A Meda la Chiesa di Santa Maria Nascente è una delle location che sono apparse nel film Il posto di Ermanno Olmi. Ma questo è solo uno dei tanti motivi per cui vale la pena di visitare la chiesa e conoscere la sua storia: leggi il resto di questo articolo se vuoi saperne di più.
Tutto quello che ti serve sapere
La storia della chiesa
La Chiesa di Santa Maria Nascente di Meda fu progettata dall’architetto Paolo Mezzanotte.

La costruzione fu avviata nel 1939: la posa della prima pietra avvenne il 23 luglio ad opera di don Francesco Corti.

I lavori – complice lo stop imposto dalla Seconda Guerra Mondiale – si conclusero solo 17 anni dopo: la consacrazione risale al 1956.

All’inizio degli anni Sessanta la chiesa venne scelta – come ti ho accennato – come location per il film Il posto di Ermanno Olmi, distribuito nei cinema nel 1961: la pellicola, vincitrice del Premio della critica alla Mostra del Cinema di Venezia, fu girata tra Milano e Meda.

Chiesa di Santa Maria Nascente di Meda: l’esterno
La Chiesa di Santa Maria Nascente è realizzata interamente in mattoni.

La lunetta sulla facciata presenta un mosaico che raffigura l’Annunciazione, eseguito presso il laboratorio di Italo Peresson a Milano e composto da tessere marmoree arricchite di oro.

Per le 20 vetrate della cupola, costituite da un totale di 860 formelle, Mezzanotte scelse colori essenziali: rosa scuro, rosa chiaro e bianco. In ogni finestra c’è anche una formella dorata: l’idea è che le formelle di color oro descrivano e rappresentino il sorgere e il calar del sole.

Sui lati esterni sono visibili due angeli in altorilievo realizzati dallo scultore friulano Geminiano Cibau. Nato a Cividale del Friuli nel 1893, Cibau – il cui vero cognome era Ciban – in Brianza ha realizzato anche il portale di bronzo della Chiesa di Sant’Ambrogio a Caslino d’Erba (con scene della vita di Sant’Ambrogio) e il monumento funebre dell’atleta olimpico Ernesto Ambrosini al Cimitero Urbano di Monza.

Chiesa di Santa Maria Nascente di Meda: l’interno
Il battistero
All’interno della Chiesa di Santa Maria Nascente, il battistero ospita un dipinto di Paolo Rivetta che raffigura il Battesimo di Gesù. L’opera fu realizzata con tecnica mista: le parti laterali a tempera, la parte centrale affrescata.

Gesù è ritratto insieme con l’angelo e Giovanni Battista, che in mano ha una croce da cui pende un panno bianco con la scritta Ecce agnus Dei. In alto, la colomba dello Spirito Santo inviata da Dio, ai cui lati due angeli mostrano pannelli con le scritte Hic est filius meus dilectus e In quo mihi bene complacui.

Rivetta, nato il 4 febbraio del 1911 e morto il 19 dicembre del 1985, era figlio d’arte: suo padre, infatti, era Giovanni Battista (detto Romeo) Rivetta, pittore melegnanese che in Brianza ha dipinto – fra l’altro – Il Trionfo della Croce, l’Invenzione della Croce e l’Esaltazione della Croce nella Basilica di San Giuseppe a Seregno.
Gli altari
L’altare della navata destra è intitolato a San Giuseppe: il santo è raffigurato in un dipinto ad aerografo realizzato dal maestro decoratore milanese Umberto Caimi.

Come raccontato da Felice Asnaghi su La Voce della Comunità, negli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale Caimi si trasferì da Milano a Meda per lavorare nell’azienda di mobili Salda, dove si dedicava alla finitura delle suppellettili destinate al mercato internazionale. Pare che Caimi, prima di concludere il proprio lavoro, abbia presentato al parroco don Marcello Gianola la bozza, rappresentata dalla figura di un uomo nudo: come consuetudine, gli indumenti sarebbero stati dipinti in seguito, ma – si dice – don Gianola vedendo quell’immagine esclamò: “Sì, è bello, ma così nudo?”.

L’altare della navata sinistra, invece, è intitolato alla Madonna. Questo altare fu donato dalla contessa Teresa Brivio Carpegna in memoria del figlio Giacomo Maria, morto in giovane età; su richiesta della stessa contessa, l’architetto Mezzanotte si preoccupò di far avere il bozzetto dell’altare al cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, per avere la sua approvazione.

Le statue degli angeli dell’altare furono scolpite da Geminiano Cibau, di cui ti ho già parlato in precedenza.
Il quadro – con una finestra colorata a mo’ di cornice dipinta da Paolo Rivetta – è un affresco della Madonna di scuola luinesca, risalente alla metà del XVI secolo, proveniente dal Santuario del Santo Crocifisso, ma in realtà realizzato per la Chiesa di San Vittore.

