina e genitori con passeggini al seguito. Dopo i grandi cenoni, una passeggiata accessibile a tutti è un toccasana: la meta adatta per <strong>trascorrere del tempo di qualità con i bambini</strong>, incuriosendoli con la musicalità del dialetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="538" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi.jpg" alt="Besana in Brianza, Villa Raverio: il Viale dei Proverbi" class="wp-image-34595" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi-300x202.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/besana-brianza-villa-raverio-viale-proverbi-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Saggezza popolare lungo il Viale dei Proverbi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se per un Capodanno a Monza desideri una gita fuori porta che unisca la natura, la riscoperta delle tradizioni e <strong>un pizzico di poesia d&#8217;altri tempi</strong>, infila sciarpa e cappotto: il Viale dei Proverbi ti aspetta per iniziare l&#8217;anno con l’ispirazione della voce della storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: il volto poetico di Realdino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capodanno è il momento ideale per riscoprire il lusso delle cose semplici: una camminata che liberi la mente e ricarichi le energie è quella che puoi concederti a <strong>Realdino</strong>, deliziosa località di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carate Brianza</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a pochi decenni fa, questo angolo di Brianza era una vera e propria meta turistica, destinazione prediletta per le scampagnate dei milanesi. I turisti arrivavano in tram, specialmente in primavera, in cerca della frescura offerta delle <strong>celebri grotte naturali</strong> di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/carate-brianza/realdino-a-carate-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Realdino</a>, dove l’acqua trasparente filtrava dalla collina in pozze popolate da pesci rossi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="467" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, le grotte di Realdino" class="wp-image-34586" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-grotte-realdino-768x448.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso delle grotte di Realdino oggi</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se in primavera e in estate questa località era ed è sinonimo di allegria e convivialità – tanto che ancora oggi si tramanda il motto <em>“A Rialdin se vegn par l’aqua, ma se bev’ul vin”</em> (“A Realdino si viene per l&#8217;acqua, ma si beve il vino”) – il 1° gennaio offre <strong>il volto più intimo e poetico</strong> di questo luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero protagonista della gita è <strong>l&#8217;antico ponte di Realdino</strong>, costruito nel 1840. In effetti quest&#8217;area è un set fotografico a cielo aperto straordinario: puoi divertirti a scattare foto ai riflessi del cielo invernale sul <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-lambro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lambro</a> o ai dettagli in pietra del ponte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="506" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro.jpg" alt="Carate, l'antico ponte di Realdino sul Lambro" class="wp-image-34589" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro-300x190.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/carate-antico-ponte-realdino-lambro-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Lambro a Realdino</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai in mente di vivere questa gita <strong>con i tuoi bambini</strong>, puoi pianificare una caccia al tesoro. Prima di partire, prepara una piccola lista, disegnata o scritta, di elementi da trovare, come per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una piuma d&#8217;uccello;</li>



<li>un sasso perfettamente tondo e levigato dall&#8217;acqua;</li>



<li>una foglia dalla forma strana;</li>



<li>un pezzo di legno che somiglia a un animale;</li>



<li>un guscio di lumaca vuoto.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure potresti indurli a trasformarsi in <strong>inventori di leggende fluviali</strong>. Mentre i piccoli camminano, stimolane l&#8217;immaginazione ponendo domande che accendano la loro fantasia: &#8220;Chi pensi che viva sotto quel grande tronco sommerso?&#8221;, oppure &#8220;Dove va il fiume quando sparisce dietro quella curva?&#8221;. Create insieme la storia del &#8220;Custode del Lambro&#8221; o di una gocciolina d&#8217;acqua e del suo viaggio verso il mare. Buon divertimento!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="502" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino.jpg" alt="Il fiume Lambro a Realdino" class="wp-image-34596" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino-300x188.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/fiume-lambro-realdino-768x482.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico ponte di Realdino</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: alla scoperta del borgo di Cimnago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con ancora negli occhi i festeggiamenti per il Capodanno a Monza, il primo giorno dell’anno potresti partire alla volta di <strong>Cimnago</strong>, una piccola frazione di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-frazione-di-lentate-i-luoghi-storici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lentate sul Seveso</a> adagiata al confine con Novedrate, dove la tradizione si respira in ogni cortile e il paesaggio brianzolo regala scorci d&#8217;altri tempi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="557" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza, l'antico Oratorio di San Vincenzo a Cimnago" class="wp-image-34584" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago-300x209.