Il Gamba de legn era il tram che a partire dalla fine del XIX secolo ha collegato la Brianza con Milano. A Paina c’è un murale che lo ricorda: ecco l’occasione per capire le origini di un soprannome davvero curioso e per conoscere la storia della linea tramviaria Milano-Desio-Seregno-Giussano. Leggi questo post per scoprire tutto!
Tutto quello che ti serve sapere
Il murale di Paina
A Paina, un murale realizzato dal collettivo Arteinsieme Angelo Bartesaghi ricorda il tram che fino al 1958 ha collegato Giussano con Seregno e con Milano.

Il murale si trova in via IV Novembre: il tram passava proprio lungo questa strada e aveva come capolinea la Stazione, cioè l’edificio di via Fermi che oggi è la casa delle associazioni di Giussano.
La linea tramviaria Milano-Desio-Seregno-Giussano
La linea tramviaria denominata Milano-Desio-Seregno-Giussano, e in seguito integrata con il tronco Seregno-Carate, fu attivata il 9 settembre del 1881.
Tre anni prima, in vista della realizzazione di questo progetto si erano costituite due società: la Soc. Anonima Nazionale per la Tramvia Milano-Desio-Seregno e la The Tramways & General Works Company, che aveva sede addirittura a Londra.
Il progetto della prima prevedeva di posare i binari lungo la strada Valassina da Giussano fino a Milano nella zona di Porta Tenaglia, corrispondente all’attuale piazza Biancamano; il progetto della seconda, invece, ipotizzava che da Giussano il tracciato percorresse la Valassina fino alla strada delle Cascine Abbadesse a Milano (più o meno nei pressi dell’attuale viale Zara) proseguendo poi per il casello del dazio di Porta Garibaldi.
Era stata proprio la società londinese a ottenere, il 28 novembre del 1878, la concessione per la costruzione e l’esercizio della linea, sulla base dei progetti eseguiti dall’ingegner Berani.
I lavori erano cominciati con un certo ritardo (al punto che era stata addirittura avanzata l’ipotesi di revocare la concessione alla società britannica e assegnare l’incarico a un’altra compagnia); si erano comunque conclusi nel giro di un paio di anni.
Sul finire dell’estate del 1881, pertanto, fu aperto al pubblico l’esercizio del tronco Milano-Desio-Seregno-Giussano, per una lunghezza totale di poco più di 23 chilometri.
La dotazione della linea, al 31 dicembre del 1884, comprendeva 24 carri merci, 22 vetture e 8 locomotive a vapore, con caldaie orizzontali di tipo cilindrico e alimentazione a carbone.
L’azienda produttrice delle locomotive era tedesca, e si chiamava Henschel & Sohn.
Si scelse di affidarsi a questo produttore per motivazioni prettamente ambientali (fa strano pensarci, visto che si parla di un secolo e mezzo fa!), dato che le locomotive di Henschel & Sohn erano meno inquinanti di quelle di altre aziende, e generavano un fumo meno denso.
L’8 agosto del 1886 la linea si estese con l’attivazione della diramazione Seregno-Carate Brianza.
Trascorsero pochi anni e, nell’ottobre del 1889, la Provincia affidò la gestione della linea alla The Lombardy Road Railways Co. Ltd.
Questa società, poco dopo, aprì la tranvia Cusano-Monza e la Monza-Carate, che ne era la prosecuzione: entrambe diramazioni della Milano-Desio-Seregno-Giussano-Carate.
Durante la Prima Guerra Mondiale, fu attivato un servizio tranviario speciale tra la stazione ferroviaria di Seregno e la scuola elementare di Carate, che in quel periodo fungeva da ospedale, grazie alla creazione di un raccordo speciale: in questo modo potevano essere trasferiti nel nosocomio allestito provvisoriamente i feriti giunti dal fronte.
La The Lombardy Road Railways Co. Ltd. si occupò della linea fino al 1924, quando cedette la concessione alla S.T.E.L., Società Trazione Elettrica Lombarda, il cui impegno era quello di elettrificare la trazione.
Ciò avvenne inizialmente solo per il tratto tra Milano e Desio.
A Seregno, invece, le Ferrovie dello Stato non consentirono di mantenere l’attraversamento a raso per l’elettrificazione, e fu dunque necessario aspettare la realizzazione dei sottopassi ferroviari delle linee Milano-Chiasso e Carnate-Seregno prima di poter procedere.
Sui rami di Giussano e di Carate si utilizzarono automotrici termiche a benzina fino al 1936, anno in cui finalmente anche qui fu avviato il nuovo sistema di trazione elettrificato.