Come raccontato da Cristoforo Allievi in Per una storia di Seveso, l’affresco nel 1621 fu prelevato dall’altare del Santo Rosario della Chiesa di San Vittore e collocato sull’altare della Madonna del Rosario del Santuario (che all’epoca rappresentava la chiesa parrocchiale di Meda) per volere della popolazione locale. Tale trasferimento avvenne non senza difficoltà: infatti la badessa del monastero dell’epoca, madre Caterina Secca, avrebbe voluto tenere il dipinto nella clausura, in modo che potesse essere riverito dalle monache. Né la badessa né le monache parevano disposte a concedere il dipinto: fu risolutivo l’intervento di Orazio Bertavini, già prevosto di Gallarate e al tempo confessore delle monache.
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La Chiesa di Santa Maria Nascente, secondo le intenzioni del parroco don Marcello Gianola, avrebbe dovuto accogliere anche altri due altari, a metà navata: uno dedicato ai Santi Aimo e Vermondo e uno dedicato a San Giovanni Oldrati.
Il primo altare avrebbe dovuto accogliere un pannello in legno, realizzato da Cesare Busnelli, che mostra Aimo e Vermondo che si rifugiano su due lauri per sfuggire dai cinghiali, con – sullo sfondo – la chiesa da loro fondata in segno di ringraziamento per essersi salvati.

Non conosci la storia di Aimo e Vermondo? Leggi il post qui sotto, che ti racconta tutta la leggenda che vede protagonisti i due fratelli che – si dice – avrebbero fondato il Monastero di San Vittore di Meda.
Il secondo altare, invece, avrebbe dovuto ospitare una tela di Fedele Asnaghi raffigurante San Giovanni Oldrati e la Madonna con il Bambino in braccio.
Le opere di Cesare Busnelli e Luigi Busnelli
Gli altorilievi in legno della Via Crucis della Chiesa di Santa Maria Nascente risalgono al 1958 e sono opera di Cesare Busnelli.

Sempre nel 1958, Busnelli realizzò la statua del Buon Pastore (tuttotondo in bronzo collocato in cima all’altare maggiore che raffigura un giovane pastore con una borraccia a tracolla e una pecorella sulle spalle) e i due angeli in bronzo (anche questi visibili sull’altare maggiore), rappresentati con le mani giunte e in ginocchio, intenti ad adorare il Corpo di Cristo nel tabernacolo.

Sono di Busnelli, poi, i pannelli della Predicazione di Gesù e della Predicazione di Mosè: questi bassorilievi lignei furono eseguiti tra il 1960 e il 1965.


Risale al 2019, invece, la Maria Bambina scolpita da Luigi Busnelli.

Le vetrate della controfacciata
La controfacciata ospita tre vetrate istoriate che rappresentano le virtù teologali: Fede, Speranza e Carità. Disegnate con tutta probabilità da Paolo Rivetta, mostrano scene di vita agreste e riportano le scritte Fides quasi cedrus in libano quasi oliva speciosa quasi palma in cades, Spes quasi balsamum odor meus qua terebinthus ex(tendi ra)mos meos quasi plantatio rosae e Charitas quasi vitis fructifans quasi cupressus quasi platanus iuxta aquam.

Meda, Chiesa di Santa Maria Nascente: come arrivare
La Chiesa di Santa Maria Nascente di Meda si trova in piazza della Chiesa.

La chiesa è situata in una zona di Meda, chiamata Contrada Noeuva, che si è sviluppata solo negli anni Cinquanta, proprio dopo la costruzione della chiesa; in precedenza qui c’era solo una grande area erbosa denominata Pra di Tudesch.

Se hai intenzione di visitare la chiesa e pensi di arrivare a Meda in auto, puoi lasciare la macchina direttamente nei parcheggi di piazza della Chiesa.
Nel caso in cui tu preferisca arrivare a Meda in treno, puoi fare riferimento alla stazione cittadina. Uscito dalla stazione, gira a sinistra e, al semaforo, vai a destra in corso Matteotti. Quindi prendi la prima traversa sulla sinistra, via Mazzini: giunto in fondo, vedrai la chiesa di fronte a te.
Infine, potresti scegliere di arrivare a Meda in autobus: in tal caso ti conviene utilizzare la linea C180 e scendere alla fermata Stazione – Via Gagarin. Da qui, supera la biblioteca, segui la curva a destra e prosegui: raggiunto il semaforo, oltrepassa il passaggio a livello per imboccare corso Matteotti. La prima strada che trovi sulla sinistra è via Mazzini: percorrila e giungerai in piazza della Chiesa.

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Ci tengo a segnalarti, in conclusione, che per la scrittura di questo articolo ho fatto riferimento anche a informazioni presenti sul sito Medinforma, ricco di notizie e aneddoti su Meda, grazie alle ricerche dello storico locale Felice Asnaghi.