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-antico-oratorio-san-vincenzo-cimnago-768x535.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;antico Oratorio di San Vincenzo Martire, l&#8217;edificio più antico di Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con il paese avvolto nel clima invernale, balzano agli occhi l&#8217;architettura e <strong>i dettagli storici del borgo</strong>. È il giorno perfetto per una &#8220;camminata consapevole&#8221;, dove ogni angolo di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-frazione-di-lentate-i-luoghi-storici/">Cimnago</a> racconta una vicenda secolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della passeggiata non può che essere la <strong>Chiesa di San Vincenzo Martire</strong>, consacrata dal cardinale Schuster nel 1942. Se la trovi aperta per le funzioni del primo giorno dell&#8217;anno, entra ad ammirarla, osservando le decorazioni di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/primo-busnelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Primo Busnelli</a> e il fonte battesimale realizzato dallo scultore <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/alberto-ceppi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Ceppi</a>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, la Chiesa di San Vincenzo Martire a Cimnago" class="wp-image-34583" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago-300x189.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-chiesa-san-vincenzo-martire-cimnago-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Chiesa di San Vincenzo Martire a Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abside custodisce un antico Crocifisso proveniente dal soppresso Monastero di San Vittore di Meda: secondo la leggenda, dopo essere rimasto nascosto per decenni nella soffitta di un’abitazione tra la paglia, fu ritrovato per caso da una donna che, spaventata, scappò <strong>convinta di aver scoperto un cadavere</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione della chiesa, iniziata nel 1925, fu <strong>una vera impresa comunitaria</strong>: pensa che nelle domeniche estive i cittadini andavano a estrarre gratuitamente la sabbia dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-seveso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fiume Seveso</a>, trasportandola con gli animali del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Camminando tra le vie di Cimnago, puoi cimentarti con i tuoi figli o i tuoi nipotini nel <strong>gioco dell&#8217;alfabeto stradale</strong>: una sfida di osservazione ideale per i bambini che stanno imparando a leggere, ma anche per quelli che già sanno farlo. L&#8217;obiettivo è trovare le lettere dell&#8217;alfabeto, dalla A alla Z, in ordine, guardando i cartelli stradali, le insegne dei negozi, i nomi delle vie o le targhe delle auto. Chi arriva per primo alla Z vince.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="488" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso.jpg" alt="Cimnago a Lentate sul Seveso" class="wp-image-34581" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso-300x183.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/cimnago-lentate-seveso-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello all&#8217;ingresso di Cimnago lungo la strada che giunge da Novedrate</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i bambini giocano, tu fai caso ai cartelli stradali che segnalano due vie: <strong>via Bizzozzero</strong> e <strong>via Maestri Chiodaioli</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="484" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg" alt="Capodanno a Monza e dintorni, via Maestri Chiodaioli a Cimnago" class="wp-image-34576" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago-300x182.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-dintorni-via-maestri-chiodaioli-cimnago-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Via Maestri Chiodaioli a Cimnago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è dedicata a <strong>Luigi Bizzozzero</strong>, un personaggio straordinario e quasi letterario. Milanese, commerciante di carta, accumulò una fortuna enorme grazie a una parsimonia estrema, ma fu il più grande proprietario terriero e benefattore di Cimnago, a cui donò decine di migliaia di lire per la costruzione della chiesa, della casa del sacerdote e del futuro asilo (inaugurato dopo la sua morte).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda strada, via Maestri Chiodaioli, è dedicata a <strong>un’antica tradizione del paese</strong>, estremamente interessante: per questo ho deciso di dedicarle un post ad hoc, che puoi leggere cliccando qui sotto.