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Il laghetto del Bosco delle Querce di Seveso

Il Bosco delle Querce di Seveso e il disastro dell’Icmesa

Il Bosco delle Querce di Seveso è uno dei tanti parchi in Brianza che puoi percorrere a piedi o in bici quando vuoi concederti una giornata in mezzo al verde. Nelle prossime righe ti farò conoscere la storia tragica che si nasconde dietro la sua nascita; in più, ti spiegherò perché visitarlo e come raggiungerlo.

Che cos’è il Bosco delle Querce di Seveso

Il Bosco delle Querce è un parco che si sviluppa tra le città di Seveso e Meda (anche se per il momento è accessibile solo da Seveso) per una superficie complessiva di 43 ettari. A ovest è bagnato dal torrente Certesa, un affluente del fiume Seveso.

Seveso, il Bosco delle Querce
Uno dei sentieri del Bosco delle Querce

Il parco, con un patrimonio arboreo costituito da decine di migliaia di piante, include un’area giochi per bambini e uno chalet, accanto al quale è presente un laghetto che, in realtà, non è che una vasca di accumulo per l’acqua di irrigazione.

Il laghetto del Bosco delle Querce di Seveso
Il laghetto del Bosco delle Querce

La storia del Bosco delle Querce è strettamente collegata a quella del cosiddetto disastro di Seveso. Il 10 luglio del 1976 dalla fabbrica Icmesa di Meda (uno stabilimento chimico destinato alla produzione di sostanze farmaceutiche) si sprigionò una nube tossica contenente diossina.

L’incidente causò centinaia di intossicati e rese necessario lo sfollamento di quasi 700 persone. Morirono più di 3mila animali, e per altri 76mila si ricorso all’abbattimento.

Il Corriere della Sera del 17 luglio del 1976
La pagina del Corriere della Sera del 17 luglio del 1976 con il primo articolo dedicato all’episodio

Dopo un dibattito durato diversi anni, l’area su cui adesso sorge il bosco venne bonificata: non solo tutti gli edifici esistenti furono distrutti, ma fu anche asportato il terreno superficiale.

Il Bosco delle Querce è nato a metà degli anni Ottanta nella cosiddetta Zona A, vale a dire la parte di territorio più inquinata dalla nube tossica.

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Oggi il parco è un luogo della memoria, come confermano i tanti pannelli didattici distribuiti lungo il percorso che ne raccontano la storia.

I pannelli didattici del Bosco delle Querce di Seveso
Uno dei pannelli didattici del Bosco delle Querce

Se lo visiti, è un’occasione per conoscere un episodio importante della storia non solo della Brianza, ma dell’Italia e di tutta l’Europa: ti basti pensare che la direttiva europea del 1982 sulla prevenzione dei grandi rischi industriali si chiama proprio direttiva Seveso (in seguito sono state emanate anche la direttiva Seveso II e la direttiva Seveso III).

Tutto quello che si trovava nella Zona A, incluso il terreno rimosso, si trova ancora adesso in due grandi vasche di contenimento che sono collocate al di sotto del parco.

La vasca di Meda è di 80mila metri cubi e quella di Seveso è di 200mila metri cubi: contengono anche i macchinari che furono adoperati per gli scavi e per le demolizioni. Ancora adesso sono costantemente sottoposte a monitoraggio.

La vasca di Seveso si trova al di sotto di una collina che si può percorrere. L’ambiente esterno è separato dal materiale inquinato da quattro barriere; le vasche, ovviamente, sono munite di strumenti di controllo che servono a segnalare potenziali perdite.

Il Bosco delle Querce: la collina della vasca di Seveso
La collina sopra la vasca di Seveso

La vasca contiene, tra l’altro, oggetti personali e resti di abitazione: i ricordi di chi fu obbligato ad andarsene.

Il disastro di Seveso e l’Icmesa di Meda

Ma come si verificò l’incidente dell’Icmesa?

Poco dopo mezzogiorno del 10 luglio del 1976, un sabato, un aumento imprevisto della temperatura in un reattore dell’azienda causò la rottura di una valvola di sicurezza per effetto dell’eccesso di pressione.

