All’interno del giardino comunale di Cesano Maderno intitolato ad Angelo Gays è presente un… cacciabombardiere. Che cosa ci fa un aereo militare da combattimento in un parco pubblico della Brianza? Per scoprirlo è necessario conoscere una vicenda di cronaca che risale a più di 50 anni fa: se vuoi saperne di più, leggi questo articolo!
Tutto quello che ti serve sapere
Chi era Angelo Gays
Nel parco comunale di Cesano Maderno che si affaccia su corso Roma è presente… un aereo! Perché mai?

Per trovare la risposta, è necessario partire dall’intitolazione del parco, che è dedicato ad Angelo Gays.

Angelo Ludovico Gays era un pilota della PAN, la Pattuglia Acrobatica Nazionale: quella che tutti conoscono con il nome di Frecce Tricolori.
Nato nel 1942 a Valperga, nel Canavese, sin da ragazzo Angelo era appassionato di aerei, al punto che era solito recarsi in bici fino a Caselle – dove c’era l’aeroporto di Torino – solo per ammirare i velivoli che decollavano e atterravano.
Per Angelo, dunque, fu inevitabile – non appena l’età glielo consentì – intraprendere una carriera nell’Aeronautica Militare, cioè la forza armata del nostro Paese deputata alla difesa dello spazio aereo nazionale.
Egli divenne, così, un pilota delle Frecce Tricolori, gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia aerea.

L’incidente con le Frecce Tricolori
Il 2 giugno del 1973, in contemporanea alla consueta parata militare in programma a Roma per la Festa della Repubblica, l’aereo pilotato da Angelo Gays – un Fiat G91 PAN Pony 7 – fu coinvolto in un incidente.
L’esibizione aerea delle Frecce Tricolori, come sempre molto attesa da tantissimi appassionati, prevedeva che gli aerei sorvolassero sul mare di Torvajanica, località balneare del litorale romano.

Durante una delle ultime fasi di rientro verso la base dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, il velivolo di Gays entrò in contatto con quello pilotato dal cagliaritano Antonio Gallus, forse a causa di una tardiva virata di quest’ultimo, dovuta a un malfunzionamento della radio che non aveva consentito al pilota sardo di sentire l’ordine di virata che gli era stato impartito.
L’incidente avvenne poco prima di mezzogiorno. Come raccontato nella cronaca pubblicata dall’Unità del 3 giugno del 1973 a firma di Renato Gaita, “i nove aviogetti procedevano in formazione a rombo – schierati tre a tre – lungo il litorale da Castelporziano verso Torvaianica. In testa, l’aereo pilotato dal colonnello Vittorio Zardo: seguivano poi i ‘caccia’ dei sottotenenti Gaddoni e Palanca, dei tenenti Montanari, Boscolo e Bonollo. In coda, il maggiore Gays, nato a Valperga (Torino), scapolo, il maggiore Caruvo e il capitano Gallus, di Selargius (Cagliari), due figlie”.

I velivoli di Gays e Gallus si trovavano all’ala sinistra della formazione, e procedevano a una velocità di circa 800 chilometri orari: dopo aver puntato verso il mare, iniziarono la virata in direzione di Pratica di Mare, dove sarebbero dovuti atterrare.
Più o meno a metà virata, l’urto fatale: dopo la collisione, i due mezzi si incendiarono.
Gallus riuscì a eiettarsi dal velivolo, finendo nella tenuta di Castel Porziano, residenza di campagna ufficiale del Presidente della Repubblica.
Fu trovato nel pomeriggio da due vigili del fuoco in servizio all’interno della tenuta, avvertiti dai carabinieri che in elicottero da qualche ora stavano esplorando la zona.
Le cinghie del paracadute di Gallus erano rimaste fra i rami di un albero in mezzo alla boscaglia: l’ufficiale non era riuscito a sganciarsi dal paracadute ed era rimasto appeso ad alcuni metri da terra.
Quando fu trovato, era in stato di choc, lievemente ferito alle braccia e alle gambe: soccorso, fu portato in elicottero all’ospedale di Sant’Eugenio di Roma.
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Differente fu il destino di Angelo Gays, che non riuscì a salvarsi.
Secondo diversi testimoni, Gays tentò una virata disperata per non precipitare sull’abitato di Torvajanica, e riuscì a evitare – così – un disastro immane: un gesto da vero eroe, insomma.
Di certo, il suo aereo precipitò in fiamme e si schiantò in un campo di grano, ad alcune centinaia di metri di distanza dal recinto della base di Pratica Militare.

