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L'ingresso di Villa Zari a Bovisio Masciago

Villa Zari a Bovisio Masciago

Villa Zari a Bovisio Masciago è un’antica residenza con più di tre secoli di storia. Situata nel centro storico del paese, è circondata da un grande giardino all’inglese di cui fanno parte anche altri edifici: per esempio una pittoresca torretta neogotica che in passato veniva utilizzata come coffee house. Ti racconto tutto nelle prossime righe!

La storia di Villa Zari

Villa Zari può essere considerata uno dei simboli di Bovisio Masciago.

L'ingresso di Villa Zari a Bovisio Masciago
L’ingresso di Villa Zari

Situata in pieno centro storico, a pochi passi dal municipio e dalla chiesa parrocchiale di Bovisio, ha origini settecentesche.

Le prime testimonianze accertate relative alla residenza risalgono, infatti, alla prima metà del XVIII secolo: la villa compare nel Catasto Carlo VI del 1722, monumentale opera di censimento delle proprietà fondiarie della Lombardia austriaca voluta dall’imperatore Carlo d’Asburgo.

Al tempo, comunque, la struttura della dimora era molto diversa rispetto a quella attuale.

La voliera di Villa Zari
La voliera in stile neogotico nel giardino di Villa Zari, elegante testimonianza del gusto romantico per la rovina tipico del XIX secolo

Tra il XVIII e il XIX secolo l’edificio conobbe vari passaggi di proprietà, appartenendo – fra gli altri – a Cristoforo Lurani e a Renato Borromeo, fino a quando nel 1868 venne ceduto alla famiglia Zari.

La villa, il giardino e la coffee house

Pur essendo caratterizzata da una facciata neoclassica, Villa Zari si contraddistingue per la presenza di stili commisti, come il barocco, il rinascimentale e il liberty.

L’edificio è circondato da un grande giardino, che comprende elementi decorativi e strutture neogotiche: la più significativa è senza dubbio la coffee house, torretta dal gusto romantico alquanto suggestiva che si affaccia su piazza Anselmo IV da Bovisio, proprio davanti alla Chiesa di San Pancrazio.

La torretta neogotica a Bovisio
La torretta neogotica del giardino di Villa Zari, di fronte alla chiesa parrocchiale di Bovisio

Costruita nell’Ottocento in stile medievaleggiante, la torretta è caratterizzata dalla presenza di decorazioni di matrice nobiliare, busti in pietra, aperture ogivali e loculi circolari chiusi.

La coffee house (o Kaffeehaus, a seconda che si voglia utilizzare la dicitura inglese o quella tedesca) in passato veniva usata come struttura dedicata al ristoro dei residenti della villa e dei loro ospiti.

Le coffee house, a volte indicate come tea house, si diffusero nei giardini delle famiglie aristocratiche europee a partire dal XVIII secolo. In quel periodo, mentre i caffè nelle città divenivano luoghi di ritrovo per la borghesia, le famiglie aristocratiche decisero di “reagire” a questa tendenza facendo erigere dapprima delle sale da caffè nelle proprie dimore, e successivamente dei veri e propri edifici a parte. Il modello architettonico di riferimento era quello inglese: ecco perché l’espressione anglofona coffee house si diffuse anche al di fuori dei confini britannici.

Quello di Villa Zari rappresenta uno dei rari casi di coffee house affacciate sulla strada: di solito, infatti, queste strutture venivano realizzate nelle parti interne dei giardini, magari nascoste dalla vegetazione, per garantire riservatezza, quiete e discrezione.

La posizione della coffee house di Villa Zari in una zona perimetrale del giardino garantiva, a suo modo, una vista panoramica: da qui un tempo si poteva vedere chi usciva e chi entrava in paese, dato che la torretta si trovava all’incrocio tra le due strade principali di Bovisio (quella che portava a Masciago e quella che portava a Binzago).

Insomma, zona ristoro, ma non solo: anche un punto di osservazione privilegiato per un controllo strategico.

La famiglia Zari

Come ti ho accennato, la famiglia Zari entrò in possesso della villa nel 1868.

Gli Zari governarono i due comuni di Bovisio e Masciago (all’epoca i due paesi non erano ancora uniti), sia a livello economico che dal punto di vista politico, sotto diversi regimi.