Proprio a Giussano l’inaugurazione della nuova linea elettrica tranviaria da parte del podestà Francesco Melli suscitò notevoli “attestazioni di plauso da parte della popolazione, tanto che il consigliere delegato della S.T.E.L. ringraziò dell’accoglienza ricevuta superiore alle aspettative” (lo si racconta nel libro Birone in cammino. Luoghi e persone di ieri e di oggi).
In quell’occasione, fu rivendicata la gratuità della tratta fra Giussano e Seregno, e si chiese una riduzione del costo delle altre tratte.
All’epoca, il biglietto per andare da Giussano a Nova costava 1.90 lire; da Giussano a Cusano 2.90 lire; da Giussano a Bresso 3.40 lire; da Giussano a Niguarda 4.20 lire; da Giussano a Milano 4.70 lire.
Nel 1939 l’esercizio della linea fu assunto dall’Azienda Tranviaria Municipale.
Nell’agosto del 1958, però, il tronco Seregno-Giussano della linea fu soppresso.
Gamba de legn, un tram con un soprannome curioso
A Giussano, il tram era chiamato Gamba de legn. Non solo a Giussano, in realtà: lo stesso soprannome veniva usato in tutta la Brianza e, più in generale, in tutte le zone della Lombardia servite dalle locomotive a vapore che, nelle prime linee tranviarie interurbane, avevano sostituito la trazione a cavalli con quella meccanica.
Da dove derivava questo nomignolo? Forse dal bizzarro movimento ondulatorio che caratterizzava la motrice, paragonato all’andatura di un uomo con una gamba di legno.
Un’altra ipotesi è che il soprannome derivi dal procedere ciondolante di uno dei primi tranvieri, che avrebbe avuto – appunto – una gamba di legno: forse uno degli addetti che azionavano gli scambi manuali, o uno dei cantonieri che avevano il compito di precedere il tram nei centri abitati e avvertivano i passanti e gli altri veicoli del transito del tram stesso (e quindi avvisavano del pericolo imminente) sventolando una bandiera rossa e suonando un fischietto o una tromba.
A proposito: le norme del Consiglio provinciale prevedevano che i convogli potessero mantenere una velocità massima di 15 chilometri orari in campagna e di 10 chilometri orari entro i confini di Milano.
Non si potevano superare i 5 chilometri orari, invece, in caso di grande traffico, in presenza di nebbia o per ragioni straordinarie di ordine pubblico. Per darvi un’idea: 5 chilometri orari è la velocità a cui noi camminiamo!
Di certo, almeno fino all’arrivo dei tram a trazione elettrica, il Gamba de legn fu un simbolo della Brianza e del Milanese, destinato a penetrare nei ricordi di tutti.
Gamba de legn: il tram a Paina, Birone e Giussano
A Giussano, prima di raggiungere via Milano e la Stazione, il Gamba de legn percorreva le attuali via IV Novembre a Paina e via Catalani a Birone.

In via Catalani, che al tempo si chiamava via Provinciale, la fermata era davanti al Pusté, un negozio di generi alimentari gestito dalla famiglia Gerosa.
Per consentire il passaggio del tram, fu necessario allargare questa strada.
Per il progetto ci si affidò all’ingegner Filippo Sartirana, e si dovette procedere all’esproprio dei terreni di due bironesi (una delle due proprietà fino a pochi anni prima era appartenuta ai marchesi Mazenta). L’indennizzo previsto era di 1 lira per metro quadro.
Il tratto da ampliare era lungo 35 metri: inizialmente il tronco di strada avrebbe dovuto raggiungere gli 8 metri di larghezza, ma sorsero delle lamentele che portarono a modificare il progetto. Così, ci si limitò a una larghezza di 6 metri e mezzo.
Giunto alla Stazione, il tram riceveva il rifornimento necessario di acqua e carbone e veniva collocato su una piattaforma rotante che lo faceva girare in direzione opposta, in modo che potesse ripartire verso Milano.
Nel 1936, il capolinea fu spostato dalla vecchia Stazione in piazza Roma, nel centro storico: a tale scopo si resero necessari lavori di ampliamento della sede stradale, con non poche difficoltà incontrate a causa del calibro ridotto di via Borella.
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Questa, dunque, è la storia del Gamba de legn in Brianza e a Giussano, dove oggi il tram è ricordato dal murale di Paina, realizzato da Raffaele Francomano, Cesare Canali ed Enrico Galbiati.
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