Nell’aria si diffuse una nube tossica con 4 quintali di prodotti di reazione e reattivi, tra cui 14 chili di diossina.

Il Corriere della Sera del 18 luglio del 1976
La prima pagina del Corriere della Sera del 18 luglio del 1976

Le prime ordinanze comunali e tutela della salute della popolazione furono emanate cinque giorni dopo, mentre i bambini del posto iniziavano già a mostrare lesioni sulla pelle.

Anche se la fuoriuscita della nube tossica risale al 10 luglio del 1976, fu solo a partire dal 26 luglio che gli abitanti della zona furono fatti evacuare: oltre 700 persone costrette ad abbandonare le proprie case.

Non solo: molte altre persone furono invitate a non coltivare frutta e ortaggi sul territorio e a intensificare l’igiene personale. Fu sconsigliato il concepimento di bambini, e le donne in gravidanza vennero fatte allontanare.

L’esercito stese reticolati doppi di filo spinato attorno alla zona più pericolosa, e a sbarrare le strade di accesso furono collocati cavalli di Frisia.

Regione Lombardia arrivò perfino a decidere di realizzare un forno inceneritore allo scopo di eliminare il materiale inquinato. Per fortuna, tale provvedimento non fu adottato, anche per effetto della pressione della popolazione locale.

Al disastro di Seveso è dedicata anche una miniserie di Gianni Serra, intitolata Una lepre con la faccia di bambina, con protagoniste Franca Rame e Amanda Sandrelli. La fiction, ispirata al libro omonimo di Laura Conti, fu trasmessa per la prima volta su Raidue nel 1989 (puoi guardarla su Youtube cliccando qui). In seguito alla messa in onda, Roberto Formigoni presentò un’interrogazione parlamentare contro un’opera che, a suo dire, aveva diffamato la comunità di Seveso.

Bosco delle Querce: orari di apertura

I sentieri del Bosco delle Querce di Seveso
Uno dei sentieri del Bosco delle Querce

Gli orari di apertura del Bosco delle Querce variano a seconda della stagione. In particolare, il parco è aperto:

  • dalle 7 alle 17 dal 1° ottobre al 28 febbraio;
  • dalle 7 alle 19 dal 1° marzo al 30 aprile;
  • dalle 7 alle 21 dal 1° maggio al 30 settembre.

Come arrivare al Bosco delle Querce di Seveso

Puoi entrare nel Bosco delle Querce a Seveso da due ingressi: quello di via Ada Negri e quello di via Redipuglia, all’incrocio con via Ortles.

Bosco delle Querce, l'ingresso di via Ada Negri
L’ingresso del Bosco delle Querce di via Ada Negri

In teoria ci sarebbe anche un altro ingresso, in via Senofonte, ma al momento è chiuso e non consente l’accesso.

Se hai in mente di arrivare al Bosco delle Querce in auto, puoi trovare facilmente parcheggio sia davanti all’ingresso di via Ada Negri che davanti all’ingresso di via Redipuglia.

Per arrivare al Bosco delle Querce in treno, puoi fare riferimento alla stazione di Seveso. Uscendo dalla parte del binario 3, imbocca via Fantoni e poi gira a sinistra in via Adua; quindi prendi la seconda strada a destra (via Leopardi) e ancora la seconda a sinistra (via Carducci). La seconda traversa sulla destra è via Ada Negri, dove c’è l’ingresso al parco.

Infine, puoi anche arrivare al Bosco delle Querce in autobus, grazie alle linee Z115 e Z116, scendendo alla fermata di corso Isonzo 100 (Barazzetta). Lasciandoti i civici pari sulla sinistra, incamminati fino alla prima rotonda, dove devi girare a destra in via Ortles: andando sempre dritto, ti ritroverai proprio di fronte all’ingresso di via Redipuglia.

Bosco delle Querce, l'ingresso di via Redipuglia
L’ingresso di via Redipuglia del Bosco delle Querce

E a questo punto, dato che ti trovi a Seveso, che ne dici di visitare la città? Nel post qui sotto ti spiego come arrivare e che cosa vedere a Seveso, ma anche dove mangiare.






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