Eloquente, in tal senso, il dato delle elezioni politiche del 1904, quando Fermo Zari – candidato della destra liberale – sconfisse il candidato socialista Cesare Silva per 205 a 0. Ma di Fermo Zari ti parlerò fra poco: adesso facciamo un passo indietro.

La ditta Fratelli Zari fu fondata intorno alla metà dell’Ottocento (non si hanno notizie precise in merito).

Di certo, già nel 1867 l’ingegnere Fermo Zari (eccolo!) fondò, con una trentina di maestranze, uno stabilimento per la lavorazione del legno.

In pochi anni – come raccontato nel volume Il paese ritrovato. Storia di Bovisio Masciago dal 1850 al 1950 attraverso i documentigli affari crebbero sensibilmente: da una prima macchina con 4 cavalli di potenza si passò a macchine da 90 cavalli.

Se all’inizio il laboratorio Zari era di piccole dimensioni, già nel 1888 si estendeva su un’area di circa 8mila metri quadri.

Alla fine del XIX secolo, la guida dell’azienda venne assunta dai fratelli Gian Claudio e Carlo Zari, figli di Fermo.

L’introduzione di impianti moderni si tradusse nell’allestimento di nuovi reparti: la produzione includeva, fra l’altro, mobili per uffici, macchine da cucito, pianoforti, pavimenti in legno e utensili per dipingere.

Alla fine dell’Ottocento la ditta Fratelli Zari si occupò anche dell’esecuzione del progetto per l’impianto elettrico per le strade di Bovisio e Masciago.

Le lampade fornite dalla ditta Zari, che presero il posto di quelle a olio, erano più semplici da gestire e più resistenti: si decise che dovessero funzionare solo nelle notti tra il 16 agosto e il 15 maggio, ma comunque la ditta aveva facoltà di tenerle spente nel caso in cui la luna facesse luce a sufficienza.

Grazie agli Zari, l’elettricità arrivò anche a Binzago, a Cesano, a Varedo, a Mombello, a Limbiate, a Senago, a Palazzolo e a Paderno.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, la produzione della ditta Fratelli Zari fu riconvertita per esigenze belliche, con la realizzazione delle carcasse in legno per gli aerei.

La ditta avviò, in particolare, una collaborazione con l’industriale Gianni Caproni, fondatore dell’omonima azienda aeronautica e pioniere del volo in Italia: per questo il nome Zari è, ancora oggi, legato a quello dei primi aerei da bombardamento che furono costruiti nel nostro Paese, come il CA.33.

Nel dopoguerra, poi, ripresero le lavorazioni di un tempo.

Fermo Zari e la scuola elementare di Bovisio

Gli Zari, grazie alla loro attività, consentirono a molte famiglie di Bovisio di poter contare su un lavoro sicuro e duraturo; essi, inoltre, si resero protagonisti e promotori di molteplici opere di benemerenza.

A Fermo Zari fu intitolata anche la scuola elementare di Bovisio, inaugurata nel 1929.

Le scuole comunali Fermo Zari
L’edificio delle scuole comunali Fermo Zari a Bovisio, che oggi ospita ambulatori e altri servizi per la comunità

Il progetto dell’edificio risaliva al 1923, e in origine non era stata prevista l’intitolazione a Zari: la denominazione avrebbe dovuto essere semplicemente “Scuole Comunali di Bovisio”.

Fu la famiglia Zari a obbligare l’amministrazione al cambio di nome: “obbligare” per modo di dire, e tra poco ti racconto il perché.

In una lettera inviata al commissario prefettizio Francesco Laudisio il 15 maggio del 1929, i fratelli Gian Claudio e Carlo Zari – figli di Fermo – comunicavano che avrebbero donato al comune il terreno su cui la scuola avrebbe dovuto essere costruita solo a condizione che essa fosse poi intitolata al padre.

Perché la lettera fu spedita al commissario prefettizio e non al sindaco? Semplice: perché il sindaco di Bovisio all’epoca era… Carlo Zari, cioè uno dei due fratelli coinvolti.

Il conflitto di interessi, insomma, era consistente.

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Laudisio non poté far altro che accettare la richiesta.

Nella delibera relativa all’intitolazione, egli si fece “interprete dei sentimenti di tutta intera la cittadinanza la quale serba giustamente un senso di devozione verso la tanto benemerita famiglia Zari”, esaltando lo “squisito senso di civismo e di filantropia” dei fratelli Zari che, donando il terreno, compivano un “munifico atto che è un anello di una lunga ed interminabile catena che fa capo ai più lontani antenati dell’illustre Famiglia Zari che di generazione in generazione ha portato il nobile retaggio”.