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="GvXham8mRU"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-e-la-strada-fantasma-dedicata-ai-maestri-chiodaioli/">Cimnago e la strada fantasma dedicata ai maestri chiodaioli</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Cimnago e la strada fantasma dedicata ai maestri chiodaioli” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/provincia-di-monza/lentate-sul-seveso/cimnago-e-la-strada-fantasma-dedicata-ai-maestri-chiodaioli/embed/#?secret=UMmBlTe3K4#?secret=GvXham8mRU" data-secret="GvXham8mRU" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capodanno a Monza e dintorni: gli scenari dell’Adda a Imbersago</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una piccola gita fuori porta capace di rigenerare lo spirito e la mente: il giorno di Capodanno da Monza puoi raggiungere <strong>Imbersago</strong> (poco più di 20 chilometri di strada da percorrere), fantastico borgo adagiato sulle sponde del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fiume Adda</a>. Il paese, nei mesi invernali, offre uno degli scenari più poetici ed emozionanti dell&#8217;intera Lombardia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="531" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago.jpg" alt="Capodanno a Monza, il fiume Adda a Imbersago" class="wp-image-34570" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago-300x199.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/capodanno-monza-fiume-adda-imbersago-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fiume Adda a Imbersago</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se durante la bella stagione <strong>le sponde dell&#8217;Adda</strong> si popolano di ciclisti, famiglie e turisti, a Capodanno il fiume mostra il suo volto più intimo, autentico e spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La magia della nebbia e del gelo, con l&#8217;Adda avvolto da una leggera foschia, rende il panorama simile a un <strong>dipinto impressionista</strong>. Il contrasto tra l&#8217;acqua che scorre lenta e la brina che ricopre la vegetazione evoca il tempo dei nuovi inizi: è ciò che deve essere il primo giorno dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cammina seguendo il flusso della corrente e lasciati cullare dal ritmo del fiume: un’attività che può avere un potere quasi terapeutico. Respira a pieni polmoni <strong>l&#8217;aria frizzante della Brianza lecchese</strong> e, semplicemente, rilassati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricoardati di portare con te una macchina fotografica: la luce invernale dell&#8217;Adda a Capodanno è un paradiso per gli amanti degli <strong>scatti d&#8217;atmosfera</strong>. I riflessi degli alberi spogli sulla superficie dell&#8217;acqua, i cigni pacifici e le folaghe che nuotano solitarie regalano scorci straordinari che in estate vengono nascosti dalla fitta vegetazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Adda Nord</a> è un&#8217;area protetta ricchissima di <strong>biodiversità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per godere appieno della magia del luogo, puoi arrivare a Imbersago nella tarda mattinata (anche perché è probabile che tu non abbia voglia di svegliarti presto, dopo i festeggiamenti della notte precedente). Al termine di una <strong>passeggiata rigenerante lungo l&#8217;alzaia</strong>, goditi un pranzo al sacco scaldato da un buon thermos di tè caldo. Quindi, ancora un giretto e poi tienti pronto ad ammirare il sole che scende presto dietro i rilievi della Brianza, tingendo il fiume di sfumature calde, dall&#8217;arancione al viola. Un modo unico, economico e indimenticabile per augurarti un felice anno nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>percorso ciclopedonale</strong> che costeggia il fiume è pianeggiante e offre diversi spunti di interesse storico e naturalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il più famoso di tutti è senza dubbio il <strong>Traghetto di Leonardo da Vinci</strong>, che è il simbolo indiscusso di <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/">Imbersago</a>. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda.jpg" alt="Il Traghetto di Leonardo a Imbersago sull'Adda" class="wp-image-34585" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2026/07/traghetto-leonardo-imbersago-adda-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Traghetto di Leonardo da Vinci sull&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa imbarcazione unisce la sponda lecchese a quella bergamasca dell’Adda sfruttando un ingegnoso sistema di funi e il solo gioco delle correnti, <strong>senza l&#8217;ausilio di motori</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservare il traghetto ormeggiato, immerso <strong>nella natura fluviale</strong>, ti farà fare un salto indietro nel tempo di cinque secoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Imbersago e il Traghetto di Leonardo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi saperne di più sul <strong>Traghetto di Leonardo</strong> (e soprattutto se vuoi scoprire se fu davvero lui a progettarlo) puoi cliccare qui sotto e leggere il post che gli ho dedicato.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="SX0NueBrbY"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/il-traghetto-di-leonardo-a-imbersago/">Il Traghetto di Leonardo a Imbersago</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Il Traghetto di Leonardo a Imbersago” — Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/imbersago/il-traghetto-di-leonardo-a-imbersago/embed/#?secret=BcOv1szv7T#?secret=SX0NueBrbY" data-secret="SX0NueBrbY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Passeggiata lungo l&#8217;Adda da Airuno a Brivio</title>
		<link>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/airuno/passeggiata-lungo-ladda-da-airuno-a-brivio/</link>
					<comments>https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/airuno/passeggiata-lungo-ladda-da-airuno-a-brivio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone - Viaggiare in Brianza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Airuno]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza lecchese]]></category>
