Hai mai visto a Baruccana la Chiesa di San Clemente? Questo edificio sacro, costruito all’inizio degli anni Duemila, si fa notare per la sua struttura davvero particolare; non a caso, è stato progettato da uno degli architetti italiani più famosi del XX secolo. Per saperne di più, ti basta leggere il resto di questo post.
Tutto quello che ti serve sapere
Baruccana, Chiesa di San Clemente: un piccolo borgo di pietra grigia
A Baruccana la Chiesa di San Clemente cattura l’occhio per la sua conformazione particolare, molto diversa da quella di una chiesa classica.
La chiesa, rifinita ai bordi con un metallo bronzato che serve a catturare la luce, è caratterizzata da una facciata senza decorazioni: le sue linee spigolose le conferiscono la forma di una T rovesciata.
Sull’angolo, una massa semi-cilindrica funge da elemento di rottura a livello visivo: è in questo punto che, internamente, è stato collocato il fonte battesimale, ottenuto da un blocco monolitico di marmo di Carrara bianco.
La lama verticale in alto è chiusa da una fascia vetrata, che garantisce all’interno un’illuminazione diffusa e che, in corrispondenza del transetto, diventa torre campanaria.
Infatti, è proprio sotto il campanile che, dentro la chiesa, trovano posto la cappella feriale e l’abside.

La Chiesa di San Clemente di Baruccana fa parte di un complesso che comprende anche l’abitazione del parroco e l’edificio per la catechesi.
Quest’ultimo include diversi spazi per i servizi sociali: una sala giochi, un bar, dei laboratori, gli spogliatoi per i ragazzi che fanno sport e un piccolo teatro con torre scenica.
Il progetto originario, opera di Vittorio Gregotti, risale al 1991; tuttavia i lavori di costruzione sono iniziati solo dieci anni più tardi, nel 2001, a causa di difficoltà economiche (anche perché una quota consistente delle spese è stata a carico della comunità locale).
La chiesa è stata consacrata il 15 novembre del 2003, mentre l’oratorio, dedicato a monsignor Ernesto Camagni, è stato inaugurato nel 2008.
L’idea di Gregotti era quella di ricreare una sorta di piccolo borgo: tutti i servizi parrocchiali, infatti, si raccolgono intorno a una piazza di forma rettangolare, che funge da sagrato.
Gli edifici sono collegati da percorsi aperti, concepiti come calli pedonali e creati secondo una particolare attenzione riservata alle pavimentazioni e al loro disegno. Le architetture del borgo hanno tutte la stessa altezza, quella della sala assembleare della chiesa.
Per consolidare la forza di un’immagine unitaria – quella di una corte su cui si affacciano i diversi volumi – per i rivestimenti è stato utilizzato un unico materiale: lastre di serizzo ghiandone, una pietra di colore grigio chiaro.
Chi era Vittorio Gregotti
Vittorio Gregotti è stato uno dei più importanti architetti italiani del Novecento.
Nato a Novara nel 1927, ha insegnato architettura a Venezia, a Milano e a Palermo, dirigendo per quasi 15 anni la rivista Casabella.
Ha progettato edifici in tutta Italia (Milano, Venezia, Modena, Palermo, Lecco, Bergamo, Genova) e nel resto del mondo (Lisbona, Nîmes, Parigi, Strasburgo, Lipsia, Londra, Berlino, Vienna, Praga, Abidjan).
Nel 2020, pochi mesi dopo la sua morte, il suo nome è stato iscritto nel Famedio di Milano, il tempio del Cimitero monumentale che ricorda le personalità illustri legate alla città.
In Brianza, oltre a occuparsi a Baruccana della Chiesa di San Clemente, Gregotti ha progettato il Palababele di Cantù, palazzetto dello sport divenuto celebre come “monumento all’incuria e allo spreco” (per usare le parole di un articolo del quotidiano Il Giorno). Il palazzetto, una grande piramide a gradoni rossa, avrebbe dovuto ospitare le partite della Pallacanestro Cantù, ma i lavori per realizzarlo – iniziati nel 1991 – non sono mai stati completati: a fronte di costi ritenuti eccessivi, l’amministrazione locale ha preferito distruggere la struttura, che quindi non è mai stata utilizzata. L’abbattimento si è concretizzato nel 2010, a quasi 20 anni di distanza dall’inizio dei lavori.
In Italia Gregotti ha curato – fra l’altro – la ricostruzione dello stadio Luigi Ferraris di Genova, dove giocano le squadre di calcio del Genoa e della Sampdoria, demolito e rifatto in vista dei Mondiali di Italia ’90. All’epoca, Repubblica ha definito quello di Marassi “lo stadio delle polemiche”, “perché da alcuni angoli non si vedeva tutto il campo”.
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Infine, negli anni ’90 Gregotti si è occupato – insieme con Mario Botta ed Elisabetta Fabbri – del Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Baruccana, Chiesa di San Clemente: come arrivare
Per raggiungere la Chiesa di San Clemente a Baruccana (che è una frazione di Seveso) puoi accedere da via Bartolomeo Colleoni 4 o da viale Sant’Antonio da Padova (in corrispondenza dell’incrocio con via Walter Tobagi).

Hai in mente di arrivare a Seveso in auto? Puoi lasciare la macchina nei parcheggi di via Bartolomeo Colleoni.
Preferisci arrivare a Seveso in treno? Allora puoi fare riferimento alla stazione di Baruccana. Uscito dalla stazione, vai a sinistra costeggiando il sottopasso; giunto alla rotonda, attraversa la strada per imboccare via Salvo d’Acquisto. Prosegui fino al semaforo, poi gira a destra in via Trento e Trieste. Superato il Santuario della Beata Vergine Immacolata, gira a sinistra in via Don Angelo Gaviraghi. Vai sempre dritto, proseguendo in via Tobagi, fino a che non vedrai la chiesa di fronte a te.
Infine, nel caso in cui tu decida di arrivare a Seveso in autobus potrai utilizzare la linea Z115 o la linea z116 e scendere alla fermata fraz. Baruccana – v. Trento e Trieste 18. Da qui, lasciandoti la piazzetta sulla sinistra, incamminati lungo via Trento e Trieste. Superato il Santuario della Beata Vergine Immacolata, svolta a sinistra in via Don Angelo Gaviraghi; vai sempre dritto, continuando in via Tobagi, fino a che non troverai la chiesa davanti a te.
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