L’esperienza politica di Fermo Zari

Fermo Zari era stato sindaco del paese per 15 anni tra il 1889 e il 1904.

Via Fermo Zari a Bovisio
La via intitolata a Fermo Zari a Bovisio

Il 13 novembre del 1904 era stato eletto deputato per il Partito Liberale nel collegio di Desio per la XXII legislatura del Regno.

Tuttavia tale proclamazione era stata contestata da quattro elettori del comune di Seregno, che faceva parte del collegio di Desio.

Secondo loro, Zari doveva essere ritenuto incompatibile poiché erano passati meno di sei mesi tra il momento in cui aveva lasciato la carica di sindaco di Bovisio (paese che a sua volta rientrava nel collegio desiano) e la data della sua elezione.

Il relatore delle elezioni aveva esaminato la richiesta dei quattro postulanti, ma l’aveva respinta.

Così, durante la seduta del Parlamento del 7 dicembre del 1904, la proclamazione di Zari era stata convalidata senza contestazioni.

Ma non era finita lì: il 22 gennaio del 1905, gli stessi quattro elettori che avevano messo in discussione l’elezione la prima volta avevano chiesto alla Camera un nuovo giudizio, ritenendo che il loro ricorso fosse sfuggito al relatore.

Così, il 26 maggio del 1905 in Parlamento si era discusso dell’eventuale ineleggibilità di Zari: la Giunta per le elezioni era arrivata alla conclusione di dover annullare la proclamazione del politico bovisiano.

Il 27 maggio, i parlamentari chiamati a votare la proposta della Giunta erano 238: in 136 avevano votato a favore dell’annullamento dell’elezione di Zari, che pertanto aveva dovuto lasciare lo scranno in Parlamento.

Ritornato a Bovisio, Fermo Zari era stato nuovamente sindaco del paese dal 1910 al 1913.

Qualche anno dopo, i figli ne onorarono il ricordo con l’intitolazione della scuola.

Come visitare Villa Zari a Bovisio Masciago

Villa Zari è una residenza di proprietà privata, ma può essere visitata in occasione dei numerosi tour guidati che vengono organizzati nel corso dell’anno (per esempio in occasione degli appuntamenti di Ville Aperte) grazie ai volontari dell’associazione Baule Verde.

La Madonna Immacolata di Claudio Bianchi
L’edicola religiosa, con l’immagine della Madonna Immacolata, visibile sul muro perimetrale del parco di Villa Zari. Il dipinto è stato realizzato nel 1988 dall’artista locale Claudio Bianchi

L’attività della ditta Zari è cessata da tempo, e gli stabilimenti sono dismessi. A Fermo Zari è dedicata una via di Bovisio: proprio la strada sulla quale si affacciano gli edifici della vecchia ditta. Sopravvive – e bene! – Villa Zari, preziosa testimonianza ed eredità di un piccolo impero che ha scritto la storia di Bovisio Masciago.

Dove si trova Villa Zari a Bovisio Masciago

Villa Zari si trova in corso Italia 8 a Bovisio Masciago.

Visitare Villa Zari a Bovisio Masciago
Villa Zari

Se decidi di visitarla e hai in mente di arrivare a Bovisio Masciago in auto, puoi lasciare la macchina nei parcheggi di piazza Anselmo IV da Bovisio.

Preferisci arrivare a Bovisio Masciago in treno? Allora puoi fare riferimento alla stazione cittadina. Uscito dalla stazione, vai a destra in via Vittorio Veneto, e poi gira di nuovo a destra per superare il passaggio a livello. Prosegui in via Roma fino al semaforo: qui svolta a destra in piazza Biraghi. A questo punto vai dritto e continua in corso Italia, finché non troverai la villa sulla tua sinistra.

Infine, nel caso in cui tu abbia intenzione di arrivare a Bovisio Masciago in autobus ti conviene utilizzare la linea Z111 e scendere alla fermata di via Cavour 4/A. Da qui, lasciandoti i numeri civici pari alla tua sinistra, incamminati lungo via Cavour e prosegui lungo corso Italia, fino a quando non vedrai la villa sulla sinistra.






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