		<category><![CDATA[Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa fare ad Airuno]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Che cosa vedere ad Airuno]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare a Brivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dove passeggiare ad Airuno]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Adda]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Adda Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La passeggiata lungo l’Adda da Airuno a Brivio è solo uno dei tanti magnifici percorsi che costeggiano questo fiume in Brianza. Si tratta di un itinerario alla portata di tutti, inclusi bambini e persone anziane, che regala scorci paesaggistici davvero unici. Per saperne di più e scoprire come arrivare, leggi il resto di questo post! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/airuno/passeggiata-lungo-ladda-da-airuno-a-brivio/">Passeggiata lungo l&#8217;Adda da Airuno a Brivio</a> proviene da <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it">Viaggiare in Brianza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La passeggiata lungo l’Adda da Airuno a Brivio è solo uno dei tanti magnifici percorsi che costeggiano questo fiume in Brianza. Si tratta di un itinerario alla portata di tutti, inclusi bambini e persone anziane, che regala scorci paesaggistici davvero unici. Per saperne di più e scoprire come arrivare, leggi il resto di questo post!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Passeggiata lungo l&#8217;Adda: la ciclopedonale tra Airuno e Brivio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> fiume Adda in Brianza</strong> è interamente affiancato da una lunga pista ciclopedonale che permette di costeggiarlo a partire dal <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/lago-di-garlate" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lago di Garlate</a> fino a Porto d&#8217;Adda. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="446" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/lungofiume-brivio.jpg" alt="Il lungofiume a Brivio" class="wp-image-25127" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/lungofiume-brivio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/lungofiume-brivio-300x167.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/lungofiume-brivio-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;Adda a Brivio</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo post, ti parlo nello specifico del tratto compreso <strong>tra Airuno e Brivio</strong>, che ti offre la possibilità di ammirare i panorami stupendi del <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/parco-adda-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parco Adda Nord</a> in un contesto naturale indimenticabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="467" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-adda-airuno.jpg" alt="Passeggiata sull'Adda ad Airuno" class="wp-image-25132" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-adda-airuno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-adda-airuno-300x175.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-adda-airuno-768x448.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno dei tanti scorci suggestivi di questa passeggiata</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti consiglio di lasciare la macchina nel<strong> parcheggio del cimitero di Airuno</strong>, in <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B045'16.8%22N+9%C2%B025'48.3%22E/@45.754672,9.4275051,578m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.754672!4d9.43008" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via del Donatore</a>: in pochi minuti raggiungerai il lungofiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal parcheggio del cimitero, svolta a destra: prosegui sulla strada asfaltata per poche decine di metri, fino a quando non incroci sulla sinistra una strada sterrata, con un cartello che segnala la <strong>pista ciclopedonale dell&#8217;Adda</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/airuno-passeggiata-lungo-adda.jpg" alt="Airuno, passeggiata lungo l'Adda" class="wp-image-25131" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/airuno-passeggiata-lungo-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/airuno-passeggiata-lungo-adda-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/airuno-passeggiata-lungo-adda-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il cartello lungo il sentiero che segnala la pista ciclopedonale lungo l&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Imboccato lo sterrato, ti basteranno pochi passi per ritrovarti immerso nel verde. In primavera, non puoi fare a meno di percepire il profumo &#8211; penetrante ma piacevolissimo &#8211; dell&#8217;<strong>aglio orsino</strong>, che cresce e prolifera ai lati del sentiero in grandi quantità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/aglio-orsino.jpg" alt="Aglio orsino" class="wp-image-25128" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/aglio-orsino.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/aglio-orsino-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/aglio-orsino-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Piante e fiori di aglio orsino lungo il sentiero di Airuno che conduce all&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo il tuo percorso, giungi a una grande <strong>scritta in legno </strong>che riporta il nome Airuno: qui devi girare a destra, in direzione Brivio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-airuno.jpg" alt="Passeggiata lungo l'Adda ad Airuno" class="wp-image-25106" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-airuno.