I resti dell’aereo, che si era completamente disintegrato, vennero rinvenuti nel raggio di alcune centinaia di metri.
Una mano del pilota fu trovata a oltre 100 metri di distanza.
Dopo l’incidente
Il 3 giugno del 1973 Antonio Gallus si salvò; purtroppo, però, morì pochi anni dopo in un altro incidente di volo, avvenuto nella base aerea delle Frecce Tricolori di Rivolto, in provincia di Udine. Era il 2 settembre del 1981.
Ad Angelo Gays è stata intitolata una scuola primaria di Valperga, il suo paese di origine.
Ad Antonio Gallus è stata intitolata una strada di Selargius, il suo paese di origine.

Il Parco Angelo Gays a Cesano Maderno
Ecco spiegato il motivo per cui il giardino comunale di Cesano Maderno di corso Roma è intitolato ad Angelo Gays: perché Angelo è stato un eroe, e con il suo coraggio evitò che il suo velivolo si schiantasse su un centro abitato.

L’aereo posizionato nel parco cesanese è un Aeritalia G-91Y (MM6453 AMI) in livrea PAN, contrassegnato dal numero 7: un cacciabombardiere, cioè un aereo militare da combattimento, bimotore, con ala a freccia.

Lungo poco meno di 12 metri e con un’apertura alare di circa 9 metri, ha un peso a vuoto di 39 quintali.

Parco Angelo Gays a Cesano Maderno: dove si trova
Per entrare nel Parco Angelo Gays di Cesano Maderno puoi utilizzare l’ingresso di via Federico Borromeo o l’ingresso di via Niccolò Tommaseo.

Se desideri raggiungere il parco e hai in mente di arrivare a Cesano Maderno in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di corso Roma.
Qualora tu decida di arrivare a Cesano Maderno in treno, puoi fare riferimento alla stazione cittadina. Uscito dalla stazione, alla rotonda imbocca – sulla tua destra – via Volta. A questo punto vai sempre dritto, proseguendo lungo corso Roma, fino a che non vedrai il parco alla tua destra.
Preferisci arrivare a Cesano Maderno in autobus? Allora ti conviene utilizzare la linea Z250 e scendere alla fermata Matteotti/Roma. Da qui, lasciandoti i numeri civici pari sulla destra, procedi lungo via Matteotti e poi gira nella prima strada a sinistra, corso Roma: dopo pochi passi, troverai il parco alla tua destra.

Che cosa vedere a Cesano Maderno
Il parco Angelo Gays potrebbe rappresentare il punto di partenza di una passeggiata a Cesano Maderno con i bambini. Vuoi sapere quali altri luoghi meritano di essere scoperti in città? Dai uno sguardo al post qui sotto, che ti segnala che cosa vedere a Cesano Maderno proponendoti un itinerario completo e dettagliato. Buona lettura!
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Se vuoi conoscere in maniera ancora più dettagliata la storia dell’incidente di Angelo Gays, puoi consultare l’approfondimento che trovi sul sito web Storia delle Frecce Tricolori.

”Il parco è intitolato a un eroe che, sacrificando la propria vita, ha evitato che un aereo precipitasse sulle case. Per questo, il velivolo che lo commemora, anziché essere lasciato all’incuria, meriterebbe una manutenzione e una pulizia che rendano onore a un gesto così grande.”