Paolo Nespoli, astronauta italiano che ha trascorso più di 300 giorni di volo nello spazio, è stato onorato dal suo paese di origine, Verano Brianza, con una serie di incantevoli murales che si possono ammirare nel centro storico, realizzati dall’associazione Arteinsieme Angelo Bartesaghi di Giussano. Leggi il resto di questo post per saperne di più!
Tutto quello che ti serve sapere
I murales di Verano Brianza dedicati a Paolo Nespoli
Fantasia, arte e sogno impreziosiscono il centro storico di Verano Brianza grazie ai murales che decorano le pareti della vecchia corte compresa tra le scuole e via Umberto I.

I disegni, che propongono un viaggio tra stelle e pianeti, sono il frutto di un progetto nato nel 2023 e concretizzatosi due anni più tardi grazie al gruppo Arteinsieme Angelo Bartesaghi.
A ispirare il tema dello spazio cosmico è stata la figura dell’astronauta italiano Paolo Nespoli, che è originario proprio di Verano.

Nespoli è uno dei dodici astronauti italiani che hanno viaggiato nello spazio; insieme con Roberto Vittori, è l’unico ad aver effettuato nella propria carriera ben tre voli spaziali orbitali, il che rappresenta un record per il nostro Paese.
La vita di Paolo Nespoli, astronauta da record
Nato a Milano il 6 aprile del 1957, Nespoli è cresciuto a Verano Brianza, frequentando le scuole e l’oratorio del paese.
Dopo essersi diplomato al liceo scientifico di Desio (sezione distaccata del liceo “Paolo Frisi” di Monza, che successivamente ha preso il nome di liceo “Ettore Majorana”), si è iscritto alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, ma l’ha frequentata solo per pochi mesi.
Nel 1977, infatti, chiamato al servizio militare di leva, è entrato nella Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa.
Terminata la leva obbligatoria, ha ottenuto il grado di sergente e, in qualità di sottufficiale istruttore di paracadutismo, ha iniziato la carriera nell’Esercito Italiano.
Negli anni successivi ha proseguito la carriera militare, e nel 1982 è stato inviato a Beirut, in Libano, come sergente maggiore: si è occupato, fra l’altro, della messa in sicurezza degli ordigni esplosivi delle mine disseminate sul territorio.
In Libano ha avuto modo di conoscere la giornalista Oriana Fallaci, corrispondente di guerra per L’Europeo (con la quale ha intrapreso una relazione sentimentale che si è conclusa nel 1991).
È stata lei a stimolare Paolo a provare a inseguire il sogno che aveva sin da bambino: diventare un astronauta. Un’impresa in apparenza impossibile per un uomo di quasi trent’anni che, in quel momento, non era laureato e neppure conosceva l’inglese. Eppure…
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Dopo essere tornato in Italia, Nespoli ha chiesto due anni di aspettativa dall’Esercito e si è iscritto alla Polytechnic University di New York alla facoltà di Ingegneria Spaziale.
Nel 1987 si è congedato in maniera definitiva dall’Esercito così da poter proseguire e completare gli studi da ingegnere.
Raggiunto l’obiettivo, è tornato in Italia, si è laureato in Ingegneria Meccanica a Firenze e – nel 1991 – è stato assunto dall’Agenzia Spaziale Europea.
Negli anni successivi ha lavorato presso il Centro Astronauti di Colonia (in Germania), il Centro Europeo per la Ricerca e la Tecnologia Spaziale di Noordwijk (nei Paesi Bassi) e l’Agenzia Federale Spaziale di Mosca (in Russia), per poi trasferirsi a Houston, in Texas, dove è stato impegnato al Johnson Space Center della Nasa.
Nel 1998 è stato selezionato come astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e ha iniziato l’iter di apprendimento come specialista di missione per lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale: un percorso durato due anni tra lezioni teoriche, simulazioni, corsi pratici, visite ai centri Nasa e, soprattutto, impegnativi addestramenti pratici di sopravvivenza in ambienti ad alto stress.
Nel 2006 Nespoli è stato assegnato alla missione STS-120, che nell’ambito della costruzione della Stazione Spaziale Internazionale richiedeva l’aggancio di un nuovo modulo e il riposizionamento di un gruppo di pannelli solari: dopo una dura attività di addestramento fra Houston e Cape Kennedy, la missione è stata portata a termine tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2007.

Nel 2010, Paolo – oltre a essere protagonista su Topolino di una storia a fumetti intitolata “Topolino, Paolo Nexp e l’orbita del domani” – ha fatto ritorno sulla Stazione Spaziale Internazionale, rimanendovi a bordo ben 157 giorni.
L’astronauta di Verano è andato nello spazio per la terza volta nel 2017, trascorrendo sulla Stazione Spaziale Internazionale 139 giorni.
Nell’ottobre del 2018, dopo vent’anni di lavoro come astronauta e più di sei anni come addetto all’addestramento di astronauti, Paolo Nespoli ha lasciato l’Agenzia Spaziale Europea, potendo vantare un totale di 313 giorni, 2 ore e 36 minuti di volo nello spazio.

L’associazione Arteinsieme Angelo Bartesaghi di Giussano
Come ti ho accennato, i murales del centro storico di Verano Brianza sono stati realizzati dai volontari dell’associazione Arteinsieme Angelo Bartesaghi, realtà culturale fondata a Giussano nel 1996 come Gruppo Artistico da Angelo Bartesaghi.

Il gruppo, che nel 2026 ha festeggiato i 30 anni di attività, è noto in tutta la Brianza per il suo impegno nella promozione delle arti visive e della loro pratica, proponendo corsi di creatività, disegno e pittura per bambini e adulti.

Da tempo dedita allo sviluppo di progetti artistici, l’associazione Arteinsieme Angelo Bartesaghi ha creato a Paina di Giussano diverse opere di street art che raccontano il passato e le tradizioni del paese, con l’obiettivo – pienamente raggiunto – di preservare, conoscere, valorizzare e tramandare l’identità culturale locale.
Grazie al gruppo, la città di Giussano e tutta la Brianza possono contare su uno spazio di aggregazione e di espressione artistica ricco e vivace.
L’associazione, attualmente guidata dal presidente Raffaele Francomano, porta il nome di Angelo Bartesaghi (1951-2013).
Originario di Fabbrica Durini (frazione di Alzate Brianza), Bartesaghi frequentò la Libera Accademia del maestro Vittorio Viviani ed ebbe come mentore Carlo Barzaghi, presso il suo Cenacolo d’Arte.
Nel 1996, con il supporto di Enrico Galbiati, Raffaele Francomano, Giuseppe Sottile e Cesare Canali, diede vita ad Arteinsieme.
Dieci anni più tardi, Angelo collaborò con il pittore Vanni Saltarelli nella realizzazione del dipinto Il Risorto, collocato nell’abside della Chiesa di Santa Margherita di Paina.
Sul suo sito web personale (“Angelo Bartesaghi – giocare con la luce ed i colori”), oggi non più attivo, Bartesaghi scriveva di “privilegiare gli ameni paesaggi, le dolci nature morte, i luoghi lontani dal frastuono quotidiano”, per “una pittura serena, vagamente impressionista” caratterizzata da “tracce di chiarismo di base […] integrate in una successività di elementi materici resi evidenti da una intelligente stesura di impasti grumosi”.
La sede dell’associazione Arteinsieme Angelo Bartesaghi si trova in via IV Novembre 20 a Paina di Giussano, presso il Centro Generazioni.
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