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-airuno-300x169.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-airuno-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ingresso di Airuno sulla ciclopedonale dell&#8217;Adda</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alla tua sinistra, lo spettacolo offerto dall&#8217;<a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/fiume-adda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Adda</a>. Dopo pochi metri c&#8217;è una piccola spiaggetta dove vale la pena di concedersi una sosta: un cartello segnala il <strong>divieto di balneazione</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="545" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/spiaggia-airuno-adda.jpg" alt="La spiaggia di Airuno sull'Adda" class="wp-image-25126" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/spiaggia-airuno-adda.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/spiaggia-airuno-adda-300x204.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/spiaggia-airuno-adda-768x523.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La spiaggia sull&#8217;Adda ad Airuno</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ripresa la tua camminata, ti ritroverai su un <strong>percorso semplice e facilmente fruibile da tutti</strong>, largo abbastanza da consentire il passaggio di pedoni e ciclisti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Uscito dal bosco, sulla tua destra il paesaggio si apre in una distesa prativa stupenda. Sullo sfondo, il <strong>Monte di Brianza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed eccoti finalmente arrivato al<strong> porto di Brivio</strong>. Qui puoi concederti un gelato o una bibita rinfrescante in uno dei tanti locali che si affacciano sulla piazza, rilassarti nei giardini pubblici o percorrere pochi metri in più per arrivare fino al Castello di Brivio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="490" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-castello-brivio.jpg" alt="Passeggiata lungo l'Adda: il Castello di Brivio" class="wp-image-25124" srcset="https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-castello-brivio.jpg 800w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-castello-brivio-300x184.jpg 300w, https://www.viaggiareinbrianza.it/wp-content/uploads/2023/04/passeggiata-lungo-adda-castello-brivio-768x470.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Castello di Brivio</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il percorso inverso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui tu decida di affrontare questa passeggiata lungo l&#8217;Adda scegliendo come <strong>punto di partenza Brivio</strong>, ti conviene lasciare l&#8217;auto nei parcheggi di <a href="https://www.google.com/maps/place/45%C2%B044'37.8%22N+9%C2%B026'55.3%22E/@45.743836,9.4480503,144m/data=!3m2!1e3!4b1!4m4!3m3!8m2!3d45.743836!4d9.448694" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via Manzoni</a>, di fronte al bar del centro sportivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Passeggiata lungo l&#8217;Adda: che cosa vedere ad Airuno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una passeggiata lungo l&#8217;Adda è l&#8217;occasione giusta per conoscere il paese di Airuno, meta ideale anche per gli amanti delle escursioni in montagna. Ti piacerebbe sapere dove andare? Leggi il post qui sotto, che ti segnala <strong>che cosa vedere ad Airuno</strong> e dove puoi fermarti a mangiare nei dintorni.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="EawX8RB0K0"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/airuno/che-cosa-fare-ad-airuno-guida-per-turisti/">Che cosa fare ad Airuno: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare ad Airuno: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/airuno/che-cosa-fare-ad-airuno-guida-per-turisti/embed/#?secret=6xeHuSyjUL#?secret=EawX8RB0K0" data-secret="EawX8RB0K0" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Passeggiata lungo l&#8217;Adda: che cosa vedere a Brivio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece preferisci sapere <strong>che cosa vedere a Brivio</strong>, clicca qui sotto: troverai tutte le indicazioni utili per ammirare le chiese, i <a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/tag/murales-in-brianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">murales </a>e i siti di interesse storico, culturale e artistico del paese. Potresti approfittarne per organizzare una gita da queste parti!</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-viaggiare-in-brianza wp-block-embed-viaggiare-in-brianza"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Bv0Ol1qIvL"><a href="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/brivio/che-cosa-fare-a-brivio-guida-per-turisti/">Che cosa fare a Brivio: guida per turisti</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Che cosa fare a Brivio: guida per turisti&#8221; &#8212; Viaggiare in Brianza" src="https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-lecchese/brivio/che-cosa-fare-a-brivio-guida-per-turisti/embed/#?secret=9v6Daz9Rjw#?secret=Bv0Ol1qIvL" data-secret="Bv0Ol1qIvL" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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